18.8.14

Peliculas para no dormir (6/6): racconto di Natale

Finalmente, dopo quasi 3 anni, riesco a chiudere con gli episodi delle Peliculas para no dormir, ovvero il Master of horror spagnolo. (li trovate tutti nell'etichetta sotto la rece o a destra della home)
A proposito, dopo aver visto Cigarette Burns posso affermare che per questa volta vincono gli americani visto che l'episodio di Carpenter, da solo, vale quasi quanto i 6 spagnoli.
E così dopo Balaguero, De La Iglesia e altri 3 eccoci al film di Paco Plaza, ossia il compagno di merende di Balaguero alla direzione di quel capolavoro che fu Rec (ma anche di Rec 2) e poi regista solitario del terzo capitolo della saga, per quanto mi riguarda nettamente inferiore ai primi due.
Che dire, episodio all'acqua di rose, senza infamia e senza lode.
E' un completo omaggio agli anni 80, un tentativo di film generazionale che probabilmente rimanda il regista alla sua adolescenza.
It? 
I Goonies? 
Mah, secondo me siamo più dalle parti di Stan by me, se non altro per come è strutturata la trama.
Cinque bambini trovano una Babba Natale in un una buca abbastanza alta da non permetterle di riuscire fuori. In realtà è una ladra ricercata dalla polizia per una rapina milionaria. Decidono di lasciarla dentro finchè non dà loro i soldi.
Plaza si diverte e vuole anche divertire. Ce la fa a sprazzi e certo non l'aiuta il pessimo doppiaggio italiano (in almeno due dei cinque bambini). 
Ci mette dentro tutti gli anni 80, dalla colonna sonora a Dinasty, da Karate Kid agli B movies di zombie.
Divide il film in due parti ben distinte con la prima che fa da prologo alla seconda, in teoria quella più horror.
In realtà questa seconda parte ha una credibilità prossima allo zero con quei bambini che si rifugiano nel Luna Park abbandonato (viene da pensare che non sia stato pensato il luna park per il film ma il film per il luna park) e compiono azioni davvero poco comprensibili con, su tutte, quelle del Daniel LaRusso spagnolo che si rifugia (??) in cima agli scivoli, probabilmente solo per poter effettuare poi la mitica Mossa della Gru 


con la quale manderà la Babba Natale a farsi un giro di sola andata negli scivoli sottostanti.
Paura zero, ma con i bambini alla fine i film si salvano sempre perchè la nota malinconica di tutti noi nel vedere queste avventure di gruppo prende il sopravvento. E comunque almeno questo aspetto (l'esser gruppo, il condividere esperienze insieme) il film lo porta avanti bene.
Tra i bimbi c'è la piccola Ivana Baquero che Del Toro vide proprio qua e scelse per interpretare l'indimenticabile protagonista de Il Labirinto del Fauno.
Meriterebbe un post a parte l'incredibile fissazione che hanno gli spagnoli con i bambini, presenti praticamente in TUTTI i loro film horror/thriller dell'ultima decade.
Interessante il dubbio su Zombie/non Zombie e il fatto che probabilmente nel finale venga fatto intuire un "terzo tempo" in cui, bambina a parte, per gli altri si profila un brutto quarto d'ora

( VOTO 6 ).

Arrivati alla fine possiamo forse stilare una classifica delle Peliculas.

1 Para entrar a vivir (Affittasi) di Jaume Balaguero
2 Regreso a Moira (Spettro) di Mateo Gil
3 El Habitacion del Nino (La Stanza del Bambino) di Alex De La Iglesia
4 Cuento de Navidad (Racconto di Natale) di Paco Plaza
5 Adivina quien Soy di Enrique Urbizu
6 La Culpa (La Colpa) di Narciso Ibanez Serrador




16.8.14

I migliori Home Invasion (featuring Jolly Roger, anzi,di Jolly Roger featuring Caden meglio)

Questa è una puntata speciale de I Tesori di Jolly. 
Anzi, in realtà con quella rubrica c'entra ben poco.
Diciamo che è più un interessantissimo e completo focus su uno dei sottogeneri horror più angoscianti, aniz, forse quello angosciante per Antonio Masia,ovvero quello degli home invasion.
Questa la struttura:

- introduzione di Jolly (molto interessante)
- linee guida sui film scelti
- classifica di Jolly
- chiusura e mini classifica di Caden

Jolly ha passato 20 giorni a vederli TUTTI (una quindicina), complimenti!

rinchiudetevi in casa a doppia mandata!!
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Casa Dolce Casa :-)
La casa in cui siamo vissuti e cresciuti è una specie di nido, non possiamo far altro che amarla. Se un tempo la casa era principalmente l’edificio che proteggeva dal mondo esterno e dai suoi pericoli, nel corso del tempo essa è diventata soprattutto il luogo che delimita la nostra individualità e riflette la nostra personalità, i nostri affetti ed i nostri più significativi ricordi. In casa custodiamo le cose a cui siamo più legati, le fotografie e gli oggetti che rievocano le persone amate, oltre a quelli che rappresentano le nostre passioni o che utilizziamo per lavorare o nel tempo libero.
Per questo motivo, tra i crimini che più ci turbano e suscitano in noi pensieri di vendetta, vi sono quelli commessi all'interno delle nostre mura da parte di persone estranee, che invadono il nostro territorio più intimo per i loro sporchi fini – ad esempio per denaro, o anche solo per gioco.
Questo tipo di crimini ha un’attinenza con le violenze di tipo sessuale (con diverso peso ovviamente). Lo sanno bene le persone che hanno subito un furto che, guardando la propria casa disordinata e sporca, provano una sensazione simile ad aver subito uno stupro. Lo sanno bene anche gli anglosassoni, i quali, per descrivere questo tipo di crimini, parlano di “Home invasion” e non di “House invasion”, perché “home” per loro non è semplicemente un edificio (“house”), ma significa “casa” nel senso di famiglia, di “focolare domestico”.
Sempre più spesso, anche da noi, nella cronaca, si sente di persone, magari anziane, che vengono legate e picchiate, per semplici bottini da trecento Euro. L’home invasion è un tipo di crimine che non poteva essere ignorato dal cinema. Oggi se ne parla per di più in ambito “horror”, ma in principio non era così, anzi: il primo film a trattare il tema è “Cane di Paglia”, un film d'autore dell'anno 1971 con un giovanissimo, ma già bravissimo Dustin Hoffman. Cane di Paglia è però un film drammatico e trasversale, sarebbe riduttivo considerarlo un film "di genere" come quelli che hanno successivamente sviluppato il tema dell'"home invasion", primi fra tutti alcuni film di un genere oggi quasi scomparso: l’Exploitation (ovvero, molto alla carlona, l'esasperazione di sesso e violenza, o in senso lato di immagini scioccanti, anche a scapito della qualità del film N.D.R). Tra questi si annovera, ad esempio, “L’ultima casa a Sinistra” di Wes Craven, che ha introdotto nel cinema l’elemento della violenza esplicita, prolungata in modo voyeuristico e morboso, così come “La casa sperduta nel parco” di Ruggero Deodato, oppure “Fight for your Life”, dimenticato esempio di blaxploitation (ovvero exploitation afroamericano N.D.R).
Passato di moda il cinema d’Exploitation, l’home invasion è sopravvissuta nell'ambito del genere horror: non più, quindi, film che hanno lo scopo di scioccare morbosamente lo spettatore, ma quello più soft di limitarsi a spaventarlo.
Ho provato a raggruppare questi film, considerando appunto solo quelli “horror”. Oltre ai casi sopra citati, ho quindi scartato "home invasion" famosi come Panic Room (thriller, troppo soft), Hard Candy (bello ma atipico, fino alla fine non si capisce chi è buono e chi no), l'austriaco Angst (troppo violento e realistico), oppure tutti quei film che, seppur horror, non sono interamente “home invasion” ma lo sono solo in parte (ad esempio, “Alta Tensione”). 
(d'accordissimo sull'eliminazione dei titoli citati N.D.R)
Sono rimasti questi dieci, li ho elencati sia in base ai miei gusti sia in base a quanto rappresentano il sottogenere da un punto di vista squisitamente horror: in pratica è l’ordine con cui li consiglierei ad un amico che mi chiedesse consiglio su un horror che tratti l'home invasion.
Giudicandoli in base al loro realismo, la classifica sarebbe completamente diversa, così come se dovessi consigliarli ad un amico che mastica horror a colazione…gli suggerirei di prendere la mia classifica e rovesciarla.


Eccoli qui I MIGLIORI HOME-INVASION HORROR

DECIMA POSIZIONE: Secuestrados  - AKA Kidnapped (2010)
Film spagnolo davvero pesante. Un imprenditore si trasferisce nella nuova casa insieme alla moglie ed alla figlia adolescente. Durante la notte, una banda di tre persone, due spagnoli ed un albanese, mascherati con passamontagna, fanno irruzione in casa ed immobilizzano i famigliari. Sembra che vogliano solo soldi, ma, purtroppo, la situazione degenera, soprattutto a causa dell’albanese, che sbrocca per la tensione accumulata manifestando intenti ben più terribili della rapina. Il film sembra la raffigurazione visiva di un articolo di cronaca nera: molto realistico e violento, ma purtroppo la trama risente in negativo di questa impostazione. 

NONA POSIZIONE: A l’Interieur – Inside (2007)
Atroce film francese. È impossibile non immedesimarsi in Sarah, una giovane donna incinta, il cui parto è previsto per il giorno successivo. Sarah sta passando la Vigilia di Natale sola in casa quando riceve l’inaspettata visita di una misteriosa donna, che cercherà in ogni modo di entrare. Questa donna è una pazza sadica: vuole il nascituro ed è intenzionata a fare qualsiasi cosa per averlo…fra le due donne si instaurerà una battaglia senza esclusione di colpi.
Lo splatter di questo film francese raggiunge livelli di molto sopra l’asticella della tollerabilità. Questo eccesso risulta però artificioso, finendo con l’appesantire un film che non ne aveva per niente bisogno. Non per deboli di cuore.

OTTAVA POSIZIONE: In Their Skin (2012)
Mark, sua moglie Mary e il loro figlio piccolo si trasferiscono per un breve tempo in una casa sperduta in campagna, per stare tranquilli e riprendersi da un lutto (la figlia, sorellina del bambino, è purtroppo morta in un incidente). Quando arrivano, scoprono di avere un vicino. Anzi, i vicini sono anch'essi un’intera famiglia, padre, madre e figlioletto. Questi vicini sono però molto strani. Sono invadenti, impertinenti e assumono comportamenti ai limiti dell’insulto. In realtà, essi sono intenzionati ad avere qualcosa di molto importante dalla famiglia di Mark, a costo di prenderlo con la forza.
In Their Skin è un thriller / horror particolare, piacevole. Inoltre, la motivazione che spinge i vicini invasori a fare ciò che fanno è originale e sufficientemente malata :-)

SETTIMA POSIZIONE: Funny Games (2007)
Tra i più famosi e rappresentativi del sottogenere, Funny Games narra di due ragazzi (che definire psicopatici è poco!) i quali, con una scusa, penetrano nelle case di tranquille famigliole, decisi però a non uscirne fino al compimento dei loro giochi “divertenti” (ma sono divertenti solo per loro due). Lo spettatore non può far altro che seguire il succedersi degli eventi, contorcendosi sulla poltrona in attesa di subire l’ennesima trovata dei due ragazzi ai danni della povera famiglia protagonista. Si tratta di umiliazioni e torture psicologiche, che si faranno sempre più fisiche man mano che il film prosegue.
Funny Games rappresenta, senza alcun pudore ed ipocrisia, gli abissi di una personalità nichilista e psicopatica, la sua incapacità di provare empatia per l’altrui sofferenza (o addirittura di ricavarne piacere).
Tuttavia, il film ha un difetto: sembra che un gruppetto di persone si sia riunito ad un tavolo con l’idea si scrivere una sceneggiatura quanto più terribile possibile per lo spettatore: la storia è solo funzionale a quello scopo, apparendo forzata e a tratti eccessiva.

SESTA POSIZIONE: La notte del Giudizio - The Purge (2013)
In un futuro non lontano, negli Stati Uniti, la legge prevederà che, per una sola notte all’anno, tutti i crimini di qualsiasi tipi saranno legali. Questo perché “Lo Sfogo” permette, da un lato, lo sfogo della tensione criminale, mentre dall'altro lato consente di portare a termine, impunemente, vendette e regolamenti di conti.
James è un capofamiglia che si è arricchito vendendo sistemi di allarme di ultima generazione. Tuttavia, il suo figlioletto, durante notte dello Sfogo, mosso da compassione aprirà ad fuggitivo ferito. Costui è però il bersaglio per lo Sfogo di un gruppo di persone mascherate, che suoneranno alla porta di James reclamandolo. Che fare? Lavarsene le mani e consegnare il fuggitivo ai cattivi (che lo ammazzeranno di botte)? Oppure proteggerlo, fronteggiando la certa reazione violenta di quelli là fuori?
Il film fa riflettere anche su un altro aspetto: di come certuni con poco midollo, che concordano con le leggi e le regole del sistema (o che diversamente le trovano opprimenti ed ingiuste), di colpo possano trovarle intollerabili ed ingiuste (o diversamente giuste e rispettabili), semplicemente perché hanno fanno un salto (o una caduta) di posizione sociale.

QUINTA POSIZIONE: Cherry Tree Lane (2010)
Un gruppo di giovani teppisti fa irruzione in casa nella casa di due coniugi di mezza età. I ragazzi vogliono Sebastian, figlio sedicenne della coppia che al momento non è in casa, per fargliela pagare: egli è l’“infame” che ha fatto la spia mandando in carcere il cugino del capo banda. I due coniugi ne subiranno parecchie, ma la peggior tortura sarà il pensiero di quel che accadrà al loro unico figlio che, purtroppo, dovrebbe rincasare a breve. Cherry Tree Lane, che ha molti punti in comune con Eden Lake, rappresenta realisticamente il bullismo londinese “trasversale”, in cui cioè nelle bande giovanili si arruolano ragazzi di diverso sesso, etnia ed estrazione sociale: c’è il nigeriano figlio di delinquenti ma anche il londinese benestante figlio di papà, il ladruncolo scappato di casa e lo studente brillante.
Il film è girato in tempo reale. Il finale, inquietante ed indimenticabile. Forse questo è il film che, per forma e contenuti, è migliore di tutti e 10, ma il realismo e l’impegno non si sposano perfettamente con l’intrattenimento disimpegnato tipico dell’horror.


QUARTA POSIZIONE: Mother’sDay (2010)
Tre fratelli, dopo una rapina finita male (uno di loro è ferito quasi a morte) si riparano nella casa che un tempo apparteneva a loro, convinti che ancora fosse disabitata. Invece no: trovano dentro i nuovi proprietari, una giovane coppia, che in quel momento sta dando una festa con ben altre 4 coppie di amici.
Con così tanta gente, la situazione sfugge di mano. Che fare? Beh…ovviamente, chiamare la Mamma!!
Solo lei sa come gestire situazioni di emergenza: curare il figlio ferito, tenere a bada la violenza degli altri due, tranquillizzare i dieci ostaggi…e magari nel frattempo preparare un budino per tutti! 
Il problema è che la Mamma sospetta che i nuovi proprietari abbiano trovato in casa (e poi nascosto) del denaro di famiglia, bottino di precedenti colpi. Ma lei sa come far parlare la gente bugiarda!
Mother’s Day è una curiosa variante dell’home invasion, con un personaggio a suo modo affascinante e con una buona suspense, perfetto per una serata disimpegnata.

IL PODIO: 

TERZO POSTO: The Strangers (2007)
The Strangers è la bandiera dell'home invasion. Due sposini, nella loro casa (ovviamente isolata) vengono presi di mira da tre persone mascherate: gli Sconosciuti, due donne ed un uomo (una specie di Manson Family).
The Strangers è un horror al 100%, con tutti i crismi del genere: scricchiolii, rumori strani, inquadrature inquietanti. Se in Funny Games tutto era studiato per far soffrire lo spettatore, qui lo è per fargli fare salti sulla sedia dallo spavento - e ci riescono anche bene! A causa della sua semplicità è stato criticato, eppure è proprio la semplicità il suo punto di forza: quando la protagonista chiede ai tre Sconosciuti “Perché ci state facendo questo?” La loro risposta è: “Perché eravate in casa”. Risposta semplice, appunto. Ma solo in apparenza. In realtà significa che a volte non c’è proprio nessuna risposta, nessun perché; c’è solo il divertimento sadico e fine a sé stesso di persone malvagie. E ci potrebbe essere chiunque, sotto quelle maschere.


SECONDO POSTO: Them – Loro sono là fuori (2006)
La situazione è identica a The Strangers: una coppia, che vive in una casa isolata, viene presa di mira da un gruppo di ignoti, decisi inizialmente solo a spaventarli ma, poi, chissà.
Them e The Strangers contengono tutte le differenze tra i due continenti: Them, europeo, è più misurato, sobrio e non è sopra le righe; gli ignoti non sono mascherati e non sfoggiano abiti stravaganti.
In The Strangers, al contrario, l’eccentricità degli sconosciuti, le loro maschere deliranti, la fotografia accesissima sono elementi chiave per trasmettere terrore allo spettatore. Vi sono poi differenze di carattere e di cultura; se da una parte, i cugini americani sono molto più abituati ad aver a che fare con psicolabili che compiono stragi o serial killers completamente alienati, per noi europei c'è per forza, sottesa, una motivazione alla base, o comunque una riflessione da fare, su educazione, famiglia e scuola. 
Comunque, il confronto lo vince Them: è girato meglio e fa più paura, peraltro senza mostrare mai troppo, in una sorta di “vedo / non vedo” che tiene lo spettatore sulla corda per tutto il film.

PRIMO POSTO: You’re Next (2011)
Dieci personaggi (padre e madre, con i 3 figli maschi, la figlia femmina e le reciproche fidanzate / fidanzato) stanno festeggiando tutti insieme un anniversario, quando la casa di campagna in cui si trovano viene attaccata da tre persone mascherate (con maschere di animali), che cominciano a ucciderli uno per uno. Ma portare a termine il tutto potrebbe non essere così facile come gli aggressori pensavano.
La trama si potrebbe riassumere più simpaticamente così: tre killers mascherati, il Volpino, il Tigrotto e l’Agnellino, vogliono uccidere tutti, ma una ragazza in casa rivelerà un’inaspettata attitudine da Macellaia.
Secondo me You’re Next è il miglior home invasion horror in assoluto. Il film, pur non eccellendo in nessun particolare elemento, contiene però tutti gli elementi che potrebbero star bene in un home invasion, risultando piacevole in ognuno di essi. Ti da qualche sano spavento, ha un’ottima fotografia e buone musiche, la trama è accettabile (con la dovuta sospensione di incredulità) e gli aggressori hanno motivazioni credibili.
Lo splatter c'è, ma non tale da essere disturbante. La storia acchiappa, è scorrevole, ha un buon livello di action ed i protagonisti buoni non sono semplici burattini urlanti, ma reagiscono. Vi sono anche un paio di ottimi colpi di scena, forse prevedibili, ma stanno benissimo. Inoltre, in alcune battute c’è una vena ironica e beffarda, che ricorda il cinema anni 70 / 80 e un po’ di Tarantino.
Tutti questi elementi, anche insieme, non possono certo formare un capolavoro. E sicuramente ci sono film migliori qui sopra. Tuttavia, ai fini della classifica, You’re Next è quello che rappresenta meglio l’home invasion da un punto di vista di cinema horror.
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Insomma, Jolly non ha bisogno di fare il fighetto e il radical chic, c'è da apprezzare la sua onestà.
Molto indietro Haneke, avanti titoli "commerciali" molto spesso massacrati dalla critica, lo stesso primo posto, ad esempio, è un film passato da poco al cinema senza lasciare nessuna traccia. 
Io di questi ne ho visti pochissimi (solo 5) e non è per piaggeria che dico che mi è venuta la voglia di vederli tutti.
Mi limito a chiudere il mio mini-intervento scrivendo il mio podio:

(cliccando il titolo si va alle rece)

Perchè fu sorprendente l'idea di far diventare home invasion un film che dal soggetto prometteva tutt'altro. Perchè c'è un ottimo uso degli spazi, un grande villain e un'idea di fondo davvero accattivante

2 FUNNY GAMES (1997) - non il remake messo fa jolly insomma-
Perchè si parla sempre della violenza fredda, improvvisa e gratuita di Haneke.
Beh, allora qui c'è la sua apoteosi.
E quel nastro rimandato indietro è una delle cose più assurde, insensate ma allo stesso tempo incredibilmente potenti e suggestive di questi 20 anni d'horror.

1 THEM
Perchè l'ho visto e rivisto ed è un capolavoro di tensione, regia e uso delle location.
Perchè se penso ad un home invasion è il primo che consiglierei, sempre.