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17.4.24

Recensione: "Omen - Le origini del Presagio" - Al Cinema 2024

 


Il prequel della saga Omen (secondo me assolutamente condivisibile come scelta, mancava sapere com'era nato - in tutti i sensi - Damien) si rivela come un buonissimo horror da sala.
Girato davvero bene, ambientato in una Roma degli anni 70 magistralmente ricostruita, recitato bene (specie dalle 3 giovani attrici principali, per un film molto al femminile) e con una storia abbastanza torbida e più d'una scena notevole da vedere.
La regista, giovane ragazza alla sua opera prima, dimostra di saperci veramente fare.
Certo ci sono sbavature, sia di scrittura che di qualche sequenza o mal costruita o di grana grossa, ma questo Omen - L'origine del Presagio è un perfetto esempio di come dovrebbero essere gli horror da sala, spettacolari il giusto, recitati bene, con una storia accattivante e non la solita catena di montaggio da jumpscares che abbiamo di solito

Ci sono prequel, anche di serie con già tantissimi episodi, che sono narrativamente perfetti.
Insomma, non un semplice sfruttare il brand inventandosi chissàche (reboot, finti remake, prequel o sequel che sconfessano fatti e linee narrative etc...) ma l'aggiungere un capitolo che è coerente con tutto, che colma un'eventuale lacuna, che non è una forzatura.
La saga Omen - di cui non ricordo una sega e della quale credo di aver visto solo due film, ed eoni fa - ha avuto tutti capitoli cronologicamente consecutivi (oh, meno male, non come alcune saghe schizofreniche e impossibili da contestualizzare, come ad esempio i Non aprite quella porta).
Insomma Omen 1, poi Omen 2 che seguiva cronologicamente l'1, poi Omen 3 che seguiva cronologicamente il 2 e poi Omen 4 che seguiva cronologicamente il 3.
Che bellezza, quanto è facile.
C'è stato poi negli anni 2000 un remake del primo, ok, ma i remake "puri" non confondono granchè.
Il fatto è che, quindi, un prequel mancava, visto che nel primo film c'era sto figlio del Diavolo dato ad una famiglia, bambino però di cui non conoscevamo il passato.
E allora ecco che questo "Omen - Le Origini del presagio" narrativamente si infila là, prima di tutti, a raccontarci come è "nato", in tutti i sensi, Damien.

Io ste operazioni le amo, come ho amato ad esempio quella de "La Cosa", un prequel che era un atto d'amore verso il primo film e che, in maniera quasi filologica, ci raccontava cosa era successo nella stazione dei norvegesi, perchè era ridotta in quello stato e la storia di quel cane che, nel meraviglioso incipit del primo film, arriva alla stazione americana.
Tutti l'hanno odiato, alcuni secondo me senza nemmeno averlo visto (tanto che ho letto parlavano di  "remake"...) quando, invece, era solo un film, anche molto ben fatto, che esaltava il capolavoro iniziale.

ECCO, STE RIGHE LE AVEVO SCRITTE IL GIORNO DOPO AVE' VISTO IL FILM.
POI NON SO COSA E' SUCCESSO, FATTO STA CHE ORA SON PASSATI 10 GIORNI E, QUINDI, CHISSA' CHE ME RICORDO
AL SOLITO, SO UNO STRONZO

Quindi, visto il disclaimer difficile fare una recensione elaborata e coerente, andiamo per punti

  • Il film è girato davvero bene...
    La regista, Arkasha Stevenson, è una giovane ragazza alla sua prima regia, se il buongiorno si vede dal mattino potremmo avere una nuova autrice nell'horror.
    Il film è molto bello esteticamente, ha più di una scena suggestiva e, anche quando vira sullo spettacolare, sul grottesco e sull'esagerazione visiva non sembra esser mai di grana grossa ma riesce a mantenere un suo senso del bello, sempre

  • L'ambientazione romana del 1971 è super suggestiva...
    Le automobili, i vestiti, le usanze, i luoghi, Roma degli anno 70 in questo film diventa vera protagonista del film e non semplice scenario "da fiction" stucchevole.
    C'è la sensazione che tutta la scelta delle location, dei costumi e dei volti sia stata fatta con competenza ed anima



  • L'attrice principale, Nell Tiger Free, ti rimane addosso.
    E' dolce, è bella, sa restituire al suo personaggio una grazia, una fragilità e una tenerezza veramente grande.
    Mi ha ricordato nel viso la Qualley ed è molto buffo che nella splendida scena  - alla "Possession" - della rottura delle acque e di lei che scende dall'auto la memoria mi sia andata proprio alla straordinaria pubblicità che fece la Qualley per Kenzo.
    La sua Margaret è un personaggio raro nell'horror di sala moderno perchè complesso, empatico, umano, uno di quei personaggi cui partecipi al suo dolore.
    Molto interessanti anche Maria Caballero (nel ruolo di Luz, il personaggio più odioso del film) e la "piccola" Nicole Sorace, nel ruolo di Carlita, davvero difficile (ah, vorrei dire agli americani che Carlita non è un nome italiano e che Alfonso si scrive Alfonso e non AlfonZo. Niente, evidentemente ci avranno preso per spagnoli).
    Un cast, quindi, dove spiccano soprattutto figure femminili e in cui i due legami che intreccia Margaret con Carlita e Luz sono davvero ben raccontati.

  • Ci sono molte scene "spettacolari".
    A memoria il paio di parti "infernali", abbastanza espliciti e violenti (l'artiglio che esce dalla vagina fa male a me uomo, figuriamoci ad una ragazza che guarda...) l'incipit con la vetrata che cade e si rompe, le bellissime scene della discoteca (ma ormai le scene disco nei film sono sempre tra le più belle, è un must), la novizia simile a Mia Goth che si impicca e dà fuoco contemporaneamente (inventivo doppio suicidio), la cerimonia dove Margaret viene messa incinta - veramente infernale in tutti i sensi -  quella dell'altra cerimonia del "battesimo" di Luz,  "il marchio" in bocca, la già citata scena di Margaret che, come posseduta, perde le acque per strada, il parto finale con tutti quei debosciati che esultano alla vista di un figlio maschio.
    Tutte notevoli, davvero

  • Ero arrivato quasi a fine film "incazzato" nero per una scena secondo me senza alcun senso, ovvero quella dell' "ultima" notte da ragazze libere, quella in cui Luz invita Margaret ad uscire a sballarsi. No, non aveva senso, una ragazza così tanto religiosa da dare la sua vita per Dio non si veste da strappona e va in discoteca per dare un ultimo sfogo al corpo, è assolutamente impossibile.
    Poi, però, quella scena super incoerente diventerà non solo coerente ma in qualche modo "perfetta" quando scopriremo che tutta quell'uscita era organizzata dalla setta per far ubriacare Margaret e farla poi accoppiare con la Bestia (gli stessi due ragazzi "conosciuti" in discoteca facevano parte della cricchetta, perfetto).

  • Mi è sembrato davvero di pessimo gusto lo squarcio in testa post vetrata nell'incipit (oltre che fisicamente impossibile quelli sì son secondi di grana grossa), ho trovato abbastanza assurda la scena dell'investimento di AlfonZo (per tanti motivi, primo il fatto che l'autista va subito addosso a un muro. Cioè, Alfonzo è stato investito per strada ma l'autista stava comunque andando addosso a un muro? E poi perchè non scende mai dall'auto? Nemmeno quando Margaret se ne va in giro con mezzo Alfonzo in braccio?

    Anche il finale ha parecchi problemi.
    Per prima cosa non si capisce perchè quella Bestia se ne sta vita natural durante dietro una tenda senza fare un cazzo, così, pronto ad uscire dalla tenda solo quando deve ingroppare. Non sembra nemmeno legato, niente, è solo uno sciacallo del Diavolo ammaestrato che per 20 anni sta fermo e che se poi gli fischiano esce e tromba.
    E no, dar fuoco ad una stanza di pietra non è credibile come non è credibile che poi entri Carlita a salvare Margaret e se ne scappano.
     Da dove? Senza esser visti da nessuno?
    Peccato, ecco, questa è una scena dove l'urgenza spettacolare ha un pò fatto mettere da parte credibilità e "classe".




  • Ora, la faccenda del mettere al mondo un Anticristo che vada a "favore" della Chiesa è molto affascinante.
    Una Chiesa deviata che mette al mondo un suo nemico per dimostrare che il Male esiste e, di conseguenza, far avvicinare più a Dio la gente.
    Solo che è confusotta la cosa eh.
    Il fatto che de 12 bambini nascono tutte femmine e che allora capiscono che per nasce maschietto lo stesso bestione deve trombà una de quelle femmine (solo due erano rimaste vive, Carlita e la stessa Margaret, che quindi son "sorelle) una volta arrivate a 18 anni ha dell'assurdo.
    Boh, non so che scienziati abbiamo nei sottoscala della Chiesa romana ma sta di fatto che avevano ragione, lo stallone demoniaco doveva ritrombà con una delle sue stesse figlie per faglie concepì un bebè maschio.
    Potere della Fede.

  • Ah, il mi fratello dopo mezz'ora de film aveva capito che era Margaret l'eletta, non Carlita. E, insomma, non so quando l'avrei capito io ma ho visto tutto il film senza una sorpresa in quel senso

Insomma, un film ben girato, ben recitato, con location suggestive e una ricostruzione della Roma settantina davvero riuscita, con una linea temporale inserita nella saga in maniera coerente e quasi "doverosa", con una bella atmosfera, scene spettacolari e altre dolorose, qualche caduta di stile, qualche concessione all'horror di sala più canonico (ah, dimenticavo le visioni di Margaret della novizia bruciata, evitabili), con un finale magari poco credibile ma molto interessante (per la faccenda della bimba femmina salvata, cosa che ora mi confonde e insospettisce perchè non credo comparisse nei 4 film originari e quindi puzza molto di possibile sequel di questo prequel).
Una storia di donne, di potere, di dolore, di manipolazione.
Un gran bel horror di sala

7


4 commenti:

  1. Buondì Giuse :)
    Riguardo all'ultimo punto: mbeh, se poteva intuì dai, l'hanno menata fin dall'inizio sul fatto che Margaret avesse gli stessi sintomi di Carlita che o era uno o era l'altra. Però a me piace farmi intortare più dai film che dalle mie intuizioni quindi non c'ho creduto fino in fondo (fino alla rivelazione, ovvio), ahha

    Sulla ricostruzione della Roma anni 70 assolutamente nulla da dire, se non: che bella (soprattutto in un horror)

    Secondo me il doppiaggio tutto in italiano, inizialmente, ha creato qualche problema di adattamento, ma vabbeh, ci si "sforza"

    Il problema è che ho trovato il film abbastanza trito, già visto, anche tutta la costruzione del primo tempo si muove su binari previdibilissimi... certo, apprezzabile il tentativo di prendersi tempo per raccontare e gettare le basi per l'orrore del secondo tempo utilizzando pochissimi jumpscares, e questo gli va riconosciuto, ma la storia è veramente basica, ho avuto déjà-vu continui, anche tutto il complotto della Chiesa poteva essere gestito in maniera più disturbante, l'orrore umano nel generare qualcosa di disumano io non l'ho percepito

    Poi però carità, la sufficienza la raggiunge pienamente, anche solo per la confezione curata e una protagonista molto bo... buona

    Comunque sai che nel trailer dell'ultimo stagione in uscita a maggio di EVIL, una serie horror (a tratti comica) molto bella, la protagonista citando Omen dice al babbo del presunto anticristo na cosa tipo: sai perché viene saltato il racconto dell'infanzia di Damien (quindi cacca, pannolini, vomito, ecc...)? Perché è quello il vero terrore"
    Niente, m'ha fatto ride

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    1. No no, certo, dico che il mi fratello l'ha detto talmente subito che non so quando l'avrei capito con certezza anche io (magari 5 minuti dopo, non lo sapremo mai)

      verissimo, ho dimenticato il problema del doppiaggio, infatti ci chiedevamo continuamente se nell'originale stessero parlando in italiano o no

      ma infatti questo Omen non ha NIENTE di originale. Quindi sì, se qualcuno cerca un horror stimolante per trama, trovate, originalità qui casca malissimo

      è che è ben fatto, è raccontato bene e mi sembra un film di grande coerenza, oltre che suggestivo

      ahah, battuta bellissima ;)

      e, se ci pensi, manco stupida ;)

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  2. Non l'ho visto, ma implicitamente mi porta a una riflessione su di me...

    Per quanto ami l'horror (passione condivisa con la dolce metà) non ho mai visto NESSUNA delle saghe correlate. Solo i capostipiti, in tre-quattro casi, ma tutto l'arazzo a seguire skippato alla grandissima. Di Omen mai visto un solo capitolo.
    È una cosa che un po' mi fa sorridere... 😅

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    1. è una cosa stranissima, giuro

      ma molto buffa e, a suo modo, da stimare ;)

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