Visualizzazione post con etichetta I Grandi Dialoghi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta I Grandi Dialoghi. Mostra tutti i post

11.10.14

La Grande Letteratura nel Cinema (N°5): L'Autista Ridondante


Ritorna la rubrica che ricerca nelle sceneggiature cinematografiche gli estratti che più riescono ad avvicinarsi alla letteratura tout court.
Trovate le altre puntate nell'etichetta qui a destra "I grandi dialoghi"

Siamo ancora una volta nel cinema italiano, nel grande cinema italiano oserei dire, e il film da cui estrapoliamo oggi passaggi di script è il capolavoro Il cerchio dei Morti, un horror d'atmosfera italico che gioca con il vero/non vero, le doppie dimensioni e le triple agonie.

Abbiamo preparato per voi (lo ha fatto mio fratello su You Tube) il video dell'Incipit di questa grande pellicola, incipit nel quale abbiamo individuato l'incredibile e affascinante reiterazione (anche se tecnicamente non è proprio reiterazione), ridondanza (anche se tecnicamente non è proprio ridondanza), diciamo, per parlare come magno (e ora sto mangiando una bruschetta oio e aglio), l'eccessivo utilizzo della parola "Autista"

se ci riuscite, ascoltate (senza all'inizio vedere) leggendo il testo sotto in contemporanea, altrimenti vedete prima uno e poi leggete l'altro, altrimenti leggete prima uno e poi vedete l'altro, altrimenti uscite all'istante da questo inutile post senza fare nè la prima, nè la seconda nè la terza cosa.

Ecco l'incipit de Il Cerchio dei Morti, sotto troverete l'attentissima analisi della ridondanza



Prenderemo in considerazione soltanto le parti con "Autista"
Tutto insomma.


"Allora!!!
Autista!!!! (1)
(poi l'attore uguale a Beppe Signori dice una frase incomprensibile che attenti studiosi da anni tentano di decifrare)
Autista!!" (sbattendo il palmo sul fianco dell'autobus, inutilmente poi, perchè dovunque potrà essere l'Autista tranne che là dentro)  (2)

"Autista!!!!"
"Che c'è, che succede?"
"Qualcuno ha visto dove è andato l'Autista?"  (3-4)

(attenzione, questa è quasi nascosta)
mentre la ragazza, poi rivelatasi una cagna pessima attrice come poche altre volte ho visto nella mia vita fa 3 passi per arrivare in primo piano chiedendo "Siamo arrivati?" sotto è percepibile:

"Cioè, ci siamo addormentati, l'Autista è sceso e nessuno si è accorto di nulla??" (5)

"Ma non c'è l'Autista?" dice la ragazza con la cadenza che la contraddistinguerà per tutto il resto del film   (6)

"Qualcuno sa da quanto tempo siamo fermi?"
"Non mi sembra da tanto... ho visto che l'Autista è scomparso lasciando il motore acceso" (7)

(Vanno giustamente tutti via)
"Ma dove cavolo andate? e se poi l'Autista ritorna??"  (8)

QUESTI PRIMI 8 AUTISTA VENGONO DETTI IN UN MINUTO SPACCATO, DA 1.53 A 2.53, che significa 1 Autista ogni 7 secondi circa

Poi, il capolavoro, una tecnica geniale per aumentare esponenzialmente il numero di ricorrenze.

L'urlo che pensavamo finale:

AUTISTAAAA!  (9)

trova un'inaspettato Eco: -tistaaaa -tistaaaa   (10-11)

E con questo furbo aiuto il film riesce nell'incredibile impresa di regalarci 11 AUTISTA in 1 minuto e 20 secondi, ossia 80 secondi, ossia 1 AUTISTA ogni 7.27 secondi

Studi approfonditi portati avanti con mezzi molto superiori ai nostri hanno addirittura individuato una piccolissima particella di AUTISTA anche in un fantomatico terzo eco difficilmente percepibile all'orecchio umano che riesce a sentire distintamente solo i primi due.

Poi, quando tutto sembrava finalmente finito con i nostri protagonisti che allontanandosi dall'autobus notano la casa dove avverrà il massacro c'è invece un ritorno a bomba inaspettato:

"Autistaaa!" Eco: -tistaaa, -tista...   (12,13,14)
"Autistaaa!" Eco: -tistaaa, -tista...   (15,16,17)

e poi

"forse l'Autista avrà avuto un problema"  (18)
(sì, si è levato dalle palle da un gruppo di microcefali come voi, ha fatto benissimo)

che portano quindi il conto a 18 "AUTISTA" in 1 MINUTO E 48 SECONDI, ossia 108 secondi, ossia 1 AUTISTA ogni 6 SECONDI ESATTI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Ed è qui la magia di questa rara perla del cinema italiano, uno dei misteri che la ammantano e che, negli anni, gli hanno fatto acquistare la nomea di Film Maledetto, questi 6 secondi esatti, al millesimo, di media-intervallo nel richiamo dell'Autista.
Segreto che si nascondeva nelle pieghe della pellicola e che noi abbiamo scovato per voi.
(glissiamo su altri misteri tipo il ragazzo meccanico che sull'autobus ha baffi e pizzetto e poi in casa è quasi rasato, potere delle due dimensioni)

6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6, già

questo è un film del Demonio, o quantomeno del suo Autista

Poi ovviamente per far risultare questo nostro studio come volevamo risultasse, ossia carico di forza demoniaca, non abbiamo considerato gli appena successivi:

"Datti una calmata, vedrai che l'Autista torna"  (19)
"Non dirmi di calmarmi se l'Autista imbecille mi fa arrivare tardi"  (20)

che porta il conto finale a 20 "AUTISTA" IN 2 MINUTI E 20 SECONDI, ossia 140 secondi ossia 1 AUTISTA ogni 7 secondi di nuovo ESATTI !!!!!!!!!

lo so, questa nuova esattezza, al millesimo anch'essa, fa paura almeno quanto l'altra, ma l'intervallo  777 sarebbe stato solo un richiamo ai non udenti, per una volta, tra l'altro, avvantaggiati nel trovarsi davanti questo film

666 era meglio


e poi, quando tutto sembrava VERAMENTE finito, praticamente dopo i "titolo di coda dell'incipit"...

"MA VOI NON DOVEVATE RESTARE SULL'AUTOBUS AD ASPETTARE L'AUTISTA??"  (21)


vi amo

21 volte "vi amo"

9.6.14

La Grande Letteratura nel Cinema (N°4): Il Racconto del Fungo

Eccoci tornati alla rubrica che ricerca le perle di sceneggiatura cinematografica, i migliori dialoghi, i migliori monologhi, i testi più importanti.
Beh, qui ci troviamo davanti ad una specie di Divina Commedia della Settima Arte, l'indimenticabile, affascinante e quasi incredibile Racconto del Fungo.
L'Autore ci sorprende con questa storia che mai ci saremmo aspettati, con questa incredibile rivelazione, con questa intuizione di una delle protagoniste che trasuda, oltre che pathos e drammaticità, anche Cultura, Storia e Arte (vedi ad esempio i riferimenti a Stradivari).
Ma prima c'è dell'altro.

Se il nostro estratto letterario parte infatti a 3 MINUTI E 10 SECONDI (quindi vi invito semmai ad andare subito là) i 3 minuti che lo precedono offrono comunque degli spunti meravigliosi, vera e credo necessaria anticamera allo straordinario Racconto del Fungo.

Come dimenticare infatti l'urlo impressionate a 0.08 secondi?

O al secondo 0.35 quando avviene uno dei capolavori degli ultimi 30 anni di horror italiano con la protagonista che urla:

"Tempo e Spazio qui sono alterati!"
E le altre due urlano in un modo IMPRESSIONANTE.
Si scoprirà poi che l'hanno fatto perchè hanno visto qualcosa di terribile ma a me piace ancora pensare che quell'urlo sia riferito alle parole di lei, fatelo anche voi.

La recitazione è magnifica, raramente la paura e il disgusto sono stati così esaltati.

Quando appare Elena il dolore suo e delle sue amiche è straziante.

Poi dopo il magnifico:

"Elena è morta"

parte il

RACCONTO DEL FUNGO

vi invito a leggerlo qui sotto e solo dopo a vederlo

ringrazio mio fratello per aver caricato sul tubo questa perla




"Io... io... io non riesco a capire..."

"Forse io lo so. Questa...questa specie di muffa già l'ho vista"

(con enfasi) "Dove??"

"E' un FUNGO SPECIALE... che cresceva solo... NEL SETTECENTO...SUL LEGNO DEI TRONCHI TRASPORTATI LUNGO CERTI FIUMI DELL'EUROPA DEL NORD... (ansima)... IL LEGNO CHE SERVIVA PER FARE I VIOLINI PIU' PREGIATI... I GUARNERI... GLI STRADIVARI"

(anche l'amica sembra conoscere a storia di questo fungo e conviene con lei, quell'orrenda morte è dovuta al fungo che cresceva nel settecento sul legno dei tronchi trasportati lungo certi fiumi dell'europa del Nord)

infatti dice: "Già...hai ragione"

e poi una delle frasi che la nostra letteratura non dimenticherà mai

"E' PER QUESTO CHE QUEI VIOLINI AVEVANO UN SUONO DEL TUTTO PARTICOLARE"

e poi

(disperata) "ma io non credo che..."

e qui arriva la Capra illitterata che prova a rovinare tutto perchè impaurita da tanta cultura e conoscenza

"CHE C'ENTRA CON QUELLO CHE HA UCCISO ELENA? CHE C'ENTRA LAVINIA???"

"Non lo so,capisco che può sembrare INCREDIBILE ma il fungo è lo stesso, credetemi... L'HO VISTO INGRANDITO IN ALCUNI DOCUMENTARI IN TV"

Poi ancora la capra:

"Senti, un fungo del legno non può ATTECCHIRE su una persona e DISTRUGGERLA IN POCHI MINUTI...quando l'ho lasciata Elena era normale"

"Anche questa casa era normale quando noi ci siamo entrate (digliene!), l'altro ieri non c'era  niente di strano e ora c'è questa mostruosa, oscura maledizione che ci uccide... una dopo l'altra... E TUTTO QUESTO VIENE DALLA MUSICA... DAL VIOLINO"

e la chiusa capolavoro del capolavoro

"E DA PAGANINI" CERTO!"

"Ma come di fa a fermare qualcosa che non è del mondo a cui noi apparteniamo?"

"Io so come"
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------

Meraviglioso








2.6.14

La Grande Letteratura nel Cinema (N°3): L'Epifora e Anafora delle Fettine Panate

Ed eccoci alla terza puntata della rubrica culturale de Il Buio in Sala, quella che ricerca i migliori testi nelle sceneggiature cinematografiche. Qui le due precedenti.
Ormai si sa, le serie tv hanno raggiunto, se non superato, il cinema tout court.
E mi piace per questo prendere uno straordinario estratto letterario da una serie tv del passato, della mia adolescenza.
Cercavano di spiegarmi le figure retoriche al Liceo ma io tra epifora, anafora, antistrofe, allitterazione e quant'altro mi perdevo un pò.
Meno male che in questa puntata riuscii finalmente ad avere un esempio vero ed esplicativo della cosa.
In realtà l'Autore ci offre un mix non del tutto corretto delle figure retoriche sopracitate, tanto da rendere il suo pezzo ancora più straordinario.

Come sempre:
LA PRIMA VOLTA ASCOLTATE L'AUDIO LEGGENDO IL TESTO
LA SECONDA GUARDATE IL VIDEO




Ohhhhhhh ohhhh ohhhh ohhh ohhhh

Licia: Beh, oggi devo proprio ricordarmi di fare la spesa
Non ho più niente in casa!
Allora, vediamo un pò... stasera cosa faccio?

Mirko: Fettine Panate, dai amore ti prego, fai le Fettine Panate, tu le fai da impazzire di bontà!

Andrea: mmm, Fettine Panate, ho sentito parlare di Fettine Panate, dove sono, mi piacciono!

Licia: E va bene, non ho proprio altra scelta, per questa sera Fettine Panate, d'accordo? (notare anche qua l'uso della Retorica, nella sua accezione più plebea di domanda retorica)

I due: Evviva! (risata successiva di controllato giubilo)

ELLISSI TEMPORALE, SIAMO ALLA SERA DELLE FETTINE PANATE

LICIA RIENTRA A CASA

Mirko: Ciao!

Licia: ohhh

Mirko: che c'è?

Licia: Mi sono scordata le Fettine Panate

Andrea: (affranto) ohhhhh

Licia: Oggi ho pensato a tutto, tranne alle Fettine Panate!
Beh... ma voi preferite mangiare... oppure sapere che un amico è contento?

I Due (uno convinto e l'altro no): Sapere che un amico è contento!

Licia: Allora siete proprio bravi, sì sì.
Vi meritate una magia!
(posando sul tavolo un cartoccio informe di non so cosa) Ecco le Fettine!

I Due: Evviva Licia!

Mirko: Evviva la nostra fatina!

Andrea: Evviva le Fettine Panate!

(in realtà in sottofondo si può ancora sentire Mirko che dice: sapevo che non ci avresti delusi ma credo sia una sfumatura che rovina il testo originale che deve e non può non finire che con "fettine panate")




26.5.14

La Grande Letteratura nel Cinema (N°2): L'Amato Smalto

Lo so, è presto, ma visto il successo della prima puntata la voglia, in mancanza di recensioni, di pubblicarne subito un'altra era troppo forte.
In realtà avevo paura che la rubrica avesse vita breve perchè rintracciare capolavori letterari nei film è facile ma senza un video ad accompagnarli rendono molto ma molto meno.
Ma grazie a mio fratello (e al lettore Alessio) ho capito che posso avere ed estrapolare tutti i video che voglio. Non a cado quello che troverete qua è appena stato caricato proprio da mio fratello nel Tubo.
Quindi di puntate ne faremo, state tranquilli.

Qua siamo a livelli incredibili di script, un'accorata, colta e appassionata elegia dell'amato smalto.
Il personaggio che la declama è uno dei 5 più indimenticabili della storia recente del cinema.
E' Plates il Nano Tira Piatti del capolavoro Scannati Vivi
Ancora una volta vi consiglio come prima cosa di leggere il testo con l'audio sotto perchè questa è perlopiù rubrica letteraria, lo ricordo.
Poi vedete il video.
IL CAPOLAVORO di questo pezzo letterario non è solo nello Sproloquio del Nano ma soprattutto nell'incredibile, fulminante, strepitosa risposta dell'uomo che il nano sta per uccidere.
Una risposta così in un momento così, poco prima della morte, credo sia indimenticabile.
E questa risposta non è altro che quello che ogni spettatore stava pensando in quel momento.

IL TESTO E' SOTTO





" Conosci l'amato smalto, la porcellana? 
Sono come una visione
Ogni molecola è un individuo, come me. 
Ma quando li unisci una struttura prende forma , 
un recipiente circolare per distribuire nutrimento organico
Noi come questo piatto aumentiamo di forza coi numeri, 
prosperiamo in un ambiente popoloso
ci nutriamo l'un l'altro e così diventiamo più forti 
e poi aumenteremo di numero 
finchè un giorno..."





"MA DI CHE CAZZO STAI PARLANDO?"

24.5.14

La Grande Letteratura nel Cinema (N°1): La dissertazione sulle uova

Il cinema è anche o forse soprattutto scrittura.
E non parlo tanto del plot ma della scrittura dei dialoghi o dei monologhi.
In questa ennesima rubrica vi presenterò i più grandi dialoghi, estratti di vera letteratura, tratti dalle sceneggiature.
Questa prima puntata vede protagonista il capolavoro In the Market, peraltro girato da un umbro (e in due attori l'accento si sente...)
Vi consiglio di premere play e leggere il dialogo con l'audio sotto, rende l'esperienza molto più interessante.
Una volta finito vedetevi il video perchè anche gli attori sono allo stesso livello dello script e meritano.






(strano modo di cominciare a rimorchiare) "Che ne pensate delle uova?"

(in effetti...) "Che cazzo c'entrano?"

"Le uova c'entrano sempre"

"Ma di che uova parli?"

"Delle uova, le uova per eccellenza! Quelle di gallina!"

"Io vorrei capire come fai in questo momento a pensare alle uova"

"Mangeresti delle uova con questo caldo? Bleah..."

"Beh, certo che no, facevo per dire, ho letto che da come mangi le uova puoi capire molto delle persone"

"Mi sa che a te il sole dà alla testa..."

(guardando lei colmo di desiderio) "E non è soltanto il sole che mi dà... alla testa!"

"E allora... cos'è?"

(con un nonsense d'autore) "Ehi! Queste uova sono pronte?"

"Guarda che ha iniziato lei"

(a cantilena) "Non mi interessaaaa... (poi maliziosa) Arriva al sodo con queste uova!"

(risate convinte delle due)

(ironico e con voce cavernosa) "Bella battutaaa"

(poi)

"Allora, le uova sono quelle, ma le puoi fare come vuoi! Sonooo... strapazzate...all'occhio di bue...in camicia...mmm...omelette...al tegamino..."

(prima intuizione) "Sode!"

"Mmm, sode!"

"A me piacciono alla coque!"

(allusivo) "Sììì, le puoi persino succhiare con la cannuccia..."

(solo all'idea) "Mmm"

"Insomma, esistono svariati modi per cucinarle"

"Eh! E questo l'abbiamo appurato... continua!"

"Per esempio, a Nicole piacciono alla coque mh? Questo vuol diireee che è molto curiosa"

(stranamente convinta) "Mh...sì, è vero. A me...piaccionooo...strapazzate. Che vuol dire?"

"Strapazzate...strapazzate...ah beh! vuol dire che sei molto insicura e... che hai una vita interiore moolto disordinata"

(dubbiosa) "Mah...forse...resta il fatto che le mangio così perchè mi piacciono"

(risate derivanti da intuizione geniale)

"E po... e poi scusami... mi vorresti dire che gli inglesi sono tutto Serial Killer?"

(touchè) "Beh"