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7.11.16

Recensione "Un Angelo e' caduto" 1945 - Il Bar dei Nottambuli, viaggio nella storia del noir americano - 6 - di Fulvio Pazzaglia


Sesto appuntamento con Fulvio e il suo viaggio nel grande cinema classico americano noir.
Siamo arrivati al turno di Otto Preminger ;)
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E' una storia di riscatto e di redenzione quella che Otto Preminger decide di dirigere a qualche mese di distanza dal suo grande successo Vertigine. Avvalendosi sempre della fotografia di Joseph LaShell e delle musiche di David Raksin, il regista realizza un noir atipico per la scelta della location (una piccola cittadina di periferia invece di una cupa metropoli).

Come interpreti, assieme all'incisivo Dana Andrews, l'affascinante e sfortunata Linda Darnell nel ruolo di Stella e la cantante di musical Alice Faye in quello di June.
Chi è l'angelo caduto in questa rete di vane speranze e di desideri infranti? Forse Eric Stanton (Dana Andrews) che a trenta anni si sente già arrivato al capolinea di una vita di fughe e fallimenti e che approda come un naufrago al diner dove Stella fa la cameriera. Forse Stella, che ritorna delusa e sconfitta a quello stesso diner che aveva cercato di lasciare nel tentativo di rifarsi una vita con uno dei suoi tanti spasimanti. Mark Judd (Charles Bickford), che frequenta da anni il Pop's Eat per ammirare in silenzio la bellezza di Stella, è l'altra anima persa che si aggiunge alle altre due per comporre un disperato trittico, un ex poliziotto dal passato costellato di abusi e violenze che si ricicla come investigatore privato.


Perché la vita a Walton è un lento incedere di angeli caduti e di anime perdute, un limbo che ospita le vite spezzate e i sogni frustrati di una vita migliore.
Walton è il disco smielato di un juke box che Stella manda a ripetizione, colonna sonora di un'esistenza inappagata.
Stella vorrebbe solo una casa, una sicurezza economica, un marito che le possa assicurare l'ideale borghese di una vita comoda e tranquilla.
Eric rimane vittima del fascino disperato della cameriera ma non ha niente da offrirle. Così il giovane sceglie ancora una volta la via più facile. Trova il modo di avvicinarsi a June Mills, il miglior partito di Walton, la sposa con in mente di abbandonarla con i soldi e con Stella.
Tutto però precipita quando la cameriera viene trovata morta e i sospetti cadono su Eric. Mark Judd viene incaricato di trovare il colpevole, incarico che decide di svolgere con la violenza che ne contraddistingue i modi.
Eric fugge a San Francisco ma non da solo perché, malgrado tutto, June è con lui. Alla giovane moglie non interessano i sordidi retroscena che hanno spinto Eric a sposarla, lo ama incondizionatamente e ha intravisto nel marito qualcosa di buono, qualcosa che merita di essere salvato. June crede nell'innocenza di Eric e cerca di convincerlo ad interrompere la fuga.
La mattina dopo June viene prelevata dagli scagnozzi di Mark per portarla a Walton.
Eric è davanti a un bivio. Sa che ormai non si tratta più di lui, che sposando June ha scelto di prendersi cura della moglie e di condividerne il destino. Eric non è più solo.
Torna a Walton per affrontare Mark Judd in quella stessa tavola calda dove tutto è cominciato.
Qualcosa nelle indagini e nello zelo del detective non hanno convinto Eric, il quale ha avuto tutto il tempo per elaborare le sue teorie e strategie durante il viaggio di ritorno.
Il delitto perfetto è impossibile. L'omicida commette sempre un passo falso, lascia sempre una traccia. Un orologio con brillanti dimenticato nell'abitazione di Stella, un regalo di Judd per poter conquistare la donna amata. Un rifiuto, l'ultimo, e poi la violenza che porta a una morta non premeditata.
Assicurato Mark alla giustizia, a Eric e June si apre uno spiraglio di luce e la speranza di una vita migliore.

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“Siamo nati per incedere sulla Terra come angeli, per cercare il nostro Paradiso da questo lato del cielo. Ma chi procede da solo inciamperà nel buio e cadrà in disgrazia. Solo l'amore può far rialzare un angelo caduto. Perché in Paradiso si può entrare solo in due”.

Queste le parole che la moglie dirà a un marito stanco e distrutto, cullandone la testa prima che questo si addormenti.
L'ambiguità morale è di casa nel genere noir. Quasi tutti i personaggi che incontriamo nascondono passati di violenza, fallimenti e rassegnazione, o sono mossi da pulsioni primordiali, brama di potere, ricchezza, lussuria.
Il personaggio positivo di questa pellicola è June, animato da sentimenti più nobili. Salda nelle sue convinzioni etiche, June ama Eric senza commiserazione. Contrariamente a un sistema ipocrita e corrotto, la donna non condanna il marito anche se ne avrebbe tutto il diritto. June si chiede perché Eric sia diventato quello che è. Comprende che ognuno di noi ha una propria strada e che la tragedia più grande è non sapere quale essa sia.
L'amore di questa donna, non smielato e melodrammatico, è catartico e salvifico perché porterà Eric ad una nuova presa di coscienza e al proprio riscatto come uomo.

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