L'ultima giornata al ToHorror Film Festival è assolutamente la migliore delle 4.
Paradossalmente il film più debole è proprio quello che avrei pensato come capolavoro, l'ultima pellicola dei registi di Amer.
Poi abbiamo una bellissima fiaba nera messicana, un interessantissimo film-game metacinematografico galiziano e uno stupendo, comico e straziante, film francese - Dog - che, per me, è la cosa più bella vista questi giorni
Nei due film con titoli simili, Dhogs e Dog, presenti spoiler

LAISSEZ BRONZER LE CADAVRES ( fuori concorso )
Personalmente la grande delusione del festival.
Non dico di essere andato a Torino per questo film (semmai per Climax) ma è stato sicuramente uno dei motivi principali.
Lo sapete, avevo amato Amer sopra ogni cosa.
E avevo sentito di un film che manteneva lo stesso incredibile stile della coppia Cattet-Forzani ma, in questo caso, al servizio di qualcosa di più narrativo.
E sì, è tutto vero, ma che delusione...
Appena il film comincia sono dentro Amer. Dettagli ravvicinatissimi (occhi, labbra), rumori anche minimi esasperati al massimo (con Cattet-Forzani anche un respiro o lo struscio di un vestito diventano debordanti), giochi grafici, fotografia straordinaria, gusto dell'inquadratura raffinatissimo.
Che meraviglia, sono ancora vostro, mi son detto.
Il problema è che poi il film va avanti, è sì abbastanza narrativo ma poi, dopo un quarto d'ora, si blocca del tutto.
E assisteremo ad un'ora sempre uguale a sè stessa, una stessa scena o stesse dinamiche ripetute all'infinito.
Mi nascondo, sparo, parlo, mi nascondo, sparo, parlo, mi nascondo, sparo, muoio, parlo.
Tanto che, veramente, ho rischiato di addormentarmi più volte.
Questo qua è l'unico, ma veramente unico, film senza tematiche di tutto il festival, di tutti e 13 i film. Niente, non c'è niente dentro.
E o.k, sticazzi delle tematiche a volte. Il problema è proprio nell'assenza assoluta di ritmo e in quella delle trovate narrative, talmente nulla che l'unica speranza era non che succedesse qualcosa ma che ce la mostrassero nel modo più bello possibile.
In Amer almeno c'era così tanto mistero e simbologia che ce ne fregavamo della "storia". Qui la storia c'è ma è meno storia della storia di Amer.
E allora che fare?
Niente, l'unica cosa era ogni volta aspettare qualche trovata visiva nuova, qualche inquadratura indimenticabile.
E ce ne sono, tantissime.
Quel corpo d'oro, gli sfondi color pastello, la strepitosa sequenza del girarrosto, la centralità delle inquadrature, la mappa con le formiche che simula gli spostamenti umani (geniale), quella ragazza in controluce che tanti vedono (e che per me simboleggia la Morte, Morte che colpirà praticamente tutti), i pezzetti di carta infuocati, quella morte tra oro e sangue.
Un'opera d'arte.
Ma che non va avanti, non racconta nulla, non ha tematiche, non ha sottotesti.
La magnificenza del Nulla
6.5

DHOGS ( in concorso )
Molto molto interessante.
Parte che pare di ritrovarsi in Holy Motors (o in Interruption), con questi spettatori in sala che guardano uno spettacolo.
Dopo pochi minuti, nella sequenza del tassista che si cambia d'abito, ci sembrerà ancor di più di ritrovarsi nel film di Carax.
Alla fine però ci accorgeremo che quella di Dhogs è operazione per certi versi simile, specie nella metacinematograficità, ma anche molto differente.
Abbiamo diversi episodi, apparentemente slegati l'uno dall'altro ma in realtà tutti in qualche modo collegati.
Paradossalmente il film più debole è proprio quello che avrei pensato come capolavoro, l'ultima pellicola dei registi di Amer.
Poi abbiamo una bellissima fiaba nera messicana, un interessantissimo film-game metacinematografico galiziano e uno stupendo, comico e straziante, film francese - Dog - che, per me, è la cosa più bella vista questi giorni
Nei due film con titoli simili, Dhogs e Dog, presenti spoiler
LAISSEZ BRONZER LE CADAVRES ( fuori concorso )
Personalmente la grande delusione del festival.
Non dico di essere andato a Torino per questo film (semmai per Climax) ma è stato sicuramente uno dei motivi principali.
Lo sapete, avevo amato Amer sopra ogni cosa.
E avevo sentito di un film che manteneva lo stesso incredibile stile della coppia Cattet-Forzani ma, in questo caso, al servizio di qualcosa di più narrativo.
E sì, è tutto vero, ma che delusione...
Appena il film comincia sono dentro Amer. Dettagli ravvicinatissimi (occhi, labbra), rumori anche minimi esasperati al massimo (con Cattet-Forzani anche un respiro o lo struscio di un vestito diventano debordanti), giochi grafici, fotografia straordinaria, gusto dell'inquadratura raffinatissimo.
Che meraviglia, sono ancora vostro, mi son detto.
Il problema è che poi il film va avanti, è sì abbastanza narrativo ma poi, dopo un quarto d'ora, si blocca del tutto.
E assisteremo ad un'ora sempre uguale a sè stessa, una stessa scena o stesse dinamiche ripetute all'infinito.
Mi nascondo, sparo, parlo, mi nascondo, sparo, parlo, mi nascondo, sparo, muoio, parlo.
Tanto che, veramente, ho rischiato di addormentarmi più volte.
Questo qua è l'unico, ma veramente unico, film senza tematiche di tutto il festival, di tutti e 13 i film. Niente, non c'è niente dentro.
E o.k, sticazzi delle tematiche a volte. Il problema è proprio nell'assenza assoluta di ritmo e in quella delle trovate narrative, talmente nulla che l'unica speranza era non che succedesse qualcosa ma che ce la mostrassero nel modo più bello possibile.
In Amer almeno c'era così tanto mistero e simbologia che ce ne fregavamo della "storia". Qui la storia c'è ma è meno storia della storia di Amer.
E allora che fare?
Niente, l'unica cosa era ogni volta aspettare qualche trovata visiva nuova, qualche inquadratura indimenticabile.
E ce ne sono, tantissime.
Quel corpo d'oro, gli sfondi color pastello, la strepitosa sequenza del girarrosto, la centralità delle inquadrature, la mappa con le formiche che simula gli spostamenti umani (geniale), quella ragazza in controluce che tanti vedono (e che per me simboleggia la Morte, Morte che colpirà praticamente tutti), i pezzetti di carta infuocati, quella morte tra oro e sangue.
Un'opera d'arte.
Ma che non va avanti, non racconta nulla, non ha tematiche, non ha sottotesti.
La magnificenza del Nulla
6.5

DHOGS ( in concorso )
Molto molto interessante.
Parte che pare di ritrovarsi in Holy Motors (o in Interruption), con questi spettatori in sala che guardano uno spettacolo.
Dopo pochi minuti, nella sequenza del tassista che si cambia d'abito, ci sembrerà ancor di più di ritrovarsi nel film di Carax.
Alla fine però ci accorgeremo che quella di Dhogs è operazione per certi versi simile, specie nella metacinematograficità, ma anche molto differente.
Abbiamo diversi episodi, apparentemente slegati l'uno dall'altro ma in realtà tutti in qualche modo collegati.







