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24.11.20

Appuntamento in live alle 20.30 per fare due chiacchiere di cinema

 Stasera alle 20.30 se volete mi troverete in live a fare due chiacchiere di cinema a questo link.

Si starà circa due ore insieme e si parlerà di film, di sceneggiatura, del blog (ahimè).
Dovete solo entrare nel link ma se vi iscrivete (due secondi) potete anche interagire con domande o altro

Cercate di venire non numerosi

4.10.14

Il vero Buio in Sala: Il cinema Zenith di Perugia



In un anacronismo ti ci puoi imbattere per caso, in un anacronismo ti ci puoi trovare, un piccolo anacronismo, se osservi bene, lo puoi vedere dapertutto.
Ma a volte in un anacronismo ci puoi anche entrare, finir dentro.
E lo puoi fare salendo le scalette esterne di un vecchio edificio, su quello che pare il cortile interno di un antico monastero.
Sali le scalette, entri dentro e tutto ti sembra come 30 anni fa, quando bambino e poi adolescente ti infilavi in questi cinema dall'unica biglietteria, una biglietteria in cui quasi mai trovavi una bella ragazza col sorriso prestampato ma l'ombroso proprietario o una gentil signora che aveva appena impastato la pizza due ore prima.
E già nella biglietteria il fumo delle sigarette (e qui ben venga il progresso ad averle tolte) ti entrava nelle narici, lo spazio è piccolo, non si respira, dai mamma, entriamo in sala.
E in sala lo stesso fumo che si alzava controluce con le immagini.
Il buio, il fumo, le immagini.
E la sala poi non era un anfiteatro moderno con le luci a led ogni 2 metri,ma una vecchia stanza con logore poltrone.
In alcuni casi, nella maggior parte dei casi anzi, tutto messo al piano terra poi, che se davanti a te si sedeva una signora coi bigodini o col cappello nuovo, oppure uno di quei signori alti che a tutto pensano nella vita tranne che la loro altezza in alcuni casi possa procurar danni, ecco, in quei casi la visione diventava una piacevole sofferenza, un kamasutra cinematografico di colli inerpicati.
Che poi in questi cinema, anche oggi, in questo anacronismo in cui sono entrato, ci vado principalmente per film coi sottotitoli.
E se trovo la signora col cappello nuovo o il signore troppo alto leggerli diventa quasi impossibile.
Ma che vuoi, se entriamo qui è perchè questo ci piace e questo vogliamo vivere, se preferissimo stare in comode poltrone 2 metri più alte di quelle davanti e con il porta-bibita incorporato andremmo altrove.
Ad accogliermi c'è Riccardo, un uomo che 15 anni fa mi sembrava identico a Gary Sinise di Forrest Gump ma adesso, con tutto il rispetto per l'attore americano, gli anni se li è portati avanti meglio lui.
E' qui dal 96 (ma lo Zenith ha più di 50 anni di vita) e circa dallo stesso anno io, con presenze più o meno sporadiche, vengo in questo piccolo cinema appena fuori dal centro di Perugia.
Lo Zenith, nel 1996, veniva da anni di inattività, occorreva ripartire quasi da zero.
E Perugia allora, come del resto anche adesso, era all'avanguardia nel campo cinematografico visto che solo nel centro c'erano almeno 5 cinema.
E così al rinato Zenith, la legge del prima ci siamo noi, stai lì buono, faceva in modo che restassero quasi soltanto gli "scarti" degli altri.
Sì, scarti, chiamali così.
Chè all'epoca non c'erano mica i multisala e quindi il cinema di massa e popolare lo trovavi proprio in quei 5 cinema sopracitati. E così i film che restavano fuori più che scarti erano quelli di nicchia, quelli poco pubblicizzati, quelli che avevano come maggior possibilità di successo il passaparola.
E così un pò per necessità e un pò per una scelta sin d'allora molto precisa il nuovo -che dir nuovo in questa storia poi par quasi un'offesa- Cinema Zenith da quasi 20 anni ormai è tornato la roccaforte del piccolo grande cinema, di quello di qualità, di quello più nascosto, di quello che con fatica cerca spazi in mezzo ai pop corn, di quello, diciamocelo, che alla fine della fiera ci fa ancora essere perdutamente innamorati di quest'arte.
Un cinema però che sembra non piacer tanto ai giovani, perennemente innamorati delle luci abbaglianti di altri luoghi.
E fa dispiacere perchè Perugia è (o forse è stata?) da anni una delle capitali italiane della meglio gioventù, degli universitari.
Ma dove sono sti ragazzi, mi chiedo io, mentre mi ritrovo spessissimo ad essere il più giovane in sala.
Ma dove siete, venite qui, e poi andiamo anche in quell'altri di cinema, che guardare una commedia sbrodolosa e un hamburger non hanno mai fatto male a nessuno, anzi.
Ve lo dice uno che senza i suoi horror, specie quelli scrausi, non sa stare.
Qui e là quindi, ci mancherebbe.
Ma anche qui, che non c'è da vergognarsi, che c'è solo da prenderci un pò la mano con certe cose, abituarsi, aspettare e vedere, che poi se ami il cinema la scintilla s'accende.
E invece ora, come 20 anni fa il pubblico è quasi tutto dai 40anni in su e se c'è qualcuno di 60 anni è perchè era il 40enne che ha cominciato a venire vent'anni fa.
E' dura la vita per certi posti, per cinema che ogni tanto, specie nel pomeriggio, hanno 1,2 spettatori (mi è capitato più volte) ma altre, e non poche, sanno ancora richiamare tantissima gente.
E non è la stessa "tanta gente" del multisala.
Non sarà gente migliore, ma migliore è il posto in cui si trovano.
Un posto dove si può ancora parlare di un film, vedere un 70enne che chiede informazioni a un trentenne, fermarsi un attimo in più e lasciare che l'emozione per quello che si è visto svanisca piano piano, magari davanti a un meraviglioso piatto di pasta nel ristorante aperto quasi 2 anni fa, il Nadir.
Lo Zenith e il Nadir, già.
Perchè qui poi, intendiamoci, di gente importante ne è venuta.
Non solo con i suoi film, personalmente.


E' passato Martone e il suo Risorgimento

Guzzanti, lei, con i suoi zapateri e i suoi terremoti
E Guzzanti, lui, con i fascisti scambiati per marziani
E i Manetti col la bomba nell'ascensore e gli spari neomelodici
E Garrone con i suoi nani imbalsamatori, le sue modelle anoressiche e il suo pescivendolo napoletano che voleva diventare famoso.
E l'Avati di sconfinate giovinezze
E Moretti col suo Papa troppo umano
E Sorrentino col suo uomo nascosto in un hotel impaurito da nulla se non dall'amore
E Gilliam, e il giovane Ozpetek e tra poco frse arriverà Tornatore e chissà quanti altri.


Son venuti tutti qui.

Mica dove ci sono le luci a led, qui.
E qualcuno l'avrà fatto per pubblicità, qualcuno come tappa obbligata di una carriera che stava iniziando ma qualcuno, moltissimi, ci vengono anche essendo diventati quello che sono.
E qualcuno ci torna, vincesse pure l'Oscar.
E' il caso di Garrone, persona splendida (l'ho saputo anche per altre vie) che stranamente si vergogna a parlare in pubblico dei suoi film ("Riccardo, se mi inviti per una partita di calcetto vengo, per parlare no" dirà un giorno).
Ma anche la resistenza non può resistere a tutto.
E così è arrivato il digitale, e così la figura del "pizzaiolo" in sala proiezione non esiste più, premi play e che il Dio digitale te la mandi buona, se va male non si risolve.
Proprio oggi ho trovato fuori dalla porta d'ingresso la gigantesca e ferrosa macchina della proiezione in pellicola, che so, magari la stavano portando via per sempre, non l'ho chiesto a Riccardo.
Ma il mercato detta le leggi e se devi aggiornarti non puoi farci nulla.
Per il resto però tutto è ancora soltanto passione, idee e uomini.
Uomini che organizzano rassegne, corsi scolastici, cineforum ed eventi, moltissimi eventi.
E che insieme ad altre ottime realtà stanno facendo di Perugia una cittadina in cui il cinema d'autore è tutt'altro che morto.
Ma qui siamo comunque in uno spazio che è anche mio.
E se ho chiamato un blog Il Buio in sala un motivo c'è.
E forse è proprio il buio di questo cinema quello dove conservo più ricordi.
Non c'è nemmeno bisogno che ripeschi lontano, bastano questi ultimi anni.


In questo buio ho visto un coreano che alza un martello.

Un funzionario che ascolta vite che non sono la sua.
Un uomo malato terminale che incontra suo padre nella neve.
Un altro uomo che ha paura che arrivi un tornado.
Uno che cerca gli affetti delle persone che non ci sono più.
Una famiglia greca e una finestra da cui buttarsi.
Un massacro raccontato prima da chi l'ha compiuto poi da chi l'ha subito.
Un pianeta che si schianta sulla Terra e una capanna di legno che vorrebbe fermarlo.
Un uomo che costruisce New York dentro un capannone.


E tutti gli altri che verranno da domani.

28.6.11

ESCLUSIVA! Federico Zampaglione parla per Il Buio in Sala del suo nuovo film!

Un piccolo miracolo. Ieri mattina mi sono messo a girare un pò per il blog dell'amico Eddy e per puro caso mi imbatto nella recensione di Shadow. Lascio un commento. Poco dopo Eddy mi risponde e butta là una mezza frase: "perchè non chiedi a Zampaglione qualche notizia sul nuovo film?".
(Flashback: ho conosciuto Zampaglione in un modo un pò particolare. Senza dilungarmi troppo potete vedere qui come è iniziato il "rapporto". Fine del flashback.)
Insomma, buona idea quella di Eddy, improbabile è dir poco, ma buona. Mando un sms a Zampaglione perchè tanto non costa niente (davvero, ne ho 250 gratuiti al mese...). Dopo 3 minuti Federico mi chiama, è appena uscito da una sessione di pugilato in palestra nella quale credo che di botte ne abbia prese parecchie , solo così si spiegherebbe la non lucidità nel dirmi di sì. Insomma, parliamo un paio di minuti, quanto basta perchè lui accetti l' "intervista". L'indomani mattina, neanche 24 ore dopo il mio commento a Shadow nel blog di Eddy, tutto era già pronto, in attesa di pubblicazione.
Intendiamoci, questa non è un'anteprima assoluta (quasi però...), ma credo che siano almeno due i grossi meriti che questo post possa vantare. Il primo è l'esaustività. Rispetto ad altre mezze notizie che si trovano in rete credo che qua le informazioni siano di più, e non solo sul nuovo film (anzi...). L'altro merito, il più importante, è che tali informazioni vengano dalla voce VIVA di Federico, non da canali interposti come Ansa o comunicati stampa vari.
E qui, di conseguenza, andiamo al punto ancor più importante. Questo post testimonia che a volte non c'è distanza tra noi e "loro", che un artista stra-affermato come Zampaglione si concede con la massima disponibilità al mondo dei blog, persino a un blog piccolo e insignificante come il mio. Sfidando la retorica mi piace affermare che questo è un post di speranza per tutti quelli che, a tempo perso, amano scrivere due righe su ciò che amano. Anche quelli a cui non piace lo Zampaglione cantante o regista non potranno non provare una profondissima stima per l'uomo. Fosse anche soltanto per questo motivo, sono sicuro che Federico vi ringrazierebbe uno a uno.


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Visto che l'idea è stata di Eddy, ho creduto opportuno coinvolgerlo alla pari. Tra l'altro, mentre io sono tipo una seconda punta che svaria un pò sul fronte d'attacco cinematografico, lui è proprio un centravanti boa dell' Horror, quindi poteva solo far bene all'iniziativa.


Si parte, Federico è vestito come nella foto, sguardo pensieroso e un pò impaurito. (tutte ca..ate, ovviamente non è stato un tête-à-tête anche se una volta di persona ci siam visti, quanto basta per confermare la straordinaria opinione che mi son fatto di lui).

Oh dae-Soo : Ciao Federico, per prima cosa facciamo un passo indietro. Ci puoi raccontare il cammino che ha avuto Shadow dopo l'uscita nelle sale italiane? Ha incontrato qualche difficoltà oppure ha raggiunto risultati, di pubblico e critica, che sono andati oltre le tue aspettative?

Federico Zampaglione : Ciao Giuseppe. Shadow e' stato fatto per pura passione, mentre giravo non pensavo affatto a incassi e riscontri. Il film ha dato i suoi buoni risultati in Italia e soprattutto all' estero, dove e' stato venduto praticamente ovunque e proiettato nei piu' importanti festival del fantastico. Al di la' di questo la mia piu' grande soddisfazione e' che il mio film ha in qualche modo sbloccato una situazione di terribile stallo che da anni avvolgeva il cinema horror italiano, aprendo le porte a tutta una serie di film che stanno uscendo in questo periodo, con ottimi riscontri. Il terreno sembra lentamente tornare fertile.

O.D.S : A proposito di terreno fertile per nuovi film. Puoi dirci qualcosa sul tuo nuovo progetto? L'idea di partenza è tua? Resteremo sempre nell'horror o ti cimenterai ancora, per la terza volta in tre film, in un genere diverso?

F.Z : il prossimo film si chiamera' Tulpa, e sara' un giallo all' italiana . Sarà molto violento e con qualche venatura soprannaturale. Il tulpa e' un termine che viene dal buddismo tibetano. Con la meditazione e le pratiche esoteriche e' possibile costruire il nostro tulpa..una sorta di materializzazione della nostra parte metafisica. I tulpa cooperano con i loro creatori a fin di bene..ma a volte capita che diventino cattivi e crudelissimi, totalmente fuori controllo. Il soggetto del film e' scritto col leggendario Dardano Sacchetti, autore di molti capolavori di Fulci, Argento e Bava( padre e figlio). La sceneggiatura vedra' coinvolto anche Giacomo Gensini, gia' co-sceneggiatore di Shadow.

O.D.S : Come accaduto in Shadow inserirai riflessioni e tematiche che cercano di donare maggiore profondità all'opera, oppure ci dobbiamo aspettare un classico film di genere?

F.Z : Anche in questo caso il film parlera' dell' animo umano e delle sue possibili devianze, perchè niente e' piu' oscuro e labirintico della nostra mente.

O.D.S : Puoi darci qualche informazione in più, un breve accenno alla trama, all'atmosfera e alle location? Girerai ancora in Italia?

F.Z : Il film sara' ambientato per lo piu' a Roma, nel quartiere Eur. Quelle zone hanno un che di estremamente inquietante, e architettonicamente sono fuori dal tempo. Una sorta di preistoria monumentale. Si parlera' di denaro, potere, perversione e morte. Sara' comunque un film piu' complesso ed articolato di Shadow, non posso dirti altro.

O.D.S : Tulpa ha qualche punto di contatto con opere del passato? Sei stato ispirato da qualche film o regista in particolare, italiano e non?

F.Z : Le atmosfere possono ricordare alcune opere del primo Argento e Sergio Martino. Il film puo' essere definito un power Giallo e avra' elementi erotici e fortemente morbosi. La mano di Sacchetti sul soggetto pesa, e riporta alla mente gli anni Settanta, con tutta la loro follia, sregolatezza e visionarieta'. Il bello pero' e' che non e' un omaggio, in quanto Dardano e' uno degli alfieri di quel cinema e la sua penna e' ancora ispirata e potente. Percio' sara' un ritorno modernizzato a quelle atmosfere... che tanto amo.

O.D.S : Manterrai qualche figura importante della vecchia troupe o del cast di Shadow?

F.Z : Siamo ancora in piena fase di scrittura, quindi mi riesce difficile pensare gia' al cast e alla troupe. Tutte le nostre cure ed attenzioni ora sono rivolte essenzialmente all' aspetto cartaceo.

O.D.S : Quindi credo che tu sappia ben poco sull'eventuale data di uscita...

F.Z : L' arrivo nelle sale e' ancora lontano. Voglio cercare di fare il miglior film possibile e mi prendero' il tempo necessario. Conto comunque di cominciare a girare in primavera 2012.

O.D.S : Anche se per un artista l'opera migliore è sempre la prossima, te la senti di dire se Tulpa sarà senza ombra di dubbio un passo in avanti (e non uno indietro) nella carriera di Zampaglione regista?

F.Z : E' difficile dire se sara' un passo avanti o meno...me ne accorgero' solo vedendolo finito in sala. Posso pero' dirti che e' un film estremamente complesso e con sfumature psicologiche che andranno rese al meglio. Gli omicidi contenuti nella storia, mi piacciono molto e tentero' di dargli la massima forza ed impatto.

O.D.S : Ultima domanda... . Quanto la tua carriera nel cinema potrà influire in quella di musicista? La prima sta via via affiancando la seconda oppure ritieni ancora la musica la tua attività principale?

F.Z : Le mie due carriere si daranno il cambio, cosi' evitero' di finire nella routine. Un bel privilegio , non ti pare ?


Ecco invece le domande di Eddy che ho girato successivamente a Federico. Come vedrete son molto più "di settore" delle mie, rappresentano un passo successivo rispetto a quelle più scontate e principalmente mirate al nuovo film che in qualche modo ero obbligato a fare io. Malgrado questo, Federico non si è tirato indietro, anzi...

EDDY : Qual'è il tuo rapporto con il nuovo movimento underground horror italiano? Penso ad esempio a Ivan Zuccon in testa, ai nuovi mondo-movie della Bad House Film, etc...

FEDERICO ZAMPAGLIONE : Il mio rapporto con la scena horror e' ottimo, sono amico dei grandi maestri come dei giovani registi come Albanesi, Picchio, Alema' , Zarantonello e tanti altri. L' horror in fin dei conti e' una appassionata famiglia di pazzi.

E : Perché hai scelto l'horror e non dramma o commedia come hanno fatto altri tuoi colleghi, come ad esempio Ligabue?

F.Z : Ho scelto l' horror perche' e' il genere che amo e di cui sono da sempre fan , altrimenti non mi sarei buttato nella folle avventura di regista, avendo gia' un lavoro che fortunatamente va bene. A volte penso che sia proprio l' horror ad aver scelto me...venendomi a tirare per i piedi di notte. eh eh eh

E : A tuo parere perché l'horror italiano fa così fatica a decollare di nuovo? Eppure nel sottosuolo si muove un mondo... (Shinigami, Edizioni XII, etc.)

F.Z : Quando il sottosuolo ribolle, prima o poi erutta verso l'alto. E' esattamente cio' che spero di veder succedere tra un po'. Nulla finisce per sempre nell' arte , ma tutto si rigenera in cicli piu' o meno lunghi. E' successo sempre cosi', bisogna avere la forza di combattere e la pazienza di aspettare il momento giusto....ma senza farsi cogliere impreparati.

E : Ti spaventano le enormi aspettative che ci sono sul tuo nuovo progetto?

F.Z : Mi e' successo gia' molte volte di essere atteso al varco. Ma il primo ad avere il fucile puntato su di me..sono sempre io. Percio' sereni, la pressione e le aspettative non mi spaventano, fanno parte del gioco e a me piace giocare.

E : Con che letture e film sei cresciuto? Sei sei sempre stato un amante del genere horror?

F.Z : Sono cresciuto leggendo i capolavori di Edgar Allan Poe. Un vero maestro nel riuscire a rendere la paura vivida e palpabile. Di lui ho letto praticamente tutto.

E : Ad oggi qual'è il tuo regista di riferimento e visto che gli americani ti vogliono, cosa ti piacerebbe girare e con che attori?

F.Z : In questo momento lavorare con gli americani non mi interessa affatto. Il loro sistema e' drammaticamente rivolto ai remakes dei grandi classici. Francamente non mi interessa rifare film che sono gia' belli cosi' come sono. Che senso ha ? e poi hanno ricette per tutto..il cast deve essere sempre quello, culi al vento e tettone...il coglione cannarolo e panzone e l' eroe biondo pompato con gli steroidi...finisce tutto all' insegna della superficialita e degli stereotipi'. Ho troppo rispetto per certi film per contribuire a farne scempio. Guardate cosa hanno fatto a Nightamare, o a Texas Chainsaw Massacre...roba da segarli davvero in mille pezzi. Un film USA di quest' anno che mi e' piaciuto pero' e' stato INSIDIOUS. Una sorta di remake di Poltergeist..ma almeno aveva ritmo e buone idee di fondo. Comunque sono ora concentrato sull' horror dal sapore italiano. Questo e' cio' che vorrei continuare a fare.

O.D.S ed EDDY : Grazie Federico e... in bocca al lupo!

F.Z : Un saluto, e che l' Orrore sia con voi.


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Perchè abbia detto tutte queste cose a noi "preferendoci" a qualche organo più ufficiale non è dato sapersi, ma del resto è o non è il leader dei tiro...mancino?