31.8.14

Tipi da Videoteca (N°1) Il Terrorista Puttaniere - 5 - Diamonds are best Friends. E Addii

1 L'Ottimizzazione degli spazi
2 Chimica e Vagina
3 Breaking BED e Anna Maria Perez
4 Venezuela, Danny Trejo, Adrien Brody e teste per aria









Ancora non lo so ma è il giorno dell'addio.
Non ho mai capito se i giorni dell'addio è meglio averceli programmati o riconoscerli solo poi.
E' meglio sapere che vedrai quella persona per l'ultima volta o capire soltanto dopo, magari molto tempo dopo, che quell'ultima volta fu un addio?
Nel primo caso puoi tentare di dire le cose giuste, puoi darti l'abbraccio finale, magari puoi anche dirtele 4.
Ma l'atmosfera di un addio consapevole è comunque devastante.
Nel secondo caso invece l'atmosfera è quella di sempre ma poi, a ripensarci, quelle ultime frasi non dette, quell'ultimo abbraccio che non c'è stato ti manca da morire.
Quello fu il giorno dell'addio.
E io non lo sapevo.

Un mese prima:
"Come ci sei finito in quel carcere? hai stuprato la moglie del dittatore?"
"Sì, ma non ci sono finito per quello. Ci hanno beccato"
L'hanno beccati, i suoi compari, i signori della droga, i Danny Trejos.
E poi per i carramba  è stato facile risalire a lui.
Perchè se non si rispondeva alle domande si schiattava, semplice..
"Chi vi fa la cocaina?" avrà chiesto uno dei poliziotti corrotti che affollano il cinema americano.
"Un italiano che tromberà le vostre mogli" avranno risposto quelli
E così lo prendono, va nel carcere-comunità, mica mi ricordo quanto c'è stato, certo non un fine settimana e basta.
Ed è finito a suonare il piano per i capi perchè si sa, la polvere bianca è così democratica che piace a buoni e cattivi.
"E come siete scappati?"
Si aggiusta gli occhialini, si alza, mette una mano davanti l'altra.
Nella prima mano l'indice è teso e il pollice alzato.
Inizia a fare brubbruruburuburuburburburububurbubrub
"Mitra?" gli chiedo?
"Mitra"
Ecco perchè gli piace tanto Staham, penso, questo le fughe con le pistolettate l'ha fatte davvero.
In realtà non è venuto in questa ridente ma sempre più decadente cittadina sulle rive del lago Trasimeno per caso.
Non è un latitante che si è nascosto nel primo luogo che ha trovato.
No.
Lui è di qui, è semplicemente tornato a casa.
E la prima cosa che ha fatto fu trombarsi la videotecara che c'era prima di me.
Adesso ci sono io.
Ed è passato un mese dal racconto della fuga, racconto a dire il vero un pò confuso nei mie ricordi.
Ma tanto quando si fugge con i mitra non c'è tempo di costruire una storia, ci sono solo piedi che corrono, mitra che sparano, qualcuno che muore e qualcuno che vince.
Han vinto loro, i cattivi.

"Vuoi fare 10000 euro senza fare niente?" mi fa
"Sì" gli rispondo io.
A domanda ovvia risposta ovvia.
Ovvio.
"Dammi 1.500 euro e te ne riporto 10.000, minimo"
"No dai, se è così facile te ne dò 15.000 e te me ne riporti 100.000" ironizzo io.
"Non ci credi?"
"No"
"Ci vediamo domani"
Tornerà solo dopo un pò di giorni.
Nel frattempo entrano in negozio l'Ameba col Cane, Il Fruttarolo Gomorriano, L'Alba(nese) di un Giorno Dopo, Il Bodyguard Madeche, Il Pornografo e tanti altri personaggi di cui magari un giorno parleremo.
Poi torna lui.
"Allora, hai deciso?
"De che?"
"Me li dai sti soldi? tra un mese te ne porto 10 volte tanti"
Non ce l'ho quei soldi sennò forse glieli davo pure.
E' troppo convinto. E mi ha detto che è una cosa pulita, niente criminalità. Semplicemente il saper far fruttare soldi italiani in Venezuela.
"Ma come fai?"
"Diamanti"
"Cioè?"
"Paghiamo delle ragazze che si infilano dei diamanti in culo, li portano qua e poi si rivendono"
"Ah, ma non puzzano poi?"
"Non c'è niente da scherzare, vuoi farlo o no?
"Fammici pensare, visto che ormai non ho imparato a fare la cocaina magari divento un imprenditore di diamanti anali"
Esce.
Per sempre.
O.k, non è entrato Padre Pio il giorno che entrò lui.
Le sue cazzate l'ha fatte.
Ma in realtà era un criminale soltanto perchè la sua laurea l'aveva fatta fruttare in una maniera un pò insolita.
Credo che i suoi giorni duri l'ha avuti, e parecchi.
E probabilmente ha anche pagato abbastanza.

Che ormai non tornava più l'avevo capito.
Questo aveva trovato altri cazzi da pelare in Sudamerica, sicuro.
Magari avrà sparso 239 figli illegittimi laggiù, magari si sarà pure divertito, ma questo ha trovato cazzi amari, sicuro.
O magari quella storia dei diamanti l'ha portato ad essere un Dio in terra, avere un harem e 15 Danny Trejo a proteggerlo.
Poi chiudo definitivamente il negozio e le possibilità di rivederlo, anche nel caso ritornasse, vanno quindi praticamente a zero.
Scrivo il suo nome in quel coso creato da Zuckemberg.
C'è.
In realtà si è solo iscritto, ha messo 7,8 foto e poi niente più altro per mesi.
Vedo un uomo tranquillo che sembra star bene.
Un uomo semplice.
Sta in mezzo ad altri uomini.
Poi in 3,4 foto lo vedo con una sudamericana, nemmeno troppo fica poi.
Magari ha scoperto uno di quei sentimenti che poi ti fanno vedere tutto in maniera diversa, penso.
Ho ancora il dubbio se abbia fatto i soldi, se quei diamanti o chi per loro erano davvero così sicuri.
Nelle ultime foto lo vedo con degli spaghetti in una pentola.
E in quella dopo ad impastare la pizza.
Dei tavolini molto carini, un ambiente raccolto.
Un ristorante.
Forse dopo una vita di eccessi la felicità sta in queste piccole cose e in questi piccoli luoghi.
O forse tutto è una copertura, nel retro Walter White fa sempre il Walter White.
Non ci rivedremo mai più.
Forse, malgrado tutto, mi manca pure.

30.8.14

Tipi da Videoteca (N°1): Il Terrorista Puttaniere - 4- Venezuela, Danny Trejo, Adrien Brody e teste per aria


1 l'ottimizzazione degli spazi
2 Chimica e Vagina
3 Breaking BED  e Anna Maria Perez

L'album è nero come una notte senza luna.
Grande, pesante.
Non mi pare avesse nessuna immagine davanti, nessuna scritta, nessun titolo.
Solo la notte senza luna in copertina.
E non solo in copertina, scoprirò poi.
"Eccolo"
"Ecco cosa?"
"Il Venezuela no?"
Ah già il Venezuela.
Dove stava lui, dove creava cocaina per i cartelli della droga, il posto dal quale in qualche modo è scappato.
Laggiù in realtà lo cercano ancora.
E lui invece è qua, in una videoteca di 22 metri quadrati a noleggiare Statham e puttane.
Vabbeh, vediamo sto Venezuela.
Apro.
C'è lui in mezzo ad altre due persone, due di quelli che se li incontri per strada li puoi confondere con Danny Trejo.
Sì perchè se sei sudamericano e delinquente la tua faccia diventa, pressapoco, quella là.
Magari meno butterata, magari con meno sfregi.
Dipende solo da quante coltellate ti sono finite addosso e da quanti proiettili hanno terminato la propria corsa sul tuo corpo.
"Bei figli de puttana questi eh?"
"No, questi se te li guardi male dopo 5 minuti te staccano la testa, i figli de puttana li trovi anche a Castiglion del Lago, questi son 5 categorie sopra, la loro mamma è puttanissima"
Non posso che dargli ragione.
Se mi entrasse uno di quelli in negozio nemmeno gli direi buongiorno o sentirei di cosa ha bisogno, gli darei le chiavi del negozio e mi scuserei per aver occupato il suo posto fino a 5 minuti prima.
Continuo a sfogliare.
E' tipo una piccola cittadina, la strada ha più polvere del mio negozio, sembrano esserci casette, piccoli negozi e un'aria fatale che tenta timidamente di fuoriuscire persino dalle pagine.
Uno di quei luoghi in cui tutto sembra fermo e quando si muove qualcosa allora vuol dire che è qualcosa di pesante.
"Questo è il carcere dove stavo" dice
"Come il carcere, non mi sembra un carcere"
"Hai ragione, il carcere in confronto è un centro benessere. Qui ti sembra di esser libero ma hai più possibilità di morire qua che in caso di schianto in aereo"
Insomma, è una specie di carcere-comunità in cui tengono le belve fintamente libere ma impossibilitate ad andar via. Guardie dapertutto, fili spinati, torrette. Insomma, un campo di concentramento con più appeal, con le stradine, con i negozi.
E con figli di puttanissima dentro.
Ma tanto le guardie poco contano, il grosso del lavoro mica lo fanno loro, lo fanno i carcerati stessi.
Sì perchè se lì ti svegli che ti girano i coglioni esci di "casa" e ne ammazzi un paio.
"Io ero un pò il protetto, perchè facevo la cocaina per tutti" mi fa
Insomma, pensavo di avere davanti a me Walter White e invece ho un cazzo di Adrien Brody che invece che suonare il piano prepara la cocaina per i nemici che l'hanno catturato.
Ridacchio nervosamente.
A me, qualsiasi cosa ne pensiate voi, sto personaggio piace.
E malgrado eticamente vada contro ad almeno 43 miei valori per me è un grande. Lo farò capitano della squadra penso.
Ma su cosa significhi sta frase, forse, ci torneremo.
Sfoglio ancora.
E l'orrore arriva senza che nemmeno mi potessi preparare un secondo per affrontarlo.
Teste.
Teste dapertutto.
Teste infilate in pali, teste in terra, teste vicino ai corpi che prima le ospitavano, teste,addirittura, sopra le traverse di fatiscenti campi da calcio.
"Te l'ho detto che potevo staccà le teste veramente"
Io nemmeno riesco ad ascoltarlo.
Io vedo quello scempio (credo che non sia durata più di 10 secondi la cosa perchè io potrò pure essere appassionato d'horror, anche pesante, ma appena vedo l'orrore vero, quello reale, posso svenire in 27 secondi).
Guardo quello scempio per pochi secondi, il tempo di cercare di decifrare in quelle espressioni di quei volti di quelle teste di quei corpi che non ci son più tutte le possibili cose che il cervello potrebbe aver pensato un secondo prima di trovarsi in una casa ambulante
.
"Sono un pirla"
"Ho paura"
"Me l'aveva detto la mamma che era meglio studiare che sparare alla gente"
"Un ultimo tiro di cocaina?"
"Non lo fare, ti prego, non voglio morire"

Ogni volto una frase, ogni volto una storia.
Perchè in Sudamerica è così, in Sudamerica la droga non ti uccide da sola, no, quello succede da noi finti civilizzati. In Sudamerica morire di droga significa una pallottola in fronte, una pugnalata nel cuore, una testa decollata.
La droga è il motivo per uccidere, non quello della morte.

"Tu lo hai mai fatto? Hai mai ucciso qualcuno, hai mai staccato una testa?"

(ti prego, non mi cambia nulla ma dimmi di no, dimmi di no perchè sei qui davanti a me, e mi stai simpatico, e mi fai ridere con la tua malattia del trombare e con il tuo essere superiore a tutto e tutti, dimmi di no perchè lo so che laggiù il confine tra le possibilità di avere ucciso e il non averlo fatto è labilissimo ma il confine tra quello che sei dopo aver ucciso o non averlo fatto è invece un confine gigantesco, gigantesco, dimmi di no perchè voglio continuare ad essere tuo amico, a darti Statham e puttane e voglio vedere un giorno che tieni nascosto in macchina, dimmi di no perchè non son pronto per il sì)

"No" mi dice

Chiudo l'album.
Esco fuori.
Faccio i 30 metri che mi separano dal pizzaiolo matto, quello che quando aveva 25 anni, a sentire lui, gli "rodeva il culo".
Vado da lui a farmi una pizza per dimenticare che non sempre le teste restano attaccate al corpo.
Entro e quando lo vedo, il pizzaiolo dico, con un flash forward sono invece qua sulla tastiera.
E penso che quel pizzaiolo, forse, merita un piccolo capitolo anche lui.
Intanto nel mio negozio, là nel passato, c'è un uomo.
E non è il titolare.
Oh cazzo, devo sbrigarmi, se entra una ragazza adesso e io non ci sono questo c'è caso che la mette incinta.
Torno indietro.
Sta scendendo una notte senza luna, è l'ora di chiusura.
Sta scendendo una notte senza luna, nera come un album dell'orrore.


29.8.14

Tipi da Videoteca (N°1): Il Terrorista Puttaniere - 3 - Breaking BED e Anna Maria Perez

puntate precedenti
1-1 l'ottimizzazione degli spazi
1-2 chimica e vagina

L'uomo si siede davanti a me e prende un foglio.
Quell'uomo ai miei occhi non è più solo un uomo ma è un uomo che per qualche cazzo di motivo in Sudamerica stanno ancora cercando.
E io non lo so se lo stanno cercando perchè ha stuprato la moglie del dittatore (possibile) o perchè ha ammazzato 35 persone iniettandogli droga (probabile).
Fatto sta che pur senza mai averne vista una sola puntata so che davanti a me ho quello che in caso di remake italiano interpreterebbe il ruolo di Walter White in Breaking Bad.
Solo che da noi la chiameremmo Breaking BED.
Sì perchè quell'uomo non solo sa fare la cocaina ma spacca i letti almeno 5 volte al giorno. E per spaccarli usa esseri umani di sesso femminile.

Walter White prende un foglio.
Disegna cose strane ed essenziali, paiono secchi, barili, vasi, qualcosa del genere.
E inizia a spiegarmi come si fa la cocaina.
Fino alle foglie riesco a seguirlo ma poi andiamo di alcaloidi, solventi e altre parole pescate in un vocabolario di cui non ho mai avuto una copia.
Poi, nel frattempo, entra lui.
Lui è un ragazzo con evidenti problemi psicofisici, un ragazzo così tenero, dolce, buono e indifeso che anche a dirgli che non hai un film ti sembra di commettere un crimine contro l'umanità.
Alto circa 1.80, magrissimo, allampanato, con gli occhiali.
Una voce catatonica.

"Mi dici che film ha fatto Anna Maria Perez?" mi chiede
E' innamorato di Anna Maria Perez.
Chi è Anna Maria Perez?
Una comparsa in qualche film dove i ragazzi ballano, tipo Fame e Step Up.
Lui l'ha vista in Fame e se ne è innamorato.
Innamorato nel senso più alto del termine.
Ho dovuto scorrere tutto il cast di Fame su Imdb per capire di che attrice parlasse.
Sì, ma questo, la ricerca cioè, è successa MESI fa.
Perchè lui sta domanda:
"Mi guardi che film ha fatto Anna Maria Perez?"
me la fa OGNI volta che viene
ossia un giorno sì e l'altro pure
"Ci abbiamo guardato tante volte, non ti ricordi?"
"E poi ci metti il bicarbonato"
"Me li puoi far vedere un'altra volta?"
Oddio, spetta, quella frase in mezzo di chi è?
Ah, del chimico che intanto prosegue la sua spiegazione ad alta voce incurante di chiunque entri.
Bicarbonato...
Ora non posso dialogare con lui, devo prima finire con l'Harry Potter magro.
"Guarda, ha fatto solo Camp Rock uscito in Italia, nient'altro. Lo vuoi?"
(un filmone credo)
"Ma l'ho già visto tante volte"
(e te credo, gliel'avrò dato 10 volte visto che Anna Maria Perez, oltre Fame, è solo LI', che ci posso fare?)
Poi ho un'intuizione geniale.
"Perchè non fai na cosa? perchè invece che pensare a quell'attrice non vedi altri film sul ballo come Fame?"
"Poi aggiungi il cemento"
"Tipo?"
"Tipo gli Step Up, ce ne ho già tre e tra un pò esce un altro"
"Poi l'ammoniaca"
"Me li fai vedere?"
"Sì, guarda, sono questi qua"
Gli metto le locandine sul p.c.
"Poi aspetti che il cemento cementifica"
"Va bene, me li dai?"
"O.k, tutti e tre?"
"Sì"
"Al posto dell'acqua puoi usare anche la benzina però"
No, aspetta.
Il mio cervello parlava col ragazzo che ama Anna Maria Perez ma ha captato altro.
Mentre noleggio Step Up 1,2 e 3 a quell'ammasso di ossa e dolcezza chiedo all'uomo vicino a me:
"Che cemento?"
"Cemento"
"Sì, ma che vuol dire, che tipo di cemento?"
"Cemento"
"Cemento?"
"Cemento"
"E che benzina, che intendevi?"
"Benzina"
"Benzina quella?
"Benzina"
La macchina sputa fuori i tre film minchioni del ballo.
Mi alzo, li vado a prendere e li dò al ragazzo.
Sto per commettere l'errore più grande della mia vita ma in quel momento non lo so, lo capirò solo il giorno dopo quando me li riporterà.
Torno a sedere, l'uomo ha finito e si alza.
Mi lascia il foglio lì sopra la scrivania, con tutti i passaggi, con tutte le spiegazioni.
Ancora non so cosa gli sia successo in Venezuela, come è fuggito, perchè lo ricercano. Ma ho capito quello che faceva là.
Non era solo chimico, ma anche muratore e benzinaio.
Sì perchè cari i miei cocainomani dentro la vostra merda c'è il cemento e  la benzina.
E il bicarbonato se vi può far stare più tranquilli.

"Se impari a farla fai milioni" mi dice indicando il foglio.
Va verso la porta.
"Niente Statham?" gli dico io
"No che devo trombà con una stasera"
"E perchè le altre sere no?"
"Sì, ma questa non vole che durante la trombata guardo i film"
"Ma perchè mentre guardi i film che ti dò te fai sempre quel lavoro?"
"Ho una malattia. Se non scopo una volta ogni ora, un'ora e 10 al massimo mi sento fisicamente male"
"Ma allora come fai a passà i pomeriggi qui con me?"
"Forse non ti sei accorto ma ogni oretta esco"
E' vero, ogni tanto si alza, esce, poi ritorna.
La testa mi pulsa.
Ma come può combattere la malattia nei quarti d'ora in cui si assenta?
Ma ce l'ha lì fuori chiuse nel bagagliaio?
Sono tentato di uscire con lui, di vedere che cosa ha in macchina.
Ma ho il terrore di trovarci ragazze legate.
E scorte di bicarbonato, secchi di cemento e taniche di benzina.
Esce.
Il negozio comincia ad andar male, il noleggio sta morendo.
Guardo il foglio.
E se imparassi a fare la cocaina?
Nel momento in cui decido di sì mi accorgo che nel frattempo le mani avevano già fatto coriandoli del foglio.
Avevo il segreto del mondo e l'ho sbriciolato inconsciamente.
In questo momento vedrei anche un film della serie Step Up per non pensare.
Ma l'ho noleggiati tutti e 3.
Spengo il pc in cui una sorridente Anna Maria Perez mi guarda negli occhi cercando di convincermi che anche lei può essere un'attrice.
No, non lo sei, sei solo una comparsa che balla dietro i protagonisti.
Ma hai spezzato il cuore ad un ragazzo dolcissimo.
Tu non lo sai, ma gli hai spezzato il cuore.










28.8.14

Tipi da Videoteca (N°1): Il Terrorista Puttaniere - 2 - Chimica e Vagina


Il ninfomane che ormai frequenta il negozio da più di un mese non è (solo) un animale da monta.
Il ninfomane che mi racconta cavalcate in ogni ippodromo mondiale non è uno stupido.
Il ninfomane che se solo mettessi una parrucca lunga salterebbe addosso anche a me ha una laurea.
Due, se consideriamo quella honoris causa in vagina.
Il ninfomane è un chimico.
E, per mettere almeno una parolaccia entro le prime 6 righe, il ninfomane non solo è un chimico ma è un chimico a cui fumano letteralmente i coglioni.
Lo scopro un pomeriggio uggioso in maniera del tutto fortuita.
Da quel pomeriggio niente sarà più come prima. 
Prima c'erano discorsi solo su vagina e cinema d'azione.
A volte, al massimo, su cinema d'azione con vagina.
Discorsi poi proprio no, diciamo monologhi suoi con me che da bravo studente lo ascoltavo, cercavo di ca(r)pire i suoi segreti e ogni tanto gli davo un film di Statham per spezzare il ritmo.

"Ma sai che mi hanno fatto?" gli dico un giorno
"No, che t'hanno fatto? qualsiasi cosa te la risolvo io"
(in realtà non avevo nemmeno accennato sul fatto che fosse una cosa positiva o negativa)
"Un romeno m'ha fregato 3 film e m'ha dato il numero de telefono falso. Ha fatto la tessera apposta, erano i primi 3 noleggi"
"Lo troviamo e glie stacchiamo la testa. Com'è fatto?"
Rido. Ma giusto quei 4,5 secondi. Perchè i suoi occhi mi guardano fisso e capisco che lui non scherza. Ma proprio per niente eh.
"Perchè ridi?" mi fa
"Per quello che hai detto, l'ho sempre detto che sei il meglio, magari c'avessi davvero uno come te per recuperà i soldi in giro..."
"Ma guarda che io le teste le stacco davvero eh?"
"Certo, certo" gli faccio io
Poi, sempre io:
"Tiè, è uscito Blitz col tuo attore pelato, non è famoso come film ma dicono che è na bomba"
Guarda la locandina.
Come tutti i film di Statham nella locandina non c'è un cazzo, solo Statham. Ma basta lui. Poi c'ha pure na pistola in mano, bingo.
Lo faccio uscire con un Blitz insomma, anche se pare quasi un ossimoro come cosa..
Perchè avevo la pelle d'oca, l'aria si era fatta densa. Ma non tanto per le cose che aveva detto (e che magari, anche se assurde, potevano pure esser vere) ma per come me le aveva dette, occhi fissi su di me.

Torna il giorno dopo.
"Bello il film, ascolta, voi sapè come se fa la cocaina?"
(Ma damme almeno il tempo de ditte ciao stronzo no?)
"In che senso?"
"Lo voi sapè o no?"
"Sì sì"
(mai fumato nemmeno una sigaretta ma queste son cose che fanno cultura generale, magari me capitano al prossimo quiz che faccio)
"No, perchè io sono un chimico e fabbricavo la cocaina per i cartelli della droga in Venezuela"
"Ah ah, credo più che hai pipato quella lì dietro"
(indico l'angusto spazio dietro la macchina del noleggio)
((c'è bisogno della traduzione per pipato? no vero?))
"Allora facciamo na cosa. Me porti la tu sorella, te la pipo lì dietro, poi glie faccio la cocaina e poi glie stacco la testa, almeno te dimostro tutto insieme"
In quel momento ringrazio Dio che mi ha regalato 3 fratelli e nessuna sorella.
E quello non è gay, ma nemmeno lontanamente.
Insomma, sono (siamo) salvi.
No, non si può più scherzare. La faccia rimane simpatica, il sorrisino bellissimo, è un amico, un ottimo cliente e mi ci diverto un sacco.
Ma ora stiamo entrando in una nuova fase.
"Ascolta, prima che ti racconto come si fa la cocaina cerca sul pc ++++++ ++++++ (il suo nome), vedi quello che trovi"
Lo cerco, sono eccitato da morire, divertito, impaurito, straniato.
In realtà trovo un solo risultato.
E' un pdf.
Un documento ufficiale vero e proprio de non so che cazzo de tribunale.
Ma è scritto in spagnolo.
Comunque non serve averlo preso in culo da Almodovar per capirlo.
C'è il suo nome.
E c'è scritto che è tipo un cazzo di ricercato.
Non ho nuovi film di Statham, gli ho appena dato l'ultimo ieri.
"Ma lo sai che su Crank ad un certo punto su una macchina si vede il regista?"
Butto là.
Senza aver mai visto Crank e nemmeno sapendo di che parla.
"No, quando?"
"Ora non mi ricordo di preciso, ma verso la fine. E' quello col barbone che sta seduto sul posto di dietro. Dai, te lo noleggio gratis"
Prende Crank ed esce per 18 ore dalla mia vita.
Decido di cancellare il nome del romeno da quelli a cui, timidamente, avrei cercato di recuperare quanto mi avevano rubato.
Non voglio morti sulla coscienza.
Che poi aveva rubato 3 film orribili.
Me ne ricordo solo uno.
Blackwater Valley Exorcism.
Che però è del regista del cult assoluto La Casa di Helen.
Guido verso casa chiedendomi che razza di roba ci sarà dentro la cocaina.
E, non so perchè, ma mi immagino Jason Statham che stacca teste in un film d'azione.
Film d'azione con vagina.

FINE SECONDA PARTE

ORA PER LA TERZA ASPETTATE DI PIU' PERO' EH

27.8.14

Tipi da Videoteca (N°1): Il Terrorista Puttaniere - 1 - L'ottimizzazione degli spazi

"Ah, ma non c'è più la fica che c'era prima?"
"Non ho capito scusa"
"No, dico, sono venuto l'ultima volta 4 mesi fa e c'era una fica da far paura, dov'è?"
"Ah sì, hai ragione. Me dispiace per te ma ho preso il negozio io adesso, quindi o diventi frocio o non guardi più film"
L'uomo si mette a sedere, ha un volto molto simpatico e per niente foriero di tutto quello che da quel giorno mi dirà, mi farà e mi dimostrerà.
Io faccio amicizia subito, dopo 5 minuti a un occhio esterno potevamo sembrare due (mezzi)uomini cresciuti insieme.
"La voi sapè na cosa?"
"Ebè" (espressione perugina per dire certamente)
"Lo vedi lì dietro la macchina del noleggio?"
"Sì"
"Ecco, na volta quella che c'aveva il negozio prima de te ce l'ho portata e l'ho battezzata lì dietro"
Mi sembra assurdo, tutto assurdo.
Questo che dopo 5 minuti me dice ste cose, la faccia con cui le dice, l'assurdità stessa della cosa (lo spazio dietro la macchina del noleggio è circa di 60 cm, se pieghi le ginocchia non c'entri).
Il problema è che poi facendo il confronto con tutte le altre cose che nel tempo mi dirà capirò che quel primo racconto non solo era vero, ma il più normale.
"Sei un grande" gli dico.
Un pò perchè lo penso davvero un pò perchè a uno che ti racconta subito ste cose devi rispondergli così, ne va del loro ego e della tua sicurezza.
"Non sono un grande, sono semplicemente il meglio"
(Appunto)
"Senza dubbio" gli rispondo ancora
Facciamo la tessera, ci mette dentro 30 euri, cavolo, il 90% dei clienti ne metteva 5 come prima (e a volte unica) ricarica.
Inizio a fiutare qualcosa, questo dietro c'ha qualche giro grosso, questo non è uno qualsiasi.
Mi guarda fisso negli occhi con un sorrisino beffardo e assolutamente indimenticabile.
(questo lo deve vedere il mi fratello, penso)
"Ascolta, che film me fai vedere oggi?"
"Ehm..., ma intendi i por..?"
"Ma che m'hai preso per un pervertito? (sì, uno che dopo 5 minuti mi dice che aveva mezzo stuprato la titolare del negozio dentro il negozio stesso l'avevo preso per un pervertito, ammetto) famme vedè qualcosa d'azione, qualche pistolettata"
In questi casi era facile.
A una richiesta così bastava rispondere Jason Statham e QUALSIASI cosa gli davi con l'attore pelato sarebbe stata un successone.
"Ti dò un film di Statham"
"E chi cazzo è?"
Ah, giusto, non vi avevo detto che i nomi non contavano nulla, dovevi fargli vedere sempre la foto.
"Questo" gli faccio mettendogli sul pc la locandina di Crank
"Bravo il mi cocco, mi piaci, te se vede che ce capisci!
(mai visto un film di Statham)
damme quello, movete"
"Vuoi altro?"
"Sì, dammi un porno"

FINE PRIMA PARTE


25.8.14

THE MYERS EXPERIENCE, ovvero Visti per voi (N° 10): MYERS - Recensione Freddy VS Jason

Torna la rubrica più amata, quella in cui recensisco film che voi (uno a testa) mi obbligate a vedere.
Per saperne di più cliccate qui.

Tre mesi fa il mitico MYERS, il più grande commentatore del blog (nonchè blogger a sua volta) ha deciso di abbandonare il mondo virtuale.
E non era uno scherzo, non s'è più visto davvero.
Non sono tanto i suoi 150 commenti al mese che Il Buio in Sala ha perso ma la sua vitalità, il suo saper accendere e portare avanti discussioni, la sua passione, la sua pazzia.
Non che questa vitalità manchi, tutt'altro, ma lui era un fiume in piena.
Quindi gli dovevo qualcosa.
O.k, c'era il Visti per voi da fargli, ma mi sembrava poco.
E allora ho preso la macchina, mi sono fatto le mie due belle orette di viaggio e sono andato a trovarlo a Pesaro per vedere CON LUI il film che mi aveva "appioppato".
Siccome MYERS è un personaggio "pericoloso" decido di portare anche mio fratello HGW XX/7 (lo conoscerete).
Ma, con mia grande sorpresa, decide di venire anche un altro fratello (incredibile, praticamente è la prima volta che non mi dà una sòla in 20 anni) e WALTER GIANDUIA GIGLIOTTI CIGLIONI, un pazzo scatenato che in confronto a lui MYERS pare un tranquillo impiegato di banca.
O così pensavo.
Prima della:

THE MYERS EXPERIENCE

A pranzo Myers tenta in tutti i modi di parlarmi dei dettagli del suo simpatico lavoro.
"Vuoi sapere un pò di cose strane e simpatiche?"
"No Myers, sto mangiando"
"Ma fanno ridere, tranquillo"
"No Myers, dopo, per favore"

Dite che sono stato scortese?
Lo sareste stati anche voi.
Perchè Myers è un necroforo, andate a vedere che cosa significa.
(0h, mi raccomando, -foro, non -filo)
E a volte è costretto ad andare a prendere i suoi "clienti" direttamente dove hanno deciso di diventar tali.
Poi, a fine giornata, ho scoperto che quel fatto simpatico che mi voleva raccontare a pranzo era stato l'andare a prendere un suicida sotto un tremo ed aver deciso insieme al suo collega di prendere lui le gambe e quell'altro il busto.
Dite che ho fatto bene a non saperlo davanti al risotto di mare?
Che, tra l'altro, era pure bono?

Poi arrivano i mie fratelli e il pazzo.
Quello nostro dico, chè è sempre meglio averceli due intorno, metti caso la situazione degenera almeno se la vedono tra loro mentre te sgattaioli via.
Si va a casa di Myers.
Ossia nella casa dei mille corpi.

Con, sulle mensole, roba come questa:

Ciao, sono la bambola preferita
di Myers!
Vuoi giocare con me?
VUOI GIOCARE CON ME?

 A fine giornata Myers confesserà che uno dei suoi sogni è che Chucky vada a Montecitorio a tagliare i tendini di chi ci sta dentro
Oppure questa

La maschera è originale.
Testa e busto invece no.
Anche se Myers voleva
portarseli dal lavoro.
L'amore per Jason è sconfinato. 
A fine giornata Myers confesserà che uno dei suoi sogni è che Jason vada a Montecitorio a finire col machete i politici azzoppati da Chucky
Come ho detto che si chiama il nostro mitico amico?
Ah, Myers, giusto
Poteva mancare questa?

Questa viene proprio
dal set. Per quanto ci tiene
non ha voluto nemmeno
metterla per farmi vedere
Vabbeh, dire la venerazione che Myers ha per Myers mi sembra superfluo. Credo che il film della saga di Halloween a cui Myers dia un voto più basso sia un 10.
A fine giornata Myers confesserà che uno dei suoi sogni è che Myers vada a Montecitorio ad accorgersi che è arrivato tardi, hanno finito quell'altri.


FOTO DI FAMIGLIA
 L'albero genealogico di Myers








MA IL FILM, CAZZOOOOOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Abbiamo visto il film.
Ossia Freddy vs Jason.
Ossia questo.





    VS











Che dire.
Per chi come Myers ama questi mostri più del 90% delle persone reali che lo circondano questo film è una bomba o, come dice lui, un'eiaculazione di 90 minuti.
E pure più visto che se lo vedi con lui devi anche sentirti i pezzi metal sui titoli di coda.
Perchè è vero, c'è un rispetto per le figure dei due mostri incredibile.
E il finale in questo senso è leggendario con Jason che "impugna" il braccio di Freddy e Freddy che invece usa il machete.
A Crystal Lake poi.
E prima, nel sogno, eravamo nella fornace.
E poi c'è il fuoco, e poi l'acqua, ossia i due

TALLONI DA KILLER
dei due mostri

(battuta geniale che mi è venuta al volo e con la quale camperò di rendita per un anno. Si può scrivere anche Tallone D'Achiller, scegliete voi)

insomma c'è tutto

Per chi, come me, è appassionato ma non malato di questi mostri non c'è stata eiaculazione ma stima e divertimento

Chi non li ama per niente invece stia lontano

Ma sti cazzi del film, a me interessava solo "provare" l'amore impressionante, la passione, l'amicizia, la complicità che aveva Myers con questi mostri.
Passione insana dite voi?
E perchè?
Fino a prova contraria è una passione come un'altra.
E' la gente come Myers che non fa male a nessuno e perdipiù fa un lavoro che nessuno di noi riuscirebbe o vorrebbe fare, a darci la dimostrazione di quanto è bello, pazzo e vario il mondo.

Quindi il voto lo dò alla Myers Experience

ed è un 10

la prossima volta che torno però mangio da solo

li mortacci sua

non metaforici

vado a Montecitorio a vedere se Chucky è arrivata
magari la trovo pe strada a fa l'autostop e glie dò no strappo

23.8.14

Serie Tv: recensione "Top of the lake"

Ebbene sì, finalmente una serie.
(dico finalmente per quei lettori che spesso me l'hanno chieste)
Ne ho commentate pochissime in questi 5 anni in effetti, forse non arrivo a una all'anno.
Ci sono tanti motivi ma in generale ho paura di diventare un serial addicted.
E non voglio.
Perchè ho paura di rubare troppo spazio e tempo al mio amato cinema.
Però faccio eccezione con quelle serie corte e, se possibile, autoconclusive.
E così su questi schermi (grazie al canale dedicato Sky) arriveranno nei prossimi mesi anche:
The Leftovers
True Detective
Les Revenants
(forse) Carnivale
più altre 3,4 che mi sono state consigliate
Qyesta, Top of the lake, l'ho vista tutta di fila, dalle 11 di sera alle 5 di mattina, 6 puntate da un'ora.
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molti spoiler
O.k, non ho letto rece in giro ma credo sia impossibile che in ognuna di esse non siano apparse queste due parole:
Twin Peaks.
Quindi io le tolgo subito di mezzo dicendo che sì, c'è tanto della serie capolavoro di Lynch. Anche se, a parte il livello inferiore, manca tutta l'oniricità e la trascendenza di quella storica e impareggiabile serie.
Qui si parla di uomini e dello schifo che possono raggiungere.
SOltanto di questo.
In una magnifica zona della Nuova Zelanda, un luogo favoloso di pianure, radure, colline e montagne intorno a un fantastico e gigantesco lago, Tui, una bambina di 12 anni entra nel freddissimo lago.
Viene "salvata".
E' incinta.
Ha 12 anni.
Il giorno dopo scompare.
Ad indagare sul caso una giovanissima detective, Robin, tornata dopo 15 anni in quella comunità dove era cresciuta e da cui, dopo una tremenda violenza sessuale, era poi fuggita.
Il caso la tocca troppo da vicino, l'empatia con la piccola Tui è incredibile (grandissima la scena del pianto davanti al video di Tui che balla e canta). Salvare lei vuol dire forse salvare anche sè stessa.
La comunità, in teoria guidata dalle istituzioni, ha in realtà in Matt, persona squallidissima capace di uccidere sia uomini che animali senza la minima remora, il proprio leader "emotivo".
E non solo emotivo visto che in realtà qualsiasi abitante sembra o imparentato con lo stesso Matt o dipendere in qualche modo dai suoi loschi affari, che sia come dipendente o come "cliente".
Anche Tui è figlia di Matt.
E non solo lei..
Non solo lei.
Prima di tutto impossibile non restare estasiati dalle location. Radure sconfinate, dolci colline, boschi, fiumi, montagne, tutto intorno a Lui, il mastodontico lago che fa da sfondo ad ogni vicenda.
Il cast è d'eccellenza, lo strepitoso Peter Mullan (qui visto più e più volte, recentemente in Tyrannosaurus) è quello che con il suo personaggio regge quasi l'intero film. Cattivo, incapace di provare la minima emozione (se non per la madre), pazzo, carismatico, un uomo di cui tutti hanno paura, comprese le istituzioni.
E da cui tutti dipendono.
E poi c'è Elisabeth Moss, la protagonista, bravissima. Anche se ha sempre un mezzo sorriso stampato in faccia, persino nelle situazioni più difficili. Ma il suo personaggio, quello di una detective cazzutissima ma enormemente fragile dentro, è davvero riuscito.
Poi Holly Hunter, la protagonista dell'indimenticabile Lezioni di piano, qui in versione praticamente asessuata nella figura di una specie di guru new age che "protegge" le donne vittime degli uomini.
Ma del resto, per restare a Lezioni di Piano, alla regia c'è Jane Campion...
L'atmosfera è ottima, quella densa, impenetrabile, sordida e minacciosa delle piccole comunità dove ognuno sembra avere qualcosa di strano e perverso da nascondere e dove ogni segreto resta per sempre tale.
Cosa è successo a Tui?
Chi l'ha messa incinta?
E' morta o si sta nascondendo da qualche parte?
Robin indaga a fondo e più indaga più inizia a far conto con il suo passato.
Top of the Lake difficilmente cerca il colpo di scena, gli stessi episodi non finiscono quasi mai in cliffhanger. Sembra più un lungo film (alla Gone baby gone se vogliamo un paragone azzardato) diviso in episodi.
Molto asciutto, essenziale, con pochissime scene madri o tentativi di stupire lo spettatore, TOTL ha il suo punto di forza nei personaggi e nei segreti che si portano dietro.
C'è qualcosa di sbagliato in quella comunità, profondamente sbagliato.
E tutti sembrano coinvolti, anche chi magari, in effetti, non lo è.
Bellissime alcune scene anche perchè la serie ha una grandissima fotografia che restituisce tutta la bellezza di quei luoghi.
Purtroppo non mancano i difetti.
Il più evidente a mio parere sta nella comunità hippie.
Ma a cosa serve alla fine? come si unisce a tutto il resto?
A me pare che tutte le vicende che sono ambientate là servano solo per permettere al personaggio di GJ, il "guru", di poter dare (e dire) la propria visione su tutti gli aspetti più importanti della vita: l'amore, il dolore, la gioia, la pietà, la morte, la vita stessa. Credo che quel personaggio sia un alter ego (gli somiglia anche fisicamente) della stessa Campion. Ma in fase di sceneggiatura tutte quelle vicende sembrano non aver senso, quel Paradise diventa una specie di refugium peccatorum dove prima o poi tutti fanno una capatina, da Tui (all'inizio), a Robin, allo stesso Matt in una delle parti più incomprensibili del film (quando va ad abbordare una delle donne e ci passa poi la notte. Perchè?).
Ma son tante le vicende che nascono e muoiono lì, la donna dei 7 minuti, Matt che si fustiga davanti alla tomba, le innumerevoli scene (soft) di sesso tra Robin e Johno, la ragazza portata dal padre al Paradise, tutte sequenze praticamente inutili, o quasi, alla trama.
Poi finalmente si viene a sapere cosa è successo a Tui.
E la serie, già molto buona di per sè, acquista molto negli ultimi due episodi.
Quei bambini che attraversano il lago per festeggiare un compleanno, quella comunità nella comunità che si nasconde per proteggersi dallo schifo che ha intorno, l'ho trovato magnifico.
E quei pianti di neonato, quel fagottino che malgrado tutto riesce a venir fuori regala emozioni intensissime come a dire che la vita, per quanta merda ti possa tirare addosso, poi riesce sempre a regalare meraviglie e gioie che sconfiggono tutto.
Anche quando, nel finale di stagione, si viene a scoprire che lo schifo di cui sopra era ancora peggio di quello che si pensava.
Un pò lo sospettavo, ma la sorpresa arriva lo stesso.
MA forse, forse, tutto passerà.
Tui potrà finalmente essere una bambina.
Robin ha finalmente distrutto i suoi demoni.
E un neonato stringendo i pugni e piangendo con le rughe sulla fronte dirà a tutti che i miracoli esistono.
No one.

( voto 8 )

22.8.14

Al CInema: Recensione "Liberaci dal Male (2014)"


presenti spoiler
Derrickson non è un coglione.
Giusto per far capire sin dalla prima fase il livello critico del pezzo.
The Exorcism of Emily Rose fu un film per certi versi innovativo avendo portato il filone demoniaco/posseduto nelle aule di un tribunale.
E Sinister è stato uno dei migliori horror usciti al cinema l'anno scorso (niente di che eh, i migliori restano sempre quelli non distribuiti), a mio parere superiore al 3x1 di James Wan.
E anche questo Liberaci dal male, ahimè, è tra le cose migliori viste quest'anno.
Anche perchè st'anno praticamente non si è visto NIENTE di buono nell'horror in sala.
Il problema è che sto film parte alla grandissima per poi suicidarsi quasi completamente nella seconda parte.
Intanto volevo dire che Eric Bana è Rafael Nadal tra 10 anni
     

Dicevo...
Ho trovato la prima mezz'ora (quasi) portentosa.
Con il prologo iracheno.
Con il secondo prologo del fagottino nel cassonetto.
Con il terzo prologo nell'abitazione dell'ex marines violento.
E con il quarto prologo nello zoo del Bronx, un pò irreale ma davvero potente e suggestivo.
E poi la casa dei messicani (che nel doppiaggio paiono albanesi) e quel corpo che si decompone in cantina.
E poi ancora l'altra casa con Jesus Cat Superstar.
Tutto perfetto.
Sì perchè non si capisce, un pò come fu in Emily Rose, di che genere sia questo film, con tutte queste vie principali e queste traverse, con questa storia investigativa che si mischia a quella paranormale e demoniaca, con tutti questi personaggi che si incontrano e poi disperati ripartono, tristi così come sono arrivati.
Poi nel cinema finisce il primo tempo
(a proposito, comincia il film e mio fratello mi dice "ma questo è il Pianeta delle scimmie!" "ma che cazzo dici?" poi vedo delle scimmie antropomorfe correre nello schermo. E io scimmia antropomorfa (poco) evoluta corro allo stesso modo per andare alla direzione. Gli dico l'errore. Poi torno in sala e vedo tutte facce nuove, compreso un gruppo di ragazzini 14enni che in un'altra sala al posto delle scimmie si era ritrovato il nostro horror. Uno scambio insomma. Dico a tutti di tornare di là, ora avrebbero sistemato tutto. Ci sorbiremo ancora un'altra mezz'ora di scimmie prima che tutto torni a posto.
Due cose curiose. Una coppia di anziani dietro di noi in mezz'ora praticamente non si era accorta di nulla, probabilmente erano là solo per dormire. E una volta iniziato il nostro film ci siamo divertiti a immaginare quei ragazzini 14enni che nell'altra sala si erano ritrovati a vedere Liberaci dal male invece dei gorilla. Quando si saranno accorti dell'errore? Nel prologo iracheno? In casa del Marine? comunque sono stati i primi a trasferirsi da noi, i più svegli)

Nel secondo tempo si sbraca tutto.
Sì perchè Derrikson ricomincia con i suoi filmatelli alla Sinister (anche se lì funzionavano di più) e fa diventare il suo film il solito polpettone demoniaco con clichè anche negli angoli più nascosti, con le donne pazze che urlano, con i rumori, con le voci, con i discorsi su Dio e il suo nemico, con gli esorcismi e tutto il resto dell'Ambaradan.
Soprattutto i TRE dialoghi tra Bana e il gesuita piacione sono quasi insopportabili, parlano dei massimi sistemi per 2o minuti facendo crollare del tutto il film.
Ci sono ancora buone cose, come il flash back del pedofilo, come il suicidio della donna (terribile l'immagine del corpo) e come, malgrado tutto, l'ultimo esorcismo che dura sì mezz'ora ma ha momenti affatto malvagi anche grazie all'ottima presenza visiva dell'indemoniato.
Insomma, un film che parte sopra la media e poi in quella media ci torna di schianto.
Ma 5 euri un appassionato può anche buttarceli.
Sperando che proiettino il film giusto.

( voto 6.5)

21.8.14

Di scarpe slacciate e di bandiere

"Numerooooooo... 8!"
Parto con lo scatto di un tempo, ossia quasi nullo, ma sempre quello di un tempo è, nessun peggioramento.
Parto con quello scatto e ripenso, sorridendo, che ho le scarpe slacciate, come sempre.
Perchè le ho sempre avute slacciate, in ogni età e in qualsiasi luogo.
In tutti gli anni scolastici: "Armellini, hai le scarpe slacciate, allacciale"
Nei campi di calcio: "7, lei così non può giocare, allacci quelle scarpe"
Persino in quelli di tennis dove, fortunatamente, nessuno poteva rompermi i coglioni.
In Chiesa, finchè ci sono andato, no, chè lì si stava tutti appiccicati e io il rischio di dover far cadere una vecchietta venuta a ripulirsi 60 anni di vita piena di nulla mica ce l'avevo.
E poi finchè ti richiama il bidello o l'arbitro o.k, ma se a farlo fosse il Signore meglio di no.
Le allacciavo quindi.
Che poi alla fine, alla faccia di tutti, io non ci sono mai caduto nei miei lacci. Anche perchè cadere nei lacci è una delle cadute più imbarazzanti che si possono fare perchè mix tra esplosione ed implosione, il corpo non riesce nemmeno a cadere per bene in avanti perchè l'altro piede lo tiene ancorato indietro. Insomma, un disastro.
Adesso ne ho un paio con lacci talmente corti che nemmeno arrivano a toccarsi, figuriamoci abbracciarsi tra loro.
E ci sto meglio, magari il piede mi pende come una torre di pisa verso l'interno ma tanto i versi strani che hanno preso i miei piedi piatti in questi anni non si contano. E se ancora cammino bene, cribbio, riesco ancora a fare una partita a calcetto e, volendo, a restare in posizione eretta. allora tutti i presunti danni a piedi e postura che mi paventavano a 10 anni o non si sono avverati o arriveranno domani.
Faccio lo scatto e mi accorgo che sono quella frazione di secondo davanti a lui.
E in questo gioco o perdi subito oppure perdi dopo un pò, difficile che ci siano vie di mezzo.
O.k, sono avanti, non perderò subito, magari vinco pure.
Inizia la fase due.
La bandiera svolazza lì davanti.
E tienila ferma! vorrei gridare a colui che la tiene, non deve svolazzare!
No, perchè poi ci sarà un momento in cui l'angolo di inclinazione la porterà più vicino a me e poi, inevitabilmente, a lui, cavolo no, questo è il gioco democratico se ce n'è uno, un gioco di tempi e distanze, cose da conquistare e poi da riportare a casa.
Sani e salvi.
Mentre riesco nell'incredibile impresa di tenere un occhio sulla bandiera e uno sul mio avversario in una specie di funambolismo ottico che porterebbe allo strabismo...
(a proposito, un mio amico raccontava di una sua parente con gli occhi completamente storti, uno guardava in giù, l'altro in su. Questo amico non era un genio ma geniali erano tutte le massime che diceva, massime che venivano da terre aride durissime da lavorare, terre che sebbene lui non  le avesse mai viste direttamente erano dentro le sue ossa e di tutti quelli che lo avevano preceduto.
"La mi zia" diceva "c'aveva du occhi storti. Allora quando faceva la frittura di agoni in cucina na volta gl'ho detto "Zia, co n'ochhio friggi le lasche (agoni in Umbria) e co uno guardi ta Cristo (riferendosi al crocifisso messo lì in alto in cucina).-
Ecco, me la sono sempre ricordata sta cosa insieme a un'altra, sempre dello stesso ragazzo che, sempre riferendosi agli strabici, diceva che avevano un occhio vigile e uno urbano, vabbeh...)
Insomma, ho l'occhio vigile sul mio avversario e quello urbano sulla bandiera.
E mentre stiamo in quella fase di nervosissimo impasse, quell'impasse che sarà rotto solo repentinamente, mi viene una metafora. Mi sembra che quella bandiera sia un bellissimo sogno. Uno di quelli che poi suona la sveglia e interrompi all'improvviso con due,tre bestemmie annesse. Ma sono là, cavolo, sono ancora là, ti fluttuano davanti come questa bandiera. E tu provi a riafferrarli ma il tuo avversario, l'oblio, è forte quanto te e vuole prenderli per sè. Riuscirai a richiudere gli occhi, portarlo a casa e farlo vivere ancora un pò? oppure ti sarà strappato via per sempre?
Cazzo, lascia perdere le metafore, guarda la bandiera cristo, siete 6 pari, potrebbe essere il punto decisivo.
Ma probabilmente il mio avversario si era accorto che la mia testa era in metafora.
E in questi casi ci sono solo due possibilità.
O prendeva la bandiera e se la portava a casa senza sforzo oppure restava così stupito da perdere per un attimo l'attenzione.
(poi mi diranno gli altri "Giuseppe, ma cosa ti era successo?" "Niente perchè?" "Ti sei fermato 10 secondi a guardare il vuoto, assente" "Ero in metafora" )
La seconda.
Dico, la seconda accade, lui resta per un attimo stupito.
E io me ne accorgo.
La prendo,
E va tutto bene, riesco ad afferrarla.
Mica è scontato.
Quante volte ci è capitato di chiudere la mano nel nulla, sfiorare soltanto la bandiera e poi ripartire con niente nel pugno? mentre l'altro ridendo come avesse fatto un fuori campo a baseball si fa il suo giro di pista indisturbato?
Ma io la prendo.
E comincio a correre.
Sì perchè sono il numero 8 e la mia casa è lontana.
E qua quando si corre si corre. E basta.
Non è possibile dare un'occhiata indietro, qualsiasi occhiata vuol dire farsi raggiungere, matematico.
A meno che l'avversario in quel momento non sia in metafora, attonito, fermo lì pensando che il sogno se ne è andato via.
Io corro corro corro, faccio quegli 11 metri in 1,8 secondi che sembrano lunghissimi.
E arrivo alla base.
"L'ho toccato!" urla l'avversario.
"Ma che cazzo dici?" rispondo io
"T'ha toccato Giuseppe" dice l'uomo della bandiera
"Ti giuro di no" dico io mentre mi giro verso i miei compagni a cercar conferme.
Ma vedo 4 teste basse, una che sorride e due che in maniera molto timida ma decisa annuiscono con la testa.
"T'ha toccato" dice una di quelle due teste annuenti.
M'ha toccato.
7 a 6 per loro
Eppure l'avevo fregato con la metafora.
Eppure avevo corso velocissimo.
Saranno le scarpe slacciate.
Saranno quelle.


18.8.14

Peliculas para no dormir (6/6): racconto di Natale

Finalmente, dopo quasi 3 anni, riesco a chiudere con gli episodi delle Peliculas para no dormir, ovvero il Master of horror spagnolo. (li trovate tutti nell'etichetta sotto la rece o a destra della home)
A proposito, dopo aver visto Cigarette Burns posso affermare che per questa volta vincono gli americani visto che l'episodio di Carpenter, da solo, vale quasi quanto i 6 spagnoli.
E così dopo Balaguero, De La Iglesia e altri 3 eccoci al film di Paco Plaza, ossia il compagno di merende di Balaguero alla direzione di quel capolavoro che fu Rec (ma anche di Rec 2) e poi regista solitario del terzo capitolo della saga, per quanto mi riguarda nettamente inferiore ai primi due.
Che dire, episodio all'acqua di rose, senza infamia e senza lode.
E' un completo omaggio agli anni 80, un tentativo di film generazionale che probabilmente rimanda il regista alla sua adolescenza.
It? 
I Goonies? 
Mah, secondo me siamo più dalle parti di Stan by me, se non altro per come è strutturata la trama.
Cinque bambini trovano una Babba Natale in un una buca abbastanza alta da non permetterle di riuscire fuori. In realtà è una ladra ricercata dalla polizia per una rapina milionaria. Decidono di lasciarla dentro finchè non dà loro i soldi.
Plaza si diverte e vuole anche divertire. Ce la fa a sprazzi e certo non l'aiuta il pessimo doppiaggio italiano (in almeno due dei cinque bambini). 
Ci mette dentro tutti gli anni 80, dalla colonna sonora a Dinasty, da Karate Kid agli B movies di zombie.
Divide il film in due parti ben distinte con la prima che fa da prologo alla seconda, in teoria quella più horror.
In realtà questa seconda parte ha una credibilità prossima allo zero con quei bambini che si rifugiano nel Luna Park abbandonato (viene da pensare che non sia stato pensato il luna park per il film ma il film per il luna park) e compiono azioni davvero poco comprensibili con, su tutte, quelle del Daniel LaRusso spagnolo che si rifugia (??) in cima agli scivoli, probabilmente solo per poter effettuare poi la mitica Mossa della Gru 


con la quale manderà la Babba Natale a farsi un giro di sola andata negli scivoli sottostanti.
Paura zero, ma con i bambini alla fine i film si salvano sempre perchè la nota malinconica di tutti noi nel vedere queste avventure di gruppo prende il sopravvento. E comunque almeno questo aspetto (l'esser gruppo, il condividere esperienze insieme) il film lo porta avanti bene.
Tra i bimbi c'è la piccola Ivana Baquero che Del Toro vide proprio qua e scelse per interpretare l'indimenticabile protagonista de Il Labirinto del Fauno.
Meriterebbe un post a parte l'incredibile fissazione che hanno gli spagnoli con i bambini, presenti praticamente in TUTTI i loro film horror/thriller dell'ultima decade.
Interessante il dubbio su Zombie/non Zombie e il fatto che probabilmente nel finale venga fatto intuire un "terzo tempo" in cui, bambina a parte, per gli altri si profila un brutto quarto d'ora

( VOTO 6 ).

Arrivati alla fine possiamo forse stilare una classifica delle Peliculas.

1 Para entrar a vivir (Affittasi) di Jaume Balaguero
2 Regreso a Moira (Spettro) di Mateo Gil
3 El Habitacion del Nino (La Stanza del Bambino) di Alex De La Iglesia
4 Cuento de Navidad (Racconto di Natale) di Paco Plaza
5 Adivina quien Soy di Enrique Urbizu
6 La Culpa (La Colpa) di Narciso Ibanez Serrador




16.8.14

I migliori Home Invasion (featuring Jolly Roger, anzi,di Jolly Roger featuring Caden meglio)

Questa è una puntata speciale de I Tesori di Jolly. 
Anzi, in realtà con quella rubrica c'entra ben poco.
Diciamo che è più un interessantissimo e completo focus su uno dei sottogeneri horror più angoscianti, aniz, forse quello angosciante per Antonio Masia,ovvero quello degli home invasion.
Questa la struttura:

- introduzione di Jolly (molto interessante)
- linee guida sui film scelti
- classifica di Jolly
- chiusura e mini classifica di Caden

Jolly ha passato 20 giorni a vederli TUTTI (una quindicina), complimenti!

rinchiudetevi in casa a doppia mandata!!
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Casa Dolce Casa :-)
La casa in cui siamo vissuti e cresciuti è una specie di nido, non possiamo far altro che amarla. Se un tempo la casa era principalmente l’edificio che proteggeva dal mondo esterno e dai suoi pericoli, nel corso del tempo essa è diventata soprattutto il luogo che delimita la nostra individualità e riflette la nostra personalità, i nostri affetti ed i nostri più significativi ricordi. In casa custodiamo le cose a cui siamo più legati, le fotografie e gli oggetti che rievocano le persone amate, oltre a quelli che rappresentano le nostre passioni o che utilizziamo per lavorare o nel tempo libero.
Per questo motivo, tra i crimini che più ci turbano e suscitano in noi pensieri di vendetta, vi sono quelli commessi all'interno delle nostre mura da parte di persone estranee, che invadono il nostro territorio più intimo per i loro sporchi fini – ad esempio per denaro, o anche solo per gioco.
Questo tipo di crimini ha un’attinenza con le violenze di tipo sessuale (con diverso peso ovviamente). Lo sanno bene le persone che hanno subito un furto che, guardando la propria casa disordinata e sporca, provano una sensazione simile ad aver subito uno stupro. Lo sanno bene anche gli anglosassoni, i quali, per descrivere questo tipo di crimini, parlano di “Home invasion” e non di “House invasion”, perché “home” per loro non è semplicemente un edificio (“house”), ma significa “casa” nel senso di famiglia, di “focolare domestico”.
Sempre più spesso, anche da noi, nella cronaca, si sente di persone, magari anziane, che vengono legate e picchiate, per semplici bottini da trecento Euro. L’home invasion è un tipo di crimine che non poteva essere ignorato dal cinema. Oggi se ne parla per di più in ambito “horror”, ma in principio non era così, anzi: il primo film a trattare il tema è “Cane di Paglia”, un film d'autore dell'anno 1971 con un giovanissimo, ma già bravissimo Dustin Hoffman. Cane di Paglia è però un film drammatico e trasversale, sarebbe riduttivo considerarlo un film "di genere" come quelli che hanno successivamente sviluppato il tema dell'"home invasion", primi fra tutti alcuni film di un genere oggi quasi scomparso: l’Exploitation (ovvero, molto alla carlona, l'esasperazione di sesso e violenza, o in senso lato di immagini scioccanti, anche a scapito della qualità del film N.D.R). Tra questi si annovera, ad esempio, “L’ultima casa a Sinistra” di Wes Craven, che ha introdotto nel cinema l’elemento della violenza esplicita, prolungata in modo voyeuristico e morboso, così come “La casa sperduta nel parco” di Ruggero Deodato, oppure “Fight for your Life”, dimenticato esempio di blaxploitation (ovvero exploitation afroamericano N.D.R).
Passato di moda il cinema d’Exploitation, l’home invasion è sopravvissuta nell'ambito del genere horror: non più, quindi, film che hanno lo scopo di scioccare morbosamente lo spettatore, ma quello più soft di limitarsi a spaventarlo.
Ho provato a raggruppare questi film, considerando appunto solo quelli “horror”. Oltre ai casi sopra citati, ho quindi scartato "home invasion" famosi come Panic Room (thriller, troppo soft), Hard Candy (bello ma atipico, fino alla fine non si capisce chi è buono e chi no), l'austriaco Angst (troppo violento e realistico), oppure tutti quei film che, seppur horror, non sono interamente “home invasion” ma lo sono solo in parte (ad esempio, “Alta Tensione”). 
(d'accordissimo sull'eliminazione dei titoli citati N.D.R)
Sono rimasti questi dieci, li ho elencati sia in base ai miei gusti sia in base a quanto rappresentano il sottogenere da un punto di vista squisitamente horror: in pratica è l’ordine con cui li consiglierei ad un amico che mi chiedesse consiglio su un horror che tratti l'home invasion.
Giudicandoli in base al loro realismo, la classifica sarebbe completamente diversa, così come se dovessi consigliarli ad un amico che mastica horror a colazione…gli suggerirei di prendere la mia classifica e rovesciarla.


Eccoli qui I MIGLIORI HOME-INVASION HORROR

DECIMA POSIZIONE: Secuestrados  - AKA Kidnapped (2010)
Film spagnolo davvero pesante. Un imprenditore si trasferisce nella nuova casa insieme alla moglie ed alla figlia adolescente. Durante la notte, una banda di tre persone, due spagnoli ed un albanese, mascherati con passamontagna, fanno irruzione in casa ed immobilizzano i famigliari. Sembra che vogliano solo soldi, ma, purtroppo, la situazione degenera, soprattutto a causa dell’albanese, che sbrocca per la tensione accumulata manifestando intenti ben più terribili della rapina. Il film sembra la raffigurazione visiva di un articolo di cronaca nera: molto realistico e violento, ma purtroppo la trama risente in negativo di questa impostazione. 

NONA POSIZIONE: A l’Interieur – Inside (2007)
Atroce film francese. È impossibile non immedesimarsi in Sarah, una giovane donna incinta, il cui parto è previsto per il giorno successivo. Sarah sta passando la Vigilia di Natale sola in casa quando riceve l’inaspettata visita di una misteriosa donna, che cercherà in ogni modo di entrare. Questa donna è una pazza sadica: vuole il nascituro ed è intenzionata a fare qualsiasi cosa per averlo…fra le due donne si instaurerà una battaglia senza esclusione di colpi.
Lo splatter di questo film francese raggiunge livelli di molto sopra l’asticella della tollerabilità. Questo eccesso risulta però artificioso, finendo con l’appesantire un film che non ne aveva per niente bisogno. Non per deboli di cuore.

OTTAVA POSIZIONE: In Their Skin (2012)
Mark, sua moglie Mary e il loro figlio piccolo si trasferiscono per un breve tempo in una casa sperduta in campagna, per stare tranquilli e riprendersi da un lutto (la figlia, sorellina del bambino, è purtroppo morta in un incidente). Quando arrivano, scoprono di avere un vicino. Anzi, i vicini sono anch'essi un’intera famiglia, padre, madre e figlioletto. Questi vicini sono però molto strani. Sono invadenti, impertinenti e assumono comportamenti ai limiti dell’insulto. In realtà, essi sono intenzionati ad avere qualcosa di molto importante dalla famiglia di Mark, a costo di prenderlo con la forza.
In Their Skin è un thriller / horror particolare, piacevole. Inoltre, la motivazione che spinge i vicini invasori a fare ciò che fanno è originale e sufficientemente malata :-)

SETTIMA POSIZIONE: Funny Games (2007)
Tra i più famosi e rappresentativi del sottogenere, Funny Games narra di due ragazzi (che definire psicopatici è poco!) i quali, con una scusa, penetrano nelle case di tranquille famigliole, decisi però a non uscirne fino al compimento dei loro giochi “divertenti” (ma sono divertenti solo per loro due). Lo spettatore non può far altro che seguire il succedersi degli eventi, contorcendosi sulla poltrona in attesa di subire l’ennesima trovata dei due ragazzi ai danni della povera famiglia protagonista. Si tratta di umiliazioni e torture psicologiche, che si faranno sempre più fisiche man mano che il film prosegue.
Funny Games rappresenta, senza alcun pudore ed ipocrisia, gli abissi di una personalità nichilista e psicopatica, la sua incapacità di provare empatia per l’altrui sofferenza (o addirittura di ricavarne piacere).
Tuttavia, il film ha un difetto: sembra che un gruppetto di persone si sia riunito ad un tavolo con l’idea si scrivere una sceneggiatura quanto più terribile possibile per lo spettatore: la storia è solo funzionale a quello scopo, apparendo forzata e a tratti eccessiva.

SESTA POSIZIONE: La notte del Giudizio - The Purge (2013)
In un futuro non lontano, negli Stati Uniti, la legge prevederà che, per una sola notte all’anno, tutti i crimini di qualsiasi tipi saranno legali. Questo perché “Lo Sfogo” permette, da un lato, lo sfogo della tensione criminale, mentre dall'altro lato consente di portare a termine, impunemente, vendette e regolamenti di conti.
James è un capofamiglia che si è arricchito vendendo sistemi di allarme di ultima generazione. Tuttavia, il suo figlioletto, durante notte dello Sfogo, mosso da compassione aprirà ad fuggitivo ferito. Costui è però il bersaglio per lo Sfogo di un gruppo di persone mascherate, che suoneranno alla porta di James reclamandolo. Che fare? Lavarsene le mani e consegnare il fuggitivo ai cattivi (che lo ammazzeranno di botte)? Oppure proteggerlo, fronteggiando la certa reazione violenta di quelli là fuori?
Il film fa riflettere anche su un altro aspetto: di come certuni con poco midollo, che concordano con le leggi e le regole del sistema (o che diversamente le trovano opprimenti ed ingiuste), di colpo possano trovarle intollerabili ed ingiuste (o diversamente giuste e rispettabili), semplicemente perché hanno fanno un salto (o una caduta) di posizione sociale.

QUINTA POSIZIONE: Cherry Tree Lane (2010)
Un gruppo di giovani teppisti fa irruzione in casa nella casa di due coniugi di mezza età. I ragazzi vogliono Sebastian, figlio sedicenne della coppia che al momento non è in casa, per fargliela pagare: egli è l’“infame” che ha fatto la spia mandando in carcere il cugino del capo banda. I due coniugi ne subiranno parecchie, ma la peggior tortura sarà il pensiero di quel che accadrà al loro unico figlio che, purtroppo, dovrebbe rincasare a breve. Cherry Tree Lane, che ha molti punti in comune con Eden Lake, rappresenta realisticamente il bullismo londinese “trasversale”, in cui cioè nelle bande giovanili si arruolano ragazzi di diverso sesso, etnia ed estrazione sociale: c’è il nigeriano figlio di delinquenti ma anche il londinese benestante figlio di papà, il ladruncolo scappato di casa e lo studente brillante.
Il film è girato in tempo reale. Il finale, inquietante ed indimenticabile. Forse questo è il film che, per forma e contenuti, è migliore di tutti e 10, ma il realismo e l’impegno non si sposano perfettamente con l’intrattenimento disimpegnato tipico dell’horror.


QUARTA POSIZIONE: Mother’sDay (2010)
Tre fratelli, dopo una rapina finita male (uno di loro è ferito quasi a morte) si riparano nella casa che un tempo apparteneva a loro, convinti che ancora fosse disabitata. Invece no: trovano dentro i nuovi proprietari, una giovane coppia, che in quel momento sta dando una festa con ben altre 4 coppie di amici.
Con così tanta gente, la situazione sfugge di mano. Che fare? Beh…ovviamente, chiamare la Mamma!!
Solo lei sa come gestire situazioni di emergenza: curare il figlio ferito, tenere a bada la violenza degli altri due, tranquillizzare i dieci ostaggi…e magari nel frattempo preparare un budino per tutti! 
Il problema è che la Mamma sospetta che i nuovi proprietari abbiano trovato in casa (e poi nascosto) del denaro di famiglia, bottino di precedenti colpi. Ma lei sa come far parlare la gente bugiarda!
Mother’s Day è una curiosa variante dell’home invasion, con un personaggio a suo modo affascinante e con una buona suspense, perfetto per una serata disimpegnata.

IL PODIO: 

TERZO POSTO: The Strangers (2007)
The Strangers è la bandiera dell'home invasion. Due sposini, nella loro casa (ovviamente isolata) vengono presi di mira da tre persone mascherate: gli Sconosciuti, due donne ed un uomo (una specie di Manson Family).
The Strangers è un horror al 100%, con tutti i crismi del genere: scricchiolii, rumori strani, inquadrature inquietanti. Se in Funny Games tutto era studiato per far soffrire lo spettatore, qui lo è per fargli fare salti sulla sedia dallo spavento - e ci riescono anche bene! A causa della sua semplicità è stato criticato, eppure è proprio la semplicità il suo punto di forza: quando la protagonista chiede ai tre Sconosciuti “Perché ci state facendo questo?” La loro risposta è: “Perché eravate in casa”. Risposta semplice, appunto. Ma solo in apparenza. In realtà significa che a volte non c’è proprio nessuna risposta, nessun perché; c’è solo il divertimento sadico e fine a sé stesso di persone malvagie. E ci potrebbe essere chiunque, sotto quelle maschere.


SECONDO POSTO: Them – Loro sono là fuori (2006)
La situazione è identica a The Strangers: una coppia, che vive in una casa isolata, viene presa di mira da un gruppo di ignoti, decisi inizialmente solo a spaventarli ma, poi, chissà.
Them e The Strangers contengono tutte le differenze tra i due continenti: Them, europeo, è più misurato, sobrio e non è sopra le righe; gli ignoti non sono mascherati e non sfoggiano abiti stravaganti.
In The Strangers, al contrario, l’eccentricità degli sconosciuti, le loro maschere deliranti, la fotografia accesissima sono elementi chiave per trasmettere terrore allo spettatore. Vi sono poi differenze di carattere e di cultura; se da una parte, i cugini americani sono molto più abituati ad aver a che fare con psicolabili che compiono stragi o serial killers completamente alienati, per noi europei c'è per forza, sottesa, una motivazione alla base, o comunque una riflessione da fare, su educazione, famiglia e scuola. 
Comunque, il confronto lo vince Them: è girato meglio e fa più paura, peraltro senza mostrare mai troppo, in una sorta di “vedo / non vedo” che tiene lo spettatore sulla corda per tutto il film.

PRIMO POSTO: You’re Next (2011)
Dieci personaggi (padre e madre, con i 3 figli maschi, la figlia femmina e le reciproche fidanzate / fidanzato) stanno festeggiando tutti insieme un anniversario, quando la casa di campagna in cui si trovano viene attaccata da tre persone mascherate (con maschere di animali), che cominciano a ucciderli uno per uno. Ma portare a termine il tutto potrebbe non essere così facile come gli aggressori pensavano.
La trama si potrebbe riassumere più simpaticamente così: tre killers mascherati, il Volpino, il Tigrotto e l’Agnellino, vogliono uccidere tutti, ma una ragazza in casa rivelerà un’inaspettata attitudine da Macellaia.
Secondo me You’re Next è il miglior home invasion horror in assoluto. Il film, pur non eccellendo in nessun particolare elemento, contiene però tutti gli elementi che potrebbero star bene in un home invasion, risultando piacevole in ognuno di essi. Ti da qualche sano spavento, ha un’ottima fotografia e buone musiche, la trama è accettabile (con la dovuta sospensione di incredulità) e gli aggressori hanno motivazioni credibili.
Lo splatter c'è, ma non tale da essere disturbante. La storia acchiappa, è scorrevole, ha un buon livello di action ed i protagonisti buoni non sono semplici burattini urlanti, ma reagiscono. Vi sono anche un paio di ottimi colpi di scena, forse prevedibili, ma stanno benissimo. Inoltre, in alcune battute c’è una vena ironica e beffarda, che ricorda il cinema anni 70 / 80 e un po’ di Tarantino.
Tutti questi elementi, anche insieme, non possono certo formare un capolavoro. E sicuramente ci sono film migliori qui sopra. Tuttavia, ai fini della classifica, You’re Next è quello che rappresenta meglio l’home invasion da un punto di vista di cinema horror.
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Insomma, Jolly non ha bisogno di fare il fighetto e il radical chic, c'è da apprezzare la sua onestà.
Molto indietro Haneke, avanti titoli "commerciali" molto spesso massacrati dalla critica, lo stesso primo posto, ad esempio, è un film passato da poco al cinema senza lasciare nessuna traccia. 
Io di questi ne ho visti pochissimi (solo 5) e non è per piaggeria che dico che mi è venuta la voglia di vederli tutti.
Mi limito a chiudere il mio mini-intervento scrivendo il mio podio:

(cliccando il titolo si va alle rece)

Perchè fu sorprendente l'idea di far diventare home invasion un film che dal soggetto prometteva tutt'altro. Perchè c'è un ottimo uso degli spazi, un grande villain e un'idea di fondo davvero accattivante

2 FUNNY GAMES (1997) - non il remake messo fa jolly insomma-
Perchè si parla sempre della violenza fredda, improvvisa e gratuita di Haneke.
Beh, allora qui c'è la sua apoteosi.
E quel nastro rimandato indietro è una delle cose più assurde, insensate ma allo stesso tempo incredibilmente potenti e suggestive di questi 20 anni d'horror.

1 THEM
Perchè l'ho visto e rivisto ed è un capolavoro di tensione, regia e uso delle location.
Perchè se penso ad un home invasion è il primo che consiglierei, sempre.