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27.12.15

Recensione: "Post tenebras lux"


Un film che pur in un'impalcatura quasi del tutto realista sembra possedere un potere particolare, metafisico, trascendentale.
Cosa sono le tenebre di cui parla?
E la luce che ne può scaturire?
Un'opera non per tutti, prepararsi.


Questo film è il tredicesimo su quattordici visto de La Promessa. Credo che non ce la farò a completare e mi dovrò beccare un Twilight.


Vedi la bambina che corre per la pianura bagnata e fangosa.
Intorno a lei cani, cavalli e mucche.
Si diverte come si diverte ogni bambino che fa hoppipolla, che salta sulle pozzanghere.
Eppure quella che percepiamo è tutt'altro che un'atmosfera gioiosa.
Tutto è plumbeo, non solo il cielo, tutto.
Si farà sera, la bimba è ancora sola, chiama il padre, la madre e il fratellino.
Poi arriva la notte, nera come la pece, illuminata solo dagli squarci di un temporale.
Poi, post tenebras, lux.

7.12.15

Recensione "Enter the Void"


 La "non" recensione di un film unico.

Questo film è il terz'ultimo che sono riuscito a vedere de La Promessa. Ne mancano due, posso farcela.

"Perchè?"
"Perchè avrei paura di cadere nel vuoto" risponde mia sorella sul perchè lei, su quell'aereo, a vedere quanto è bella Tokyo da lassù non ci salirebbe mai.
Nel vuoto devo però entrarci io giusto tra 5 minuti, e quel vuoto, The Void, è il nome di uno squallido locale dove troverò la morte.
Sparato alla schiena attraverso la porta agonizzo nel sangue e nella merda di uno schifoso bagno.
Forse allora il nome di questo lurido locale era un nomen omen che mi avrebbe inghiottito.
Perchè adesso, dopo la morte, entro in un altro di vuoto, in un Nulla che ha la dannazione di sembrar Tutto, vita vera, quella dove facevo finta di sopravvivere prima, pieno di droghe, traumi e dolore.

4.12.15

Recensione "Paprika" (2006)


Il film definitivo sul sogno.
Un'opera visionaria disegnata da un genio.
Forse non per tutti, forse un film con troppe cose dentro, un vortice inarrestabile dove rischi di perderti.
Ma è sempre bello perdersi così.

Questo film fa parte de La Promessa (11/14)

Inizio ad avere il terrore di non farcela

Il mio primo e, fino ad allora, unico contatto con Satoshi Kon fu con il notevole Tokyo Godfathers.
In realtà non restai così colpito da Kon per il film in sè ma per quello che lessi riguardo il suo addio al mondo. Se volete lo trovate in quella rece, inutile ripeterlo.
Ritrovai in quel film tutta l'umanità, il fatalismo, il prenderla come viene di quell'ultimo messaggio.
Una visione del mondo magnifica che mi rimase attaccata come poche altre.
Insomma, lo conoscevo da un'ora e mezzo e mi sembrava già una persona importante per me.
Lo ritrovo oggi in quello che viene considerato il suo capolavoro, Paprika.

13.9.15

Recensione: "We are what we are" (2013)


Un grande incipit e un ottimo finale non ce la fanno a salvare del tutto un horror "drammatico" che, con fatica, cerca di esplorare la tematica dell'accettazione di sè.

presenti spoiler

Questo film, anche se per caso, fa parte de La Promessa (10/15)


Remake di un originale (addirittura) messicano (credo migliore) questo We are what we are era un horror di cui sentivo parlar bene, a volte benissimo, da un paio d'anni.
Beh, la delusione è stata abbastanza cocente (sempre trovato buffo e poco appropriato st'aggettivo-participio presente "cocente", ma del resto la lingua italiana è piena di modi di dire del cazzo di cui nemmeno ci rendiamo conto quando li usiamo).
In realtà il film parte molto bene.
In realtà il film finisce molto bene.
Il problema è che tra la A e la Z c'è veramente poco che convince.

30.8.15

Recensione: "The House of the devil" - Horror Underground - 13 -



La conferma, credo ormai definitiva, di trovarsi davanti ad un vero talento.
Film del 2009 che sembra esser stato girato nel 1982.
Cinema di minaccia, paura e delirio

Spoiler pesantucci soltanto nell'ultima parte.

Lo trovai enormemente sopravvalutato in The Inkeepers, ebbi modo di ricredermi molto in The Sacrament e adesso, dopo aver visto The House of the devil, posso dirlo abbastanza tranquillamente: Ti West è uno dei mejo giovani dell'horror.

A parte il gradimento per THOTD (posso usare l'acronimo?) quello che mi ha affascinato di più di questo regista (più giovane di me mortacci sua) è la sua assoluta poliedricità.

2.8.15

Recensione "Festen" - Yesterday, i film del (mio) passato - 7 -


Un film enorme, meraviglioso, imprescindibile.
La Verità, dentro una villa con la camera a mano, colpo dopo colpo annienta e distrugge il mondo dell'ipocrisia.
Capolavoro.

Questo film fa parte, oltre che di Yesterday, anche della Promessa (8/15).


Presenti spoiler


"Peppe, l'hai mai visto questo?"
1998, Giacomo entra in camera mia con una videocassetta in mano.
Festen.
Gli dico che no, non l'ho mai visto, gli dico di lasciarmi la vhs e poi lo guardo.
Parliamo di Dogma, di questo strano decalogo fatto lassù in Danimarca da dei registi che non abbiamo mai sentito nominare. Uno di quelli, Trier, diventerà negli anni forse il mio regista preferito, l'altro, Vintenberg, uno di cui vedrò solo due film, questo Festen che adesso tengo in mano io, non Giacomo, e l'altro, più di 10 anni dopo, sarà Il Sospetto, uno dei pochi 10 della mia carriera da scribacchino.

9.7.15

Recensione: "Holy Motors"


Recensione iniziata e finita in meno di 20 minuti dopo la fine del film. Scrivo sempre di getto ma pubblicare una rece un quarto d'ora dopo la fine del film non mi era mai capitato sinceramente. Quindi abbiate pazienza per tutti gli eventuali problemi che ne derivano.



Questo film fa parte de La Promessa (7/15)




Se non volete più il cinema, se niente vi emoziona più, se state lì immobili, impassibili, addormentati davanti allo schermo, beh, io invece non voglio mollare.

E se non riesco più a lavorare, se non ho più le telecamere intorno a me, se il cinema non può più far parte della mia vita, allora farò in modo che la mia vita diventi cinema.

E sarò una vecchietta che chiede soldi, sarò quella che voi un tempo chiamavate cinema povero.

E sarò un artista della motion capture, io con i miei sensori e le mie lucine. Salterò, combatterò, amerò, scoperò, e sarò tutto quello che voi un giorno chiamavate effetti visivi.

E sarò uno zoticone, un essere repellente, uno schifoso uomo che esce dalle vostre fogne, rapisce la bellezza e poi in quelle fogne ci ritorna. Sarò tutto quello che un tempo, nel tempo del cinema, veniva chiamato disturbante. E, come con quel fotografo, saprò attirare la vostra attenzione.

E sarò un padre di famiglia che va a riprendere sua figlia ad una festa, niente di più. E' il ruolo più facile e difficile allo stesso tempo, così vero, così normale. 
E' il cinema verità, quello che non si inventa niente ma si limita a raccontare la vita.

E sarò un musicista per rappresentare quella che chiamavate colonna sonora.

E sarò uno spietato killer, sarò il cinema della suspence e della morte. E vicino a me diventerò controfigura di me stesso, in questo continuo scambio si prospettive, verità e finzione.

E sarò ancora un killer perchè per me, come per il cinema, un omicidio non basta, non è sufficiente.
Sarò crivellato di colpi ma mi alzerò fresco come una rosa perchè io per voi sono la realtà ma io non sono la realtà. Io sono un ruolo.

E sarò ancora un ricco vecchio morente.
E morirò per voi.
Sarò il cinema del dolore.

E infine sarò il marito di una scimmia perchè avete bisogno anche del surreale.

Sarò tutto per voi.
Interpreterò ogni cosa nel miglior modo possibile, e anche se qualcuno mi dice che sono un pò stanco di questo lavoro e ogni tanto non sono credibile io vado avanti.
Perchè voi avete bisogno di me.
 Se non credete più nel cinema allora saremo noi attori a portare fin dentro le vostre vite tutte le emozioni che un giorno vi dava lo schermo.

Questi manichini un giorno erano in piedi, qui si faceva cinema.
 Questo hotel si chiama Samaritaine. 
Samaritani, come noi, che portiamo la finzione della verità. o la verità della finzione, dentro le vostre vite.
C'è anche lei qua dentro, c'è anche il musical, avete tutto.

Sono Monsieur Oscar, sono un attore, sono Denis Lavant.
E se voi non avete più bisogno del cinema io proverò fino alla fine a portarlo dentro le vostre vite.
Solo per la bellezza del gesto.
Solo per la bellezza dell'azione, per questo fuoco qua.

O per crederci ancora.

16.6.15

Recensione "Sto Lyko" - BuioDoc - 23 -


Questo film fa parte del "progetto" La Promessa (6 su 15)


Il Lupo prima o poi sbranerà tutte le pecore.
E non resterà nulla.
Sti 3,4 anni, da Dogtooth in poi, su questo blog ho parlato più di cinema greco che di qualsiasi altra cosa. Sarebbe inutile ribadire ancora una volta il mio folle amore per questo cinema ( e così, senza volerlo, l'ho fatto ancora), sarebbe inutile ripetere analisi, sensazioni e interpretazioni che di volta in volta, film per film, ho tirato fuori su sto cinema (ve le andate a cercare semmai).
E probabilmente vedere Sto Lyko per "ultimo" (almeno tra i 7 film che conoscevo e volevo vedere) è stata la miglior cosa perchè questo, pur essendo completamente diverso dai 6 precedenti, è forse il film definitivo sulla Grecia di questi anni.
Gli altri hanno provato a raccontarla in modi abbastanza indiretti, quelli surreali di Lanthimos, quelli durissimi ma comunque metaforici di Avranas e del suo Miss Violence, quelli narrativamente molto particolari di Luton (che a pensarci bene è forse il film che più somiglia a Sto Lyko per un certo verso, ossia per quell'accumulo di rabbia e sconfitta che poi porterà all'esplosione finale).
Sto Lyko no, Sto Lyko la crisi greca ce la sbatte in faccia in modo esplicito, talmente esplicito da mostrarci spezzoni dei tg sulla questione e da farne argomento principale di quasi tutti i, rari, dialoghi del film.

12.5.15

Recensione "Leviathan"(2014)



Serve a poco conoscerne le connotazioni bibliche.
Nè quelle filosofiche.
Nè quelle storico politiche.
Perchè quanto è grande il mostro lo vedi da solo.
Eppure Kolya, brav'uomo tutto lavoro e neuroni che saltano, dentro la bocca del mostro c'era finito sin dal principio, ma mica se n'era accorto.
Che stava lì. a dimenarsi, a lottare, a dire che lui dentro quella bocca non ci sarebbe mai finito, anzi, ci avrebbe piazzato una bomba e l'avrebbe fatta scoppiare.
Solo alla fine, quando la bocca s'è chiusa, quando ha visto il muro di denti davanti a sè, e l'odore marcescente e il buio, solo allora ha capito che era stato inghiottito.
E allora a quel punto l'unica cosa da chiedersi sarà soltanto dentro quale bocca si sia finiti.
Che il mostro mica c'ha una sola testa, no, perchè a volte le creature mitologiche si accoppiano e formano figli ibridi. E il Leviathano ha corteggiato l'Idra, magari usando anche le maniere forti, che lui è bello grosso e la più terribile di tutte le creature, magari c'è stato uno stupro, che ne so, ma quello che conta è che inseminazione c'è stata e un figlio è nato, un mostro marino terribile, gigantesco e a più teste.
C'ha quella religiosa, con in testa il buffo copricapo dei Patriarca, quella religione dogmatica che ogni volta farà crollare ogni tuo dubbio umano dietro a verità imprescindibili scritte nei testi.
C'ha quella giudiziaria, di quei giudici che leggono, più veloci di Bonolis, sentenze che paiono giù scritte. Un fiume di parole ipnotico, vuoto per quanto pieno, solo una veloce e ridondante forma di una sostanza che conosci già.

16.4.15

Recensione: "The Living and the Dead" - Horror Underground - 12 -


Questo film fa parte de LA PROMESSA (4/15)
Se non lo trovate posso mandarvelo io senza problemi.

Mi ero perdutamente innamorato di Rumley sin dal suo primo film che mi capitò di vedere, il bellissimo Red, White and Blue, film dalle mille facce, quasi incatalogabile, con quella storia d'amore difficilissima che poi sfocia in una pellicola dalla violenza efferata. E l'atmosfera malsana sì, ma a tratti anche poetica. E le luci poi, vero e proprio punto di forza del giovane regista inglese. Tutte caratteristiche confermate poi dall'episodio di Little Deaths, anche questo una storia d'amore malato che poi esploderà, anche qui violenza ed emozione insieme, anche qui un uso della fotografia fantastico. E poi quel brano che inizia e per 10 minuti non se ne va più, una cosa poche volte vista prima.
Per questo volevo vedere assolutamente The Living and The Dead, a detta di molti il capolavoro di Rumley (in realtà la sua filmografia ha almeno altri 3 lungometraggi, ma pressochè sconosciuti).

4.4.15

Recensione: "Luton"





spoiler dopo la linea divisoria
Non c'è niente di più chiaramente percepibile di una buona regia, di una personalità dietro la macchina da presa.
Prendi le prime 3 sequenze di Luton.
Una donna corre in un tapis roulant, nient'altro. Dietro c'è qualcosa di sfuocato, a metà tra un riflesso e una presenza indefinibile.
Dei ragazzi escono da scuola, nient'altro. Ma essendo appena la seconda scena non sappiamo su chi porre l'attenzione. Solo quando piano piano tutti se ne andranno sarà rivelato chi sia il nostro protagonista.
Un grasso e abbastanza viscido tabaccaio dà il resto di un pacchetto di sigarette ad una ragazza, nient'altro. L'inquadratura è ferma, come quasi sempre sarà durante il resto del film.
Tre scene banalissime raccontate in modo non banale.
E in 10 minuti scarsi ho riconosciuto subito il mio adorato cinema greco.
In realtà Luton è un pò diverso da Dogtooth, Alpis ed Attenberg, da quei film cioè dove l'effetto straniante e quasi surreale era così potente e marcato, quasi saramaghiano, (soprattutto nei due Lanthimos) da rendere la realtà che vedevamo, se possibile, ancora più disturbante (attenzione, molto volte il disturbante deriva dal non riconoscimento di situazioni, codici e comportamenti che noi riteniamo "normali").
Siamo più dalle parti di Miss Violence, ossia di quei film fortemente ancorati alla realtà, anche se il terribile (in senso contenutistico, non qualitativo) film di Avranas era senz'altro più minaccioso, potente e devastante rispetto a questo.

25.2.15

Recensione "Un Piccione seduto sul ramo riflette sull'esistenza" (ma anche una lunga prefazione sul grottesco tanto per rendere il post, in proporzione, lungo come il titolo del film)



L'altro ieri mentre stavo guidando riflettevo.
Anzi, l'altro ieri mentre stavo riflettendo guidavo.
Che non è solo una questione di priorità, ma proprio del rendersi conto di quanto la guida sia automatica e subordinata a qualsiasi pensiero, sempre.
Fate 100 km, curve su curve, rispettate stop, evitate pedoni, sorpassate e decelerate, vedete semafori, fate tutto questo e paradossalmente potete farlo senza che ve ne siate accorti.
Sempre che in quel momento, in quei momenti, la vostra mente stesse pensando a qualcos'altro.
E io pensavo al grottesco.
Mi chiedevo come mai io ami tanto questa condizione/situazione, questa sproporzione, questa caricatura.

13.2.15

Recensione: "Memories of Murder" (Memorie di un assassino)





Non solo fino a 3/4 ma praticamente fino a 9/10 della pellicola non riuscivo a capire come questo bellissimo film coreano potesse essere considerato quasi unanimamente un capolavoro, uno di quei film che quasi tutti i "cinefili" segnalavano come uno dei vertici massimi del cinema coreano nell'ultimo decennio, e non solo nel genere.
Un pò credo m'aveva fregato anche la grandissima aspettativa alimentata non solo dai rumors di cui sopra ma anche da altri due piccoli aspetti:

1 Corea. Che dir Corea a chi ama la Corea nel cinema è una cosa che solo chi ama la Corea può capire
2 Bong. Perchè uno che fa un solo monster movie, The Host, e lo fa meglio di tutti, uno che fa un solo Sci-Fi, Snowpiercer, e lo fa meglio di tutti, uno che fa un solo poliziesco, Memories of Murder e lo fa quasi meglio di tutti è un regista superiore, stop.

13.1.15

La Promessa, ovvero i 15 film che vedrò al 100% nel 2015


Il fratello capita a cena, gli dico come caspita sia possibile che non abbia ancora visto The Fall e Mr Nobody e mi dice che fanno parte della Promessa.
"Che cazzo è?"
"Scrivi una lista di film che devi vedere entro la fine dell'anno"
In effetti questa cosa la fanno un pò tutti, questo ripromettersi di vedere quel titolo e quell'altro.
Però metterlo per iscritto, prometterlo alla luce del sole, è un pò diverso.

Quindi lo faccio anche io.
E lo faccio andando assolutamente a memoria.
Questi sono i 15 film che mi sono venuti in mente oggi, domani sarebbero stati molto diversi probabilmente.
Ma ormai sono stati "loro" a vincere sugli altri e ad entrare nella promessa.
Ah, ovviamente escludo tutti I VISTI PER VOI, ovvero i film che fanno parte di quell'iniziativa che prima o poi devo riprendere.

per ogni film di questi che non vedrò mi sorbirò un Twilight (sperando che non siano più di 4)