14.9.14

Horror Underground (N° 11): recensione "The Poughkeepsie Tapes"

Non so se sia un caso, probabilmente lo è solo in parte, ma mi trovo ad aver visto due film consecutivi del buon Erick Dowdle (con suo fratello correo), ovvero questo, ca va sans dire, e quel riuscito pastrocchio che è stato Necropolis.
In mezzo c'erano stati il discreto Devil e l'operazione, francamente inutile e poco riuscita, del remake di Rec, Quarantena.
Altra coincidenza è che sto film venga appena dopo aver stilato la ballerina (nel senso di molto ma molto poco convinta) lista dei film più disturbanti, lista nella quale The Poughkeepsie Tapes, che d'ora in poi chiameremo semplicemente The P. Tapes per risparmiare dita e neuroni, starebbe con tutte le scarpe.
Siamo dalla parti dei film che percorrono il pericolosissimo confine tra le opere socialmente accettabili e quelle amatorialmente inaccettabili, ossia le macellare e scioccanti merde (non) d'autore.
In realtà sul confine The P. Tapes ci sta semplicemente per il soggetto e per quello che racconta durante l'ora e mezzo di visione perchè in quanto ad immagini ce ne sono sì di fortissime (da star male per i non avvezzi) ma non c'è mai, veramente mai, quel perverso gusto del dettaglio macabro o gratuitamente scioccante.
Insomma, l'atmosfera e il racconto hanno molta più importanza delle singole immagini in sè.
Il soggetto, a proposito, è incentrato sulle videocassette ritrovate in casa di un terribile serial killer operante negli USA nei primi anni 90 (a partire dal 93 credo).
L'assassino già da anni era braccato dalla polizia ma la sua cattura si era resa quasi impossibile a causa dell'incredibile capacità del killer di mutare modus operandi e tipo di vittime, cosa rarissima negli assassini seriali. La polizia brancola. Ma alla fine ritrova queste tremende tapes e può finalmente vedere in faccia l'orrore, quell'orrore del quale conosceva sì e no il 10%.
Sì perchè questo killer (soprannominato The Butcher, il Macellaro) ama riprendere tutti suoi crimini, tutte le sue sevizie, tutti i suoi giochetti.
La qualità video delle vhs è scandalosa. Pixel questi sconosciuti, colore che si alterna al bianco e nero, interferenze, riprese a cazzo, insomma, un disastro.
Eppure è qua tutta la potenza di questo possibile cult, nella sua sporcizia, amatorialità e verosimiglianza.
Anzi, il killer è esistito veramente, altro che verosimiglianza.
Anzi, non è vero.
Sì, è vero.
Fate voi.
L'assassino è veramente terribile, perverso, cattivo, anche geniale nella sua malattia.
Vedere ad esempio l'incontro con la madre della ragazza sequestrata, la facilità con la quale riusciva a fregare la gente o quello che fa alla sua "schiava".
Atmosfera perfetta, urla, implorazioni, pazzia, maschere veneziane.
Tantissimi momenti da horror perfetto, come l'iniezione, come la camminata con maschera sopra la testa, come la terribile condizione, a mò di bambola, nella quale il killer costringe la ragazza "amata".
La scena con le due bambine poi, il finale di quella scena, è davvero sorprendente.
Ho apprezzato, lo ripeto, il riuscire a fare un film "malato" senza esagerare o non scendere nel dettaglio lasciando il posto a tutto quello che avveniva prima o dopo degli orrori più grandi.
Anche tutto quello che la povera schiava ha subito negli 8 anni di prigionia, o comunque gran parte di quello che ha subito, è soltanto raccontato, non mostrato.
Ed è terribile, perchè verosimile, il parossismo della Sindrome di Stoccolma che colpisce la ragazza. Probabilmente a livello umano quell'intervista è la cosa più tosta del film, il pensare che quell'orrore le possa "mancare" è davvero tosta come cosa.
E affatto incomprensibile.
Se a livello di immagini c'è quindi un minimo "freno" a livello di racconto non ci sono inibizioni, siamo davvero al circo degli orrori.
E, altra cosa meritevole, anche a livello sessuale non si mostra nulla, nulla.
Ma vi assicuro che tutto quello che c'è basta e avanza.
Piccolo film quasi solo per appassionati anche perchè per tutti gli altri rischia davvero di essere troppo disturbante.
E, per una volta, c'è un uso perfetto, anzi doveroso, della telecamerina, vera protagonista (tramite le vhs ovviamente) della pellicola.
Insomma, un giovane regista che ha già fatto tante cose e diverse tra loro.
Ma la migliore, probabilmente, era all'inizio.
Questa.

( voto boh, 6.5/7-5)

13.9.14

Al Cinema: recensione "Necropolis - La città dei morti"

Avete presente quando fate (o.k, quando vi fanno) una torta e viene
fuori malissimo?
La prendete dal forno ed ha un aspetto orribile.
Probabilmente avete sbagliato qualche passaggio nella ricetta, probabilmente qualche ingrediente è stato messo un pò ad minchiam.
Non volete portarla a tavola, ci sono gli amici, ci sono i parenti, che vergogna.
Poi arriva lo zio che ne assaggia un pezzettino e dice:
"Ma sti cazzi che è brutta! è bona! portela di là, movete, mica dobbiamo vedella, avemo da magnalla".
Ecco, Necropolis è un pò così.
E' un film che sbaglia praticamente ogni passaggio da scena a scena.
E non solo, nella stessa scena sbaglia tutte le frasi e i dialoghi, gli ingredienti.
Eppure è buono, eppure ti lascia soddisfatto, eppure l'assaggi e ti sembra meglio di tante torte ben fatte che non sanno de na sega.
Per almeno 3/4 di film ci sembra di assistere ad una trasposizione di Tomb Raider.
La giovane archeologa, pure bona, col padre che fu anch'esso un grande archeologo ma ora è morto, le catacombe da esplorare, le frasi da decifrare, i marchingegni da azionare, persino passaggi subacquei che portano da una stanza all'altra, le reliquie, qualche mostro, qualche frana.
Mancano le pistole.
In realtà Necropolis è qualcosa di più.
Ed è quello il suo pregio.
Ed è quello il suo difetto.
Sì, perchè il film diventa una metafora di tante cose, della realtà parallela, dell'inferno, del senso di colpa, dei ricordi, del viaggio dentro sè stessi, del rettificare.
De che?
Del rettificare.
De che?
Del rettificare, che mica ho capito quel che significa nel film, con quello specchio al posto della pietra filosofale (Potter, me dispiace ma la frega -ragazza in perugino- t'ha fregato, l'ha trovata lei), con quel bacio curativo, con quel tuffo collettivo.
Ma non è che prima ce se capisce tanto di più eh, con la prima mezz'ora fatta di teorie assurde, ventenni che traducono l'aramaico al volo e poi in quattro e quattr'otto risolvono enigmi senza alcun senso.
"Allora, questo vuol dire questo, questo vuol dire che dobbiamo fare 115 metri in profondità partendo dalle Rue A Casacc, questo vuol dire che la cripta è dietro il terz'ultimo osso della sedicesima fila, questo vuol dire che il sopra è pure il sotto, questo vuol dire che dobbiamo rettificare, questo è il famoso Cardine Tolemaico che glie bacia i piedi e poi le mani, questa è la Porta Alchemica del famoso studioso SonCazzen, qui dietro c'ha da esse per forza un passaggio che in 500 anni nessuno ha mai visto, sì, è questo, entramoce, ecco, qui non c'è entrato nessuno da 500 anni, ma questo qui steso secondo te è vivo? ma no, è morto, pressochè morto direi, dato che qui non c'entra nessuno da 500 anni come dicevi, qui c'è un connubio, qui so cazzi, giramo di là, qui te lo dico io che c'è scritto, c'è scritto che so cazzi ancora peggio de prima, qui devi capì che te c'hai un figlio ma se lo neghi anneghi, qui uscimo che me scoppia la testa e so stata troppo intelligente finora, ve l'avevo detto che se andavamo alla rovescia andavamo dritti"

Insomma, un casino con pochi precedenti.
Ma il film affascina, le location son favolose (e poi fortunatamente un film decente dopo che il primo che fu ambientato nelle catacombe parigine, Catacombs, fu uno dei più brutti horror degli ultimi 10 anni) tutta la roba che mette dentro, con le immagini (pianoforte, fratellino, macchina in fiamme) simbolo dei ricordi e dei sensi di colpa, col coro necrofilo de Amici de Maria de Filippi che fa le prove in cripta, con l'uomo-talpa, con l'umo-marmo che all'andata sembra un semidio, al ritorno invece, siccome la ragazza ha fretta, piglia un cazzotto in bocca e giù, steso, con quel mostro incappucciato che sembra tanto la Morte, con le voci dei demoni nascoste nell'acqua, con il bellissimo e affascinante concetto della realtà a specchio destra-sinistra ma anche dell'inferno dantesco in cui per sbucar fuori devi scendere.
Alla fine il film affascina, prende, ha atmosfera e tante immagini buone.
"Lasciate ogni speranza voi che entrate" , c'è scritto fuori dalla porta del cinema, "perchè non ci capirete una fava".
Solo la nostra Lara Croft sa come la sceneggiatura riesce ad andare avanti ma noi ci fidiamo di lei, noi che non conosciamo il Cardine Tolemaico ci affidiamo a lei.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.

( voto 6,5)


11.9.14

Al Cinema: recensione "Mud"


presenti spoiler
Se mi avessero detto che uno dei più seri candidati a grande eroe
romantico della nostra epoca, a paladino dell'amor cortese nei tempi bui e digitalizzati dei sentimenti perduti fosse stato un ragazzino di 14 anni non ci avrei creduto.
Eppur lo è, con la sua faccia bella ma ammaccata costantemente da qualche pugno, con la sua spensieratezza che dovrebbe esserci ma non c'è, con il suo voler ricercare in ogni posto, in ogni uomo, in ogni gesto, in ogni occhio quella scintilla, la più forte di tutte, non quella dei falò apotropaici di Mud no, ma quella che si innesca e arde dentro.
E non ci sta il ragazzino, non ci sta ad accettare che quella scintilla un giorno possa spegnersi.
Perchè Mud sarà anche un film che parla di isole e omicidi, fango e pallottole, serpenti velenosi e conti da regolare ma quello è solo l'allestimento, sul canovaccio c'è scritto che questo è il film di un 14enne e della sua ricerca dell'amore.
E lotta, lotta, fa a pugni, strilla, dice un "ti amo" che è più vero del 90% di quelli dei grandi, è pronto a dare la propria vita per quella cosa che inizia con la A, anche se non è sua, anche se è di altri, che siano i suoi genitori oppure di Mud e della bella bionda.
E mica è discendente di Cupido lui no, lui non vuol far innamorare nessuno, semplicemente sta cosa la cerca, ne ha bisogno, come uno che cerca e ha bisogno di Dio, lui cerca e ha bisogno dell'amore, di sapere che c'è e che non è vero che è una fregatura.
Nichols dopo il superbo Take Shelter torna nella sua America laterale, quella delle periferie e delle piccole comunità, qui ancor più piccole perchè la vicenda che ci racconta ruota intorno a un paio di case galleggianti, a un grande fiume che sembra mare e a un'isola.
Sull'isola un uomo innamorato si nasconde da gente cattiva, quell'uomo è prima Mud nella finzione e poi Matthew McConaughey nella realtà, uno che in questi 3 anni ha fatto Mud, Killer Joe, True Detective e Dallas Buyers Club e io mica lo so se negli ultimi 30 anni di cinema c'è qualche attore che in solo 3 ha tirato fuori 4 interpretazioni così.
In 3 anni la roba che tanti faticano a tirar fuori in una vita.
Mud è una storia strana, un pò Castaway on the moon, un pò History of Violence, un pò Drive, una storia strana di un uomo che si rifugia in un'isola e aspetta che la sua amata, prima o poi, lo raggiunga per fuggire insieme.
E quest'uomo incontra due bambini che finalmente, grazie al cielo, un pò ci restituiscono la magia goonesiana o di Stand by me, perchè lo vedi che stanno crescendo, lo vedi che stanno vivendo qualcosa di grande, lo vedi che tutto sembra una piccola avventura e al tempo stesso  una di quelle grandi ed epiche.
Nella vita per maturare a volte basta un fatto, a volte basta un luogo, a volte basta un tempo.
O a volte, molto più spesso, il processo è molto più lungo e non si esaurisce mai.
Per un certo verso anche fortunatamente direi.
E io non lo so se in quel luogo, con quel fatto e con quei tempi quei ragazzini sono diventati uomini ma questo è uno di quei film in cui la risposta può essere sì e già non è poco.
Loro due sono le piccole matrioske di lui, uno è senza padre e madre, come lui, e come lui è un lupo solitario che probabilmente conoscerà crimini e misfatti, l'altro invece crede nell'amore e sa difendere il sentimento e le donne per questo, e se per adesso è solo un pugno non mi meraviglierei se un giorno diventasse pallottola, come Mud.
Ed è proprio il racconto dell'omicidio e la domanda successiva a contare più di tutto per Ellis.
"L'hai fatto per lei?" chiede Ellis
"Sì" gli risponde Mud
E quasi un sorriso si disegna sul volto del ragazzo, allora è vero, allora ho ragione, allora si fa di tutto per quello.
E da quel momento quel rapporto tra lui e lui diverrà così bello, maturo e forte che c'è da ringraziare solo per averne potuto godere.
Poi arriva la parte crime, come in Drive, a fare un pò di cinema, e a farlo bene.
Intanto si tratteggiano tutti i rapporti, quello tra Ellis e i suoi genitori, quello tra i due ragazzini e Mud, quello tra Mud e lei.
Rapporti che maturano, cambiano, ci sembrano scivolosi, quasi impossibili da capire.
Ma poi quando Mud corre e lo prende in braccio, quando scrive nella gamba gonfia gli orari del veleno e quando con la moto porta quel fagotto di 50 kg... che bellezza, che soddisfazione, che bella maniera per farci capire tante cose.
Poi ci saranno gli spari e una carneficina.
Moriranno in tanti, forse qualcuno anche dei nostri.
E poi, come in Take Shelter, un mare finale.
Ma se allora fu minaccia e morte adesso è bellezza e vita.

( voto 8 )


I 20 film (non conosciutissimi) più disturbanti degli ultimi anni - parte 2 -

Per leggere le "regole" e le limitazioni di questa lista vi invito ad andare alla parte 1.
Nei commenti chi vuole può citare altri film, sempre rispettando bene o male quelle linee guida.




cliccando sul titolo si va alla rece

1 A SERBIAN FILM
A Serbian Film

O.k, qualcuno di voi saprà dell'odio che nutro verso questo film.
Però bisogna avere l'onestà intellettuale di dire che davvero, se parliamo di film disturbanti recenti e di buona qualità, A Serbian Film è imprescindibile.
Mortacci sua.

2 LAKE MUNGO


Lo ammetto, faccio tante classifiche e alla fine il 70% dei film son sempre quelli.
Farò in modo quindi che questa, a parte quelle di fine anno, sia l'ultima classifica che faccio.
Metto anche qua Lake Mungo.
Perchè la tensione e il disagio crescono poco a poco.
Fino alla tremenda scena dell'incontro in cui dire che sono stato "disturbato" è puro eufemismo.
E poi un film che parla di "fantasmi" per poi trasformarsi in orrori molto più umani è davvero unico.
Voglio rivederlo per recensirlo.

3 HAPPINESS


Forse è il film più datato che ho messo dentro, ma poi nemmeno tanto, 1998.
Ma è impossibile lasciarlo fuori.
Non foss'altro per PSH.
Film incredibile, ti entra dentro piano piano, si insinua viscido, sporco.
Terribile.

4 A L'INTERIEUR
Inside - À l'intérieur

Ecco, questo sta dentro per forza.
A livello visivo ha scene davvero toste da sopportare.
E nasconde al suo interno anche un filino d'autorialità.
Cult per appassionati.

5 AFTERSCHOOL
Afterschool

L'Elephant povero.
Lo stesso attore di Kevin, formidabile.
Da vedere.

6 VISITOR Q


Perversione, necrofilia, pedofilia, incesto.
Eppure film d'autore.
Eppure grande metafora.
Ad oggi il mio Miike preferito.

THE HUMAN CENTIPEDE 2
The Human Centipede II (Full Sequence)

C'è poco da aggiungere, già ne ho scritto troppo probabilmente.
Il non plus ultra del "malato" senza superare, a mio parere, i confini dell'etica.

8 THE ACT OF KILLING


Grandioso doc.
I carnefici del massacro indonesiano si raccontano.
Senza rimorso o pentimento.
Anzi, interpretano orgogliosi sè stessi, anni e anni dopo, e mettono su lo spettacolo dell'orrore.
Il "seguito" è stato presentato a Venezia e da domani è nelle sale.

9 DOGTOOTH
Kynodontas

Io lo metto dapertutto, anche nelle classifiche del miglior catering se potessi.
Disturbo intellettivo.

10 SEUL CONTRE TOUS
Solo contro tutti

Per me il film disturbante per eccellenza.
Quello che più mi ha messo in crisi probabilmente.
Quel finale poi...






10.9.14

La lampadina da cambiare e un pomeriggio di un giorno da cani

(non interessa a nessuno ma qualsiasi cosa ho scritto che non siano rece o classifiche lo trovate nell'etichetta "nonsolorece" qui a destra, storie della videoteca a parte che hanno etichetta tutta loro)

Da circa una decina di giorni guidando in macchina di notte non
riuscivo a veder nulla nella parte sinistra.
Le prime 3 cose che mi sono venute in mente sono, nell'ordine:

1 ho una disfunzione cerebrale, qualche emisfero ha cominciato a fare le bizze
2 la lente a contatto di sinistra mi ha abbandonato
3 tutta la parte sinistra del mondo sta cominciando lentamente ad essere sommersa dalle Tenebre, l'Apocalisse sta arrivando. Da sinistra.
E piano piano inghiottirà tutto.

Poi ho avuto il colpo di genio che probabilmente era saltato il faro anteriore sinistro.
Decido, oggi, di andarlo a cambiare.
Una lampadina, suvvia, 5 minuti e risolvo, penso.
"5 minuti e risolviamo"
mi conferma in effetti un tricheco veneziano, cioè una persona molto grassa e con accento del basso veneto che se ne sta lì seduto nell'officina.
"O.k" faccio io "puoi farlo subito?"
"No, Alberto non c'è"
Alberto è il mio meccanico di fiducia, l'avrò visto due volte in vita mia ma è comunque il mio meccanico di fiducia.
"E te non puoi farlo?" gli faccio
"No"
In effetti ricordo perfettamente che il simpatico tricheco veneziano non sa far nulla.
Nemmeno io so far nulla di queste cose eh, ma non sto in un'officina.
Credo faccia parte dell'arredamento, qualcosa di veneziano fa sempre classe. Figuriamoci in un'officina.
"Posso fartelo io, ma dobbiamo andare da me" mi fa un omino che spunta da dietro
Mi sembra già tutto un pochino strano, uno che ha un'officina che sta nell'officina di un altro e gli ruba i clienti al volo.
Magari collaborano insieme, che ne so.
La risposta è no, lo capirò poi, ma facciamo finta di sì.
"O.k, grazie"
Vado all'altra officina lasciando il tricheco e un altro buffo personaggio che incontreremo poi a parlare di leoni marini e Polo Nord.
Fortunatamente l'altra officina è molto vicina, meno male.
Appena entro noto i due meccanici che ci stanno lavorando dentro.
Il primo è nero come la notte e sta mettendo a posto un'auto bianca come il latte.
Il contrasto mi affascina.
Il secondo è il classico meccanico con i capelli lunghi dietro la testa ma nessuno sopra di essa, come se gli stessi fossero caduti da sopra ma fossero rimasti attaccati dietro.
Sento che borbotta ma i rumori meccanici e la mia preoccupazione di finire il prima possibile non mi permettono di stare troppo attento a quello che dice.
Il mio omino, capo dell'officina e quindi anche del nero e del parvi-folti-crinito, alza il cofano.
Parte la prima Madonna. Ma non resterà sola durante il pomeriggio, sarà raggiunta da almeno un'altra ventina, sotto forma di tutti gli animali possibili.
Che in Umbria le Madonne e i Dii si abbinano sempre agli animali, spesso anche ai volatili vista la grossa tradizione della caccia.
Ha smadonnato perchè la mia lampadina non è facilmente accessibile, anzi, va praticamente spostato mezzo ambaradan per accedervi.
O.k, non saranno i 5 minuti, saranno 15, va bene.
Dopo circa 20 grazie a delle pinze la lampadina fulminata sbuca fuori.
L'omino si allontana per andare a prenderne una nuova.
Intanto sento che l'altro meccanico, non quello nero, quello tipo Vincent Schiavelli in Ghost











borbotta:
"Ora per cambià na lampadina se viene n'officina, roba da matti"
In parte ha ragione, io sono handicappato in queste cose.
Ma la realtà almeno questa volta è che quella lampadina non si riesce a cambiare NEMMENO in officina, figuriamoci col fai da te.
Il capo della banda torna ma non ha la lampadina giusta, H4, mi pare.
"Vai all'altra officina, quella di prima, senti se ce l'hanno loro" mi dice
Vado.
Il tricheco finalmente si alza, gli manca la palla da far girare sul naso per rendere il fatto ancora più sorprendente.
"Risolto?"
"No, guarda, mi ha detto se avete voi questa lampadina, lui non ce l'ha"
La prende in mano, va nel retrobottega e inizia a scuotere la testa.
Nel frattempo il suo compagno di merende inizia un monologo sorprendente, quasi commovente, sul mancato ritrovamento della lampadina.
"Oh Madonna e ora come si fa? mannaggia mannaggia, porca zozza non c'è, come si fa, come si fa?" dice guardandomi contrito.
Lui nemmeno lavora lì, è solo un amico del tricheco.
E il non trovare una lampadina alla fine non è niente di che.
Ma è come se quella lampadina fosse una questione di vita o di morte, come se io fossi il suo miglior amico, come se quel lutto fosse insuperabile e, in qualche modo, da condividere.
Mi guarda e scuote la testa, ha il viso buono e ingenuo.
"Non importa" gli dico, quando in realtà dovrei dirlo all'altro, non a lui.
Il veneziano mi dice che non può farci niente, li saluto e dò un ultimo sorriso all'uomo che si strugge per i piccoli problemi degli altri.
Torno all'officina con la macchina.
"Non ce l'hanno" gli faccio "ma a sto punto se vuoi o qui da te o da loro me la fate arrivare i prossimi giorni e ritorno"
"Semmai da me, che dò i clienti a quell'altri? (in realtà lui mi aveva rubato a loro) Ma sta fermo lì, c'è l'elettrauto a 2 km, te la vado a comprare"
"O.k, grazie" gli dico, e intanto mi accorgo che sono già passati 40 minuti dai 5 preventivati. E che i 10 euro che avevo preparato iniziano ad essere un miraggio.
L'omino prende una macchina e parte.
A retromarcia.
E a tutto busso, come diciamo noi per significare il gas al massimo.
Sento un urto terribile, mi si gela il sangue.
Esco dall'officina e vedo il capo meccanico scendere dalla macchina mandando in Paradiso tutta l'Arca di Noè con "attaccata" la Madonna indifferentemente avanti o dietro.
(quando è avanti è semplicemente Madonna, quando segue l'animale diventa "della Madonna")
La macchina è a posto se non fosse che non ha più uno sportello.
Praticamente andando a retromarcia lo sportello, non perfettamente chiuso, si è completamente aperto e quando la macchina ha imboccato uno stretto corridoio di mura è stato strappato via come un arto in un film splatter dell'orrore.
Vorrei morire, sono lì da quasi un'ora e il meccanico ha distrutto la sua macchina per andarmi a prendere una fottuta lampadina da 8 euro.
Mentre minaccia di morte gli Dei gli faccio:
"Almeno si è rotta qui, è comodo, è come se uno muore direttamente al cimitero"
Solo dopo l'ultima "o" mi rendo conto del rischio che ho preso.
In realtà quando ho paura provo sempre a sdrammatizzare.
Lui non mi uccide, anzi, ridacchia.
Riporta dentro la sua macchina e scende.
A quel punto mi sento troppo in colpa, vorrei dirgli che per oggi va bene così, ritornerò.
Ma accade una cosa stranissima.
L'uomo non è più per niente incazzato di quello che è successo.
Ma io non esisto più.
Inizia a girettare per l'officina, parla con questo e quello, fa cose.
Io non capisco, le uniche due reazioni possibili erano o spaccare tutto o tornare a me e risolvere.
Non riesco a dire nulla.
L'operaio con i capelli solo dietro inizia a girare intorno ad un'auto rossa e dire incessantemente "Zozza, zozza, zozza, zozza, zozza, zozza".
No, la macchina non è sporca.
E' quasi matematico che prima di quei 25 "zozza" abbia detto, anche lui, Madonna.
Si vede che finchè non risolve il problema che sta affrontando al momento la bestemmia rimane la stessa, come un disco incantato.
Ogni problema la sua bestemmia.
In quei 20 irreali minuti in cui io non so che fare se non mandare inutili sms nell'etere senza alcun significato e a guardare negli occhi una ragazza desnuda di un calendario Pirelli di 15 anni fa entra anche una madre con un bambino che dice per due volte una frase tanto lapalissiana quanto inquietante:
"No ci voglio stare in officina, lo sai che non ci voglio venire in officina"
Certo povero piccolo, chi mai può esser contento di passare i suoi pomeriggi in officina?
Però la frase mi disturba, preferisco non pensarci.
Finalmente l'omino si rifà vivo.
Senza dirmi niente prende un'altra macchina e va a comprare la lampadina.
Prego le madonne così vituperate in quell'ora che non gli facciano fare un altro incidente.
Ritorna sano e salvo.
Comincia una fase delicatissima.
Se era difficile estrarre la lampadina difettosa figuratevi inserire perfettamente quella nuova.
Credo di, sotto sua richiesta, aver provato ad accendere i fari almeno 30 volte.
Sono terrorizzato, quest'uomo da quasi due ore deve cambiarmi una lampadina e nel frattempo ha buttato un pomeriggio, distrutto un'auto e smadonnato l'intero Eden.
Alla trentesima volta l'uomo urla:
"A me non me frega nessuno! Io risolvo sempre tutto"
E urlando alla Tardelli sbatte violentemente il cofano dell'auto per chiuderlo.
E' finita, una cosa da 5 minuti e 10 euro è diventata una faccenda di quasi 2 ore con un'auto distrutta e, probabilmente, molto più di 10 euro.
(faccio dei conti rapidi al volo, -1- lampadina + -2- ore passate lì + -3- incazzatura dello sportello distrutto per "causa" mia + -4- viaggio per andare a comprare la lampadina + -5- disonestà insita dei carrozzieri, quanto farà?"
"Quanto è?"
gli faccio
"Aspetta, puoi provare a riaprire il cofano?"
"Perchè?"
"Apri"
Il cofano non si chiude più, molto probabilmente il gesto di esultanza ha danneggiato la chiusura.
L'omino si rimette là, ad aggiustare.
Non ce la faccio più.
"Devo andare, ritornerò per il cofano. Quanto è?
L'uomo chiude il cofano alla belleemeglio.
"35 euro. Ma ritorna per il cofano eh"
"Sì"
No,  non ritornerò.
Faccio retromarcia e passo vicino a un muro distrutto, un muro dove un'oretta prima uno sportello aveva cessato di esistere.
Vedo il meccanico nero che mi guarda, sono due ore che pulisce l'auto bianca.
Passo davanti all'altra officina dove il tricheco sta consolando l'uomo troppo buono.
"Tutto a posto" gli faccio abbassando il finestrino.
L'uomo troppo buono sorride, è sollevato.
E in fondo, almeno per lui, lo sono anch'io.

9.9.14

I 20 film (non conosciutissimi) più disturbanti degli ultimi anni - parte 1 -

Qui ne Il Buio in Sala di film disturba(n)ti se ne sono visti tanti.
Ho pensato di metter su una lista con 20 titoli meritevoli.
Ci sono tantissime limitazioni.
1 Ovviamente c'è dentro solo roba che ho visto, so benissimo che ci sono film anche molto più disturbanti che purtroppo devo ancora vedere.
Penso a Gummo, La Moglie del Poliziotto, Nella mia pelle, Feed e chissà quanti altri.
2 Poi, seconda limitazione, ho voluto inserire solo roba non famosissima.
Magari in 2,3 casi non mantengo questa linea ma la lista è mia e faccio come voglio :)
3 Terza limitazione quella cronologica.
Ogni volta che faccio una classifica o una lista mi limito essenzialmente agli ultimi 10 anni di cinema.
E a tutti film passati questi 5 anni nel blog.
Quindi niente Salò, Eraserhead et similia.
4 C'è anche una quarta limitazione, ossia quella della qualità.
Ho cercato di inserire film per me validi, altrimenti nell'underground c'è roba molto più forte, vedi gli August Underground o altre boiate simili.
Col cinema, per me, non c'entrano niente.

Andiamo.
Cliccando il titolo c'è la rece.

1 ANTICHRIST
Antichrist

O.k, avevo detto niente roba straconosciuta.
Ma ci sono due buoni motivi.
Uno che questo film mi ha così disturbato che non sono riuscito a scriverne la recensione.
Due perchè Von Trier lo voglio sempre dentro.

2 COLD FISH
Cold Fish

Una specie di Cane di Paglia (e infatti la locandina lo richiama) esasperato all'ennesima potenza. Oltre al sangue quello che disturba di più è un personaggio davvero indimenticabile per la sua assoluta pazzia

3 EX DRUMMER
Ex Drummer

Film belga (attenzione, i belgi e il disturbo sono una cosa sola) stranissimo, pazzo, malato ma anche divertente.
Qui il disturbo gioca col grottesco.
Comunque, almeno per me, è un film molto meno stupido di quello che sembra.

4 MISS VIOLENCE
Miss Violence

La ragazzina si butta disotto.
Quel sangue sul selciato.
Piano piano capiremo perchè.
Con la fastidiosissima sensazione che forse era la migliore cosa da fare

5 UNA STORIA AMERICANA
Una storia americana

Documentario sulla vera storia di questa strana famiglia americana in cui il padre, e forse anche i figli, furono accusati di pedofilia.
In realtà quello che disturba non è tanto il tema (anche perchè non c'è una mezza immagine forte in tal senso) ma la famiglia stessa.
E parecchio

6 CALVAIRE
Risultati immagini per calvaire

Secondo film belga messo dentro.
Già la scena del ballo basterebbe di suo.
Ma poi, a metà film, quel lui preso per lei ti spiazza, tutto pare assurdo.
Ma, ed è quello che disturba, verosimile.

7 MARTYRS
Martyrs

Beh, possiamo raccontarcela come ci pare ma almeno l'ultima mezz'ora di Martyrs non è come vedere Peppa la Maiela doppiata dai 7 cervelli eh

8 TARNATION
Risultati immagini per TARNATION
Piccolo film al quale sono legatissimo sul disperato tentativo di un figlio di salvare la madre.
In mezzo a tanta sofferenza, tanto degrado, tante speranze e tanto dolore.

9 AUDITION
Audition

Di Miike ho preferito altro (sarà nella seconda puntata).
Ma anche qua è innegabile che dal sacco che si muove in poi lo spettatore difficilmente riesce a rilassarsi...

10 E ORA PARLIAMO DI KEVIN
...E ora parliamo di Kevin

Il rapporto raggelante tra una madre e il proprio figlio.
Non c'è amore, non c'è affetto, non c'è niente.
Solo, apparentemente, due persone che vorrebbero che l'altra non esistesse.
Poi la tragedia e poi un abbraccio che è come un pugno.
Splendido.