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19.12.11

Recensione: "Seraphine"



Seraphine ha le mani tozze e profondamente segnate.
Segnate da anni di lavoro duro ed umiliante.
Seraphine ha lo sguardo quasi inebetito, senza alcun barlume di intelligenza.
Seraphine si arrampica sugli alberi.
Seraphine è grassa e sgraziata.
Seraphine pare quasi un animale, è brutta, sporca, stupida e l'unico habitat nel quale si sente a suo agio è quello della natura libera e incontaminata.
Però Seraphine dipinge.
E lo fa meravigliosamente.

Questa è la vera storia di Seraphine de Senlis, una povera donna vissuta all'inizio del secolo scorso. Donna di pulizie di giorno, pittrice nella sua stanzetta la notte. Un giorno, per caso, un famoso collezionista d'arte dell'epoca arrivato a Senlis in villeggiatura, William Uhde, vede un suo piccolo dipinto abbandonato nella casa di un suo vicino. Scopre essere opera della sua donna delle pulizie, Seraphine. Uhde diventerà il suo mecenate ma la Grande Guerra prima e la Depressione dei primi anni 30 poi faranno sì che Uhde dovrà abbandonare Senlis più volte. Seraphine morirà sola in un istituto psichiatrico.
Questo è uno di quei classici film in cui del film ci importa poco o niente. Quello che conta è la meravigliosa storia che racconta, il privilegio di venire a conoscenza di una vicenda straordinaria e umanamente bellissima.

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Ci racconta di una donna sola e povera con un'unica passione, la pittura. E' una pittura istintiva, primitiva ( chiamata naive nel settore), nessuna scuola, nessuna conoscenza, soltanto il desiderio di mettere su legno, tela, o qualsiasi altro materiale possibile qualcosa di sè, un esprimersi attraverso colori e forme. Seraphine usa di tutto, cera di candela, sangue di animali, fango e terra. Seraphine disegna soltanto fiori e piante, l'amore per la natura, così puro e atavico sostituisce quello per i suoi simili, gli uomini, dai quali Seraphine non ha mai ricevuto niente se non ordini ed umiliazioni. E' un' arte non destinata a vendere (anche se un pò di civetteria vendute le prime opere colpisce anche lei), non commissionata (se non dalla sua fede religiosa, come diceva Seraphine), è la vera arte, quella personale, quella che si sprigiona naturalmente dalle mani dell'artista come bisogno, come sfogo, come unico e vero momento di vita in un'esistenza che di vitale non ha niente. E' l'arte per sè.
L'interpretazione di Yolande Moreau è quanto di più grande il cinema moderno ci possa offrire. Una vera simbiosi con il personaggio, dallo sguardo, assente ma al tempo stesso dagli occhi chiari e svegli, fino alle movenze, goffe e sgraziate, a differenza delle mani, loro sì piene di grazia, che si muovono veloci sopra le tele. Il suo corpo massiccio, la sua personalità, la tragedia che sembra esserle scritta sul volto, sono tutto il film, il resto è contorno.

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La pazzia finale, dovuta anche in parte alla delusione della partenza di Uhde, quel vagare tra i vicoli in abito da sposa, rimangono forse il momento migliore a livello cinematografico.
Anche se quel finale, quella sedia offerta per la seconda volta da Uhde, quella sedia che Seraphine porta lassù fino a quell'albero per poi sedervisi sopra è davvero un finale magnifico.
Non solo del film.
Anche per Seraphine.

( voto 7,5 )

7 commenti:

  1. Quoto, gran bel film e gran bella recensione dae-soo----
    Di un'umanità commovente e la sedia della scena finale è un degno finale....
    Questa la mia recensione, ma tu hai condensato il film nelle giuste parole
    http://dino-freezone.blogspot.com/2011/10/seraphine-2008-di-martin-provost.html

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  2. Arrivo "sutilo" (come diceva mia figlia a 2 anni)

    Grazie!

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  3. segnato! era ora... mi ci voleva qualcosa di nuovo! stavo finendo i film :-)

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  4. Amos: verrò senz'altro!

    Ciku: e tra un giorno o due ne posto uno italiano veramente potente, dovrei vederlo stasera.

    (quindi mi dirai, come fai a sapere che è potente? lo so lo so)

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  5. Non so dirti cosa sia stato più sorprendente...se il film o leggere la data di quando l’hai recensito.
    Son passati otto anni e chissà se te lo ricordi ancora..probabilmente si .

    Ma forse la sorpresa è stata scoprire che si trattasse di un film autobiografico.
    La prima a capirlo veramente è stata mia moglie che ha riconosciuto nel personaggio una pittrice naïf veramente esistita.
    Ma per lei è facile , ha una laurea in Conservazione .
    Io ero titubante , primo perché aveva provato sorprendentemente interesse per “uno dei tuoi film”, secondo perché mi ero fatto un idea completamente diversa leggendo la tua mini rece sulla lista di film francesi imperdibili: credevo fosse la storia inventata di una disadattata con un non ben precisato talento ...
    I dubbi me li son tolti quando nel film ho riconosciuto un quadro di Rousseau .
    E bravo Giuseppe stavolta ho visto un film autobiografico sulla De Senlis senza sapere manco chi fosse costei.
    Ma riconoscendo tutta l’arte che ci girava intorno.
    Credo che sia il più bel” regalo” che un film possa farti.
    E che film...molto bello!
    L’arte ( il cinema) che racconta l’arte.
    Bella la fotografia , bravi gli attori soprattutto lei a interpretare un personaggio forte e fiero per tutta la durata del film e che rivela la sua debolezza solo nella malattia e nel finale.
    Me piaciuto tutto , non riesco a trovarci un difetto ...forse le scene del matrimonio “divino” quel suo avvertire la gente bussando le porte delle case e lasciando candelabri forse troppo teatrali ma d’altronde bisognava portare in scena l’artefice ( per chi ci crede nella Madonna) del talento , del dono di seraphine
    Quella mano invisibile che guidava l’artista nelle sue composizioni ,stupendo.
    Veramente un bel film.
    Peccato non poterlo votare nei film di quest’anno per la tua particolare classifica naïf , pure quella.
    😀

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    Risposte
    1. eccomi :)

      non ricordo se quando lo vidi sapevo che fosse una storia vera, credo di sì ma non sono sicuro

      quello di cui sono sicuro è che andai a leggere della vera seraphine dopo il film

      in effetti poteva essere anche un soggetto originale, sarebbe funzionato lo stesso

      ma che sia una storia vera rende tutto molto più bello

      io magari non ricordo tutte le vicende ma lei sì, la Moreau, un'interpretazione incredibile. E ti affezioni a questo personaggio, a questa persona così semplice, disadattata, buona e ingenua

      e sì, bella l'immagine della mano invisibile che la guidava, non a caso si parla di pittura primitiva, qualcosa che preesiste

      beh, dai, se ognuno potesse votare i film che ha visto nell'anno sarebbe assurdo, avremmo tipo 2000 film...

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