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27.2.17

Recensione: "Beyond the Black Rainbow"



Destabilizzante.
Impresa improba quella di recensire un film così.
Impresa improba quella di raccontare a parole, e quindi tendenzialmente in modo organizzato, un'opera così decostruita, anarchica, sensoriale e complessa.
E impossibile diventa anche consigliarlo un film del genere.
Per farlo bisogna sapere perfettamente chi si ha davanti, conoscerne i gusti e le attitudini.
Beyond the Black Rainbow sta al confine tra il cinema per come lo conosciamo e qualcosa che esula da esso, qualcosa che ha a che fare con l'arte tout court, visiva, concettuale, sperimentale.
Non è solo un film questo, ma la definirei più un'esperienza sensoriale.



Ecco, per certi versi direi che il film che più gli somiglia sia il fantastico Amer.
Tra l'altro buffo come entrambi -solo in parte il film francese, completamente BTBR- si rifacciano a certo cinema, specie italiano, degli anni 70.
E se per il primo il punto di riferimento era il nostro thriller dei tempi d'oro per quest'altro unico e spiazzante sci-fi canadese dobbiamo invece guardare alla fantascienza di 40 anni fa.
Ed è talmente radicale questo richiamo che, per quanto mi riguarda, paragonerei Beyond, come operazione con la sci-fi, a quella, bellissima, che fece Ti West con l'horror in The House of the devil.
Tutto richiama il cinema sperimentale degli anni 70.
Lo fanno le inquadrature, le musiche e specialmente la fotografia, così piena di filtri, luci irreali e distorsioni cromatiche da rendere la visione del film quasi psichedelica.
Per non parlare poi delle scenografie, tutti interni spogli e incredibilmente geometrici, anche questi visti principalmente in quelle stagioni di fantascienza di 40 anni fa.
Del resto la geometria, con tutti quei cubi e quelle piramidi, è veramente onnipresente.
E proprio una piramide diventa un pò il simbolo del film.
Siamo dentro una specie di base-laboratorio.
All'inizio c'è una specie di vhs con un filmato che fa tanto Dharma di Lost.
Si parla di una nuova fantomatica scienza che vorrebbe creare un mondo felice, un'umanità nuova. Tutto attraverso la tecnologia.
Si pensa quindi ad un film ad ampio respiro. E invece no, invece avremo una base immensa e quasi due soli personaggi dentro, lo scienziato a capo di questo progetto e la "cavia" utilizzata, sua figlia.
(qualcuno ha detto Utopia?)
La ragazza è in condizioni terribili. Vive in una stanza spoglia, nessun contatto con l'esterno.
La luce e la notte si alternano.



Pare un pò la scenografia e l'atmosfera dello splendido "15 milioni di celebrità" di Black Mirror.
E quando dalla piramide di cui sopra parte uno strano suono, un fastidiosissimo brusio, sembra andare quasi in catalessi.
Ma quella ragazza ha anche dei poteri, e li vediamo benissimo nella splendida sequenza alla "scanners" con la donna che lavora là dentro.
Cosa vuole lo scienziato?
Che tipo di esperimento sta portando avanti?
Diciamocelo, la narrazione in questo film è quasi assente.
Quello che lo rende unico e meraviglioso è la sua estetica, la sua potenza visiva e concettuale.
Elencare le scene esteticamente bellissime non si finirebbe più.
C'è ad esempio un flash back formidabile, quello che racconta (sempre che quello sia un raccontare) della genesi di tutto questo.
L'investitura dello scienziato e il concepimento di Elena.
Una scena tutta con un bianco sparatissimo, quasi da renderla un negativo.
Figura appena percettibili, di contorno.
E poi quel sole nero che pare un disegno ed invece è una specie di pozza da dove il nostro protagonista esce fuori, bagnato da una specie di catrame.
Impressionante.
E non è solo la componente estetica a rapirci, ma si avverte anche una forza trascendentale, spirituale, di devastante riuscita.

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Del resto questo è un film che parla di Dei umani, di creazione.
E i simboli in questo senso abbondano, vedi ad esempio gli occhi.
Anche se è abusato come riferimento, c'è dentro anche tanto Lynch.
Molti dialoghi e alcune messinscene (luci e spazi) lo ricordano.
C'è un dialogo in tal senso, quello tra lo scienziato e il creatore di tutto, Arboria, che è incredibile.
Denso, inquietante.
Anche merito dell'attore protagonista, Michael Rogers, una via di mezzo tra Manuel Agnelli e il Busignani di In a Lonely Place.
Prova straordinaria la sua, da pelle d'oca.
Come del resto indimenticabile è l'interpretazione della giovane Eva Allan. Una prova empatica, soffertissima. Anche se abbiamo il paradosso di trovare ancora più sofferto il ruolo dello scienziato, probabilmente prima vittima di tutto questo.
E' lui alla fine ad essere stato la prima cavia, lui stesso a subire trattamenti ed esperimenti (gli innesti, le pillole).
Insomma, ci troviamo davanti due personaggi vittime di una mente malata che ha giocato a fare il Dio (ah, il film richiama molto anche Ex Machina).
Tecnologia e spiritualità in un film lento, ipnotico, dalla difficilissima fruizione e comprensione.
Una visione che potrebbe allontanare o bloccare durante molte persone.
Io ne sono rimasto tremendamente affascinato, rapito, specie nella seconda parte (la prima, infatti, alla fine risulta troppo statica e ripetitiva).
E' fortissima la tematica del controllo mentale (e, in questo senso, Elena è sia vittima che "portatrice") in un film in cui tutti sembrano persone prive di volontà, solo semplici burattini manovrati da altri.
Come del resto lo sono le "guardie", figure esteticamente notevoli dal ruolo però quasi indefinito.
Ma ecco che il regista Panos Cosmatos tira fuori quello che, in qualche modo, durante la visione, avevo sempre sperato.
Ovvero uscire da quell'immaginario, uscire da quel mondo, uscire da quella base, uscire da quella estetica e portarci fuori, fuori da tutto, sia esteticamente che spazialmente.
Ed ecco così che nel finale Beyond si trasforma e diventa un film "quasi" normale, una specie di slasher anni 80.
Il passaggio da un film all'altro è spettacolare, virtuoso, tutto fatto attraverso quella scena dalla prospettiva impossibile di lei sul condotto di areazione. 
Non si respira più nel finale, dove prima l'apnea a cui ci aveva portato il film era più implosiva adesso esplode in un quarto d'ora molto vicino all'horror.
La cavia zombie, l'incredibile volto bambino della guardia, gli omicidi dei cialtroni nel bosco.

Immagine correlata

E il nostro scienziato che, tolti gli "innesti", diventa qualcun altro (non a caso dialoga con il vecchio "sè" in macchina).
C'è una scoperta del mondo simile a quella di Room, c'è un piccolo accenno di sorriso, c'è una ragazza che sta uscendo dal controllo, sta assaporando la vita.
Che non è più una televisione dal segnale disturbato.
Ma erba e fango sotto i piedi.

8,5


29 commenti:

  1. Grande rece Giusé! Hai detto tutto. Sinceramente non pensavo ti potesse piacere così tanto, son contentissimo. Trovo bellissimo il modo in cui lo hai accostato al film di Ti West, o a quello di Abrahamson.
    Comunque sì, visione tostissima ma che ripaga alla grande!

    Ps Ho visto che alla fine hai visto Jackie...hai visto sì quell'alieno della Portman?? Pazzesca *_*

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    1. Grazie a te! è merito tuo se l'ho visto ;)

      Non è un alieno, è una Dea

      ancora sopra gli alieni

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  2. Cavolo, ricorda per certi versi amer, si rifà alla fantascienza "vecchia",mymovies mi dice che è un horror,adoro queste esperienze visive.........
    ,non ho letto quasi niente della rece ma mi sa tanto che mi piacerà.

    Ovviamente mi tocca recuperarlo subbato non è uscito in italia ve?

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    1. Crdo ti piacerà ;)

      sì sì, questo non lo doppieranno mai

      lo sto dando io su fb, già in 30 e l'hanno chiesto

      contattami su facebook o per mail, con we transfer in 5 minuti è tuo

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    2. trovato e scaricato appena posso me lo vedo....

      p.s. ho rimediato pure the house of the devil
      idem come sopra

      eddaje!

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  3. Gran gran film. Comunque è antecedente ad Ex Machina.

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    1. Sei uno(a) dei 24 a cui l'ho dato su fb oppure hai fatto tutto da solo?

      sì sì, quando io faccio riferimenti non li faccio per dire "ha preso da qui" ma per segnalare film che trattano tematiche simili.

      molto bene

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    2. No lo vidi l'anno scorso, ho scoperto il blog da molto poco. Complimenti comunque, belle recensioni per film molto interessanti.
      Ps. il film mi è piaciuto parecchio anche se l'ho trovato un po' "paraculo", nel senso, il regista ha mescolato (benissimo) suoni, fotografia e situazioni di un certo tipo, che uno "come me" non può far altro che apprezzare alla follia. Colonna sonora alla Carpenter, fotografia alla 2001, uccisioni alla Scanners e alla Blade runner ecc per intenderci. Comunque, a parte questa piccola considerazione personale, filmazzo da vedere e rivedere con gaudio.

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    3. Ah, molto bene ;)

      perchè una settimana fa l'ho dato tramite fb a tanti e allora mi è venuto il dubbio

      ti ringrazio molto

      sì sì, verissimo, mescola tantissime suggestioni

      ma rimane comunque un prodotto un sacco originale, magari non nei vari aspetti ma di sicuro nell'insieme

      ce ne fossero di sperimentalismi così...

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    4. Sì certo, non volevo intendere che ha scopiazzato roba qui e lì, solo che con richiami di questo tipo "non puoi sbagliare", questo volevo dire con film paraculo.
      Ha fatto na roba esagerata senza dubbio, alcune trovate sono fuori do tesfa e da quando lo vidi è uno dei film che più di frequente mi ritorna alla mente, per un motivo o per un altro.
      Tra l'altro, non vorrei sbagliarmi, ma mi sembra sia il suo primo film, quindi a maggior ragione gran bomba.
      Per interscambi eventuali su fb trovo la pagina del blog?
      Ps. "you fucked her?"

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    5. Dovrebbe essere opera prima ed unica ;)

      il padre dice era un regista abbastanza cult, dovrebbe aver fatto Rambo 2 (ma non controllo)

      sì sì, a destra in alto ci sono tutti i link fb, sia privati che di pagina

      quello secondo me non aveva trombato mai in vita sua, figurati una mezza aliena

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    6. Hahahahhahaha vero. Comunque da quando scoppia l'horror ricordo che iniziarono anche le grasse risate, come se in alcuni punti il regista prendesse volutamente per culo. Tipo la scena del prigioniero che slinguazza il vetro per non so quanto tempo o appunto il "you fucked her?", che ho trovato geniale.

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    7. sì ;)

      ma proprio perchè diventa in tutto e per tutto uno slasher anni 80 che ci sono anche ste componenti un pò ridicole ;)

      ijn quegli anni abbondavano sti personaggi e ste situazioni tragicomiche

      devo però dire la verità che quella insistenza di lui nel dire al grassottello che l'aveva trombata l'ho trovato abbastanza inquietante

      ma capisco il lato divertente

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  4. Finito di vedere ieri sera. Ne sono rimasto soddisfatto in parte, ma mi ha lasciato l'amaro in bocca. Come al solito Caden ti ringrazio per avermelo fatto scoprire.

    Se per quanto riguarda le inquadrature, le immagini, i trip visivi e l'idea di base mi abbia lasciato senza parole, non si può certo dire lo stesso per la trama. Ma andiamo per ordine: già dai primi fotogrammi sapevo già che mi sarei trovato di fronte a qualcosa che probabilmente non avrei compreso appieno. Il filmato iniziale getta le basi per quella che dovrebbe essere la trama. Il film si sposta in questo centro in cui ci sono dei pazienti (la stessa Elena ha un numero che sorpassa il migliaio, tuttavia si vedrà solo lei come unico paziente per tutta la durata della pellicola) che vengono monitorati e sottoposti a visite quotidianamente. L'ambiente è tutto geometricamente perfetto, asettico, gli spazi sono ampi ma al contempo claustrofobici. I dialoghi tra i personaggi sono spogli (spesso si tratta di monologhi con frasi sconnesse o di natura filosofica non troppo comprensibile) ma tengono comunque attento lo spettatore. Ci troviamo poi di fronte al flashback: pochi cazzi, è visivamente perfetto. Ed è da li in poi che il film cade. Se nella prima metà tutto il susseguirsi delle vicende era incredibilmente lento, dopo il ricordo del dottore accadono tanti, troppi avvenimenti, alcuni troppo frettolosi. Il comparto sonoro crea un'ottima suspense ed è ben contestualizzato il più delle volte, peccato solo che in alcune parti il cambiamento di scena sia talmente veloce da troncare completamente la scena precedente (audio compreso). Sul finale non c'è molto da dire, era prevedibile, ma rimane comunque coerente col resto della "trama".

    In conclusione, "Beyond the Black Rainbow", è per me un film che vince ma non convince. Troppi gli interrogativi lasciati in sospeso, con un cast ridotto così all'osso potevano sprecarsi di più. La diluizione dei fatti nell'ora e 50 di tempo è stata fatta male, si poteva gestire meglio il tempo riducendo la prima ora e dando più spazio agli atti finali. Ma questo genere è fatto così: film del genere o li ami o li odi. Voto: 5,5 (sul mio IMDb ho dato 6).

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    1. Arrivo Ruggè eh...
      I commenti più lunghi e interessanti rispondo sempre con calma

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    2. Intanto grazie a te ;)

      1 allora. Sì, alla fine è una questione di priorità Ruggero. Alcuni tipi di cinema considerano la forma quasi pari al contenuto. In film come questi ricerca intrecci perfetti, ahimè, è inutile, la prima istanza è l'estetica, l'atmosfera. E' anche vero che non siamo in presenza di un film antinarrativo o contemplativo però, quindi, visto che una trama c'è, è vero che curarla meglio possibile era importante

      2 sì, anche io non ho capito sta cosa di lei come unica paziente. Dal prologo mi aspettavo centinaia e cenianaia di pazienti. E non si capisce se lei è tipo la prima, la cavia, oppure l'ultima rimasta di una selezione. Anche le guardie chi siano non si capisce

      3 molto bella la considerazione sugli ambienti spogli, grandi, asettici ma comunque claustrofobici

      4 quindi te dici che ad un certo punto c'è un cambio di ritmo che crea parecchi pasticci? molto interessante. Probabilmente hai ragione, dovrie rivederlo, ma questo è uno di quei film che, rapendomi, mi fanno far meno caso a degli aspetti più freddi.

      vince ma non convince è perfetto ;)

      sì sì, quello che ti dicevo all'inizio, per questo tipo di film difficile avere capra e cavoli.
      Te, giustamente, hai analizzato bene e cercato anche i cavoli. Ma erano marciti un pò ;)

      ciao!

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  5. visto ieri notte,piaciuto molto

    magari non al livello di lacrime di sangue(8.5)o amer(8) ma comunque un 7.5,poi qui se pur ridotta al minimo,c'è anche una trama piuttosto comprensibile

    Rimasto affascinato praticamente da tutto il comparto tecnico(dici benissimo esperienza sensoriale) stupenda la scena del flashback.

    Avrei preferito qualche scena piu splatterosa,ma son gusti\ dettagli.
    Unica nota stonata la fine del protagonista(interpretazione super)non tanto per il mancato"duello con la ragazza (bona)ma per la sua morte da coglione(invischiato coi piedi nella fanga inciampa ,cade e sbatte la testa)

    2 cose.
    nei titoli di coda la madre della ragazza risulta essere la figlia di Arborio(potrei aver preso un abbaglio data l,ora tarda ma mi pare di aver letto proprio cosi)


    Quando Elena scappa attraverso il pozzo ,la profondità di questo,ci fa intuire che ci siano altre stanze con relativi pazienti e non solo lei e lingualunga.


    Su filmscoop nei commenti,parlavano di film in qualche modo simili,se hai voglia dagli una letta magari trovi altri titoli interessanti. conosci Philippe Grandieux?(io no ed è pure francese......)


    ah,dimenticavo bella rece ,senza la quale non l' avrei mai visto;)

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    1. Eh, lacrime di sangue spero arrivi presto...

      verissima la delusione per la risoluzione finale, un pò banalotta quella caduta e quella morte

      Ma sta cosa sarebbe un dettaglio importantissimo, i farebbe capire che lo stesso Arborio aveva usato la propria figlia come cavia. Credo sia impossibile da capire durante il film

      E verissimo anche delle altre stanze ma è davvero strano che il regista non ci dia altre indicazioni in tal senso e, anzi, in quasi tutti i dialoghi ci lasci intendere quanto sia importante e unica lei

      Guarda, Grandieux mai visto ma è uno di quei registi che i miei amici cinefili colti mi dicono da anni e anni ;)

      grazie!

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    2. be, ho ricontrollato,nei titoli compare tale Anna Arborio,andando per esclusione(gli altri personaggi femminili sono Margo e l'altra é Rosemary)o è la figlia o una sua parente....

      Ecco spiegato perchè prima di morire Arborio parla di le i come "La mia Elena" ed Elena nel momento della sua morte(de Arborio) ha quella specie di sussulto dal suo stato semi-catatonico.Segno di un legame fra i due.


      Forse si concentra su di lei dato che (forse)è l'esperimento definitivo\riuscito meglio.


      Qualche indizio sulla telefonata misteriosa che riceve il dottore a casa sua?. Ce ne sono di cose "oscure"nel film sulle quali è giusto non soffermarsi,però questa mi incuriosisce parecchio...



      su lacrime di sangue .aspetto ,son proprio curioso de vedè che riesci a scrive.......


      Bene su Grandieux, mi sa che inizierò una ricerca...


      Non c'è di che!!

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    3. Molto molto interessante la cosa della Arborio...
      Ah, ma che ci sia un legame tra i due è indubbio.
      Anzi, a ma è parso che quando ad Arborio viene iniettata quella cosa loro vanno proprio in simbiosi, in telepatia, e lei vede le cose che vede lui (c'è proprio lo split screen mi pare).
      Però pensavo facesse semplicemente parte dell'esperimento

      sai che non mi ricordo la telefonata adesso?
      Ma sì, punti oscuri tantissimi

      eheh, dopo Amer ho una attrazione/paura per l'altro loro film, bene o male so che posso aspettarmi ma non so fino a che punto

      magari ci finisco anche io su Grandieux ;)

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  6. Visto...che dire, resto in bilico tra la stroncatura e l'osannarlo, un insieme di stili, di generi, citazionista ma anche puro esercizio stilistico (notevole ), colonna sonora eccezionale o forse sarebbe meglio definirla accompagnamento sonoro. Vero il film è destabilizzante, a volte confuso ma affascinante nello stesso momento, difficile terminare anticipatamente la visione, psichedelica e lisergica, um trip lungo un' ora e mezza che ha il suo punto più basso nel finale, che risulta quasi ridicolo. Forse mi ripeto ma non riesco a valutarlo adesso e forse non riuscirò mai. Grazie per la proposta, una pellicola che sicuramente fa discutere

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    1. Sì, molto interessante la definizione di accompagnamento sonoro al posto di colonna. Tecnicamente credo la colonna sonora sia tutto, anche suoni e altro, ma così sicuramente ci spieghiamo meglio, di solito parlare di colonna sonora uno pensa per forza ai brani

      credo sia uno di quei film che compiono il miracolo di non farti staccare da essi mai, anche quando non ti convincono

      sul finale sì, come ti avevo detto di là ci sono un paio di aspetti ridicoli anche per me. Ache se la fuga da quell'immaginario estetico e da quel luogo ipnotico per piombare nel "nostro" mondo e nello slasher secondo me era geniale

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  7. visto! molto interessante..bellissima la seconda parte, i "videotrip", lei quando esce e tocca il fango coi piedi...ahhh

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    1. non avrei creduto potesse piacerti ;)

      molto bene

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    2. Sì piaciuto ma non 'al massimo'. E come film secondo me non è un capolavoro, anche nel suo genere

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    3. Sì sì, avevo capito bene, ti è "solo" piaciuto

      ma pensavo manco quello ;)

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao