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30.11.14

Recensione: "These Final Hours"


presenti spoiler

Ancora una volta l'Apocalisse è raccontata in maniera umana, introspettiva, esistenziale. Come in Carriers, in The Road, in Monsters, film tra loro diversissimi ma accomunati dalla voglia di raccontare la fine dell'umanità, o perlomeno il rischio di questa fine, attraverso gli occhi, le vicende, le emozioni e le interazioni di pochi personaggi.
La tematica è molto affascinante e, ahimè, sempre più frequente nel cinema, e quell'ahimè non è altro che la constatazione di come l'uomo abbia sempre più paura della propria fine, sempre più timore di aver imboccato una strada che lo porterà alla distruzione, e se tale ditruzione avverrà tramite fenomeni naturali, alieni, un'epidemia zombesca o a causa di mostri giganti poco cambia, sono solo metafore diverse della stessa cosa.

Ma nessun film, probabilmente, è così definitivo come These Final Hours. Forse soltanto uno lo era allo stesso modo, un film apocalittico sui generis, magnifico e impareggiabile, Melancholia.
La Terra ha le ore contate. Una non ben specificata (almeno per me) catastrofe naturale, probabilmente un asteroide, sta per cancellarla per sempre, continente dopo continente.
A Perth ci sono ancora 12 ore prima della fine. James vorrebbe passarle alla Grande Festa finale organizzata dal fratello della sua ragazza, una Festa dove far sesso continuamente, giocare ad uccidersi, sballarsi, vivere al massimo le ultime ore. Ma incontrerà Zoe, una bambina che sta cercando suo padre per passare con lui il momento finale. E così, mentre Zoe troverà forse in James quella figura paterna che in quel momento gli manca, lo stesso James in sole 10 ore diventerà probabilmente un altro uomo.


Bel film, fotografato in maniera fantastica, scritto bene e molto profondo.
Il punto di forza è proprio in questa ineluttabilità della fine, nel sapere esattamente le ore di vita che ancora ti restano. Non c'è speranza, morirai, devi solo scegliere cosa fare in queste ultime ore. In questo senso l'idea (e di conseguenza la scena) della Festa è davvero fantastica, un ossimorico e dionisiaco inno alla vita appena prima della morte, uomini che ormai non hanno più "contratti" morali, sociali, emotivi, sono solo animali che prima di morire vogliono godere. Gli omicidi e i suicidi non si contano, chi resta vivo o si dà alla pazza gioia o aspetta inerme la fine. James invece riscoprirà sè stesso, capirà come non mai l'importanza e la potenza dell'amore, dell'affetto, degli altri.
"La vita è sempre più forte della morte" gli dice la ragazza (attrice di bellezza mostruosa, sembra la prima Liv Tyler) che lo ama e che vorrebbe passare la fine con lui. E dire una frase così a poche ore dalla morte è davvero straordinario. Soltanto alla fine, forse, James capirà l'importanza di quelle parole.
Come dicevo prima ho trovato superba la fotografia, esaltata soprattutto nel montaggio alternato tra quella fredda e blu del bunker e quella colorata e sovraesposta della festa in piscina, splendida. E anche il finale, con quel muro di fuoco che arriva, è fotografato magistralmente.

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In realtà di scene bellissime (anche come scrittura) ce ne sono molte anche se, bisogna dirlo, il film non riesce mai a prenderti completamente e quando questo accade non bisogna nemmeno ricercare tante motivazioni, se un film ti cattura del tutto ti cattura del tutto, se non lo fa non lo fa, semplicemente.
Ma di difetti ne ha pochissimi. La redenzione di James è raccontata in maniera credibile e, a parer mio, affatto esagerata. Forse lo sarebbe stato in un film "normale", ma a poche ore dalla morte i nostri pensieri, la ricerca di scoprire chi siamo è così forte che porta inevitabilmente a riflessioni impossibili o comunque molto difficili da fare in condizioni normali. Mi è piaciuta la scena dalla sorella di James, quelle tre croci in giardino e la coppia nella doccia, mi è piaciuta la sequenza della madre, scritta in maniera sobria e perfetta, mi è piaciuto da morire Zoe che vuole restare col padre ma soprattutto ho trovato magnifica quella corsa dietro la macchina, quel ci stiamo perdendo per sempre ma facciamo che sia il più tardi possibile.
"C'è ancora tempo" aveva appena detto Zoe a James.
E c'era veramente ancora tempo.


Tutto alla fine sarà retorico quanto vuoi ma funziona cazzo, funziona da morire. Non c'è retorica che tiene quando questa si collega alla fine, non c'è retorica che tiene quando questa è costretta anch'essa a morire.
"Arriva"
"Ti amo"
"Sono qui, sono qui"
E il fuoco arriva su due uomini che hanno perso troppo tempo per capire la forza del loro amore.
Se tutti avessero aspettato la fine in quella maniera, come loro, probabilmente in un solo secondo, il suo ultimo, l'Umanità si sarebbe finalmente riscoperta grande.

( voto 7 )

11 commenti:

  1. mi trovi abbastanza d'accordo, io ho sorvolato sul discorso di redenzione di James, un percorso di catarsi in cui la bambina è protagonista,ma i nostri pareri, come spesso succede sono sovrapponibili...

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    1. Ho letto ho letto, siamo d'accordo su molti punti, soprattutto sul giudizio finale.
      La redenzione credo sia il tema fondamentale, o almeno quello più significativo

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  2. Non solo ho appena scoperto che questo film è in distribuzione da noi ma che in realtà... è già uscito.
    Credo sia la prima volta che mi vedo in streaming un film arrivato nelle sale e in programmazione nello stesso periodo.
    E vabbeh

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  3. non mi ha entusiasmato magari come te, però anch'io l'ho trovato interessante, almeno all'interno dell'ormai inflazionato genere apocalittico.

    poi, certo, melancholia resta di un altro pianeta :)

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    1. Melancholia è 10 pianeti sopra, non c'entra niente con questo ma alla fine ho visto che in tanti li abbiamo paragonati tra loro.
      Il fatto è che sono gli unici due apocalittici definitivi, senza un poi, senza un forse, senza un proviamo.
      Sì, forse a me è piaciuto di più in effetti :)

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  4. visto qualche sera fa..quasi sicuramente sullo stesso sito.. a me ha preso molto durante la visione!

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    1. Sì, stesso sito Ale :)

      A me ha preso visivamente ed intellettualmente per tutta la sua durata.
      Emotivamente, dico la verità, solo negli ultimi 10 minuti.
      Anche se tutti i flash back di lui e lei li ho trovati davvero potenti

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  5. Come Marco, anche a me ha poco entusiasmato: mediocre il protagonista e la tematica ormai è abusata. La fotografia in effetti meriterebbe la visione al cinema.

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    1. Dici il personaggio o l'attore?
      COmunque a me è piaciuto, forse lo rovina il doppiaggio, ma no l'ho trovato solo bello, anche bravo.
      Tematica abusatissima è vero, l'originalità ormai va ricercata nei dettagli, nelle piccole cose. E secondo me qui qualcosina c'era :)

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  6. Ciao Boss! Quando scovo piccole perle come questa, un giro dalle tue parti è d'obbligo :D Visto ieri sera e cazzo se m'è piaciuto! Certo, a visione finita mi sentivo come se avessi ascoltato un'intera tour di Marco Masini ai tempi del disco "La Malinconoia", ma d'altronde si parla della fine del mondo, che t'aspetti?
    La primissima cosa che ho notato e di cui mi sono complimentato è stata proprio la fotografia; quell'iper saturazione di giallo dà l'impressione che i fatti si svolgano durante un tramonto perpetuo, il che è maledettamente coerente con quanto sta accadendo. Come te ho trovato molto ben scritta la parabola vissuta dal protagonista attraverso i vari eventi narrati, così come ho trovato molto brava la piccola attrice. La scena dell'addio mi ha quasi fregato, a momenti me mettevo a frignà X)
    La cosa figa è che quando ho visto il trailer mi sono gasato un fottio perché la voce dello speaker che comunica la notizia dell'arrivo dell'onda d'urto mi ha ricordato un breve racconto che lessi anni e anni fa su un giornale, nel quale c'era proprio uno speaker che faceva la sua ultima puntata alla radio perché, mentre parlava, l'intero globo terrestre era attraversato da un'enorme onda d'urto che stava radendo al suolo i continenti. Mi piacque talmente tanto l'idea che mi è rimasto impresso fin da allora. Alla fine l'universo mi ha ascoltato, fortuna che si è limitato a regalarmi un film X'D

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    1. Ahah, dici che è paragonabile ad un intero album di Masini?
      Forse quello è ancora più disperato ma poi comunque finisce bene, smetti di ascoltarlo e torni alla vita, qua no ;)

      oltre alle concordanze e ai complimenti per aver così ben riassunto i pregi del film è davvero notevole quel ricordo.
      cavolo sì, è praticamente l'incipit del film

      che l'abbia letto anche il regista?

      molto interessante, se lo ritrovi fammi sapere

      ciao!

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