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6.2.17

Recensione "Regression"




Anche noi, 20 anni prima di Dolan, abbiamo avuto il nostro enfant prodige.
Si chiamava Amenabar e a soli 32 anni aveva già girato almeno 3 grandi film (anche The Others, per capirsi).
Poi, dopo Mare Dentro, è praticamente scomparso.
E certo questo Regression non lo aiuterà molto a tornar fuori.
Thriller evitabile, un pò troppo patinato e poco coinvolgente ma che ha un grande merito, quello di raccontare, specie nell'ottimo finale, di un argomento pochissimo battuto al cinema.
La psicosi, l'isteria collettiva visti da un lato molto interessante.
Peccato, perchè alla luce del finale avevamo tra le mani un gran bel soggetto.

spoiler dopo ultima immagine

L'abbiamo avuto anche noi il nostro Dolan eh?
Certo meno bello, meno affascinante, probabilmente meno talentuoso.
E anche più "vecchio".
Si chiama(va) Alejandro Amenabar, spagnolo.
In quell'epoca a cavallo tra la fine anni 90 e i primi anni 2000 ritrovarsi un autore che dai 20 ai 30 anni sapeva tirar fuori certi film fu davvero una cosa nuova, sorprendente.
L'opera prima a 24 anni, Tesis, fu interessantissima (e ancora ricordo il mio urlo quando trovai il dvd in una bancarella di Firenze. Il film era introvabile e il commercio online, ovviamente, doveva ancora arrivare).
Poi l'anno successivo arriva Apri gli occhi, talmente nuovo e pazzesco come soggetto che gli americani non poterono resistere a farne il remake, Vanilla Sky.
E poi, a 29 anni, proprio negli Stati Uniti, arrivò The Others...
E come dimenticarsi Mare Dentro, anche solo per identificarlo come il film che, finalmente, lanciò nel grande cinema quel fenomeno di Bardem (c'era anche Belen Rueda...).
Amenabar a soli 32 anni aveva il mondo in mano.
Quello che gli è successo poi non lo so.

Sta di fatto che negli ultimi 13 anni ha girato due soli film, Agorà (che mi dicono buono) e questo thriller Regression che, scusate la battuta, è una tremenda regressione nel cinema del (fu?) grande regista spagnolo.
Ambientato nel 1990 (e, attenzione, gli anni sono molto importanti) Regression racconta la storia di un detective finito in una torbida storia di abusi sessuali, sette sataniche ed omertà.
Una di quelle pellicole che, in teoria, amo molto, quella delle comunità laterali, delle storie squallide e dure, psicologicamente forti.
Eppure il difetto di questo film sta in una confezione troppo patinata, cinematografica, che non restituisce affatto lo sporco e il disagio di quello che racconta.
Anche per colpa di una sceneggiatura (almeno nella parte dialogica) tremendamente debole, bisogna dirlo.
Siamo dalle parti di quei film che mettono in contrapposizione Scienza, Fede e Legge (ossia senso pratico). Il che è sempre molto interessante sì, ma non se lo fai in modo così grossolano e manicheo.
I dialoghi tra il detective Kenner (un Hawke che fa sempre il suo) e lo psicologo Raines arrivano davvero a derive talmente scontate da non crederci.
E così avviene anche con il (per me pessimo) reverendo.
Un gioco di ruoli, insomma, davvero mal scritto.
Come se non bastasse abbiamo una storia che prende poco, abbastanza ripetitiva (un sogno sì, due sì, ma 3 o 4 no...), quasi mai inquietante e davvero banalotta.

Risultati immagini per regression film

La chiave "nuova" per raccontare cose già viste e riviste è allora quella che dà il titolo al film, ovvero l'uso dell'ipnosi regressiva (che usava anche mio nonno ricordo). E anche qua il film, però, non decolla e, anzi, questa cosa della regressione rimane limitata solo alla sua prima parte, senza avere più nessuno sbocco.
Però oltre a qualche buona scena (il primo montaggio parallelo tra lui nel fienile e l'immaginazione che si fa ascoltando i nastri, il suo primo sogno o qualche altra cosa qua e là) ad un certo punto il film inizia a mettere dentro una cosa interessante che poi, nel finale, diventerà addirittura molto interessante.
Ad un certo punto sembra di trovarsi nello splendido Il Seme della Follia, con tutta quella gente suggestionata da un libro.
Sempre più riti demoniaci, sempre più sette, sempre più gente che inizia ad avere incubi o si sente osservata (buone le scene dove Hawke percepisce questo).
Ma comunque, lo ammetto, qualsiasi scenario mi ero fatto per un eventuale finale era peggiore di quello poi scelto da Amenabar.
Che qui sì, in questo scelta di soggetto, dimostra un pò della vecchia grandezza.
Ed ecco che Regression, con quel twist finale, diventa un qualcosa che ci si mangia le mani sia stato gestito così in precedenza.

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La psicosi collettiva e le suggestioni non derivavano da dei fatti concreti che avevano impaurito tutti ma, al contrario, avevano portato a "creare" questi fatti concreti.
Nel senso che in quella cittadina non era mai successo nulla.
C'era soltanto la storia di una ragazzina (ah già, giusto, c'è anche Emma Watson, non l'avevo ancora nominata) che, creduta vera, aveva portato ad un clima talmente teso e suggestivo da "caccia alle streghe".
Ricorda la vicenda di quell'asilo sul romano dove, a causa della denuncia di una famiglia, tutti iniziarono a pensare che anche i loro figli avessero potuto esser stati abusati (una vicenda vergognosa).
Ed è davvero ottimo che in questo clima per cui, un pò per quel libro uscito, un pò per i racconti della ragazzina, un pò per notizie sporadiche di riti satanici qua e là, ogni personaggio del film, in qualche modo, si ritrova a "vivere" questa storia in modo diverso.
Lo stesso Hawke resterà tremendamente turbato da questo clima e più volte sognerà uomini incappucciati e truccati che lo vengono a prendere. E a capo di questi chi c'è? semplicemente la veccnina il cui volto campeggia nelle pubblicità della città.
Ovvero la nostra testa plagiata prende elementi da tutto quello che ci sta intorno e si crea scenari suoi.
E l'altra cosa molto interessante è che in questo clima di plagio psicologico persone più deboli, come il padre di Angela, si ritrovano a vivere in un eterno senso di colpa, convinte di aver fatto qualcosa di tremendamente sbagliato.
Insomma, Regression è un innocuo thriller che nel finale diventa un grande soggetto sul plagio e sulla psicosi collettiva.
Almeno in questo mi sei sembrato quello di un tempo mio caro Alejandro

6.5

8 commenti:

  1. Ce l'ho in pole position... non leggo la tua rece per ora.. ma sono curioso. Molto. ;)

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    1. eh, ma parecchie volte chi parte in pole position poi finisce dietro ;)

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  2. Pellicola che vidi l'estate scorsa e che reputai vedibile ma nulla più, però dopo questa tua bella recensione, scritta come sempre molto bene e coinvolgente, mi è presa voglia di rivedere il film, questo vorrà pur dire qualcosa ;)

    Di Amenabar non ho visto tutti i suoi lavori, ho visto solo The Others e di questo io sono sempre stato uno che non ha mai fatto gridato al capolavoro andando controcorrente alla maggioranza della gente, mentre Mare Dentro quello si che è un grande film. Poi non ho visto altro, mi manca Tesis (interessante l'aneddoto del dvd al mercatino a Firenze! Dove? :D) e Apri Gli Occhi, Agorà invece lo saltai volutamente perche me ne parlarono male.

    Su questo Regression sono sostanzialmente d'accordo con te con l'analisi, io gli detti 6, purtroppo nel complesso è passabile ma il nome del regista forse ci crea aspettative anche troppo elevate per l'opera che vuole essere, che ha una sua dignità e che rimane vedibile, ovviamente lontana anni luce dai suoi migliori lavori.

    Ma la vera domanda da farsi per me è: ma come può essere che un talento della sua portata sia sparito così nel nulla? Ecco mi piacerebbe sapere le dinamiche del perche, forse poca fiducia delle major per un autore che non ha avuto quel successo al botteghino che si aspettavano? Oppure lui non ha avuto più l'ispirazione e più nulla da dire nel cinema? Bho, qualunque sia la verità pare che la verve iniziale l'abbia persa, un peccato enorme.

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    1. Pensa che Mare Dentro è stasera in tv ;)

      Ripensandoci meglio non era una bancarella, ma un'edicola

      era vicinissima a quella famosa gelateria del centro, mi pare vicino la stazione, quella che te spenna a prezzi ;)

      credo ti piacerebbero entrambi i primi 2 ;)

      Regression più ci penso più aveva un gran soggetto, quasi nuovo. Un film horror/thriller che in realtà parlava di nulla, solo di psicosi che genera "mostri"

      però di difetti ne ha troppi...

      guarda, mi sono fatto tutte le tue domande e dato tutte le tue risposte

      è veramnente incredibile, bisogna informarsi e sapere ;)

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    2. Coincidenza ai limiti del preoccupante! :D

      Ah si forse ho capito, bhe in centro a Firenze anche l'aria che respiri tra poco costa di più :D

      Si credo anch'io che mi piacerebbero ;)

      Si forse questo è il caso in cui i difetti sono troppi rispetto ai pregi, però ribadisco, nonostante questo mi è tornata voglia di rivederlo :P

      Si sarebbe interessante, un talento cristallino sfumato così fa rabbia!

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    3. facevano dei coni enormi ricordo, solo questo ;)

      ed era "famosa"

      quando vidi quel dvd nell'edicola non potevo crederci, era il mio periodo amenabariano perfetto ;)

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  3. A giorni ci sarà la mia recensione, intanto quello che posso dire è che mi è piaciuto, ma non tantissimo perché nonostante il buono soggetto qualcosa non ha funzionato ;)

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