Una minuscola serie tv capolavoro.
Due ore e mezza soltanto in cui non vedrete nessun attore, nessun luogo, niente.
Sentirete solo persone telefonarsi mentre sullo schermo appaiono delle onde radio, dei giochi grafici "emotivi" che renderanno ancora più pazzesca l'atmosfera.
Stanno succedendo cose incredibili e terribili nel mondo. Il tempo sembra collassato, al telefono il passato parla col futuro, la gente comincia a morire in modo mostruoso per delle ragioni che solo poi capiremo. Un fantascienza solo audio che nasconde dentro un significato talmente potente e bello che si fa davvero fatica a vederne la grandezza.
Una delle esperienze più coinvolgenti che io abbia mai fatto.
CONSIGLI DI VISIONE
Una delle esperienze più coinvolgenti che io abbia mai fatto.
CONSIGLI DI VISIONE
1 Vedete tutta la serie in un'unica sessione. Oltre a non perdere l'atmosfera potrete trovare dei piccoli legami tra i vari episodi, legami che in visioni distanziate è quasi impossibile notare
2 Vedete la serie da soli o al massimo in due, deve essere un'esperienza immersiva
3 Vedetela, se potete, di notte o comunque al buio
4 Non cambiate episodio quando cominciano i titoli di coda, a volte ci sono cose inserite tra di essi
5 Il doppiaggio italiano è fantastico. Quindi, non essendoci attori, io quasi vi consiglio di sentirlo in italiano, ne resterete più coinvolti (se sono solo voci è normale che ascoltarle nella propria lingua dia un impatto più forte ed immediato) e potrete anche migliorare il vostro inglese, visto che sullo schermo vedrete le conversazioni in lingua originale
4 Non cambiate episodio quando cominciano i titoli di coda, a volte ci sono cose inserite tra di essi
5 Il doppiaggio italiano è fantastico. Quindi, non essendoci attori, io quasi vi consiglio di sentirlo in italiano, ne resterete più coinvolti (se sono solo voci è normale che ascoltarle nella propria lingua dia un impatto più forte ed immediato) e potrete anche migliorare il vostro inglese, visto che sullo schermo vedrete le conversazioni in lingua originale
QUANDO COMINCIANO GLI SPOILER SARETE AVVERTITI NELLA RECENSIONE
Sarebbe bello e credo anche interessante chiedersi se i film, le serie tv o il cinema in generale siano qualcosa che è già stato, qualcosa che è o qualcosa che, semplicemente, accade.
Sarebbe bello e credo anche interessante chiedersi se i film, le serie tv o il cinema in generale siano qualcosa che è già stato, qualcosa che è o qualcosa che, semplicemente, accade.
Qualcosa che è già stato, un prodotto fatto in precedenza da qualcuno e in cui poi, casualmente o no, finisce gente per vederlo e giudicarlo.
Qualcosa che è, ovvero qualcosa con cui comunque stabiliamo un rapporto di sincronismo temporale, nel senso quel film a prescindere da quando sia stato realizzato in quel momento è lì con noi, anche se "lui" è nel passato mentre il nostro giudizio sarà nel futuro.
Oppure semplicemente il cinema è qualcosa che accade, qualcosa che ha la sua massima espressione e senso di esistere solo nel tempo in cui le due vite, la nostra e la sua, si incrociano, solo in quel tempo sincronico.
Vedete, questi discorsi strambi hanno una doppia valenza nel parlare di questo capolavoro.
La prima ragione perchè la stessa serie è tutta giocata sul Tempo, su quello che accade o è già accaduto, sul futuro che parla al passato o il passato che parla al futuro, sulla compresenza di più temporalità.
Ma è anche importante perchè per giudicarlo io non me la sento di farlo con quello che Calls "è" nè con quello che Calls "è stato", ma solo nel modo in cui questa serie "mi è accaduta".
Per questo, per quanto conti, il mio voto è 10, perchè il tempo in cui io e Calls siamo esistiti insieme è stato magnifico, indimenticabile, perfetto.
Che poi, se ci pensate, la nostra stessa vita è spesso una brutale, spesso devastante, spesso impari, spesso non lucida, contrapposizione e scontro tra il giudicare cosa ci accade nel momento in cui ci accade, fare invece un'analisi del contesto in cui è accaduta o, peggio ancora, rileggerla giorni, mesi o anni dopo.
Quell'ora meravigliosa passata con la nostra ragazza, quei 60 minuti perfetti, devono restare quello che furono, 60 minuti perfetti, oppure è meglio e più giusto guardare anche fuori da quei 60 minuti, ad esempio a tutta la giornata?
O magari, una volta lasciati, ripensare molto tempo dopo a quei 60 minuti, a freddo, alla luce dei fatti poi successi?
O magari, una volta lasciati, ripensare molto tempo dopo a quei 60 minuti, a freddo, alla luce dei fatti poi successi?
Qual è la temporalità più "reale" delle cose? La vita sono milioni di attimi veri di per sè oppure una estenuante analisi a posteriori di tutto quello che ci è successo?
La risposta sembra difficile ma non lo è. La vita è entrambe le cose, la vita è tutto.
La risposta sembra difficile ma non lo è. La vita è entrambe le cose, la vita è tutto.
Ma io preferisco raccontare quelle due ore e mezzo di Calls per come mi sono accadute, preferisco pensare che quell'ora d'amore con la mia ragazza - a prescindere da tutto quello che accadrà dal minuto dopo - sia stata nè più e nè meno che quello che si è vissuto in quel momento.
La verità era lì.
Calls è una serie letteralmente geniale, mai vista (l'originale è francese ma Alvarez l'ha riscritta tutta, dall'inizio alla fine).
Calls è una serie letteralmente geniale, mai vista (l'originale è francese ma Alvarez l'ha riscritta tutta, dall'inizio alla fine).
Una serie in cui non vedrete un singolo attore recitare. Non vedrete nemmeno location niente.
Tutto quello che avrete davanti ai vostri occhi sono le onde radio delle telefonate che ascolterete. Sembra banale e magari anche noioso, lo so. E invece anche la parte visiva de sta miniserie (2 ore e mezza) vi assicuro che è qualcosa di stupendo. Quelle onde radio diventeranno in qualche modo onde "emotive", onde che per forma, colore, traiettoria e ritmo richiameranno molte volte lo stato d'animo e situazionale delle voci che parlano. Le loro paure, le loro distanze, il loro rapporto, tutti diventerà uno psichedelico ed ipnotico incrociarsi di linee e curve. A volte si raggiungeranno dei picchi emotivi quasi più alti grazie a questa parte visiva che a quello che ascoltiamo.
Sono 9 episodi, durano massimo 18 minuti l'uno.
Non sono propriamente 9 telefonate perchè in ogni episodio sentiremo più telefonate e avremo sempre, come minimo, 3 interlocutori.
Non sono propriamente 9 telefonate perchè in ogni episodio sentiremo più telefonate e avremo sempre, come minimo, 3 interlocutori.
Però, ecco, non ci sarà mai un solo secondo di pausa, il ritmo è pazzesco, anzi, è uno dei motivi per cui Calls diventerà una serie coinvolgente come poche (immaginate di prendere i minuti più intensi e importanti di The Guilty e moltiplicarli per due ore e mezza).
Ma di cosa tratta Calls?
Stanno accadendo fatti strani, inquietanti, a volte mostruosi.
In questo senso la prima telefonata (che in realtà temporalmente è l'ultima, tanto che l'episodio si chiama The End) basta e avanza già da sola.
In un quarto d'ora siete già lì, in apnea, inquietati, quasi terrorizzati per quello che state sentendo.
Un incipit straordinario.
Di base stiamo parlando di fantascienza, insomma, anche se sarà abusato il paragone, è come se stessimo assistendo a un "Ai confini della realtà" in versione audio o, se volete, a una specie di "Guerra dei Mondi" di Welles.
La differenza è che qui non c'è una radio, una voce che tutti ascoltano, qui succedono cose a noi stessi e le chiamate (verosimili come poche altre ne ho sentito) sono semplicemente quelle che avvengono tra persone semplici, unite da rapporti di amore, parentela, amicizia.
Non c'è quindi una Voce autoritaria, qualcuno che tesse le fila, ma l'incubo viene raccontato attraverso le nostre telefonate di tutti i giorni.
da qui inizierò a fare spoiler




