25.3.17

Recensione Moonrise Kingdom

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Mentre me ne stavo a vedere l'ennesimo Wes Anderson in cui, più ne ammiravo l'estetica, più sentivo che le emozioni non arrivavano, ecco che, finalmente, in Moonrise Kingdom trovo la sequenza che rappresenta quello che è per me tutto il cinema di questo regista. E del rapporto che ho io con lui.


Moonrise Kingdom è la prova definitiva di quanto io possa stimare, ammirare e farmi gli occhi belli con Wes Anderson ma no, amarlo no.
E mentre guardavo il film, mentre mi rendevo conto che stavo provando tutte le stesse identiche sensazioni che provo coi suoi film, mentre me ne stavo lì a vedere quelle straordinarie composizioni di scene, quei colori incredibili, quelle location e tutto quello che fa di Moonrise Kingdom l'ennesima perla fotografica wesandersoniana, mentre mi struggevo di avere davanti tutto sto popò de roba senza che il cuore facesse click, mentre ripensavo a quella frase un pò forte che scrissi sul cinema di Wes

" film di Wes Anderson, i suoi personaggi, sono come una magnifica scatola colorata che, quando la apri, dentro non c'è nulla o comunque niente che fa pendant con la scatola, semmai un topo morto con un papillon rosa."

 mentre me ne stavo lì a dire "No, basta, farai la solita recensione identica su Anderson", mentre mentre mentre penso tutto questo arriva una scena.
E sta scena per me è la metafora perfetta del cinema di questo regista.
Anzi, la metafora perfetta del rapporto che ho io con il cinema di questo regista.
Ma mica ve la dico subito eh, che forse è l'unica parte interessante della rece, lasciamola a dopo.

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Perchè Moonrise Kingdom è anche tante cose belle.
Come detto la composizione dell'inquadratura di Anderson è, come sempre, impressionante.
Ma più che i suoi celeberrimi campi medi col protagonista centrato, io ho trovato due campi lunghi straordinari.
Uno su tutti quello del campo di grano dell'incontro tra i due ragazzi.
Ragazza, diciamo bambini va.

20.3.17

Recensione: "Dear Zachary"

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Visto ieri per una serie incredibile di coincidenze Dear Zachary è un documentario a tratti di devastante dolore.
In realtà questo doc è un atto d'amore verso un uomo ucciso e amato da tutti.
Ma non solo verso di lui.
La conferma, se ce n'è una, che l'Uomo è l'essere vivente capace di tutto, dai gesti più inumani ai comportamenti e alle reazioni più meravigliose.

dopo ogni foto spoiler più grandi

film disponibile nel Guardaroba

Ieri sera un lettore mi consiglia questo film praticamente sconosciuto.
Senza sapere che solo poche ore prima questo film mi era stato mandato da vedere.
Non so quante probabilità ci possano essere in tal senso, un film che nessuno conosce e che, nello stesso giorno, una persona ti manda e una ti consiglia.
E io che di solito rimando e rimando le visioni stavolta l'ho visto come un segno.
Ma non finisce qui.
Finisco di vedere il film e mi accorgo che è il 19 Marzo, Festa del Papà. Mi viene un brivido perchè probabilmente in 1200 film recensiti nessuno più di Dear Zachary è adatto a questa giornata.
Tre coincidenze pazzesche, roba da uno su un milione.
Dear Zachary è un documentario che racconta una vicenda pazzesca, terribile, a tratti devastante.
E' la storia di Andrew Bagby, un ragazzo di 28 anni ucciso a sangue freddo dalla sua ex compagna.
Un ragazzo amato da ogni singola persona lo avesse incontrato in vita, amici, parenti, colleghi.

18.3.17

Recensione: "Fuga"

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Il primo film, quasi sconosciuto, di quel grandissimo regista che è Larrain.
E tutto fuorchè un'opera prima sembra questo Fuga, opera dura, ossessiva, sofferta, sulla storia di un musicista e del suo componimento maledetto, un componimento nato da un terribile fatto di sangue nel suo passato.
Musica che è vita e morte, riparo e dannazione.
Sì, Larrain era già grande.

presenti spoiler

"Voglio dirigere un concerto per pianoforte e orchestra"
Questa la prima frase della prima inquadratura del primo film in carriera di Pablo Larrain.
Nemmeno un secondo nel mondo del cinema e c'è questa frase.
"Voglio dirigere un concerto per pianoforte e orchestra"
A pronunciarla è un nemmeno trentenne musicista.
Ecco, mi piace pensare che questa prima frase di questa prima inquadratura di questo primo film di Larrain -detta poi da un personaggio praticamente coetaneo del regista (all'epoca aveva 28 anni) - sia il manifesto dello stesso regista, il suo immediato presentarsi, il suo comunicarci intenti ed ambizioni.
Quel musicista giovanissimo è il regista che ha già in testa la grandezza di quello che potrà fare.
E, proseguendo la metafora, dobbiamo dire che sì, che il talento nella musica di Eliseo Montalban è pari a quello nel cinema del suo "pigmalione" (passatemelo) ed alter ego Pablo Larrain.
A 28 anni sapeva già quanto grande poteva diventare.

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E ci regala un film che non è un'opera prima, che non è acerbo, che non è sperimentale, che non è un gioco d'esordio.
No, è la prima sinfonia di un direttore d'orchestra che vuole tutto.
E può tutto.

15.3.17

Recensione: "Train to Busan"

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Probabilmente una delle meglio cose in genere zombie viste in questi anni.
Ma quello che rende grande Train to Busan (film tremendamente ripetitivo a volte) è da cercare altrove.
E quell'altrove è un rapporto padre-figlia raccontato in maniera straordinaria.
Fino ad un finale struggente, da pelle d'oca

presenti spoiler dopo terza immagine

Non ho mai visto un solo episodio di The Walking Dead.
Già con le serie non ce la faccio, figuriamoci quelle così lunghe.
Ho sentito parlarne benissimo e malissimo.
Ma poco importa.
Questa piccolissima prefazione per dire che nel sottogenere zombie Train to Busan è per me, senza ombra di dubbio, una delle meglio cose che grande schermo e piccolo schermo ci hanno dato nell'ultimo decennio.
Se proprio devo sparare un nome al primo posto probabilmente citerei Dead Set.
Resta il fatto che questo sottogenere di capolavori non ne porta ormai più. 
E, a mio parere, non lo è nemmeno questo Train to Busan, film osannatissimo da tanti "colleghi" (mi è parso).
Li capisco eh, il film è davvero bello ed emozionalmente è quasi una perla.

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Il suo problema sta nel fatto di essere talmente ben realizzato, talmente adrenalinico, talmente perfetto nel tratteggiare i rapporti che c'è il rischio di non "accorgersi" di un aspetto quasi inquietante.
Il film è la ripetizione quasi ad libitum di una stessa scena.
Ora capisco farla una volta, capisco due, capisco tre, ma qui stiamo parlando di almeno una decina di sequenze una uguale all'altra.
Mi riferisco ovviamente alle corse in treno per scappare dagli zombie e alle porte chiuse in faccia a questi.
Credo che almeno un'ora e venti delle quasi due di durata raccontino questo, tanto che potremmo montare il film anche in maniera completamente diversa senza quasi accorgercene.

14.3.17

Recensione: "Kong: Skull Island"

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Dovuto vedere "per forza" alla fine mi sono ritrovato davanti un gran bel film d'avventura, anche più curato di quanto il genere richiederebbe.
Cast impressionante, bella fotografia, grandissimi effetti visivi per un film che dopo la sua metà diventa, per mio gusto, troppo di genere e schematico.
Ma il cinema è anche questo a volte, ben venga.

Son piccolo, credo 8,9 anni.
Vado a qualche famoso parco-giochi del "Nord", quasi di sicuro Mirabilandia.
Era un'occasione irripetibile, dicevano.
Sì, perchè c'era King Kong.
Quello vero, quello Hollywoodiano.
Arrivamo in questa stanza enorme, quasi un hangar, e lo scimmione è là, gigantesco, steso.
Ci vogliono minuti per percorrere tutto il suo perimetro.
Non ho mai saputo se quello fosse veramente il vero King Kong (ma chi avrebbe mai costruito un falso King Kong lungo, che so, 100 metri?), se, come poi si vede nei suoi film, l'avessero portato in Italia dentro una nave o un jumbo, ma di sicuro, passati trent'anni, ancora mi ricordo la cosa.
Ecco, quel bambino che perimetrava lo scimmione e si fermò a guardarlo negli occhi -occhi più grandi del bambino stesso- rimane l'unico mio ricordo di King.

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Sì perchè il film originale non l'ho visto, quello di fine anni 70 credo di sì ma ricordo cazzi, quello di Jackson me pare de no.
Quindi anche se sono dovuto andare al cinema "costretto" (domani scadono i punti Uci, e io in due anni avevo accumulato punti solo per due film...) in qualche modo ero lo spettatore perfetto per questo film.

11.3.17

Cinema e Musica, recensioni "Vase da Noces" - "Control" - "Extra Action and Extra Hardore" - Scritti da Voi (102) - Alex Cavani

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Oh, finalmente dopo 7 anni e mezzo in questo blog si parla un pò di musica...
Io, da capra quale sono una volta su dieci cito le colonne sonore.
E allora mi viene in soccorso Alex Cavani, un giovane lettore del blog musicista e studente.
Lo so, studia a Bologna, il che lascia sempre un pò di perplessità ;)
A parte gli scherzi, gran bel pezzo, molto ben scritto e competente.
22 anni eh, ma con già più di un decennio di musica alle spalle.
Prima si presenta, poi i film.


Mi chiamo Alex Cavani, sono un ragazzo di 22 anni della provincia di Modena; studio Lettere moderne a Bologna, suono la chitarra e studio musica da quando avevo sei anni.
Faccio parte di una band da anni che si chiama "Le Piccole Morti", con cui ho pubblicato due dischi (sotto un altro monicker però) e ho pubblicato un demo solista quando avevo 13 anni.
Faccio parte anche di un'ensemble di musica e canto a cappella, Ekos Vocal Ensemble, con cui quest'anno festeggeremo il decennale.
Mi sono appassionato al cinema in realtà pochi anni fa, una passione che è nata soprattutto dalla ricerca di un cinema "estremo", da ogni punto di vista, infatti ho conosciuto il blog proprio cercando una recensione di "Gummo" :)  (che non c'è... N.D.R)
E quindi mi piace e mi è sempre piaciuto guardare i film facendo attenzione alla musica, specialmente quando questa non è una semplice soundtrack formata da canzoni o brani (orchestrali o sinfonici che siano), ma quando diventa anch'essa qualcosa di più interessante da analizzare. 
Tutto qui insomma :)
Ho sempre voluto scrivere qualcosa a riguardo e anche se non ho mai commentato con frequenza sul blog, l'atmosfera di amicizia e scambio che si respira tra le vostre pagine mi ha sempre fatto trovare bene e quindi questa volta ci ho provato :)

VASE DA NOCES (1974) - Thierry Zèno

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Conosciuto anche come "The Pig Fucking Movie" dagli amanti del cinema weird (ma il titolo originale è di dubbia traduzione: tra "fango delle nozze" e "vaso da notte"), il film narra le vicende e le relazioni di un uomo, Dominique Garny, unico protagonista umano, e degli animali che lo circondano, il tutto ambientato in una fattoria fatiscente nelle campagne belghe.
L'uomo, affetto da problemi mentali, vive in simbiosi totale con i suoi animali, e compie ogni sorta di azione malsana a cui forse sarebbe difficile anche solo pensare, verso se stesso e verso di loro, fino allo snodo della trama (sempre che si possa trovare una reale trama), cioè l'innamoramento verso la sua scrofa e la volontà di "creare una famiglia" con lei.

10.3.17

Recensione: "Europa Report"

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Un fantascienza quasi unico.
Ibrido tra mockumentary e tecnica di telecamere a circuito chiuso Europa Report racconta della missione di sei astronauti, la missione che porterà l'Uomo verso distanze mai raggiunte, verso un satellite di Giove dove potrebbe esserci vita.
Ansiogeno, benissimo costruito, forse un filo troppo scientifico e tecnico, Europa Report ha il merito della sobrietà, della scelta del non mostrare, della vera e propria ancestrale paura dell'ignoto

qualche spoiler dopo immagine decollo, pesanti invece dopo ultima immagine

E' il 2000.
Il sottomarino russo Kursk affonda nel mare.
Dentro ci sono più di 100 persone.
Impossibile comunicare con loro.
Il mondo sta con il fiato sospeso per giorni e giorni, non si capisce come sia possibile che quel sottomarino non venga soccorso. 
Arriveranno tardi, tutti morti.
Io ho 23 anni e ricordo che scrivo un racconto, chiamato proprio Kursk, in cui mi immaginavo gli ultimi giorni passati dall'equipaggio chiuso in quella trappola mortale. Dall'iniziale calma alla pazzia finale.
Ecco, ieri la vicenda raccontata in questo davvero bello Europa Report, ovvero la storia di sei astronauti persi nello spazio e con cui si sono persi tutti i contatti, mi ha ricordato tantissimo la vicenda del Kursk.
Cambiano solo le altezze, lo spazio profondo e il mare profondo.

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Eh, proprio di "profondità di altezza" bisogna parlare perchè la missione Europa è quella che si spingerà più lontana di tutte nella nostra storia.
Verso, appunto, Europa, nientepopodimeno che un satellite di Giove.
Si è scoperto che sotto il ghiaccio di cui è ricoperto potrebbe esserci dell'acqua.
E acqua, lo si sa, è sinonimo di possibilità di vita.
Europa Report è un mockumentary un pò sui generis.
Già una volta avevo affrontato la questione sulla differenza tra mockumentary e found footage.

8.3.17

Nasce "Il Guardaroba de Il Buio in sala", la costola (su facebook) del blog per poter vedere facilmente i film difficilmente reperibili

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Da almeno un annetto capitava che io "spacciassi" su facebook i link dei film che recensisco qua.
Quelli più difficili da trovare, spesso i film più belli.
Ieri m'è venuto in mente (perchè tanto già il blog e facebook me portano via il 70% del tempo, dovevo fa 90) di creare un posto organizzato, un gruppo, dove poter mettere questi link.
In nemmeno 24 ore più di 100 persone hanno chiesto di entrare dentro.
Cos'è Il Guardaroba de Il Buio in Sala?
E' un gruppo facebook aperto a tutti (ma "chiuso" come impostazione, nel senso che non sei membro non vedi i post) dove a cadenza settimanale (credo) metterò i link di film difficilmente reperibili.
Tanti li ho già recensiti, tanti spero di vederli e recensirli.
Invece che scervellarmi a scrivere tanto vi copio incollo i due post che ho messo nel gruppo.

Il Link è questo

Il Guardaroba de I Buio In Sala

Buongiorno a tutti, sono Giuseppe Armellini de Il Buio in Sala.

Qualcuno mi conosce personalmente, altri per il blog, altri ancora, i più fortunati, per niente.
Siccome ogni volta che in questi anni avevo dei link per bei film non distribuiti avete risposto molto positivamente, ho pensato di creare questo gruppo dove organizzare la cosa.
Ovvero un gruppo ESCLUSIVAMENTE di link di film difficili da reperire.
Alcuni li abbiamo nel nostro pc, altri magari li troviamo in qualche altro gruppo fb di film irreperibili, altri ancora sono proprio delle chicche trovate da ricerche personali (non mie, io sono una capra).
Magari nel tempo mi verranno in mente cose nuove ma per ora le regoline sono queste


1 Metteremo MASSIMO un film a settimana, non più
2 Il film sarà un link we transfer. Praticamente voi dovrete solo scaricare il film, a prova di analfabeti informatici come me
3 Essendo we trasnfer i link SARANNO A TEMPO, una settimana. Metterò la data di expire nel post ben evidente. Questo però non vuol dire che scaduto il tempo non potete chiedere il film, ve lo rimando io personalmente semmai
4 per adesso ho pensato di fare un gruppo organizzato solo per i link. Questo vuol dire che voi non potrete pubblicare nulla, per quello ci sono già tanti altri gruppi o pagine. Io poi ho il blog. Questo non significa che nei commenti non potete scrivere, anzi, sarebbe bellissimo instaurare discussioni. Io, e chi mi conosce lo sa, seguirò tutto col massimo impegno possibile
5 I film probabilmente potrebbero anche venire da altri gruppi, penso ad esempio CineSuggestion. Questo è un luogo dove organizzare e far vedere quelli che ci sono piaciuti a noi, da dove provengano non è importante, siamo tutti sulla stessa barca
6 Potete invitare chi volete!
7 Potete richiedere qualsiasi film, proveremo a trovarlo. Anche se è molto probabile che prima di metterlo qua io li vedrò, mi piace far vedere e parlare di cose che conosco
8 Per questo motivo molto spesso affiancherò ai link le mie recensioni. Anche se sarebbe sempre meglio leggerle dopo
9 Qualsiasi idea è ben accetta ;)
2

100 iscritti in nemmeno 20 ore. E io che pensavo che 30/35 sarebbero stati abbastanza...
Questo è l'ultimo post scritto che voglio fare prima di iniziare a mettere film e, di conseguenza, "chiudere" il gruppo (ma iscriversi sarà sempre possibile)
Volevo dire due cose sui film che metteremo perchè si sono già create delle incomprensioni.
L'unica caratteristica comune che avranno i film è di non esser stati distribuiti (o magari sì, ma poi sono scomparsi) e di non poter essere trovati facilmente in streaming.

Per il resto qua ci potranno essere TUTTI i film possibili.

Insomma, non è un gruppo di fighetti o alternativi che metterà film impossibili, anti narrativi, super ricercati.

Non siamo Francesco Cazzin insomma, con tutto il rispetto che posso avere per lui (e riguardo le sue conoscenze ne ho moltissimo, come si pone zero).
Magari ne capiteranno anche di film-non film estremi, ma come possono capitarne di qualsiasi tipo.

Altra cosa. Questo gruppo non vuole essere esclusivo, siamo semplicemente un gruppo di appassionati che vuol far vedere film meritevoli e che la gente comune (ossia quelli non malati e ricercatori di download) di solito non vede.

Indi per cui può darsi che alcuni film li prenderemo da siti specializzati nel dare questo servizio. Non c'è niente di male. Quindi non mi dite "Eh, ma questo un mese fa era su CineSuggestion". Proprio perchè era là e meritevole magari lo abbiamo portato qua. Noi non siamo un sito che dà un servizio, solo un gruppo di amici che raccoglie cose.
E le raccoglie da ricerche personali, da altri siti o da dove volete.

Dobbiamo tutti lavorare per la medesima cosa, far vedere bel cinema. Non è una guerra a chi ha il film più introvabile, siamo tutti dalla stessa parte.

Poi capiteranno film che abbiamo solo noi (perchè ho messo 3 amministratori fenomenali per alcune ricerche e assemblaggi) ma con la stessa probabilità per cui ne metteremo altri che conoscete già in parecchi.
Se siete ricercatori di download seriali e siete iscritti a 1000 gruppi di questo tipo probabilmente qui troverete un film buono ogni 10.
Ma se siete solo amanti del cinema e non ricercatori magari ne conoscerete pochissimi invece.

Altra cosa. Questo spazio è una costola del blog (dopo la costola "fisica", quella del raduno di settembre, ho provato a fare questa virtuale) quindi capiteranno molti film che io ho amato, che chi legge il blog ha visto e di cui, magari, io avevo già "spacciato" il link qua su facebook.
Però questo spazio servirà come archivio, quindi li riproporrò. Tanto qualcuno che non li conosce ci sarà sempre.
Come detto i film saranno a tempo, una settimana. Ma se passata la settimana finite nel post di un film interessante me lo richiedete senza problemi. Io lo ricarico e aggiorno la nuova data di expire. E magari lo comunico a tutti, almeno altri possono recuperare.
Tutto qui. Scrivete scrivete, chiedete film, dialogate, fate diventare questo spazio una cosa virtuosa. Ho deciso di non far pubblicare post ai membri (a malincuore) perchè altrimenti sarebbe diventata una cosa selvaggia e i film si perdevano in mezzo a mille altre cose.
Ma potete scrivere e commentare ovunque anche se non potete fare post.
Ci tenevo a dire tutto questo per prevenire alcune critiche che non avrebbero senso.

W tutti i film, w tutti i siti o gruppi che aiutano a farli conoscere (ma abbasso quelli che fanno vedere roba nuova e distribuita perchè, sopra tutto, w la sala).

un abbraccio


Insomma, vi aspetto ;)

6.3.17

I Corti de Il Buio in Sala (17): Una casuale selezione

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Dopo parecchi mesi torna l'appuntamento con i cortometraggi. 
A differenza di tutte le altre volte stavolta non ci sarà nè un genere unico, nè un tema nè una "monografia".
Semplicemente una rassegna di alcuni corti che questi mesi avevo salvato, la maggior parte consigliatimi.
Oggi li ho visti la metà (l'altra forse domani)

-PER VEDERE I CORTI CLICCARE SUL TITOLO-



Korea, 11 minuti (solo con sub inglese, molto facili peraltro)
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Inquietante e misterioso corto coreano sull'assoluta necessità di apparire ed essere "come gli altri".
Siamo ad un punto estremo della disumanizzazione, talmente estremo che anche gli ultimi esemplari "umani" bramano di diventare altro.
Attenzione, trame molto diverse ma particolarissime analogie con l'Anomalisa di Kaufman


England, 5 minuti (è in  inglese ma tranquilli, è praticamente muto)
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In un certo qual modo anche questo su una mutazione.
Trama quasi inesistente, durata brevissima, Eel Girl è un corto prettamente visivo e d'atmosfera.
La stanza laida e melmosa dove sta lei è magnifica.
Meglio innamorarsi di qualcun altro...
Anche questo mi ha richiamato un film, il norvegese Thale


Usa, 6 minuti
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La Pixar porca puttana.
La Pixar, che altro aggiungere?
Ah sì, la musica di Santaolalla


Italia, 6 minuti
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Il ritorno dell' "amico" Federico Zampaglione è con un corto.
Davvero ben fatto per regia e location, la stessa di The Chernobyl Diaries.
Perfetto equilibrio tra storia, horror e componente emotiva.
Che buffo, terzo corto su quattro in cui ci sono malformazioni fisiche


Germania, 8 minuti
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Impressionante collage animato che con malinconia e sarcasmo ci offre un assurdo viaggio in 47 scenette.
Una volpe che si spara davanti al mistero dell'Universo è il prologo per un cortometraggio che parla di tutto facendo finta di non parlar di niente.
Un' inventiva folle, visionario, concettuale.
Somiglia un pò all'Anderson del Piccione.
Del resto anche lì, come qua, c'era un animale che rifletteva sull'esistenza


Italia, 8 minuti

Riccardo Simoncini ha 18 anni, è un lettore del blog e un ragazzo che, seppur giovanissimo, ha una passione grande così per il cinema e per l'immagine.
Fa di tutto, scrive (ha recensito qua l'ultima mostra di Venezia), fa fotografie e realizza i suoi primi corti.
E qua dimostra già un grande occhio per l'inquadratura e, quel che è più importante, il bisogno di dire qualcosa.
Non è facile a 18 anni scrivere e pensare cose del genere, c'è personalità e coraggio.
Tra Alps ed Her la storia di un ragazzo che, probabilmente per un grande senso di colpa (l'incipit), si ritrova in una profonda depressione e crisi di identità.
Non gli resta che interpretare la vita degli altri per sentirsi nuovamente vivo.
Ma è una vita comunque priva di qualsiasi slancio vitale, solo un nuovo ruolo in un mondo di burattini e burattinai.


3.3.17

Recensione: "Calvario"

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E' domenica.
Qualcuno in confessionale promette a Padre James che la domenica successiva lo ucciderà.
Senza che abbia nessuna colpa, se non quella di rappresentare una categoria, i preti, che a quella persona hanno rovinato la vita.
Calvario è il racconto della settimana passata da un prete in mezzo ad una comunità piccola, isolata e perversa.
Una settimana passata aspettando un appuntamento.
Con un magnifico Gleeson e un rapporto padre-figlia di struggente verità.

presenti spoiler (ma ho comunque cercato di starci attento) dopo l'ultima immagine

Chissà che ha pensato Padre James quando ha visto quella bara che stavano per imbarcare nel suo aereo.
Chissà quali riflessioni sulla vita e sulla morte, su quello che sarebbe meglio fare e su quello che, invece, è giusto fare.
Chissà se quella bara che nascondeva il giovane corpo di un ragazzo innamorato morto d'improvviso e innocente non gli abbia fatto pensare che, forse, il suo ruolo è quello di affrontarla la morte, di non averne paura.
Perchè paura di morire Padre James ne ha, qualcuno appena 5 giorni prima gli ha promesso, in un folgorante incipit, che lo ucciderà domenica mattina prossima.
E lo ucciderà solo perchè è un prete, anche se un prete buono che non ha fatto male a nessuno.
Un prete che dovrà diventare capro espiatorio di un'infanzia di abusi terribili.

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Calvario è un film facile da vedere ma dallo svolgimento strano, non canonico.
C'è la sensazione che dietro alla sua maschera di film abbastanza "easy" nasconda invece un'anima e delle riflessioni profondissime. Non fa niente per spiritualizzarsi, per ergersi, per fare la voce grossa in senso autoriale.