Torna la rubrica dei film disancorati e sospesi dalla realtà di Romina (qui i precedenti). Non ho letto la rece perchè questo voglio davvero vederlo ma facendomi raccontare la trama da lei pare davvero un bellissimo film, un mix tra Picnic ad Hanging Rock e l'Angelo Sterminatore di Bunuel (ma sono cose che dico senza saper nulla, non vogliatemene).

(Scusate se
ho abusato della parola "donna" in questa rece ma della protagonista
non sappiamo il nome, sappiamo solo che ha un volto talmente espressivo che
pare parlarci con gli occhi. Che poi sono molto felice che per una volta la protagonista di un film che ho amato sia una donna visto che, di solito, mi identifico sempre coi personaggi maschili.)
Una
decapottabile rossa si sta dirigendo verso una baita in montagna. All'interno
c'è una coppia di mezza età, un cane e una donna dal volto malinconico, primo
piano sulla sua espressione insofferente, lo sguardo nervoso contro il paradiso
naturale che le scorre intorno. Musica vagamente anni 60 nell'autoradio. I tre
amici sono arrivati sulle montagne per una battuta di caccia. Quando arriva la
sera, marito e moglie scendono al villaggio per bere qualcosa in un pub,
lasciando la donna nel rifugio in compagnia solo del suo cane. La mattina dopo,
la donna si risveglia e scopre dai letti non sfatti che gli amici non sono
ancora tornati, decide quindi di andarli a cercare al villaggio, ma dopo pochi
metri a piedi con Lince, il cane, è costretta a bloccarsi perchè scopre davanti
a sè una barriera invisibile, come un muro di vetro che le impedisce di
proseguire. Inutile dirvi che quando arrivo a questa scena già comincio ad
esaltarmi, già mi piace parecchio e immagino che continuerà a piacermi.



