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28.6.20

Recensione: "Antrum"


Nel 1979 venne realizzato un film maledetto.
Fu proiettato una sola volta, a Budapest, e morirono 56 persone nel rogo che si scatenò nel cinema.
Nessun altro volle proiettarlo e a molti che si rifiutarono di farlo successero cose orrende.
Adesso quel film è stato ritrovato e ce lo fanno vedere.
Racconta di due fratelli a cui è morto un cane.
Decidono allora di andare in un bosco dove si dice ci sia la porta dell'Inferno.
Cominciano a scavare una buca, per andare sempre più giù.
Avrete il coraggio di vedere Antrum?
Io ce l'ho avuto, da solo, di notte.
Sono ancora vivo, per adesso.
Vedetelo anche voi, senza leggere prima niente, entrando puri e ignari dentro questo film e nella leggenda che lo circonda.

(su Prime)


Vi ricordate il film maledetto che viene citato nel meraviglioso Cigarette Burns di Carpenter?
Ecco, ne esiste uno davvero, si chiama Antrum.
Fu realizzato alla fine degli anni 70 in Est Europa.
Si dice che ebbe una sola proiezione, in un cinema di Budapest.
Beh, quel giorno ci fu un incendio e morirono 56 persone.
Il film fu proposto poi a molti festival internazionali ma tutti lo rifiutarono perchè, dopo averlo visto, preferivano non proiettarlo.
Ad almeno 3 organizzatori di festival che fecero questa scelta nemmeno 24 ore dopo aver visto il film successero cose terribili.
Soltanto uno (Budapest a parte) riuscì a fare una proiezione ma la gente impazzì in sala, letteralmente.
Poi si scoprì che era stata messa della droga nei pop corn.
E questo episodio è simbolo di quello di cui sia l'operazione Antrum che il film dentro al film rappresentano, ma lo diremo poi.
I produttori di questo film, di questo del 2019 dico, ne hanno finalmente trovata una copia e adesso tutto il mondo, a suo rischio e pericolo, può vederlo.
C'è un disclaimer, però, che ci avverte di quello che potrebbe accaderci post visione. Abbiamo un minuto per decidere di andare avanti o no.
Beh, io sono un uomo coraggioso e sono andato avanti.


Che dire, era dai tempi di Blair Witch Project che non vedevo una costruzione di leggenda così ben fatta.
Il film parte e si chiude come documentario, prima raccontandoci tutta la leggenda intorno ad Antrum e poi, nel finale, svelandoci alcuni suoi aspetti più nascosti.
Dico la verità, vederlo senza saper nulla mi ha davvero tenuto sul "ma è tutto vero?".
Quindi con me il film ha "vinto".
Trovandomi da solo, di notte, dopo quell'incipit e quel disclaimer, ammetto di aver provato un pochino di inquietudine, per questo spero che anche la vostra visione sia stata fatta in questa maniera, senza saper nulla prima.

22.6.20

Recensione: "Mad Max Fury Road" e "Here comes the devil" - La Doppietta di Vieri - 3 -

Finalmente è tornato il mio amico Vieri e abbiamo potuto fare la terza puntata di una delle rubriche più amate, ovvero quella de La Doppietta di Vieri, la serata tra amici dove esiste un solo obiettivo, vedè due film, uno più bello possibile e uno più brutto possibile.
Ecco, all'incirca anche stavolta ci siamo riusciti anche se quello brutto, secondo me girato da un maniaco sessuale, non è un Abominio come speravo (ma comunque divertentissimo da scrivere).
Però, insomma, alla fine so riuscito a vedè Mad Max Fury Road, questo è importante


Finalmente l'ho visto.
Anni e anni a rimandarlo e a sentire amici e lettori con "devi vederlo!" ma niente, non riuscivo mai.
La verità?
Bello, forse bellissimo ma non fa per me (anche se lo sapevo).
Insomma, tanto tuonò che piovve, ma non diluviò.Fare una recensione dettagliata non ha alcun senso perchè sono talmente analfabeta di questo mondo da poter dire pochissimo di interessante.
Il paragone più azzeccato che potrei fare parlando di Fury Road è quello con The Raid.
Perchè entrambi sono film così lontani dai miei gusti e dalle mie corde che, veramente, solo la curiosità poteva farmeli vedere.
Ma entrambi sono così ben fatti che trascendono i generi di appartenenza per finire nell'Olimpo del Cinema Spettacolo, quello in cui te ne freghi di cosa ti piace o no e ti strabuzzi gli occhi.
The Raid, però, mi piacque ancora di più. Tra l'altro il secondo capitolo aveva una sceneggiatura molto complessa e piena di cose mentre Fury Road ha proprio questo problema, non è praticamente scritto.
E' infatti un magnifico Luna Park che racconta di macchine che arrivano dal punto A al punto Z e poi fanno percorso contrario.
In realtà di elementi di sceneggiatura buoni, se non ottimi, ce ne sono tanti, come i personaggi e alcune suggestioni.
Il problema è che per uno che non ha visto nessun capitolo di Mad Max come me e che non sa nulla del fumetto da cui questo capitolo è tratto (mi pare no?) quelle suggestioni rimangono tali, non hanno spiegazioni.
Ad esempio quei Figli della Guerra chi sono? perchè sembrano tutti malaticci? Che differenza c'è tra loro e "il popolo normale" ? (dico a parte esteticamente)
E Furiosa chi è?
E la storia delle Mogli? perchè un singolo figlio deve essere così importante quando il tiranno può farne quanti ne vuole?
E' ovvio che tutte queste mie domande avranno risposte molto chiare e facili ma capite che chi, come me, vede solo Fury Road ha pochissime armi per comprendere lo scenario.


Mi hanno detto che il 90% delle scene che vediamo siano veri e propri effetti speciali, non visivi. Vi giuro avrei detto il contrario.
Sono arciconvinto che quella percentuale sia enormemente gonfiata perchè ci sono decine e decine di scene che possono essere solo frutto di effetti visivi, non c'è nemmeno da discutere, ma che comunque un film così spettacolare sia stato fatto alla vecchia maniera è straordinario.
Inutile dire che la vera forza di Mad Max Fury Road sono le meravigliose scenografie, le incredibili macchine, i costumi, le caratterizzazioni dei personaggi, l'ambientazione.
Sembra un mondo "vecchio" e invece è il futuro (bellissimo il discorso sul satellite che vedono in cielo, e quel "Un tempo gli uomini amavano gli show", ancora più bello se si pensa che il film stesso quello è, uno show).
Ogni tanto mi è venuto in mente come questo film sia una specie di The Road che sostituisce l'arancione al grigio, le macchine ai piedi ma che racconti comunque di un mondo finito in cui chiunque è rimasto si affida alla violenza.
Ad un certo punto ci sono addirittura due frasi identiche a The Road, ovvero "sperare è sbagliato" e "quello che si è rotto non si può aggiustare".
In realtà a differenza del film di Hillcoat (o del libro, l'ho recensito QUI) in Fury Road è ancora lecito sperare, anzi, tutta la seconda parte del film è mosso da questo ultimo disperato tentativo di speranza di un mondo nuovo.
Per il resto la cosa che davvero ho meno sopportato è l'assoluta inverosimiglianza. Non mi riferisco al contesto in sè, eh, magnifico, e sticazzi se inverosimile. Ma vedere un film dove alcuni personaggi dovevano essere morti non una, non due, ma almeno 4-5 volte e invece non HANNO MAI UN GRAFFIO mi ha dato molto fastidio. Ok che è cinema spettacolo, ok che è tutto talmente tanto bello da vedere che sticazzi se uno sopravvive a 10 incidenti stradali a 100 all'ora, ok tutto, ma capite che togliere verosimiglianza a questo aspetto toglie anche empatia con i personaggi, toglie drammaticità.
Per non parlare poi del discorso delle "distanze", davvero disastroso in almeno 3 scene tanto che a volte gente a piedi distanzia macchine lanciate a 100 km orari oppure convogli che si vedono all'orizzonte restano là per un quarto d'ora.
Ecco, io che non sopporto il mondo supereroistivo o troppo fumettoso mi muovo male in queste assurdità.
Ma per il resto che vuoi dire?
Ritmo incredibile, personaggi che ti restano a vita (Immortan Joe, lo strepitoso, arbitrario e assurdo musicista Coma, il figlio nano tetraplegico), due personaggi principali riuscitissimi (interpretati poi da due attori favolosi), le bellissime mogli, tutte le varie bande di nemici, gli straordinari outfit di tutti, l'ambientazione desertica, il realismo di alcune battaglie in velocità (altre meno...), una storia quasi inesistente ma che nella sua essiccata simbologia (e di simbologie, analizzando, ce ne sarebbero tante...) funziona, la "finta" ma bellissima fotografia notturna, I Figli della Guerra e il loro "ammira!" quando fanno i martiri e tante tante scene veramente bellissime (non i terribili flashback di Max però...).
Un cartone animato, un esempio di cinema spettacolo che però, non dimentichiamolo, ha dentro tantissimo amore per il cinema, uno sforzo gigantesco che ha veramente dell'inumano per realizzazione.
Non parlo di Furiosa, di Max e di tante altre cose perchè sono l'ultimo arrivato e qualsiasi cosa possa dire sarebbe tremendamente incompleta rispetto a chi conosce questo universo.
E anche perchè devo recensire un altro film, abbiate pazienza.

Alla fine il Bene vince e c'è questo finale che puzza tanto di ennesimo sequel.
Lo rivedrei?
Non credo.
Vedrei il seguito?
Di corsa.
Mi è venuta voglia di vedere i primi 3?
Direi di sì.

Per il resto non posso idolatrarlo come tanti di voi ma non fatemene una colpa

7.5



Io il regista non lo conosco eh, e mi scuso in anticipo con la sua persona ma, ecco, secondo me è un mezzo pervertito.
Un film che inizia con un sesso lesbico senza che ci sia alcun perchè, che prosegue con una scena di masturbazione vaginale mentre i figli della coppia se ve vanno via da soli (insomma, una specie de Antichrist), che ha dei dialoghi di un porco che io mai sentito fuori dal porno, che vede un altro coito pochi minuti dopo, che ha una grotta a forma de vagina, che racconta de uno che ruba mutandine sporche de mestruo delle bambine, che addirittura fa intendere del sesso fraterno tra una ragazzina di 14 anni e il fratellino di 12, che ha un demone maiale che prima prova a stuprà la baby sitter e poi la mamma, e chi più ne ha più ne metta, insomma, un film completamente basato sul sesso ma che lascia sensazioni brutte addosso, come quella, per l'appunto, che il regista sia un maialone che ama perversioni strane.
Here comes the devil (e quel comes - "viene" - a sto punto ci sta benissimo) è chiaramente il tentativo di fare un horror morboso, perverso, un misto di Trier e Polanski che però invece che darci un disturbo d'autore, un malessere reale, ci fa più che altro incazzare.
Il film è brutto, ma non brutto quanto speravo.
Perchè alla fine la storia è anche abbastanza interessante e comunque quel suo lato malato che non ho sopportato un pochino riesce a colpire, insomma, non ne fa un horror banalotto e all'acqua di rose.
I problemi però sono evidenti.


La cosa più insopportabile, roba da petizione per levaglie la macchina da presa dalle mani, è l'uso terribile dello zoom (credo 27 volte), usato "a schiaffo" senza alcun motivo e ripetutamente.
Gli attori sono al minimo sindacale, è evidente come il regista se ne è fregato dell'argomento privilegiando il lato estetico delle ragazze a tutto.
Ma sono i comportamenti dei personaggi e i grandi buchi di sceneggiatura i problemi principali.
All'inizio avviene poi un fatto incredibile.
Mentre i genitori scopano, dicendosi frasi irripetibili, i due figli vanno a vedere da soli un complesso di grotte. Quando il padre e la madre finiscono di copulare i figli si son persi.
E che succede? il babbo se limita a chiamalli un pò, poi contatta la polizia e decidono di fare le ricerche AL MATTINO DOPO.
Cioè, questi hanno perso i figli a 29 metri da loro, probabilmente sono in grandissimo pericolo de vita e che fanno? vanno in albergo per cercalli il giorno dopo.
Forse perchè quelle colline hanno gli occhi sono malefiche, terre di demoni che scopano e prendono corpi, quindi è meglio la mattina.
Dio caro.
Poi i figli vengono ritrovati e parte una trama di presunto abuso avuto nelle grotte (buona trovata) che si affianca ad una più trascendentale.
Anche se la dottoressa che dice "tutto bene signora tranne il fatto che sua figlia non ha l'imene, ma stia tranquilla" è pazzesco.
Ma le cose assurde continuano. Intanto che cazzo è successo a quei due bambini tutta la notte non se sa, nessuno si preoccupa di chiedeglielo, manco quando sulla schiena del figlio la mamma trova delle specie de torture medievali.
Poi la coppia fa 1 + 1 e decide de andà a vendicasse del maniaco delle mutandine.
Ora, capisco la scelta eh, ma che una coppia NORMALE va in casa de uno, glie dice "E' arrivato il diavolo" (pe riprende il titolo) e poi lo uccide e massacra, no, NO.
E per confermare la perversione del regista poi questi tornano a casa lordi de sangue e aricopulano sotto la doccia, tutti rossi.
Ma mica finisce qua. La mamma scopre che i figli non vanno a scuola e allora li segue de mattina.
Bravissima, ci sta.
Solo che è incredibile che li segue fino alla grotta e poi che fa? se ne va, mica sta lì con loro a vedè che fanno, mica li ferma, mica gli chiede che ci fanno lì. No, torna a casa come niente fosse e poi gli chiede dove fossero.
Ma aspettate che manca il meglio.
La mamma ad un certo punto vede il figlio che LEVITA, LEVITA e si limita a dire al marito "secondo me i nostri figli non stanno bene".
A quel punto era bello se il figlio le diceva

"guarda, LEVITO MADRE!"

ma no, non glielo dice

Poi vabbeh, se scopre che c'è un demone de mezzo, che quel luogo è una specie de Picnic ad Hanging Rock, che forse i du figli hanno fatto sesso tra loro, che in realtà erano già morti, che quelli a casa sono demoni al posto loro, poi però lei decide de ammazzalli ma anche qui l'errore è clamoroso visto che vediamo i figli respirare tantissimo a tavola (e non me dite che li aveva solo addormentati perchè allora la sceneggiatura ha ancora meno senso), poi la coppia di genitori va sulle montagne e accade una cosa senza alcuna logica, i demoni si impadroniscono dei loro corpi. Ma attenzione, non i demoni in generale, ma proprio quelli dei due figli visto che sulla scena finale (peccato, la scelta per farcelo capire era straordinaria) da come la macchina si spegne e se move capiamo che è il bimbo a guidare.
Non ha veramente alcun senso, se i due bambini erano morti, se mettiamo caso le anima de li mortacci loro erano tornate nella caverna allora semplicemente i demoni dovevano entrà nel corpo dei genitori ma non come FIGLIO E FIGLIA.
Ma poi voi l'avete capito a che pro sti demoni entrano nei corpi delle persone? pe scopà? boh, non lo so.
Comunque alla fine non è malaccio

5

18.6.20

5 sport completamente assurdi che non avete mai visto


Come molti di voi sapranno sono malato di sport.
Ultimamente, per puro caso, ho cominciato a vedere su You Tube video degli sport più impensabili.
La cosa che mi ha sconcertato non è tanto che esistessero sport così, ma che abbiano dietro federazioni, milioni di appassionati e spettatori.
Iniziamo a vederne qualcuno.
Ah, ci sono sport anche molto più assurdi (che, so, la lotta delle dita dei piedi o le corse su cavalli finti) ma sono quasi sempre tradizioni popolari. Io ho scelto sport impensabili ma che sono tutt'altro che folkloristici, anzi, ci girano soldi e federazioni dietro.

MI RACCOMANDO VEDETE I FILMATI PER CAPIRE

MARBLE RACE


Voi non ci crederete ma ci sono i campionati mondiali di corsa di bilie. E nemmeno su spiaggia come facevamo noi ma su decine e decine di percorsi creati artificialmente.
Nel filmato potete vedere percorsi con spirali, altri di "chi arriva più lontano", altri con acqua.
Con vere e proprie squadre di bilie, telecronaca e tutto il resto.
Quando l'ho visto la prima volta pensavo che fosse tutto in formato grandissimo, solo poi ho capito che si tratta invece delle mini bilie che conosciamo.
Fantastico



TEQBALL


Vi piace il ping pong?
Vi piace il calcio?
Vi piace la pallavolo?
Ecco, immaginate di unirli tutti e 3 insieme.
Un tavolo simile al ping pong, solo con forma più curva, i giocatori che devono usare elementi tipici del calcio (piedi, testa, petto) ma che si passano la palla tra loro massimo 3 volte come nella pallavolo.
Ecco che viene fori il Teqball.
Non c'avete capito un cazzo?
Allora vedeteve la finale dei mondiali



SLOT CAR RACING


Vi ricordate i percorsi con le macchinine elettriche che avevamo negli anni 80?
Ecco, c'è uno sport.
Ma la cosa allucinante non è tanto che esista lo sport quanto LA VELOCITA' con cui vanno le macchinine.
Quando aprirete il video penserete a uno scherzo o esservi fatti di qualche acido.
Beh, vedete il percorso qua sopra? lo fanno in 2 secondi?
Non ci credete? guardate il video e attenti all'epilessia



DISC GOLF


Meraviglioso.
Quando ho cominciato a vederlo all'inizio ridevo per la ridicolaggine, poi mi ha incuriosito, poi dopo 5 minuti ero completamente rapito.
Il disc golf ha le regole del golf in tutto e per tutto se non fosse che al posto di mazza e pallina si lancia un disco tipo frisbee e al posto della buca ci sono delle specie di sacchi dell'immondizia con una rete di ferro per fermare il disco.
Luoghi bellissimi, uno sport che è connubio con la natura, traiettorie impossibili, colpi straordinari.
Sta diventando il mio sport.
Ecco a voi una compilation di colpi.



CHESS BOXING


Di solito i pugili vengono visti sempre come omaccioni con la terza elementare, uomini che hanno visto come il prendere a pugni gli altri l'unica strada per uscire da situazioni di arretratezza culturale o ambientale.
E invece no, e invece non solo, sorpresa!, possono esse intelligenti ma c'è uno sport sempre più famoso e praticato che vede i pugili giocare a scacchi tra una ripresa e l'altra.
Si alternano le due discipline e vinci o se fai scacco matto negli scacchi o per KO nella boxe.
Maremma maiala





17.6.20

Recensione: "Dreamland - La terra dei sogni" - Gli Abomini di serie Z - 33 - PARTE 2 (scritta in flusso di coscienza senza punti e senza fermarmi mai)


Niente su, finiamo sta recensione (prima parte nel post di ieri).
Facciamo un recap.
James è un italiano che però ha il nome italo-americano che è andato in America anche se in realtà è sempre in Italia e lavora in una officina, anzi no, è un capo mafia e come sfida agli altri clan ha solo un metodo, criminale, giocare a biliardo, ma di criminale in realtà c'è solo il metodo con cui lui gioca a biliardo, ovvero senza sapè mezza regola, steccando ogni biglia, non facendo una buca, sfottendo gli avversari e perdendo anche quando per handicappaggine altrui avrebbe comunque vinto.

Non ho alcuna voglia di impostare una recensione con un senso a un film che senso non ne ha, ha (cit vasco rossi).
Quindi alla rinfusa, in flusso de coscienza.
Gli attori sono tutti palesemente italiani, parlano italiano senza il minimo accento ma hanno tutti nomi italo-americani, ma non sarebbe solo questo il problema se non che a un certo punto arrivano anche gli "ispanici" che in realtà sono sempre italiani uguali a quell'altri, ma sono ispanici, non so, forse il film è un gioco di ruolo, un esercizio teatrale di qualche corso per non attori, non so, sta di fatto che gli ispanici invece de fa a botte con la banda del nostro ce giocano solo contro a biliardo, ma riguardo il biliardo non ve dico niente de più che basta ieri, poi forse c'è pure un altro gruppo de delinquenti, non se capisce, con a capo uno che nel finale verrà chiamata Fabius, boh, come fosse latino, ma non latino americano eh, ma latino latino, ma forse dicono Fabios, o forse Fabious, non so, sta de fatto che questo recita in una maniera che desidereresti esse Ray Charles per quei 4 minuti in cui fa a botte col nostro protagonista, 3 cazzotti finti, urla belluine, minacce, poi prende una carezza nella pancia e si dichiara sconfitto, ma lo fa sempre urlando e minacciando, pensa te, ah, prima per preparasse alla lotta ce mette du ore a levasse il cinturino dell'orologio, ma mica l'ha levato per sceneggiatura eh, l'ha levato perchè rischià de rovinasse l'orologio per un film de merda come questo anche no, oddio, ho ripensato adesso a quando la ragazza apre una bottiglia, il rumore che ne viene fuori quando svita il tappo è una cosa sublime, forse quel tappo è il miglior attore del film, certo meglio del bambino che parte dalla Sicilia per andare in America, ah, quel bambino è proprio il nostro protagonista da bambino, e insomma quando partì doveva piagne e invece se vede che ride, tra l'altro partono in QUATTRO in un peschereccio per andà in america porcaminonna ma è incredibile che scrivo da due giorni de sto film e non ho nominato LUI, Frank Columbu, un italo-sardo-americano alto un cazzo e un barattolo famoso perchè era un culturista famoso, tutto muscoli anche se alto un cazzo e un barattolo, ecco, nel film è ormai vecchiotto e de lavoro, indovinate, c'ha un negozio de giocattoli de legno miodio, ma che cazzo c'entra, e alla fine su sto negozio ce va a lavorà anche il protagonista che Columbu ha salvato dopo un terribile pestaggio in realtà ridicolo, tra l'altro questo rimane lì in terra esanime fino alla mattina dopo senza che nessuno se lo incula, manco la su ragazza che scompare dal film per 20 minuti per permette al nostro protagonista de bombà la figlia de Columbu, poi un giorno questo rivede la ex e questa glie chiede do cazzo è stato tutto sto tempo malgrado lei porcozio l'aveva lasciato in terra esanime, ma tanto ormai James è un omo novo, è buono, ormai lui ha l'anima del costruttore de giocattoli de legno, basta mafia, basta faide con partite a biliardo e allora prova a convince anche gli altri e, oh, incredibile, vanno tutti a lavorà dal giocattolaio, uno che vende un cavallino de legno ogni mese e ora ha 6 stipendi da pagà, ah, mica me ricordavo che a sto punto avevamo già messo il film a velocità 1.5, poi arriveremo anche a 1.75 e poi il gran finale a velocità doppia, e comunque era interminabile specie nelle sequenze più incredibili, ovvero 10 minuti de James che fa esercizi fisici, 10 minuti de una palestra dove la gente fa finta de allenasse e de menasse e poi il colpo de genio, 10 minuti de un filmato de 30 ANNI FA dove Columbu se allena con Schwartzeneger o come cazzo se chiama, ho scritto come me veniva, e sta cosa è incredibile perchè grazie a sto filmato de 30 anni fa sulla locandina del film appare che Schwartzneger è l'attore principale, come se la mi mamma in mezzo ai filmini de quando va alla festa delle porchetta inserisce filmati de 30 anni fa de De Niro che caca in giardino, ecco, e poi mette De Niro sul cast, poi ad un certo punto venimo a sapè che il negozio dei giocattoli è stato bruciato, ma quando dio bono che non c'è stata mezza scena, poi c'è un incontro de boxe senza alcun motivo che presenta MARCO BALESTRI, poi a un certo punto c'è la scazzottata con Fabius e poi boh, il film aveva bisogno de altri 4 minuti per arrivà a 90 e allora se inventano il compleanno di una comparsa e cantano Happy Birthday, almeno pe na volta na parola inglese la sentimo, poi niente delirio, c'è James vestito da pugile che gira la testa a destra e sinistra e rivedemo in fash back gran parte del film, gran parte dello scempio, poi il film finisce e finisco anche io e ve giuro che non ricontrollo manco mezza riga, ho scritto senza mai staccà le mani dal pc e se la cosa fa schifo meglio, è come il film

16.6.20

Recensione: "Dreamland - La terra dei sogni" - Gli Abomini di serie Z - 33 - PARTE 1, ovvero la partita di Biliardo più insensata, arbitraria, insopportabile e inconcepibile della storia delle partite de biliardo



Finalmente ho visto uno dei film italiani più brutti de sempre.
E sì, dopo averlo visto posso dì che è uno dei film italiani più brutti de sempre.
Me so messo a scrive la recensione ma poi sono finito, giocoforza, a descrive la partita de biliardo che avviene dopo venti minuti.
E sono crollato.
Chissà se la finirò domani sta recensione, non ho veramente più forze mentali.


Finalmente l'ho visto.
Uno degli Abomini più cult dei rabdomanti di abomini è finito finalmente sotto ai miei occhi, dopo anni di attesa.
E sì, l'attesa ne è valsa la pena, Dreamland fa letteralmente schifo, da vomito.
Qui in questo blog di film brutti ne abbiamo visti tanti, forse 6-7 anche peggio de questo, vero, ma pochi raggiungono la completa inutilità, nonsensaggine e sconcerto de Dreamland.
Un film dove vengono girate scene da recita scolastica ma si riesce a sbagliare anche queste, in cui c'è la netta sensazione che sia sempre valso il "bona la prima" tanto è incredibile che vengano lasciati certi errori.
Personaggi che compaiono e scompaiono, lavori che compaiono e scompaiono, inserti di decine di minuti completamente avulsi dal resto.
Ma il capolavoro è che questo film racconta di un italiano in AMERICA ma ogni luogo che vediamo è palesemente italiano, tanto che leggiamo "Forno", "Emporio" e altro ogni 3 secondi.
Ma non finisce qua, TUTTI i personaggi parlano italiano, tutti sono palesemente italiani tanto che sembra che esista qualche luogo degli Stati Uniti in cui nel raggio di 30 km non ci sia nessuno che parli inglese.
Ma non finisce qua, ci sono anche..., ma aspettate, andamo in ordine.

All'inizio pare un remake de Drive, con un belloccio che lavora in officina.
Il problema è che quel belloccio era meglio se faceva come Ryan Gosling, ovvero sta zitto il più possibile.
La recitazione del nostro protagonista è qualcosa di talmente disastroso che non si riesce quasi nemmeno a ridere, per pietas.
Iniziamo a vedere montaggi strani, le scene in officina, poi lui, James, in moto, poi immagini in Sicilia.
Non se capisce realmente na sega, non se sa cosa viene prima e cosa dopo, quando siamo in Italia e quando no, tanto che durante la visione abbiamo ipotizzato ogni possibilità, flash back, flash forward, contemporaneità, ubiquità.
Solo dopo circa 40 minuti de film, quando vediamo pagare in dollari, capiamo ufficialmente che il 95% delle scene erano ambientate in Usa, anche se in confronto a tutte le ambientazioni che vediamo il mi paesino, Paciano, sembra New York.
Quasi all'inizio parte un monologo in voice off che è probabilmente la cosa più terribile e sfracassante di palle che vedrò nei prossimi 4-5 anni. Ci si chiede come sia possibile che nemmeno 10 righe scritte su un foglio possano esser state lette così, ma non voglio pensarci.
A un certo punto il nostro protagonista è tipo un Capo dei Capi mafioso, anche se alla fine la sua organizzazione si rivela esser lui, due cerebrolesi al suo fianco, e la pupa del boss (bisogna dire che almeno nel comparto estetico femminile il film se salva).
Ma dove cristo santo benedetto è finito il su lavoro in officina?
Non se sa, manca un pezzo di film, ma succederà ancora.
In tutto questo sentirete sempre una colonna sonora terribile, da compositori sordi e che, questo veramente non ha alcun senso, avrò sempre un mood opposto a quello che vediamo.
Ad esempio in 2-3 scene il film  proverà ad essere struggente e, ecco, c'è una colonna sonora che manco i Teletubbies.
Io credo fermamente che in postproduzione l'addetto alla colonna sonora, dopo aver visto il film, abbia deciso di sabotarlo completamente, distruggerlo definitivamente.
Lo capisco.
Ma ecco che compare quello che sarà il protagonista principale del nostro film.
No, non è James, non è manco Frank Columbu (ci torneremo), non è nemmeno lo schifo, ma IL BILIARDO.
Vi giuro che, non dico un professionista, e nemmeno un amante, ma anche uno che abbia visto una sola volta giocare a biliardo vede questo film chiama la banca, si fa prosciugare tutto il conto, si va anche a prostituire, vende un rene e poi con il ricavato assolda un killer che vada a uccidere il regista di Dreamland.
Quello che avviene intorno al tavolo di biliardo in questo film ha dell'incredibile.
Già nella prima partita pensavamo di aver visto il fondo, con gente che non fa mai buca ma irride gli avversari, biglie tirate a caso, tiri del nostro protagonista TUTTI steccati (sentite il "tlin" del rumore), partite che finiscono senza un perchè.
Ma dovrete aspettare altri 10 minuti per avere LA PARTITA DEL SECOLO, una scena così comica, incredibile e pazzesca che, come la donna cannone lanciata in aria, molti che l'hanno vista giurano e spergiurano di non essere mai stati lì.

Siccome vi allegherò il link del film in fondo alla recensione vi prego di andare a vedere la scena, parte a 23.30.
Ora, il gioco DOVREBBE essere una specie di Carambola in cui sono presenti anche i birilli (scusate, non sono un esperto), ovvero una variante del biliardo in cui ci sono solo 3 palle, 2 appartenenti ai giocatori e il boccino. Si dovrebbe colpire il boccino, fargli fare 2 o 3 sponde e mandarlo nel castello dei birilli.
Ma sticazzi delle regole precise, quello che avviene è contro ogni minimo residuo di intelligenza umana.

Intanto notiamo che lo sfidante del nostro protagonista ripete 3-4 volte "Vediamo cosa sai fare", unica battuta che gli è stata assegnata e che lui, evidentemente, dice a volte nei momenti sbagliati.
Ma poi andiamo alla partita.

1 Per prima cosa i due tirano ogni volta una biglia a caso, senza alcuna regola.
2 Iniziano a giocare con le biglie in posizioni casuali, come le hanno lasciate probabilmente quelli prima di loro
3 Inizia lo sfidante e fa un qualcosa di talmente incredibile, rivoluzionario, paradossale e stupido che il mio cervello è andato talmente in pappa, quasi in corto circuito, che prima di azionare le risa ha visitato il Vuoto.
Lo sfidante tira DIRETTAMENTE la propria biglia nei birilli, senza colpirne nessun'altra, ma proprio volutamente eh. Insomma, "beve" punti, li regala all'avversario. Poi si mostra soddisfatto. E' come se un calciatore abbia fatto due autogoal ed esulti. Non so se ridere o rivedere la scena, ma preferisco la prima.
4 Tocca al nostro protagonista. Ma prima del suo colpo avviene un altro fatto talmente sconvolgente che la sensazione che si tratti davvero tutto di uno scherzo diventa ancora più forte. Nessuno alza i birilli sterminati precedentemente con l'harakiri del primo colpo. Insomma, questo tira e anche volendo non potrebbe far punti, i birilli sono a terra.
5 Ma tanto poco male perchè il nostro protagonista stecca clamorosamente la biglia (il suono delle sue steccate è sublime) e non colpisce un cazzo. E che succede???
6 DICHIARA VINTA LA PARTITA ALL'AVVERSARIO, dopo UN solo colpo a testa. E lo sapete la cosa più incredibile quale è? che addirittura la partita l'avrebbe vinta lui visto che quell'handicappato dell'avversario aveva solo bevuto punti.
7 Decidono di fare un'altra partita, stavolta a soldi. Il nostro protagonista  - che in tutto il film non ha fatto mai una buca, ha steccato tutte le biglie e non sa manco una regola di alcun gioco del biliardo - continua a sfottere l'avversario
8 Comincia la seconda partita e avviene l'unico gesto sensato di questa incredibile sequenza, i birilli vengono rialzati. Ovviamente le biglie invece vengono lasciate dove si trovano, impossibile pretendere due azioni senzienti consecutive
9 Si comincia, primo colpo all'avversario. Che sceglie di colpire la blu (a caso). Svirgola completamente il colpo, tanto che quasi non la prende, ma incredibilmente questo colpo terribile, scadente, disastroso, resterà il migliore di tutta la sequenza. Non colpisce nulla, non fa punti (anzi, li perde) ma almeno ha quasi una traiettoria.
10 La palla palla al Nostro che dopo aver visto il colpo dell'avversario lo irride con "sei proprio una schiappa" (lo dice LUI che non è mai riuscito a fare un colpo che ricordi anche da lontano il biliardo). Ovviamente l'avversario gli dice "vediamo cosa sai fare" (sembra tipo uno di quei peluche che glie premi la pancia e dicono la stessa frase).
E che fa lui?

 Mira in un angolo DOVE DIO CRISTO NON C'E' NIENTE, UN CAZZO DI NULLA.
Ma non solo, STECCA ancora. 

11 La palla passa al peluche. E qui il colpo di genio, tira UN'ALTRA VOLTA direttamente nei birilli, colpendo una palla che era a 5 cm da loro e scaraventandogliela contro. A questo punto noi nella stanza siamo tutti in terra da parecchio tempo, uno di noi vomita (letteralmente) anche dal ridere, non ce la facciamo più.
Il peluche ha perso punti di nuovo ma è soddisfatto.

12 Ma dio cristo non è finita qua. Il nostro culturista protagonista sferra il suo ultimo colpo. Ovviamente non alza i birilli che si sono immolati alla stupidità del peluche, con gli occhi MIRA una palla che forse pensa di andare a colpire con la propria ma poi che fa? Stecca di nuovo, la sua biglia fa 15 fottutissimi cm e se ferma.
E niente, getta la stecca sul biliardo e si arrende.
Da notare che anche questa partita in realtà l'avrebbe vinta LUI, perchè l'avversario ha solo bevuto. E' come se si fosse giocata una partita di calcio senza portieri e senza avversari, nessuno fosse riuscito a segnare un solo goal ma quello che ha fatto due autogoal avesse vinto.

e io maremma maiala non ce la fo più, dovrei ancora scrive tantissimo de sto film ma la telecronaca de sta partita mi ha tolto ogni linfa vitale quindi andassero a fanculo tutti, io, voi, quelli del film, tutti, se c'ho voglia continuo domani sennò basta così.





14.6.20

Recensione: "Palindromi" - Passeggiate, il cinema della poesia - 7 - di Roberto Flauto


Il settimo appuntamento con Roberto è particolarissimo, direi quasi unico.
Il film - che mi dicono bellissimo - è di Solondz, grande regista (Fuga dalla scuola media, Happiness, Wiener-Dog).
Ma quello che ha dell'incredibile è che Roberto, mago delle parole, è riuscito a scrivere una prima parte di recensione completamente palindroma, come titolo del film.

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Aviva ha soltanto dodici anni.
E vuole a tutti i costi rimanere incinta.
La vita e il mondo sono in agguato.

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Felice, ma lei ancora è sempre diversa.
È notte là, anche nei piccoli sogni, lontani, svaniti.
Dolore, incomprensione, tristezza: ecco tutto.
Vuole piuttosto quella vita spenta, mai piena.
Morte di desideri strappati.
Finzioni senza autentici sentimenti, inutile davvero.
Domanda: una bambina da amare?
Farsi vuole adulta, vita vuota là, causa la fine della notte nella voglia infinita.
Insegue davvero bugie: amore, gioia, maternità.
Immagini soltanto sono. O realmente esistono verità?Figlia e Mamma sono sole: è lei!
In effetti, sorgono perciò paura e dubbi:
avere partner, senza ricerca di vita però, altri:
gli ormai perduti, sconfinati sogni di innocente, dolce.
Lei ancora cerca speranze e desideri con occhi splendidi.
Unica cosa, una richiesta, è:
“Aviva mina l’anima viva!”
È richiesta una cosa unica:
splendidi occhi con desideri e speranze.
Cerca ancora, lei, dolce innocente, di sogni sconfinati.
Perduti, ormai, gli altri però: vita di ricerca senza partner,
avere dubbi e paura, perciò sorgono effetti in lei: è sole!
Sono Mamma e Figlia: verità!
Esistono realmente o sono soltanto immagini?
Maternità, gioia, amore: bugie davvero?
Insegue infinita voglia, nella notte della fine, la causa: la vuota vita adulta.
Vuole farsi amare da bambina?
Una domanda davvero inutile.
Sentimenti autentici, senza finzioni, strappati desideri di morte.
Piena, mai spenta vita, quella. Piuttosto, vuole tutto.
Ecco: tristezza, incomprensione, dolore, svaniti, lontani.
Sogni, piccoli nei, anche la notte è diversa sempre.
È ancora lei, ma felice.



Testo palindromo (parola per parola), come la storia di Palindromi, come la storia di Aviva, come spesso lo sono anche la vita e il mondo – quello che abitiamo e quello che ci abita. Si compone di 232 parole, altra componente palindroma, e si dispone su 33 righe (anch’esso numero palindromo), divise in due blocchi di 16 + 16, con al centro la frase: “Aviva mina l’anima viva!” (palindroma a sua volta, lettera per lettera). Da qualsiasi parte si legge, il senso della “passeggiata”, la situazione di Aviva, cambia – in meglio – non appena si giunge alla frase centrale. La sola cosa che varia è la punteggiatura, ma non le parole, così come a cambiare sono le attrici, (ben 8, e tutte diverse: minute, grasse, nere, bianche, giovani, adulte, c’è anche un maschio) ma non il personaggio (Aviva resta sempre Lei, a prescindere da ogni punteggiatura esistenziale).
Ma questo non è stato un mero esercizio di stile.
Perché dentro il testo c’è lei, Aviva, le sensazioni che ho provato, e la storia unica di Palindromi, un film che narra la storia di questa ragazzina (bambina/donna) di dodici anni che vuole a tutti i costi diventare madre. I genitori la fermano in tempo, ma lei scappa di casa con lo scopo di rimanere incinta, ritrovandosi immersa in un modo ignoto, seducente e pericoloso.
E quindi Aviva mina l’anima viva: la sua inestinguibile fiamma brucia l’esistenza, esplode in tutta la sua poetica potenza. Anche nella macchina di uno sconosciuto, in una cantina piena di sogni e mostri, nella camera squallida di un motel, nei discorsi con il mondo, tra gli alberi di un bosco.
Aviva è bambina, ragazza, donna, figlia, madre, compagna, sogno, compagna, madre, figlia, donna, ragazza, bambina. È un palindromo: perché per quanto il mondo e la vita cerchino di cambiarla, lei rimane se stessa.
E mi piace pensare che, ovunque si trovi, sia felice.

12.6.20

Recensione: "The Comedy"


Dopo Entertainment e The  Mountain la conferma di come io con Alverson abbia un'affinità elettiva.
The Comedy viene prima degli altri due titoli ma sembra già manifesto del suo cinema.
Un cinema ancora fastidioso, con personaggi sgradevoli, pieno di un'ironia pungente e cattiva.
La storia di un ricchissimo ragazzo che trascorre le sue giornate solo compiendo atti arbitrari e senza senso o parlando con gli altri suoi amici fancazzisti.
Sembra un film nichilista ma poi ho capito cosa The Comedy è in realtà, ovvero un film che ha tutti gli elementi di uno sketch comico e che analizza la commedia e, appunto, il comico, come pochi altri.

Come ormai mi accade sempre più spesso mi ritrovo a scrivere una recensione a una settimana dalla visione del film.
Tra l'altro ho visto due film in 20 giorni, sempre peggio.
Stavo pensando quasi di "saltare" la recensione di The Comedy ma mi sarebbe dispiaciuto molto sia perchè il film è sconosciuto - e quindi fa sempre piacere incuriosire qualcuno - sia perchè posso confermare - dopo Entertainment e The Mountain - che questo regista, Rick Alverson, è un autore con il quale sento una particolarissima affinità elettiva e, insomma, non metterlo in questo spazio che ormai mi rappresenta mi sarebbe dispiaciuto.
In realtà The Comedy viene prima degli altri due film ma è già fortissimo ed evidente il manifesto di Alverson.
Questo regista ha una visione cinica, fastidiosa, fredda e sprezzante della vita.
Ma il suo sguardo è sempre terribilmente malinconico ed ironico, di quell'ironia "cattiva" che cerca di analizzare il mondo in maniera distaccata e fatalista, una specie di anarchia emotiva di cui però si percepisce quasi sempre un forte dolore dietro.
Ma la chiave per capire il cinema di Alverson, e soprattutto The Comedy, è proprio nel titolo di questo film, La Commedia.
Non solo perchè quasi sempre Alverson usa come attori dei suoi film dei comici professionisti (in questo lo sono praticamente tutti, in Entertainment - altro titolo antifrastico - lo era il protagonista) ma perchè l'intero film, e l'ho capito solo ripensandoci giorni, non è altro che il racconto di un "atto" comico, di uno sketch, di una gag, tutto però mutuato nella vita reale.


Swanson è un ricchissimo trentenne cui sta morendo il padre, vero e proprio magnate.
Il ragazzo vive la cosa senza emozioni, quasi con disprezzo, completamente abulico, Continua ad andarsene in giro, altezzoso e razzista, come se niente lo tocchi.
Passa le sue giornate con altri 3 amici, tutti uguali a lui, ricchi e cinici fancazzisti rimasti ancora bambini.
Swanson compie azioni senza senso, arbitrarie, solo per passare il tempo.

6.6.20

Recensione: "Mindhunter" - Stagione 1 - Le serie al tapis roulant - 1 -


Ho trovato il modo per vedere serie più lunghe di 8 episodi e con più di una stagione.
Il tapis roulant.
Dopo una vita di sport sono troppi anni che sono fermo ed ho trovato allora questa soluzione. Ma come si fa a correre senza musica o senza vedere qualcosa? per me impossibile.
Ecco allora che ho pensato "Ma perchè non ti vedi cose che altrimenti non vedresti mai?"
Le serie lunghe.
Dovete capire che la visione di un qualcosa mentre si corre, senza ad esempio potere prendere appunti, è molto diversa da quella che ho di solito.
Ma sticazzi, almeno le vedo e qualche riga riesco comunque a scriverla.
Ho cominciato con Mindhunter, serie che per argomento mi ha sempre affascinato (adoro i serial killer).

E non potevo iniziare meglio.
Mindhunter racconta di come, alla fine degli anni 70, l'FBI cominciò finalmente a studiare le psicologie degli assassini più efferati, cercando di capire i motivi dei loro crimini, provando a trattarli come persone dalle quali poter ricavare qualcosa, poter studiare ed analizzare, non solo mostri da richiudere e far marcire in galera.
Questo avverrà grazie al giovane agente Holden Ford, uomo non intelligentissimo ma curioso e capace di avere intuito, in una istituzione, quella del Bureau, in cui l'intuito è bandito.
Piano piano, grazie anche all'aiuto di due colleghi, il metodo di Ford prenderà piede, i serial killer inizieranno ad essere ascoltati, il loro mondo dell'orrore ad essere conosciuto e catalogato.

Una serie in cui non vedrete un crimine ma che solo di quelli parlerà, un'opera dal profondo valore psicologico che racconterà quanto il confine tra mostro e persona "normale" sia labilissimo e di come, in fondo, quei mostri sono prodotti di contesti malati, traumi, mancanze.
Personaggi meravigliosi, grande etica, grande ricostruzione di un'epoca e di una mentalità.



E' il 1977, l'anno migliore del mondo.
Holden Ford è un giovane negoziatore dell'FBI, uno di quelli insomma che deve parlare e interagire con i malviventi in situazioni d'emergenza.
Nel prologo lo vediamo parlare con un pazzo che ha sequestrato delle persone.
Sto pazzo, alla fine, si sparerà in testa.
L'operazione per l'FBI viene considerata un successo visto che, a parte il criminale, nessuno è morto.
Ma per Holden no, Holden sente di voler andare oltre questo, sente che ha bisogno di capirli quei criminali, non considerarli solo dei pazzi, diversi da "noi", gente che deve essere rinchiusa in galera o morire.

Holden pensa che possano rappresentare una ricchezza, un'opportunità, un aiuto.

Grazie a Holden (che poi rappresenta l'alter ego del vero agente FBI che ha scritto il libro da cui la serie è tratta) comincerà un processo che rivoluzionerà l'FBI, sia nei metodi che nelle finalità.
Fino a quel momento i criminali venivano considerati mostri da sconfiggere, non "menti" sulle quali lavorare.


"Meglio le armi che il dialogo" era una delle massime.

Piano piano si comincerà a capire che dietro tante menti disturbate e assassine ci sono dei traumi, delle problematiche, dei contesti assolutamente determinanti.
E "studiabili".
Da quando son ragazzino ho una passione sfrenata per i serial killer, anche se, come tante mie passioni, è poi sfumata in questi ultimi anni.
Non era tanto il gusto per il macabro a farmeli "studiare" e conoscere quanto la stessa motivazione che muove Holden, ovvero "capirli", cercare di analizzare perchè una persona arriva ad uccidere sistematicamente, perchè lo fa in un certo modo, perchè sceglie certe vittime, perchè sceglie la morte alla vita.
In più il fatto che quasi tutti i serial killer fossero persone estremamente intelligenti rendeva la cosa ancora più affascinante.
Mindhunter era quindi una serie perfetta per me (grazie tapis roulant) già di suo ma poi l'impostazione che le è stata data me l'ha resa ancora più grande.
Pensate ad esempio che in 10 puntate in cui si parla solo di serial killer ed omicidi terribili ed inumani alla fine, di omicidi, non ne vedremo UNO.
Non so se sia stata una scelta etica, obbligata (magari essendo veri omicidi i parenti o altri non permettono di mostrarli) o semplicemente una genialata di sceneggiatura, ma ho adorato questo aspetto.
Avremo comunque più modi per conoscere questi delitti.
Lo faremo sia attraverso numerose fotografie (sempre ricostruite mi pare, non originali), sia attraverso i dialoghi degli agenti sia, ed è qui la parte migliore della serie, attraverso le parole degli stessi serial killer.
Sì perchè Holden e il suo staff proprio questo riuscirono a fare, ovvero andare a "intervistare" i killer direttamente in prigione, fu queste la vera rivoluzione.


All'epoca sembrava una cosa folle ed inutile (sono mostri, che ci vuoi ricavare?) e invece porterà ad una rivoluzione nel metodo investigativo, rivoluzione che aiuterà a capire traumi comuni dei killer, motivazioni comuni, modus operandi comuni. Attraverso queste profilazioni (analizzando ovviamente anche le differenze) si iniziò veramente a studiare la figura del serial killer (ovvero chi uccide almeno due persone in due momenti distinti), termine che proprio la crew di Holden Ford coniò in quegli anni.
Mindhunter è bellissima perchè lascia quasi niente allo spettacolo in favore di questo racconto della genesi di metodo investigativo, quasi fosse una serie in qualche modo documentaristica.