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30.5.14

Recensione: "Detachment - Il Distacco"


Ma che strana cosa che è sto Detachment, un film che passi dal trovarlo a tratti insopportabile ed altri
potentissimo, una strana cosa inafferrabile, che quando vorresti farlo tuo ti scappa via e quando vorresti lasciarlo andare riesce a conquistarti di nuovo.
Ti manca un punto d'appoggio, sì, sarebbe lui, lo so, ma poi non lo è, ti manca un punto d'appoggio perchè  non riesci a soffermarti su un personaggio, non riesci a seguire un filo perchè i fili sono tanti, forse troppi e quando pensi di averne afferrato uno si passa all'altro. C'è una forza centrifuga per cui ruoti sempre attorno a un nucleo che non riesci mai a raggiungere, anzi, te ne allontani spesso.
E tutto è iperbole, tutto.
C'è l'iperbole dello stile cinematografico con questo strano mix di ralenti, di primissimi piani quasi distorti, di macchina da presa che ogni tanto si fa ballerina, di colori che si sfuocano, di flash back opprimenti, di disegni persino, disegni su una lavagna virtuale, di una regia che a volte volteggia ed altre sembra quasi di stare in tv.
C'è l'iperbole della parola con quell'intervista "postuma" che a tratti cadenza il film, con quella voce fuori campo che spiega, analizza, descrive, racconta.
C'è l'iperbole della violenza scolastica con quei ragazzi che fanno sempre a botte,con quegli sputi in faccia ai professori, con quelle parolacce e offese così gratuite, con quel teppismo troppo marcato.

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C'è l'iperbole della resa e della fine di un sistema, con quel ricevimento dei genitori in cui non se ne presenta nemmeno uno, no dai, non è possibile, nemmeno uno.
C'è l'iperbole del disagio interiore con il suicidio che di per sè, si sa, è iperbole.
Ma la cosa strana è che sì, tutte ste cose fanno arricciare il naso, tanti luoghi comuni esaltati , iperbolati all'ennesima potenza, ma dentro c'è sempre qualcosa che ti prende lo stesso, l'ho detto, mentre ti allontani dal film lui ti prende lo stesso, dovresti spogliarti magari perchè se ti resta un solo panno addosso lui ci si aggrappa e ti tira a sè.
E così nell'iperbole dello stile a volte resti affascinato da questa regia così particolare e non definita, da questa fotografia che muta, da tutti sti momenti che visivamente sembrano uno diverso dall'altro.
E nell'iperbole della parola ci sono comunque frasi e dialoghi che ti colpiscono forte, sfoghi potenti, come quello di Lucy Liu, che arrivano, eccome se arrivano.
Nell'iperbole della violenza a volte un brivido ti viene perchè lo sai che la realtà non sarà proprio quella ma a volte ci va maledettamente vicino.
Nell'iperbole della resa quella scena del ricevimento così assurda quasi quasi ti frega così tanto da fartela forse apparire come la scena più bella. Perchè racconta di un mondo che non c'è più, di un'epoca lontana che non può più tornare, racconta di un mondo altro da adesso.
E nell'iperbole del disagio c'è quel suicidio che con tutti quei pasticcini che ridono e con quello unico nero letale che piange riesce a rendere non banale il banale.
C'è qualcosa di strano in questo film, quasi una mistica, quasi che quello che racconta e l'atmosfera che lo pervade abbiano qualcosa di trascendentale, di oltre.
Forse per questo tutto è sfuggente, lo stile cinematografico, le vicende, gli epicentri. Perchè si vuole andar oltre, non raccontare e mostrare tematiche ma fartele apparire e renderle eteree, sfuggenti.

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Che poi sul lato squisitamente oggettivo ci sono attori notevoli, con quell' Adrian Brody che si toglie con forza di dosso l'Argento e torna a fare quello che sa.
Ma c'è soprattutto lei, la giovane ragazza, poco più che bambina che si prostituisce, lei, una giovane attrice sorprendente con un viso che ti ruba gli occhi e con un ruolo che ti prende il cuore.
E quando la portano via, quando urla a lui di tenerla con sè ho pensato che era proprio il film a tenermi con sè.
Cos'è un insegnante? cos'è, adesso, un insegnante?
Il film prova a dirtelo, a spiegartelo, a mostrartelo. Io credo molto alla figura dell'adulto notevole, a quella figura cioè che può essere amica, può essere insegnamento, può essere forza, può essere appiglio, può essere ispirazione. E se tutto questo o parte di questo non lo sono stati i genitori ci sono un mucchio di altri adulti notevoli, e il professore, in senso lato,  può esserlo.
E questo qui di  professore è un uomo dall'infanzia rubata, un uomo che sa quali sono le cose giuste da fare ma poi fatica maledettamente a metterle in pratica. E tutto, o quasi, gli esplode intorno.
Storco il naso al prof macchietta disperato con moglie teledipendente, lo storco di nuovo all' imprenditore e le sue vendite immobiliari crollate per colpa dei voti scolastici, e ancora al padre che (e basta!) dice che l'arte è merda e ancora e ancora.
Ma il film ti prende e ti porta fino in fondo.
Non lo so se lo fa in modo onesto, genuino, sincero.
Certo esagera, certo ambisce a tanto e quando ambisci a tanto l'errore più grande che puoi fare è aggiungere, aggiungere e aggiungere.
La perfezione non si può raggiungere ma è molto più facile andargli vicino col poco rispetto che col tanto.

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Chè col tanto rischi troppo, la percentuale di errore aumenta in modo esponenziale..
Non so se sarà un caso, anzi, non lo è di certo, ma anche qua, come in Nymphomaniac, vengono riportate le parole del fulminante incipit de Il Crollo della cada degli Usher di Poe.
Lo stesso identico estratto.

"DURANTE un giorno triste, cupo, senza suono, verso il finire 
dell'anno, un giorno in cui le nubi pendevano opprimentemente 
basse nei cieli, io avevo attraversato solo, a cavallo, un tratto di 
regione singolarmente desolato, finché ero venuto a trovarmi, 
mentre già si addensavano le ombre della sera, in prossimità 
della malinconica Casa degli Usher. Non so come fu, ma al 
primo sguardo ch'io diedi all'edificio, un senso intollerabile di 
abbattimento invase il mio spirito. Dico intollerabile poiché 
questo mio stato d'animo non era alleviato per nulla da quel 
sentimento che per essere poetico è semipiacevole, grazie al 
quale la mente accoglie di solito anche le più tetre immagini 
naturali dello sconsolato o del terribile."

Perchè quando si parla di disagio, quando si analizza il nero, quando servono metafore le più belle possibili per descrivere la malinconia, la resa, la distruzione e la morte non c'è niente di meglio che usare le parole di quello che, forse, ha saputo meglio farlo.

23 commenti:

  1. Un film che, come molte altre cose, ho in cantiere da tempo ma che non ho ancora visto. Per pigrizia, perlopiù...

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    1. Stessa cosa io Giacomo, sono due anni che aspettato per vederlo.
      Ma sky mi ha dato un mese di cinema gratis e scadeva tra 4 giorni...

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  2. l'avevo visto al cinema, un paio d'anni fa.
    ne sono uscito molto colpito, tutto è eccessivo e insieme molto reale.
    in più faccio quel lavoro, di Adrian Brody, non l'attore intendo, e mi ha colpito molto anche per questo, penso

    http://markx7.blogspot.it/2012/06/detachment-tony-kaye.html

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    1. Ma davvero Ismaele?
      Che bella cosa, non lo sapevo.
      Vengo da te.

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  3. Uno dei film che ho più detestato negli ultimi anni.
    Ed una figura di insegnante/santone di quelle che mi hanno fatto incazzare parecchio.
    Per me, una vera oscenità intellettuale.

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  4. sono d'accordo con ford. ho provato molto fastidio nel vedere 'sta figura di insegnante così sopra le righe e fasulla. tutto tormento e frasi a effetto. e l'isteria di lucy liu l'ho trovata solo dannatamente retorica e irritante. insomma, un film evitabilissimo.

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    1. Come ho detto a Ford vi capisco benissimo, io stesso ho scritto che l'ho trovato a tratti insopportabile, specie nella voce fuori campo o in quella specie di intervista confessione finale che si vede a tratti. davvero fastidiosa.
      Però alla fine in più di un momento mi ha conquistato lo stesso.
      Come vedi manca il voto e proprio perchè non riesco a quantificare i pro e i contro e se mi è più piaciuto o più irritato.

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  5. Ricordo che avevo sentito qualcosa di questo film e lo volevo vedere, ma poi devo averlo rimosso dalla mente.
    Però se c'è Adrien devo darci un occhio sicuramente.

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    1. Credo ti possa piacere Mind.
      Da quel poco che ti posso conoscere credo ti possa piacere.
      Se poi ami Brody devi vederlo

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  6. ultimamente sto guardando molti dei film di cui ho trovato sul tuo blog le recensioni. qyesto l'ho veduto stasera. in parte son d'accordo con le storciture di naso, ma - Brody a partte, che affascina molto anche a me - non se ne può riconoscere una certa potenza 'larger than life', volutamente sopra le righe, stilizzata, come per esempio negli occhi della prostituta bambina, il suo primo sguardo quando lui inizia a prendersi cura di lei.

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    1. In 3 righe hai fatto una rece splendida Giovanni.
      Hai perfettamente ragione, quel volto di quella ragazzina è indimenticabile e il suo sguardo pure.
      Bravissimo

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  7. ma grazie :) mi imbarazzi, devo dire, che è tutto merito tuo, che con le tue recensioni, che secondo me sono come dei film sul film, mi stai sottilmente e subliminalmente stimolando a molte visioni di film altrimenti poco conosciuti o notati. in quel che ho scritto sopra c'è un errore. un NON è rimasto infatti nella tastiera. per cui, ecco la frase corretta: "non se ne può NON riconoscere una certa potenza 'larger than life', volutamente sopra le righe, stilizzata". grazie

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  8. lo sguardo della prostituta bambina è il medesimo che si può riscontrare in qualsiasi creatura esposta alla violenza, quando invece incappa in gesti di soccorso e salvezza, che non si aspetta, che perfino sospetta e che non sa interpretare. mentre guardavo questa scena, ho capito la bonta del personaggio del maestro, che è il suo modo sconvolgente di elaborare un trauma gigantesco (avrebbe potuto prendere la strada della crudeltò, e cadere vittima, per così dire, del lato oscuro, ma non lo ha fatto). è una bontà senza logica e senza scopo se non se stessa, e che nella nostra società costruita sulla sopraffazione sistematice, risulta destabilizzante, sconvolgente, irritante, superba e insopportabile. e mi fermo, per non pigliar la tangente dei paroloni :)

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    1. (però vorrei tanto essere come lui!)

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    2. Il "non" mancante l'avevo intuito, la frase era costruita perfettamente, era ovvio mancasse.
      Ma de che, se sei bravo sei bravo, io non ho meriti.

      Poi ti sei migliorato ancora con quest'altro messaggio al quale è inutile aggiungere cose.
      Ma è un film e un'esperienza che mi hanno coinvolto molto, non lo nego.
      Ed è così, quella ragazza è abituata ad altro e gesti come quelli non li sa interpretare, non ha le armi.
      E non è colpa sua.
      Ma quando poi riesce a interpretarli per lei diventano così importanti e vitali che non ne può fare a meno.

      Grazie del bellissimo commento

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  9. Ciao CC, guarda cosa hanno sortito i nostri commenti su questo film:
    http://laconfidenzalenta.blogspot.it/2014/10/detachment-gli-occhi-degli-smarriti.html

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  10. grazie! Caden , ho visto la tia visita e letto il tuo commento. non appena questo computer di fortuna che ho rimediato me lo permetterà, ti riscriverò meglio una rispota di là... :) per ora, ti ringrazio tantissimo e proverò a seguire il tuo conslgiio.

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  11. Stai soffrendo finanziariamente o non avete bisogno di un urgente contanti per pagare le bollette? E si vuole correre il rischio di trasformare la vostra vita. Cercare di ottenere il vostro bancomat carta in bianco e oggi essere tra i fortunati proprio che beneficiano di questa scheda. Questa carta bancomat è impostata in grado di hacking in qualsiasi bancomat in tutto il mondo. Devo sapere su questa carta bancomat vuoto quando ero alla ricerca di lavoro on-line circa un mese fa. Mi ha davvero cambiato la mia vita per sempre e ora posso dire che sono ricchi perché sono una testimonianza vivente. Il meno soldi ricevo in un giorno con questa scheda è di $ 3.000. Anche ora e poi continuare a pompare denaro sul mio conto. Anche se la carta è illegale, ma non vi è alcun rischio di essere scoperti. È programmato in modo tale che non possa essere monitorato e ha anche una tecnica che rende impossibile la telecamera per rilevare quando usarlo. Per i dettagli su come ottenere il vostro oggi contatto speedhackersnetwork001@gmail.com

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    1. Sì John, ho bisogno di soldi!!!

      Ma hai una mail troppo di merda, mi sono rovinato gli occhi per leggerla

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao