22.8.19

Il 6 settembre Umberto Maria Giardini suonerà al raduno, il post "atto d'amore" (e presentazione di alcuni dei suoi brani più belli) di un mio grande amico


Ho deciso di non scrivere nulla riguardo il concerto di Umberto al raduno.
Semmai parlerò a voce là.
Lascio quindi la parola al mio grande amico Federico

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2006, fine mattina di un mese imprecisato. Italia, Umbria, Perugia, Facoltà di Lettere e Filosofia. La lezione di estetica è appena terminata. Bella, brutta, insignificante, appassionata, edificante, chissà... Giuseppe è un ragazzo più grande di me ed è mio "compagno di panca" e quello che si suol dire "un conoscente".


Qualche parola scambiata più o meno fortuitamente e adesso frequentiamo le lezioni insieme. Siamo soliti, dopo la lezione, andare alla ricerca di una buona pizza per le vie della nostra Perugia. Giuseppe è un formidabile mangiatore e per questo uno scopritore seriale di buon cibo. Inoltre mi piace la sua compagnia che trovo sana e genuina. E' un "lettore forte" e soprattutto un appassionato di cinema, non un esperto, un vero e proprio appassionato. Ed è meglio così. Ma non c'è solo la letteratura e il cinema, parliamo tranquillamente di un po' di tutto. 

Quel giorno non posso però, devo scappare. Sì, certo che mi piacerebbe ma non posso proprio.

- Ho fretta! 
- Cosa dovrai fare di così importante? 

- Devo assolutamente comprare un cd. Sta per chiudere il negozio. 
- Che cd? 
- Dai lascia perdere, lasciami andare che ho fretta ti dico! 
- (Parolaccia, probabilmente) 
- ... 
- Ma dimmi almeno che cantante è! Cosa ti costa? 
- Mi costa il tempo che sto perdendo! Tanto non lo conosci! 
- (seconda probabile parolaccia!) 
- Moltheni! Moltheni! Si chiama Moltheni! 
- Ma sei impazzito? E' assurdo! Clamoroso! Certo che lo conosco! 
- ...

Riportate tutto il dialogo al dialetto perugino e saprete grosso modo com'è cominciata la storia. 
Sono passati tredici anni e da allora non abbiamo mai smesso di conoscerci.

Dal 1999 ha pubblicato sotto il nome d'arte Moltheni, fino al 2010, anno della fine del progetto, non dell'artista. 

Dopo una breve parentesi con i Pineda, rinasce infatti a nuova vita musicale nel 2012, araba fenice vestita col suo nome reale. 
Moltheni oggi è Umberto Maria Giardini, UMG. 
Aldilà dei cenni bio\discografici, facilmente rintracciabili su wikipedia o nelle decine di recensioni presenti nell'universo internettiano, chi scrive è e resta interessato alla personalissima (giacché priva di qualsiasi competenza) descrizione della pura e semplice dimensione cantautorale. 
Mi piace la musica, Amo la musica del fu Moltheni e di Umberto Maria Giardini. 
Ho scoperto questo cantautore grazie a quelli che sono gli amici di una vita. Come in un rituale, condividiamo da anni ormai i primi ascolti, le prime impressioni e le prime emozioni di ogni nuovo album, di ogni nuovo brano, di ogni nuova singola nota. E' una esperienza epifanica, nuova e bellissima, approcciare il lavoro di un artista che nel tempo è stato in grado di rinnovarsi ed evolversi nella scrittura e nel suono, restando sempre figlio del proprio audace temperamento. 
Certo, l'argomento arte possiede senz'altro gli sconfinati confini invisibili del cosmo e tutto il relativismo vacuo della soggettività. E la musica, in particolare, in quel susseguirsi di note prive di significato, pare esserne la conferma. 
Non è ozioso parlare e soprattutto scrivere di musica in questi tempi dove tutto scorre velocissimo? 
Forse sì, ma come scrisse qualcuno "niente è più necessario del superfluo". 
Superfluo... 
Eppure sappiamo che la musica ha un effetto portentoso sull'essere umano e miliardi di persone lo sperimentano, magari anche consapevolmente, ogni giorno. 
Lunga parte di questa sperimentazione, chi scrive la prova con la musica di Umg. 
E se esiste una singola parola che possa esprimere il concetto, questa potrebbe essere EUFONIA. 
Eufonia: l'effetto piacevole prodotto da un suono o dall'accostamento di più suoni che si incontrano. 
Suoni e parole, parole e suoni. Parole che sono suoni. Suoni che sono parole.

In sostanza: perchè ci piace la musica di Umg?




La musica di UMG è inconfondibile: allieta e trascina, culla e ipnotizza, turba e si apre, ferisce, confonde e ammalia, medica, si fa immagine sensibile, visiva, paesaggistica; è sempre in simbiosi con la voce perchè l'ha partorita, ne è Madre. 

La voce di UMG è inconfondibile: eterea accarezza, placa, risveglia, graffia, turba, si innalza, si lamenta, si perde, si estende, ammorbidisce, diventa ruvida, esplode; è sempre in simbiosi con la musica perchè da essa nasce, ne è Figlia. 
In diverse interviste Umg ha infatti dichiarato di avere come consuetudine una particolare tecnica di scrittura del testo, inversa alla maggior parte dei cantautori: le parole nascono dalla musica e non viceversa. 
E' la musica quindi a generare\evocare la parola e da questa inversione di causa-effetto scaturisce probabilmente una potente e magica comunione perchè la parola, posandosi aderisce, diventa essa stessa strumento musicale, essa stessa suono, essa stessa musica. 
Da qui forse il segreto di una spiccata e raffinata sensibilità di paroliere e musicista (musicofilo, varrebbe la pena di dire oggi..) che contraddistingue tutta la produzione del Nostro, che, nel corso di una carriera ormai ventennale, ha raggiunto vette di una bellezza a dir poco vertiginosa. 
Una carriera in cui è facile rintracciare in ogni dove una facoltà di immaginazione musicale illimitata, degna di un vero e proprio sinesteta. 
Se il connubio tra musica e testo genera un prodotto finale armonioso, concentrandosi solo sul secondo elemento il discorso si fa più ostico. 
La scrittura quasi mai segue una narrativa facile: si produce spesso per immagini, flash, diapositive, e i nessi che ne scaturiscono non sempre sono facilmente assimilabili alla logica. 
Le parole difficilmente assecondano, spesso disilludono, a volte scuotono, rimandano simbolicamente. 
Il linguaggio si permea a volte di un ermetismo spigoloso e sembra chiudersi a qualsiasi ermeneutica; le metafore sono ardite; gli accostamenti azzardati spiazzano e conducono dove non vorresti, dove sembra non esserci scampo, dove la materialità diventa melliflua e mobile e nel passato si fondono i piani della geometria spaziale e le corrispondenze cromatiche. 
Il tutto però, è fondamentale evidenziarlo, lontanissimo dal naif o dal nonsense che troppo spesso invade il nostro tempo. 
E' in realtà, quella di Umg, una visione chiarissima e intima, è la soglia che l'artista ci fa attraversare per renderci fruitori delle proprie emozioni, dei propri pensieri, del proprio materiale onirico, delle visioni psichedeliche, della versicolore immaginazione, con una paradossale quanto potente presa diretta sulla realtà. 
Una scrittura autentica, un riconoscibile e dunque originale marchio di fabbrica. 
Il tutto, allietando le orecchie e tanto basta!

E allora proviamo a scrivere su quello che a parole è indescrivibile, sulle canzoni.
In ordine sparso, come direbbe qualcuno.


MONDODOWN "Dormi che domani il mio burro piegherà il tuo acciaio" è la possibile vendetta dopo un amore finito. Ma in fondo, "merita pena colui o colei che lascia". Brillante intramontabile, graffiante episodio moltheniano.

L'AMORE ACQUATICO, contenuta ne "I segreti del corallo", concreta e dolce onomatopea che ravviva l'ascoltatore con rovesci di godurie rinfrescanti, "cascate ripide" di sonorità lenitive. Chitarre di Acqua limpida, la si può sentire sulla pelle.




Un esempio di memoria fonografica, uno scrutare con l'occhio della mente è VITA RUBINA, traccia che apre "I segreti del corallo". La vita di un individuo, il vissuto, concreta astrazione d'eccellenza, si antropomorfizza, diventa persona in grado di provare collera per quel che non si è voluto fare e dire, diventa specchio riflesso dell'io e inesorabilmente, a mo' di vendetta lo precipita nel passato, in un gorgo di immagini emblematiche, perso in una spirale fotografica che risucchia i sensi. E la musica accompagna incessante l'ipnosi verso la liberatoria confessione finale. Si potrebbe scomodare Schopenauer: "la musica non esprime che la quintessenza della vita e dei suoi avvenimenti" 





E noi ascoltatori non possiamo che attingere, rimestare e abbeverarci dei suoni e delle parole, e ripensarle e rielaborarle e riplasmarle attraverso il nostro vissuto, riuscendo nuovi.

Antri di cielo, turbinii emozionali, vedute interiori, pennellate melodiose, fiamme disperate che sanno di colpa, che bruciano campi e allora lasciamoci bruciare di un altro fuoco, nel lutto collettivo, nella natura che si ribella quando lassù splendono le Pleiadi, nell'individuale consolazione sessuale che forse non basterà: è "PLEIADI IN UN CIELO PERFETTO", stella splendente incastonata nel firmamento di Forma Mentis.

PREGANDO GLI ALBERI IN UN OTTOBRE DA NON DIMENTICARE è la degna quasi-chiusura dell'album Protestantesima. Un inno alla scrittura che consola e redime e insieme una celebrazione della Natura che acquieta i sensi. Molteplici le frasi manifesto. "L'inchiostro allaga, condanna chi non paga, nell'obiettivo di una bontà che filtri la verità"; "Povero l'uomo moderno, che cerca virtù, laddove la ruota in discesa temeraria corre di più"; "Alunno io, materia tu. La penna scrive, la mente trotta e ride"




Non mancano poi gli episodi mitologici da cui Umg attinge, e\o mitopoietici, in cui c'è un'elaborazione personale che si fa mito. La liquida SIBILLA; la norrena SAGA dove l'io si prefigura le porte del Valhalla, il fascino di un paradiso prefetto, bramando valchirie, navi, chili d'oro e cavalli, ruotando vicino a pianeti di fuoco. Epica.

IL VASO DI PANDORA Una volta sollevato il coperchio, Milano si mostra così com'è: denaro e cocaina. E allora, è preferibile il fango rispetto ad un attico. Un climax vocale\sonoro stratosferico canta il distacco da una città profondamente amata, fino alla disillusione del "chi se ne frega". Punta di diamante di Protestantesima.




TUTTO E' ANTICRISTO Reminiscenza forse di un film di Trier. Se ci si abbandona all'abbraccio del suono e della parola, magari in solitudine, magari ad occhi chiusi, la tenacia della scrittura musicale scolpirà nella memoria emozionale indimenticabili vedute. Maestria artigianale, con una coda strumentale di sconfinata bellezza. Chiude il quasi omonimo Ep. Un gioiello raro.




Ne LE COLPE DELL'ADOLESCENZA odori di fili d'erba tra parafanghi, la vergogna che si antropomorfizza davanti ad un tè, così come la paura di fronte al tocco del corpo femminile, il sapore di una lingua che sapeva (o sa ancora?) di caramella mou. Il livello del dolore è cambiato, ma restano gli stessi identici desideri di quando si era diciannovenni. Scrittura di una poesia sublime e voce che si fa soave.

LUCE "No che non verrò al mio funerale, credo piangerei come il temporale" Lugubre? Ma che cos'è questa frase se non un immenso inno alla vita? Una vita che sia circondata di luce. E che luce!... e che voce!

SECONDA MADRE Una delicata nostalgia poggiata sopra a suoni celesti: qui le note fanno l'amore. Ascoltarla, fermarsi e riflettere.




MEA CULPA Un intimo pianoforte incanta e sottolinea il desiderio di fuga da una realtà mal sopportata. Ma l'io lirico è carnefice e vittima di sé stesso, come tutti del resto. La melodia e la voce toccano lidi inesplorati di commozione. Un capolavoro. "Noi, l'antimateria della realtà, girati su di un fianco, restiamo a guardare".




FORMA MENTIS al pari delle sopracitate Mea Culpa e Vita rubina, tra le vette più alte. La densità delle emozioni si fa più rock, le parole più ruvide, la voce: una potenza di fuoco. Tagliata in due dalla chitarra di Viterbini, nella seconda parte vola. E' un lavoro enorme di poesia introspettiva, uno scavare profondo nei sotterranei della mente, negli anfratti dell'anima. E' ancora una volta un viaggio a ritroso, un fare i conti con sé stessi, con la propria forma mentis, con ciò che ognuno di noi ineluttabilmente è stato ed è. Desiderio di metanoia, di cambiamento radicale del modo di pensare di un intera vita. Uno sfogo possibilmente catartico, che porterà una pace, anche se per sfinimento. 




Impossibile citare anche solo una frase, un momento: tutto, tutto, tutto, profuma di capolavoro.

Tante altre rimaranno fuori da questa lista... 


Nel corso degli anni, insieme agli amici di sempre, si è provato più volte a fare una raccolta delle migliori canzoni: ad ogni aggiunta l'orizzonte si allontanava. 

Beh, naturalmente queste sono le parole di un fan, e si portano dietro tutta l'ingenuità e forse la stupidità che il termine possiede, vista anche l'età di chi scrive. 
Ma, insomma, ascoltare per credere!

Infine, dunque, la musica di UMG mi piace perchè mi piace! Lo direbbe un bambino, lo dice spesso il mio io bambino e non c'è niente di più giusto, puro e semplice.

21.8.19

Recensione: "The Nest - Il Nido"



De Feo, il pugliese De Feo, tira fuori un horror italiano alla internazionale migliore di quasi tutti quelli che internazionali lo sono del tutto.
Una favola gotica che gioca sempre sul genere e sul poter diventare più cose.
Benissimo girato, ancora meglio interpretato, The Nest è la prova di come si possano copiare i maestri creando però opere personali e molto intime.
Film dalla grande delicatezza, con un finale sorprendente.
Non un capolavoro ma forse la meglio cosa che vediamo nel genere in Italia da anni, almeno in sala.

presenti piccoli spoiler


Samuel suona il pianoforte davanti a tutti.
Ad un certo punto la macchina da presa finisce sul volto della madre.
Gli occhi sono lucidi.
Eppure quella madre l'avevamo già vista come una specie di orco, e un orco si confermerà anche per gran parte del film.
Uno spettatore attento poteva capire sin dall'inizio che dietro tutto quello che vedevamo in The Nest poteva, anzi, doveva (per dare un senso a tutto) esserci qualcos'altro.
Io di ipotesi ne ho fatte tante, alcune anche simili a quello che poi sarà il colpo di scena finale.
Ma c'è poco da fare, The Nest molto probabilmente vi stupirà.


Ora, dovrei cominciare con il solito discorso de "speriamo che il cinema di genere italiano riparta da qua" ma no, non lo faccio, troppe volte ormai c'ho sperato in passato.
Mi limito a dire che questo è forse il più bel horror italiano visto in sala da anni.
E, a differenza di altri nostri bei horror più pane e salame (specialmente per mancanza di fondi) qui De Feo è riuscito a fare un horror internazionale "à la americana" facendolo meglio del 90% degli americani. Un pò quello che successe con lo spagnolo The Orphanage (che in molti aspetti ricorda The Nest, e non solo nell'ambientazione e nelle suggestioni ma specialmente in quel rapporto madre-figlio tragico e intenso).
Dirò di più, De Feo è riuscito nel miracolo di fare un film horror "moderno" ma evitando non so come il giochino dei jumpscares, incredibile (io visto il trailer - comunque molto buono - ero convinto ne avesse a decine).

17.8.19

26 film straordinari troppo poco visti o troppo poco riconosciuti - parte 2 di 2


Incollo la presentazione con le linee guida

"E' importante che si leggano le linee guida di questa lista, anche se ormai chi ha letto le decine di elenchi che ho fatto in passato le conosce abbastanza bene.
Stavolta, però, c'erano anche limitazioni in più.
Innanzitutto, come sempre, ho scelto solo film recenti, praticamente tutti degli ultimi 10 anni.
Poi, anche qui come sempre, film non conosciuti a tutta la massa ma semmai solo agli appassionati.
Anzi, stavolta questa non era solo una linea guida ma proprio l'anima del post.
In più, magari sbagliando su qualche titolo, mi sono soffermato su quei film meravigliosi di cui si parla troppo poco ma che comunque hanno avuto distribuzione.
Anche perchè se avessi considerato i più nascosti o i non distribuiti avrei fatto una copia di altre liste passate o, in pratica, un elenco preso dal Guardaroba de Il Buio in Sala.
Nella lista ci saranno anche tantissimi film molto stimati, alcuni considerati dalla critica tra i più belli di questi anni.
Ma, in ogni caso, sono film non sulla bocca di tutti, opere magari considerate straordinarie tra addetti ai lavori e appassionati veri ma comunque rimasti in quella cerchia o poco più.
Insomma, ci saranno molti di voi che l'avranno visti tutti ma spero abbiate capito quello che intendo.

per tutti i film potete trovare la mia recensione nell'elenco generale del blog, cliccando QUI

WINTERSLEEP


Di Ceylan ho visto un solo film e sono forse addirittura sopra media rispetto allo spettatore "comune".
Ecco allora che sarebbe da recuperare e rivalutare questo regista e, in particolare, questo film perchè è forte la sensazione che come Ceylan ce ne siano pochi, e non parlo tanto di livello quanto del tipo di cinema che fa, un cinema d'altri tempi, di spazi, silenzi e uomini.
Con dialoghi sublimi

ALPS


Ormai, finalmente, Lanthimos è stato consacrato a livello mondiale.
I suoi ultimi 3 film (e Dogtooth) sono conosciuti e amati ovunque.
Penso allora che bisognerebbe dare più risalto a uno dei suoi primi film greci, probabilmente dello stesso valore degli altri o poco meno.
Alps è l'opera meno conosciuta di Lanthimos al grande pubblico, eppure è forse quella che secondo me rappresenta di più il suo strano, insidioso e fastidioso cinema.
Film ostico, ma dategli una chance

CLASS ENEMY


Poi vedi tante liste di film sulla scuola e quasi mai c'è Class Enemy.
Peccato perchè secondo me, sull'argoment,o è il più grande film di questi nostri ultimi 15 anni, il più vero, il più coraggioso, il meno retorico e quello forse che dà più spunti.
Non vorrei doverlo consigliare ogni volta, cominciamo a vederlo 

CAFARNAO


Anche in questa seconda parte voglio mettere un film molto recente ma di cui ho sentito parlare da un pugno di persone per un pugno di giorni.
Spero tanto che Cafarnao non finisca nel dimenticatoio e che, a questo punto con qualsiasi metodo, sia recuperato da più persone possibili.
Film bellissimo, uno dei candidati a migliore del 2019, la storia di un bambino costretto a diventare uomo a 12 anni.
"Vi denuncio per avermi messo al mondo" dice ai genitori.
Imprescindibile

L'IMMAGINE MANCANTE


Ecco, qui siamo dalle parti del capolavoro, secondo me senza neanche discussioni.
Un documentario unico, meraviglioso, realizzato con un cuore incredibile e un'urgenza di raccontarsi e di raccontare quello che fu lo sterminio di un popolo, quello cambogiano, sotto la dittatura di Pol Pot.
Il mondo ha visto e saputo alcune cose di quel periodo ma c'è un'immagine mancante, qualcosa che nessuno ha mai raccontato.
E questa immagine ce la regala allora il regista, ricostruendola con terra e fango 

THE FALL


Quando pochi giorni fa ho scelto una delle immagini di The Fall come copertina della pagina fb del blog mi sono un pochino stupito di quanti ancora non l'abbiano visto.
Questo non è un film perfetto, non ha una sceneggiatura eccezionale ma è uno dei 4-5 film esteticamente più belli che io abbia mai visto, almeno in epoca moderna.
E tutto quello che vedrete è reale, anche luoghi che sembrano impossibili.
Un film con dentro un amore per il cinema pazzesco

TONYA


Ecco, in queste liste dalla doppia genesi (film poco visti e/o troppo poco riconosciuti) forse Tonya potrebbe essere quello che più di tutti appartiene alla seconda schiera.
Insomma, in tanti lo hanno visto ma sono costretto a metterlo qua perchè, come con Foxcatcher l'altro ieri, per me siamo davanti a uno dei più grandi film statunitensi recenti, eppure non viene mai citato.
Straordinario

LOVELESS


Altro film che ha visto il 10% degli appassionati e che per quasi tutto quel 10% è uno dei più belli di questi annii.
Ricordo che al sondaggio di fine anno del 2017 fu votato solo da 7-8 persone e nessuno riuscì a tenerlo fuori dal podio.
Film raggelante sì, ma emozionante, una storia che ti spezza in due

VICTORIA


Per la seconda volta uso il termine capolavoro.
Anche stavolta lo avete visto non  in pochi probabilmente ma state sicuri che in qualsiasi classifica popolare lo cerchiate non lo troverete.
Qui siamo davanti ad un film unico, come unico è il piano sequenza che lo attraversa.
Mai avevo visto un uso così straordinario del tempo reale


THE ACT OF KILLING / THE LOOK OF SILENCE


Una coppia di documentari gigantesca.
Un altro massacro dimenticato, quello indonesiano.
Nel primo lo raccontano i carnefici, in una specie di rappresentazione teatrale che mette i brividi.
Nel secondo la parola spetta alle vittime.
Immenso

GATTA CENERENTOLA


Uno dei migliori film d'animazione di questo decennio è italiano.
Iniziate a vederlo tutti e a spargere la voce per piacere

SOLE ALTO



La guerra serbo-croata raccontata in un modo che non avete mai visto.
Tre diversi decenni, un punto in comune extradiegetico tra loro che non voglio svelarvi.
Meraviglioso film di guerra in cui la guerra quasi non c'è


THE WAILING / GOKSUNG



Se lo considerassimo un horror sarebbe sicuramente in una mia ipotetica top 10, forse 5, di questo nuovo secolo.
Ma The Wailing è qualcosa di diverso e di più, è un film unico che giostra nei generi, che sembra non darvi mai un baricentro, che ha scene impressionanti, che vi inquieterà e commuoverà.
E, per non farvi mancare niente, vi lascerà anche con tante domande e dubbi









16.8.19

Recensione: "Holiday"


Un gruppo di danesi in vacanza in Turchia.
Ville, lusso, gioielli.
Sono trafficanti di droga.
Sascha è l'ultima ragazza del boss Michael. E' svampita, "bambina", vive quel rapporto dominante e violento e forse vorrebbe uscirne, magari grazie all'aiuto del tenero Thomas.
Ne nasce un film molto lento, pieno di nulla ma dalla grandissima potenza psicologica, specialmente grazie a 3 personaggi principali scritti da Dio e a dei dialoghi perfetti.
Un film sulla dipendenza emotiva e psicologica, con un finale sorprendente e difficile da dimenticare

SPOILER DOPO ULTIMA IMMAGINE


Spesso ci sono film molto interessanti che non hanno una minima metafora, che non hanno significati nascosti, che sono "semplici" ma che diventano molto interessanti perchè ci danno l'opportunità di analizzare nostri comportamenti o i nostri rapporti.
In questo senso potremmo dire che questi film di fiction fanno le veci dei documentari anche se nascondono tutto in una trama di finzione.
Per fare un esempio io citerei il bellissimo Forza Maggiore di Ostlund, film nel quale accade solo una piccola cosa (una innocua valanga) che però innescherà delle dinamiche psicologiche devastanti nei protagonisti e porterà i loro rapporti a modificarsi per sempre.
Se non "usiamo" questi film per analizzare(ci) alla fine poco resta, sono opere in cui accade poco e quello che accade non è poi manco così significativo o originale.
Holiday, in questo senso, è ancora più scarno di Forza Maggiore, ancora meno complesso tanto che uno spettatore a cui non interessano le dinamiche psicologiche umane lo potrebbe trovare di una noia mortale.

Siamo in Turchia, in un bellissimo posto di villeggiatura frequentato da molti stranieri.
Tra questi c'è un gruppo di danesi, una specie di "banda", che smercia droga in traffici internazionali.
Nel prologo del film vediamo che arriva all'aeroporto turco una bella e giovane ragazza bionda. Scopriremo poi che è l'ultima ragazza di Michael, il boss danese delle banda di cui sopra.
La ragazza raggiunge il gruppo e si prepara a vivere delle magnifiche vacanze (il titolo) tra ville e lusso.


Pur odiando con tutto me stesso il lusso nella vita reale (io sono uno che per alcuni motivi avrebbe potuto girare il mondo in hotel a 5 stelle ed ha sempre rifiutato) devo dire che, invece, nel cinema questi ambienti mi affascinano molto, specie quando in queste cornici dorate vengono raccontate storie torbide.

14.8.19

26 film straordinari troppo poco visti o troppo poco riconosciuti - PARTE 1 DI 2 -


E' importante che si leggano le linee guida di questa lista, anche se ormai chi ha letto le decine di elenchi che ho fatto in passato le conosce abbastanza bene.
Stavolta, però, c'erano anche limitazioni in più.
Innanzitutto, come sempre, ho scelto solo film recenti, praticamente tutti degli ultimi 10 anni.
Poi, anche qui come sempre, film non conosciuti a tutta la massa ma semmai solo agli appassionati.
Anzi, stavolta questa non era solo una linea guida ma proprio l'anima del post.
In più, magari sbagliando su qualche titolo, mi sono soffermato su quei film meravigliosi di cui si parla troppo poco ma che comunque hanno avuto distribuzione.
Anche perchè se avessi considerato i più nascosti o i non distribuiti avrei fatto una copia di altre liste passate o, in pratica, un elenco preso dal Guardaroba de Il Buio in Sala.
Nella lista ci saranno anche tantissimi film molto stimati, alcuni considerati dalla critica tra i più belli di questi anni.
Ma, in ogni caso, sono film non sulla bocca di tutti, opere magari considerate straordinarie tra addetti ai lavori e appassionati veri ma comunque rimasti in quella cerchia o poco più.
Insomma, ci saranno molti di voi che l'avranno visti tutti ma spero abbiate capito quello che intendo.

per tutti i film potete trovare la mia recensione nell'elenco generale del blog, cliccando QUI

LAURENCE ANYWAYS


Di Dolan parlan tutti, del suo talento, dei suoi film sbagliati (Donovan), di quelli che devono ancora arrivare qui da noi, del suo capolavoro Mommy, di una filmografia già grandissima alla sua età.
Eppure troppo poco spesso si cita il suo film più grande, il suo capolavoro, Laurence Anyways.
Solo pensare che nel torneo del Film del Millennio qui nel blog Mommy (stupendo eh) arrivò nei primi 5 e Laurence intorno alla 200ima posizione dimostra quanto ancora deve entrare nelle visioni e nel cuore di tutti

POST MORTEM


Lo metto appena dopo Laurence perchè vale lo stesso discorso.
Larrain è grande, grandissimo, ma quasi mai viene fuori questa sua perla, un film capace di raccontare un'intera nazione e stagione politica solo osservando un grigio e misantropo impiegato

BEN X


Uno dei più bei film sul bullismo e, in generale, sui disturbi autistici degli ultimi 30 anni.
Eppure non lo si cita o legge mai da nessuna parte

L'IMPOSTORE


Una vicenda incredibile per un documentario così bello che non si può accettare l'esser stato così poco visto.
Quando la realtà, per l'ennesima volta, supera l'immaginazione

NON ESSERE CATTIVO


Perchè è ora che tutti, ma veramente tutti, si rendano conto che questo è uno dei più grandi film italiani degli anni 2000.
Caligari ha vissuto un'intera carriera (e vita) nell'ombra o nella non meritata consacrazione.
Almeno adesso che non c'è più ognuno di noi ha l'obbligo di diffondere e ricordare chi era.

IL PRIMO RE


E, a proposito d'Italia, io dopo soli 5-6 mesi ho già la sensazione che questo stupendo film di Rovere sia finito nel dimenticatoio.
Un'operazione coraggiosissima, un risultato eccellente, un qualcosa che non vedevamo qui da noi da decenni.
Non permettiamo che resti sottotraccia

THELMA


Magnifico film di Joachim Trier, anche questo passato e, in un amen, quasi subito dopo dimenticato.
Eppure Thelma è qualcosa di potente, potentissimo, capace di giostrare tra più generi e avere una forza metaforica rara.
Un gioiello

FOXCATCHER


Forse era dai tempi di Confessioni di una mente pericolosa che non vedevo un film americano di Hollywood tanto bello quanto sottovalutato.
Tratto da una vicenda reale questo è cinema altissimo

THE HOUSE OF THE DEVIL


Mettiamo dentro anche un horror.
Tra l'altro questo forse è un "errore" nella lista, non ricordo se il film è mai stato distribuito da noi.
Ma resta uno di quegli horror eccezionali dimenticati da quasi tutte le liste di settore.
Operazione impressionante, come riuscire a realizzare nel 2009 un film degli anni 80, in ogni suo singolo aspetto.
Non crederete nemmeno che sia dei giorni nostri

PERSEPOLIS


Un capolavoro dell'animazione moderna che per quanto bello, per quanto divertente, per quanto importante e per quanto attuale dovrebbe passare sotto gli occhi di ogni persona del pianeta.

L'INFANZIA DI UN CAPO



Forse l'opera prima più grande dei nostri tempi recentissimi.
Eppure ogni 10 persone con cui parli trovarne una che l'ha visto è grasso che cola.
L'esordio impressionante alla regia di Brady Corbet è un film ambizioso, colto, maturo, insidioso e inquietante.

IL PASSATO


Ecco, qui potremmo considerare lo stesso regista, Fahradi, come enormemente sottovalutato e inserire qua dentro ognuno dei suoi film.
 Io ho sempre sentito parlare pochissimo di quello che forse, per un'incollatura, è il suo più bello, Il Passato.
Nessuno scrive dialoghi come lui, nessuno col niente riesce a trasmettere tanto

EL ABRAZO DE LA SERPIENTE


Un film straordinario che è un viaggio spirituale, culturale e anche cinematografico.
Opera unica che, purtroppo, non riuscirà mai a raggiungere il grande pubblico.
Forse, però, meglio così