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3.3.16

Recensione "Lo chiamavano Jeeg Robot"


Un film alieno.
Un film di super eroi, criminali, vite emarginate e tanta tenerezza e passione.
Un piccolo miracolo italiano.

Prima del film,
Dentro c'è un pò d'orgoglio e di autoreferenzialità. Ma che bello l'anno scorso aver messo Marinelli al primo posto nelle migliori interpretazioni del mio anno cinematografico. Davanti a tutti, stranieri e non. Lui e il Borghi di Non essere cattivo là, al primo posto. E ritrovarmelo adesso a questi livelli, con queste conferme.
La seconda cosa è una sensazione che provai anche con Babadook. Appena finito il film alla soddisfazione si è unita la rabbia. Ma allora si può fare, mi sono detto. Sì, si può fare
La terza cosa è che nel 2027 sarò uno splendido cinquantenne ( ho 11 anni e mezzo per smentirlo) che ripenserà a quel periodo in cui Roma e la romanità mi regalarono quattro grandissimi film, uno completamente diverso dall'altro.
La frammentata e insostenibile potenza de La Grande Bellezza, il dolore e la verità di Non essere cattivo (sarà ostiense, ma sempre profondamente romano resta), la pioggia e il cinema di Suburra e adesso questa cosa qua, aliena, indefinibile, che è Lo chiamavano Jeeg Robot. 
Me la ricorderò questa quaterna de Roma, sicuro.


Il film.
Eh, il film, la fate facile.
Che è?
Non lo so.
Perchè di solito io sto sempre a cercare e trovare richiami, rimandi, riferimenti. E qua mi trovo spiazzato perchè di riferimenti o ce ne sarebbero troppi o nessuno, dipende da che lato lo si guarda.
Allora cerchiamo, per una volta, di essere freddi e analizzare le cose in maniera abbastanza strutturata e ordinata perchè se faccio la solita rece da variabile impazzita in un film che variabile impazzita lo è di suo impazziremmo tutti.
La regia.
Opera prima, non si direbbe proprio...
Cinematograficamente evoluto, completo, benissimo girato, benissimo mostrato. Non c'è una singola scena che tradisca un esordio. Al massimo questa sensazione la puoi trovare solo nel soggetto. Perchè per pensare un film del genere devi essere uno nuovo, uno che mette ancora la passione davanti al mestiere, uno che ha l'assoluto bisogno di mostrare per la prima volta la propria carta d'identità senza contraffarla.
C'è occhio, c'è mano, c'è la capacità di benissimo districarsi nelle scene più movimentate e in quelle più statiche. C'è la bellissima God's view di lui che guarda in alto dopo la prima caduta (non) mortale, c'è il perfetto muoversi in ambienti strettissimi e squallidi, c'è una fotografia in aiuto che fa di Lo chiamavano Jeeg Robot un film internazionale, visivamente bellissimo.
E ci sono effetti speciali stupefacenti, secondo me migliori di quelli hollywoodiani. Perchè quelli hollywoodiani son talmente grandi che il trucco, le poche volte che non lo vedi, lo sai che c'è. Qua invece sono realizzati in maniera fortemente verosimile ed ancorata alla realtà e sono così "invisibili" da tornare bambini e restare meravigliati di quella carta che il mago, davanti ai tuoi occhi, aveva fatto sparire senza che hai capito come.


Ci sono gli attori.
Lei, ex gieffina, è una sorpresa assoluta.
Lui, Santamaria, anche, visto che io lo credevo uno degli attoruncoli italiani che si erano fatti un nome col nulla.
E l'altro, Marinelli, beh, un cavallo di razza di impressionante trasformismo.
Ecco, gli attori sì, ma gli attori interpretano dei personaggi. E i personaggi vanno scritti, mica cadono dagli alberi.
E qui avviene uno dei più grandi meriti di LCJR, quel costruire tre personaggi ai limiti della macchietta ma che non ci danno mai la sensazione, però, di esserlo davvero. Ma del resto questa è la sensazione predominante che abbiamo con tutto il film. Siamo là, sempre ad un cm dal trash, sia per i personaggi che per soggetto che per accadimenti. Eppure il trash rimane lontano, quel cm diventa un km. E questo è merito di una scrittura, di un'abilità, di un cuore e di un passione che fanno sì che tutto diventa bello, credibile, empatico.
Marinelli può cantare Anna Oxa e a noi non sembra una cosa trash, ma bella, credibile e potente. La ragazza può parlare di robot e ministri spaziali e a noi sembra una cosa bella, credibile e dolcissima, Santamaria può riempirsi di seghe e Danette e a noi pare una cosa bella, credibile e tristissima.
Questo significa che il film è riuscito ad entrarci dentro, questo significa che noi lo rispettiamo.
Merito, come dicevo, di una sceneggiatura che scrive personaggi notevolissimi.
Lei, dolcissima, sensuale ma allo stesso tempo talmente pura e fuori da tutto da non rendersi nemmeno conto di cosa sia la sensualità e il sesso. Una ragazza dai giganteschi problemi mentali che si è creata un proprio universo alternativo per fuggire ad una realtà troppo dura e dolorosa.


Lui, Santamaria, ha forse il personaggio più classico e "normale" ma non per questo più facile, anzi. Un uomo barricato in sè stesso, anaffettivo, chiuso e scontroso. Una vita squallida fatta di film porno, furtarelli e un frigo pieno di creme alla vaniglia. In una casa che si fa fatica a definir tale poi. 
Marinelli è un elegante delinquente che ha il sogno non solo di conquistarsi Roma, ma il mondo intero. Un De Pedis, un Felice Maniero che pensa ancora più in grande e che non ha paura di sporcarsi le mani ed uccidere di suo, anche se dopo ha sempre bisogno di un detergente per pulirsi e pulire tutto. Questo contrasto tra sangue e sapone, estrema pulizia e sporcizia di gesti e ambienti è notevole.
In realtà, a parte dei problemucci che vedremo dopo, la scrittura funziona in generale, non solo nel plot.
Il film è un insieme di generi e riesce a convincere in tutti.
Convince in quello che è la sua struttura base, quella supereroistica. Bello e molto "romano" il modo in cui Santamaria acquista i poteri, molto ben scritta l'invidia di Marinelli nei suoi confronti.
Il primo avrebbe la forza e la possibilità di prendersi il mondo e invece si accontenta solo di rubar soldi per avere un televisore migliore, più Danette e più film porno.
Il secondo invece quel mondo vorrebbe conquistarlo davvero ma non ha i super poteri del primo.
Gran contrasto.
Ma il film funziona anche quando (molto spesso) si fa crime story, l'ennesimo romanzo criminale italiano. Le scene funzionano tutte in tal senso, i morti non mancheranno, la tensione nemmeno. Nella parte più debole del film, la finale, c'è comunque quella scena molto Arancia Meccanica in cui lo Zingaro diventato superuomo fa fuori i napoletani a passo di danza che vale davvero la pena vedere
Ma oltre ad un film criminale e di super eroi c'è anche un film di denuncia, più sociale. La malattia mentale, la solitudine, la violenza, le vite perse. Se analizzassimo i personaggi della Pastorelli e di Santamaria in modo più profondo staremmo ore a scrivere.


E proprio la loro storia rappresenta il quarto film nel film, quello più sentimentale, umano, intimo.
Sapete, io in questa difficile, dolcissima e per niente banale storia d'amore ho rivissuto sensazione che avevo provato con quel gioiellino di Castaway on the moon. Lei, ragazza su un mondo a parte e lui, uomo ormai finito, alla deriva. Due solitudini, due alieni che finiscono per sbaglio o destino per incontrarsi. Del resto in Castaway lei cercava il suo uomo sulla luna e lo troverà in lui. Qua lei cercava il suo super eroe e, per caso, se ne troverà davanti uno vero.
C'è addirittura la scena del bus che somiglia molto a quella del film coreano.
Credo che il loro rapporto sia la cosa più bella del film. E, attenzione, tale rapporto sarà raccontato in maniera molto coraggiosa, dal suo esordio (alla casa del padre), al suo svolgersi (ad esempio con quel vigliacco mandare lei su una casa si cura o con quell'ostinazione nel mentire sulla morte del padre) fino al suo inaspettato e tragico epilogo.
Ma scene come quella della giostra bisogna saperle pensare.
Paradossalmente il film funziona meno quando diventa quasi del tutto quello che in realtà era fin dall'inizio, un film di super eroi. Lo scontro Bene - Male finalmente ad armi pari gli toglie un pochino di bellissima intimità e lo scaraventa almeno un pochino in un calderone di cose già viste e più banali. Tra l'altro non mancano le forzature (il derby Lazio - Roma lo stesso identico giorno in cui Marinelli viene ucciso e diventa altro) o veri e propri errori (lui che setta la bomba a 5 minuti per far scoppiare lo stadio durante la partita e poi in solo 2 minuti di tempo reale ritrovarsi tutti i tifosi fuori a fine partita).
E lo scontro a pigne in faccia tra i due è ben girato sì, ma c'entra nulla con l'anima del film, con quello che era stato fino a quel momento.


Arriviamo alla fine.
E c'è la perfetta scena del salvataggio del bimbo. Che non ha solo il merito di farci capire che lui, da adesso, si sente addosso una nuova missione.
Ma il momento più importante sta in quell'abbraccio con la madre grata. Un flash back, rapido e potente.
Un capire che oltre ai super poteri che gli permettono di fermare bus, alzare uomini di 150 kg o rimanere vivo cadendo dal nono piano lui di potere ne ha ricevuto anche un altro, quello di riuscire a volere bene, forse anche di amare.
E l'ha ricevuto in quell'ultimo abbraccio sul selciato lordo di sangue del Lungotevere.
"Salvali tutti" gli disse una splendida principessa morente.
Questo potere non è l'unico lascito di quell'anima bella.
C'è anche una maschera di lana, forse il simbolo e la metafora più bella di un film che ha dentro la stessa passione, pazienza, artigianalità e cuore che si mettono nel creare all'uncinetto qualcosa per qualcuno.
Hiroshi Shiba, il fu Enzo Ceccotti, quella maschera se la mette in testa.
"Salvali tutti" avrà ripensato ancora.
E salta giù.
Non è un'emozione da poco.

(voto 8)

71 commenti:

  1. Ho letto qui e lì, perché da me non è ancora passato, ma quello che ho letto mi è piaciuto, moltissimo. Bravi.
    Tra l'altro, parlando di cinema italiano, ho trovato sorprendente la commedia di Genovese, Perfetti sconosciuti, che sta facendo furore al botteghino: è stato bello vedere la sala piena, per un film oltretutto molto solido e intelligente. :)

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    1. Fammi sapere amico, mi interessa.
      Guarda, sto leggendo mirabilie del film di Genovese. E se tutti e 3 i cinema d'essai di Perugia l'hanno preso un motivo ci deve essere...
      Sto veramente pieno come visioni al cinema in questi giorni, spero di trovare un buchino...

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  2. Sapevo ti sarebbe piaciuto :)
    Io pure ne ho scritto, ma è venuta fuori un'ode ormonale a Santamaria. Hai per caso visto il bellissimo tristissimo "Super!" ? Accostabile, almeno un pochino, a questo film.
    Ciao!

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    1. Conosco benissimo Super, dai tempi della videoteca. Ma alla fine non l'ho mai visto. Ho visto Defendor però, che credo gli somigli parecchio ;)

      salvata la tua pagina, appena posso (so messo malissimo ma con te il piacere è breve e intenso, quindi ce la faccio) arrivo

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    2. Mmmm me lo cerco sto Defendor. Un altro film carino della cerchia è Griff the invisible, conosciuto grazie a KOMMANDOARDITI su filmscoop, non so se ricordi :)

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    3. Kommando!!!

      avevamo uno scambio epistolare fittissimo, credo di esser stato uno dei 3,4 utenti più vicini a lui tra tutti

      personaggio assurdo, mai saputo niente di lui, mai capito se tutto quello che sapeva era genuino o no

      però, insomma, era un archivio impressionante...

      son curioso di sapere se è meglio Super o Defendor

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    4. Narra un racconto chassidico che un rabbino per compiacere Dio portasse la propria comunità in un bosco e lì accendesse un fuoco e recitasse le preghiere. Dio ne era tanto compiaciuto che realizzava tutti i loro desideri.
      La seconda generazione di quella comunità non sapeva più come accendere il fuoco, ma conservava la memoria del luogo e si recava nel bosco a dire le preghiere. Dio ancora ne era compiaciuto e ne realizzava tutti i desideri.
      La terza generazione non sapeva accendere il fuoco e non sapeva dove fosse il luogo nel bosco né come recitare le preghiere. Ma possedeva il ricordo delle generazioni precedenti e lo poteva raccontare. Dio era ancora soddisfatto e realizzava tutti i loro desideri. La morale non è che Dio si accontenta di poco ;-) , quanto piuttosto che per me è sempre difficilissimo scrivere qualcosa dopo voi due. Oggi, per dire, per quanto mi sia piaciuto lo chiamavano jeeg robot, non so accendere il fuoco, non ricordo dove sia il luogo nel bosco, né ricordo le preghiere.

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    5. Giuseppe sì, ha scritto una recensione bellissima, ma io invece, con questo film in particolare, servito anche da valvola di sfogo, mi sono concessa un commento molto più...fru fru del solito :)
      Quell'amnesia lì, col senso che tu gli hai dato, la provo tante volte anche io. A quel punto io magari mi consolo con la cioccolata, mentre tu tiri fuori fantastiche connessioni. Nell'esprimere la difficoltà dello scrivere hai scritto qualcosa di bellissimo.

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    6. Sì è proprio una bella storia, l'ho scritta qui in rapporto a questa rece infatti, che non mi ha consentito di scrivere niente. Ho accennato anche a te perché quello che hai scritto per cave of forgotten dreams o castaway on the moon mi ha svuotato come una busta di plastica allo stesso modo. E' veramente una strana situazione di impotenza non poter scrivere di un film che ti ha riempito talmente tanto, ma quando trovi un racconto che ti riempe ancora di più, tutto si trasforma in qualcosa simile ad un inoperoso stato di gioia frustato.

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    7. Prima cosa.

      io non lo so in questa cosa che dico chi può rappresentare Dio (il film forse?)

      ma, stai sicuro, il felbile racconto di quello che hai scritto te lo renderà più felice del luculliano barbecue che, essendo arrivato prima, avevo potuto far io

      seconda cosa

      meno male che ce salva la cioccolata e Chiara scrive poco, altrimenti era già Pulitzer

      terza cosa

      grazie mille Rocco

      quarta cosa

      "di gioia frustato" te sei dato al bondage e non me l'hai detto. Almeno ce sono belle gnocche?

      quinta cosa

      quando scriviamo noi tre, specie quando Rocco fa i suoi commenti metaforici e criptici sembriamo

      io, Chiara e l'Oscuro

      sesta cosa

      un abbraccio fortissimo Francesco (Nuti)

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    8. 1 ho capito che te davanti ad un fuoco nel bosco pensi subito a salsicce e vino.
      2 La Chiara è già da Pulitzer
      3 prego
      4 ho corretto proprio per evitare la battuta sfondo sessuale, conoscendoti. Non è servito a niente
      5 a biliardo so zero però
      6 ricambio

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    9. Ma era un barbecue di parole, non di cibo.
      Per una volta.
      Riassumendo tutti gli altri punti non sai infilare le palle, capito

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    10. Sì barbecue di parole, come l'aperitivo di ieri... ce semo magnati un locale in due.
      Ah ah ah e te pareva... non c'è niente da fare gli Armellini sono proprio bacati e irrimediabilmente irrecuperabili.

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    11. Irrimediabilmente, concordo...

      sì, perchè l'hot dog de tre metri de ieri che t'ha fatto?

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  3. Condivido in tutto.
    Un cattivo davvero sublime, che come ogni buon personaggio ben scritto si fa amare di più nei momenti di difficoltà, gliene capitano di molto peggio a lui che a Santamaria (problemi di igiene, di organizzazione, di soldi, di affermazione sociale/criminale, minacciato dalla Camorra, si ritrova senza più alleati) ha molte difficoltà che ti aiutano ad empatizzare con lui, così come si empatizza con il protagonista per il suo ruolo chiuso, da "non rompetemi er cazzo".

    Proprio nella parte finale, come dici tu, questi aspetti vanno un po' a perdersi in entrambi i personaggi ( se proprio vogliamo trovare il difetto della sceneggiatura), lì si poteva lavorare per uno scontro finale più strutturato e meno classico.

    Ma ogni volta che parte un pezzo italiano e Marinelli si fa prendere dall'emozione, anche se è solo "un'emozione da poco", lì allora lasciamo un attimo da parte la storia e vediamo il cinema che ti sa entrare nel cuore, con lo spettacolo, il divertimento ed i sentimenti.


    "Non c'è una singola scena che tradisca un esordio. Al massimo questa sensazione la puoi trovare solo nel soggetto. Per pensare un film del genere devi essere uno nuovo, uno che mette ancora la passione davanti al mestiere, uno che ha l'assoluto bisogno di mostrare per la prima volta la propria carta d'identità senza contraffarla."

    Hai detto tutto, bellissimo.

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    1. Meno male che c'hai pensato te...
      Preoccupato di andar lungo (credo che le rece dei film che mi piacciono siano al massimo la metà di quello che vorrei scrivere), dicevo preoccupato di andar lungo ho parlato pochissimo dei personaggi. Quello di Marinelli poi l'ho presentato come se ne dovessi parlare per 30 righe e invece non ho detto quasi nulla. Hai ovviato te, perfettamente. E sui problemi mettere quelli di igiene è una finezza, ahaha

      sì , lo sconto a cazzotti è banalotto, forse lo è anche tutta la parte della bomba, molto Cavaliere Oscuro (l'ultimo) ma con pochi guizzi

      Usare la musica cult pop degli anni 80 invece altri che guizzo, straordinario. Ad un certo punto se sente la Bertè anche sul suo covo, quando torna e trova i napoletani

      grazie per la citazione di quel penziero

      ciao!

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  4. Se mi avessero detto che sarei andata al cinema a vedere un film italiano e che mi sarebbe perfino piaciuto un sacco, beh avrei riso in faccia a questa persona .
    Non ho mai apprezzato il cinema di casa nostra, ancor meno a causa del fenomeno Sorrentino degli ultimi anni. Non lo sopporto, che devo fa? Se penso che gli ultimi film degni di nota che abbia visto risalgono a tantissimo tempo fa, e sto parlando di nuovo cinema paradiso, Baaria e di io non ho paura
    mi piange il cuore, perchè non riesco proprio ad apprezzare il cinema nostrano con le solite commediole, cinepanettoni e drammi isterici alla Morante.
    E invece, quando meno te l'aspetti arriva la sorpresa. E che sorpresa!
    Un film italiano su un superantieroe, che non è figo, non è fisicato( finalmente! Che poi a chi è che piacciono i muscoli alla Thor? No, vabbè, forse a qualcuno si), non è brillante, non è carismatico, non è affascinante, insomma uno normale, che più normale non si può, forse pure un po anonimo.
    Uno asociale a cui non piacciono le persone, uno che nella vita si fa i cazzi suoi per dirla breve.
    Uno che ha smesso di credere negli altri ,ma proprio grazie a questi riuscirà a trasformarsi nel vero eroe.
    Quei cosi perfetti che la marvel ci propina da anni in questo film sono solo un ricordo e aggiungo menomale! Perchè io ne avevo le scatole piene.
    Assolutamente stupita dall'interpretazione di Ilenia Pastorelli, l'avevo lasciata come concorrente del gf ( guardo pure quello, si) e qui me la ritrovo tanto caruccia, matta e divertente.
    Anche lo zingaro mi è piaciuto molto. A differenza dell'eroe con il villain hanno voluto mantenere un profilo più classico, ma va bene cosi. La scena che citi, in casa dei napoletani, è stata FENOMENALE.
    Se proprio vogliamo trovare l'ago nel pagliaio ,c' è la difficoltà di comprensione del dialetto Romano. Qualche parola, ahimè, me la sono persa, soprattutto quelle della Pastorelli.
    Non so se lo chiamavano jeeg robot avrà un posto tra la top ten di fine anno, ma una menzione speciale, almeno da queste parti, non gliela leva nessuno.
    Mi verrebbe da dire, visto che siamo prossimi alla pasqua che il cinema italiano è risorto. Alleluja.

    Ah, questo lo devo dire.
    Metti che la ragazza, che stava dietro di me al Citrigno di Cs , ti legge, saprà che mi ha rotto i cosiddetti quel giorno.
    Insomma sta tipa stava impazzendo perchè voleva fumare (era passata un ora dall'inizio del film, ecchecazzo), oltre a girarsi e rigirarsi sulla sedia, fare luce con lo schermo del cellulare, apriva e spegneva l'accendino di continuo. Io dico, se il film non ti piace, esci! Non c'hai mica il culo incollato sulla sedia, a maggior ragione se sei un aspirante piromane, vai appiccare fuoco da n'altra parte.

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    1. Ma il nostro cinema non è commediole, cinepanettoni e film isterici con la Morante o la Buy. Sì, la distribuzione al 70% manda quello. Ma vai a cercare l'altro 30. Avevo fatto un post con 15 titoli italiani piccoli e meritevoli. Prova ad esempio con E' stato il figlio, da terrona profonda ti potrebbe piacere un sacco.
      La descrizione di Santamaria è perfetta, ma dire che non ha il fisico... O.k, gli hanno fatto prende 15 kg de troppo forse ma è un colosso oh, sembra Hardy in alcune scene. Insomma, non è Marinelli...

      Eh, a me la sera stessa mio fratello (dopo una ricerca google) m'ha mandato un video del GF con lei, assurdo ;)

      quindi questo vuol dire o che è naturale anche nel cinema o che recita anche nella vita reale (o, insomma, al grande fratello)

      Dici che Marinelli è più classico? sai che non la penso così? cioè, Santamaria è il classico loser asociale, insomma, l'80% di quelli che poi diventano super eroi. Marinelli invece richiama sì il Joker ma l'ho torvato molto originale (specie per la veste cantante e per la latenza omosessuale).
      Eh, io il romanesco lo conosco parecchio bene ma ti capisco. Se fosse stato napoletano, calabrese o siculo avrei faticato parecchio

      se avessi visto sta ragazza ne avrei desiderato la morte. Ma mica per fastridio a me eh, ma una che nemmeno per la durata di un film resiste a non fumare è ridicola

      scusa eh

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    2. Ma terrona profonda perchè abito nel sud profondo o perchè sono terrona dentro? ;)
      L'avevo letta la lista, ma non mi ispirava nemmeno un titolo:( proverò con questo:)
      Si, ma i supereroi Marvel da sfigati diventano fighissimi invece Enzo sempre sfigato è rimasto.
      Comunque io per fisicato intendo uno con i muscoli e gli addominali, mica uno piazzato e basta.

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    3. AH, hai ragione, te dici dopo la trasformazione. Perchè prima invece è anche più grosso degli americani...

      terrona profonda = molto a sud

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    4. Ah, il commento anonimo 'ho letto con la voce di Santamaria ancor prima di leggere la firma. Stamattina, per pura curiosità, ho cercato sui profili di Santamaria, Mainetti e Marinelli la condivisione della tua rece, ma non c'era. Boh, Secondo me è lui, però.
      Che figata!!!

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    5. Ahah, ma forse non saranno loro, a sto punto non indago

      più bello il mistero

      ma il commento rimane bellissimo lo stesso

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  5. Roma è protagonista che non appare fra gli attori, ma c'è

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    1. Ah, non me lo dire, uno dei mie tre cappelli iniziali è proprio su questo...

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  6. ne avevo parlato un po' di tempo fa consigliandone la visione a tutti, perchè merita assolutamente. Concordo sulla bravura di Marinelli, un villain de noantri strepitoso!

    http://viaggiandomeno.blogspot.it/2016/02/lo-chiamavano-jeeg-robot.html

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    1. Hai cambiato avatar dopo millenni!!!

      nooooooooooo

      salvata anche la tua

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  7. visto in anteprima qua a catania (cose mai viste) mi ha colpito piacevolmente....sia perché si, si può fare, ma qui in italia non si fa, e sia perché è un supermovie senza cazzate e retorica a palla...

    concordo parecchio sul superpotere "amore" che è la cosa più bella e potente che gli viene consegnata!

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    1. E' vero! mi ricordo la tua anteprima

      son contento, a quanto pare dall'intervento misterioso qua sotto sembra che quella cosa che ho scritto e che te ribadisci fosse davero molto importante per chi ha scritto il film

      linka, o qui o su fb

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    2. linko cosa? comunque fa un sacco piacere vedere che il cinema italiano si stia muovendo...

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    3. La tua rece no?

      si muove, si muove

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    4. eccalllaqquà
      http://onironautaidiosincratico.blogspot.com/2016/02/lo-chiamavano-jeeg-robot-2016-di.html

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  8. Minchia che recensione Giuseppe!
    Solo il titolo e i ricordi legati al mio robot preferito me lo farebbero guardare (anche se in verità per tutte le creazioni di Go Nagai ho una lacrimuccia che scende sul viso ormai non più infantile; credo che tu mi possa capire). Ma non sapevo cosa mi sarei trovato di fronte... poi leggo la tua rece dove citi pure Castaway on the moon e capisco che LCJR è un film che non vedo l'ora di fare mio!
    Gli anni che vanno dal 75 all'85 hanno un incredibile potere di ispirazione. Chi è stato bambino in quegli anni non può, non riesce e non vuole prescinderne. Vedi nella musica i Daft Punk con Giorgio Moroder.....

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    1. ciao Giovanni, dopo aver letto la tua fantastica frase "chi è stato bambino in quegli anni non può, non riesce e non vuole prescinderne" non posso fare a meno di inserirmi :-) Condivido al 100% Perchè gli anni che tu citi, dal 75 all'85, secondo me, sono stati i più spensierati e gioiosi della storia. Lo dimostrano anche cose come queste. Essere stati bambini come noi in quegli anni, per un sacco di motivi, è meglio che esserlo stato in qualsiasi altra epoca prima o dopo. Siamo dei privilegiati :-)
      Jeeg era anche il mio cartone preferito...insieme a Fantaman e al mitico Capitan Harlock. Diversi fra loro, ma tutti accumunati - insieme a tanti altri cartoni della nostra infanzia - dalla visione manichea della realtà. Il Bene che combatte il Male, Jeeg che combatte contro i cattivi e li mena. Quella certezza che quel cartone si portava dietro, secondo la quale lui è dalla parte giusta E QUINDI vince. Lui combatte senza bisogno di doverci ragionare sopra, senza darsi dei motivi, senza tanti perchè. Lo fa solo perchè può.
      E' questo che hanno portato sullo schermo, alla romana: "Salvali tutti...tu cche ppuoi". Un atto di amore e di giustizia che non ha bisogno di giustificazioni, ma che va fatto per il solo fatto che può essere fatto. Quel "tu che puoi", estrapolato direttamente dalla meravigliosa sigla del cartone. Io ho amato questo film :-)

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    2. fantastico questo vostro scambio, che posso aggiungere? (oltre al fatto che sono solo un pizzico più giovane ;) )

      io coi roboto invece c'ho sempre fatto poco ma, come tutti, son cresciuto anche io a cartoni

      (fantaman anche io, poi l'uomo tigre e i cyborg su tutti)

      in ogni caso Nagai è storia, ci mancherebbe

      grande la citazione che fa Marco sulla sigla. E' vero, si unisce armonicamente a quel momento tragico e bellissimo

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    3. Grazie Marco, il tuo commento mi ha fatto sentire a casa :-) non sono l'unico allora che la pensa così... i cartoni di quegli anni portavano in dote degli ideali e concetti puri. Le lotte e le esplosioni erano solo un veicolo per ribadire la superiorità del bene sul male.....li hanno soppressi perché a detta di alcuni troppo violenti. Non era violenza gratuita, essa aveva uno scopo. Come dici tu. Nei cartoni di oggi la violenza gratuita è invece una caratteristica imprescindibile. Perché quelli di allora erano fatti per i bambini mentre quelli di oggi per lo più per gli adulti.
      Giusè anche se hai qualche anno di meno ti prendiamo volentieri nella banda: -)

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    4. Oh, più giovane di pochissimo eh...

      Con Marco mi sembra ci siano solo due anni

      questa tua analisi dei cartoni degli anni 80 è molto interessante, non ci avevo mai pensato prima, quindi non so quanto darti ragione

      ma mi fido ;)

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  9. Non l'ho ancora visto, ma mi aspetto davvero molto.
    Speriamo non deluda.

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  10. Visto ieri.

    Spettacolare.

    fatevi veramente un favore e correte a vederlo.

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    1. Bravo Xibalba, diglielo...

      Ma, vedi sotto, ce lo chiedono loro stessi...

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  11. A me la gente nun me piace, me sta sur cazzo...
    Pure tu non mi piaci, ma vabbé...
    Però te volevo dì che nun me stai sur cazzo...
    Anzi, te dico grazie, perché hai scritto una recensione che me so' ricommosso a leggerla per quanto è tosta, bella, troppo vera...

    Così come è troppo vero 'sto firm.
    Solo che se stavamo pure a scrive prima del titolo "tratto da 'na storia vera" nun ce credeva nissuno, ma arivabbé...
    Ma tu l'hai capito, perché sei 'n tipo sveglio, uno che 'ste cose le capisce ar volo, che le affera subbito,che tt'o dico affà...

    Parlo dell'ammore, il superpotere più grande di tutti, diteme che sò scontato e banale ma è proprio così...
    Prima nun ce credevo, ma mo' ce lo so che è così...
    Anche se l'ho perso, anche se non so come andrà a finire, anche se fuori so' più forte che mai ma dentro so' a pezzi e sto demmerda, ma vabbé...
    Però me fa piacere che sta storia vera, de ggente vera, ve stà a piace'... Davero.
    E te dico grazie, a te e tutti quelli che verrete ar cinema...

    Se vedemo, bella lì zì'...

    Enzo

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    1. Dai, che commento figo è questo? ammazza!

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    2. Questo commento sta incuriosendo tutti da ieri (su fb).
      Quasi nessuno crede che tu sia un anonimo vero.
      Io non so chi sei, se un Anonimo, se chi Ceccotti l'ha interpretato, se chi il film l'ha scritto o se chi il film l'ha girato.
      Allora, se non dici niente te io dico solo che chiunque tu sua, anche veramente un anonimo, il tuo commento è bellissimo e, c'è poco da fare, m'ha emozionato

      se vedemo, davero

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    3. Semo tutti anonimi...
      Certe vorte manco io ce 'o so chi sono, figurete se so' capace de risponnerte...
      Ma poi che te frega de sape' chi so'? Che te cambia 'a vita?

      'A ggente dovrebbe 'mpara' a fasse più i cazzi sua, ma no' ner senso de l'ommertà eh...
      Quindi, a coso, sentime 'n po' e famo a capisse...
      Te stavo a di' de l'anonimato...
      Ma te pensi davero che me freghi quarcosa de tutta 'sta caciara che stanno a fa'?
      Io prima ero anonimo, in certi momenti e quanno facevo certe cose (capisci a me...)

      Ma poi, dopo, me so' sbattuto er cazzo de non mostramme...
      Ma mica pe' gnente...
      Io manco ce pensavo a 'ste fregnacce de mascheramme...
      A me me fregava solo de lei...
      Er resto der monno nun contava... Per me era come se voi tutti nun ce foste, 'o voi capì o no?

      Che poi manco l'ho capito subbito eh, c'ho i miei tempi... Ma purtroppo è annata a finì così...
      Mò lei nun ce sta ppiù... e sti cazzi de chi so' io, se so n'attore, 'n sartimbanco o chi vvoi tu...
      Recitamo tutti 'na parte, me pare 'o disse uno famoso, ma mò nun me ricordo chi cazzo era...

      Te basti de sape' che so' uno dei tanti che sta là 'ffori, non sto dalla parte de nessuno, solo da' a mia e faccio er cazzo che me pare, tengo 'n profilo basso e 'ste cazzate le lascio avvoi.
      Pe' ciò nun te 'mpiccià troppo de li cazzi mia che io nun so' come quell'artro, io dela fama e dela gloria me ne sbatto.

      Però non so' 'no stronzo...
      er tu' pezzo sopra m'ha emozzionato pure a me...
      m'hai quasi fatto piagne (quasi eh...) A me che de solito 'ste cose manco me sfioreno, ma te hai scritto cose che te toccano pe'ché vengheno dar core e se sente...
      M'è ppiaciuto davero tanto e c'avevo solo voja de dirtelo, tutto qua.
      So' contento se pure atté t'ha fatto piace' legge 'e mie parole, però mo' bbasta eh, che non so' 'na mammoletta che je piaceno 'e smancerie.

      Quindi ribbadisco, so' uno dei tanti, uno come vvoi, nun state a favve troppe domande su chi so' o chi nun so'...
      So' uno che sta cercanno d'esse uno 'n po' meno storto e sbrindellato de com'ero prima. Ce sto a prova' ma nun so se ce riesco...

      Se poi però te e chi te legge qua sopra fate 'n po' meno schifo de 'a ggente che me fa schifo e volete sapenne de più su de me, ma solo perché 'n po' de me ve frega pe' davero, 'mbé allora ve dico grazzie e comme v'ho già detto fateve 'n sarto ar cinema.

      Ciao zi'

      Enzo

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    4. Pat Pat... smack!
      Slurp! Gnamme! Buuuuuuurp!!!
      Troppi budini, scusame...

      Enzo

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    5. Omomato che?
      Ma pparla 'n po'come magni...

      A me me piaceno le topee...
      Ma non ner senso de li sorci che ce stanno ar Tevere, no, proprio 'e fregne intendo...

      Statte bbene zi'...

      Enzo

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    6. Non solo parlo come magno, ma magno praticamente solo romano

      quando voi du spaghi alla gricia, (a)matriciana, carbonara o cacio e pepe viemme a trova

      per il resto son felice, ci piacciono le stesse cose

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  12. Gig Robbò...
    salva a'ggente,
    tu cche ppuoi!

    Ma ammè a'ggente me fa schifo!

    Dialoghi superlativi, freschissimi e spontanei, un film eccezionale, vivo, vero, pulsante. Sono proprio contento di leggera dalla tua rece una conferma del suo valore.
    Ne ho visti di film belli al cinema ultimamente, da The Revenant a The Hateful Eight...
    Film perfetti e curatissimi, tecnicamente eccelsi. Ma la verità vera è che qui, come hai detto tu, c'è una passione smisurata che altrove non si trova e questo un film mi ha regalato emozioni vere che quegli altri, ben più rinomati, non mi hanno dato.
    Sto anche pensando di andarmelo a rivedere al cinema, una cosa credo mai successa a me.

    La tua rece come sempre è di alto livello, in questo caso ottima. Solo una cosa su cui non mi trovo d'accordo ma è una sciocchezza: il finale. Secondo me non perde, cioè...è sicuramente il punto debole del film, non c'è dubbio. Però in un film del genere non mi aspetto che il culmine sia nel finale. Qui il culmine, il momento top, è l'abbraccio con la madre. Il finale è solo un divertissement, un defaticamento, uno stretching per sciogliere l'acido lattico accumulato :-)

    "BUONDI'!!"

    Fantastico.

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    1. ti voglio bene Marco, lo sai

      e so, come la mia rece, che entusiasmo vero e genuino hai messo in questo bellissimo commento

      tra l'altro la lettura del finale è perfetta, hai ragione

      sarà che avrei evitato lo stretching

      ma io sono sempre stato uno da strappi muscolari

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  13. Le cose che ho apprezzato: l'inizio e la fine. Sui personaggi: per me il migliore è Santamaria, col suo ottundimento nello sguardo, il suo non crederci ai poteri acquisiti (ma che davero?!?) e, poi, al fatto di accorgersi di tenerci davvero tanto alla ragazza. Cioè quel suo essere l'eroe più antieroe che ci possa essere. Avrei preferito che a questo punto venisse seguita la storia "sentimentale". La deriva iperpulp invece mi è piaciuta poco (ed è esageratamente lunga e poco fluida) e Marinelli (che adoro) l'ho trovato troppo sopra le righe, esageratamente forzato.
    Poi. Colonna sonora bellissima.
    Ma forse mi aspettavo di più (le maledette aspettative!)

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    1. Per fine non ho capito se intendi fine fine o tutta la mezz'ora finale (insomma, possiamo parlare di un finale "lungo" dopo la morte di lei).

      Sì, concordo, si parla troppo poco di Santamaria e del suo personaggio (rispetto agli altri) ma anche io credo sia da premiare anche più degli altri, aveva molti meno trucchetti e "sopra le righe" per venir fuori

      Marinelli è esagerato. Ma l'ho trovato comuqnue delizioso in questa esagerazione. Poteva essere un flop o un top il suo personaggio, per me ha la credibilità per essere il secondo ;)

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  14. Emozioni! La tua recensione mi ha emozionato quasi quanto il film... In lo chiamvano jeeg robot la parte umana e la caratterizzazione dei meravigliosi personaggi principali vincono su tutti i super poteri!
    Gran film quasi quasi vado a rivedermelo ora che molte sale lo ripropongono visto il meritato successo ai David :)
    Finalmente inzio a commentare anche nel tuo blog...praticamente dopo ogni film che vedo passo qua ;)

    ciao Massimo da FB

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    1. Beh, come primo commento che devo dirti, grazie mille!

      Ma sei Dalla Bà?

      che sia tu o no grazie ancora

      sì, grande film, successo strameritato
      e concordo nel dire che la caratterizzazione dei personaggi sia il punto forte

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    2. Sì sono io ;-) per essere precisi è il primo commento con account... quando avevo scoperto il tuo blog avevo commentato da anonimo in uno dei tuoi divertenti racconti della videoteca. Poi sempre su fb per comodità... ora sai che nome userò qua

      Ci si becca ciao

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    3. Ahaha, pensa te ;)

      magari lo sai ma se spunti "inviami notifiche" qua sotto (come in ogni post) ti arrivano tutte le risposte e commenti via mail, non devi mai venire a controllare

      ciao!

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  15. ...l'unico potere in grado di rendere un essere umano un (super)eroe, e' l'Amore...

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    1. Detto da te so quanto lo pensi davvero.
      In realtà ho scritto una cosa simile in rece, come non darti ragione ;)

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  16. L'ho visto ieri sera
    Come spesso succede con questo tipo di film , io non arrivo proprio ad esaltarmi come fai tu , però è buon film !!!
    Concordo con i tuoi ragionamenti , in particolare con quei difettucci .. che poi ce ne sarebbero altri... però è importante il lavoro di 'sto ragazzo e voglio sperare di vedere altro di suo e magari ancora migliorato .
    Certamente credo siano tutti d'accordo sulla bellissima ed intensa interpretazione della ragazza , la principessa , caspita .. ho ripensato alla ragazza dell'iintervallo.. ricordi che ti dissi che faceva le scarpe a tante attrici italiane affermate ?? ecco con questa qua ho avuto la stessa sensazione !Brava ..punto.
    .. e poi certamente il sentimento, la denuncia , personaggi che potrebbero diventare mchhiette e invece no ...
    Son soddisfatta via ...

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    1. Eheh, già in generale io mi esalto più di te, col cinema italiano poi...

      Però, ecco, meno male, questo era un film a forte rischio con te, contento che ti sia piaciuto.
      E' anche vero che te ci sei arrivata dopo aver sentito e letto mille elogi, io lo vidi praticamente appena uscito, l'effetto sorpresa fu davvero notevole...

      quello che accomuna le due attrici è il non essere del tutto professioniste.
      E quando sei o una bambina, o una ragazza del borgo che interpreta praticamente sè stessa, ecco, avrai sempre una recitazione migliore del 90% di quello che si vede in giro.
      Poter recitare poi nel proprio dialetto (altra cosa che le accomuna) è un grosso vantaggio

      io son convinto che "da professioniste" e in un film normale, non cucito su di loro, farebbero tremenda fatica o risulterebbero molto più artefatte

      bene così!

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  17. Giuseppe, grande film, grandissima recensione, sei uno dei miei scrittori preferiti, lo sai??!!!

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    1. ahahha, che scemo, <3

      non so se sei Paolo Pap..., se sì cambi sempre profilo

      ma qualsiasi Paolo fossi grazie...

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  18. Bello , bello e bello ancora!
    Una piacevole sorpresa.
    Pensavo qualcosa tipo i film dei fratelli D’Innocenzo..almeno Favolacce e La terra dell’abbondanza.
    Ma è diversissimo..in comune c’è la “romanità “.
    Luca De Marinis è magnetico.
    Ricordo che avevi fatto recentemente una classifica dei migliori cattivi dei film qua presenti nel blog.
    Non ricordo se avevi messo pure lui.
    È strepitoso …la versione adulta del bullo interpretato da Jake O’Connell in Eden Lake!
    Inutile dire che ruba la scena a Santamaria.
    Per la chiosa della tua rece devi pagare i diritti a Fossati-:)


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    1. Marinelli dici, ahah, come è venuto fori De MArinis?

      sì, strepitoso, a suo modo indimenticabile

      e no, il finale è citazione dello stesso film ;) (non ricordi la scena in cui canta quella canzone?)

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  19. Il film “è stato” quel videoclip della canzone almeno a livello virale sul web …pensa che credevo che lui fosse il protagonista buono del film .
    Non so come mi è venuto De Marinis ahaha!
    Ho visto che Freaks Out è dello stesso regista .
    Vedi te , ho letto la mini rece di Tommaso sul film e quando ha scritto che è un altro film di supereroi alla maniera di Mainetti ho pensato : ma vuoi vedere te che è lo stesso regista di Jeeg?
    È bello imparare così ..di cinema.

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    1. non vedo l'ora di vedere Freaks Out anche se il mio recensore preferito (Locatelli) ha detto che è immondo (non so altro, non ho letto mezza riga)

      anche vero che quello non è il suo tipo di cinema, io son molto fiducioso

      bravo!

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