16.1.19

Oltre l'Immagine, viaggio nel significato nascosto dei film (3) - Mulholland Drive - di Edoardo Romanella

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Terzo appuntamento con la rubrica di "decifrazione" dei film di Edoardo Romanella.
E ormai, terza volta su tre, si va avanti con Lynch e si arriva a quello che è, almeno per me, il suo capolavoro, Mulholland Drive.
Vediamo se l'articolo può aiutarvi a capire qualche passaggio o significato un pò troppo ostico.

Dunque, questo è il penultimo film del regista David Lynch, e partiamo col dire che è un film osannato da critica e pubblico, recentemente acclamato da più parti addirittura come “il miglior film del XXI secolo”.
Visto il regista, è inutile ribadire che sia un film dall’innegabile fascino, che entra di diritto tra i massimi capolavori della storia del cinema, ma il fatto che sia un capolavoro comunque non vuol dire che sia adatto a tutti i palati, come d'altronde vale per la maggior parte delle opere di Lynch. Il motivo è sempre lo stesso: è un’opera destrutturata e di difficile comprensione, dai significati nascosti e dal forte valore simbolico (come prima era stato per Eraserhead, per Strade Perdute, e così via).
Per quanto riguarda la trama, quindi, sarò costretto solo a scrivere qualche accenno: qui siamo veramente a un punto estremo per quanto riguarda l’associazione e la dissociazione delle immagini (anche se il fondo verrà toccato successivamente, con INLAND EMPIRE). Ne seguirà la spiegazione.

Rita, una bellissima donna dai capelli neri, è l’unica superstite di un incidente automobilistico avvenuto su Mulholland Drive, una nota via di Hollywood. L’incidente le fa perdere la memoria, così, completamente disorientata, si introduce in un appartamento, abitato da Betty, una giovane attrice di talento giunta dal Canada.


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Dunque, per facilitare la comprensione della pellicola è necessario prima di tutto elencare gli eventi nell’ordine in cui sono avvenuti realmente: Diane Selwyn (una straordinaria Naomi Watts) è un’attrice di talento ignorata dal mondo del cinema, riuscita a sbarcare ad Hollywood grazie alla vittoria in una gara di jitterbug (la scena iniziale delle persone che ballano).

12.1.19

Recensione: "Se mi lasci ti cancello" - (Eternal Sunshine of the spotless mind)

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E' passato in tv e l'ho rivisto.
Da almeno 10 anni volevo scriverne ma non ce l'ho mai fatta perchè Eternal Sunshine è un'opera troppo più grande di noi, come quasi tutte le cose scritte da quel genio di Kaufman.
Eppure stavolta ci provo ad affrontarlo, con l'accortezza, il rispetto ma anche la passione e il profondo amore che solo capolavori del genere meritano.
La storia di Joel e Clementine, la storia di tutti noi, noi che ci amiamo, ci odiamo, ci lasciamo, ci vogliamo dimenticare, ci dimentichiamo ma poi sentiamo un altoparlante che annuncia l'ultima chiamata del treno per Montauk, il treno del destino.
E corriamo verso quel treno, forse il treno sbagliato, di nuovo sbagliato, ma in quel momento l'unico senso che troviamo alla nostra esistenza è rifare il biglietto

Ci sono sempre persone che le cose sanno dirle meglio di noi.
Negli Stati Uniti c'è un uomo che tanto uomo non è - quasi un semidio - che le cose, per me, sa dirle meglio di tutti.
Il suo nome è Charlie Kaufman, un genio sempre troppo incompreso - ma del resto un genio non può essere universalmente compreso - che in tutti questi anni ha saputo parlare di noi uomini come nessuno è riuscito a fare.
Lui parla di noi ma per farlo non si affida alla prosa ma ad una cinematografica poesia, un caleidoscopio di immagini, metafore, suggestioni, giochi mentali, viaggi nel tempo, paradossi.
Racconta più che altro delle nostre fragilità, della nostra difficoltà d'esser al mondo, della SUA difficoltà di essere in un mondo che una mente come la sua vede piccolo, ingrato, insidioso, banale.
La sua intelligenza, la sua genialità, la sua impressionante ironia, la sua profondità sono un regalo che dobbiamo avere la forza di meritare.
Non poteva essere un caso che dopo straordinarie sceneggiature il suo primo film da regista, Synecodche New York, diventasse il mio film preferito di sempre.
Ma prima c'era stato Eternal Sunshine.
E qualche giorno fa è passato in tv.
Non lo vedevo da anni, non ero mai riuscito a scriverne tanto lo consideravo, e lo considero tutt'ora, un film troppo più grande di me, troppo più grande di noi.
Ogni sua battuta, ogni sua dinamica, ogni gesto che contiene dentro sono piccoli capolavori.
Non c'è nessun film che negli anni 2000 ha saputo raccontare con tale grazia, divertimento, genialità e tragica forza l'unico sentimento che può letteralmente tenere insieme le nostre vite (o ucciderle), l'amore.
Eternal Sunshine non può nemmeno sedersi al tavolo degli altri grandi film che hanno trattato l'argomento, lui sta proprio su un altro tavolo.
Come del resto Kaufman.
C'è un tavolo per i grandi del nostro cinema contemporaneo e poi laggiù in fondo alla stanza, da solo, con le mani nella testa a manifestare al contempo disperazione e riflessione, c'è Charlie.
Non lo paragonate con nessuno, per favore.

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C'è un uomo alla stazione, si chiama Joel.
Ad un certo punto sente un altoparlante che annuncia l'ultima chiamata di un treno, il treno per Montauk.
L'uomo, non si sa in base a cosa, fugge dal suo binario e prende quel treno.
Solo verso la fine del film, in quella struggente e indimenticabile sequenza di lei che gli sussurra all'orecchio, capiremo perchè.
Comincia un film uguale a nessun altro, dall'atmosfera giocosa ma terribile, fluttuante in almeno 4 fasi temporali (meraviglioso che l'unico modo di capire effettivamente in che momento della storia siamo dipenda dal colore dei capelli di lei - kaufman Dio -), pieno di frasi, momenti e dinamiche su cui sarebbe possibile scrivere un saggio.
Eppure qualcuno lo trova banale, incredibile.
Eppure qualcuno lo trova zuccheroso, incredibile.

Conosciamo Clementine, bella, ribelle, strana, invadente, stronza, insopportabile, adorabile, vera, una che dopo 10 minuti che conosce uno gli tira fuori due perle come

"Attento, sono la classica stronza vendicativa"

e così sarà

o

"Tutto questo aiuterà a rendere la fase della seduzione meno ripugnante"

Così, al primo dialogo.
E Joel dopo quel primo incontro torna a casa, e la chiama, e lei risponde così ad un uomo appena conosciuto:

"Perchè ci hai messo così tanto?
Ti manco?"

e niente, porca puttana, hai già un film e un personaggio finiti.

E poi loro sul ghiaccio a formare quell'inquadratura che è rimasta cristallizzata - ma del resto sul ghiaccio questo accade - nella storia recente del cinema.
E poi Joel fermo in macchina, Elijah Wood che lo vede e si stupisce che sia là.
Poi, come tutto il resto, capiremo.

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La parte centrale del film è impressionante.
Cancellare un amore attraverso la cancellazione sistematica, passo dopo passo, uno dopo l'altro, dei ricordi più importanti vissuti insieme.
E qui oltre alla scrittura di Charlie arriva il magico tocco di Gondry, lui e quella sua capacità di unire reale e onirico, quel suo uscire da un mondo ed entrare nell'altro anche nella stessa inquadratura.
E succedono magie, una dopo l'altra, ricordi rivissuti, ricordi visti in terza persona guardando sè stessi, giochi grafici, lui che nel ricordo sente le frasi che gli dicono nel presente.
Qualcosa di unico, un cercare di rendere visibile, evidente, quella cosa così grande e astratta che è la mente umana.
Una cosa che Kaufman ha sempre fatto, e come nessuno.
Eppure Joel, a differenza di Clementine, non vuole più cancellare, ha cambiato idea, vuole tornare indietro.

"Aiuto!! mi sentite? aiuto! voglio uscire, non voglio più farlo!"

(e come non pensare a Carrey come Truman in questo momento)

e la macchina va in tilt perchè anche le macchine più sofisticate hanno vita dura contro i sentimenti delle persone.
E nei ricordi da cancellare arriva proprio lei ad aiutarlo, quasi un paradosso.
E gli consiglia di rifugiarsi in memorie private, in ricordi non di coppia, lì dove la malefica macchina non possa trovarlo.
E c'è la scena di lui bimbo e quella canzoncina che ti spezza il cuore (e, incredibile, sarà la stessa canzoncina che troveremo in un altro capolavoro, The Crescent).

La barchetta va, quello è un ricordo di lui bambino, un posto franco e sicuro. Ma la madre acquista le fattezze di Clementine, niente da fare, non se ne esce, quando una donna ti occupa tutta la testa ti occupa tutta la testa, non è che possiamo star qui a parlarne poi tanto.

"Per favore lasciatemi almeno questo ricordo"

dirà Joel. 

Ed è una fase di impressionante forza e tragedia. Ma in questo film che in molti hanno visto futile e "fantastico" tante cose non vengono viste.
Qui non c'è nulla di fantastico, qui ci sono soltanto due artisti che in maniera unica e originale ci hanno mostrato e raccontato cose devastanti.
E reali.
E non è un caso che conosco molte persone che mi dicono che questo è il film che più le ha massacrate, che non ce la fanno a rivederlo nemmeno.
Potremmo dire che Eternal Sunshine magari è debole nei personaggi secondari, nelle sottostorie.
Ma niente, perfetto anche lì.
Quella di Patrick, un mezzuomo che prova a conquistare Clementine usando i ricordi, le frasi e la vita di Joel.
Quegli uomini senza spina dorsale, geishe che cancellano il loro tremendo sè stessi per mostrarsi al meglio di quello che vuole l'altra.
O la storia di Stan, Mary e del Dot. Howard, una storia latente che solo nel finale scopriremo.
E come tutto si incastra alla perfezione con la vicenda principale, che armonia, che scrittura.

"Puoi averlo. Anzi, lo hai già avuto"

dice la moglie del dottore a Mary.
Meraviglia.

E Mary allora sente una rabbia, un orgoglio ferito, sente quanto sia terribile che i ricordi di una persona possano essere così forzatamente estirpati.
E manda quelle lettere, quelle cassette, che porteranno alla scena più devastante e indimenticabile di questo film, la scena dove lui sente che cosa pensava lei di lui e lei sente cosa pensava lui di lei.
Cattiverie, cose che si pensano davvero ma che in quei momenti di rabbia si dicono senza sfumature, a voler distruggere l'altro, a dire a sè stessi che sì, l'altro fa schifo, non ci merita, ha dei difetti orribili.
E che mazzata sentirseli dire in questo modo, per cassetta, che mazzata.

Perchè la genialità di queste due scene sta proprio nel fatto che questi sono due semisconosciuti che solo in quel momento scoprono di essere stati importanti l'uno per l'altra.

E Carrey 
(a proposito, ma che attore è? e lei, la Winslet? impressionanti) 

e Carrey che timidamente le dice 

"Mi piacciono i tuoi capelli"

mentre nella cassetta la sta violentemente accusando di questa sua mania di cambiare colore.
Sono 5 minuti che ammazzerebbero un toro.
Quante volte in momenti di rabbia abbiamo detto cattiverie all'altro?
Ma qui quelle cassette sono state fatte a bocce ferme, davanti ad un medico, senza il fuoco della rabbia.
Quelle cassette assomigliano tanto a quella terribile cosa che è l'odio, un sentimento lungo a differenza della rabbia.

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E allora Clementine se ne va, tutto è strano, le fa male la testa, tutto è strano.

E lui che la ferma

"Ti prego aspetta"
"Che c'è"
"Non lo so"
"Che c'è Joel?"
"Non lo so ma...aspetta"

e io che se un giorno mi puntassero una pistola alla testa e mi chiedessero cos'è l'amore nella sua essenza più vera, nel suo avere più significati, nelle cose belle e in quelle brutte, ecco, per me l'amore è quel

"Non lo so"

che dice Joel a Clementine sulla soglia, è quel suo dirle di fermarsi anche se non sa il motivo, è quel suo non riuscire a capire niente ma capire che c'è qualcosa da capire

"Beati gli smemorati perchè avranno la meglio anche sui propri errori"

diceva qualcuno

"L'eterna letizia di una mente immacolata"

diceva qualcun altro

come se i ricordi, quasi sempre, siano una maledizione, come se la felicità possa arrivare solo attraverso la dimenticanza o alla purezza, quasi nudità, della mente

e invece no, e invece noi siamo anche i nostri ricordi e solo attraverso quelli, solo affrontandoli, solo accarezzandoli o combattendoli, possiamo diventare uomini

L'ultimo ricordo se ne sta svanendo, la casa al mare del primo incontro si sta frantumando.
Tutto è andato in maniera inversa alla cronologia, l'ultimo ricordo da cancellare è il primo avuto insieme

"Vorrei essere rimasto"

dice il Joel di adesso alla Clementine di allora

e se ne va, accettando di perderla per sempre

"Almeno torna indietro e inventati un addio"

gli dice lei

e lui torna, e lei si avvina a lui, e in questa Apocalisse finale dei ricordi gli sussurra 

"Ci vediamo a Montauk"

e solo Kaufman poteva creare un addio che è al tempo stesso l'unica possibilità di ricominciare

E Montauk sarà.

"Non riesco a vedere niente di brutto in te"

"Ma lo vedrai! Certo, col tempo lo vedrai! Io invece mi annoierò con te e mi sentirò in trappola perchè è così che succede"

"O.k"

"O.k?"

"O.k"






o.k

10



9.1.19

Classifiche 2018 - 5 - I migliori horror visti quest'anno, i 5 film più deludenti e le scene da ricordare

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Ricordandovi che siamo ancora in pieno sondaggio (post precedente a questo, mancano 5 giorni) chiudiamo finalmente il cerchio con le classifiche dell'anno.
Questo è il post che io di solito chiamo Zibaldone, quello dove metto un pò di tutto.
Per la prima volta non citerò le interpretazioni, non ce la faccio ;)
Per prima cosa elencherò i 10 migliori "horror" visti quest'anno (nessun capolavoro), poi i 5 film che in base alle aspettative mi hanno più deluso e poi, per finire, segnalerò 8 scene che al volo mi vengono in mente


I MIGLIORI HORROR VISTI QUEST'ANNO (SALA, RETE, NETFLIX)

NON CE LA FACCIO A METTERE I LINK AI TITOLI, SE VOLETE LEGGERE LE RECENSIONI SINGOLE SAPETE DOVE CERCARLE :)

CREEP (netflix)

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Mockumentary fatto con due lire.
Ovvero come andrebbero fatti i falsi documentari, scarni, credibili, poveri e d'atmosfera.
E con un pazzo giusto

A QUIET PLACE ( sala )

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Soggetto bellissimo, primo tempo di altissimo livello e poi un secondo che riesce quasi a far sbracare tutto.
Se non si fosse andato verso qualche ammiccamento (e obbligo) mainstream qui ci scappava il filmone

BAJO LA ROSA (raduno)

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Thriller spagnolo che per alcune inverosimiglianze, una gestione non ottimale (e forzata) del climax e -purtroppo- una certa prevedibilità alla fine non riesce ad innalzarsi a gioiello.
Resta un gran bel prodotto, quasi obbligatorio per appassionati

TERRIFIER (rete)

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Non c'è sceneggiatura.
Non c'è un cazzo, manco regia quasi.
Ma c'è er meglio cattivo visto sti anni, il più inquietante, pazzo e terrificante.
E' Art il Clown.
Lui basta e avanza

GHOSTLAND (cinema-festival)

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Laugier torna e non delude, confermandosi un  maestro di regia e d'atmosfere (e cattivo, cattivissimo).
Il film è bello, ha anche una componente empatica non indifferente.
Io, purtroppo, ho mal sopportato la scelta di Laugier di imbarcarsi in un progetto clichè, tutto già abbastanza visto e rivisto.
Ma la classe non si discute

I MIGLIORI 6

IL RITUALE (netflix)

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Non ne parla nessuno ma io ho trovato questo horror Netflix davvero potente.
Per me funziona tutto, la storia, l'ambientazione, il cambio di registro, le sequenze horror, l'incredibile finale.
Oh, abbiate pazienza

IT COMES AT NIGHT (rete)

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Quasi un fosco drammatico più che un horror.
L'ho adorato, lento, ipnotico, girato da Dio, fotografato meglio.
E questo regista, dopo Krisha, conferma di avere un cuore grande e di analizzare i nuclei famigliari come pochi sanno fare

7.1.19

Sondaggio: Il Miglior Film uscito nelle sale italiane nel 2018 per i lettori de Il Buio in Sala

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In ritardissimo ma ci proviamo lo stesso.
Dopo il grande successo degli ultimi due anni (dove hanno trionfato Il Figlio di Saul e Arrival) anche quest'anno faccio partire il mega sondaggio per eleggere il miglior film uscito nelle nostre sale nel 2018.

L'immagine qua sopra l'ho trovata in rete, non fateci caso, ha anche film del 2017.

Vorrei presentare la cosa al meglio ma credo che il regolamento basti e avanzi

forza, vi aspetto!!

POTETE VOTARE FINO A 10 FILM, DARO' COME PUNTEGGI 15, 13, 11, 9, 7, 6, 5, 4, 3, 2

NUMERO MINIMO DI FILM VOTATI: 5

POTETE VOTARE ANCHE SENZA GERARCHIA, IN QUEL CASO TUTTI I FILM PRENDONO 6 PUNTI

VALGONO SOLO I FILM USCITI IN SALA IN ITALIA NEL 2018, CONTROLLATE CON GOOGLE O COME VOLETE

QUESTO VUOL DIRE CHE ANCHE TITOLI DI ANNI PRIMA CHE DA NOI SONO PERO' USCITI SOLO NEL 2018 SONO ASSOLUTAMENTE IN GARA 

SE AVETE VISTO IL FILM IN STREAMING, A PARTE UNA TIRATA D'ORECCHIE, STICAZZI, SE IL FILM HA AVUTO DISTRIBUZIONE IN SALA LO VOTATE LO STESSO.
 QUINDI CONTROLLATE CHE TUTTE LE VOSTRE MIGLIORI VISIONI 2018, ANCHE IN RETE, NON SIANO POI STATE ANCHE DISTRIBUITE

VALGONO ANCHE GLI ORIGINALI NETFLIX 2018

NON VALGONO I FILM VISTI IN DEI FESTIVAL MA POI NON DISTRIBUITI NORMALMENTE

PREFERIREI CHE METTIATE I VOTI QUA (dico agli amici di fb) PERCHE' SAREBBERO VISIBILI A TUTTI E, SOPRATTUTTO, NON AVREBBERO LA VOLATILITA' DEI SOCIAL (ma vanno bene ovunque, anche col piccione viaggiatore)

10 SE FARETE DEGLI ERRORI VE LO DIRO' NEI COMMENTI. SE NON CORREGGERETE SCALERO' IO ELIMINANDO I TITOLI NON VALIDI

11 AVETE TEMPO PER VOTARE FINO ALLA MEZZANOTTE DI LUNEDI' 14 GENNAIO.
FINO A QUELLA DATA POTRETE ANCHE MODIFICARE IL VOSTRO VOTO PIU' VOLTE

12 RIGUARDO COCO SCEGLIETE VOI COME FARE. IL FILM E' USCITO NEGLI ULTIMI 3 GIORNI DEL 2017 MA AVUTO TUTTA LA SUA VITA NEL 2018. A VOSTRA SCELTA COME COMPORTARVI

6.1.19

Classifiche 2018 - 4 - I migliori film visti in sala - POSIZIONI 13 - 1

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Ed eccoci arrivati alla classifica più importante (magari non per me ma per la maggior part dei lettori sì), ovvero quella dei migliori film visti in sala quest'anno.
Intendo i migliori-migliori eh...
Come ho detto nella puntata precedente (posizioni 25-14) questo è stato per me un anno di sala meraviglioso.
Andiamo.

I TITOLI RIMANDANO ALLE RECENSIONI

13° POSTO


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Ultimo film visto al ToHorror.
E proprio come 13imo su 13 arriva il film che mi è piaciuto di più di tutto il festival.
Dog parte come una commedia (a tratti irresistibile) poi piano piano diventa sempre più qualcosa di diverso.
Qualcosa di fastidioso e quasi terribile.
Il finale poi è talmente bello, potente ed inaspettato da emozionare come poche cose viste quest'anno.
Sembra quasi un film greco



12° POSTO


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Finalmente io e Wes Anderson ci siamo intesi, senza zone d'ombra.
E per farlo siamo dovuti uscire dai film classici e ritrovarci sulla stop motion.
Di sicuro l'Anderson più adulto, più maturo, più coraggioso.
In una splendida animazione a passo uno un film di fortissima denuncia sociale, un film di deportazioni e razze inferiori, di soprusi e segregazioni, di poteri forti e di esseri ultimi.
Ma anche di amore e desiderio di libertà

11° POSTO


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L'anno era iniziato col botto grazie a lui.
Prova d'attori fenomenale per un'opera sul dolore definitivo, quello che niente può alleviare. 
Brillante e duro allo stesso tempo un grandissimo film che per colpa di alcuni difettucci non si trova più in alto

LA TOP TEN

10° POSTO


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Thelma, appena visto, mi era probabilmente piaciuto meno di alcuni film che ho inserito più dietro in classifica.
Ma poi nei mesi successivi mi è montato dentro, più passava il tempo più lo percepivo grande.
Cinema-metafora, cinema polisemantico, cinema che attraverso pochissimi significanti ci regala un mondo di significati.
Con una giovane attrice straordinaria questo è un film sulla potenza delle emozioni e dei sentimenti, sulla paura-desiderio di cambiare, sulla necessità di liberazione, sulla disperata voglia di esser sè stessi

9° POSTO


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L'ho detto più volte, P.T.Anderson non è il mio regista preferito ma è quello che se mi puntassero una pistola in testa nominerei oggettivamente come il più grande vivente.
Ogni suo film non lo percepisco come capolavoro ma, forse, capolavoro lo sono quasi tutti dei suoi.
Phantom Thread è cinema talmente grande da andare al di là dei giudizi.
Paul Thomas Anderson è regista talmente grande da andare al di là dei giudizi.
Una storia di ossessioni, perfezioni, dipendenze, forze e debolezze, gote rosse e coraggio, silenzi e rumori, apparire ed essere, avvicinamento alla morte per respirare vita.

8° POSTO


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In questo anno in cui, a differenza degli scorsi, ho visto pochi film italiani (e io amo il nostro cinema) Dogman è per me senza ombra di dubbio la cosa più grande.
Del resto Garrone è un regista immenso che dovremmo cominciare ad affiancare ai più grandi al mondo.
Film straordinario.
E la scoperta di Marcello Fonte

7° POSTO

THE GUILTY (visione festivaliera)

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Il film più bello che ho visto tra 26 nei due festival di Torino cui ho partecipato.
Anzi, direi che è secondo battuto solo dal titolo appena sotto di lui...
Thriller perfetto, in cui non cambieresti un solo momento, una sola battuta, un solo snodo narrativo.
Teso, ansiogeno, emozionante, umano.
Tutto in una sola location e, praticamente, un solo attore

6° POSTO

CLIMAX (visione festivaliera)

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Con Anderson parlavamo prima di miei registi preferiti.
E c'è poco da fare, con Trier, Lanthimos e pochi altri Noè è nel mio Olimpo.
E anche questa volta (come con Enter the void e Seul contre tous) lo straordinario regista argentino va oltre, dove nessuno osa andare.
E ci regala un trip lisergico girato da Dio, dalla Madonna e da tutte il resto del firmamento.
Un viaggio, l'ennesimo, di un fuoriclasse

5° POSTO


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E' forse un film inferiore ad altri grandissimi messi sotto di lui.
Ma The Florida Project è un gioiello come pochi, colorato, brillante, drammatico, mai retorico.
Forse, insieme al titolo appena sotto, il mio film del cuore dell'anno

4° POSTO


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Henry Dean Stanton ci ha lasciato.
Se ne è andato.
Un secondo prima di farlo ha guardato in macchina per l'ultima volta.
Un film sull'andarsene via, sul trovare la serenità per farlo.
Un capolavoro che va al di là del cinema.

3° POSTO


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Io che amo lo sport, le storie assurde, la cronaca nera, il dramma e il grande cinema ho trovato in Tonya tutto quello che desideravo.
E poi con questa Margot Robbie c'è solo da star zitti e ammirare.
Meraviglioso



2° POSTO


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Non raggiunge Dogtooth.
Probabilmente quando l'ho visto avevo la percezione che fosse anche dietro altre pellicole viste quest'anno.
Eppure se riporto la mia mente a questo film c'è poco da fare, Lanthimos ha girato l'ennesimo capolavoro.
Atmosfera unica per una pellicola che è la cosa più vicina a Kubrick che ho visto negli anni 2000.
Un film di colpe e debiti, di errori fatti e cose da restituire, di scienza e fede.
Un film di uomini e Dei.

1° POSTO


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Il più bel film che ho visto quest'anno?
Boh, forse no.
Ma è la più grande esperienza avuta al cinema nel 2018, questo è sicuro.
E maledico che i pochi che riusciranno a vederlo non lo faranno come lo abbiamo fatto noi, in sala.
Perchè di questo parla il film, di palcoscenico e spettatori, e senza quella immedesimazione perde tanto.
Geniale, colto, difficile, unico



5.1.19

Classifiche 2018 - 3 - I migliori film visti in sala - POSIZIONI 25 - 14

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L'anno 2018 è stato a mio avviso il più grande in sala degli ultimi 10 anni.
Forse è mancato il capolavoro assoluto, è vero, ma ci sono stati almeno 20 grandissimi film.
Per capirsi pellicole che quest'anno metterò oltre il 15imo posto sarebbero state in tutte le top ten degli anni precedenti.
E' anche vero che buona parte dei film che leggerete ha avuto scarsissima distribuzione (6-7 li ho visti a dei festival per giunta) e quindi per quelli di voi che non hanno avuto la fortuna di vederli questo sarà stato un anno "normale".
Non per me.
Come sempre non ce la faccio a fare una classifica da 1 a 25 in scala, a volte accorperò i film a gruppetti

IL TITOLO RIMANDA ALLA RECENSIONE


GUEST STAR


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Uscito in realtà negli ultimi 3 giorni del 2017 Coco è, a tutti gli effetti, un film visto in Italia nel 2018.
Cartone bellissimo, divertente, emozionante, una profonda riflessione sul ricordo e sulla disperata speranza di non venir dimenticati


21° POSTO (li metto tutti assieme)


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La grandissima conferma, dopo Baskin, della classe di Evrenol Can, regista turco dall'immenso talento.
Film visivamente splendido, perturbante, complesso, giocato su diverse temporalità e sul binomio veglia-sonno, Housewife è un horror dalla tremenda ambizione (forse unico difetto) ma di una classe e atmosfera tali che è difficile trovarne di pari quest'anno



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Film messicano che aveva le stimmate del capolavoro e del potenziale vincitore del ToHorror.
Una storia dura, difficile, di bambini, povertà e malavita che alla tremenda realtà affianca una dimensione favolistica, metaforica e di fuga.
Purtroppo il film soffre di prolissità e di eccessive spiegazioni.
Siamo comunque nella zona gioielli 


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Delicato, divertente, profondo.
Un film sulla difficoltà di elaborare il lutto, sul bisogno dello sfogo, su quello di essere ascoltati accettando anche di non essere capiti, sulla tremenda necessità del contatto umano.
Opera sulla solitudine esistenziale, e sul non volere più sentire i coyote ululare.
Riderete, vi rilasserete e, probabilmente, verserete anche una lacrima


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Una giovane donna con un tumore terminale, come ultima ratio, decide di intraprendere un viaggio spirituale in Amazzonia e affidarsi alle cure di uno sciamano.
Ne nasce un film che tutto è tranne che uno spot alle medicine alternative.
Soltanto un delicato e profondo viaggio dentro sè stessi, a cercare l'armonia di sè e del mondo.
La regista è morta poco prima della distribuzione del film.
Il viaggio che racconta è stato anche il suo viaggio


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Tranquilli, troveremo il cinema greco anche più in alto, molto più in alto.
Al solito, come avviene sempre laggiù, ci troviamo davanti ad un film dal soggetto geniale, tanto semplice quanto complesso da analizzare.
Un uomo ha un bisogno disperato, quello di essere compatito.
Quando a causa della guarigione della moglie ciò non avviene più la sua psiche inizia a risentirne.
Comico, grottesco, drammatico, tragico, bellissimo

20° POSTO


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Il miglior horror della stagione per me.
Una bomba per gli occhi, una regia da infarto, luoghi splendidi, lei, Matilde Lutz, che è tipo una Dea.
Teso, disperato, un'opera a tratti inverosimile ed esagerata ma che sa andare oltre il mero intrattenimento

19° POSTO


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Il film più metacinematografico di TUTTI I TEMPI.
Geniale, divertente oltre ogni limite, pazzo, assurdo.
E fatto con talmente tanto cuore e passione che non ci si crede

18° POSTO


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Lo penalizza il fatto di averlo visto precisamente un anno fa, il ricordo è affievolito.
Ma Corpo e Anima resta film potentissimo, una fredda e al contempo emozionante riflessione sull'amore, sul destino, sulla possibilità di uscire dalle proprie prigioni mentali, sull'accettare un incontro che pare scritto nelle stelle.
O nei sogni

17° POSTO


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Sollima vince la sfida americana.
A dir la verità il primo tempo era puro e grande cinema, con poca scrittura dietro.
Poi verrà un secondo dove la componente umana verrà fuori, e in modo prepotente.
Forse non al livello di Sicario ma un altro grande film di quella che, ormai, sarà senz'altro una trilogia

16° POSTO


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L'unico film Netflix presente.
Il più bello, del resto, visto su quella piattaforma.
Cuaron e il suo film sul ricordo, anzi, sui ricordi, i suoi ricordi personali.
Al centro una donna, la sua tata, personaggio indimenticabile.
In un bianco e nero sontuoso un film delicato, troppo lungo forse, ma capace di regalare 3,4 sequenze impressionanti

15° POSTO


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Il mio cult dell'anno probabilmente.
Ispirato al massacro di Aurora, quello in cui un giovane vestito da Batman fece una strage al cinema, Dark Night è un film tutto basato sull'attesa, sulla quiete prima della tempesta.
Un'evoluzione di Elephant probabilmente.
Con la fotografia forse più bella dell'anno un film non su una strage ma sul mostrare un paese dove ogni giorno può avvenirne una

14° POSTO


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Il primo film che vedo di Kore'eda è un'opera molto più importante di quello che potrebbe all'inizio sembrare.
Una profonda, coraggiosa e non banale riflessione sulla famiglia, sul senso di essa, sulla differenza tra l'avere persone a fianco per legami di sangue oppure poterle scegliere le persone che vuoi vicino a te.
Un film sui diversi punti di vista, sulle diverse prospettive, sui giudizi affrettati, sulla capacità, che a volte non è pura ma comunque efficace, di saper dare amore