20.3.17

Recensione: "Dear Zachary" (BuioDoc 34)

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Visto ieri per una serie incredibile di coincidenze Dear Zachary è un documentario a tratti di devastante dolore.
In realtà questo doc è un atto d'amore verso un uomo ucciso e amato da tutti.
Ma non solo verso di lui.
La conferma, se ce n'è una, che l'Uomo è l'essere vivente capace di tutto, dai gesti più inumani ai comportamenti e alle reazioni più meravigliose.

dopo ogni foto spoiler più grandi

film disponibile nel Guardaroba

Ieri sera un lettore mi consiglia questo film praticamente sconosciuto.
Senza sapere che solo poche ore prima questo film mi era stato mandato da vedere.
Non so quante probabilità ci possano essere in tal senso, un film che nessuno conosce e che, nello stesso giorno, una persona ti manda e una ti consiglia.
E io che di solito rimando e rimando le visioni stavolta l'ho visto come un segno.
Ma non finisce qui.
Finisco di vedere il film e mi accorgo che è il 19 Marzo, Festa del Papà. Mi viene un brivido perchè probabilmente in 1200 film recensiti nessuno più di Dear Zachary è adatto a questa giornata.
Tre coincidenze pazzesche, roba da uno su un milione.
Dear Zachary è un documentario che racconta una vicenda pazzesca, terribile, a tratti devastante.
E' la storia di Andrew Bagby, un ragazzo di 28 anni ucciso a sangue freddo dalla sua ex compagna.
Un ragazzo amato da ogni singola persona lo avesse incontrato in vita, amici, parenti, colleghi.

Uno in particolare, il regista, suo amico d'infanzia, decide di fare un "ultimo film" con Andrew (da ragazzini si divertivano a fare filmini amatoriali).
Un atto d'amore che mi ha ricordato un altro splendido documentario a cui sono legatissimo, Tarnation.
In quel film Jonathan Caouette realizza il suo personalissimo, sofferto e pazzo film per amore verso la madre.
Qua c'è un amico che vuole far conoscere invece la storia di un ragazzo a detta di tutti magnifico.
E, più di tutti, vuole farla conoscere ad una particolare persona, Zachary.
Già, Dear Zachary, Caro Zachary, perchè il documentario è quasi una lettera d'amore indirizzata a qualcuno di preciso.
E quel qualcuno è una delle tante cose incredibili che racconta questo documentario.
Non leggete oltre prima di vederlo.

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Documentario dal ritmo altissimo, nemmeno un secondo di tregua nel parlato, un montaggio velocissimo che cerca di mettere insieme decine e decine di volti e voci.
E se all'inizio un pò ci si perde poi si comincia a farci l'abitudine.
Nella prima parte Dear Zachary sembra "solo" un documentario che racconta la vita di un ragazzo brutalmente ucciso da una psicopatica.
E' impressionante come chiunque parli di Andrew lo faccia in maniera così straordinaria che, almeno per un pò, si corra il rischio dell'agiografia.
Poi, però, più il film va avanti, più, soprattutto, conosciamo i genitori di Andrew, più capiamo che molto probabilmente ci stiamo trovando davanti veramente delle persone straordinarie.
Ma del resto quello che viene fuori da questo documentario è la riprova di quanto l'essere umano sia, tra tutti gli esseri, quello capace dei gesti più disumani e terribili e, al tempo stesso, quello capace anche di tirar fuori sentimenti e comportamenti di commovente bellezza, umanità e generosità.
Nessun essere ha uno spettro di comportamenti così vasto come il nostro, uno spettro che va da persone indegne di vivere come Shirley Turner (l'assassina) a coppie come quella dei genitori di Andrew, nostri simili di cui fatichiamo a vedere i limiti di grandezza.
Dear Zachary ha una prima svolta, che poi è quella che porta al titolo e alla missione ancora più forte del regista.

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L'assassina era incinta di Andrew.
Il bambino nasce.
Zachary.
Un bambino che non vedrà mai suo padre perchè ucciso dalla stessa donna che l'ha tenuto in grembo.
Parte così un documentario che al lato umano ne affianca uno giudiziario.
Sia quello che riguarda l'assurdo NON arresto della Turner sia quello della richiesta di affidamento di Zachary fatta dai nonni paterni.
E, vi giuro, accadono cose da non crederci.
Un'assassina che viene rilasciata su cauzione (pagata poi dal suo psicologo, pazzesco), delle istituzioni che non riescono a capire quanto assurdo sia lasciare un bimbo ad una pazza assassina.
Ma per i nonni di Zachary, i genitori di Andrew, c'è una cosa che è più forte di tutti, l'amore.
E allora iniziano a fare sacrifici immensi per vedere il bambino.
E, addirittura, passano ore ed ore insieme all'assassina di loro figlio, così, solo per poter stare con il nipote.
Tutto è assurdo, straniante. Il film è anche pieno di telefonate e file audio. E la dignità di queste due persone nel dialogare con quell'assassina è incredibile.
Ma è tutto fatto per un unico scopo e tutto frutto di un'unica spinta, ovvero l'amore per il loro nipote in cui, ovviamente, rivedono anche il figlio perso (bellissimo in tal senso il montaggio di Andrew e Zachary da bambini, identici).
E così Zachary diventa il figlio di "tutti", di ogni voce presente nel documentario, di ogni parente, di ogni amico di Andrew.
Era talmente tanto l'amore per quel ragazzo che quel figlio nato in sua assenza diventa simbolo di vita nato dalla morte, speranza nata dal dolore.
Già, ma questo doc racconta una storia terribile che, ad un certo punto, diventa devastante.
E c'è forse un punto di svolta da ricercare.
Zachary comincia a volere più bene ai nonni che alla tremenda madre.
Ci sono tre minuti in cui vengono montati piccoli gesti del bambino che, seppure piccolissimo, un solo anno, sembra continuamente voler scappare dalla madre, dalla quale non sente amore, e rifugiarsi nelle braccia della nonna, una donna, come detto, straordinaria.
 E come Shirley non potè sopportare l'abbandono di Andrew così non riesce a sopportare questo rifiuto.

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E compie un gesto inumano, il più inumano di tutti.
Per fortuna, insieme a Zachary, decide di porre fine anche alla sua inutile e distruttrice vita.
Parte così un altro documentario, il terzo.
E quest o film che era lettera d'amore indirizzata ad un bambino che un giorno avrebbe conosciuto chi era il padre non ha più alcun senso perchè la stessa mano che aveva ucciso il padre ha ucciso anche il bambino.
La pazzia e cattiveria umana a volte non conoscono confini.
E allora questo fantastico regista (lui passa in secondo piano ma se esiste questo doc, se tutti possono conoscere Andrew, i suoi genitori e suo figlio, è solo merito suo, un lavoro incredibile di anni ed anni e km e km, 100 persone intervistate, decine di foto, decine di materiali d'archivio, un assemblaggio di montaggio pazzesco), dicevo questo regista decide allora che il film deve acquisire un nuovo senso.
Restare sì una lettera d'amore, ma indirizzata a qualcun altro.
E questo qualcun altro sono i nonni di Zachary, loro e la loro dignità, il loro dolore, le loro lotte, la loro sofferenza e la loro, nonostante tutto, voglia di andare avanti.
E in un finale bellissimo abbiamo un ribaltamento che alla fine ribaltamento non è, solo qualcosa di parallelo.
Ogni persona intervistata si sentiva padre "virtuale" di Zachary.
Adesso ognuno di loro si considera figlio di David e Kathleen Bagby.
Perchè alla fine in un film tanto doloroso ne viene fuori un messaggio potente, positivo, fortissimo.
Ed è un messaggio che se avesse un titolo sarebbe un titolo banalissimo e totalizzante allo stesso modo, qualcosa che somiglia tanto al voler bene.

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24 commenti:

  1. Che dire... film bellissimo e devastante.... anche solo leggendo la tua recensione sono stato male come quando vidi il film... Secondo me un film che dovrebbe essere visto da tutti... e quindi grazie ancora Giuseppe per la tua opera di divulgazione....

    Clavan (mi firmo perchhè posto come Anonimo non avendo il tempo di registrrmi)

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    1. Ciao Clavan!

      per chi leggesse questo commento è lui il lettore che cito all'inizio

      grazie ancora delle tue parole e del consiglio, anche se me l'avevano mandato è stata la somma delle due cose a farmelo vedere subito ;)

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  2. Giuseppe, la tua recensione bellissima, so che non te l’ho mai detto :)
    Che storia assurda, atroce, vissuta in diretta, dio santo, durante la realizzazione del documentario. Non riesco a capire come quella sia potuta uscire dal carcere, con una tale motivazione poi! Siccome ha fatto fuori chi le dava fastidio, allora è innocua visto che chi le dava fastidio non esiste più! Come è possibile??? Non riesco a crederci! Come non riesco a credere come abbia fatto il regista ad andare avanti man mano che la devastazione diventava horror (appunto..). Credo nell'amore di questi due splendidi nonni, cosa sono stati disposti a fare ha dell'incredibile. Meno mi hanno colpita le manifestazioni di amore degli altri, possono essere sincere e possono non esserlo, troppo veicolate le loro parole dal sapere che erano nel bel mezzo di un documentario fatto da un caro amico del ragazzo (e poi sono sti americani che amano il sensazionale). Qualcuno ha detto qualcosa come “come sarebbe stata la vita senza la sua esistenza ” (non ha detto così ma forse il senso era quello). Questo mi ha anche fatto pensare a come la nostra vita è influenzata dall’esistenza degli altri anche solo per averli sfiorati, quindi all’enorme influenza (positiva) che ha avuto il ruolo del regista nel seguire, osservare, documentare lo sviluppo di questo dramma assurdo.

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    1. Oh, finalmente mi hai fatto i complimenti per una recensione...

      Quella motivzione per cui è uscita (o la cauzione precedente) non si riescono a capire.
      Il regista è andato avanti perchè si era dato una missione e quello che poi è successo ha fatto sì che quella motivazione diventasse ancora più forte

      di sicuro voglia di mollare e sconforto ci saranno stati ma ormai un progetto così doveva esser finito

      ti dò ragione su quello che dici degli "altri", è quello che in mezza riga ho detto all'inizio, il rischio di agiografia

      comunque la sincerità di alcuni era molto evidente, specie uno, mi pare il cognato dello zio, quello grosso campione di biliardo

      perfetto quello che dici nel finale, anche se, ahimè, ci sono vite che non lasciano tracce negli altri nè subiscono le minime influenza dagli altri

      mi viene in mente la frase che lasciò Supertramp (finale di Into the wild")

      la felicità è vera solo se condivisa

      magari il dolore, invece, è sentimento più personale

      ma a volte vale anche per lui

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  3. Ricordo molto bene quella frase che è molto vera e sono abbastanza vecchia (e saggia, hihi) da sapere che il dolore divide anziché no (questa è vera quasi sempre ma non giusta, è solo dovuta alla nostra capicità di vivere il dolore). Sulle vite che non lasciano tracce o non subisco influenze, beh se abbiamo la fortuna di incontrare qualcuno disposto a fare un documentario che racconti la nostra vita è fatta! Purché nessuno ci ammazzi eh! :) A parte gli scherzi, tutto sta a definire per noi cosa è "lasciare traccia" e "minima influenza", ma qui si apre un discorso enooooormeeee :)

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    1. Sì, verissimo

      Eh, purtroppo la tua frase

      " beh se abbiamo la fortuna di incontrare qualcuno disposto a fare un documentario che racconti la nostra vita è fatta! Purché nessuno ci ammazzi eh! "

      è una battuta ma contiene una beffarda verità. Il documentario esiste proprio perchè l'hanno ammazzato, altrimenti non sarebbe mai esistito

      e ci sta eh, giusto così, avere un documentario in vita è quasi assurdo

      e poi la motivazione di questo sappiamo che è

      sì, meglio non aprire scenari così grossi ;)

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  4. Giuseppe sono Paolo sto cazzo di pc non mi riconosce come fisarmonicista. Comunque grazie del film. Bellissimo. E pure la recensione.
    Mi ha fatto pensare una cosa. Importante. Almeno per me. Anzi no, importante e basta. Ma che mi interessa molto perchè ha a che fare con una parte di me che non mi piace affatto.
    Quella di non essere un buono. Quella di essere uno che se c'è da menare le mani le mena.
    Dirai cosa c'entra. C'entra. Molto. Perchè ho pensato che il padre di Andrew è troppo buono. Anzi ho pensato quest'uomo buono è un codardo. E adesso lo dirò: a volte il violento è utile. Il violento che si sacrifica e uccide perchè non avvengano drammi peggiori. Perchè c'è un diavolo ( e io lo avevo sentito prima dell'uccisione del bimbo) e non si può solo essere buoni. Anzi sì, si può, ma nella mia visione di violento resti un codardo, non un buono. E non importa le battaglie che farai dopo. Tuo nipote è morto. E pure tuo figlio. E tu avresti potuto evitare una delle due cose. Semplicemente spaccando la testa con un'ascia a quella bitch (come tu stesso l'hai chiamata) alla prima occasione. Senza neanche avvisare la moglie. che il bambino venga adottato da lei. O da chiunque altro pure. Ma lontano da quel diavolo.

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  5. Credo che preferirei essere considerato un codardo piuttosto che un assassino.
    Una cosa è uccidere per difendere te stesso o chiunque altro e una cosa è premeditare un omicidio.
    Diavolo o non diavolo a parte.
    Però se dici che quella parte di te non ti piace probabilmente non ne saresti nemmeno capace e questo è un punto a tuo favore.
    Ah...neanche io mi considero un buono ...!
    Massimiliano

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    1. Ciao Massimiliano, non mi conosci, se mi conoscessi sapresti che io ne sarei capace. Ma non parliamo di me. Un assassinio a volte è una cosa giusta. Sì l'ho detto. E' giusta se è per evitare ingiustizie peggiori. Come nel film. E poi sono sicyro che altre persone che hanno visto il film hann pensato : "noooo, ma come si fa ad arrivare a quel punto? io l'avrei ammazzata prima? Come si fa a sedere allo stesso tavolo con la persona che ha ucciso tuo figlio? E che è in libertà?" PS: io oltre ad avere un caratteraccio ho pure un figlio...

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  6. Sei il fisarmonicista...!
    Sei un musicista...se non ricordo male forse ho letto qualcosa di tuo su questo blog , non puoi essere un assassino neanche se lo volessi,
    Questo non vuol dire che tu abbia un bel carattere , ho capito quello che tu intendi.
    Tu vuoi vendetta!
    premetto che non ho visto il film ma ho letto la recensione e guardato qualcosa sul tubo dove trovi il film in versione completa.
    Ma da quello che ho capito questa donna che ha ucciso prima il marito poi il figlio e infine si è suicidata e una pazza ,una psicotica una malata?
    Ci sono delle responsabilità ma forse anche delle attenuanti.
    E che ora non ho tempo di star qua a parlartene...te lo ripeto caPISCO quello che tu vuoi dire ...ma non è la soluzione!
    Alla prossima ,forse.
    Ciao
    Massi

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    1. Non mi sentirei un assassino ad uccidere quella là ti giuro... resto con la mia opinione tu con la tua come spesso accade nella vita, anzi sempre, tranne rarissime eccezioni. Un caro saluto comunque e grazie per la risposta!! Ciao

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    2. Molto interessante Paolo...


      Più cose.
      La prima sul buono che a volte fa rima con codardo.
      Sì.
      Io lo so sulla mia pelle, sono un buono assoluto che però a volte per questo si è trasformato in codardo.
      E ho fatto più danni dei cattivi

      L'altra cosa interessante è che sì, a volte l'omicidio è un bene.
      Dico una banalità per tutte, se qualcuno avesse ucciso Hitler avrebbe probabilmente salvato un'epoca.
      Assassino? no, salvatore.

      La terza cosa interesante è il tuo "non mi sentirei un assassino".
      Sì, lo saresti. Cioè, è oggettivo, se ammazzi qualcuno vuol dire che se te non l'avessi ammazzato quel qualcuno ce sarebbe ancora.
      E sei un assassino.
      Ma, come dicevamo tante volte ci sta, eccome

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    3. Detto questo quella vacca andava fermata

      e se non la fermava la società toccava falla fori

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  7. Credo sia un discorso un po' del cazzo...ma ci può stare.
    Rispetto chi la pensa diversamente da me...ma lasciatemi esprimere il mio disappunto.
    Credo che con il senno di poi sia facile trovare le soluzioni.
    Forse Hitler dovrebbe essere ucciso quando era ancora in fasce e come ha scritto Paolo si poteva spaccare la testa alla madre pazza di Zachary molto prima che questa pensasse di uccidere il figlio.
    Però la verità è che nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere il futuro e quindi assurdo (come ritengo assurde le vostre motivazioni)per assurdo, chi vi garantisce che estirpando il male alla radice il futuro sarebbe stato diverso?
    Non avete certezze nemmeno su questo..!
    Ma ripeto se conoscete qualcuno che vende una sfera di cristallo ...funzionante testata e garantita.!
    Prego...

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    1. Difficile parlare con uno che non ha visto il doc...

      Nessuna sfera di cristallo, quanto quella fosse pericolosa era un dato di fatto.
      Qui non c'è alcun discorso a cazzo.
      Era un'assassina che aveva ucciso un uomo barbaramente.
      E le hanno affidato un bambino.
      C'è bisogno di avere una sfera di cristallo?
      E l'esemoio di Hitler certo non mi riferivo alle fasce.
      Ma agli anni in cui era già lui.
      E anche qui nessun discorso a cazzo.
      Quando ormai si è certi di avere a che fare con criminali assassini che qualcuno li faccia fuori per me è una liberazione

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  8. Beh, sono contento sei daccordo con me quasi su tutto Giuseppe. Ma come ah Massimilià... e se nun hai visto er firm e che chiacchieri a fa!

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    1. Ma sul discorso generale "assassinio ammissibile o no" o.k, ognuno ha le proprie idee

      ma sulla faccenda palla di cristallo ecco, qua non ci sono idee

      se mia moglie è un psicopatica che mi uccide non credo che i miei genitori o la società possano tenerla in libertà col bambino

      se lasciamo passare concetti così come "caso" o "non si poteva prevedere" poi quando succede la tragedia non piangiamo...

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  9. Continuo a pensare che in discorsi campati in aria.
    Comunque se volessi seguire l'esempio di Paolo potrei liquidarvi in fretta scrivendovi di restare ognuno sulle proprie opinioni.
    MA siccome sono un pelo rompi coglioni e non voglio emulare nessuno vi dico che non c'è nessuna certezza cambiando il passato di modificare in positivo anche il futuro.
    Una cosa giusta l'avete detta e cioè che non avendo visto il documentario che parlo a fare?
    Però la mia considerazione era rivolta a un concetto più generale e forse più profondo non credete?
    Saluti

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    1. Sì, ma infatti meglio lasciar perdere, ci siamo detti tutto ;)

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    2. Si la vita è tutto un film ,ma anche la morte.
      Un opera pop di finzione estrema.
      E' quello che leggo se cerco recensione Dear Zachary su Google..prima compare la tua e subito dopo questa.
      E' inutile sottolineare che mi ritrovo di piu' sulla seconda.
      Ho visto finalmente il film che tempo fa mi spedisti per mail...ieri pomeriggio , dopo aver
      fatto un ora di corsa sotto il sole cocente del nord ,un "tuffo" nella mia piscinotta di 3 x 1mt e gustato una succulenta e soprattutto ghiacciata fetta di anguria.
      Su una cosa son daccordo con te ...il montaggio del film è veramente veloce e a volte ti perdi, se non presti la giusta attenzione.
      Per il resto il film mi ha lasciato un pò l'amaro in bocca lo trovo quasi offensivo nei riguardi della memoria di quei due poveretti.
      E' altrettanto inutile dire che la visione del film non mi ha fatto cambiare idea( ammetto che l'ho visto anche con quella intenzione) sulle cose che ho gia scritto ,sulle discussioni che abbiamo avuto in precedenza sia con te che con il fisarmonicista .
      Anzi con il senno di poi quei discorsi sono quasi piu' elevati e profondi di quanto in realta
      il film meriti.
      Ciao
      Massimiliano

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    3. ovvio che l'unica cosa sulla quale possiamo esse d'accordo è che l'anguria, quando è bona, è bona...

      ma è difficile trovalle bone, sono più le fregature che altro

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  10. Finora ho sempre avuto un certo occhio...di solito non la compro mai intera quindi posso vederne il colore e la quantita di semi .
    Sono delicato, odio sputarli e meno ancora mangiarli.
    Devo dire che finora mi è sempre andata bene e sai , pure con i meloni!.

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    1. Io invece in ingoio tutto.
      Pensa, addirittura anche delle ciliegie

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao