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5.3.15

Recensione: "Die Wand (The Wall)" - In Search of Visions, Sublimazioni di realtà - 5 - di Romina Bracchi

Torna la rubrica dei film disancorati e sospesi dalla realtà di Romina (qui i precedenti). Non ho letto la rece perchè questo voglio davvero vederlo ma facendomi raccontare la trama da lei pare davvero un bellissimo film, un mix tra Picnic ad Hanging Rock e l'Angelo Sterminatore di Bunuel (ma sono cose che dico senza saper nulla, non vogliatemene).

Risultati immagini per die wand film

(Scusate se ho abusato della parola "donna" in questa rece ma della protagonista non sappiamo il nome, sappiamo solo che ha un volto talmente espressivo che pare parlarci con gli occhi. Che poi sono molto felice che per una volta la protagonista di un film che ho amato sia una donna visto che, di solito, mi identifico sempre coi personaggi maschili.)

Una decapottabile rossa si sta dirigendo verso una baita in montagna. All'interno c'è una coppia di mezza età, un cane e una donna dal volto malinconico, primo piano sulla sua espressione insofferente, lo sguardo nervoso contro il paradiso naturale che le scorre intorno. Musica vagamente anni 60 nell'autoradio. I tre amici sono arrivati sulle montagne per una battuta di caccia. Quando arriva la sera, marito e moglie scendono al villaggio per bere qualcosa in un pub, lasciando la donna nel rifugio in compagnia solo del suo cane. La mattina dopo, la donna si risveglia e scopre dai letti non sfatti che gli amici non sono ancora tornati, decide quindi di andarli a cercare al villaggio, ma dopo pochi metri a piedi con Lince, il cane, è costretta a bloccarsi perchè scopre davanti a sè una barriera invisibile, come un muro di vetro che le impedisce di proseguire. Inutile dirvi che quando arrivo a questa scena già comincio ad esaltarmi, già mi piace parecchio e immagino che continuerà a piacermi.

28.1.15

Recensione: Somnambuul" - In Search of Visions, Sublimazioni di Realtà - 4 - di Romina Bracchi

Quarto appuntamento con la rubrica di Romina ed i suoi film metafisici. Stavolta siamo addirittura al cinema estone, 2003


Questo è un film sulla guerra e mostra campi di battaglia interiori dai quali non si farà ritorno, ma non è evitabile, è una guerra necessaria e la vittoria è ritrovarsi.
Mi sono lasciata intrigare dal titolo, Somnambuul, una parola estone che non ha neanche bisogno di traduzione e che suona così musicale, sprigiona una sorta di magia sia nel pronunciarla che nello scriverla. Se penso in italiano, ''sonnambulo'', o ''sonnambulismo'' li sento termini maledettamente limitati a un freddo campo medico, a un disturbo del sonno, non mi basta, voglio pensare a Somnambul come a un qualcosa di astratto e profondo da poter estendere ad un piano più vasto.
Quando ero ragazzina e vedevo un mio cuginetto che mentre dormiva si alzava in piedi sul letto e ''chiacchierava'' da solo biascicando parole senza senso mi chiedevo che cosa stava succedendo e quale arcano potere avesse avuto, è da lì che nacque il mio interesse verso i sogni e il mondo dell'onirico, ma soprattutto mi incominciai a fare domande sul sonno e la veglia, su quanto la realtà che viviamo condiziona il sogno e viceversa.

8.1.15

Recensione: "Che ora è laggiù? (Ni nei pien chi tien)" - In Search of Visions, Sublimazioni di Realtà - 3 - di Romina Bracchi

Terza puntata per Romina, che stavolta, dopo quattro notti nella stanza dello straniero dal nome Roe, decide di affrontare il sesto film del regista malesiano non molto celebre al grande pubblico, che risponde al nome di Tsai Ming-liang.


Distanze di sicurezza, luoghi, non luoghi e ossessioni.

Di Tsai Ming Liang adoro lo stile registico molto poco mainstream,  elegante e intimista, l' utilizzo di lunghi piani fissi per cristallizzare e sublimare scene di vita quotidiana.  Sono immagini spesso di una freddezza chirurgica che sono fatte apposta per portare lo spettatore a un non coinvolgimento emotivo, come entrare in una casa ordinatissima e aver paura di portare scompiglio,  come correre incontro per abbracciare qualcuno che rimane impassibile.  Questa si chiama distanza e spesso è una strega buona. ''Che ora è laggiù'' è un film che parla, tra le altre cose, della distanza e dei mille modi per ingannarla. E' il quarto film suo che vedo e l'ho amato fin dal primo fotogramma.

8.12.14

Recensione: "Quatre nuits d'un etranger (2013)" - In Search of Visions, Sublimazioni di Realtà - 2 - di Romina Bracchi

Seconda puntata della rubrica di Romina su quei film dalle realtà sfuggenti, inafferrabili, perse nel tempo


Come ha dichiarato lo stesso regista in un' intervista, questo è un film nato per produrre immagini, per negare quelle stesse immagini e farne produrre delle altre. Prendete e visionarizzatevi tutti!

L'altra notte ho fatto un sogno singolare. La mia reflex è caduta inavvertitamente in acqua, appena me ne sono accorta l'ho tirata subito fuori sperando non si fosse definitivamente ridotta a fermacarte. Ho cercato con poche speranze di accenderla mentre con mia sorpresa ho visto che non solo si accendeva, ma, con un meccanismo che arrancava, riusciva anche a scattare foto. Il punto è che le foto che venivano fuori non erano più foto normali. La breve immersione nell'acqua le aveva regalato una spece di dono della medianità evidentemente, perchè ciò che vedevo sullo schermo lcd era un paesaggio che rivelava presenze spettrali invisibili agli occhi. Il tutto virato a colori acidi e saturatissimi. Visioni dentro lo schermo.

17.11.14

Recensione: "The Roe's Room" - In Search of Visions, Sublimazioni di Realtà (N°1) - di Romina Bracchi

Romina aveva già scritto una rece nel blog ma adesso anche per lei è arrivato il momento di cominciare la sua rubrica. 
Sarà apparentemente più "ricercata" delle altre.
La rubrica dico, non Romina.
Perchè in realtà tutte le ragazze hanno la stessa preparazione, la stessa umiltà e la stessa passione. Per attitudini personali e per differenziare le rubriche abbiamo solo scelto diversi modi di parlare di cinema.
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Confesso di avere una propensione per i film senza una trama ben individuabile, senza struttura, e per questo ho deciso di dedicare la rubrica proprio a tali pellicole. 
Molto bene. 
Per la serie: come mettersi nel sacco da soli e sparare frasi a caso. 
Comunque, a parte quello che posso dire io, se vi piace la pittura questo film vi piacerà doppiamente di più. 
Ma, soprattutto,  questo è un film  nel quale è bello perdersi. Perdetevi.