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17.11.14

Recensione: "The Roe's Room" - In Search of Visions, Sublimazioni di Realtà (N°1) - di Romina Bracchi

Romina aveva già scritto una rece nel blog ma adesso anche per lei è arrivato il momento di cominciare la sua rubrica. 
Sarà apparentemente più "ricercata" delle altre.
La rubrica dico, non Romina.
Perchè in realtà tutte le ragazze hanno la stessa preparazione, la stessa umiltà e la stessa passione. Per attitudini personali e per differenziare le rubriche abbiamo solo scelto diversi modi di parlare di cinema.
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Confesso di avere una propensione per i film senza una trama ben individuabile, senza struttura, e per questo ho deciso di dedicare la rubrica proprio a tali pellicole. 
Molto bene. 
Per la serie: come mettersi nel sacco da soli e sparare frasi a caso. 
Comunque, a parte quello che posso dire io, se vi piace la pittura questo film vi piacerà doppiamente di più. 
Ma, soprattutto,  questo è un film  nel quale è bello perdersi. Perdetevi.
LA LUCE GIALLA DEL TARDO POMERIGGIO.

Le osservate mai le finestre dei palazzi immaginando cosa ci potrebbe essere dietro?
Io lo faccio a volte, seduta su un terrazzo o da altre prospettive, mi fermo e inizio a fantasticare sulla disposizione  dei mobili, sul colore delle pareti, sulle persone che ci vivono dentro, se vanno a letto vestiti nel letto mai rifatto o se si mettono con cura vestaglie di seta rosa.
Ogni volta che guardiamo gli altri desideriamo un po' scavare dentro noi stessi, si sa.
In un appartamento di un piano imprecisato di un vecchio palazzo vive una famiglia come tante: padre, madre, figlio.
Una famiglia che si muove lentamente da una stanza all'altra, una famiglia che galleggia nella luce del tardo pomeriggio. Quella luce è di un calore che ammorbidisce tutto.
Il figlio prepara la tavola e toglie le pieghe dalla tovaglia, piano, con le ombre delle tende di pizzo proiettate sulla faccia. 
La madre prepara la cena tra i fornelli e la serve, silenziosa. 

Risultati immagini per the roe's room movie

Il padre legge, in piedi, col vento che gli volta le pagine, come levitasse.
Una casa dalla quale nessuno esce mai, un microcosmo.
Nessuno lo sa ma dentro quell'appartamento è cresciuto un albero enorme, che affonda le radici nel piano di sotto, dove ogni sera un uomo si incontra con una donna diversa. La chioma dell'albero invece, invade l'inquilino del piano di sopra, di cui nessuno sa nulla, ma probabilmente prega e medita.
E' la natura che irrompe e sventra i muri e i pavimenti di quel piccolissimo mondo.
Al centro si erge la solidità del tronco ed è la famiglia a prendersene cura, innaffiandolo, pulendolo ogni giorno e mandando via i vermi.
L'albero è il simbolo dell'uomo, lo slancio della vita che affonda le radici nel mondo delle origini. Forse è per questo che fin da bambina, quando vedevo venir  tagliato un albero era come se morisse qualcuno di caro, un amico, una persona.
Questo film è diviso in quattro parti, proprio come le stagioni, dalla primavera una fitta vegetazione comincia a riempire tutta la casa, il padre la estirperà con una falce e sarà presagio della morte che sopraggiungerà con l'inverno.
Il film inizia col sibilo del vento ed il pensiero è andato subito a quel capolavoro che è Ordet, poi prosegue  come un'opera lirica (con tanto di libretto), visivamente sembra di trovarsi a teatro e osservare tanti quadri viventi in successione.
La musica è epica, la vera protagonista, segue le scene e le carica di potenza, ci sono dei momenti in cui improvvisamente si ferma, viene spezzata dai rumori: il  ronzare della tv, pezzi di carta che vengono strappati.... ma la magia non si interrompe anzi, si carica di corporeità fra tante immagini oniriche.

Risultati immagini per the roe's room movie

E' un'opera definita autobiografica dallo stesso regista  ma ognuno può vederci quello che vuole,  non è facile dare un'interpretazione di film come questo, pieno zeppo di rimandi a una simbologia arcana e di immagini surreali.
I cerbiatti tra gli arbusti in sala da pranzo, per esempio.
Lech Majevski è un regista, scrittore e pittore polacco. I suoi molteplici interessi artistici lo hanno portato a sperimentare e a fondere nei suoi film diverse discipline, quasi a creare una sorta di cinema sensoriale a tre dimensioni. 
E' quello che prova con successo a fare con Roe's room, un viaggio che ci fa galleggiare in quello che crediamo essere una dimensione altra, ma sono solo i nostri sensi raddoppiati che percepiscono, visceralmente, la realtà.

15 commenti:

  1. Che poesia di film, stupendo! Uno dei Majewski migliori. Una gemma, confrontato purtroppo all'ultimo "Onirica". Sullo stesso livello invece, se posso permettermi, ti consiglio "Glass Lips", ancora più surreale e avvolgente. Complimenti per la recensione!

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    1. Col tuo commento colgo l' occasione per ringraziarti per il blog che gestisci e che adoro, ti leggevo senza loggarmi. Non ho visto glass lips ma lo recupererò presto! Grazie :))

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    2. Frank, sai che avevo detto a Romina che per un film del genere l'unico commento sicuro era il tuo? :)
      (e credo verrà anche un altro)

      Io approfitto per dire che il film sembra bellissimo ma il fatto dell'appartamento, dei piani, della metafora della vita, del colore giallo etc.. mi rimandano a quel corto meraviglioso che è La Maison en petites cubes.
      Solo che lì forse il ricordo era la metafora principale

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    3. @Romina: grazie a te per l'interesse verso il mio blog, e spero in futuro di leggere qualcos'altro di tuo :)
      @Caden: Ahahah, era quasi scontato vero? :D
      E' anche un peccato però, constatare giornalmente che nonostante le proposte verso un certo cinema non manchino, la maggior parte delle persone è comunque restia nell'avvicinarvisi.

      Chi può essere l'altro? A me viene in mente solo Ismaele ;)

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    4. Bingo

      sia nel tuo discorso sia nel nome

      son convinto che c'è tanta gente a cui piace o a cui piacerebbe sto cinema.
      Ma se ne ha paura e a volte si pensa che non si hanno gli strumenti per vederlo o commentarlo

      invece no, tutti possiamo dir tutto di tutto, più che sbagliare o dire castronerie non possiamo fare

      se non si prova non ce la si farà mai

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  2. Ma ero convinta di aver commentato questa recensione ore fa. Non so se: a) ho avuto un'allucinazione, b) ne ho commentata una e mo esiste un commento incongruissimo da qualche parte, c) varie ed eventuali.
    Comunque il succo era: complimenti per la rece, molto bella e poetica! Io credo che il regista sia lo stesso di I colori della passione. Se e` lui, allora altri complimenti per aver reso bene la matericita` con cui di solito costruisce le inquadrature! :)

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    1. Ciao Miriam, anche questa tua svista spaziotemporale è in tema con la rubrica, quindi benvenutissima! Si il regista è lo stesso e anche quel film mi piaque assai! Grazie mille :*

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  3. Ciao Romina, la tua rece su questo film mi ha incuriosito. Forse non è tra i generi che io di solito guardo, ma da quel che capisco è un film "strano". Non "strano" in senso negativo, ma nel senso che probabilmente è uno di quei film che sono anche da capire e non solo da guardare. Quindi lo terrò presente :-)

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    1. Ciao Roger! Sono contenta di aver contribuito a stimolare la tua curiosità, te lo consiglio e mi raccomando fammi sapere che ne pensi!

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  4. ciao Romina, ultimamente la Polonia è ricorrente nelle cose che leggo, il che non può che farmi piacere e darmi soddisfazione.
    A un certo puntio, quando scrivi "è la natura che irrompe", mi è venuta una voglia matta di vedere questo film, ma dubito sia facile recuperarlo.
    altra cosa: ,,mentre leggevo la tua rece, dove parli di pittura, mi èproprio venugto in mente I COLORI DELLA PASSIONEa, e - guarda il caso - anche quello di Lech majiewski. allora, la telepatia esiste :)
    quel film mi era piaciuto molto, così credo che pure questo potrebbe affascinarmi, specialmente perché scrivi che è così zeppo di rimandi, e ognuno può bederci quel che vuole :)

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    1. Ciao Giovanni, sarà che ho una insana fissa con la natura che compenetra l' umano (e la dipingo) e sono felice che anche a te sia venuta curiosità di guardarlo, io ci misi molto tempo a recuperarlo coi sub a parte, prova, in caso lo cerco pure io e ti mando il link :)
      Grazie di avermi letto!

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    2. Romina, anahc eio ho questa 'fissa' per la natura che ci compenetra. anzi, per me è l'unica fissa 'sana' che si potrebbe avere e anzi è una convionzione. Se vuoi sbircia il mio blog e vedrai :)
      (PS: se dipingi la natura, non mi dispiacerebbe fare quattro chiachciere in proposito, insomma per darne notizia)

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    3. Ho appena letto una parola nella tua descrizione "divenire" che già mi basta per aprire il canale della comunicazione con te :) più che volentieri giovanni, dammi le coordinate e poi ti mando anche la mia pagina :)

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    4. Ti ringrazio Romina, mi fa molto piacere questo canale aperto :)
      Quando domani - sto scrivendo alle tre del mattino - avrò la possibilità di accedere a internet con un computer meno accrocchiato di questo - è una storia lunga - ti scriverò meglio :)

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    5. oggi non sono riuscito a scriverti. le coordinate di cui parli potrebbero essere i post del mio blog, da commentare. oppure che altro? :)

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