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20.3.12

Recensione: "Synecdoche New York"



Immaginate di conoscere il nome della donna della vostra vita.
Immaginate di sapere dove abita.
Immaginate di conoscerne i gusti, le passioni, le paure.
Immaginate di sapere com'è fatta, di che colore ha i capelli, come cammina, come vi prenderebbe la mano.
Immaginate tutto questo senza averla mai vista.
Poi, finalmente, immaginate di incontrarla.
E tutto quello che già sapevate si materializza finalmente davanti ai vostri occhi.
Sì, perchè in questo blog un anno fa scrissi che era stato girato il film più bello che avessi mai visto senza che lo avessi visto ancora.
Ne conoscevo il titolo, sapevo chi era l'attore principale (Seymour Hoffman, per me, lo dico da tempo, il più grande di sempre), sapevo chi l'aveva scritto e girato (Kaufman, un genio), sapevo la trama.
Insomma, come la donna di cui sopra, sapevo tutto di lui.
Sapevo tutto ma non ne avevo mai visto un singolo fotogramma.
Fino ad oggi, il giorno che precede l'arrivo della Primavera.
Primavera significa l'inizio, un nuovo e splendente inizio. Non poteva esserci giorno migliore.

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Dovrei rivederlo più e più volte.
Dovrei rivederlo per poterlo capire anche soltanto un pochino di più, malgrado ho quasi l'assoluta certezza che la sua comprensione assoluta sia una cosa cui, probabilmente, non arriverò mai.
Preferisco allora scriverne a visione appena terminata, perchè se da un lato dovrò giocoforza lasciare qualcosa alla comprensione, dall'altro potrò ancora beneficiare dell'incredibile emozione che mi ha lasciato addosso.
Synecdoche New York è un film che non andrebbe nemmeno paragonato al 99% del resto della produzione cinematografica. Tutti gli altri film, probabilmente, non dovrebbero nemmeno poter mangiare allo stesso tavolo.
Un film che parla della vita e della sua transitorietà, della morte, del nostro piccolo ruolo in questo corto spettacolo che è la nostra esistenza, della ricerca di un senso o semplicemente della felicità, del tentativo di capire noi stessi e la nostra identità, del vedere tutte le vite umane come una sola, e unica, dell'attesa, spesso vana, che ci capiti qualcosa di bello per poter cancellare o rendere quantomeno migliore la nostra misera condizione.
Caden Cotard è un regista teatrale cui la vita sta sfuggendo di mano. Il matrimonio è in crisi profondissima, l'ombra della depressione aleggia intorno a lui, la paura di essere un malato terminale non lo fa star tranquillo.  Decide allora di organizzare, per dare una svolta a tutto, un mastodontico spettacolo teatrale mai visto prima, lo spettacolo della sua vita. Costruisce una New York a grandezza naturale dentro dei capannoni. Lavorerà una vita allo spettacolo di una vita.

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Kaufman gioca con il vero e il falso, l'autentico e l'artefatto, il naturale e il recitato, persino con lo scambio di sesso e con il collasso temporale. Impossibile  per lo spettatore non perdersi in questo incredibile ed affascinante gioco di ruoli.
Già dall'inizio si capisce come la morte sia l'assoluta protagonista della pellicola.
L'arrivo dell'Autunno, la morte annunciata dal giornale di Harold Pinter..., la sensazione di Caden di non sentirsi troppo bene, il lavandino che gli esplode e lo ferisce, le quinte che cadono addosso all'attrice. L'atmosfera è fatale, la tensione si taglia col coltello.
E Hazel intanto sta leggendo Il Processo, vero e proprio manifesto di una situazione surreale di cui non si capisce nè la genesi nè si intuisce la fine.
Caden inizia a vedere sè stesso fuori da sè stesso, una specie di Uno, nessuno e centomila pirandelliano (opera fortemente riscontrabile in tutto il film). Da qui in poi anche lo spettatore non ha più certezze, fatica a mettere paletti cronologici (lo stesso Caden si confonde continuamente), vede persone invecchiare ed altre no, cerca affannosamente di capire se quella tal scena sta avvenendo veramente o è solo frutto della propria immaginazione. La surrealtà assale tutto e confonde lo stesso protagonista (un bambino che ha scritto un romanzo xenofobo a soli 4 anni? non è altro che la trasposizione del diario di sua figlia, che magicamente "si continua" a scrivere anche senza di lei).
Un nuovo matrimonio, l'inizio delle prove del SUO spettacolo. Poi Caden comincia ad impazzire. Intanto trova il suo alter ego, l'uomo che interpreterà la sua parte nello spettacolo, un uomo che, nascosto, l'ha seguito passo passo per anni.
Intanto il film a intervalli regolari è sempre inframmezzato dalla morte di qualcuno, vera o presunta che sia.

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Siamo completamente sopraffatti, inermi davanti a tanta confusione.
Ma tremendamente affascinati però. Più volte ho provato un'emozione rara, puramente intellettiva, una specie di sindrome di Stendhal.
Poi arriva la vera emozione, quella a cui se hai un minimo di cuore non puoi sfuggire. L'ultima mezz'ora l'ho seguita in apnea. L'incontro con la figlia morente (e quello precedente spogliarellista in vetrina- "e' mia figlia!, è mia figlia! "), quel dialogo terribile attraverso gli auricolari, quella morte in traduzione simultanea, una death in translation di una potenza incredibile (e quel sibillino "omosessuale" di cui forse capiremo qualcosa poi), il suicidio dell'alter ego (scena straziante con un sublime Tom Noonan), il primo vero e proprio momento d'amore con Hazel prima dell'ennesima morte.
E un elemento nuovo che sconvolge ancora una volta lo spettatore. Chi sta rappresentando chi? Lo scambio di generi inizia a farci venire un atroce dubbio. E se tutto quello che abbiamo visto fosse a sua volta rappresentazione e spettacolo di un'altra vita ancora, di qualcuno che non abbiamo nemmeno conosciuto? la parte femminile dell'uno o quella maschile dell'altro?
Non importa, si parla della vita e del suo essere niente, solo una piccola frazione di secondo se paragonata al Tempo, quello atavico ed eterno.
Di come sprechiamo i pochi anni che ci spettano nell'attesa di qualcosa che ci faccia star bene.
Di come guidiamo nella strada della nostra esistenza limitandoci a ritrovarsi nel tal punto alla tal ora e in un altro punto nel minuto successivo.
E' una visione disperata quella di Kaufman. La speranza in qualcosa aldilà non c'è. E non c'è nemmeno la possibilità di vivere completamente la felicità su questo mondo.
Non resta che tornare ad abbracciare la propria madre (o colei che la interpreta) e morire proprio quando si era ormai capito come doveva esser portato avanti lo spettacolo, quando forse, cioè, si era finalmente compreso quel senso della vita così imperscrutabile.
Proprio quella madre simbolo di nascita accoglierà la nostra morte.Quella madre che abbiamo forse deluso, imprigionati in un'amore probabilmente sbagliato.
"Dove sono tutti quanti?" esclama Caden/Ellen? Le quinte sono ormai vuote, lo spettacolo non c'è mai stato o, nel caso fosse stato messo su, questo è il momento di calare il sipario.

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Senza dubbio non era questo il significato che Kaufman voleva dare a sineddoche. Forse si riferiva alla vita di uno come paradigma di quella di tutti o alle quinte, piccola parte di New York, a rappresentare l'intera città.
La vera e propria sineddoche però è il film stesso.
Guardi lui ed è come se stessi guardando la Bellezza tout court.
Domani è primavera.
Anche per me.

"Ho scoperto come portare avanti lo spettacolo.
Si svolgerà tutto in un solo giorno.
E quel giorno sarà il giorno prima della tua morte, il giorno più felice della mia vita.
E così sarò in grado di riviverlo per sempre"


( voto 10 )


126 commenti:

  1. Wow, un post che trasuda passione e primavera, per l'appunto.
    Visione obbligatoria, dopo una recensione così accorata.

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    1. Obbligatoria è dir poco.
      Non vedo l'ora di sapere cosa ne pensi.
      Io ovviamente sono di parte a causa dell'accoppiata Hoffman/Kaufman ma il film è un'opera mastodontica, non si sfugge.

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    2. Lo recupero appena posso, spero di vederlo nei prossimi giorni.
      Mi hai fatto salire l'aspettativa alle stelle.

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    3. Mamma mia, James + aspettative è un cocktail mortale...

      Vedi Tree of life... :)

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  2. dopo un 10 così, l'ho messo in lista:)

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    1. Ho appena finito di vederlo e credimi.. mi ritrovo, nella maniera più profonda, in tutto ciò che hai scritto. E credo che nessun'altro, avrebbe potuto speigarlo in maniera così perfetta (quindi complimentissimi). Ho la tachicardia anche solo scrivendo questo post.. mi ha lasciato un vuoto immenso, tante domande, tante ansie,tante paure.. perchè si passa un'intera vita ad aspettare qualcosa che fondamentalmente già abbiamo e non ce ne accorgiamo? perchè non sappiamo vivere il presente e ciò che abbiamo? la ricerca di qualcosa.. quell'infinita ricerca che fa scorrere via il tempo, finchè non ti ritrovi alla fine della tua vita, senza sapere come ci sei arrivato. Devo dire che sono ancora tanto confusa.. e stupita, da come possa esistere tanta genialità; su come Kaufman, abbia affrontato temi così profondi e complicati, in modo così veritiero. Un film davvero GENIALE! tanto triste, quanto meraviglioso ed unico. E senz'altro Seymour Hoffman, avrebbe, come minimo, dovuto vincere 9 oscar, per la sua eccezionale interpretazione. Non so cos'altro aggiungere che tu non abbia già detto.. se non che..
      ..Lo scorrere del tempo ossessiona tutti noi..
      Baci, Manuela

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  3. come si fa a perdere un film commentato con tanta passione? Sono sicuro che recensione come questa riescono a far venire la voglia di vederlo anche a chi non interessa un bel niente di cinema. Se l'ho visto? no, corro subito a recuperarlo :)

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  4. Ribalto tutto. Come si fa a commentare un film così senza passione?

    Per il resto ti ringrazio infinitamente, come al solito.

    L'unico rischio per cui Synecdoche può non piacere è l'avere paura di affrontarlo, di cercare di afferrarne il senso, di lasciarsi sopraffare dalla marea di cose che ha dentro.
    Se non si è predisposti a vedere un film "difficile" meglio lasciar perdere.
    Ciao!

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  5. Grazie per questa tua bella recensione.
    Cercherò di vederlo allora.

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    1. Il ringraziamento va sempre a voi che vi scomodate a leggermi.
      Ecco Bianca, questo è un film completamente nelle tue corde. Credo che se ne scriverai non ti basterà la lunghezza dell' home page... :)

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  6. Tra l'altro vi ringrazio di non avermelo fatto notare ma la recensione era piena di errori e di frasi non propriamente fluide. Ho un pò aggiustato il tutto, e non era poco...

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    1. Ho appena finito di vederlo e credimi.. mi ritrovo, nella maniera più profonda, in tutto ciò che hai scritto. E credo che nessun'altro, avrebbe potuto speigarlo in maniera così perfetta (quindi complimentissimi). Ho la tachicardia anche solo scrivendo questo post.. mi ha lasciato un vuoto immenso, tante domande, tante ansie,tante paure.. perchè si passa un'intera vita ad aspettare qualcosa che fondamentalmente già abbiamo e non ce ne accorgiamo? perchè non sappiamo vivere il presente e ciò che abbiamo? la ricerca di qualcosa.. quell'infinita ricerca che fa scorrere via il tempo, finchè non ti ritrovi alla fine della tua vita, senza sapere come ci sei arrivato. Devo dire che sono ancora tanto confusa.. e stupita, da come possa esistere tanta genialità; su come Kaufman, abbia affrontato temi così profondi e complicati, in modo così veritiero. Un film davvero GENIALE! tanto triste, quanto meraviglioso ed unico. E senz'altro Seymour Hoffman, avrebbe, come minimo, dovuto vincere 9 oscar, per la sua eccezionale interpretazione. Non so cos'altro aggiungere che tu non abbia già detto.. se non che..
      ..Lo scorrere del tempo ossessiona tutti noi..
      Baci, Manuela

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    2. Manuela, questo è forse il tuo primo commento no?
      Beh, sappi che in 3 anni di blog è forse quello che più mi ha emozionato, l'ho letto quasi in apnea perchè come te hai sentito il tuo cuore vicino al mio io in queste poche righe ho sentito il tuo, e distintamente.
      I complimenti poi mi hanno quasi commosso, ovviamente, non c'è bisogno di dirlo sono, enormemente esagerati per come li hai posti.
      Ma li prendo volentieri, insieme a tutta l'anima che hai messo nel parlare di un film immenso, totale, straordinario.
      Mi hai dato un'emozione grande, grazie.

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    3. Ciao!! scusami tanto il ritardo della mia risposta. Comunque si, era il mio primo commento. Mi sono ritrovata per caso nel tuo blog.. dopo aver finito il film, ero in cerca di risposte.. ed eccomi qui.. a parlare di un capolavoro che turba un po' tutti. Mi fa un piacere immenso sapere che le mie parole ti hanno emozionato, davvero.. mi lusinga moltissimo, tanto quanto rileggere quelle righe, che riguardano un film come non ce ne sono altri, che tu hai saputo interpretare benissimo! Grazie a te.. buona notte e a presto!

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    4. Se parliamo di risposte tardive Manuela io sono il primo della lista...

      Io ti ringrazio ancora moltissimo per quello che scrivi e per i complimenti, trovare persone che hanno trovato grandioso questo film come me e si sono emozionate per me è il massimo.

      A presto.

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  7. Ah, ecco...me l'ero persa.
    Mi dai solo maggiori spunti per guardarlo Q U A N T O P R I M A! :D

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    1. Sei davvero simpaticissima.
      Il fatto è che ancora non ti conosco bene e non so qual è il cinema che ami.

      Se anche te adori un certo cinema "difficile", complesso, autoriale che ti costringe a un grande sforzo per cercare di comprenderlo più che puoi, benvenuta su Synecdoche.

      Ovviamente anche questo tipo di cinema ha derive per me troppo cervellotiche, ad esempio Inland Empire o io sono scemo (diciamo al 90% ipotesi giusta) oppure è un delirio personale quasi inconoscibile.

      Una cartina di tornasole per Synecdoche può essere Mulholland Drive.

      L'hai visto?
      Ti è piaciuto?

      in base a questo i tuoi simpaticissimi maiuscoli possono diventare davvero azzeccatissimi.

      Un saluto ancora.
      Un giorno verrò a visitarti come meriti.
      Ma ti avevo avvertito della mia pigrizia :)

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    2. Mulholland Drive è uno dei film che mi è piaciuto di più e sai perché? Perché adoro quando i film mi confondono e stupiscono. Ti spiego: hai presente il finale di Mulholland Drive? Ecco, io ero talmente rimasta stupita dai due vecchietti (cattivi) che il mio cervello cercava di elaborare il tutto e quando ho parlato con l'amico che me l'aveva passato e mi fa (ATTENZIONE SPOILER PER CHI NON HA VISTO ANCORA IL FILM): "Visto poi quando lei si spara?" "Chi?" "Lei, la protagonista" "Caxxo a me non c'è quella parte, me l'hai maesterizzato male". Immagina la mia faccia quando siamo tornati a vederlo insieme ed ho visto la scena del colpo. Il mio cervello come stava a fine film per non accorgermi di una cosa tanto importante?
      Lynch the best!
      Quindi ben venga Synecdoche!
      Ehm, scusa...ho esagerato :D
      Comunque, tranquillo per la tua pigrizia, mi hai avvisato e già so e poi mica è obbligatorio ricambiare le visite sui blog!
      Buona serata, anche tu mi sei simpatico ;)

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    3. Ah ah, confermo che sei proprio una sagoma (oltre che un'ottima blogger).

      Allora se sei una lynchiana, sparati Synecdoche in vena subito.

      Per me, l'hai letto, supera anche qualsiasi vetta di Lynch.

      Probabilmente è anche colpa di Seymour Hoffman però.

      Avevo già deciso che il film della mia vita doveva essere interpretato da lui.

      Fammi sapere, mi raccomando!

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  8. Pensa... ho appena letto l'altro tuo post e così mi sono chiesta se per me ci sia mai stato un film che mi abbia dato l'impressione di aver visto tutto quello che avevo sempre sperato, il film che "dopo quello null'altro più" insomma... e così, d'impulso, mi è venuto in mente proprio Mulholland Drive (ma non avevo letto questi commenti ancora, giuro...).

    Sì, sì, a questo punto penso che dovrò proprio vedere Synecdoche New York. :-)
    Senti, ma si trova in dvd, che tu sappia? Vabbè... ora mi faccio una ricerchina veloce...

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    1. Dvd in tutti i paesi civilizzati tranne il nostro, come sempre.

      Sì, Bianca, come ti dicevo credo di conoscerti abbastanza in questo senso, Synecdoche ti darà moltissimo.
      E ci finirai l'inchiostro.
      Mulholland Drive sembra una gran coincidenza ma lo è solo fino a un certo punto.

      Io ho ancora quella malattia di cui sopra, spero che diventi soltanto una consapevolezza.

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  9. A tutti quelli che hanno letto questa recensione o che comunque hanno visto il post, chiedo il favore di tornare qua dopo la visione sia perchè probabilmente potranno capire meglio quello che ho scritto (tra l'altro ho aggiunto 2,3 piccole cose, odio aggiungere, ma questa stupida recensione resta comunque un granello di sabbia rispetto a quello che si potrebbe scrivere), sia perchè mi piacerebbe molto confrontarmi su questo film.
    Ovviamente un eventuale confronto andrebbe benissimo anche nei vostri blog ma avvertitemi, vi prego.
    Devo sapere cos'ho visto e se ho le traveggole. :)

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  10. Appena riesco a beccarlo...ieri sera c'ho provato con scarsi risultati.
    O meglio, ho trovato la versione senza sottotitoli e non è cosa!
    Appena lo guardo, stai certa che questo è il primo luogo dove mi recherò :D

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    1. mamma mia, sei proprio di una simpatia e spontaneità contagiosa.
      Che entusiasmo!
      ogni tuo commento mette allegria, complimenti!

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    2. Ma così mi fai montare la capa ahahaha! :D
      Grazie mille, mi riempi di ggggioia! :)

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    3. Ma quanto è patetico questo scambio di battute?

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  11. Pensavo che quello che ho detto di Hoffman fosse una mia idea e impressione.

    Invece è "ufficiale", da un lato mi dispiace, speravo che fosse una cosa mia.

    http://www.vivacinema.it/articolo/philip-seymour-hoffman-regista-teatrale/4278/

    secondo capoverso

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    1. l'ho visto e devo dire che è davvero un film da rivedere.

      c'è un mondo dentro e PS Hoffman è davvero grandissimo.

      una cosa mi sento di dire, che è un film vero, non finto, è sincero

      bisogna pensarci un po'

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    2. Sì Ismaele, dentro c'è tutta la vita, quella singola di Kaufman e quella di tutti noi. Non avevo mai visto un film che in maniera tanto geniale e tanto struggente poteva raccontare un'esistenza.
      Bisogna vederlo almeno due volte, minimo.

      E mi piace moltissimo quello che hai detto alla fine.

      E' un film vero, sincero.

      Non c'è nulla di artificioso, niente di retorico.

      Kaufman ci ha aperto la sua anima e il suo cuore, l'ho trovata una cosa grandiosa.

      Non è un caso che sia il suo primo e unico film.

      Uno che mette dentro la propria vita in questo modo non può fare altro.

      Sì, ci devi pensare un pò, sarà inevitabile.

      E riguarda quantomeno gli ultimi 20 minuti.

      Grazie.

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  12. Squillino le trombe!
    Melinda, a 10 mesi dalla sua promessa, è riuscita finalmente a vedere Synecdoche!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Mi sono ingrippata!!!
    Tutto strano, tutto surreale, tutto da interpretare, da rivedere bene, nei dettagli!
    Ho avuto un piccolo problema da un certo punto in poi...i sottotitoli erano fuori sincrono con l'audio...quindi, se già il film di per sé è incredibilmente criptico, con questo problemino dei sottotitoli ho fatto una fatica maggiore a comprendere...
    Una cosa la posso dire però: l'attesa è valsa la pena!
    Quanti particolari mi hanno colpita! Dalla casa che andava a fuoco, al diario che continuava a scriversi anche se Olive non c'era più, dalla confusione tra personaggio reale e attore, al tempo che passava così velocemente. Sì, va rivisto per essere compreso meglio, ma come hai detto anche tu, non si comprenderà mai totalmente.
    Comunque grazie, senza di te non lo avrei mai visto. E grazie anche al mio ragazzo che è riuscito a procurarmelo ;)
    Hoffman grandioso!
    Non far caso a come ho scritto, ho buttato giù quello che mi è venuto in mente a film finito...ma lo sai che ora mi sento strana? E il fatto che sia anche assonnata vista l'ora mi fa sentire ancora più strana. Non oso immaginare cosa creerà la mia mente stanotte, dopo questa visione così surreale.
    Ciaooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :D :D :D

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    1. Ahahahah

      fantastico. Ma ora dovrai scriverne anche te no?

      Sottotitoli fuori sincrono? su sto film già difficile sono una sciagura!

      Spero che ora a visione avvenuta la mia rece l'hai capita meglio.

      Ciao Simapatia!

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  13. Vorrei scrivere di questo film, ma come si fa?!? Non saprei da che parte cominciare!
    Questo film va guardato per "capirlo"...ci penso su...tu sei stato bravissimo invece, ora che l'ho visto posso affermare che la tua recensione è comprensibile al 100%!!!
    Ciao simpatico' :D

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    Risposte
    1. Beh, semmai butta giù una rece mista al più e al meno, tipo il capello nell'occhio. Non parlare tanto del film ma solo che l'hai visto e sulle sensazioni. Tipo trave nell'occhio.

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  14. Sta in questo forse quello che per me significa arte. Cosa vuol dire che deve proporre bellezza l'arte? Esserne la ricerca, lo studio, la fruibilità, il messaggio? No, l'arte deve smuovere, bada bene, non provocare, smuovere inteso far provare emozioni. Far pensare? Magari pure, valore aggiunto ma non necessario.
    Dovrebbe essere sincera ma come si fa ad essere sinceri quando non si conosce nemmeno se
    stessi, quando non si sa dove si trovi questa sincerità, in cosa viva. Ragioni, cerchi di capire e arrivi a una momentanea soluzione: ho il finale, so come si farà, ho un'idea, proposte di titolo; poi nuove scoperte, semplicemente nuovi avvenimenti spostano più in là l'asticella. L'orologio disegnato sul muro, il tempo fermo, no non è fermo, non esiste, non è che non esiste, non ha senso. Non è così vincolante come dobbiamo credere.

    Come è possibile dopo una visione del genere essere gli stessi di prima? (ma così sarà) Come
    guardarsi intorno allo stesso modo; forse che questa mancanza di speranza che trovi, che trasuda dal film sia speranza ella stessa? Il fatto di non essere speciali, deve distruggerci così tanto? Perchè? Viviamo rigirati su noi stessi e allo stesso tempo così dipendenti dagli altri? Dimmi cosa devo dire, voglio agire nel migliore dei modi senza sbagliare. Possibilità che finiscono per annichilire l'azione. Il pensare cercando la strada corretta, la verità, impedisce di cercare Veramente, diviene incompatibile con l'azione.

    Le incomprensioni, inutili e volgari ma così definitive, inconciliabili; siamo solo i riassunti dei libri che uno non ha letto, per pigrizia o costrizione, svogliatezza o mancanza di tempo; perchè troppo presi dal decifrare e o portare avanti il nostro.

    La mente ti è nemica il corpo diviene tuo nemico, credi di capire qualcosa e non ti rendi conto che invece senti qualcos'altro, sai qual è riconosciuta come la cosa migliore e non capisci quanto male invece ti stai facendo. Mi sarebbe piaciuto fosse stato, e non vedi quello che è. O non ci provi nemmeno perchè sei codardo. Solitudine. Affrontare la solitudine è soluzione? Deve per forza esserci una coppia per rendere il mondo, la vita affrontabile? Deve essere una coppia... felice? Magari solo essere amati? Ma felice può durare? o l'eterno di trova solo nel -ciò che sarebbe potuto essere ma-? Che la felicità esista solo negli attimi? Bisogna essere amati? È possibile se tu per primo non lo credi possibile?


    Sono ripetitivo lo so, ma grazie ancora per i consigli cinematografici.

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    1. Io sinceramente non so che dirti.
      Grazie del commento, non ho parole.
      Magari se trovo le forze ci ritorno per bene. :)

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  15. Non sono stata alla tua altezza, ma ne ho parlicchiato anche io sul mio blog ...se ti va passa

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  16. Ciao,
    prendo spunto dalla grandezza di Philip Seymour Hoffman per chiederti la recensione de "La 25sima ora": so che non è lui il protagonista del film (ruolo che spetta ad un altro attore, secondo me, meritevole: Edward Norton), ma credo che Hoffman anche qui, come sempre (un esempio per tutti: "Almoust famous"), nonostante la parte 'secondaria' dia un contributo imprescindibile al film.

    Ti ringrazio in anticipo,
    ciao

    gianluca

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    Risposte
    1. Guarda, la richiesta è davvero ottima, sono anni che voglio vederlo, mi dai davvero il pretesto per farlo.

      L'Hoffman de La Famiglia Savage, Onora il padre e la madre, Synecdoche, The Master, Happines e chissà quanti altri è un attore inarrivabile.

      A presto Gianluca.

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  17. Hai ragione, è ipnotico: ne "La 25sima ora", nonostante reciti accanto ad Edward Norton (ad un attore, cioè, che per me 'ha qualcosa nel viso, negli occhi, nei tratti somatici, che mi emoziona a prescindere', come hai scritto tu a proposito di quella folgorazione che è Fassbender), non riesco a distogliere lo sguardo da lui. Io l'ho conosciuto in "E alla fine arriva Polly" - una commedia certo non impegnativa, ma sotto vari aspetti piacevole (penso siamo d'accordo sul fatto che non è il genere a decretare la qualità) - e, giorni dopo la visione del film, mi sono reso conto che la sua interpretazione, benchè 'secondaria', mi portava a riguardare le scene in cui compariva lui.
    Inutile dirti che non ho più smesso di seguirlo.

    Non so se hai visto "Almoust famous", ma lì Hoffman esprime, in una scena, una condizione nella quale mi riconosco con esattezza (ed in cui credo si possano riconoscere tutti quei tipi che, nonostante abbiano una vita sociale 'sana' - fidanzata, amici, ecc. -, trovino nella creativa solitudine casalinga un irrinunciabile ed impareggiabile benessere): un ragazzino lo chiama a casa per chiedergli un consiglio di lavoro, e lui glielo dà; poi il ragazzino lo ringrazia dicendogli: "Meno male che eri a casa!", e Hoffman: "Sono sempre a casa: sono uno sfigato". Ora: nel film lui interpreta Lester Bangs, un importante critico musicale degli anni '70, e la macchina da presa lo inquadra, nella scena appena descritta, in una stanza piena di dischi, piena cioè di roba importante, di vita. Sfigato, quindi, può esserlo solo in maniera riscattante: il mondo fuori, infatti, appare figo nella misura in cui è, sostanzialmente, vuoto.

    Ciao :)

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    Risposte
    1. Io invece, purtroppo, mi sono riconosciuto in Hoffman proprio in Synecdoche.

      Bellissima l'analisi che fai di quella sequenza, ti ho capito perfettamente, quello "sfigato" ha al suoi interno tantissime accezioni. E' un pò ipocrita probabilmente perchè molte volte consideriamo sfigati quelli che non vivono quelle nostre passioni, le persone comuni e stereotipate, ma per una sorta di "andare incontro" al sentire comune preferiamo dire sfigati anoi stessi. Siamo socialmente sfigati, non umanamente. E molte volte questa parola nasconde anche una nostra "protezione, siamo afigati, lasciateci stare, non ho voglia di farvi entrare nei perchè e percome ti dico così.

      Anche in Ubriaco d'amore Hoffmann ha una particina ma dà luce all'intera pellicola.
      Norton è meraviglioso ma è un attore.
      Hoffmann per me va oltre l'attore, è proprio a livello umano che mi emoziona, probabilmente lo farebbe anche se non l'avessi mai visto in pellicola ma solo, per sbaglio, dal vivo.

      Comunque come tu mi consigli questi due importantissimi film che per caso o scelta non ho mai visto, io ti consiglio quasi tutti quelli che ti ho scritto di Hoffmann, specie due piccolini come La famiglia Savage e Happiness.

      Ah, fai l'account Gianluca, non ha controindicazioni, metti solo la mail, non sei nemmeno linkabile se vuoi ma almeno appare in nero il tuo nome invece che quel brutto anonimo.

      A presto, e grazie del bel commento.

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  18. "Norton è meraviglioso ma è un attore.
    Hoffman per me va oltre l'attore, è proprio a livello umano che mi emoziona, probabilmente lo farebbe anche se non l'avessi mai visto in pellicola ma solo, per sbaglio, dal vivo.": questa bellissima distinzione l'appunto sul mio taccuino, giuro. Hai ragione: Hoffman ispira fiducia a prescindere (lo immagino, ad esempio, come un insegnante: di quelli affabili che, a fine lezione, si fermano a parlarti, e magari ti consigliano anche qualche libro in più).

    Comunque hai inteso benissimo la sequenza che ho descritto. "...lasciateci stare, non ho voglia di farvi entrare nei perchè e percome, ti dico così": a volte il silenzio non è assenso, bensì la consapevolezza che, seppur cercando dispiegare, gli altri non capirebbero.

    "La famiglia Savage" era già in lista, ora aggiungo anche "Happiness" ;)

    Una domanda: ti è capitato, per caso, di leggere qualcosa (tipo recensione o presentazione) sul nuovo libro di Baricco, "Una certa idea di mondo"?

    P.s.: anch'io mi sono riconosciuto nell'Hoffman di Synecdoche, ma, data la giovane età, voglio illudermi che ci sia ancora possibilità di riscatto.

    A proposito: scusa per il ritardo nel risponderti, di solito sono celere.

    (per l'account, ho avuto problemi: ne avevo già uno, ma - come sempre - ho dimenticato la password e non riesco a recuperarla; quindi, da oggi, quando vedrai quel 'brutto anonimo' saprai che sono io) :)

    Gianluca

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  19. Per l'account devi recuperare, non credo sia difficile, ci tengo su.

    Baricco è stato il mio scrittore per 3,4 anni, l'ho abbandonato circa 6,7 anni fa, non sono aggiornato ma ora prrovedo.

    Fai bene ad illuderti, in realtà anche io lo faccio perchè lo so che la vita può essere bellissima, ci credo.

    Ci sta l'ipotetica collocazione di Hoffmann nella vita reale. Un pò ricorda il personaggio di The Master così :)

    Happiness ti piacerà.

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  20. Ora che ho imparato a firmarmi, ti lascio un commento che avrei voluto scriverti da un po' ;)
    Quando ti ho chiesto se avessi letto qualcosa a proposito dell'ultimo libro di Baricco, 'Una certa idea di mondo', l'ho fatto con uno scopo preciso: e cioè che la presentazione che ne è stata fatta in un articolo su "la Repubblica", mi ha fatto pensare a questo blog. Ossia: come Baricco, attraverso i libri che recensisce, esterna la sua personale idea di mondo, così tu, attraverso i tuoi film, esponi la tua.
    Leggi un po' qui:
    "...nel 2012 Baricco ha preso in mano gli ultimi dieci anni della sua vita da lettore, scegliendo i cinquanta romanzi e saggi che più lo avevano appassionato e dedicando a ognuno di questi un articolo. La raccolta di questi testi, intitolata 'Una certa idea di mondo', dopo essere andata in edicola con il quotidiano, ora è pubblicata da Feltrinelli. ... A muovere la mano dell'autore - è evidente ripercorrendo le sue scelte tutte insieme, una di seguito all'altra - c'era la casualità, quella che un giorno ha fatto sì che quei titoli entrassero nella sua vita, ma anche la necessità di mettere a fuoco ciò che lo circondava; col trucco di parlare di quello che veramente si conosce e si ama per capire e comunicare ad altri che cosa si pensa del mondo. ... Gli era venuta questa idea, << che se solo un giorno mi fossi messo lì a parlare di loro, prendendone uno per volta, solo quelli belli, senza smettere per un po' - be', ne sarebbe venuta fuori innanzitutto una certa idea di mondo. C'erano buone possibilità che fosse la mia>>. ... Primo titolo sugli scaffali: 'Open' di Andre Agassi; una biografia bellissima che dice molto sulla storia di un grande sportivo, ma che proprio là dove delude Baricco, dice qualcosa anche su di lui (esattamente come succede con te e con i tuoi film). Allo scrittore non è piaciuto il finale: l'eroe che dopo avere odiato il tennis trova la tranquillità occupandosi degli altri. <>. ... Chiarito il meccanismo, le parole si rincorrono e si intrecciano per creare una realtà diversa, nella quale si mescolano l'alto e il basso. Troviamo, infatti, un saggio di Isaiah Berlin su 'Le radici del romanticismo' a poche pagine di distanza dal 'Fantozzi totale' di Paolo Villaggio. Nessuna paura di essere irriverenti, anzi il gusto sottile di spiazzare con accostamenti che ai più suonano come un azzardo: grandi classici come 'Il gattopardo' di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e opere prime come 'La ragazza che fa a pugni con l'ombra' di Inka Parei ... Ci si può anche soffermare sulle assenze: tante e sorprendenti. Del resto baricco aveva avvisato i lettori: <>."
    - l'articolo è di Stefania Parmeggiani -

    Non so se ti riconosci in queste parole, ma io, pur non conoscendoti e pur avendo iniziato da poco a seguire il tuo blog, ho pensato quasi subito all'idea di mondo che traspare dai tuoi film.

    a presto :)
    gianluca

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  21. Non so perchè ma nel pubblicare il commento è stata eliminata la perte finale dell'articolo, eccola:
    "Del resto baricco aveva avvisato i lettori: <>."

    ;)

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  22. Ho capito il problema: sono le graffette. Ti riporto le parti che sono state eliminate:
    1) "...trova la tranquillità occupandosi degli altri. 'Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi, tutto il resto è una forma di lusso dell'animo, o di miseria, dipende dai casi'. ... Chiarito il meccanismo ecc. ecc."

    2)"...Del resto baricco aveva avvisato i lettori: 'Non ci sarà 'Viaggio al termine della notte', nè 'Anna Karenina' (così come nel tuo blog non c'è, per esempio, 'Taxi driver'), per capirci'."

    Ora dovrebbe andare, scusa l'inconveniente e i ripetuti commenti (non è un modo per far salire il numero dei commenti ed ottenere prima la recensione richiesta, giuro!) :)

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  23. Sono qua...

    Che dire, se ti confido che questo è forse il commento più bello e più importante mai apparso nel blog ti basta?

    La mia vita è da parecchio tempo che ha diciamo "difficoltà". Non le ho mai descritte direttamente, ho cercato, tra le righe, di farle trasparire nei film di cui scrivo, dal peggior trash a... questo qua.
    A proposito, che tu abbia messo sto pezzo in questo post è ancora più particolare.
    Non è solo l'idea del mondo che ho, sono io.

    Grazie Gianluca, anche per la tua sensibilità.

    ( ma quella frase finale in realtà c'era già...)

    mi sa che la 25° ora scala in classifica :)

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    1. Vedi i casi Gianluca, abbiamo postato contemporaneamente...

      "Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi"

      tanto non li legge nessuno sti commenti in teoria (a meno che non si accorgono che gli ultimi si vedono in alto a sinistra)

      no, perchè questo lo sto scrivendo piangendo, preferisco lo che lo sai solo te

      grazie ancora, dai che tra altri 5,6 commenti ti si vede

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  24. "Che dire, se ti confido che questo è forse il commento più bello e più importante mai apparso nel blog ti basta?": sono lusingato, davvero (anche considerando la qualità degli altri commentatori del blog).
    Inoltre è sempre confortante sentire apprezzata la sensibilità.

    Hai detto che stai avendo delle difficoltà e, credimi, dai tuoi scritti, indirettamente - diciamo come tono generale -, emergono. Però io guardo il blog e ci vedo tanto entusiasmo e tanta intensità; proprio ieri hai inaugurato una nuova rubrica, cioè un nuovo progetto e i progetti li fa e li realizza solo chi si sente vivo (Dacia Maraini, a proposito dell'assurdità dell'ipotesi del suicidio di Pasolini ha detto: "Qualche giorno prima di quella notte avevamo parlato a lungo, e lui mi aveva anticipato tanti progetti che aveva in mente: uno così, credetemi, non poteva non essere innamorato della vita"; qui, lo ammetto, ho pianto). Per cui, io non conosco la natura delle tue difficoltà, ma se le affronterai con la responsabilità con cui ti approcci al blog, alla tua creatura (che magari non ti farà guadagnare un soldo, ma che riempie, che rende migliori tante persone; io, per dire, sto imparando a 'leggere' i film anche grazie a te), hai il potenziale adatto per risolverle.

    Con stima - diciamo così - virtuale,
    gianluca :)

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    1. O.k, Gianluca, te lo dico veramente, vaffanculo, stasera stai giocando a dadi con il mio cuore ed è troppo debole per farlo.
      Non aggiungo nulla, ti dico solo che mi hai letteralmente salvato la giornata.
      Se quello che scrivi lo pensi davvero non so come ringraziarti.
      Ma basta così, davvero, ti aspetto sui film magari :)

      un abbraccione

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  25. ma poi vi baciate anche? lo chiedo perché in quel caso sarebbe bello metteste una foto.

    (commento teso solamente a smorzare i toni e a mantenermi in prima posizione ché già temo gianluca mi freghi il posto)

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    1. Fanculo, ci hanno scoperto l'alcova.

      Lo sapevo che non dovevo mettere quel link degli ultimi messaggi.

      Ciku, vedi, grazie a te una rubrica di successo!

      oh, te prego, parla con Bradipo, fallo cambià

      non scherzo Ciku, davvero, non ce dormo :)

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    2. guarda che un cuore in inverno è molto bello! e non è in maschera. guardalo e taci! poi ringrazia il bradipo.

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  26. Raramente ho letto una recensione così bella, così sentita. Si nota un amore viscerale per questo film. Lo devi proprio aver vissuto con tutto te stesso!... Cercavo informazioni su questa pellicola, messa così...dopo una recensione del genere, non posso non recuperarla!!! Complimenti davvero!!

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    1. Non so come ringraziarti Vittorio.
      Il fatto è che questo già di per sè è un film immenso a mio parere, in più veniva in un periodo molto particolare.
      E film come questo, come Melancholia, roba così, in certi periodi della vita ti rapiscono così tanto che poi si scrivono da soli la rece.
      Grazie Vittorio, davvero :)

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    2. Con Melancholia è stato lo stesso anche per me!.. come è stato a suo tempo con "Otto e mezzo" e di recente devo dire che ho provato qualcosa di simile uscendo dal cinema, dopo aver visto La Grande Bellezza. Certi film si vivono... è vero! Poi vabbé, anche se si scrivono da sole le recensioni, non tutte si scrivono così bene!! E comunque, davvero un bel blog! Continua, mi raccomando!

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    3. Grazie ancora!
      Guarda Vittorio, nemmeno farlo apposta ma redo che le recensioni più sentite in questi anni siano proprio questa, Melancholia e ... La grande Bellezza :)
      Certi film ti tirano fuori le parole da soli.
      Ma grazie dei complimenti.
      Certo che continuo!

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    4. Allora ci intendiamo...;-) Guarda, se ti va, anch'io ho messo su un blogghettino in questi giorni...mi ero un pò rotto le scatole di scrivere le recensioni su fb, che poi andavano perse. Ancora siamo proprio agli stadi primordiali, un cantiere appena aperto, ma se hai tempo facci un giro! http://frammenticinemavittoriomorelli.blogspot.it/

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  27. è.. è.. è un film fantastico. no, non è un film.. è un'esperienza, è qualcosa che non si può descrivere a parole. è. è bellissimo, una delle cose più belle che abbia mai visto. non ho parole.

    (e bravo per la tua recensione. ma questo film ha solo bisogno di essere visto inutile leggere in giro cose a riguardo.)

    -ma7

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    1. sei un grande

      e se dici anche tu che potrebbe essere IL più bel film che hai mai visto sei un grandissimo

      è l'unico film con tutta la vita dentro

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    2. è l'unica vita con tutto un film dentro.

      -ma7

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    3. Questo lapidario quanto eccellente commento mi ha fatto pensare all'opera letteraria che più di tutte si avvicina a Synecdoche: Tristram Shandy.
      Mai come in questo testo la scrittura è tanto un atto impresso su carta, quanto un'azione del vivere, e una lotta continua con il tempo per ingannare la morte. Synecdoche mi è sembrato soprattutto questo, un etero rinvio della morte. La morte non è l'azione del morire. Si vive muorendo o si muore vivendo, solo la morte è morta.

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    4. L'ho letta, l'ho letta!!!

      In un solo giorno perchè avevo l'esame d'inglese l'indomani e mi era rimasta indietro.
      Tipo 6,7 ore sul letto senza mai muovermi, giusto delle pause per non impazzire.

      Bellissima riflessione Rocco, è proprio quella l'anima del film.

      C'è anche tanto di ipocondria dentro, ma un'ipocondria molto più grande della paura delle malattie, un'ipocondria definitiva, assoluta.

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    5. Certo che l'hai letta, l'abbiamo dato insieme quell'esame... ma mi è tornato in mente perché da qualche giorno sto provando la lettura in lingua originale (impossibile!!). Sì, forse il grado zero dell'ipocondria che sta dietro tutte le ipocondrie è proprio la paura della morte, Adesso mi vengono in mente anche le mille e una notte, in cui Sharāzād per sfuggire alla morte comincia a raccontare. Ma in Synecdoche tutto è elevato all'ennesima potenza, perché il protagonista assiste alla morte di se stesso negli attori che lo impersonano, e dunque il film diventa il racconto della propria morte per sfuggire alla propria... questo film possiede i migliori tratti di una tragedia greca

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    6. E' vero, si è fatto insieme!

      Esatto, quando parlavo di ipocondria intendevo quello, la malattia per eccellenza, la morte. Eccezionale il riferimento a Sharazad, sei sempre una fonte di spunti Rocco. Ci sta la tragedia greca, anche per quella capacità tutta sua di essere metafora di qualcosa di molto più grande. Però ora mi sto confondendo, non ti offendere, mica ho capito se lo hai visto da poco e quindi commentato adesso oppure ne avevamo già parlato (mi sembrava di sì). Scusa, mi confondo.

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    7. No in realtà è il Tristram che sto rileggendo in lingua originale, e mi è venuto in mente questo accostamento quando, da poco, hai riproposto quel commento anonimo in un post recente sui film dell'anno

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    8. Eh, ma infatti, ricordo benissimo di averne parlato, e non poco, già prima con te di Synecdoche!

      Mi aveva confuso sto nuovo messaggio.

      Oh, vieni giovedì pomeriggio a vedere The Act of Killing allo Zenith?
      Per favore, è nelle tue dannatissime corde

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    9. Magari potessi!! sto facendo degli orari impossibili a lavoro.. cmq potrei anche riuscire a liberarmi semmai ti chiamo!!

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  28. Oh dae, mi sono permesso di condividere questa tua splendida recensione sulla mia pagina facebook di cinema (la pagina associata al blog)... nessun problema vero? :-) E' che è la migliore che ho trovato in giro.

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    1. spero tu stia scherzando...

      meglio di così che devo chiedere?

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  29. Wow, non credo che una recensione mi abbia mai emozionato tanto :D bravissimo!
    Il film... mi sa che devo rivederlo. E' così denso di significati e racchiuso in una sua speciale poetica che una sola visione non basta. Ma è comunque un qualcosa che, anche se non lo capisci appieno, non ti abbandona mai.

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    1. Uffa, mi fate sempre diventare rosso...
      Non so come ringraziarti, anzi, forse un modo ci sarà, sai quale :)

      un film immenso che trascende il fatto che possa piacere o no

      è qualcosa di più grande di noi e nel cinema è cosa rara

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  30. La triste notizia di oggi mi ha lasciato letteralmente sconvolto perciò volevo condividere con te Giuseppe, ma anche con tutti gli animatori di questo blog la scomparsa di forse uno dei pochi attori per il quale valeva la pena guardare un film di Hollywood... Ciao Philip
    http://www.corriere.it/spettacoli/14_febbraio_02/morto-l-attore-philip-seymour-hoffman-1413c428-8c39-11e3-a29b-8636964bc663.shtml

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    1. Credo di aver scritto il mio post in contemporanea o 2 minuti prima di questo tuo messaggio.
      Hai ragione Rocco, grazie.

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  31. Hai sentito che il 19 giugno lo distribuiranno nei cinema italiani? :')
    Non potevo non pensarti!

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    1. Non lo sapevo!

      Che bella notizia!!!

      Ci andrò sicuro, minimo una volta.

      E quindi uscirà finalmente anche il dvd italiano, ottimo!

      Ora mando subito una mail ai cinemini qui di Perugia per farglielo prendere, speriamo bene.

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  32. Non avevo dubbi che ti avrebbe entusiasmato! ;)

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  33. appena visto, al TaoFest, sono rimasto in silenzio, fino alla fine, ho visto i titoli di coda, tutti. Ho pianto. Non riuscivo ad alzarmi, la musica era dentro di me, il film mi era penetrato dentro, e credo che solo morendo andrà via. Ogni singolo attore è stato dentro di me, io sono stato ogni singolo personaggio. La storia mi è sfuggita, l'ordine cronologico delle cose non lo conosco. So solo che lo rivedrò, per capirlo di più, per entrarci di più, per cogliere ogni singola sfumatura. E allora, e solo allora, morirò.

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  34. un film che scombina le percezioni. per un attimo mi son chiesta chi sono e se davvero sono. ha senso?

    lo dovrò rivedere. ma non subito.

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    1. Non solo ha senso, ma credo tu abbia colto o vissuto il senso principale di Synecdoche.

      Un giorno rivedilo, e sì, non subito

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  35. Eccoci, ti rispondo qui. L'ho visto due volte, una in lingua, una volta doppiato. E' vero, cresce e si accresce di particolari. La seconda volta mi ha sconvolto maggiormente.

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    1. Onorato della visita.

      E vedrai che anche alla terza e alla quarta qualcosina senti o vedi in più.

      Ma due visioni sono già abbastanza :)

      Anche se in realtà sono quelle minime.

      Io come impatto non nego che la prima volta sia stata quella più devastante.
      Parlo globalmente.
      Però singole scene l'ho vissute più intensamente nelle visioni successive.

      Ciao William

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  36. http://nuovocinemalocatelli.com/2014/06/26/synecdoche-new-york-recensione-capolavoro/ (nel caso ti fosse sfuggita)

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    1. Credo che SNY sia l'unico film, ma proprio l'unico, di cui dopo averlo visto e commentato ho letto qualsiasi rece mi sia capitato sotto gli occhi, figurati se non quella.
      E non è solo per quello che significa il film per me ma anche perchè è una pellicola che puoi leggere 20 rece una diversa dall'altra

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    2. Ti dirò di più...
      Gli avevo pure risposto per fargli i complimenti.
      E in più gli avevo fatto notare che aveva chiamato Synecdoche il nome della città dove il film è ambientato, insomma, pari pari al titolo.
      Ora vedo che ha corretto ma la mia risposta non c'è più :)

      In generale avevo smesso di commentare da lui perchè tanto non risponde quasi mai.
      E perchè poi, qualsiasi cosa scrive mi sarei limitato a fargli i complimenti

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    3. Sì, in effetti, se gli si vuole trovare un difetto è che non risponde praticamente mai.

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  37. Visto oggi pomeriggio, è stato il mio 1000esimo film visto, sicuramente da rivedere, non credo proprio di averlo compreso, è davvero una di quelle opere dove l'autore ha cercato di condensare tutto se stesso, tutto ciò che ha imparato, tutto ciò che ha vissuto, tutto mediato attraverso il cinema.

    Kaufman è Caden Cotard? Parlava del ruolo ad Hoffman come Caden fa con il suo attore nel film? Magari un film che è iniziato ancor prima di quello che è stato filmato, e magari che finirà oltre.

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    1. Kaufman è Caden Codart, anche nell'indeterminatezza sessuale. Questo film è lui, la sua coscienza, la sua vita e la sua visione del mondo.
      Non è un caso che sia stato il suo primo e secondo me unico film.
      E uno che nella vita fa, credo volutamente, un solo film non può che provare a metterci tutto.
      Sì, io non so come ne ho scritto dopo la prima visione, appena finito di vedere, ma le altre 2 visioni e mezzo che ho fatto mi hanno permesso di scoprire e capire mille altri piccoli particolari.

      Ma la cosa del 1000 non l'ho capita...

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    2. Sì la cosa che ne ha fatto solo uno è davvero bella.

      La cosa del 1000 è semplice è stato il film numero 1000 visto nella mia vita, tengo la lista su IMDB online, sono anni che mi segno tutti i film che vedo, magari non è precississima come stima ma secondo me il margine di errore sarà di 3-4 film non di più.

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    3. Oddio, di questo avevo paura, incredibile...
      C'è gente malata come me allora...
      Ma comunque tu intendi millesimo film in età "consapevole" ovviamente, tutti quelli che hai visto da bambino non credo li puoi avere inseriti. Insomma, da quando hai iniziato a contarli è il millesimo

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    4. no dentro ci sono pure i cartoni animati (lungometraggi) d'infanzia, li ho ripescati a memoria ma credo ci siano tutti.
      Davvero credo che lo scarto sia 3-4 film, ma mi piace pensare che il conteggio sia esatto.
      Il sito ti fa poi vedere film simili a quello selezionato e quindi puoi andare avanti per associazioni e ripescare film dimenticati completante.

      Si un po' malato lo sono anche io.

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    5. Io ancora non credo sia possibile...
      O hai una memoria incredibile o hai iniziato sta cosa a 7,8 anni.
      Comuqnue malgrado credo non sia possibile lotto e tifo perchè lo sia, perchè come cosa è malata, la amo e unisce due mie grandi passioni, il cinema e la statistica. Quindi voglio credere in te!

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  38. Sono arrivata Caden

    E' passato molto tempo, 'mi è servito tanto tempo per ritrovarmi'

    'Molto più tempo prima che nascessi e molto più tempo da quando sarò morta del tempo in cui sono viva adesso:
    Però sono protagonista della mia storia e questo mi va riconosciuto'


    Per dirla con parole mie, di Bianca M. Palmieri, io dico..

    AGONIA..

    Ma io sono tutti, io Hellen, io Caden, io Giuseppe/Caden, io Philip, io Charlie, invece che una parola posso averne nessuna o centomila.. E.. 'Finalmente so come fare.. Ho un'idea.. Credo che---------FINE'

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    1. mi è venuto in mente il commento giusto per risponderti, finalmente ce l'ho

      ti voglio be----FINE

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  39. Finalmente l' ho visto: ha rispettato le attese che avevo, bellissimo. Per il torneo avrà un sostenitore in più ;)
    La narrazione non lineare con balzi temporali all' inizio spiazza un po' ma poi ti lasci trascinare e non ci badi più. Poi a me piacciono i film con una struttura complessa. Credo che non bisogna commettere l' errore (o perlomeno io lo considero tale) di cercare di ricostruire la linea narrativa per una migliore comprensione: ha poco senso in film del genere secondo me, la comprensione è già costituita dalle sensazioni che ti dà durante la visione.

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    1. Felicissimo, ovviamente ;)
      Non mi riferisco all'appoggio per il torneo (anche quello, certo, ma rimane sempre solo un gioco e poi dipende in che girone finisce) ma al fatto che ti sia piaciuto molto.
      Sny non va tanto ricostruito, al massimo va interpretato. E ognuno lo interpreta come vuole per me, è come una materia plastica che si può trasformare a seconda di chi la usa.
      Quindi ti dò ragione, non è importante la comprensione ma è comunque importante provare a leggerlo, a viverlo, ad entrarci dentro.
      Non per avere risposte, ma per viverlo al massimo

      grazie mille

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  40. Guardare questo film ti da proprio una botta di vita …eh Giuseppe?
    IL film è bello,ti devo confessare che come tanti altri anche questo l’ho visto a pezzi.
    E temevo che questo potesse influenzare il mio giudizio. Mi spiego credevo di arrivare a delle conclusioni affrettate basandomi solo su quello che avevo già visto ,che le scene successive andassero a compromettere l’idea che mi ero fatto di SNY ma poi alla fine del film e giudicandolo nella sua completezza il fatto di averlo visto a “episodi” diciamo non ha influito sul mio giudizio.
    Ci sono dei momenti comici primo su tutti la scenografia che cade in testa all’attrice certi dialoghi durante la seduta di psicoterapia (poi perché vanno dal psicologo?) tipo : Ho sognato che morivi ed ero contenta.
    Caden ti dispiace che tua moglie abbia sognato la tua morte?
    Si.
    Bene sono contenta
    Surreale!
    La scena del gelato al cioccolato come la voglio chiamare io…ma cosa avevano spese di budjet? Non riuscivano a trovare una merda finta?
    Confesso che l’inquadratura mi ha ingannato quello che mi appariva come una coppa di gelato al cioccolato era invece un cesso inquadrato dall’alto.
    La morte della botteghinaia Hazel per intossicazione in un appartamento dove il fumo e il fuoco erano sempre presenti 24 ore su 24 l'ho trovato grottescamente divertente.
    Momenti malinconici e tristi : IL protagonista dall’inizio alla fine del film.
    Momenti di poesia : meravigliosa la scena della figlia con le rose tatuate che fa la spogliarellista e il padre che cerca di parlarle.
    Meraviglioso il flashback sull’infanzia di Oliver (ma non è un nome da maschio?) meno bello il dialogo con il padre quando questa sta morendo .
    Bella la metafora della rosa tatuata che appassisce , e il petalo che si stacca e la vita che se ne va

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  41. E a proposito di metafore credo che la spiegazione del film stia tutta nella canzoncina che cantava oliver nella scena iniziale del film.
    SNY è un gioco di scatole cinesi una gigantesca matrioska un vortice di personaggi che sono comparse e protagonisti allo stesso tempo.
    Un inferno di marionette dentro una scatola magica (il teatro/la vita) il destino ,un gigantesco PINHEAD che gioca con la scatola di Lemarchand ed io che aspetto con impazienza il cenobita di Hellraiser ,quello che spara cd dalla bocca in "L'inferno sulla terra" che ne lanci al più presto uno in fronte a Caden.
    Che lo uccida prima del tempo , che uccida il suo essere così passivo ,che uccida la sua incapacità di reagire agli eventi., la sua inerzia
    Che uccida la sua capacità di accollarsi colpe che non sono le sue.
    Che uccida la sua voglia di non sapere (mi riferisco alla malattia che lo sta divorando come al rapporto con la figlia)
    La Oxa nel 78 cantava i versi di una canzone di Fossati : nel teatro vuoto della mente mia ,l’eco dei miei passi e un po’ di nostalgia .
    Quante altre volte io ci morirò ,quante altre volte ci rinascerò..nel teatro vuoto della mente mia..
    Caden ha un teatro vuoto che riempie mano a mano di personaggi che vuole vivano anche la sua di vita perché non trova il coraggio di viverla in prima persona.
    Sam il suo alter ego ,bella l’inquadratura di loro due che si girano nello stesso momento verso la telecamera e non si capisce chi sia quello davvero reale.. a un certo punto non si capisce più dove inizia la finzione e dove finisce la realtà il film diventa onirico.
    Un esempio :il diario di Oliver che nonostante debba per forza avere una fine cronologica che coincide con la partenza della madre e della bimba in Germania ..invece continua a raccontare e ad invecchiare..
    A volte l’unica spiegazione che ti puoi dare è che quello che stai guardando è tutto un sogno ,che non esistano Oliver Hazel o Claire o Sam …ma che tutto sia il frutto della mente di un vecchio malato, stanco di vivere che ha tirato da un bel pezzo i remi in barca e che ha alzato bandiera bianca verso la vita..
    Ce ne sarebbe da dire ancora ma mi sembra di essermi dilungato troppo e vediamo di arrivare alle conclusioni ,come ti ho scritto sopra il film è bello Caden meno.
    E’ un personaggio che non mi piace per i motivi che ti ho già descritto sopra.
    Il personaggio migliore perché mi sembra l’unico che non soccomba alla caducità delle cose e alla passività cronica di Caden è a mio parere la psicologa !
    Sembra l’unica che sappia piegare davvero la vita che sia padrona del suo destino senza il bisogno di qualcuno che le dica cosa fare attraverso un auricolare.
    Ma ora mi viene una domanda esistenziale fondamentale ,tanto di cappello a Hoffmann per l’interpretazione di Cotard..capisco che sia il tuo attore preferito ma spiegami assolutamente perche’ fra tutti i personaggi che ha interpretato hai scelto un personaggio come questo di SYN come tuo logo/nickname..insomma hai capito ciò che voglio dire?
    Cosa ti piace cosi’ tanto di Caden ?
    Spero tu sia in salute…ti prego rassicurami.
    Ho capito che non ti piace parlare del tuo privato e fai bene ma dimmi che stai bene…che come il Caden del film non hai nessun cancaraccio che ti divora da dentro e se invece hai qualcosa…spero niente di grave e che tu possa guarire presto.
    Comunque non affrontare la vita come fa Cotard!
    Ultimo appunto: Il Dvd che ho io ha una copertina diversa da quella del poster che mostri nella tua recensione.
    A proposito non l’ho letta lo farò domani , più avanti..
    E’ molto più bella la tua ….copertina e sicuramente lo sarà la tua recensione.
    E poi non ti incazzare diciamo non è fondamentale ma come in tutte le cose anche l’occhio vuole la sua parte…vada per la copertina ma PSH è chiaro che non è James Dean o Brad Pitt ma non era nemmeno un brutto omo..ma in questo film saranno le inquadrature sarà il trucco ma a me ricorda maledettamente un ministro nano di forza italia che mi sta sui coglioni ..non mandarmi a cagare!
    Ciao

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  42. leggo il commento a pezzi e rispondo a punti ;)

    1 beh, na botta de NON vita grossa... Però, ecco, paradossalmente nessun film ha tanta vita dentro come questo, quindi dipende dai punti de vista. Certo non ne ha una visione da cori de stadio ;)

    2 "il film è bello" e già me pare impossibile che l'hai scritto

    3 beh sì, di momenti surreali ce ne sono moltissimi. E se uno non è "preso" del tutto dal film e dalla sua devastante malinconia possono esse anche comici, concordo

    4 Budjet : che è il nuovo aereo della Ryan Air? ;)

    5 sì, la scena delle rose tatuate è bellissima, bravo. E anche i flash back. Vedi, in questo film il discorso maschio/femmina va a farsi benedire, è quasi tutto incentrato proprio su questa "doppiezza".
    L'apppartamento di Hazel rimane una delle cose più difficili da interpretare...

    6 massimilià, che t'è preso? all'inizio del secondo commento stai bene? perchè hai tirato fori un momento "serio" e di profonda intelligenza che di solito fai di tutto per celare.
    Complimenti, gran bella cosa e interpretazione

    7 beh, poi la citazione della Oxa e quel rimando che dici è formidabile. Sempre tutto bene Max?

    8 "A volte l’unica spiegazione che ti puoi dare è che quello che stai guardando è tutto un sogno ,che non esistano Oliver Hazel o Claire o Sam …ma che tutto sia il frutto della mente di un vecchio malato, stanco di vivere che ha tirato da un bel pezzo i remi in barca e che ha alzato bandiera bianca verso la vita.."

    e anche questa è ottima, sempre più sorprendente ;)

    9 non è che io abbia scelto quel personaggio. Io ho scelto quel film. E quel personaggio è il suo protagonista. E' difficile capire perchè io sia legato così profondamente a questo film. Ma la mia vena malinconico-esistenziale è troppo marcata e mai nessun film era arrivato a riflessioni così grandi per me.
    Ma io stesso voglio rifuggire la figura di Caden, io stesso spero in una vita e in un pensiero opposto al suo.
    Però, ecco, nel profondo, nel nascosto, e un nick è una cosa nascosta, mi sento molto Caden.

    9 sì sì, sto benissimo! cioè, psicologicamente e come vita i mie problemi li ho eh... Ma sono un ottimista ecco

    10 ahaha, sì, direi che PSH già in generale non era uno splendore. Qui...

    complimenti!

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  43. ... siamo tutti un po' Caden in fondo.
    Siamo tutti spettatori della nostra vita senza avere il coraggio di esserne i protagonisti.
    Tutti viviamo di paure, di solitudine, di ansie.
    Tutti. chi più chi meno.
    Abbiamo paura della morte senza renderci conto che questa esiste perchè esiste la vita.

    ... questo stavo scrivendo ieri in chat

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    1. Non è altro che l'ennesima sineddoche del film, forse la più bella ed importanti

      la parte per il tutto

      ognuno di noi per tutti gli altri

      e, la stessa morte, in un certo qual senso, è sineddoche della vita

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  44. Finalmente anche io ho recuperato questo bel film, e anche se hai letto il mio commento lo riporto anche qui vista l'importanza che ha per te (ti ha fatto addirittura cambiare il nickname :) )
    Alla fine ce l'ho fatta, ho visto anche questo e così una delle tante mie gravi mancanze è finalmente stata colmata.
    Com'è andata? Bene naturalmente,bel film, anche se non entrerà tra i film della mia vita. Forse saranno state le troppe aspettative, o forse sarà che i film di Kaufman mi hanno fatto questo effetto, fatto sta che ancora una volta ho apprezzato l'incredibile sceneggiatura e, naturalmente, ma non potrebbe essere altrimenti, l'interpretazione di PSH & Co., ma alla fine non mi spello le mani.
    Ma la stessa cosa è successa con tutto Kaufman, da "Essere John Malkovich" a "Se mi lasci ti cancello" e anche ad "Anomalisa", per cui è probabile che semplicemente tutti i ghirigori di Kaufman, per quanto geniali, non facciano breccia nel mio modo di godermi il cinema, ma sia chiaro, a tutti questi ho dato il mio bel 7, però non mi hanno aperto nuovi mondi come invece è successo ad alcuni.

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    1. Hai detto tutto...
      I labirinti sia narrativi che mentali di Kaufman di sicuro affascinano ma è molto difficile poi entrarvi dentro del tutto.
      E se lo si fa lo si deve fare senza sforzo perchè lo sforzo presuppone una fatica

      quindi o ti prendono naturalmente o no

      a me Synecdoche ha travolto e ne ho scritto dopo 5 minuti della prima visione

      poi altre 2,3 visioni mi hanno sempre fatto notare e capire decine di cose in più, come nessun altro film prima

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  45. ho appena terminato di vedere questo film dopo aver letto la tua splendida recensione. sono assolutamente senza parole per cui sono costretto a limitarmi nel ringraziarti, sperando di tornare ad avere in futuro un briciolo di dignità neuronale per argomentarne in maniera "lucida".

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    1. Per me è come se non dicendo niente te avessi già detto tutto

      grazie di cuore

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  46. Oggi vado al cinema a rivedere 8 1/2, il mio film preferito di sempre e mentre ci pensavo mi è venuto in mente come i nostri rispettivi film del cuore siano così simili....ecco te lo volevo dì.....

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    1. e pensa che non l'ho visto, ahaha

      assolutamente, cinema che parla del cinema e della vita, la commistione perfetta per uno che ama...il cinema e la vita

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  47. dopo aver rivisto AN ELEPHANT SITTING STILL,
    a 7 anni di distanza dalla prima visione ho rivisto SYNECHDOCHE, NEW YORK

    non è un martirio, ma il desiderio di rimettere in discussione la mia visione,
    spesso i film per apprezzarli e comprenderli, mi necessitano 2 visioni.
    La seconda è libera di pregiudizi e "attese" e mi permette di concentrarmi su quello che vedo.

    7 anni fa scrissi ....
    "Ora mi è chiaro perchè Philip Seymour Hoffman si è suicidato. Non era possibile uscire sani dopo questo film ...
    forse un testamento ....
    certo siamo attori e tutti interpretiamo un ruolo che ognuno potrebbe interpretare e tutti siano interscambiabili se c'è qualcuno che ci dirige, ma se poi non siamo in grado di dirigere la nostra vita come possiamo pensare di essere alla regia della vita di tutti?
    seghe mentali, paranoia, paura della solitudine, delle malattie ... e in mezzo scene forti e temi assoluti sui quali ci si interroga dalla nascita.

    L'ottima interpretazione di Philip Seymour Hoffman regge in piedi un'opera davvero complicata ... presuntuoso e non finita."

    OGGI questo è il mio commento...
    "Opera che va oltre al cinema, forse è un'opera di arte contemporanea che si mescola alla "filosofia". Ognuno di noi vive momenti di realtà, ma spesso non sappiamo coglierli nel momento stesso in cui li viviamo. Così per il resto della vita li inseguiamo, con la memoria, con il loro racconto, nel cercare di riviverli (ma non sono mai belli e intensi come lo furono allora).
    Momenti di realtà frammentati, che sfuggono mentre cerchiamo altro, il sogno della nostra conferma, realizzazione ... e poi arriva, il tradimento, la malattia, la sconfitta, l'umiliazione e sempre la morte.
    Caden Cotard (un enorme P. Seymour Hoffman) prigioniero delle sue fobie, debolezze e ansie ha l'ossessione di far vivere questi frammenti, questi attimi di vita vera. Nel farlo costruisce un mondo virtuale reale (in scala 1:1), solo vivendo si esce dalla rappresentazione e si mette in scena la realtà, ma così ci si inviluppa, si rimane costretti a rivivere se stessi con tutti i limiti dell'essere registi delle proprie azioni, ma anche protagonisti di una vita che non ha respiro, dove la sceneggiatura si avvita su se stessa. Gli attori di noi stessi, siamo noi stessi e a volte facciamo cose che nella vita non abbiamo avuto il coraggio di fare o qualcuno ci ha impedito di fare.
    L'esistenza cos'è? a che serve? ... ma chi è che decide? chi è il regista? alla fine è la "morte" che prende il controllo e mette a posto tutto, anche sostituendoci, prima sul set, poi come assistente, infine come regista dell'ultimo "ciak".

    La seconda visione mi ha coinvolto, ma il tema è troppo lontano dalla mia concretezza. Io sono per trovare soluzioni, per affrontare il presente con attenzione al futuro, mi interessano le conseguenze delle mie azioni, non quello che ho già fatto. Mi guardo poco dietro e, nel possibile, cerco di vivere il frammento di vita nel momento in cui accade; importa poco riviverlo (sono consapevole che mai sarà come fu).
    Pertanto non ho condiviso nulla delle riflessioni di Caden e non ho provato empatia nei suoi confronti.
    Rimane un film (?) complesso e affascinante, faticoso da seguire (logorroico e con passaggi deboli o ridondanti), ma capace di far discutere, riflettere. Alcune frasi dette, poi, sono poesia."

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    1. grazie stefano di questo commento, di questa testimonianza, di questa specie di excursus che hai avuto con le diverse visioni di SNY

      il commento è veramente bello e anche le cose che dici "di te e del film", come coppia, molto interessanti

      guarda, probabilmente resta il mio film preferito ma visto oggi (e non nel 2013 come fu, l'anno della mia vera depressione) riuscirei comunque a fare mia la sua portata esistenziale, a riconoscerne la grandezza (anche filmica oltre che di scrittura) ma, ecco, lo sentirei molto lontano da me, con la voglia de vive che ho ora

      in realtà comunque i film di Kaufman, anche se sembra l'opposto, sono opere che la vita insegnano ad amarla tanto

      un abbraccione ;)

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    2. Ah, non ricordo sta cosa del "logorroico"

      ma sicuramente è come dici, l'hai visto da poco

      di sicuro logorroico lo è Sto pensando di finirla qui che, cristo, non trovo mai la forza di rivedere (i film di Kaufman se non li vedi due volte almeno ha poco senso)

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    3. si, forse mi rivedo anche "Sto pensando di ...".

      Logorroico non tanto nei dialoghi, ma nella messa in scena, mi è parso dilatato, ripetitivo, nel filosoffeggiare sull'esistenza, e nel mettere in scena le malattie, ansie, paranoie.
      Ecco, credo che avrebbe ottenuto lo stesso effetto, dilungandosi meno in scene e riflessioni non così necessarie.

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    4. "non tanto nei dialoghi"

      insomma :)

      quelli di Kaufman restano pezzi di scrittura e di vita unici al mondo però

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    5. scusa ...
      Sì mi rivedrò "Sto Pensando di..."

      Ma poi parlavo di Synecdoche :-D

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    6. No, scusa te, che scemo che so...

      bastava rileggevo il mio sopra ed era chiaro :)

      sì sì, d'accordo :)

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  48. Ciao! Tantissimi complimenti per il tuo blog (che leggo da anni ma non ho mai scritto). Ho scoperto vari film così e ti ringrazio! Leggere le tue recensioni è rassicurante e stimolante allo stesso tempo. Inoltre ho notato con curiosità che spesso concordiamo su alcuni punti di vista relativi a film..anche i commenti dei partecipanti sono stati d'aiuto..un bel blog, davvero..poi a me piace il cinema e l'arte in tutte le sue forme da praticamente sempre e perciò trovare spunti e novità per me sono il massimo..scusami per la filippica, non volevo essere così prolissa ma è inevitabile quando si parla di proprie passioni e tu lo sai bene! Ho visto da poco questo film consapevole non solo della complessità generale dell'opera(conosco Kaufman) ma di quello che avrebbe generato post visione(differenza fra i film belli e i bei film insomma). Ebbene: l'ho guardato senza lasciarmi "prendere" dai vari dettagli e messaggi buttati/velati dall'inizio al termine, per assaporare meglio il "momento presente", ogni scena, ma si notano, (sicuramente molti saranno sfuggiti eh)emergono chiaramente in un quadro simbolico che apparentemente sembra caotico e confusionario. Confuso, irrisolto, sembra proprio Caden Cotard, un uomo, (più anime?) vittima della sua esistenza vita che lo condurrà alla stanchezza, alla morte. Questo gioco continuo fra reciproci ed opposti, vita/morte finzione/realtà (vedi la fissa per lo spettacolo), grandezza delle sue ambizioni/miniature delle opere artistiche della moglie non è fine a se stesso secondo me. Non è esercizio stilistico del regista, io l'ho percepita come l'unica via, l'indispensabile scappatoia per designare quello che è la realtà: contraddittoria, a volte ingiusta, illusoria..dipende da noi come viverla..tale disordine entropico si spiega con una struttura a spirale: il film inizia (PRESUNTO SPOILER)con una sequenza che a mio parere cela un suicidio, probabilmente avvenuto nella scena del bagno iniziale sublimata con l'incidente con il rasoio. E si, lui probabilmente si suicida e noi vediamo quello c'è nel mezzo..lui muore, sono le 7:44..poi le 7:45, inizia la finzione, sbalzi temporali importanti.. riferimenti alla morte..saranno centrali e nemmeno un mistero. La spirale si chiude alla fine con una nuova morte (la stessa) del protagonista che nel vortice di una vita immaginata o avvenuta diventa l' alter ego di un'attrice in cui proietta la madre e poggiando la testa sulla spalla, cede, si abbandona finalmente. Sta a noi considerarlo come un film sull'esistenza o sulla mancata possibilità di farlo appieno o ancora percepirlo come metafora sulla morte che prima o poi è il limite cui tutti tendiamo. Intenso, angosciante a tratti, straziante la scena con la figlia. Comunque non credo che basterà una sola visione, gli spunti sono innumerevoli, le ombre che si vedono, la traslazione al funerale del padre : si vede un realtà una tomba piccola bianca con dei fiori e nastri rosa.. e i rimandi di Olive (la figlia) alla morte? Le feci verdi che la preoccupavano all'inizio, la canzoncina che mimava fingendosi morta, giocando con il padre.. e se la morte fosse della figlia e lui da lì abbia perso il senno e si fosse ammazzato? Questo è il mio dubbio principale.. del resto la psicologa (a proposito del suicidio del bimbo di 4anni che scrisse un libro razzista) chiede a Caden, perché tu l'hai fatto? Ecco una conferma di questa ipotesi l'ho avuta lì ma non ho la presunzione di ergerla a verità ne tantomeno mi addentrerò ancora di più per scoprire le verità nascoste e presentate dal regista. L'intento, il motore del film lo conosce solo lui. Come detto prima possiamo provare a dare un'idea sulla base delle nostre percezioni. Dare giudizi assoluti con alcuni film è impossibile. E li amo per questo.

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    1. Intanto grazie!
      E' sempre bellissimo quando qualcuno trova il "coraggio" per il suo primo commento.
      Poi lo fai su SNY, che altro chiedere? :)

      Assolutamente, questo è un film che ha bisogno di 3 visioni, una più emozionale e dove, comedici, vivi la scena, il presente, una emozionale e analitica nella quale cerchi di cogliere più cose possibile e magari una terza dove dopo aver colto tanto vedi il film con una tua visione che si è ben radicata con le precedenti due

      Io purtroppo ho sto blog e quindi sono stato "costretto" a provare a capire sin dalla prima (non mi è concesso e sarebbe ridondante scrivere una seconda recensione), magari arrampicandomi sugli specchi (emozionali comunque) ma di sicuro la seconda e terza visione mi avrebbero portato a tante altre letture e un filo di "esattezza" in più

      Devo dire che la tua lettura (gran bel modo di scrivere, profondo ma non accademico, alla portata di tutti) mi piace tantissimo, non ho letto moltissimo sul film ma è uan delle più belle che mi sono capitate

      Impossibile contestare anche un solo rigo di quello che scrivi perfchè SNY è così, raccontando la vita ha dentro tutto e ogni angolazione è in qualche modo giusta. Anche angolazioni che magari Kaufman non aveva pensato diventano, in un'opera così grande, "giuste", magari anchen più giuste delle originali.

      Sicuramente la morte è lì, onnipresente, sovrappensiero come dicevano i Bluvertigo. E questo senso di esistenze che ineluttabilmente porteranno alla morte è di sicuro lo scheletro dell'opera, un'opera che come poche altre secondo me racconta non la vita di uno ma quella di tutti, e crea una comunione di tutta l'umanità impressionante. Certo lo fa con tinte fosche, da una angolazione non rassicurante, però in qualche senso è un inno all'essere umano, al suo essere un'unica grande anima.

      Vedi tutte le piccole cose che hai notato, tutte hanno un senso, tutte possono portarti qui e altrove, e ne troverai tante altre. Tanto che volere per forza "capire" secondo em alla fine è un boomerang, depotenzia SNY e ci porta alla dannazione.
      Perchè solo alla dannazione può portare cercare di capire il senso della vita, e capire questo film è matrioskamente la stessa cosa

      e pensa che ho scritto questa mia ultima considerazione prima di leggere le tue ultime righe (io leggo e rispondo a pezzi), dici la stessa cosa

      quindi prendiamoci film così grandi e cerchiamo di trovare cose, cerchiamo di capirle, cerchiamo di riflettere

      ma non per arrivare a una verità che non c'è e che forse è anche meglio non sapere, semplicemente perchè più sforzo intellettuale facciamo, più cose notiamo, più ci sforziamo di capire, più la nostra vita - e i nostri giudizi su di essa - diverranno profondi

      grazie

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  49. Grazie a te per aver risposto e per aver dato, dopo anni, ulteriori e bellissimi contributi con il tuo commento! Io sono una piccola goccia in mezzo al mare, adoro guardare film, ho iniziato da piccolissima e soprattutto quando rimango colpita ho il desiderio di esprimermi. Il tuo blog è perfetto perché accoglie ogni personalità, perché è ampio il catalogo dei film presi in considerazione e perché dimostri tanta, tanta passione. Non c'è cosa più bella che discutere animati da tutto questo pathos. E si evince molto.
    Giovanna

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    1. Ma figurati, in 12 anni ho provato a rispondere ad ogni singolo commento, figuriamoci quelli belli :)

      grazie delle bellissime parole, alla fine è tutto quello che si può chiedere gestendo un blog,che interessi, che stimoli, che porti al confronto

      ciao Giovanna!

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  50. Ciao Caden. Non mi azzardo proprio a spiegare quale significato posso aver trovato e preferisco farlo, se possibile, in altro modo. Oltre alla recensione ho letto 124 commenti, che ognuno a loro modo, rappresentano una rielaborazione del film. "Rielaborare"nel corso di dieci anni ed è probabile che proseguirà in futuro con il contributo di altri. A livello sensoriale oltre a varie immagini e situazioni che si formano in quella che dovrebbe essere la mia mente mi ritorna un brano cantato da De Andre: " Le Passanti". Già cantato da Brassens che ha ripreso una poesia di Antoine Pol. È l'andare sempre oltre noi stessi, soffrendo, sperando, con gioia trasformandoci. E anche questo blog lo fa, l'ha fatto e credo che continuerà a farlo.Un po come il film. Anche con tutti i commenti. Buona notte.

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    1. Sei il lettore del mese di sicuro, forse quello dell'anno ;)

      grazie per i soliti complimenti, grazie per questa stima e grazie anche per "perlustrare" così tanto questo spazio

      che è e resterà sempre vivo grazie a voi

      per il resto non ho nessuna intenzione di chiudere, è che non ho mai voglia di scrivere!

      ahah, anche oggi mi sto dicendo "dai, scrivi un film!"

      vediamo

      ascolterò quel brano

      commento davvero bello, in un film poi che, hai letto, è importantissimo per me

      e che belli tutti sti commenti, hai fatto bene a leggerli ;)

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due cose

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3 ciao