8.9.16

Recensione: "Il Cartaio"

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Anatomia di un disastro.


"NON SONO GLI OCCHI LO SPECCHIO DELL'ANIMA, MA IL POKER"

legge ad un certo punto in un improbabile libro la Stefania Rocca. Come se il nostro Riandate Rogo (anagramma del fu regista Dario Argento) avesse voluto addirittura ammantare d'esistenzialismo una pellicola che già fa fatica ad arrivare a livelli scatologici, figuriamoci escatologici.
Quindi, secondo il Nostro, si può parlare di anima solo a partire dal 1800 come se, fino all'arrivo del poker, essa non esistesse. A questo punto molto più convincente la posizione presa dal mentore Tinto Brass il quale, l'anima di cui sopra, tende a localizzarla nel culo. Almeno, il culo, da che mondo è mondo, c'è sempre stato.
Il Cartaio, e questa seconda visione me l'ha confermato, è probabilmente il più brutto film degli anni 2000 tra quelli che, sulla carta, avevano ambizioni d'esser seri.
Senz'altro vince a mani basse il premio di Peggio Doppiaggio Di Tutti I Tempi.
Ogni personaggio riesce nell'impresa sia d'essere fuori sincrono sia di avere una voce terribile.
Uno degli ispettori, ad esempio, ha una voce da ragazzina isterica e il suo:

"BRUTTO BASTARDO DI MERDA!"

è già nella storia. E non solo per il tono della voce -da ucciderlo subito- ma anche per questa stranezza nell'usare due offese, "BASTARDO" e "PEZZO DI MERDA" che, se da sole hanno la loro forza e significato, messe insieme rendono l'epiteto di un non sense e di un bambinesco ai limiti dell'analfabetismo.
Del resto completamente scritta da un analfabeta appare una sceneggiatura di commovente imbecillità, eroico panesalamismo, olimpionico disastro.
Una sceneggiatura nella quale dopo solo 2 minuti e 23 secondi dovremmo considerar credibile uno scontro a poker tra un killer demente e una polizia che, invece, di dementi ne ha a decine.
Nemmeno il tempo di iniziare il film e Argento, senza prepararci, senza prologhi, ci dice subito:

RAGAZZI, STATE VEDENDO UNA CAZZATA IMMANE, SCUSATEMI

Non si riesce a salvar nulla, nemmeno la focaccia che se magna la Rocca, priva com'è di qualsiasi farcitura, secca come non mai.
Ma quello che resterà principalmente nella storia italiana del non cinema italiano è il Piano di Ascolto di questo film.
Il Piano di Ascolto è tendenzialmente rappresentato dai personaggi che stanno ascoltando, vedendo, assistendo ad una determinata discussione, un avvenimento o quant'altro.
Quando insomma invece che porre l'attenzione su chi parla (o su chi sta facendo qualcosa) la si pone sull'altro, su chi ascolta o assiste. Su tutte cito una scena di Shame, quella in cui Fassbender sente cantare sua sorella. Non è tanto straordinaria lei, ma lui. Un piano d'ascolto magnifico.
Nel Cartaio potremmo individuare un piano di ascolto particolare. Mi riferisco al gruppo di dementi che alla stazione di polizia vede giocare a poker il malcapitato di turno, Santamaria prima e Muccino poi.
Vi invito non tanto a guardare il focus principale -il giocatore- ma lo stuolo di lesionati mentali alle sue spalle. Vedrete 7,8 volti di ridicola resa che fanno a gara a chi fa le espressioni più teatrali, innaturali, esagerate possibili. A me hanno ipnotizzato.
Come se non bastasse Rogo inserisce nel primo quarto d'ora un personaggio arbitrario, insensato, probabilmente un personaggio di un'altra sceneggiatura finito, magari durante la centrifuga di un lavaggio di un paio di pantaloni, nelle tasche invece dei pantaloni della sceneggiatura del Cartaio.
Mi riferisco al grasso anatomo patologo. 
Un nano obeso amante del Bolscioi che non ha alcuna ragione di esistere e che è talmente ingiustificabile da non permetterci nemmeno di ridere.
Se, infatti, il nostro termometro delle Crasse Risate arriva a quota 91 (e ci arriva) quello dell' Ingiustificabile lo supera con un bel 98.
Annullando il primo.
Ma non finisce qui...
Di solito si tende a usare la carta del cameo con grandi attori, se non con gli stessi registi, hiccicoccaniamente.
Nel Cartaio abbiamo il capolavoro di ritrovarci il Cameo di una non attrice, quella Elisabetta Rocchetti famosa per aver interpretato un solo film- L'imbalsamatore- e poi fatto interpretare tutti i seguenti dal suo culo (che, lo ammetto, vince sempre).
Qua cammina per 5 secondi di inquadratura, vista da davanti poi.
MA CHE CAMEO E??
Dopo essere passati attraverso un'altra ridicola partita a poker con l'assassino (conclusa col nostro disastroso Piano di Ascolto che esclama "Poverina!" "L'hanno uccisa!") abbiamo la scena della tavola rotonda, quella dove l'insopportabile psicologa formula le sue teorie.
Mai nel cinema avevo visto una tavola rotonda di un livello così infimo.
Un Brain Storming a cui andrebbe aggiunto Brandelli.
E poi, finalmente, LUI.
Arriva Muccino!!!!!
E ci regala un magnifico

FISTEMA

in luogo di "sistema"

SCHEFFO

in luogo di "scherzo"

e altre diavolerie varie. Un 19enne col mal di pancia.
Tra l'altro si chiama REMO.
Ora voi ditemi come fa un 19enne a chiamarsi REMO.
Ma del resto il capo del locale dove andava a giocare a poker si chiama ALVARO.
E l'unione di AL-VARO e REMO fa pensare ad un'inaugurazione di una barca andata male.

Attenzione, Remo vince una partita. Anche se lui dice, in maniera molto modesta, che è 

"FOLO CULO"

La ragazza vittima del killer riesce a liberarsi e il nostro Piano di Ascolto (ricordo, tutti professionisti di polizia) urla attraverso il collegamento Skype:

DAI, SFERRA UN CALCIO!!!

Mi ricorda le nostre buone casalinghe vogheriane che, davanti alle loro soap, commentano con improbabili:

"LASCIALO PERDERE, E' UNO STRONZO!"
o
"DAI, BACIALO"

ma mica finisce qui...
Per tutto il film il grassone e un'altra larva capellona cercano disperatamente di capire da dove provenga il segnale Skype dell'assassino.
E dopo un'ora di film, dopo 5,6 ragazze morte ammazzate, ecco che se ne escono con un:

LOCALIZZATO!!! STA A ROMA!!!!

un graziearcazzo grosso come un grattacielo
Tutte le ragazze sono state rapite a Roma e in tutti i casi dopo pochi minuti Il Cartaio si collegava con la polizia.
Dei geni.
Oltre Casal Palocco non poteva stare.

Ma la cosa più incredibile è che quando Er Zeppola vince la sua partita col killer il nostro Piano di Ascolto esulta in un modo talmente irrefrenabile che io, personalmente, ho fermato il film col MySky, ho cercato un contatto di Argento e ho provato a chiamarlo.
Gli volevo chiedere se, sinceramente, ci stesse prendendo per il culo in quella scena.
Ma no, la scena prosegue, arrivano tortine e pasticcini, il Dio della Privazione di Senso si abbuffa al buffet.
Poi Rogo commette pure un altro errore.
Si sa, in ogni film ci deve essere anche la scena del Dolore e quella del Sesso.
Ma lui, forse per sbaglio, le unisce tra loro. La Rocca non fa in tempo a raccontare della straziante morte del padre che, manco il tempo di asciugarsi le lacrime, l'ispettore inglese la tromba.
Appare poi la figlia di Argento brutta, Fiore (sempre se Asia la considerate bella, io a volte sì).
Doppiata in un modo indecente la prima volta che la sentiamo parlare, buttata nella spazzatura dopo essere stata graziata dal killer, tenta addirittura la strada del lirismo

PER FAVORE, CHIAMA LA POLIZA
IL MIO NOME E' LUCIA

cadendo però in un imperdonabile errore sillabico che fa perdere di musicalità il componimento

dopo riesce anche a dire

"SENTIVO QUALCOSA, RUMORE DI UCCELLI, FORSE PICCIONI CHE TUBAVANO"

confondendo, forse, i rumori d'ambiente del luogo delle sevizie con quelli che albergano nella sua testa

E poi, e poi ragazzi arriviamo al finale.
Che sarà ricordato come la più improbabile, disastrosa, ridicola e comica Risoluzione dei Conti mai vista in ambito horror.
Il Cartaio, Santa Maria!!!!, si lega sulle rotaie insieme alla Rocca.
Niente, per completare una non sceneggiatura decide di fare una partita di poker con lei in quel modo.
Prima aveva acceso la radio in macchina, portando l'uso della musica diegetica nel cinema ad un punto di non ritorno dello schifo.
I due giocano a poker urlandosi di tutto.
Dovrebbe essere una scena tesa.
Ma io sono più teso, molto più teso, quando cerco il calzino che fa la coppia con quello rimasto solo dopo una lavatrice.
Santamaria fa una Scala Reale.

"SCALA REALE, HO VINTO!!! AHAHAHAHAHAHAHAH"

ma anche lei ne fa una

e urla

"NO, IO HO VINTO! TRA DUE SCALE REALI LA MINIMA BATTE LA MASSIMA!"

mentre sta arrivando il treno alle loro spalle

questa è Storia. Siamo colmi, troppa bellezza, non ci crediamo.
Ma Rogo ci regala l'ultima perla, la telefonata sui titoli de coda.

La Rocca è incinta.
Cazzo, nella centrifuga è finito dentro anche il foglio di una terza sceneggiatura




5.9.16

Quelli del raduno, ad uno ad uno




Pensavo che mi sarei trovato qua a scrivere un post pazzo, ricco di situazioni comiche irresistibili, magari anche di liti, contrasti, personaggi assurdi e momenti epici.
E invece mi ritrovo, dopo 3 giorni pazzeschi, a non sapere assolutamente che scrivere.
Il Giuseppe che di solito anche in 5 minuti agli uffici postali individua il grottesco e il comico che si nasconde dietro persone e cose, è stato disarmato da qualcosa di incredibile, portentoso, inaspettato.
E questo qualcosa di incredibile è stata una sensazione che non ha nomi nel vocabolario italiano, qualcosa di polisemantico e di policromo.
Un misto di gioia, armonia, divertimento, tranquillità, complicità, emozione tra 45 persone che non si conoscono. Qualcosa che di solito vedi dopo anni e anni di frequentazione.
Non c'è un'unica parola per questo, non esiste.
Vi ho guardato tre giorni cercando di fare tutto quello che potevo per farvi star bene, il posto giusto per mangiare, la cosa bella da vedere, il metodo migliore per non farvi trovare in difficoltà.
Per tre giorni non sono riuscito a staccare la testa dai vostri volti, cercando un disagio, un disappunto, un sentirsi inadeguati.
Per tre giorni sono stato una specie di rabdomante dell'infelicità.
Ma non ho trovato niente. Eppure sto bastoncino lo so usare bene, quando vibra lo riconosco.
Non è che questi 3 giorni io abbia visto tutte persone felici e tranquille, affatto, ma tutte persone che hanno vissuto dei momenti felici e tranquilli.
E questo è anche più grande.
Ho visto un amico arrivare in condizioni pietose, devastato. L'ho visto fare fatica a parlare, eclissarsi dal mondo il venerdì. Con quella testa i cui pensieri erano come l'ago di una bussola puntata verso un doloroso Nord femminile.
L'ho visto il giorno dopo con il volto trasformato, un sorriso naturale e dolcissimo. L'ho visto la sera del raduno confidarsi con tutti, sfogarsi. Ma era la stessa persona del giorno prima? sì.
Ho visto un mio vecchio professore che, fosse per lui, alle feste piazzerebbe bombe, con il volto felice di un ragazzino. L'ho visto saltellare dapertutto, fermarsi con uno, poi con un altro. L'ho visto urlarmi "Suca!" al quiz. L'ho visto parlare con la persona di cui sopra. E io conosco entrambi, se solo mi avessero detto che due persone come loro potessero confidarsi insieme avrei creduto ad uno scherzo.
Ho visto una coppia stranissima e bellissima. Lei con un'età irreale che darebbe le piste a tante ragazzine e lui, gigante buono, di insospettabile simpatia e paraculaggine.
Ho visto tre donne venire dal profondo Nord, tre visi dolcissimi, parlare di mia nonna ed emozionarmi. E sono sicuro, forse come con nessun'altro rapporto, che il loro, di rapporto, andrà avanti.
Ho visto un uomo di Firenze che all'apparenza sembra possedere il mondo avere invece un'anima sensibilissima e molto più fragile di quello che pare. Conservo ancora un suo sms come una delle cose più belle.
Ho visto una bella ragazza che mi aveva detto "io ai raduni non mi trovo a mio agio, non so se vengo" stare lì e comandarsela alla grande, scialla proprio.
Ho visto due ragazzi di Roma che sembravano amici da 20 anni. E uno 20 anni manco ce l'ha.
Uno, di una simpatia quasi involontaria e sorprendente, che per 10 minuti ha tirato in albergo la catenella dell'allarme al posto dello sciacquone e che a fine film, alle 4 passate, si gira verso il regista con un volto devastato dal sonno e riesce a formulare una considerazione lucida pronunciando un film col titolo lungo peggio della Wertmuller.
L'altro, che ha trovato il coraggio di venire, chiuso com'era nella sua timidezza e nella sua età-altra rispetto a noi, ha dimostrato anche dal vivo quello che tutti pensavamo leggendolo.
E ho sentito che alle 6 di mattina non è nemmeno tornato in albergo, ma se ne è andato in giro a fotografare le albeggianti bellezze della città.
Ho visto una coppia di due uomini accarezzarsi la testa per tutta la serata. E l'immagine di lui, un grande amico, che se ne sta con la testa sul petto dell'altro per ascoltare le colonne sonore è qualcosa che non dimenticherò.
Ho visto un uomo delle Marche con insospettabili tempi comici. Non ho visto la sua mitologica macchina con 8 posti e sta cosa non me la perdono.
Ho visto una delle mie migliori amiche con i propri figli e il suo dolce compagno. Figli che non vedevo da circa 6 anni. E ritrovarsi una piccola bambina di 7 anni adesso a 13 con l'intraprendenza, l'entusiasmo e pure l'aspetto di una ventenne mi ha scioccato. Cioè, ha fatto pure il provino col regista.
E ho visto quel regista e la sua compagna. Li ho fatti penare con la proiezione, quel quiz non finiva più. Ma alla fine ci siamo riusciti, ed è stata un'esperienza bellissima, un qualcosa che in questi due giorni di cibo, quiz e chiacchierate cinematografiche, non poteva mancare.
E durante quella proiezione ho visto il più grande personaggio della serata -e uno degli amici più cari là dentro- dormire con la testa a 90 gradi rispetto al corpo. Con un cappello rosso in testa.
L'uomo tetris dormiente col cappello rosso resta per me l'immagine più comica di questi giorni.
Ma quell'uomo, una volta di più, aveva comunque fatto in tempo a dimostrare la sua Arte a tutti. Non sono mai riuscito a gonfiare i suoi palloncini. Lui dice sia una questione di diaframma. Invece no, è che lui li gonfia col cuore.
Ho visto un uomo arrivare da Treviso. Arrivare per primo, tra l'altro, ed andarsene per ultimo la domenica. E niente, se questi giorni qualcuno dovesse personificare la classe sarebbe lui.
Ho visto un altro uomo venire da Roma e portare un bagaglio di conoscenze che c'ha fatto scemi a tutti. Dal cibo, alla letteratura, al cinema, sembra che di qualsiasi aspetto parli lui ti possa far sembrare piccolo piccolo. L'ho visto arrivare con una cagnetta. Una cagnetta che, dice lui, potrebbe aver fatto l'ultimo viaggio della sua vita. E che altro bisogna aggiungere.
Ho visto un mio grande amico e la sua compagna andarsene via per primi. Perchè, come ho detto a Carmine, sono sempre i migliori che se ne vanno prima.
Ho visto una donna arrivare un pò emozionata e un pò spaesata ed andarsene ancora più emozionata e spaesata. Ma l'ho vista parlare e star bene con tutti, e questo è bellissimo.
Ho visto due miei altri grandi amici e l'amica di uno dei due. Ma loro li vedo sempre e quanto sono importanti per me non devo scriverlo qua, che lo sanno da soli.
Ho visto un altro grande mio amico intrattenere 40 persone per più di un'ora. E così bene che al mio urlo "E' arrivato da mangiare!" nessuno ha mosso un dito.
E ho visto tutti gli amici che lui ha portato stare benissimo. Li ho visti sempre intorno alla bella ragazza di cui sopra. Ma magari son malizioso io.
Ho visto un ragazzo di Perugia che io, quando scriveva nel blog, credevo fosse un uomo grande e con due palle così. Invece è un dolce ragazzo di profonda umiltà.
E ho visto un ragazzo bellissimo arrivare dalla Toscana. A lui lo rovina l'apparenza, troppo bello. Perchè le cose ancora più belle ce l'ha sotto.
Ho visto una ragazza che ha avuto l'affronto di dirmi "io sono venuta qua per tuo fratello". L'ho vista emozionarsi con quel suo piccolo ma improvviso sgranare gli occhi ogni tanto sotto gli occhialini.
Ho visto un'altra ragazza farsi il culo per ore in cucina, arrivare stremata fuori ma poi resistere fino alle 6 di mattina. E l'ho vista prendersi da tutti 10 anni in meno, malgrado la fatica.
Ho visto un uomo arrivare nonostante la paura del terremoto. E mi ha portato un formaggio talmente buono che non trovo nella tastiera le lettere per descriverlo. La foto della sua bambina, così piccola con quella porta enorme dietro, ecco, ho visto anche quella.
Ho visto il mio cellulare morire, incredibilmente, proprio la sera del raduno.
Anni e anni e lui muore la sera del raduno. Una cosa che se non fosse solo un cellulare sarebbe da commuoversi. Ma io mi commuovo lo stesso.
E ho visto tutti i miei fratelli con, chi ce l'ha, le loro compagne (e una è stata, almeno al 47%, quella che ha tenuto tutto insieme). la bellissima mascotte della serata Emma (con le sue ali robertiane magiche), un mio grande amico della vita reale, tutti i ragazzi del locale.
E ho visto una madre cucinare 7 pietanze diverse una meglio dell'altra.
E un uomo starsene dietro le quinte, quasi sempre solo, ore ed ore. Ma quel cinghiale è suo, e quella grigliata pure.
Speravo di vedere qualche stronzo, qualche testa di cazzo. Oh, non l'ho visto, vi giuro.
Poi ho visto un uomo di quasi 40 anni senza arte nè parte, nè carne nè pesce, un fagotto di "nè" "nè" quando, magari, avrebbe sognato una cornucopia di "sia" "sia".
Ma l'ho visto felice e realizzato la mattina dopo.
Quell'uomo, a differenza di tutti gli altri, l'ho visto allo specchio.

1.9.16

Recensione "Ma Loute"




Il mio primo Dumont.
Inizio da un Dumont che quasi non è Dumont, abbiate pazienza.
E mi trovo davanti una commedia grottesca in una location da brivido.
Assunto formidabile, attori formidabili, personaggi formidabili.
Ma anche un film che fatica tremendamente ad andare avanti e a farsi, man mano, diverso da sè

In questa decina d'anni in cui bazzico la rete per interesse cinematografico (mi riferisco anche al pre blog) uno dei nomi che i cinefili - sia quelli veri che quelli d'accatto (ne parlammo qui)- più mi hanno sbattuto contro è quello di Bruno Dumont.
Ah, Brunò Dumont, ah, l'Humanitè! ah, ma se non hai visto Hors Satan non parlare di cinemà, ah, la poetica di Flandres, e via dicendo.
Credo che insieme al buon Tarr -probabilmente il regista cult per antonomasia di quelli che ci capiscono davvero, o che fanno finta di farlo, di cinema- il nome di Dumont era quello che mi rimbalzava più addosso.

30.8.16

Piccola informazione per il raduno

Volevo dire a chi viene già venerdì per il raduno (perdonatemi ma mi sono perso tra tutti voi e davvero non ricordo chi e come) che, tendenzialmente, a sto punto ci vediamo anche venerdì sera.
A Perugia, per forza, che uno stia all'agriturismo o no (poi decideremo se restare là o magari andare allo stesso locale del giorno dopo).
Venerdì, tra l'altro, ci sarebbe al cinema Postmodernissimo Un Padre, una Figlia di Mungiu.
Sarebbe molto bello magari vederselo con chi c'è (alle 18.30) e poi mangiare là (conosco posti che con 5, 6 euro siete a posto).
Il problema è che io non ricordo tutti quelli che vengono venerdì, a che ora vengono, dove arrivano (per andarli a prendere) e se possono stare la sera a Perugia.
Insomma, chi ha certezze inizi a dirmelo

Storie Feisbucchiane - 5 - (giugno - luglio)

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Ed eccoci arrivati al solito bruttissimo appuntamento dove raccolgo tutto il peggio del mio faccialibro.


TRUMP E TRAMP



Sono curioso di conoscere il parere dei miei contatti, sempre se ce ne sono, omofobi e razzisti sulla terribile strage di Orlando. Omofobi E razzisti, ripeto, perchè per i primi sarà stata quasi una festa, per i secondi lo stesso.
Ma quelli ambidestri come la pensano?
E' il giorno più bello della loro vita, parteggiano per uno dei due aspetti oppure si trovano in difficoltà?
Si gode più dei 50 morti o della conferma che gli immigrati ce fanno fori tutti?
Tra l'altro ieri leggevo nella bacheca di uno "Trump" scritto "Tramp".
Errore probabilmente diffuso nel sottobosco dei cervelli italiani.
Però, ecco, è un errore particolare perchè mi ha fatto ripensare a quando, agli inizi del 900, l'America aveva il suo Tramp.
E anche lui parlava di lavoro, sociale, politica.
Toh, era pure un immigrato, pensa te.
Ma raccontava tutto questo in un modo così dolce ed umano che Trump, quello con la u, probabilmente non è mai stato nemmeno quando, rubicondo e strillante, è venuto al mondo.
Resterà sempre lui il mio Tramp americano, il mio vagabondo.



27.8.16

Recensione "Vertigine" 1944 - Otto Preminger - Il Bar dei Nottambuli, viaggio nella storia del noir americano - 4 - di Fulvio Pazzaglia




Ancora un grandissimo classico raccontato dal nostro cultore del grande e vecchio cinema hollywoodiano, Fulvio.
Ancora una chicca per appassionati.
Buona lettura

“Non potrò mai dimenticare il weekend in cuì Laura morì. Un sole argenteo bruciava nel cielo come un'enorme lente d'ingrandimento. Fu la più calda domenica dei miei ricordi. Mi sentivo come se fossi l'unico essere vivente a non essere partito da New York. Per l'orribile morte di Laura, ero da solo. Io, Waldo Lydecker, ero il solo che la conosceva veramente.”

Torna il tema dell'ossessione in questo raffinato noir diretto dal grande regista viennese Otto Preminger. Elegante e visivamente raffinato, Laura (questo il titolo originale della pellicola), si avvale sempre degli stratagemmi stilistici del genere come il flashback e la voice over, interpretandoli in chiave originale ed efficace.

26.8.16

Recensione "El Abrazo de la serpiente"



Un film necessario.
In un bianco e nero di una bellezza stordente ci troviamo davanti ad un film che racconta di un viaggio, anzi, di tanti viaggi.
Un on the river alla velocità di canoa.
Attraverso giungle assassine, missioni cattoliche, piante miracolose, tribù che non sono più e sogni da decifrare il viaggio di uno sciamano e di due scienziati verso la conoscenza di sè e del mondo di fuori, verso l'origine di tutto, verso la finale integrazione di due popoli, verso il segreto della creazione.

E poi vai in sala e ti trovi film così.
Ti ritrovi in un bianco e nero di devastante fascino che copre, anzi, che osa coprire, una delle parti di mondo più belle e colorate, l'Amazzonia.
L'Amazzonia delle centinaia totalità di verde (in tal senso ricordo un bellissimo concetto espresso nella serie Fargo, ma questa è un'altra storia), dei mille colori dell'acqua e degli animali che la vivono, delle tribù variopinte e policrome.
E ti ritrovi un movie on the river, che va alla stessa velocità di una canoa.
Un film che apparentemente parla di un viaggio, anzi, di due viaggi, ma che forse, in realtà, racconta del Viaggio, di un percorso molto più alto ed importante.

23.8.16

Recensione: "The Zero Theorem"


Un film di Terry Gilliam con Waltz e la Swinton.
Del 2014.
Eppure nessuno lo conosce.
Tra 1984, Brazil, Godot, Kafka, Apri gli occhi e Truman Show un film che probabilmente aveva ambizioni infinite, talmente infinite da provare a dare una propria interpretazione sul senso della vita.
Eppure pare che un significato così profondo sia stato travolto da un significante troppo barocco, confusionario e visivamente anacronistico. 
E se Gilliam avesse voluto girare il film della vita?

Può un film di Terry Gilliam DEL 2014 con dentro Waltz (difficile aver meglio in campo maschile), la Swinton (quasi impossibile aver meglio in campo femminile), Damon, Stormare e Whishaw (anche se sti ultimi due poco più che camei) esser passato del tutto inosservato? 

21.8.16

Raduno: che si farà, che si mangerà (non le scarpe, tranquilli), a che prezzo, chi morirà? (per primo il ragazzo di colore e per ultima la ragazza bona di solito)

Manca poco, ormai sembra davvero che si farà il raduno, non posso tirarmi indietro.
In questo post vi illustrerò le idee che ho avuto.
Ma tutto, TUTTO, potrebbe subire variazioni.
Prometto, semmai, variazioni solo IN MEGLIO, non in peggio.

Allora, per chi viene VENERDI' non so un cazzo.
Potremmo vederci tutti insieme anche quella sera, potremmo restare ognuno col suo gruppetto, potremmo fare qualsiasi cosa. Ma sarà tutto deciso al momento credo (io poi ancora non so se mi chiamano in fabbrica, ho tanti progetti ma sono tutti a rischio)

SABATO

Allora, potete venire al raduno quando volete, credo che "noi" saremo lì fin dal primo pomeriggio (poi dipende che giri ci sono da fare con la macchina).
In ogni caso direi che verso le 18.30 potremmo esserci tutti o quasi

insomma

18.30 si beve e mangiucchia qualcosa mentre ci si conosce. Insomma quella cosa che voi gente di mondo chiamate aperitivo (ho i brividi, l'ho scritto davvero)

20 CENA

MEGA TAVOLATA DI ANTIPASTI UMBRI

FANTASIA DI BRUSCHETTE (ALMENO 4 TIPI, FEGATINI, FUNGHI, TONNO, AGLIONE ETC...)

INSALATA DI FARRO AL PESTO E GAMBERETTI

PANZANELLA UMBRA

FRITTI O SALUMI

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PAELLA VALENCIANA
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CINGHIALE IN SALMI'
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TORTA AL TESTO
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MEGA GRIGLIATA "LIVE" DI SALSICCE, COSTARELLE E PANCETTA

VERDURE GRIGLIATE
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TUTTO ALL'INCREDIBILE CIFRA DI 20 EURO BEVANDE INCLUSE (ACQUA, VINO)

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DURANTE LA CENA MI E' POI VENUTO IN MENTE, SE RIESCO, DI FARE UN DIVERTENTE QUIZ CINEMATOGRAFICO, OVVIAMENTE TUTTO MOLTO DINAMICO, NON UN QUALCOSA CHE BLOCCHI LA CENA O LE CHIACCHIERE
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NELLA TARDISSIMA SERATA O PRIMA NOTTE VISIONE DI 0, 1 O 2 FILM, QUESTO DIPENDE DA COSA ACCADRA' O DALLA VOGLIA DI TUTTI. 
ABBIAMO ANCHE LA POSSIBILITA' DI VEDERE UN GRAN BEL FILM CON IL REGISTA PRESENTE TRA NOI ;)

CONSIGLIO VIVAMENTE DI NON PRANZARE SABATO, O TENERSI COMUNQUE MOLTO LEGGERI, ALTRIMENTI BUTTEREMMO SOLO ROBA LA SERA
SEBBENE CI SIA PIU' DI UN PIATTO SENZA CARNE POSSIAMO PREPARARE AD EVENTUALI AMICI VEGETARIANI ALTRI PIATTI (CACIO E PEPE, HAMBURGER DI VERDURE, ETC...)

Come saprete non amo le foto, e nemmeno i miei fratelli. Però, insomma, non siamo spie internazionali, se qualcuno ce le farà non ci fa piacere ma poco possiamo dire. Detto questo se c'è qualcuno che si prende la briga di farne comunque parecchie di "ufficiali" (agli altri) va molto bene

20.8.16

Recensione "La notte del giudizio - Election Year"


A costo di tornare in sala (estate praticamente senza cinema) si va a vedere anche questo.
Ma tanto la trilogia bisognava finirla.
Tante buone idee, alcune terribili.
Se lo si vede come trash è notevole.
Altrimenti, mamma mia...

Vi prego, fermatevi.
Se devo ammettere che l'idea base della trilogia-Purge era davvero notevole, se devo ammettere che almeno due episodi la saga li pretendeva (cioè, con quel soggetto, dopo l'home invasion un open air ci stava per forza), se devo ammettere che entrambi i primi due film erano tranquillamente sopra la sufficienza, ecco, allora devo anche dire che lì ci si doveva fermare.
In realtà questo Election Year un senso ce l'aveva persino. Perchè concettualmente porta a livelli più alti, estremi, la storia dello Sfogo. Anzi, ai livelli, almeno politicamente, più alti possibili.
Siamo in fase elettorale, si decide chi governerà gli Stati Uniti.
Da una parte c'è lei, una che durante lo Sfogo aveva visto massacrata la propria famiglia (nel buon prologo), dall'altra parte c'è un esaltato stile Trump che, fosse per lui, lo Sfogo lo farebbe un giorno sì e un giorno no.

16.8.16

20 registi dal 1970 in poi che dovreste conoscere




Oh, quanto tempo che non faccio una lista...
Per "ritornare" ho deciso di farne una un pò diversa.
Per la prima volta non parlerò strettamente di film ma di registi.
Ho deciso di presentare quelli che in questi anni, tra i "giovani, mi hanno più colpito.
Quali sono le caratteristiche che devono avere?
Ben, non essere tanto vecchi (diciamo dal 1970 in poi) ed aver tirato fuori già almeno 2,3,4 film di valore.
Ovviamente, come in tutte le mie liste, cercherò di proporre nomi non conosciutissimi.
Insomma, metterci Dolan, Refn, Sorrentino e compagnia bella non aveva senso.
Ho pensato a questo post un'ora e mezza fa. In questo tempo mi sono fatto venire in mente i registi, ho cercato le foto, i film, scritto due righe, confezionato tutto.
Un'instant post insomma.
Questo per dire che potrei aver tranquillamente dimenticato dei nomi importantissimi.
Ma tant'è.

SHANE CARRUTH 


1972 STATI UNITI
Primer
Upstream Color
Appena conosciuto qui nel blog. Regista, sceneggiatore, attore, montatore, curatore delle colonne sonore. Un artista completo che ha tirato fuori due film difficilissimi, colti, personali.

NA HONG-JIN




1974 SUD KOREA
The Chaser
The Yellow Sea
The Wailing
Uno dei nuovi fenomeni del thriller-crime mondiale. Maestro d'atmosfere e di intrecci, i suoi thriller sono unici e diversi da tutti gli altri

JEREMY SAULNIER


1977 STATI UNITI
Murder Party 
Blue Ruin
Green Room
Anche lui (come quasi tutti qua) si scrive i propri film, E anche lui sa tirar fuori pellicole tremendamente personali. Con Blue Ruin riscrive le regole del revenge movie, con Green Room quelle del survival

CRISTIAN MUNGIU


1968 ROMANIA
4 mesi, 3 settimane e 2 giorni
Oltre le colline
Un padre, una Figlia
Folgorò tutti a Cannes col suo formidabile 4 mesi. Si confermò col successivo. E l'ultimo, apprezzatissimo a Cannes, sta per arrivare da noi. Cinema del realismo, della sofferenza e del degrado, morale e non. Un grandissimo autore

TI WEST


1980 STATI UNITI
The House of the devil
The Innkeepers
The Sacrament
Forse il più conosciuto del lotto, è considerato sin da giovanissimo come uno dei più promettenti registi horror mondiali. E malgrado il mio approccio con lui non fu certo felice è indubbio come West sappia giocare col genere come pochi altri. Ogni suo film è completamente diverso dall'altro, dall'omaggio agli 80 al corto, dall'horror di stile al mock. Lo aspettiamo all'ennesima prova del 9

PABLO LARRAIN


1976 CILE
Tony Manero
Post Mortem
No
Il Club
Nemmeno 40 anni e una filmografia che fa già paura per qualità. Regista impegnato ed impegnativo, i suoi film dietro piccole, spesso laide, vicende umane parlano in realtà di cose molto più grandi. Formidabile

MIKE CAHILL


1979 STATI UNITI
Another Earth
I Origins
Soli due film ma già regista di culto di moltissimi appassionati. Straordinari soggetti (scrive i film lui) per un regista che sa raccontare, emozionare, aver grazia e porre dilemmi. Come Carruth, i suoi film partono sempre da basi scientifiche.

BEN WHEATLEY


1972 INGHILTERRA
Kill List
Sightseers
A Field in England 
High Rise
Un fenomeno. Nessuno mostra la violenza come lui tra i "giovani". Ma quello che sorprende in Wheatley è come i suoi film riescano ad andare "oltre" le mere immagini, abbiano sempre bisogno di, anche difficili, letture ulteriori. Uno dei miei preferiti

YORGOS LANTHIMOS


1973 GRECIA
Dogtooth
Alps
The Lobster
Beh, per chi segue questo blog è ormai famoso come Eastwood. Ma fa sempre bene ricordarlo visto che il grande pubblico (non il pubblico grande) ancora non lo conosce. Il regista dell'assurdo, quella più saramaghiano di tutti. Siamo ai confini del genio

ASHGAR FAHRADI


1972 IRAN
About Elly
Una separazione
Il Passato
Il Cliente
Poco più di 40 anni, non ci si crede. Uno dei più grandi dialoghisti del cinema moderno. Dategli poche stanze, un pretesto di trama e un pugni di attori e lui ti tirerà fuori il capolavoro

ROBERTO MINERVINI


1970 ITALIA
Low Tide
Stop the pounding heart
Louisiana
Emigrato negli Stati Uniti gira tre (non) documentari che raccontano piccole e sperdute comunità americane. Un regista con un progetto, che bello. Probabilmente aspettiamo ancora il suo capolavoro. Ma c'è già tanto di buono

SIMON RUMLEY


1970 INGHILTERRA
The Living and The Dead
Bitch
Red, White and Blue
Il fratellino di Wheatley.
Regista che sa raccontare la pazzia, la violenza che esplode, la testa che non regge più. In più un talento visivo quasi unico con un uso di luci e colori formidabile

HARMONY KORINE


1973 STATI UNITI
Gummo
Julien Donkey-Boy
Mister Lonely
Springbreakers
L'unico regista, tra quelli presentati, di cui ho visto un solo film, Ma è impossibile non citarlo tra i migliori dei giovani. Probabilmente uno dei registi più weird esistenti

BONG JOON-HO


1969 SUD KOREA
Memories of Murders
The Host
Madre
Snowpiercer
Per poliedricità è il Kubrick dei nostri tempi. Qualsiasi genere gli affidi lui tirerà fuori il meglio che si possa trovare nello stesso genere. Straordinario

GARETH EVANS


1980 GALLES
Merantau
The Raid
Safe Haven (da Vhs2)
The Raid 2
Gira due film di arti marziali/crime e sono i migliori negli ultimi 20 anni nel genere.
Gira un mediometraggio ed è la miglior cosa voi possiate vedere sulle sette negli ultimi 10 anni.
Un fuoriclasse


SAVERIO COSTANZO


1975 ITALIA
Private
In Memoria di me
La solitudine dei numeri primi
Hungry Hearts
Niente, da più di un decennio Costanzo tira fuori grandi film, Ma non riesce ancora ad emergere. Probabilmente l'essere "figlio di" l'ha solo penalizzato. Autore vero che ama curare come pochi l'aspetto psicologico dei propri protagonisti

QUENTIN DUPIEUX



1974 FRANCIA
Rubber
Wrong
Wrong Cops
Realitè
Il pazzo del gruppo. Geniale, assurdo, irriverente, unico.
Lo adoro

JEFF NICHOLS


1978 STATI UNITI
Shotgun Stories
Take Shelter 
Mud
Uno dei più interessanti registi "laterali" americani, ormai in rampa di lancio per entrare definitivamente tra i grandi

SEBASTIAN SILVA


1979 CILE
La Nana
Magic Magic 
Nasty Baby
Ho visto solo Magic Magic ma basta e avanza.
Poi ho avuto conferme (da parte di amici) anche per gli altri film
Lo terrò d'occhio

SHANE MEADOWS


1972 INGHILTERRA
Dead Man's Shoes
C'era una volta in Inghilterra
This Is England
Questo ha fatto DMS e This is England ma in Italia ancora non lo distribuiscono e praticamente non lo conoscono.
E vabbeh

14.8.16

Recensione: "The Canal"



Un horror irlandese che per almeno mezz'ora ho trovato bellissimo.
Poi comincia a somigliare troppo a tante cose già viste, perde un pò di originalità e di carattere. Ma rimane buono, forse molto buono. Al solito, avercene così


presenti pesanti spoiler dopo l'ultima foto


Arriva dall'Irlanda questo interessantissimo horror che, almeno per un tempo, aveva tutte le carte in regola per essere considerato tra i migliori di questi ultimi 3,4 anni.
Perchè se è vero che The Canal è un horror tremendamente derivativo, è anche vero che pur nei clichè e nei rimandi aveva manifestato un proprio"carattere" e un proprio stile veramente formidabili.
Ma, come accennavo prima, questo avviene specialmente nella prima parte.
David è un archivista di filmati antichi, una specie di bibliotecario che sostituisce vecchie pellicole ai libri.
Ha una moglie splendida e giovane.
Vanno (ma dai!!!) in una nuova casa. Hanno un bambino.

12.8.16

Recensione "Utopia - Stagione 1"- Le Serie Tv de Il Buio in Sala


Dopo un anno e mezzo torno a vedere una serie.
Non potevo scegliere meglio.
Brevissima, visionaria, importante.
Una serie che racconta di un mondo completamente corrotto, un mondo in cui siamo tutti soltanto manichini nelle mani di poteri fortissimi.
Cosa nasconde quel manoscritto? Chi è Mr Rabbit?
E, soprattutto, where is Jessica Hyde?

"Where is Jessica Hyde?" è il mantra assassino che ripete ossessivamente il killer Arby, un killer come raramente ne abbiamo visti in questi ultimi anni di cinema.
Grasso, giacca di pelle, unto di sudore, camminata a papera con piedi a x, respiro perennemente affannato, sguardo calmo, voce ancora di più.
"Where is Jessica Hyde?" chiede alle sue vittime prima di farle fuori senza nemmeno pensarci un attimo. E che siano donne o bambini, cambia nulla.
"Where is Jessica Hyde?" è la domanda che pone a tutti. E noi capiamo che questa domanda è importante, importantissima. E sì, lo è, Jessica Hyde è effettivamente il personaggio cardine della serie.
Ma solo alla fine, solo all'ultima scena dell'ultima puntata, con un colpo di genio spiazzante, ecco, solo alla fine capiamo quanto quella domanda fosse realmente La Domanda, la base di tutto.
Utopia è una miniserie inglese di sole 6 puntate (la prima stagione) che gioca almeno per un pò con la perfezione.