14.8.19

26 film straordinari troppo poco visti o troppo poco riconosciuti - Parte 1 di 2 -


E' importante che si leggano le linee guida di questa lista, anche se ormai chi ha letto le decine di elenchi che ho fatto in passato le conosce abbastanza bene.
Stavolta, però, c'erano anche limitazioni in più.
Innanzitutto, come sempre, ho scelto solo film recenti, praticamente tutti degli ultimi 10 anni.
Poi, anche qui come sempre, film non conosciuti a tutta la massa ma semmai solo agli appassionati.
Anzi, stavolta questa non era solo una linea guida ma proprio l'anima del post.
In più, magari sbagliando su qualche titolo, mi sono soffermato su quei film meravigliosi di cui si parla troppo poco ma che comunque hanno avuto distribuzione.
Anche perchè se avessi considerato i più nascosti o i non distribuiti avrei fatto una copia di altre liste passate o, in pratica, un elenco preso dal Guardaroba de Il Buio in Sala.
Nella lista ci saranno anche tantissimi film molto stimati, alcuni considerati dalla critica tra i più belli di questi anni.
Ma, in ogni caso, sono film non sulla bocca di tutti, opere magari considerate straordinarie tra addetti ai lavori e appassionati veri ma comunque rimasti in quella cerchia o poco più.
Insomma, ci saranno molti di voi che l'avranno visti tutti ma spero abbiate capito quello che intendo.

per tutti i film potete trovare la mia recensione nell'elenco generale del blog, cliccando QUI

LAURENCE ANYWAYS


Di Dolan parlan tutti, del suo talento, dei suoi film sbagliati (Donovan), di quelli che devono ancora arrivare qui da noi, del suo capolavoro Mommy, di una filmografia già grandissima alla sua età.
Eppure troppo poco spesso si cita il suo film più grande, il suo capolavoro, Laurence Anyways.
Solo pensare che nel torneo del Film del Millennio qui nel blog Mommy (stupendo eh) arrivò nei primi 5 e Laurence intorno alla 200ima posizione dimostra quanto ancora deve entrare nelle visioni e nel cuore di tutti

POST MORTEM


Lo metto appena dopo Laurence perchè vale lo stesso discorso.
Larrain è grande, grandissimo, ma quasi mai viene fuori questa sua perla, un film capace di raccontare un'intera nazione e stagione politica solo osservando un grigio e misantropo impiegato

BEN X


Uno dei più bei film sul bullismo e, in generale, sui disturbi autistici degli ultimi 30 anni.
Eppure non lo si cita o legge mai da nessuna parte

L'IMPOSTORE


Una vicenda incredibile per un documentario così bello che non si può accettare l'esser stato così poco visto.
Quando la realtà, per l'ennesima volta, supera l'immaginazione

NON ESSERE CATTIVO


Perchè è ora che tutti, ma veramente tutti, si rendano conto che questo è uno dei più grandi film italiani degli anni 2000.
Caligari ha vissuto un'intera carriera (e vita) nell'ombra o nella non meritata consacrazione.
Almeno adesso che non c'è più ognuno di noi ha l'obbligo di diffondere e ricordare chi era.

IL PRIMO RE


E, a proposito d'Italia, io dopo soli 5-6 mesi ho già la sensazione che questo stupendo film di Rovere sia finito nel dimenticatoio.
Un'operazione coraggiosissima, un risultato eccellente, un qualcosa che non vedevamo qui da noi da decenni.
Non permettiamo che resti sottotraccia

THELMA


Magnifico film di Joachim Trier, anche questo passato e, in un amen, quasi subito dopo dimenticato.
Eppure Thelma è qualcosa di potente, potentissimo, capace di giostrare tra più generi e avere una forza metaforica rara.
Un gioiello

FOXCATCHER


Forse era dai tempi di Confessioni di una mente pericolosa che non vedevo un film americano di Hollywood tanto bello quanto sottovalutato.
Tratto da una vicenda reale questo è cinema altissimo

THE HOUSE OF THE DEVIL


Mettiamo dentro anche un horror.
Tra l'altro questo forse è un "errore" nella lista, non ricordo se il film è mai stato distribuito da noi.
Ma resta uno di quegli horror eccezionali dimenticati da quasi tutte le liste di settore.
Operazione impressionante, come riuscire a realizzare nel 2009 un film degli anni 80, in ogni suo singolo aspetto.
Non crederete nemmeno che sia dei giorni nostri

PERSEPOLIS


Un capolavoro dell'animazione moderna che per quanto bello, per quanto divertente, per quanto importante e per quanto attuale dovrebbe passare sotto gli occhi di ogni persona del pianeta.

L'INFANZIA DI UN CAPO



Forse l'opera prima più grande dei nostri tempi recentissimi.
Eppure ogni 10 persone con cui parli trovarne una che l'ha visto è grasso che cola.
L'esordio impressionante alla regia di Brady Corbet è un film ambizioso, colto, maturo, insidioso e inquietante.

IL PASSATO


Ecco, qui potremmo considerare lo stesso regista, Fahradi, come enormemente sottovalutato e inserire qua dentro ognuno dei suoi film.
 Io ho sempre sentito parlare pochissimo di quello che forse, per un'incollatura, è il suo più bello, Il Passato.
Nessuno scrive dialoghi come lui, nessuno col niente riesce a trasmettere tanto

EL ABRAZO DE LA SERPIENTE


Un film straordinario che è un viaggio spirituale, culturale e anche cinematografico.
Opera unica che, purtroppo, non riuscirà mai a raggiungere il grande pubblico.
Forse, però, meglio così


13.8.19

Oltre l'Immagine, viaggio nel significato nascosto dei film (11) - "Revolver" - di Edoardo Romanella


Undicesimo appuntamento con la rubrica di Edoardo (trovate tutti gli altri articoli nell'etichetta "oltre l'immagine")

Jack Green (Jason Statham) esce di prigione dopo sette anni, deciso a vendicarsi del boss Dorothy Macha (Ray Liotta), l’uomo che ha ucciso la moglie del fratello e a causa del quale è stato arrestato. Va nel suo casinò e lo umilia nel gioco d’azzardo, portandogli via un mucchio di soldi; di lì a poco fa conoscenza di due strani individui, Zack e Avi, che sembrano sapere molte cose su di lui. Ciò che segue è un enigmatico viaggio tra la realtà e i meandri della sua mente, tra i suoi demoni interiori e un mondo cinico e spietato. Fine trama.

E fu così che Guy Ritchie si ispirò a David Lynch, mantenendo il suo stile tipico (tanti personaggi, scene frammentate, spezzoni umoristici), ma uscendo dai canoni che solitamente lo contraddistinguono (chi ha visto film come Lock and Stock o Snatch sa di cosa parlo).

Sia chiaro, questo regista ne ha girati di capolavori (e non parlo solo dei due film citati sopra), ma stavolta si è davvero superato, realizzando un film praticamente perfetto, un film colossale, eterno, che a mio avviso entra di diritto nei dieci più grandi film mai realizzati. Qui andiamo oltre la tecnica registica, oltre la fotografia e oltre la sceneggiatura, ricalcando anche l’onda di pensiero secondo la quale Jason Statham sia bravo solo con lui (comincio a crederlo anch’io).
A tratti possiamo ammirare una innegabile originalità delle scene, espresse mediante segmenti animati che si alternano alla pellicola, e che ricordano Natural Born Killers, dando al film una sorta di potere onirico ancora più evidente. L’unica cosa che effettivamente non capivo era il titolo: la Revolver è una pistola a tamburo, e in tutto il film se ne vedranno giusto una o due, in un paio di comuni sparatorie, scene di secondaria importanza. Poi, leggendo un’intervista a Guy Ritchie, ho trovato scritto il motivo di tale scelta, ed è…attenzione… attenzione… perché gli piaceva la parola Revolver.



Numerosi sono i riferimenti rivolti anche all’esoterismo ebraico, in particolare alla cabala; di conseguenza i numeri in questo film assumono un significato ben preciso, così come anche i nomi, tra cui Avi (Abramo), Zack (Isacco), e Jack (Giacobbe); di grande effetto e di grande impatto filosofico sono inoltre le frasi sull’esistenza, sparse per tutta l’opera.
“Temetemi o riveritemi, ma per favore, ditemi che sono speciale. Siamo solo scimmie, avvolte in bei vestiti, che implorano l’approvazione degli altri.”

 



Badate bene a ciò che ho scritto all’inizio comunque: lui si ispira a Lynch, ma non ricalca il suo simbolismo o le sue trame, non c’è traccia di sogno (Eraserhead, Velluto Blu, Strade Perdute o Mulholland Drive) o pensiero libero (INLAND EMPIRE).
In ogni caso resta un film di difficile interpretazione, per cui di seguito scriverò la spiegazione.

12.8.19

Recensione: "Perfect Sense"


Uno dei film potenzialmente più belli di questi nostri ultimi anni.
L'umanità inizia a non sentire più gli odori.
Non c'è nessun virus, nessuna motivazione fisica o ambientale, l'unico motivo è dentro di noi.
Perfect Sense è il racconto metaforico e apocalittico di un'umanità destinata ad autodistruggersi.
C'era il materiale per un capolavoro immortale degli anni 2000, peccato che il film non abbia molte volte il senso della misura e la sensibilità che un soggetto così ambizioso pretendeva.
In ogni caso uno di quei film che una volta finiti si può star lì a parlarne per ore tante le cose che mette dentro e quanto belle sono.
Un vero peccato

Se dovessi mai fare una lista delle più grandi occasioni sprecate al cinema probabilmente Perfect Sense sarebbe, almeno negli ultimi 10 anni, sul podio.
Siamo davanti ad un soggetto bello, bellissimo, talmente profondo da poterci scrivere saggi.
Purtroppo il film - che rimane bello - non riesce ad avere la misura, la sensibilità e l'asciuttezza che un soggetto del genere meritava, sfociando più volte in un'esagerazione, in una spettacolarizzazione e in alcune scene quasi ridicole.
Una volta avremmo detto "un'americanata".
Ecco, Perfect Sense un'americanata non lo è, eppure la sensazione che molte volte, troppe volte, sbrachi e faccia perdere il meraviglioso concetto di fondo che aveva è forte.

Ad un certo punto nel mondo la gente comincia a non sentire più odori.
Non si capisce perchè, non si trovano virus nè correlazione tra gli ammalati.
Poi si scopre che la perdita dell'olfatto è legata all'aver vissuto un forte dolore, ad essere stati molto male.
Ecco, un soggetto fortemente saramaghiano (non a caso Cecità è, credo, il punto di riferimento più forte del film) che però, rispetto all'immenso scrittore portoghese, presenta sin da subito una grande differenza.
Perchè in Perfect Sense ci vengono sempre dette le cause delle cose tanto che uno dei difetti del film è proprio l'essere tremendamente didascalico.
C'è una voice off che ci spiega sempre quello che sta accadendo. E, attenzione, quegli inserti sono anche molto belli a volte ma secondo me usati con una frequenza e un ritmo molto sbagliati. 
E poi hanno il difetto di dirci prima le cose, quando sarebbe stato molto più bello fosse spettato a noi il cercare di individuarle, farci fare un minimo di fatica.
In Cecità - così come in tutti i romanzi di Saramago - non sappiamo mai perchè accadono le cose, perchè tutti diventano ciechi, perchè tutti votano scheda bianca, perchè il Portogallo si stacca dalla Spagna, perchè qualcuno trova un suo alter ego nel cinema, perchè la Morte smette di uccidere e così via.
Questo rende quei romanzi straordinari.


Non dico che in Perfect Sense si doveva fare la stessa cosa ma avrei preferito che le risposte - anche facili - le ritrovassimo nelle immagini, non nelle parole.
Eppure uno dei grandi meriti di questo film è che seppur molto spiegato, seppur troppo fracassone, seppure a volte completamente esagerato, la sua metafora, anzi, le sue metafore, le mantiene vivissime, quasi per niente rovinate da come ce le mostra.
E il suo messaggio di fondo, anche grazie allo splendido finale, ci arriva fortissimo.
Perfect Sense racconta il progressivo abbruttirsi dell'umanità, il suo disumanizzarsi a causa della graduale ed inesorabile perdita di ognuno dei nostri sensi.
Già solo questo fattore "fisico" offre molti spunti di riflessione, come ad esempio cosa siamo noi uomini senza olfatto, cosa senza udito, cosa senza voce.
Per capirsi questo era un film che poteva funzionare ed essere interessante anche senza il suo valore metaforico.

7.8.19

Blog ai confini del mondo - 6 - "Beetlejuice" di Marco Gelmetti


Dopo un trilione di giorni rispolvero questa mia rubrica, ovvero quella in cui presentavo e cercavo di aiutare piccoli blog un pochino defilati e poco conosciuti.
Nelle 5 puntate precedenti ho visto che ci sono blog definitivamente chiusi e altri che non scrivono da mesi o anni (tranne uno) quindi, insomma, sembro tipo Cannavacciuolo che fa "Ristoranti da incubo" e poi quei ristoranti chiudono comunque dopo mesi (anche se il mio esempio per un verso è sbagliatissimo visto che io, al contrario, cerco di segnalare blog che hanno poco seguito ma grande qualità).
Poi, diciamocelo, il mondo dei blog è in crisi nera, aprirne uno adesso avendo velleità è da pazzi. E anche il mio aiuto serve a poco, la blogosfera è agonizzante.
Ma anche se solo una decina di persone cominciassero a conoscere e seguire Marco per me ne sarà valsa la pena.

Marco è un lettore diventato anche amico poco tempo fa, quando ci siamo conosciuti nella sua bellissima Cremona.
Marco da un annetto commenta spesso nel Buio in Sala e ho sempre trovato questi suoi commenti tra i migliori nel blog.
E così, dopo tutto questo tempo, scopro ADESSO che aveva un blog suo.
Questo a dimostrare quanto Marco stia nascosto, quando sia umile e quanto scriva solo per la voglia di farlo, senza ricercare il successo.
Persona pacata (più de me), simpatica e intelligente, ottimo scrittore e amante dell'horror (ma non solo)

Questo è il link che porta al blog, a seguire la sua auto-presentazione




Buongiorno. Lei è Marco Gelmetti?
… ma stai facendo finta di non sapere chi sono?

Senta, sarebbe già abbastanza mortificante fare un’intervista a uno come Lei. Si figuri lo strazio di fare questa autointervista proprio a Lei. 
Oh Dio no… adesso dovremmo fare la scenetta che io… insomma che tu fai le domande e poi io…

Faccia silenzio per favore. Allora, mi dica Gelmetti, lei è un sedicente blogger di cinema.
… Sì. A Settembre 2018 ho aperto questo blog. Si chiama Beetlejuice. Faccio recensioni di film... diciamo con una certa predilezione per quelli di genere.

Nel 2018. Un blog.  Ho capito… Lei è una specie di genio. Insomma, un precursore,  un visionario! E per l’anno prossimo che progetti ha? Aspetti non mi dica niente! Mi butto?… Un noleggio di CD musicali! Nastri per macchine da scrivere? Maniscalco?
Sa che Lei è davvero divertente? E sì che a vederla uno non lo direbbe.

Guardi, potrei dire lo stesso di lei. Vediamo di tornare a questa penosa autointervista: perché un blog e perché di cinema? Sempre se ha una risposta eh. Se non ce l’ha meglio, così abbiamo già finito e vado a fare qualcosa di meglio, cioè qualsiasi altra cosa.
Beh, perché… perché amo il cinema. Come del resto amo la musica, la letteratura o i videogame. Ma col cinema ho un rapporto, come posso dire?, più naturale probabilmente. Ho la tendenza a vedere film continuamente, occupando tutto il mio tempo libero. A volte è la realtà che mi sembra scritta male rispetto a un film, se capisce cosa intendo.

Capisco, sì, Lei è uno di quei fuori di testa col cervello fritto dal cinema degli anni ‘80. Andiamo avanti, che qui si fa notte e comincio anche a non sentirmi troppo a mio agio con lei. Il blog, perché?
Sì il blog… Senta, mettiamola così. Io sono anni che ormai leggo di cinema sul web e penso che alcuni blog, come Il Buio in Sala, siano un patrimonio culturale incredibile. Dietro a questi blog ci sono autori serissimi, alcuni scrivono da Dio, altri scrivono da dieci o quindici anni, altri hanno delle competenze di cinema sovrannaturali, e sono tutti così personali e sinceri che fanno un baffo a tutti gli insulsi siti e magazine cinematografici di cui le ricerche di Google sono piene.

Ma si vergogni. Tutto questo pippone solo per fare la sviolinata a Giuseppe. Mi dice una buona volta perché ha aperto lo stramaledetto blog?
Ah quello… sì beh, in effetti una risposta non ce l’ho. No zero, davvero, vuoto assoluto... Anzi, aspetti!  Posso azzardare? Diciamo che quando uno scrive quello che ha in testa, si accorge immediatamente se sta pensando una scemenza, perché la pagina scritta non perdona. In più se pubblichi quello che hai scritto, i commenti perdonano ancora meno. Penso che potrei sintetizzare dicendo che è un modo per riflettere di più sul film che ho guardato.

L’avverto, ancora una risposta del genere e mi alzo e me ne vado. Anzi, sa che le dico? Che mi alzo e me ne vado comunque, perché Lei è riuscito a portare il mio personale concetto di noia a un livello che non credevo possibile. L’ultima domanda, solo per rispetto a Giuseppe: perché www.beetlejuice.it?
Come perché? È un cult, un capolavoro, è uno dei miei film preferiti! È divertente, è horror, è pieno di attori fantastici, c’è Winona, ha uno dei migliori protagonisti di sempre, è scritto benissimo e diretto anche meglio! C’èBanana Boat

Gelmetti, mi dica la verità.
Il dominio costava 1 euro.

Lei è inqualificabile. La disprezzo con tutto me stesso. Se ci dovessimo mai incontrare allo specchio farò finta di non conoscerla, La pregherei di fare lo stesso.

Lo consideri già fatto.

6.8.19

Raduno 2019 (il più vario di sempre) - Post ufficiale con programma, alloggi et cetera (non sapevo che scrive, lo dimostra la terribile immagine copertina)

Risultati immagini per raduno meme

Arrivo molto in ritardo ad organizzare questo raduno ma la faccenda delle magliette mi ha preso davvero tantissimo tempo.
E senza fare tante presentazioni vado subito al sodo

QUANDO

Il raduno si svolgerà da giovedì 5 a domenica 8 settembre.
In realtà le due serate ufficiali sono quelle del 6 e del 7, poi tutto il resto (cosa fare giovedì, cosa fare domenica e i pranzi di ogni giorno) si decidono al momento

DOVE

Il raduno si svolgerà tra Perugia (mattine, pranzi e altro) e Vernazzano di Tuoro dove saremo nelle due serate di venerdì e sabato (al locale Supernova)

COSA

GIOVEDI' si improvvisa con chi c'è

VENERDI'

pranzo tutti insieme in luogo da decidere

la serata

20.45:  proiezione del film "In difesa delle sacre immagini" di Davide Montecchi

22.30 circa: concerto di Umberto Maria Giardini (ex Moltheni)

il costo della serata dovrebbe essere di 10 euro dentro i quali proviamo a infilare anche un panino con la salsiccia :)
Ovviamente cucina aperta, si può ordinare e mangiare qualsiasi cosa


SABATO

pranzo tutti insieme in luogo da decidere

la serata:

 dalle 20 in poi: Megacena a volontà come tutti gli anni 

21.14 circa: Megaquiz a squadre sul cinema

22.48 circa: proiezione del film opera prima e proiettato per la PRIMA VOLTA in assoluto (ancora introvabile  alcuna notizia in rete ma, fidatevi, straordinario) "Tutto quello che non siamo" del collettivo di registi umbri ENTOPE

la notte inoltrata poi non è escluso un altro film

DOVE ALLOGGIARE

Tre possibilità

AGRITURISMO BORGO ELENETTA A PACIANO

suggestivo, con piscina. Consiglio questa sistemazione a chi è munito di automobile o a chi comunque ha un "appoggio"

HOTEL SIGNA A PERUGIA (centro)

Consiglio questo alloggio a chi ama restare a Perugia durante il giorno senza doversi spostare per pranzo o altro

HOTEL BELVEDERE A PASSIGNANO

New entry, vicinissima al luogo del raduno.
Non lo conosco, ha prezzi bassissimi e quindi non sarà una reggia ma è comodissimo per chi vuole già essere nei paraggi del Supernova.
Mi pare abbia la piscina

per disponibilità e prezzi contattatemi ma in nessun caso (tranne per le singole) mi sembra si superi mai i 25 euro a persona a notte, con punte anche sotto i 20


per qualsiasi domanda sono qua








5.8.19

Del Pasto Negato, o anche l'Odissea di due amici usciti per pranzo (probabilmente la puntata numero due de "La lampadina da cambiare")


FLESC BEK

C'è Roberto Palloncini a casa mia.
In realtà è quasi sempre a casa mia.
Probabilmente a casa mia c'è più fiato de Roberto che aria normale.
Il giorno prima de ieri era andato in farmacia per comprà quel farmaco che serve quando te e il bagno diventate amici troppo stretti.
L'ho fatto entrare perchè c'era una sola persona dentro.
E' uscito dopo più de 20 minuti.
S'è trovato davanti uno che c'aveva il pus al piede, che per capì che cazzo comprà s'è fatto visità il piede dalle farmaciste, che è stato du ore a raccontà quello che glie era successo, che provava i farmaci lì in diretta e cose varie.
Alla fine ha pagato col bancomat tanto che avrei potuto chiamà sta piccola storia

DAL PUS AL POS

ma non è questa la storia di cui vorrei parlarvi, questa è solo per divve che a Roberto sembrava già assurda la sua.
Non era niente

IL giorno dopo del giorno prima de ieri, ovvero ieri, decidemo de andà a mangià fori Perugia.
Partimo a caso con la macchina, aspettando una mia intuizione.
L'intuizione arriva, ovvero La Locanda Paradiso a Sant'Egidio, un posto dove spendi 14 euri e mangi tutto quello che vuoi, spettacolare, una specie de all you can eat ma umbro (o almeno penso sia ancora così, non ci vado da 3 anni).
Arrivamo, è aperto.
Entramo.
In realtà ce stavano a magnà ma era la famiglia del proprietario e basta.
Ce dice questo.

"Semo aperti

lunedì pranzo e cena
martedì pranzo e cena
mercoledì pranzo e cena
giovedì pranzo e cena
venerdì pranzo e cena
sabato pranzo e cena
domenica cena

ieri era domenica a pranzo
La mia mente crea subito l'immagine di 1/14 de possibilità che succedesse questo.
Ed è successo.
Glie chiedemo se da quelle parti c'è un altro ristorante al volo, perchè sono le 13.50.
Lui ce dice

"C'E' LA TAVERNA DELL'ORSO APPENA PRIMA DE RIPA MA NON CREDO CHE A QUEST'ORA TE FANNO MANGIA', SARA' CHIUSA LA CUCINA"

(metto il maiuscolo per quello che accadrà dopo)

andamo a sta cazzo de taverna dell'Orso.
La faccio breve, il ristorante ha 280 coperti e sono TUTTI occupati, TUTTI.
No, pure peggio, c'era un tavolo per due che hanno preso mentre parcheggiavamo.
Mi sembra incredibile, quello ce diceva che a st'ora era tardi e invece vedemo 280 persone che magnano e, addirittura, nessuna che se sta per alzà, sembravano tutti arrivati a quell'ora.
Andamo via.

Incontramo un omino per strada e glie chiedemo se c'è un ristorante nelle vicinanze.
Lui ce dice de sì, che dovemo superà Ripa, andà verso Pianello (ah, non v'ho detto che pur essendo tutte zone a 20 minuti de Perugia io mai stato in vita mia) e poi c'è il ristorante Maggino.
Andamo.
A 5 minuti dall'arrivo sento Roberto che urla guardano il cel:

"NON CI CREDO, E' CHIUSO!"
Io che già avevo sulle spalle le vicende Paradiso e Orso non ce credo.
Ma poi arriva il montante.
"INTENDO DEFINITIVAMENTE!"
 Insomma, controllo e sì, Maggino è chiuso definitivamente.
A soli 5 km di distanza ce hanno consigliato un ristorante che non esiste più.

Uno l'avemo beccato nell' 1/14 che era chiuso
L'altro 280 persone su 280 sedute.
L'altro non esiste più.

Sono le 14.10 e allora decido de andà a Ripa (mai vista in vita mia), borgo molto bello e anche relativamente grande.
Decidiamo di andarci perchè ormai stremati ce accontentamo de un bar.
Parcheggio fori dalle mura, entramo.
Quello che accadrà nei successivi 20 minuti è un qualcosa che non ho mai visto in 42 anni.
Giriamo tutto il centro storico, non trovamo un singolo ristorante (e vabbeh, ormai ero sfiduciato), non trovamo un singolo bar (e sta cosa mai vista in un centro storico grandino) ma, GIURO, non vediamo una singola persona, UNA, UNA.
Ma non dico per strada eh, ma manco alla finestra.
Dopo 15 minuti surreali Roberto decide di fare un piccolo video per dimostrare la cosa, ma è solo due minuti su 20 e giusto 3 vicoli

il video ve l'avevo caricato qui ma Blogger me dice che è troppo grosso, se qualcuno sa come risolve me contatti

Ad un certo punto vedemo na ragazza seduta, quasi urlo de gioia.
Ce avvicinamo e a rendere tutto quello che stava accadendo ancora più incredibile ed inquietante vedemo che è fatta de legno, seduta su una panchina.
Purtroppo Roberto ha perso questo documento ma se andate a Ripa lo vedete.
Decidemo de scappà via, tornà a Perugia.
Passamo per Ponte Valleceppi e vediamo un bar grandissimo con tutte sedie fori.
Ci avvicinamo con la bava alla bocca, avremmo mangiato anche le sedie o i sandwich de un anno prima.
Anche perchè, non ve l'ho detto, tutte ste cose so successe a 38 gradi.
Il cartello fori dice grande 

CHIUSO IL LUNEDI'

quindi è aperto

arrivo sulla porta come quando c'hai la cacarella e trovi finalmente un bagno.

NON SE APRE, è chiuso

Roberto decide de chiede perchè all'agenzia de scommesse a fianco ma c'è na cinese che a malapena lo capisce.
Fuggiamo via per la milionesima volta.
Troviamo la superstrada interrotta, il navigatore ce fa fa strade a pendenza dell'80% piene de buche (ho messo 400 euri de gomme nove settimana scorsa).
In qualche modo arrivamo a Perugia ma tutto quello che vedo non lo riconosco.
Capisco che so arrivato a Perugia da un lato mai visto.
Poi scoprirò che quella zona è a DUCENTO METRI da una cui vado spesso.
Insomma, come se poco più sopra ce fossero state le mi Colonne d'Ercole.
C'è una pizzeria aperta, Pizza Magic.
Entramo strisciando, pronti a magnà anche la pizza co la sugna.
E beve, beve, beve.
Ci sono i due proprietari, ce dicono che hanno chiuso mezz'ora prima.
Io mi butto in terra, Roberto glie chiede almeno da beve.
Quello porello dice che proprio non ce pò vende niente ma va a prendece na bottiglia de coca cola e ce la mette in du bicchieri de carta.
Almeno avemo bevuto qualcosa.
Usciamo, famo quei 200 metri e io riscopro la mia Perugia, quella che conosco (zona Monteluce).
Sono le 3 meno 10 ma ormai siamo a Perugia, il primo bar glie magnamo anche la cameriera.
Arrivamo quasi per caso all'Arco Etrusco, poi in Corso Garibaldi, quello dove ce sono tutti locali etnici.
E, a differenza di tutti gli italiani che avevamo incontrato (tranne la taverna dell'Orso dove probabilmente erano andati a magnà tutti gli umbri) sono TUTTI aperti.
Cinesi, thailandesi, greci, tutti.
Però sono le 3, la fame è tanta ma al tempo stesso quasi passata per alzata de bandiera bianca e mangià pesante non vogliamo.
Stiamo per andare a un bar quando il mio occhio vede

RISTORANTE AFRICANO

mai visto prima a Perugia.
E' infatti aperto da soli 20 giorni.
Quasi con vergogna chiediamo al titolare, una specie de eritreo 50enne con gli occhi chiarissimi, se potemo magnà qualcosa.
Certo, dice lui, accomodateve.
Il locale è carinissimo, come copertina del post ho messo un angolo.
Ce sedemo increduli, finalmente magnamo, sono le 3.
Ce porta il menù, molto interessante e povero, giusto 15 piatti.
Glie ordino il primo
Non c'è.
Il secondo.
Non c'è.
Il terzo.
Non c'è.
Insomma, birillo o baralla glie chiedemo 8 piatti e ce n'è solo uno, quello misto che vedete in foto.


Roberto glie chiede la loro birra africana.
E' finita, dice.
Io lo prego de non chiede più niente, magnamo e fuggimo per sempre da sta domenica maledetta.
Magnamo, è bono, sapori diversi ma la cucina umbra rimane sopra.
E poi dopo esse partiti all'una e 20 per mangià umbro a 30 km da Perugia ritrovasse dopo du ore a mangià africano a Perugia è assurdo.
Andamo a pagà, chiedemo il caffè, dietro c'è una bella macchina Illy.
"E' rotta", ce dice lui.
Insomma, su 10 richieste, tra magnà e beve, ce n'era solo una.
Usciamo.
Entramo in un bar per beve il caffè.
Ad un certo punto arriva proprio l'africano proprietario del ristorante.
"Ve li pago io i caffè", ce dice

un finale bello ma che rende ancora più surreale una delle giornate più surreali della mi vita

sono le 3.40, lascio Roberto in centro per fa i palloncini e me ne fuggo a casa

grazie vita

3.8.19

Recensione "Kuroshitsujii" (Black Butler) - Anime e Core, la grande passione per l'animazione giapponese - 3 - Di Enrico G.


Torna dopo un pò di tempo il giovanissimo Enrico con un mega post su un'anime giapponese ambientato addirittura nell'Inghilterra vittoriana.
Ad Enrico piace scrivere - e tanto - e analizzare, cosa bellissima per uno della sua età.
Se c'è qualche appassionato nel blog di anime lo legga.
E se volete commentarlo fatelo sempre nel blog, a conferma di quanto sia un giovine atipico questo non c'ha manco faccialibro :)

Kuroshitsuji, ovvero il Maggiordomo Nero. Se leggeste in giro qualche sinossi vi fareste l’idea di un anime piuttosto canonico, dalle tinte fosche e soprannaturali mischiate al dramma in costume ottocentesco, con un po’ di avventura e commedia a legare il tutto. Non è particolarmente di nicchia, anzi, tuffandovi nell’oscurità della fanbase sareste sorpresi dal proliferarvi di gente di tutti i tipi, in particolare di ragazzine esagitate per i due protagonisti e le ship tra loro e il resto del cast.
Kuroshitsuji me lo porto dentro in modo diverso, poiché si tratta dell’anime che mi ha “creato”. Ho visto anche Pokemon e cose così molto prima, ma sporadicamente, senza un’idea precisa in mente. Quelli erano solo altri cartoni che vedevo alla televisione, non certo Arte (perché quello è, l’animazione) che guardavo. Fu qualcosa di completamente nuovo, tracciare una linea tra Oriente e Occidente, imparare che non tutto arriva da noi, ma esistono Internet e sottotitoli, farsi guidare da chi le chiavi di quel mondo ce le ha, ovvero la mia fidanzata di allora, un po’ ragazzina di cui sopra, un po’ seria appassionata. Mi fece scoprire un interesse inedito, in quegli anni terribili del liceo quando ne avevo assoluto bisogno, tramite il suo anime preferito: io ci misi la mia passione per la Storia e la Gran Bretagna, due pilastri della mia vita d’adolescente. Riguardare ora Kuroshitsuji, dopo che tutto e nulla è cambiato, ora che io lo seguo ancora mentre lei si è data ai videogiochi, ora che non siamo più insieme, tra Brexit e Università storica, mi fa sorgere un sorriso amaro, se penso a quanti anni sono passati, al ragazzino che ero e a quello che sono adesso.
Basta parlare di me, parliamo di Black Butler. La trama è presto detta: si parla di vendetta, quella che Ciel Phantomhive, un conte bambino nell’Inghilterra di fine Ottocento, vuole infliggere a chi ha ucciso i suoi genitori e lo ha rapito e torturato. Per arrivare al burattinaio della sua tragedia familiare, Ciel si serve del suo maggiordomo Sebastian, un demone sotto spoglie umane con cui ha stipulato un patto faustiano: la sua anima per la vendetta.
Mischiare in modo così azzardato Storia, soprannaturale, dramma, ma anche commedia e detective story, in una serie animata giapponese di 24 episodi, non potrebbe portare che ad un pastone gigantesco. Ed è evidente che succede proprio questo (dove e come lo vedremo più avanti), ma allo stesso tempo questa bulimia creativa è il motivo di esistere di Kuroshitsuji, ciò che lo rende unico, diverso da tutti gli altri. Parlarne nel suo insieme, oltre che estremamente difficoltoso, non darebbe affatto l’idea del perché valga la pena vederlo; quindi dividerò la recensione in sezioni o temi, per scovare il diavolo nei dettagli.

“La storia e la Storia”
Da studioso insaziabile di Storia, fin dalla più tenera età, ho sempre faticato a comprendere questa spaccatura, per molti insanabile, fra passato e fiction. Sono il primo ad ammettere che gli appassionati di Storia tendono ad essere spocchiosi, quasi godano nell’essere un élite chiusa e ristretta, ed è solo colpa di questo atteggiamento peraltro che il suo insegnamento sta morendo lentamente nelle Università, con sempre meno cattedre, e ora pure l’esclusione della materia dalla prova di maturità. Loro aborrono libri o film storici, e guardano con sospetto persino le opere di divulgazione. Dal lato opposto abbiamo chi tende a trovare la storia noiosa o sterile, una palla al piede che scuole e stato relegano spesso e volentieri ad ultima ruota del carro.

1.8.19

L'Ultima folle idea del Buio in Sala, le t-shirt

La prima pazzia fu creare il blog.
Poi, in questi 10 anni ne sono venute fuori tantissime, dal Film del Millennio a tutte le rubriche esterne, dal Guardaroba al Buio in sala sub project, da tutti in sondaggi e le classifiche fino al Raduno "fisico".
Ora l'ultima, forse la più matta, le t shirt.
In italia non esiste un merchandising di titoli poco conosciuti, soltanto dei più famosi (Padrino, Star Wars, Ritorno al Futuro etc..).
Abbiamo quindi pensato di provare a dare noi una piccola voce a questi film amati dagli appassionati come proviamo a dare da sempre voce a tutti i film che non trovano distribuzione.
Con l'aiuto del fantastico grafico e amico Matteo Scapin abbiamo allora creato queste t shirt, 5 per adesso, di film che abbiamo amato molto.
Per farlo ci siamo inventati dei loghi completamente originali, nostri, quanto più generici possibili per non "sfruttare" il film e ledere il copyright.
Il titolo del film non comparirà nemmeno nella t shirt, questo farà magari diventare il portare in giro la maglietta un modo per far conoscere a più persone film troppo di nicchia, un modo per creare un dialogo, domande e risposte.

QUESTO IL MODULO PER PRENOTARLE


ma vediamo più da vicino tutte le maglie (scusate per i colori, in realtà ne potete scegliere 30)



Che film sono?
Vediamo se li indovinate :)

Per qualsiasi domanda, e so che possono essercene molte, scrivetemi a:

taesu18k@yahoo.it

o via facebook