L'ultimo film di Shyamalan ha dell'assurdo.
Un film che non fa altro che sabotarsi di continuo, sfiorando a volte vette talmente ridicole che ad un certo punto ci eravamo convinti che dovesse esser preso come guilty pleasure.
Eppure il finale, bello bello, riesce a dare un senso a tutto e anche a togliere gran parte di quella coltre grottesca che lo ammantava.
Un gruppo di turisti arriva in una spiaggia dove ogni minuto che passa equivale a dei mesi.
Non c'è possibilità di fuggire.
Ve lo giuro, qualsiasi commento leggerò sul film, dal bellissimo all'inguardabile, lo capirò
PRESENTI SPOILER
Adoro Shyamalan. In ogni suo film che ho recensito ho esaltato il suo essere uno dei pochi veri autori coraggiosi presenti nel cinema odierno, almeno in quello mainstream. Ogni suo film è un rischio, ogni suo film è ambiziosissimo, particolare, "nuovo", originale.
Quasi sempre la imbrocca, a volte la imbrocca a metà, un paio di volte (ma se non sbaglio gli unici due commissionati) fa roba veramente brutta.
Old è difficilmente catalogabile in una delle tre categorie ma, se proprio vogliamo, possiamo metterlo nella seconda.
La caratteristica quasi incredibile de sto film è che più sabota sè stesso, più fa de tutto per mandà tutto in caciara più, alla fine, acquista un senso e riesce a salvasse.
Old è difficilmente catalogabile in una delle tre categorie ma, se proprio vogliamo, possiamo metterlo nella seconda.
La caratteristica quasi incredibile de sto film è che più sabota sè stesso, più fa de tutto per mandà tutto in caciara più, alla fine, acquista un senso e riesce a salvasse.
Vi giuro, eravamo in 4 a vederlo e ogni volta che ci guardavamo in faccia avevamo un'espressione tipo "ma che davero?" per quello che vedevamo. Ad un certo punto ce sono state un paio de scene talmente assurde e (involontariamente o volontariamente?) ridicole che, almeno io, me so rilassato e me so detto "Ok, a sto punto dev'esse così, per forza, non vole esse serio".
Ed è in quel momento che Old diventa una specie de guilty pleasure, un film che quasi te vergogni che te piace, uno che più trovi difetti, magagne, scene risibili più te dici "che cavolo, me piace così, è un cult".
Ma poi, maledetti, arrivano gli ultimi 15 minuti che son proprio BELLI, che spiegano tutto nel modo migliore possibile, che sono anche un filo emozionanti, che sollevano questioni etiche mica da ride (anche se il film non riuscirà anche in questo caso ad arrivare a quella "serietà" che il soggetto richiedeva).
E, insomma, sto film che se autosabota de continuo, pieno di incongruenze e scene WTF alla fine riesce a salvasse, anzi, forse pure a esse bello.
Siamo in una magnifica località balneare ai tropici.
La famiglia Nonmericordoilcognome arriva là coi due figlioletti.
Il padre è Gael Garcia Bernal, attore che adoro e che qui ho scoperto nanetto.
Lei è Vicky Krieps, nome che ancora a tanti non ricorda nulla ma che fu la splendida protagonista del magnifico Il Filo Nascosto.
(avremo poi nel cast anche Rufus Sewell e, lacrimoni, il Miles di Lost).
Sta famiglia viene mandata dal capoccia del resort in una spiaggia "invisibile", nascosta da rocce altissime, un angolo di paradiso che l'albergo riserva solo a poche persone.
Sta famiglia viene mandata dal capoccia del resort in una spiaggia "invisibile", nascosta da rocce altissime, un angolo di paradiso che l'albergo riserva solo a poche persone.
La famiglia protagonista va là insieme ad un'altra famiglia e una coppia.
Ad un certo punto arriva a riva (ditelo de fila "arriva a riva", effetto stupendo, arriva a riva, arriva a riva, arriva a riva) un cadavere.
Già la faccenda è da grattasse le palle ma poi diventa tutto più inquietante quando i figli dei protagonisti, in solo mezz'ora, crescono de tipo 5 anni...

















