23.3.16

Recensione "Il Fantasma dell'Opera" (1998) - D(i)ario Argento, La mia storia d'amore con il re del Giallo (11)


Dopo parecchi mesi torna Miriam e la sua cavalcata nella filmografia di Dario Argento (trovate le altre puntate nell'etichetta).
Siamo ormai all'ultimo Argento, il peggiore.
Anche se, a mio parere, il film successivo a questo qua, Nonhosonno, ci regalerà un pò del buon vecchio Dario.
Sicuramente ci troviamo davanti ad uno dei suoi più brutti film.
Possiamo dire che questo è Il Fantasma di Dario, in tutti i sensi.
Al solito, passione, competenza (Miriam fa una carrellata di tutti i fantasmi dell'Opera portati al cinema) e tanto divertimento.


Ci eravamo lasciati alla Sindrome di Stendhal e avevo iniziato a scrivere un post su Il fantasma dell’opera, un film che ho faticato a recensire e che mi dispiace attribuire a Dario Argento per svariati motivi:
1.       È orribile
2.       Tra tutti, anche quelli brutti, sicuramente uno dei meno argentiani in assoluto; non c’è una traccia che sia una dello stile del Maestro
3.       Julian Sands è un cane quasi peggio di Asia Argento (Lon Cheney, santo cielo)
4.       Il film è una sorta di love story che appiattisce in ogni modo il rapporto tra i due protagonisti per il semplice fatto che IL FANTASMA DOVREBBE ESSERE DEFORME E ORRIPILANTE non un essere umano normale con le unghie e i capelli un po’ troppo lunghi a cui piacciono tanto i ratti (altrimenti pare la solita romcom alla Kiss Me con tanto di makeover e qualche morto qua e là, che non spaventa nessuno, però)

Ma andiamo con ordine. Ci sono parecchie trasposizioni cinematografiche di questa storia, io ho adorato quella del 1925 di Rupert Julian, dove Lon Cheney ben esprimeva la crudeltà nata dalla sofferenza che convive con un animo buono e, da qui, il Tormento (cosi` come nell’originale di Leroux). 


Anche il rapporto profondo tra il Fantasma e Christine era tutt’altro che banale: lei lo conosce tramite la musica e lo ammira. Come dicevano i Lordi would you love a monsterman would you understand the beauty underneath e sì, lei può, finché il Fantasma non si mette a fare una mattanza e allora tutta la stima e il rispetto e l’amore platonico del mondo non reggono (questa regola non vale affatto per il brillante L’etranger du Lac, che non centra niente però mi è passato per la mente giusto ora e proprio non potevo tenermi questo improbabile collegamento per me) più. Il mio problema con questo film, come con tutte gli abominevoli errori commessi dopo Opera da Dario, è che non mi fa piacere parlarne. Se trovo divertente canzonare quel buchino di sceneggiatura che si può sempre scovare in uno dei suoi primi film, che sono dei capolavori, trovo avvilente sottolineare quello che ègià lampante. Ma, dato che devo, tanto vale farlo per bene. E, se da un lato, la mia prima arma è stata Lon Cheney e il riferimento all’opera originale di Leroux (già la totale mancanza di rispetto per la trama principale e la scelta di un protagonista che non centra assolutamente niente sarebbero sufficienti a sottolineare il malessere che questo film provoca nello spettatore), mi avvalgo ora di quello che è per me l’Esempio di come quest’opera si possa trasporre in modo creativo, rispettoso e fracassone fichissimo perfetto: Il fantasma del palcoscenico (o Phantom of the Paradise), uno dei motivi per cui Brian de Palma è uno dei miei autori del cuore. 


In breve: Winston Leech è un compositore che va da un produttore, tale Swan, con una bellissima canzone (sul Faust – ovviamente non sto neanche a dire che differenza di complessità si collochi questo film di de Palma rispetto al Fantasma di Dario). Nel giro di pochi cine-minuti Leech viene, per causa di Swan, che gli ruba la musica: arrestato, imprigionato, fatto oggetto di un progetto di ricerca odontoiatrico per cui si ritrova dei denti metallici, evade, si ustiona la faccia, perde la voce, impazzisce, muore. Ma, prima di morire, fa una serie di cose indimenticabili: dedica quello che resta della sua vita a far cantare la sua musica a Phoenix e, per farlo, mette una bomba nell’auto di scena di una band fichetta e orribile cui Swan ha affidato la musica di Leech e qui BDP splitscreenna tutto in una sequenza mozzafiato ed esteticamente perfetta. Quindi, la storia di Leroux anche qui viene plasmata e addirittura fusa con altre, ma l’intensità del rapporto tra Phoenix e Leech, o Christine e il Fantasma che dir si voglia rimane: non è una vera e propria storia d’amore, ma l’amore platonico di lei e l’amore pieno e fortissimo di lui sono esattamente il cardine del racconto, senzail quale avremmo una storiella vuota e abbastanza stupida. Ecco. Ora. Opera, a suo tempo, aveva funzionato benissimo: se proprio voleva ripetersi poteva sostituire lo squilibrato di Opera con un tizio deforme e dall’animo tormentato, un buono divenuto crudele e sanguinario. Invece nemmeno la parte iniziale funziona, non ce ne frega un accidenti che Christine non muoia (anzi, abbiamo la forte sensazione che senza di lei il film potrebbe essere leggermente meno da latte alle ginocchia), le morti sono svogliate e poco divertenti (Dario ha subappaltato il lavoro ai ratti), Julian Sands se ne sta a petto nudo ricoperto di ratti come un modello di Derelicte, tutto hobo-chic e capelli al massimo da secondo giorno e mezzo e io mi chiedo che cosa sia passato per la testa di Dario, come abbia potuto, aggiungendo una componente del genere, togliere cosi` tanto alla storia.
Sapete cosa faccio quando ripenso a questi dolorosi dettagli? Guardo una vecchia puntata di 100 Pallottole d’Argento. Ve lo ricordate? Pochi anni fa (forse era il 2013) Dario conduceva su Rai Movie questo programma, per cui ogni volta presentava un horror – una pallottola d’argento, appunto. Le puntate constano di quei cinque minuti in cui Dario fa praticamente qualunque cosa tranne che parlare effettivamente del film (tranne rari casi): divaga e finisce per perdersi nei sentieri della memoria, errando da ricordo a ricordo, da “che simpatico de la Iglesia” a un film di Shimizu di cui dice solo che ai giapponesi piacciono molto i suoi vecchi film e che hanno proiettato Suspiria in uno stadio, a Wes Craven che fa un film sul vodoo e sul suo viaggio ad Haiti dove gli parlavano degli zombie e lui di zombie non ne ha visti. Dice sempre che un film ha avuto un discreto successo. Che è interessante. Io lo trovo adorabile, intelligente e carinissimo. Sembra veramente simpatico. Sembra veramente uno a cui darei fiducia. E, in men che non si dica, ci sono cascata di nuovo e penso: ‘Provaci ancora, Dario’.

7 commenti:

  1. Bellissima recensione Miriam, per un film veramente del cazzo. Orribile, ignobile, la morte nera del cinema di Argento o del cinema in generale. Non perchè sia il film più brutto mai girato, che non vuol dire un cazzo come etichetta, ma perchè dietro ci sta pure una certa arroganza produttiva, ora non mi ricordo bene, ma credo ci fosse Ronnie Taylor alla fotografia, Morricone colonna sonora, Gérard Brach (!!!) alla sceneggiatura, ma davero? Io lo vidi al cinema 'sto "Il fantasma dell'Opera", mi sembrava di essere in una distorsione temporale. Conta che non sono un detrattore a tutti i costi, anzi, ma è un discorso lungo che rischia di rompere troppo i coglioni. Leva pure il rischia. Un grande saluto Miriam!!! Sono curioso di leggere cosa ne pensi dell'Argento sulla "breve durata", quindi "Due Occhi Diabolici" e i suoi due "Masters of Horror" che a me non sono affatto dispiaciuti. A risentirci!!!

    P.S. Un grande saluto anche a Caden. Visto che Obi Wan nun te calza perchè nun te ne frega gnente de "Star Wars" propendo per un più consono, "celentanesco" Er Più. Mè cojoni!!! Ciao!!!

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    1. Ciao grandissimo amico!
      Oh, io ti sto ancora aspettando eh...
      Non avevi detto Marzo??
      Forse avevi detto "Quando marzo dal letto", avevo capito male.
      E allora arzete

      Er Meno

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    2. Eh, t'avevo pure detto fine febbraio/inizio marzo, ma non avevo specificato di quale anno. Vabbè, scusa per la cazzata. Sto messo malamente con l'ernia bilaterale, molto malamente. Però, mò che sto un pò in convalescenza te spammo de commenti fino alla rottura de cojoni. Ahò, ciao!!!

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    3. Mi dispiace un sacco Domenico

      forse è giusto venga io allora

      spamma spamma, sono un buon incassatore

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    4. Ciao! scusa il ritardo, io ero certa di averti risposto, anzi, mi ricordo proprio di averti risposto ma probabilmente il mio apple-device di turno ha fatto i capricci, come sempre.
      Ormai saprai gia` cosa ne penso dei due occhi diabolici, purtroppo :( io so benissimo che Dario poteva dare molto di piu` e soprattutto con Il gatto nero, accipicchia, e` pericolosissimo!
      Guarda, ti capisco sul non essere un detrattore a tutti i costi: alla fine quanti registi horror fanno 8 horror belli? Dario Argento e` sempre e comunque una perla rara, solo che a una certa qualcosa e` cambiato, ahime`.
      Ciao e grazie! scusa la lentezza ma non metto ma 'inviami notifiche' perche` spesso non lo vedo :O

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  2. Me lo sono risparmiato questo capolavoro.

    Dopo aver recensito parte del meglio e del peggio di Argento, potresti spingerti oltre, e magari cercare di capire come si possa passare dai suoi primi lavori, e Dracula 3d (lo sapevi che la regione Lazio gli ha concesso un finanziamento per fini culturali, per quel film... qualche milioncino credo).
    Perché un filo rosso ci dev'essere. D'altronde, se non avesse più voglia di fare film, penso che si potrebbe tranquillamente fermare e vivere di rendita... oppure, meglio ancora, produrre giovani talenti invece d'infinocchiar loro i pochi fondi pubblici che ancora esistono in Italia!
    Qui c'è qualcosa che non mi torna. Prova a risolvere l'arcano Miriam!

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    1. va bene!
      Guarda, l'introduzione di Asia Argento nei suoi film ha sicuramente segnato un declino rapido e orribile, ma non oserei stabilire una correlazione e sciacquarmela via di dosso cosi`. Urge un po' di ricerca. Perche` poi Dario quando parla di film horror lo fa con tenerezza e da` davvero l'impressione di amare il genere. Tra l'altro il Giallo all'italiana senza lui, Bava e Fulci sarebbe stato un malessere totale (ne ho visti parecchi e se ne salvano pochissimi).
      Grazie per essere passato di qui :)

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