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21.9.10

Recensione: "Ex Drummer"



Dopo Afterschool mi ritrovo per la seconda volta consecutiva nell'incredibile difficoltà di dare una giusta valutazione a un film. Questo perchè dietro la facciata sporca e cattiva, forse troppo sporca, forse troppo cattiva, Ex Drummer mi pare avere un'anima, un senso, un qualcosa da raccontare, un perchè.
Chi lo vede soltanto come film iperviolento, misogino, grottesco, squallido, vuoto, prende a mio parere un grosso abbaglio peccando di superficialità.
Il film racconta il Degrado, che sia fisico, psicologico, etico, morale o semplicemente delle condizioni di vita. Lo fa attraverso gli occhi e il racconto di uno scrittore famoso, ricco, affascinante e innamorato, il quale decide di calarsi in questo degrado, in questo squallore accettando di diventare il batterista di una band heavy metal (almeno credo...) per conoscere più che altro la vita dei suoi componenti: un sadico e assassino stupratore di donne, un mezzo sordo disadattato e cocainomane con moglie (anch'essa cocainomane) e figlia, un omosessuale con gravissimi problemi famigliari. Lo scrittore sarà semplice osservatore, non cercherà affatto di migliorare la vita dei 3 (anzi) ma, come fosse uno studio sociologico, acquisisce informazioni da poter mettere in un romanzo. Ex Drummer è un film di denuncia, denuncia di un mondo underground nel quale vive la peggio gioventù ma non per questo, grazie al suo "carattere" grottesco e surreale, sembra condannare tutto ciò. Sembra quasi che il regista sia lo stesso scrittore, semplice osservatore dei fatti. Per questo non ho sopportato nel finale (che altrimenti sarebbe stato bellissimo) le pseudointerviste ai corpi dei protagonisti morti, atte a svelare che dietro la loro squallida vita e a ciò che loro sono, ci sono violenze, incesti o shock adolescenziali. 




Queste giustificazioni erano a mio parere del tutto superflue e dimostrano un cedimento nel coraggio che il regista ha dimostrato per tutto il film. Regista, per inciso, che sa fare il suo mestiere alla grande. A partire dagli straordinari titoli iniziali, ci sono una serie di trovate, vuoi surreali (come le scene col misogino al contrario, vedi locandina) vuoi assurde e metaforiche (come la grotta-vagina) vuoi emotivamente fortissime (come il sordo che urla stringendo il materassino per la morte della figlia)vuoi semplicemente ottime cinematograficamente (come quando Dries, lo scrittore, si allontana dal palco del concerto) che testimoniano quanto Ex Drummer non sia un filmetto underground qualsiasi, ma sia un progetto cinematografico, condivisibile o no, scritto e portato a termine con tutti i crismi. Spesso e volentieri si eccede, è vero, e se solo avessi il minimo dubbio che il regista si schierasse dalla parte di tali aberrazioni, sarei il primo a condannarlo. Il finale però è in questo senso catartico, anche se trattasi di una purificazione occorsa attraverso sangue e violenza. Il padre dell'omosessuale, personaggio costretto legato a letto da anni dai familiari, viene liberato dallo scrittore e, pistola in pugno, fa fuori veramente tutti. In un montaggio alternato vediamo lo scrittore far sesso con la compagna in casa sua e, contemporaneamente, il padre massacrare chiunque gli capiti davanti. Il primo ha finito il suo compito, se ne può tornare finalmente e definitivamente nel suo attico e lasciare che qualcuno al posto suo (liberato da lui) ripulisca il mondo dalla feccia. Che poi la feccia si "crei" a causa di traumi infantili, come ho detto prima, era un'informazione che si poteva evitare. Nessuno nasce brutto, sporco e cattivo ma bello, pulito e innocente. Poi però c'è una cosa che ci cambia, e rispetto a quando nasciamo può farlo solo in peggio. Si chiama Vita.

( voto 6,5 )

37 commenti:

  1. questo mi manca, ma sembra valga la pena di una visione..

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  2. Merita merita. E può venire fuori un 4 o un 8 , ti avverto.

    Te Marco poi a differenza mia sei anche un grande appassionato e conoscitore di musica. Beh, qui è assoluta protagonista. Non conosco i tuoi generi preferiti, ma potresti apprezzarla.

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  3. Ho sempre voluto vederlo perchè mi incuriosiva parecchio la locandina. Sembra valido, da come ne parli. In più la tematica droga, nei film o nei romanzi, mi ha sempre interessato.
    L'importante è che non ci siano falsi moralismi.
    E mi sembra di aver capito che non ce ne sono.
    Vedrò di recuperarlo, ma come dico spesso anche a Ford, 'sti maledetti film sono veramente troppi.
    (per fortuna)

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  4. Guarda Dembo, se cercavi un film underground ma comunque valido a livello cinematografico questo è quello. In realtà la tematica droga è labilissima, riguarda un solo personaggio ed è soltanto una semplice informazione su di lui. I temi forti sono il mal di vivere, la violenza, lo squallore. Sti maledetti film o sti film maledetti?

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  5. 'sti maledetti film, tutta la vita.

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  6. Beh il personaggio dello scrittore in questo film non si limiti ad osservare.
    Non usa il padre per eliminare la feccia, la feccia è proprio lui.. Il -Degrado- se negli altri personaggi è evidente e palesato (da loro stessi), nello scrittore è ingannevole e falso ma presente e completamente compiuto.
    È lui ad esacerbare ogni situazione, a distruggere la già abietta vita di quei ritardati; dalla sicurezza della sua torre luccicante gioca con la disperazione altrui.
    Beh, non ci gioca solo, non si limita a lasciare che altri al posto suo ripuliscano, ricordiamo: di sua mano il coltello che ammazza il misogino nel finale.

    Chennedici?

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  7. Dico che è un'ottima lettura. E' senz'altro una persona profondamente intelligente comunque. Non so fino a che punto condannarlo, del resto il degrado di tutti gli altri personaggi era già senz'altro preesistente, lui forse, come dici te, ci ha giocato un pò.

    P.S: perchè non metti il nome?
    Ciao.

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  8. io, devo dire, le interviste "post-mortem" le ho trovate azzeccate: davano un tocco introspettivo a tutto quel male che i personaggi mostravano e in cui sembravano ingabbiati (senza che noi spettatori potessimi nemmeno immaginarne le cause).
    mentre il finale vero e proprio è straordinario: uno dei momenti di Cinema più intensi che mi siano mai capitati.

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  9. Il finale è meraviglioso e a mio parere le interviste finali quasi lo rovinano. Perchè esplicare i loro problemi? Secondo me era una maschera che non andava tolta, l'ho trovato molto banale in un film che è l'antitesi della banalità.

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  10. Ottimo film, l'inizio poi è divertentissimo, concordo con il commento anonimo, il marcione peggiore alla fine è lo scrittore, cazzo a metà film già l'odiavo, nel finale poi ha un ruolo devastante.

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    1. Assolutamente...
      FIlm meno banale di quello che sembra eh...
      Davvero cattivo.

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  11. Anche io non saprei come valutare Ex Drummer. Di sicuro è uno dei film più "marci" che abbia mai visto. E in alcuni momenti pensavo che questa mostra del degrado fosse qualcosa di fine a se stesso. Con questo non sto dicendo che Ex Drummer sia un film vuoto e privo di significato, anzi. Però questa mostra del degrado era sia interessante, sia a tratti un po' fine a se stessa. Nel complesso però il film funziona, e anche molto bene. Alcune scelte del regista, come hai detto tu, sono ottime. E poi vogliamo parlare della colonna sonora? Una delle cose che ho più apprezzato del film, ci sono anche i miei amati Mogwai (uno dei miei gruppi preferiti). A questo proposito bellissima la scena con Killing All The Flies in sottofondo. E bellissima anche la scena con i titoli iniziali, accompagnati da 2 Morro Morro Land dei Lightning Bolt, che in un film come questo ci sta benissimo.
    Non ti so dire se mi è piaciuto oppure no. Però è stata una vi interessante.

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    1. Bentornato Ale!

      Che buffo, ricommenti proprio mentre in contemporanea uno ha commentato il tuo amato Luton.
      Oh, continui a cercatte i film tosti eh? ;)

      Guarda, ora non ho ricordi perfetti del film però mi sembra gli trovai una chiave di lettura per cui tutto era giustificato. Questo viaggio nel degrado del protgonista, questa sua spocchiosa discesa antropologica nell'inferno, giustificava tante aberrazioni. Certo, a parte le scene grottesche e troppo caricate.
      Ecco, io non ne capisco nulla, ma ho sempre letto che sto film c'ha una grande colonna sonora. Te sei molto più competente e te ne sei accorto.

      Sì, anche io, dire piaciuto o no non so dirlo.
      Ma son contento di averlo visto

      ciao!

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    2. Piano piano sto riprendendo a guardare film con più frequenza, quindi commenterò più spesso.
      Comunque tornando a Ex Drummer, a me è piaciuto moltissimo come il regista ha integrato il fattore "musica" nel film. E non mi riferisco solo alla colonna sonora, ma proprio a come viene mostrato il contesto musicale. In questo senso potremmo dire che Ex Drummer è fondamentalmente un film Punk, nel suo essere estremamente sporco e marcio.

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    3. Così si fa, con calma e misura, bravo ;)

      non so se sta definzione è tua ma, francamente, non è migliorabile

      difficile trovare un film più punk di questo, bravissimo

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  12. A me non ha detto più di tanto, mi aspettavo di meglio da questo film, mi sono piaciuti gli ultimi 25-30 minuti di film. Concordo sul fatto che lo scopo principale è mostrare (con le dovute esagerazioni) un contesto disagiato, che altrimenti viene spesso dimenticato. Contesto che è l' opposto della società "comune", da qui credo i titoli di testa "al contrario" e il tipo peggiore di tutti che vive capovolto. Credo anche che il regista voglia mostrare il degrado sociale come vero e proprio handicap, una cosa che ti capita che non puoi prevenire o sanare (un accostamento del genere lo fa anche esplicitamente col cancro in un dialogo).
    Lo scrittore/batterista si può identificare col regista, osservatore/inerte (fino alla fine), cinico per tutto il suo percorso con la band (credo la musica sia hardcore) , però qualcosa alla fine cambia: la tipa altolocata la manda da Big Dick, quasi per disprezzo di quel mondo, e alla fine fa l' unica cosa drastica che può liberare quelle persone dalla loro condizione, in mancanza di supporti sociali (da qui la denuncia credo). Il vecchio sembra quasi una sorta di angelo sterminatore, significativo come il pelato sia l' unico ucciso direttamente dallo scrittore (credo per allontanare qualsiasi forma di compassione per la sua condizione, visti i crimini che commette). Le confessioni finali invece forse hanno un valore: il fatto che loro parlino dopo la morte può significare che sono storie che lo scrittore ha creato per il suo romanzo, e servono a stigmatizzare i ragionamenti dei benpensanti che tendono a ridurre tutte le condizioni di disagio a cause pregresse, a trovare una motivazione per il male (me lo fa pensare il fatto che siano banalissime). Quando a volte, come scrivi tu alla fine, è semplicemente una vita che è andata "di traverso".
    Visione concordata con Rachele: a me non è piaciuto granché, puoi immaginare quanto è piaciuto a lei ahahah

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    1. (dimenticai di cliccare rispondi per il commento sotto)

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  13. A così tanti lo scrittore è parso neutro... L'ho trovato il peggiore di tutti. Beh, "il peggiore di tutti" è un'esagerazione, ma di certo carogna fino all'osso, burattinaio che gioca con le vite altrui per renderle ancora più miserabili, meschino et cetera et cetera et cetera.

    Urca son passati quanti, una decina d'anni dall'uscita di questo film?

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    1. Secondo me lo scopo non è renderle miserabili, ma spingerle al limite per studiarle meglio. Le vite di quelle persone diventano più miserabili per il solo fatto di essere esaminate. Meschino sì per la sua totale freddezza.

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    2. Ad inizio film (o quasi) lo scrittore dice apertamente che vuole conoscere quel mondo, calarsi in quel degrado, ma alla fine tornare dalla sua compagna. Cosa che effettivamente succede.
      Durante lo sterminio di tutti i protagonisti lui fa l'amore bellamente, con la sua Liù, nel suo mega attico.
      Due momenti assolutamente agli antipodi. In uno la fine di quel mondo, che quasi non ha senso di esistere. Cosa fanno di buono per se stessi e per la società quelle persone lì? Che a quel marciume siano arrivati dopo un'infanzia tremenda è da giustificare? Forse per il regista si, per questo alla fine ci fa raccontare dai protagonisti stessi il loro passato.
      Io sono del parere opposto invece. Non si può giustificare un comportamento malato, che arreca danno agli altri solo perchè la vita non è stata buona con te. Per questo non trovo lo scrittore "il peggiore" lui è semplicemente uno spettatore-partecipante, si cala in quel mondo che non gli appartiene, vede il tipo di degrado(insanabile) e mette in atto un comportamento per porne fine.
      Poi torna a casa sua, alla normalità, al benessere, dalla sua donna.
      Ah, i due momenti finali (sesso e sparatoria) potrebbere essere letti come morte di quel mondo e nascita di uno nuovo (magari quei due in quel momento stanno procreando).

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    3. Infatti non giustifico l'altra combriccola, però non potete dirmi che lui è passivo.
      L'idea stessa di osservare quel degrado dall'interno è voyeurismo malato, poi avete ben visto come li tratta, come fa in modo di seminare zizzania, e poi lui stesso alla fine accoltella uno!
      Lui gode di quelle situazioni, gente, ambiente, proprio perchè lui ne è estraneo. Non si lascia scalfire, commuovere, non cerca di dare una mano ma non per quello se ne ritrae.
      Che dire, "spingerle al limite per studiarle meglio" me par proprio 'na bruta roba.

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    4. Ma lui, quando è insieme a loro, si cala nella parte. Diventa uno di loro in pratica.
      Non è un contesto dove si può lasciar spazio ai sentimenti, alla bontà, all'aiutare il prossimo. È un contesto che va eliminato ed è esattamente quello che avviene.
      Come puoi entrare in empatia con un pazzo misogino che ammazza le donne? Con un cocainomane che uccide la propria figlia?

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    5. Secondo me la valenza metacinematografica dello scrittore, mi fa calare l' accezione estremamente negativa che gli dai. Così come lui, anche noi potremmo restare immobili, girarci dall' altra parte, disprezzare quel mondo. Così come fanno le strutture sociali del resto (vedi scene del manicomio col sordo ad esempio).

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    6. "la valenza metacinematografica dello scrittore, mi fa calare l' accezione estremamente negativa che gli dai" Questo è interessante.
      "Come puoi entrare in empatia con un pazzo misogino che ammazza le donne? Con un cocainomane che uccide la propria figlia? "
      Vero, ma tra entrare in empatia e immergersi e accettare c'è una bella differenza.
      Beh, mi avete entrambi reso comprensibile un punto di vista che prima non riuscivo a concepire.

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    7. Io la frase di Claudio non l ho capita 😅

      Edo, lui non accetta un bel niente. Stermina tutti ahaha
      Elimina il male dalla società, ciò che la rende malata. Il mondo senza quei 5/6 sarà di sicuro migliore.

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    8. Gran bella discussione alla quale, visti gli anni che sono passati dalla visione, sento di non poter dare il mio contributo.
      Quello che penso dovrebbe essere nella rece (che non rileggo).

      Però è interessante la discussione sul ruolo dello scrittore che anche io, mi pare, identificai col regista

      Interessante vedere che una stessa posizione, uno stesso atteggiamento, possa risultare essere "positivo", neutro o addirittura negativo

      Ora non ricordo bene ma concordo con Edo quando dice che mettersi ad osservare sto degrado, anzi, spingerlo al limite solo per appagare uno studio personale è atteggiamento aberrante.
      Ma nasconde una "supeiorirà" sociale, intellettuale, etica dello scrittore. E' il classico sano che si diverte a vedersi scannare i matti

      Insomma, mica tanto bello

      Ma vado a tastoni

      Cazzo, Rachele ci va leggera eh...
      E io che pensavo de esse talebano per certe cose, in confronto a lei so l'omo più liberale del mondo

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    9. Ahahah sì, Rachele spietatissima :D però è anche comprensibile da un punto di vista femminile: l' ambiente del film è estremamente degradante verso le donne. Con il culmine ovviamente nel misogino criminale.
      Ma in generale c' è una componente maschilista/machista nella peggiore delle derive.

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    10. Al raduno sembrava na ragazza tanto dolce.
      Appena torna a casa e scrive diventa isisiana

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  14. Non credo sia una questione di misoginia, tutti sia uomini che donne sono immersi nel degrado. Che la colpa sia loro o della società e' per noi da decidere. Il regista ci dà l' aiuto finale cercando di giustificare, se così si può dire, queste esistenze perdute. Anch' io ho trovato la figura dello scrittore spregevole. Vorrei la vostra opinione sul perché nel finale il padre pazzo che uccide tutti meno uno sia vestito con una giacca da militare

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    1. bel commento amico...

      purtroppo, come vedrai in cima, ho visto il film quasi 12 anni fa, ahah, impossibile rispondere ad una domanda così tecnica

      e non credo nemmeno intervenga chi rispose 12 anni fa

      peccato, bella domanda!

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  15. Ciao. Eccomi di ritorno. Mannaggia la pupazza, ma sempre film di eoni fa devo commentare? L'ho visto stasera e perdonami il ritardo, devo commentarlo. Ovviamente ho letto sia la tua rece che le solite interessanti considerazioni degli altri utenti. Film della Madonna! Io sono uno di quelli che metterebbe 8 a sto film. Leggevo altrove che qualcuno lo definisce il nuovo Trainspotting: io purtroppo non l'ho visto, a me è venuto in mente invece "L'odio", altro film della Madonna, con la famosa frase "Fin qui tutto bene: il problema non è la caduta ma l'atterraggio". Film a mio modesto avviso senza alcuna speranza, dove non si salva nessuno. In effetti anche io sono stato colpito dalle giustificazioni finali che sembrano alleggerire il film, però forse vanno inserite anche nel contesto grottesco del film, come le trovate metaforiche che hai segnalato. La trovata del tizio marcio che cammina sul soffitto è geniale. Inizialmente, da ingenuo, pensavo che lo scrittore venisse risucchiato dal mondo torbido invece no, perché lui è lì cinicamente a cercare materiale umano e non per il suo nuovo libro. Tra l'altro, non pareva uno scrittore in crisi, anzi, per cui, il suo esperimento è solo cinico e fine a se stesso. Cioè, volendo, non ne avrebbe bisogno, invece, sfrutta quei rifiuti della società per i suoi scopi. Viene da chiedersi chi fosse prima di questo. Mi sarebbe piaciuto che il regista indugiasse anche su di lui. Sembra, così, quasi un angelo vendicatore. A questo punto, le storie delle vittime più che una giustificazione sembrano una confessione, come a dire: "Io ho subito dalla vita ma ho peccato", come la ragazza che alla fine ha ammesso che a lei mancava la sensazione del membro del padre. Insomma, non ci ho trovato giustificazione, come il gay che dice di essere sieropositivo e che trascinerà tutti con se. Nessuno ha fatto nulla per cambiare, quindi, sono tutti peccatori. L'unico che si "salva" è lo scrittore, che è il deus sx machina che, dopo avere sfruttato i rifiuti, li butta via. Perché da borghese odia i rifiuti umani, infatti è pure omofobo. Forse in questo c'è anche una critica alla borghesia. Comunque, un film che non fa sconti a nessuno. E la colonna sonora è fantastica, punk puro che più azzeccato non si può. Ciao!

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    1. Dimenticavo: unknown chiedeva della divisa del padre: non saprei, forse semplicemente era un reduce di qualche guerra o un ex ufficiale in pensione

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    2. ma tutti i commenti, specie come questo, arricchiscono il blog, a prescindere da quando vengan fatti

      ecco, l'unica controindicazione nel commentare lontanissimi dalla recensione è che io molte volte poco posso risponde ;)

      ho un grande ricordo di questo film, non tanto per la bellezza (mi fido del voto che leggo qua sopra, se lo misi avrò avuto dei motivi, boh) ma perchè film potentissimo e uno di quelli che ti rimane cultizzato addosso

      Incredibilmente te non hai visto Trainspotting quanto io incredibilmente non ho visto L'Odio, ahah

      Sì, la scena del soffitto indimenticabile

      Ah, ecco, ora leggendoti ricordo molto.
      Sì, c'era - si scopriva poi - sto cinico e non empatico "report" dello scrittore, quasi come un infiltrato tra i mafiosi.
      Personaggio fortmente negativo e senza scrupoli che, però,funziona alla grande come espediente narrativo (oddio, ora a memoria dico così, speriamo che all'epoca scrissi lo stesso!)
      Come leggo divergiamo molto sul finale (anche di questo ora ho dei ricordi e sì, non mi piacque per niente) ma probabilmente hai ragione te

      Eh, si salva perchè gestisce il gioco lui ma non si salva ai nostri occhi ;)

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  16. Ciao. Sì, sì, certo, ovviamente, il "si salva" era relativo al film, infatti io fino all'ultimo ho pensato che succedesse qualcosa allo scrittore. Per questo che dico che secondo me lo scopo del regista è quello che ho detto ma ovviamente tutte le vostre interpretazioni valgono quanto la mia, solo il regista lo sa. Solo una cosa: questo film è molto "francese" (infatti è belga se non sbaglio"), per questo anche ho citato l'Odio. Io amo il cinema francese perché, anche se il film fa cagare, ti danno un pugno nello stomaco e raramente esci dal cinema o dopo averlo visto, uguale a prima. Qualcosa ti lascia sempre, come dicevi tu, sono sempre potenti. Come ad esempio, quel filmone di nside - À l’intérieur: è un film che sicuramente a tantissimi non sarà piaciuto, è eccessivo, grezzo, tutto quello che si vuole, ma dopo due anni che l'ho visto, solo a pensarci mi turba ancora. Non trovo altre nazioni che facciano dei film così. Ciao

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    1. In generale il cinema europeo e specie quello franco-belga è più coraggioso di altre cinematografie, senz'altro più del cinema americano - bellissimo eh - ma che spesso deve avere compromessi o non dare mai il pugno in faccia in modo diretto

      sono regole di mercato

      Sì, A L'interieur è proprio estremo, ricordo che non mi convinse del tutto ma come potenza poco da dire...

      cavolo, appena aperto il commento l'occhio mi è andato su "me lo scopo" e mi ha interdetto, poi leggendo era costruita in modo leggermente diverso la frase, ahah

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao