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8.4.11

Recensione: "Una vita tranquilla"


(SPOILER)

Padri e figli. Il passato che ritorna. Ricominciare, ogni volta, una vita nuova. Magistrale noir del fin qui mai sbocciato Cupellini, capace di andare (evidentemente) a lezione da Sorrentino per tirar fuori però un'opera non di moltissimo inferiore al film di riferimento, Le Conseguenze dell'amore. Scommetto che l'uso del superlativo Servillo sia dovuto proprio a questo, scelta fatta a tavolino con questo preciso riferimento. Servillo, già. Ogni volta stiamo a tesserne le lodi giudicandolo spesso come vero e proprio valore aggiunto delle pellicole a cui prende parte. Il "problema" è che così stanno le cose, c'è veramente poco da fare. Mi ricorda molto un altro fenomeno, Daniel Auteil, specie quello visto in certe pellicole come L'Avversario o Cachè. Se Una vita tranquilla fosse stato girato in Francia sarebbe stato lui l'attore, c'è da scommetterci. Grazie a Gomorra (altra masterpiece italiana) si è finalmente sdoganato l'uso del dialetto, indispensabile secondo me non solo per dare più verità ma, come in questo caso, anche una maggior tensione. Tale concetto sembra strano ma sentire inteagire i 2 ottimi, veramente ottimi giovani malavitosi nella loro lingua dà tutta un'altra atmosfera. Si repira a volte una tensione che mi ha ricordato moltissimo quella provata ne L'Imbalsamatore. Basta l'incipit con lo zoom indietro nel bosco per farci capire che mano ci sia alla regia, mano poi confermata in tutto il resto della pellicola (con 2,3 virtuosismi, forse inutili?, proprio come il regista de Il Divo). Non bastano però grandi interpretazioni e un'ottima regia a fare un gran film, serve la scrittura e anche qui il livello è lo stesso. Il "climax informativo" (vero e proprio neologismo,orrendo tra l'altro) con il quale sappiamo sempre qualcosa in più del passato di Rosario è gestito in maniera impeccabile e alla luce di quello che scopriremo sono molte le scene che andrebbero riviste (L'arrivo dei ragazzi durante il pranzo, Diego che si confonde sulla data di morte del padre o quando lo stesso Diego dice a Servillo "tu che c.azzo ne sai di quando i figli si fanno grandi?). 



Anche la figura di Rosario, suo malgrado, dovrà far riaffiorare quella che è la sua vera natura. Eppure era riuscito con onestà ed amore a (ri)farsi una vita tranquilla, tagliare definitivamente le marce radici che lo tenevano legato al suo terribile passato. Rosario è sì una persona nuova, capace sotto il pericolo di morte, a riscoprire,forse, la paternità (bellissimo l'abbraccio con Mathias, da brividi) ma dall'altro lato è sempre lo stesso ex malavitoso costretto a scappare, scappare più volte e ogni volta ricominciare da capo. Sinceramente non ho amato moltissimo il finale, molto egoistico per conto mio, ma è senz'altro coerente col resto della pellicola. Non c'è niente che ci fa pensare che Rosario tagli definitivamente i ponti anche con la nuova famiglia ma il sospetto è forte, e forse c'è stata un pò di fretta nel gestire la sequenza. Ce ne fosse di cinema così però, ce ne fosse. E, per fortuna, ce n'è.

( voto 8 )

8 commenti:

  1. penso che, se anche servillo si mettesse a fare una gara di rutti, lo guarderei incantata

    ad ogni modo - spoiler -

    forse non è per egoismo che se ne va, forse è per proteggere davvero la sua famiglia, come aveva fatto precedentemente. io la voglio vedere così.

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  2. spoiler

    Sì ciku (tra parentesi, sei un ragazzo o una ragazza?), lo credo anch'io in realtà, ma fuggendo senza dir niente e lasciandoli là senza spiegare la situazione in realtà non li difende, anzi! Se i camorristi sapessero ora dove aveva il ristorante in germania (a dir la verità ciò non è sicuro, può darsi che diego non glielo abbia detto e se non glielo ha detto prima non può farlo certo ora...) in questo modo (fuggendo) la famiglia non è più protetta, anzi!, non avrebbe neanche Rosario a difenderla. Se invece pensava che il segreto del suo alloggio è morto con Diego doveva restare, mi segui? Pensi che i camorristi non potrebbero andare a far male a suo figlio o sua moglie? In questo la vedo una scelta egoistica. Però, come scrivo, può darsi che Rosario una volta ad Amburgo trovi una soluzione per tutto. Ma questo è un altro film.

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  3. (son femmina)

    ok, ma deve fare una scelta e deve farla in fretta. così come l'omicidio del compare di diego. poteva fidarsi ma l'istinto di sopravvivenza l'ha guidato.
    e cmq l'abbraccio al figlio e il rigirarsi un anello inesistente dimostrano come non se ne sia andato a cuor leggero. restare avrebbe significato uno scontro certo. e cosa avrebbe mai potuto fare lui solo contro un'organizzazione? andandosene ha dato una possibilità ai suoi.

    belle 'ste seghe mentali!

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  4. Sì, ma quello che dico io è che avrebbe dovuto, anche velocemente, parlarne con la famiglia e lasciare loro la possiblità di fuggire con lui. Una famiglia è una famiglia e le scelte vanno sempre condivise. Avrebbe avuto un doppio vantaggio, restare insieme e dargli maggior sicurezza non lasciandoli in balia di qualsiasi cosa lì al ristorante (che gliene frega alla camorra se muori te o un familiare, non fanno differenza!). Sarà che ho moglie e figlia, ma in qualsiasi caso credo che anche le scelte più disperate, se c'è amore, vadano condivise o quantomeno spiegate. Così come ha fatto Rosario, loro saranno disperati perchè hanno perso un marito e un padre, e in più non sarebbero affatto al sicuro. Comunque sì, son seghe mentali, perchè quello che farà Rosario una volta arrivato ad Ambugo nessuno lo sa, ma non possiamo comunque ritenere paritaria la fuga che lo ha portato via da Napoli con questa secondo me.

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  5. ...be' mi è piaciuto abbastanza ... forse un poco di più di quanto avevi previsto tu ....come hai detto? "te piaciucchierà.."
    A quanto ho poi letto questo è il terzo film di Cupellini ed i primi due non son degni di nota ...comunque ...con questo ha fatto una certa figura , un discreto lavoro e come dici tu si vede bene a chi si è ispirato ( però per favore non farmi venire un attacco isterico....confrontato a le conseguenze dell'amore è molto inferiore ...) ,ha gestiro bene gli attori con l'uso delle tre lingue davvero necessario a rendere credibile la storia ..
    ..attori tra cui spicca manco a dirlo Servillo , ma non sono da meno i ragazzi ( a proposito di D'Amore ...l'ho visto anche in Perèz ed in Gomorra la serie ..sempre bravo ...vorrei però poter un giorno vederlo fare altro perchè così come stanno ora le cose rischia di diventare D'Amore che fa D'Amore ...non so se mi spiego...che poi per carità può andare bene uguale , se fai bene un personaggio nulla di dire almeno lo fai bene a differenza di altri che non sanno nemmeno da che parte stare in scena , purtroppo però rischia di diventare uno che timbra il cartellino ...una lunga serie televisiva personale ..)
    tutto sommato alla fine i difetti ci sono in questo film però gli si perdonano e sul finale be' ...come colpo di scena è perfetto e ci sta tutto col personaggio , certo poi a voler ragionare col cuore penso come te , però poi sarebbe davvero un altro film e spesso certe storie vanno lasciate così ...in sospeso..e comunque ...ti fanno pensare a qualsiasi proseguimento ...lui fa la stessa cosa che fece nella vita precedente e non è detto che in futuro si ripeta la stessa cosa perchè è molto difficile affrancarsi da una vita di inganni atti criminali ...l'unica sarebbe al quel punto scegliere di non avere più legami ...non può permetterseli ...non dovrebbe ....
    Tornando a Cupellini ora devo vedere Alaska per capire se sa fare altro ....non ho letto nulla in proposito poi ne parleremo ...

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    1. Sì sì, anche per me il CUpellini interessante (e che infatti ho visto) è quello del terzo e quarto film.
      Anche se certa parte della critica ha ben parlato anche di Lezioni di cioccolato. Ma, sebbene sia ambientato nella fabbrica dove lavoro, la Perugina, non ho mai avuto voglia di vedere.
      SU D'Amore la penso come te, sti giovani attori italiani, ora che, per me finalmente, s'è sdoganato il dialetto (secondo me da Gomorra in poi) rischiano di essere sempre ad altissimno livello, ma imprigionati in quel personaggio e in quel dialetto.
      Anche il fantastico Marinelli sta rischiando sta cosa.
      Sì sì, non mi ricorso che dico in rece ma siamo senz'altro un punto o, credo per te, quasi due dietro il film di Sorrentino.
      Ora dopo 5 anni mi resta difficile ricordarmi perfettamente storia e finale ma da come la descrivi e da quello che dici, a pelle, mi pare di essere completamente d'accordo con te.
      Però devo anche "rispettare" quello che ho scritto in rece, se l'ho scritto un motivo c'era..

      Guarda, in Alasca troverai, secondo me, cose migliori che qua. Ma io credo che nel complesso sia un film mooolto più a rischio con te ;)

      ciao!

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  6. Sto guardando ora su raimovie il film una vita tranquilla vorrei sapere il finale

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    1. scappano insieme (servillo e il figlio) da due mafiosi, hanno un incidente in macchina e il figlio muore

      Servillo riprende il figlio tedesco e torna in germania ma dovrà cambiare identità e lavoro un'altra volta (operaio)

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