14.3.15

15 libri importantissimi della mia vita. E la curiosità di sapere i vostri.

Da 4 anni non riesco a leggere. Non so se sia (90%) mancanza di serenità o (10%) eccessiva "virtualizzazione" della propria vita (perchè, diciamocelo, rispetto a prima tanto tempo libero della nostra vita lo passiamo davanti a sto cazzo de pc) ma il fatto è che rileggo la stessa frase 50 volte, senza riuscire a concentrarmi.
Però in vita mia ho letto, ho letto tanto. Per una quindicina d'anni credo di aver viaggiato a 30,40 romanzi l'anno.
Sulla scia di quanto sta per fare il mio amico Massimo (quello del post sulla malinconia) mi è venuta voglia di buttar giù una lista di libri e autori che sono stati importanti nella mia vita. Ovviamente ne mancheranno di importantissimi, questi esercizi sono sempre molto ballerini ed estemporanei, però anche se non saranno I 15 libri più importanti di sicuro sono 15 libri importanti.
Magari un giorno, se ricomincerò a leggere, questo diventerà uno spazio dove fare anche alcune chiacchiere sui libri.
Ho deciso di mettere UNA sola opera per autore, altrimenti Pennac, Dostoevskji, Saramago e Kafka cannibalizzavano tutto.

Io metto i miei.

e i vostri?

1 La Divina Commedia, di Dante Alighieri

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Perchè per quanto uno possa cercare una cosa più bella ed impressionante, beh, non esiste al mondo

2 La Lunga Marcia, di Stephen King
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Ho passato tutta la mia infanzia ed adolescenza con i libri di King, almeno 10 anni pieni (ed una cinquantina di romanzi), almeno uno andava scelto. Questo è un corto romanzo probabilmente nemmeno tanto valido. Ma mi è rimasto sempre dentro la pelle, non ne so nemmeno il motivo.

3 Il Barone Rampante, di Italo Calvino

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Un altro degli autori della mia infanzia, forse dell'infanzia di tutti. Anche perchè te lo vendevano come tale. In realtà ci troviamo davanti ad uno scrittore ed intellettuale grandissimo, altro che letteratura per ragazzi. E tra tutti la storia di questo barone che andava di albero in albero è praticamente indimenticabile

4 I Racconti del terrore, di Edgar Allan Poe
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Altro must dell'adolescenza. Con lui ho imparato cosa sia l'inquietudine, la paura, la suspence. Con lui ho conosciuto il gotico. E la scrittura in prima persona, che io adoro

5 Il Fu Mattia Pascal, di Luigi Pirandello
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Uno scrittore che ha affrontato tematiche pazzesche, tematiche che mi toccano profondamente. L'identità, la relatività dell'Io, l'umorismo.
A dir la verità ho i ricordi più belli nei racconti, ma prendo Pascal.

6 Bestie, di Federigo Tozzi
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Scrittore scoperto per caso all'Università. Mai letto niente di più personale, grezzo, naturale e disperato. L'essenzialità della letteratura

7 Finzioni, di Jorge Luis Borges
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Uno scrittore impressionante. Per sognare e perdersi

8 La Metamorfosi, di Franz Kafka
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Gregor Samsa si sveglia da sogni inquieti e si ritrova tramutato in insetto. Leggenda.

9 1984, di George Orwell
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Imparai cosa è la distopia. Imparai che esistevano mente capaci di vedere oltre, e lontano. E imparai che si può scrivere un horror parlando solo di uomini ed emozioni da reprimere

10 Tristram Shandy, di Laurence Sterne
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Avevo un esame di letteratura inglese l'indomani. Preparavo tutti i miei esami solo nell'ultima settimana, grazie ad un metodo infallibile che per fortuna ha sempre funzionato. Però mi mancava da leggere il Tristram, e anche se probabilmente nessuno l'aveva letto (era solo una piccola parte dell'esame) a me scocciava lo stesso. Mi misi così a letto, con le sue 700 pagine, e lo cominciai sperando di poterne leggere il più possibile. Uscii dalla camera 13 ore dopo, senza aver mangiato, senza pause. Letto tutto. Non mi ricordo nemmeno di cosa parli adesso, ma fu un'esperienza incredibile. Un libro pazzo, visionario, divertentissimo.

11 Quer pasticciaccio brutto de via Merulana, di Carlo Emilio Gadda
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Altra esperienza unica per me. Lo leggo una volta, non ci capisco un'emerita fava. Incazzato con me stesso appena terminata l'ultima riga torno alla prima pagina e ricomincio.
(nel cinema la stessa cosa, ossia finire un film e rivederlo immediatamente senza pause, mi è capitato solo con 2046 di Kar Wai, e sempre per lo stesso motivo, non averci capito niente la prima volta).
E passo così dal non averci capito nulla nella prima lettura al ritrovarmi, nella seconda, con la sensazione di aver letto uno dei libri più belli della mia vita. Una scrittura unica, impressionante, assurda. Un autore senza eguali probabilmente.

12 Le Anime Morte, di Nikolaj Gogol
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Una folgorazione. Sentivo sempre parlare di quell'altri due, sapete chi, e invece scopro che la grande letteratura russa aveva un autore se non superiore, almeno pari agli altri. Un libro straordinario, completo, capace anche di farti sorridere con lo stile inconfondibile di Gogol

13 Il Paradiso degli orchi, di Daniel Pennac
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Che dire. Lo leggo e divento un drogato di Malaussene. Leggo tutti gli altri della saga in un solo mese. Probabilmente, se fossi in grado di scrivere un romanzo, vorrei farlo con lo stile di Pennac.

14 I Fratelli Karamazov, di Fedor Dostoevskji
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Oggettivamente, il più grande scrittore di tutti. E sto libro qua... non so nemmeno che dire

15 Cecità, di Josè Saramago
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Il mio scrittore preferito, ne ho già scritto abbastanza.
Potrei metterli dentro quasi tutti i suoi romanzi.
Ma non c'è nessuno di più importante di quello da cui si è iniziato.

Vorrei leggere:
La Ricerca di Proust
Celine
Le Benevole
Il Don Chisciotte
Infinite Jest
L'uomo senza qualità di Musil

177 commenti:

  1. Potrebbe anche essere la mia a parte Sterne che (mi vergogno) non ho letto, King e Tozzi di cui ho letto quelli più celebrati.

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    1. Onorato allora.
      Ma sì, ho messo Bestie (raccolta nemmeno di racconti, ma di brevissimi pensieri) solo perchè, anche formalmente, rappresenta quella incredibile immediatezza di Tozzi.
      E poi la cosa di quegli animali che, la maggior parte delle volte senza motivo, appaiono così all'improvviso mi inquietò e incuriosì allo stesso tempo.
      Sterne se non fosse per quella pazza giornata non l'avrei mai letto nemmeno io

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  2. Dostoevskji, tra tutti gli autori che ho letto, fu il più grande. Li ho letti tutti i suoi romanzi, tranne 1: proprio i Fratelli Karamazov. Qualcosa dentro di me mi dice che è il suo romanzo migliore, perciò lo tengo lì come un tesoro. Un giorno lo leggerò, ma non ancora :-) Comunque il mio preferito di D. è I Demoni. Poi il classico Delitto e Castigo

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    1. E ci credi che io invece non ho letto Delitto e Castigo? tutti gli altri sì, anche i minori. Demoni è bellissimo, forse il più politico e sociale, ma sempre bellissimo. I Fratelli Karamazov è un pò tutto, drammatico, psicologico, anche noir, filosofico, di tutto.
      Un giorno mi dirai

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  3. Che bellobellobello parlare di libri, non ne ho mai abbastanza.
    Saramago purtroppo non l'ho ancora incontrato, ma avverra' presto.
    Don Chisciotte l'ho amato in ogni sillaba, uno dei miei preferiti.
    Nel mio cuore stanno 'Ines dell'anima mia' di Isabel Allende, la saga di Harry Potter e' parte della mia vita (no, non solo dell'infanzia), di King il mio preferito e' "Dolores Claiborne", "Via col vento", "Il bar sotto il mare", Stefano Benni mi fa IMPAZZIRE, e tanti, troppi altri!

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    1. Con Saramago vedrai che o nascerà un amore sconfinato per cui ti leggerai tutto oppure il suo stile non ti entrerà dentro.
      Ho amici che mi parlano del Don Chisciotte come la Bibbia.
      Ah, Dolores Claiborne uscì in quel periodo in cui King cambiò tematiche, passando dall'horror ad opere più piccole e psicologiche (ricordo anche il formidabile Il Gioco di Gerald ad esempio).
      Ma se ti fa impazzire Benni vai con Il Paradiso degli Orchi, comprerai tutti i Malaussene entro 3 giorni

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    2. Ah, ti volevo ricordare che l'infanzia fa parte della vita, anzi, forse è la parte più importante. QUindi con me non c'è bisogno di quella specificazione (anche se ho capito benissimo quale era il tuo intento).
      Noi siamo noi, dalla nascita alla morte.

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  4. Infanzia: Ferenc Molnár - I ragazzi della via Paal
    Adolescenza: Arthur Rimabud - Le Illuminazioni
    Giovinezza: Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine
    Età adulta: Luther Blissett - Q (e anch'io Pennac: ma troppo difficile sceglierne uno)

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    1. Lucien, tuffo al cuore...
      Q, letto, amato da morire, fu un libro che non assomigliava a niente che avevo letto precedentemente. Ricordo ancora l'incipit, formidabile. Sembrava quasi di stare in un videogame letterario per la velocità e il tipo di personaggi che incontravi. Se ricomincio a leggere lo riprendo.
      Pennac non ho scelto, ho semplicmente messo il primo della saga, senza quello gli altri non sarebbero esistiti :)

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  5. ok metto anche la mia lista, sono i primi preferiti che mi vengono in mente e che hanno un significato particolare per me, ultimamente leggo poco e soprattutto saggi.

    -La luna e i falò di Cesare Pavese
    -Il Golem di Gustav Meyrink
    -Il barone rampante di Italo Calvino (si qua ti copio, me lo fece leggere la prof in seconda superiore e mi stravolse la vita )
    -Madame Bovary di Gustave Flaubert
    -La biere du pecheur di Tommaso Landolfi
    -Il tamburo di latta di Gunter Grass
    -Nulla di Marcello Fois
    -Fuoco pallido di Vladimir Nabokov
    -I racconti di belzebù a suo nipote di G. I. Gurdjeff
    -La strada di Cormac McCarthy
    -Cime tempestose di Emily Bronte
    -Storia d'amore in un paese in guerra di Luis Sepulveda


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    1. Lo sai oltre a Calvino cosa abbiamo in comune?

      Il settimo.

      Battutaccia.

      Bellissima lista però

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  6. 1984 e La lunga marcia su tutti.
    Anche io ho fatto un post di questo genere, qualche tempo fa. Bella cosa.

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    1. Me la linki James?

      La Lunga marcia davvero? pensavo lo conoscessero davvero in pochi. E tra i 70 di King è uno dei più piccoli poi

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  7. Risposte
    1. non tutti ora mi fanno impazzire ma tutti, per un motivo o per un altro, han caratterizzato alcuni periodi della mia vita.

      tante storie per giocare + c'era due volte il barone lamberto, rodari
      trappola per topi, christie
      cristo si è fermato a eboli, levi
      america, kafka
      l'ombra dello scorpione, king
      cent'anni di solitudine, garcía márquez
      il maestro e margherita, bulgakov
      memorie dal sottosuolo, dostoevskij
      una solitudine troppo rumorosa, hrabal
      paddy clarke ah ah ah, doyle
      se una notte d'inverno un viaggiatore, calvino
      il paradiso degli orchi, pennac
      alta fedeltà, hornby
      l'uomo a rovescio, vargas
      un polpo alla gola, zerocalcare

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    2. Ma l'hai visto il titolo del post?
      Non i più belli, i più importanti, quindi va benissimo così.

      Fai la snobbina eh :)

      ahahaha
      No, perchè di Kafka tra i tre romanzi hai preso il fratello poverino e sconosciuto, di Dosto lo stesso :)

      L'ombra dello scorpione grande scelta, grandissimo libro, 1000 e passa pagine, finisce e ti dispiace.

      Son contento, anche te Pennac, bene

      Cent'anni di solitudine è un incredibile buco che ho, dicono tutti sia meraviglioso

      Zerocalcare è il fumettista? ecco, mai letto niente, nemmeno vignette. Ma un giorno mi è capitato sotto le mani un albo e sì, mi è sembrato bellissimo (anche il tratto di disegno mi piace tanto).
      Di Hormby ho letto, e amato, Febbre a 90 che è per il calcio quello che Alta fedeltà è per la musica.
      Bella lista, a differenza di quella di Romina almeno al 50% ci sono

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    3. bè, america è il primo di kafka che lessi. quelle cose del tipo che ti obbligavano a scegliere un libro dalla biblioteca della scuola e dovevi rimetterlo a posto la settimana successiva. scelsi a caso e scelsi bene. memorie dal sottosolo è semplicemente meraviglioso. delitto e castigo, per esempio, non riuscii a finirlo, invece. per cent'anni di solitudine, secondo me, sei fuori tempo massimo. è un libro che va letto quando hai una 20na d'anni. se lo leggessi ora non credo che lo troverei così fascinoso come ai tempi.

      ah! c'è anche primera memoria della matute! che grave dimenticanza!

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    4. Memorie dal sottosuolo stupendo.
      America lo ricordo poco ma forse il problema è che sono talmente legato a processi e castelli che non riesco a metterlo in mezzo.
      Dai, un classicone della letteratura così importante solo o esclusivamente per menti giovani?
      No, ti capisco, vediamo.

      Gravissima dimenticanza!!!!! ma chi è?

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  8. Torno con calma, che un commento del genere non si può scrivere dal telefono!

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    1. Ah no di certo. Dal mio poi no di sicuro che non ha nemmeno internet :)

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  9. Allora...
    Di quelli che hai messo tu ho letto solo "La Metamorfosi". Però è da tanto, troppo tempo che voglio leggere "1984".

    Questi invece sono le opere che, in qualche modo, mi hanno segnato di più:

    Il Segno Dei Quattro (di Arthur Conan Doyle):
    Questo è stato il primo libro di Doyle che ho letto, quello che mi ha fatto scoprire l'autore. Dopo ho letto la maggior parte dei gialli che ha pubblicato ma penso che questo sia il migliore.

    Dieci Piccoli Indiani (di Agatha Christie):
    Altro libro fenomenale, che ho letto in un solo giorno. I personaggi sono favolosi e c'è un'atmosfera pazzesca. L'apice di Agatha Christie secondo me.

    Tutti i libri di Isaac Asimov:
    Asimov è il mio scrittore preferito. È impossibile dire a quale suo libro sono affezionato di più. Ci sarebbe Abissi d'acciaio, che mi ha fatto conoscere l'autore. Ci sarebbe Il Sole Nudo, dove si vede tutta l'abilità di Asimov nell'unire due generi diversi tra di loro (giallo e fantascienza), e anche di far riflettere su varie tematiche importanti. Ci sarebbe i Robot dell'alba, un libro immenso, l'ultimo con protagonista Elijah Baley (che personalmente ritengo uno dei migliori protagonisti che io abbia mai incontrato leggendo un romanzo). Ci sarebbe I Robot e L'impero, che è il libro di Asimov che mi ha emozionato di più. E ce ne sono tanti altri che non ho nominato. Quindi, più che mettere un libro, qui metto un Autore con la A maiuscola.
    (E non ho nemmeno citato i racconti brevi, tra cui il bellissimo "Notturno" e il geniale "Il Cronoscopio").

    Il Signor Cravatta (di Milena Michiko Flasar).
    Concludo con un libro non molto conosciuto ma a cui io sono legatissimo. Una storia toccante, vera, che lascia un segno. Un dipinto di due persone, di due storie, di due solitudini. Penso che non lo dimenticherò mai.

    Se va bene mi piacerebbe aggiungere a questa lista alcune opere a fumetti che mi hanno segnato particolarmente:

    Welcome To The NHK(Storia di Tatsuhiko Takimoto, disegni di Kendi Oiwa):
    Questo è un fumetto giapponese che io ho adorato. Tratta tante tematiche importantissime(tra cui una che viene trattata anche nel già citato "Il Signor Cravatta") e lo fa con un geniale mix tra commedia grottesca e dramma. Mette a ferro e fuoco le problematiche di un'intera società e allo stesso tempo ci presenta personaggi grotteschi ma umani al tempo stesso. Meraviglioso, uno dei miei preferiti.

    Mafalda(testi e disegni di Quino):
    Ho poco da dire su Mafalda. Il fumetto a strisce definitivo, superiore anche a Schulz e i suoi Peanuts. Geniale, irriverente, divertentissimo. Impossibile non affezionarsi ai personaggi.

    Opus(Testi e disegni di Satoshi Kon):
    Di questo mi sembra che te ne avevo già parlato. Ma ribadisco anche qui che Opus è un fumetto geniale.
    Inizio a leggerlo e penso "bella l'idea"
    Vado avanti nella lettura e penso "Accidenti, ma questo fumetto è geniale"
    E poi arrivano le ultime pagine del secondo(ed ultimo) volume. E lì sono rimasto spiazzato. Mai visto qualcosa di simile in un fumetto. E per questo si merita un posto tra i miei fumetti più importanti di sempre.


    Mi fermo qui, per ora.

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    1. La sai quale è la cosa buffa Alessandro?
      Che te hai già citato tutti questi e noi tutti quelli che abbiamo nominato, al 90%, l'abbiamo letti DOPO i 15 anni. Questo non per dire che te sei troppo avanti (comunque lo sei) ma che tra 20 anni, quando avrai raggiunto la mia età, magari di questi qua nemmeno ricorderai nulla, e me ne dirai 15 completamente diversi. Ora ti pare impossibile ma sarà così, fidati.

      Asimov è un altro di quegli autori, come Calvino, che si è pensato per anni fosse lettura per ragazzi. Invece dietro c'era una testa pazzesca e delle temetiche importantissime. A me non piace tanto la robotica, il cyber (te, vedendo anche i manga, la ami tanto) ma è un grandissimo autore.
      La Christie, incredinilmente, mi manca, e pensare che avevo la collezione completa a casa di mia madre.
      Interessantissimo Il Signor Cravatta, mi vado ad informare.

      Riguardo ai manga è un mondo talmente vasto e bello che mi ah sempre messo paura. Come le serie tv. Ho bisogno dei miei mondi, già mi avanzano.
      Mafalda perà le strisce da piccolo ne ho lette tante :)

      Sì, di Opus abbiamo già parlato, e ho visto anche in rete. Riconosciuto capolavoro ovunque...

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  10. di tutti questi ne ho letti un po' (cecità è splendido, la metamorfosi mi aveva colpita moltissimo, ecc), ma 2 mi hanno colpita, uno dalla lista dei letti e uno tra i da leggersi, perché sono i miei due libri preferiti: i fratelli karamazov, che D ti butta nel libro e ti accorgi che nel giro di poche pagine il tuo cuore è lì con i personaggi e poi la parte del grande inquisitore è geniale; e Infinite jest, che è il mio libro contemporaneo preferito e di Wallace ho un'opinione altissima, tra i contemporanei è sicuramente uno dei migliori (per me il migliore).
    Bella lista!

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    1. Sui fratelli inutile dir niente. Il Grande Inquisitore poi...
      Di Wallace, della sua storia personale e del suo libro monstre sono rimasto incuriosito 3,4 anni fa. Anche di quella trama/non trama. Tra l'altro con anche il tennis nel mezzo, io che ho insegnato per 6 anni.
      Sono convinto sia qualcosa di bellissimo.
      Ma devo ritrovare la scintilla

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    2. Io l'ho finito e sono immediatamente tornata alla prima pagina, non potevo smettere. Una volta che entri nel mondo che ha creato, stop, non vuoi uscirne (pensa che ero scazzata all'idea di dovermi laureare perche` per discutere dovevo interrompere di leggere il libro quel giorno, vedi tu!).

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    3. Ahah, anche per me la laurea è stata un contrattempo, ti capisco :)

      Avevo già una voglia immensa di leggerlo, adesso...
      Ma questo,davvero, posso farlo solo quanto avrò ricominciato per bene, veramente convinto

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  11. mi rilassa molto un post che parla di libri, senza i quali mi sentirei triste e solo. Ne leggo tantissimi e un milione di anni tengo la lista, annoi dopo anno di quelli che leggo - una ciosa da malati, lo so.

    sono d0accordo che la lista ha valore del tutto estemporsaneo, occasionale e legato a questo momento; o magari legata anche ai sentimenti ai ricordi alle nsotalgie. I libri che avete letto mi opiacciono quasi ttutiu. Alkcuni li ho letti anche io o mi piacciono gli autori.

    Provo a buttra giuà una lista (ma quanti titoli debono esserci jnella lista?)

    L'ANELLO DI ACQUE LUCENTI - GAVIN MAXWELL
    BEATO TRA LE BESTIE - JAMES HERRIOT
    GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI -. DOUGLAS ADAMAS
    IL DIAVOLO NELLA BOTTIGLIA - ROBERT LOUSI STEVENSON
    DUNE - FRANK HERBERT
    LO HOBBIT - JRR T
    POESIE DI HIKMET
    POOESIE DI KAVAFIS
    POESIE DI SZYMBORSKA
    L'INSOSTENBILE LEGGEREZZA DELL'ESSERE - MILAN KUNDERA
    ELIZABETH COSTELLO - HJM COETZEE
    IL PORTO DEI SOGNI INCROCIATI - BJORN LARSSON
    JONATHAN STRANGE E IL SIGNOR MORRELL - SUSANNA CLARKE
    LA COLLINA DEI CONIGLI - RICHARD ADAMS
    PADRONE E CANE . THOMAS MANN
    FRANKENSTEIN - MARY SHELLEY

    ecc
    ecc
    ecc
    :)

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    1. mi accorgo che non c'è nemmeno un italiano... vabbè...

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    2. Ho letto solo Lo Hobbit (come il Tristram Shandy in un solo giorno, dentro la vasca da bagno senz'acqua) e ovviamente Frankenstein.
      Non amo, o forse non capisco, la poesia.
      Kundera era l'autore culto di mio fratello 10 anni fa, mi diceva che pochi scrivevano come lui. Alla fine però non lo lessi mai.
      Della maggior parte degli altri, sinceramente, so pochissimo.
      Bellissima lista anche la tua

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    3. appena ne avrò l'occasioine, voglio metermi anche io a leggere un vasca da bagno... sia coin l'acqua che senza! :P deve essere una sensaziione esilarante.
      Trstram Shandy mi incuriosisce molot, è un titolo che hjo sentito ma che non ho mai avuito l'occasione di avere a portata, mi stai facendi venri voglia di cercarlo.
      Lo hiobbuit è divertente (nulla a che far ecol dfilm di jackson, mi sa), frankenstein è secondo me sottovalutato e quasi del tutto sconosciuto, oper coime è davvero: un romanzo a cassetti a incastri.

      Eppure, secondo me, cin la poesia giusta, anche tu la troveresti bella e magari ....
      kundera scrive in modo ellittico e allo steso tempo incisivo; è anche molto commovente e maestro dei sentimenti... scusa, ma perc hé ne parli al passato?

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    4. L'ANELLO DI ACQUE LUCENTI - GAVIN MAXWELL, la vera storia delle lontre e l'uomo, ne ho scritto un post sul blog, non a caso;
      BEATO TRA LE BESTIE - JAMES HERRIOT, un veterinario sensibile nella scozia degli anni 30 e 40 (post anche per lui, ma non li ho messi nella lista per questo, è piuttosto il contrario

      GUIDA GALATTICA PER GLI AUTOSTOPPISTI -. DOUGLAS ADAMAS sf intelligenter, c'è pure il film!

      IL DIAVOLO NELLA BOTTIGLIA - ROBERT LOUSI STEVENSON, magico e esotico e pauroso, l'ho riletto decine di volte (post opure per questo)

      DUNE - FRANK HERBERT, saga sf millenaria e iunquietante

      POESIE DI HIKMET, queste ti oiacerebbrroi!
      POOESIE DI KAVAFIS e anche queste, pasisoni e amore e valore

      POESIE DI SZYMBORSKA, arguzia, vbita, tutto


      ELIZABETH COSTELLO - HJM COETZEE, ovvero la vita della letteratura e la letteratura dfella letteratura

      IL PORTO DEI SOGNI INCROCIATI - BJORN LARSSON,
      per avventurarsi nei propri sogni e viverli come una avventura

      JONATHAN STRANGE E IL SIGNOR MORRELL - SUSANNA CLARKE, fabntasy gotica, magia, un poco dickens, un poco tutt'altro, un harry opotter per adulti

      LA COLLINA DEI CONIGLI - RICHARD ADAMS, il signore degli anelli animal(ista)

      PADRONE E CANE . THOMAS MANN, uno die più bei racconti di vita vissuta con il proprio cane

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    5. Guarda, quell'esperienza della vasca fu assurda. Non mi ricordo perchè mi rintanai in bagno e non mi ricordo perchè mi misi sulla vasca asciutta. Ma andò così.
      No, Il Tristram in mezzo al centinaio di libri che hanno citato qui non so se ha lo stesso valore, io ad esempio mi ricordo pochissimo, se non l'esperienza.
      Parlo al passato per Kundera appunto perchè era un suo scrittore culto, poi n sono arrivati tanti altri, non credo lo legga ancora.

      La tua lista è veramente particolare, ne conosco pochissimi.
      Guarda, per la poesia una delle poche che mi ha dato qualcosa, forse per l'argomento e per il fatto che della metrica se ne fregava, è quella di Alda Merini.
      Per il resto proverò a informarmi sui tuoi titoli, c'è davvero l'imbarazzo della scelta in questo post.
      Ma tutti gli errori di battitura dipendono dal fatto che scrivi col cel o da una tastiera disastrosa? :)

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    6. eh, vero che di errori di battitura ce ne sono un mucchio? :( a volte diventa quasi impossibile da decifrare il post. Credo dipoenda dal fatto che la tastierina del mac è piccolina, rispetto a quella del pc, o forse ha la forma dei tast leggermente diversa, e dopo anni di pc, ancora non mi sono del tutto abituato. è un disastro! e aspetta di vedere quando prenderò un tablet o un cel :)

      Alda Merini + forte, scrive quel che è capitato a lei e se ne frega di tutto, oltrte che della metrtica! :)
      Per il resto, guarda, forse son generi che non ti garbererreo, chissà, c'è fantascienza tanta e animali tantissimi. lì per lì penso che potrebbe incuriosirti IL SIGNOR MORRELL E IL DOTTOR STRANGE...

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    7. Purtroppo ti conviene solo perder tempo nel ricontrollare, si vede da lontanissimo che hai una tastiera alla quale non sei abituato. Te lo dico solo per un lettore terzo, che tu scriva benissimo io lo so :)

      E' vero, forse per quello leggerei proprio lei, per essere così fuori da tutto, così vera. Gli ho sentito leggere qualche sua poesia e per una delle prime volte nella mia vita ho sentito poesie che erano "pure", non costruite per essere poesie.
      Sì sì, molto interessanre quel libro.
      Appena ho tempo prendo informazioni su una quarantina di libri che avete citato. E poi, spero, piano piano li leggerò

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    8. vero? ho una teoria apotropaica: fino a quando non hai finito di leggere i libri che hai in casa tua, non morirai :)

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    9. apoytopaica e scaramantica, cioè ... e poi, io non scrivo bene ;)

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    10. AHah, sì, lo so che significa apotropaico, credo di averlo anche usato un paio di volte in rece...

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  12. Mai stato un divoratore di libri. Ma male come mi ha fatto un libro non me lo ha mai fatto nessuno: "La Nausea" di Sartre è stato un incubo da cui a fatica mi sono liberato; a distanza di anni, risveglia in me un misto di gratitudine (perché di lì dovevo per forza passare) e paura (perché sai mai che il mostro non si risvegli). Ti è mai capitato di dover molto a un libro senza amarlo particolarmente?
    "Il tenero barbaro" di Hrabal mi ha invece insegnato (almeno, ci ha provato) che la creatività rende liberi, e vivi da impazzire.
    "Il sistema periodico" di Primo Levi è un miracolo che leggo e rileggo ogni paio d'anni. Senza più l'urgenza di raccontare il lager, Levi riesce ad assestarti delle mazzate emotive con la spensieratezza dell'aneddoto scientifico e della fiaba.
    E naturalmente, "Finzioni".
    E poi basta sennò vengono a galla tutti quei libri fondamentali che non ho letto.

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    1. Assolutamente Ivan...
      Anzi, non ne parliamo, nel senso che capita spessissimo, nel cinema anche di più essendo esperienza più passiva, di ritrovarti ad odiare un film, o comunque non amarlo, e accorgerti che ti sta dando moltissimo, molto più di film che ti sono piaciuti particolarmente. Sono le forse nascoste delle opere, quelle intrinseche, quelle che si legano senza che nemmeno te ne accorgi con qualcosa di profondo dentro di te.
      Ti giuro che mi hai messo una scimmia pazzesca con questi 3 libri...
      Non conoscevo quel Levi, sorprendente (non che non lo conoscessi, il libro proprio).
      Ah, se sul cinema i buchi sono inevitabili con i libri ne abbiamo tutti migliaia e migliaia. E non è solo un fatto di produzione, anche di quanto la letteratura sia 100 volte più vecchia dei Lumiere.
      Accontentiamoci

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  13. Ho letto molti libri, ero affezionato ai romanzi, ma la mia vita si divide in pre e post Borges. Molti degli autori citati sono anche i miei del periodo pre Borges: Kafka su tutti, ma anche Saramago, aggiungerei Melville, Henry Miller e Aldous Huxley. Dopo Borges non sono stato più in grado di portare a termine un romanzo, non esisteva ormai che la forma breve del racconto, di cui il oeta argentino costituisce l'aleph. Poi vari tentativi aleatori, mi sono infranto sulla prosa contorta di Faulkner, geniale, ma alla fine di ogni pagina sei dentro il ventisettesimo inciso aperto e altre mille proposizioni incidentali, che interrogano i limiti della pazienza umana. Ho perso ancora con Pamuk, Jodorowsky e perfino con Henri James da me tanto amato nel periodo giovanile, ritratto di signora proprio non è voluto andar giù. Perse tutte le speranze, sono incappato in Stevenson, che pensai essere lettura adolescenziale, mai pregiudizio fu più infondato. Tutt'ora uno dei miei consigli di lettura più frequenti è il Master di Ballantrae, una sorta di sviluppo ed esplosione del più famoso Dottor Jekyll e mister Hyde: non ho mai trovato nulla di più vicino alle descrizioni delle pulsioni preindividuali che presiedono alla formazione dell'Io (se un ego si può mai veramente dare), quanto la lotta plastica delle passioni che affresca con pochi aggettivi Stevenson. Solo recentemente ho scoperto che, in una poesia, Borges pone tra i giusti inconsapevoli coloro che sono contenti dell'esistenza di Stevenson, la mia redenzione con la letteratura era ormai compiuta.

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    1. "rappresenta l'Aleph" ahah, furbetto il nostro Rocco con queste pubblicità occulte...

      Per me c'è un prima e dopo Saramago invece.

      Hai citato alcuni autori impressionanti che alla fine non erano venuti fuori, Mellvile, Faulkner, Stevenson e soprattutto Huxley che da anni, anche sotto consiglio tuo, vorrei leggere.
      Anche io sono un grandissimo amante dei racconti, specie in periodi in cui la testa, prose contorte o no, non riesce a reggere il romanzo.
      Mai sentito quel Master, deve essere uno dei prossimi acquisti che farò credo.
      E poi te hai anche saggi su saggi...

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  14. Qualche tempo fa anche io mi sono esercitato in un post del genere http://bradipofilms.blogspot.it/2014/04/le-letture-con-cui-sono-cresciuto.html...

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    1. Oggi vengo a vedere molto volentieri!

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  15. Bellissima lista, perchè mi ritrovo in tutti, quasi... Pennac mi è quasi sconosciuto. Gadda ha una scrittura impressionante. Tozzi, Stern e King poco. Gli altri li abbraccio senza confini. I Fratelli Karamazov sono Dostoevskji, ma ogni suo romanzo lo è ;) Per rispondere alla tua domanda però ne citerò uno soltanto, quello che ha dato il via al mio amore per la letteratura. L'incipit del tutto. Non l'ho letto io, non sapevo ancora leggere, me lo leggeva mio padre da bambina, la sera, per cui è il libro più importante: il primo. Hugo I miserabili. Un romanzo palpitante, da piccoli le emozioni sono talmente vive da farti stare nel racconto. Quanto ho odiato Javert, la malvagità dei Thénardier e quanto ho amato...

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    1. A commenti così non si deve rispondere.
      Hai capito perfettamente il senso del post.
      Grazie :)

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  16. Non sono 15 perché purtroppo non ho letto tanto da averne trovati molti ma...
    ecco i più importanti per me: (credo)

    - La conquista dell'inutile di Werner Herzog.
    Perché, quello che in realtà, è usato dal regista come un diario di eventi della sua titanica impresa di realizzare Fitzcarraldo nel mezzo della giungla pluviale, si trasforma in profonde riflessioni sulla sua visione della vita, e del marginale ruolo che in essa è dato all'uomo.
    "Nella sua totale, gigantesca meschinità, di cui non ha nessuna consapevolezza nè l'ombra di un'idea, l'enorme foresta vergine oggi è rimasta di nuovo in perfetto silenzio per un'intera notte; notte che tuttavia la foresta, secondo quella che è la sua essenza più intima, non ha lasciato inutilizzata per la propria inimmaginabile distruzione, il proprio inimmaginabile soffocamento.

    - Siddharta di Herman Hesse
    Non riesco a descriverlo senza sminuirne il contenuto, è un libro che parla del tutto, magari alcuni possono dire che non parli di nulla, ma io leggendolo mi sono sentito meglio.
    "E tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene e il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita."

    - 1984 di George Orwell
    Già hai scritto una delle caratteristiche più affascinanti di 1984, l'orrore.
    Un regime costruito su una ideologia pazzesca che converte i suoi oppositori, che non ammette il martirio, che ha la sua verità.
    Dopo averlo letto, in prima superiore, ne feci un riassunto in classe, riuscii a farlo con tanto entusiasmo da convincere un po' di compagni a leggerlo.
    Non ho il libro e non ricordo frasi precise, ma tutta la parte della tortura con O'brien e la Stanza 101 sono per me l'apice.

    -Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien
    Letto per la prima volta in 1 media, grazie al richiamo che gli era stato dato con l'uscita del primo film, l'ho riletto un paio di anni fa e ho capito davvero qaunto sia mastodontica l'opera di Tolkien, un intero universo parallelo con la sua storia passata, presente e futura.
    Ha una quantità di tematiche enorme, su tutte il bene contro il male, una lotta che avrà un lieto fine, lieto fine che però a noi, uomini della terra, non appartiene, (e Tolkien che si è fatto la prima guerra mondiale lo ha capito meglio di tanti).
    Un romanzo quindi che con il suo eroismo ed il suo esempio cerca un intento meraviglioso: aiutarci.
    "Altri mali potranno sopraggiungere, perché Sauron stesso non è che un servo o un emissario. Ma non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verrano dopo terra sana e pulita da coltivare. Ma il tempo che avranno non dipende da noi."

    - L'arte di amare di Erich Fromm
    Tutti noi abbiamo la necessità di amare, perché allora non capire davvero cosa significhi questa parola.
    "Se una persona ama solo un'altra persona ed è indifferente nei confronti dei suoi simili, il suo non è amore ma un attaccamento simbiotico, (...) Se amassi veramente una persona amerei il mondo, amerei la vita. Se posso dire ti amo ad una persona devo essere in grado di dire "amo tutti in te, amo il mondo attraverso te, amo in te anche me stesso".
    Quasi mi sembra di rivedere Siddharta in ciò.

    - Una ballata del mare salato di Hugo Pratt
    Unire cinema e letteratura, il primo fumetto di Corto Maltese .
    -Buongiorno Corto Maltese!
    -Eh ma che bella! Chissà perchè mi fai ricordare un tango di Arola, che ascoltai nel cabaret della Parda flora in Buenos Aires.
    -Forse c'era qualcuna che mi assomigliava?
    -No! proprio perché non assomigli a nessuna avrei voluto incontrarti sempre...
    in qualsiasi posto...




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    1. Devo vedere Fitzcarraldo (Rocco che ha scritto qua sopra me lo consiglia da anni, come tanti altri Herzog) ma è interessantissima questa cosa del diario di bordo divenuto libro.
      I primi sue libri mi sembra abbiano in comune uno sguardo ampissimo sull'umanità.

      Alla fine mai letto ISDG, solo Lo Hobbit, anche quello come Tristram Shandy tutto di fila in un giorno (dentro una vasca da bagno vuota).
      Su 1984 poco da aggiungere

      Anche quello di Fromm mi sembra molto ampio, si vede che te hai una base spirituale molto portata a questo concetto universale di umanità.

      Corto Maltese è un must di chiunque l'abbia letto.
      E anche qui il viaggio e tutto il resto.

      Dai libri si capisce che la tua casa è il mondo

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    2. Ah, ma tutte queste bellissime citazioni ce le hai salvate da qualche parte?

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    3. sottolineo sui libri tutto ciò che mi piace e mi segno i numeri di pagina, così ogni tanto mi faccio gli highlights di libri letti anni fa.

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    4. La mia casa è il mondo... forse sì ma cosa intendi? che starei bene in qualsiasi luogo? o che devo viaggiare perché quello che cerco non è un luogo ma il viaggio stesso?

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    5. Ahah, non lo so, ho solo fatto filosofia spiccia su pochi titoli.
      Ma insomma, la foresta pluviale, Siddharta, i mondi di Tolkien, i viaggi di Pratt, l'amore universale di Fromm, non noto la "chiusura" che hanno ad esempio alcuni dei miei libri, qui c'è qualcosa di ampio respiro, sia spaziale che contenutistico. C'è tanta India, tanto spiritualismo, tanto viaggio come significato assoluto.

      Sospettavo per le citazioni :)

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    6. Psicologia spiccia, pardon

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    7. Mah guarda un po' ci hai anche preso (forse).
      Ma che viaggi ti sei fatto leggendo un libro tutto di fila? Sai mica credevo fosse possibile, fisicamente intendo.

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    8. Ahimè, mai fatto uso di droghe (nemmeno una sigaretta) nè mai ubriacato.
      La volta che sono andato più vicino al concetto di droga (oltre i mondiali di biathlon) è con un thè nero che mi portò un amico dal Kenia. Per 2 giorni non capivo niente e il cuore mi batteva all'impazzata.
      Ma il "fisicamente" è molto appropriato.
      Io sono un grande sportivo, soprattutto agonista (più mentale che fisico forse). E quelle erano prove quasi sportive per me, non sto scherzando :)

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    9. ahah non era quello che intendevo, so che non sei uno da droghe.
      Per fisicamente intendo robe tipo sonno dovuto al fatto che fai la stessa cosa per 13 ore, che poi Tristram Shandy non lo so ma lo Hobbit non è poi così corto... non se letto tutto in una vasca da bagno.

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    10. Ma il mio era solo un modo per fare pubblicità occulta al Thè nero keniano.
      Il Tristram è molto lungo, sulle 700 pagine...
      Entrambi iniziai la mattina presto e finii tipo per cena mi pare.
      Comunque oltre questi due episodi non ce ne sono altri.
      Meno male :)

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  17. L'uomo che ride Hugo
    In cima senza esitazione, il monologo ai lord di G. è qualcosa che mi si è inciso nella carne. Lupo, uomo, dea... sono vivi, vivi.

    Viaggio al termine della notte. Celine
    Sottolineo le frasi che mi colpiscono nei libri, a matita, e mi piace nel tempo riprenderli in mano e vedere cosa è cambiato, perchè avevo, e cosa cambierei.
    Questo libro l'avrei sottolineato da capo a fondo.

    Il libro dell'inquietudine Pessoa
    Perchè qui ho scoperto di non essere solo, che non siamo soli.

    La trilogia degli elfi scuri Salvatore
    Perchè ogni tanto ci vogliono pure degli eroi, checchè ne dica Brecht.
    Ho cominciato a far leggere mio fratello con questo. Prima scopri che leggere non è cosa brutta, e poi ti getti su quello che man mano scopri di amare.

    Shining King
    Uno dei pochi libri in cui davvero, immerso nell'atmosfera creata e al culmine della concentrazione, dovevo smettere di leggere, guardarmi attorno per riprendere coraggio, dirmi: sono qui tranquillo, al sicuro! E poi cagarmi addosso e continuare a leggere! )

    Non ardo dal desiderio di diventare uomo finchè posso essere anche donna bambino animale o cosa. Bergonzoni
    Il linguaggio è un mezzo stupendo, basta ricordarsi che è un mezzo appunto, non un fine. Oppure può diventarlo? Essere scherzo, inganno, forma d'arte a se stante?

    Quaderni Cioran
    Una o due pagine ogni sera, mi ha accompagnato per un anno e mezzo almeno. Aprire il volume, leggere, chiudere, pensare. Ripetere l'operazione. :)
    (Fu un errore della libreria: volevo ordinarlo, ma visto che era autore per me nuovo e questo costava un sacco, ripiegai per -sommario di decomposizione-. Arrivarono tutti e due, la libraia disse di non preoccuparmi avrebbero rimandato indietro. Li ho sfogliati per qualche minuto e presi entrambi!)

    L'idiota Dosto
    Mi ha fatto conoscere l'autore, che altro dire.

    Poesie Nina Cassian
    Ma quindi la poesia non è quella roba che cercano di uccidere quando vai a scuola? Quindi non è solo una cosa da tradurre per capire cosa volevano dire quelle parole mescolate in maniera strana?

    Comma 22 Heller
    Perchè parte male, poi continua e mi rende felice d'averlo letto.

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  18. I sessanta racconti di Buzzati!!!!! È così tanto ormai parte di me che nemmeno lo citavo, ma si può?

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    1. Salverò nei preferiti questa discussione e appena ricomincio a leggere prendo qualcosa da tutti voi.

      Se hai notato ho messo Celine sui "da leggere". E ho già detto 4 giorni fa a mio fratello di comprare Viaggio al termine della notte. Almeno dopo averlo letto me lo passa.

      Uno che ama Saramago prima o poi dovrebbe leggere Pessoa

      Mai sentita quela trilogia ma non è che io ami tanto il fantasy... Però almeno è un titolo diverso dai soliti

      Bergonzoni è un idolo per me, sono andato due volte a teatro a vederlo. E mi sono sempre ispirato a lui per i miei calembour (che nel blog non vengono fuori ma nella vita ci provo continuamente). Genio

      Mi informo subito su Cioran ed Heller, le poesie non le amo o forse non ho ancora mai incontrato l'autore giusto.

      Dosto ormai non diciamo altro.

      Ma la cosa forse più curiosa e per certi versi incredibile è che tutti noi, più o meno avidi lettori, più o meno "intellettuali" nelle scelte, più o meno impegnat, alla fine sempre da King siamo partiti.
      Questo è uno dei meriti di quello scrittore, ha proprio creato una generazione di lettori.

      Buzzati grande, ho letto pochissimo ma è uno di quelli che divorerei

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    2. Come hai scritto tu nel post, specifico non siano libri -che consiglio-, ma libri che mi hanno colpito.
      E pure come hai detto è lista ballerina ed estemporanea. (Se si parla di importanza -per me-, impossibile non aver messo subito Buzzati. Scusa Dino!)
      Si è cercato di stare nel numero, di condivisi sarebbero entrati Kafka, Calvino, Orwell, poi dentro Marai, Bukowski, Balzac, Notomb, Musil, Mann, Gould, Tarchetti, De Lillo, Cocteau, Pasolini, Kraus, Welsh, Hobb... quante buone cose mi han offerto. E poi i mille con cui semplicemente si è passato del buon tempo insieme. ;)
      Notte!

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    3. Tu credo, forse più di tutti, sei davvero uno che si è consumato gli occhi nei libri.
      Massima stima. Anche io ero per quella strada poi il cinema si è preso più spazio,
      Quanti nomi mamma mia...
      Il post pro memoria (questo) diventa sempre più corposo

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  19. Condividiamo "I fratelli Karamazov", "Le metamorfosi" (Kafka, insieme a Poe, è uno degli idoli della mia adolescenza, pensa un po') e "Il barone rampante" - altro capolavoro inarrivabile.
    "1984" invece, pur ritenendolo bellissimo, non mi è mai entrato sottopelle, a differenza de "La fattoria degli animali", che mi ha davvero sconvolto.

    Inoltre plauso a "La lunga marcia". Per me non proprio un romanzetto. Imperfetto, forse, però un libro che a tratti è un vero pugno nello stomaco.

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    1. Settimana prossima devo fare anch'io un post a tema!

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    2. Eh, allora condividiamo anche Poe no? :)

      Mi sono dimenticato, a proposito di distopia Fahrenheit 451, magnifico.

      La lunga marcia piano piano stiamo scoprendo che è nel cuore di molti...

      Aspetto allora!

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  20. Bella idea...non facile scegliere. Ci proverò e ti farò sapere!
    Tra i tuoi, sicuramente metterei Calvino e Kafka.
    Tra quelli citati dai commenti, sicuramente i Wu ming e soprattutto il "sommo" Hugo è stata una scoperta abbastanza recente e folgorante, pazzesca. L'uomo che ride specialmente, ma anche 93.
    Secondo me, se non la conosci, tu potresti provare a leggere Agota Kristoff. Si adatta anche a una lettura non troppo concentrata.
    PS a proposito della tua premessa...smetti di leggere gli sms al cinema e vedrai che la vita -e i libri- ti sorrideranno di più! ;-PPP

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    1. Ahah, stiamo quasi raggiungendo un paradosso...
      Sembra quasi io sia un tecnologico quando la realtà è assolutamente l'opposta.
      Ho un cel da 19 euro, non fa nemmeno le foto praticamente, oltre chiamare (e ricevere sms :) ) non può far altro
      Seconda cosa vado sempre al cinema (tra le 40 e 50 volte l'anno), mai visto un solo film in streaming che non sia stato almeno di due anni prima :)
      Insomma, da amante assoluto del cinema mi ritrovo per scherzo a sembrare il contrario, uno malato di tecnologia (streaming compreso).
      Ma i Wu Ming sarebbero i Luther Blisset vero?
      Mai sentita l'autrice che citi. Ma no, non è questione di letture impegnative, proprio di testa che non c'è. Se ci fosse anzi preferirei roba tosta ad altra più accessibile... :)

      Allora aspetto

      (e comunque 3 anni di rendita potevo vivere, ne avrò letti quasi un migliaio di romanzi...)

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    2. ho detto concentrata, non impegnativa; la kristoff è MOLTO tosta, è per quello che te la consiglio! poi diciamo che è così tosto che se, per intendrci, mentre leggi ti arriva un sms, tranquillo che non perdi il filo!

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    3. Beh, allora se non ha nemmeno queste controindicazioni devo leggerla per forza...

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    4. ricordo vagamente agota kristoff... lettura adatta a buon passatempo...

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    5. Buon passatempo? Io ricordo uno stile secco, marziale, che non lascia scampo; e una brutale storia di guerra con protagonisti due gemelli e una vecchia mannara. Non esattamente una lettura edificante e scorrevole... Ma magari sono io ad essere troppo impressionabile :)

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    6. Oddio, io non posso giudicare ma certo leggendo 2,3 cose in rete le osservazioni di Ivan Paio(no) del tutto pertinenti...

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    7. Ahahaha!! Comunque non intendevo sconsigliare la Kristof, specialmente dopo aver consigliato "La Nausea" (l'ho fatto?). Ma un avviso ai naviganti è sempre bene diramarlo: non è una lettura da spiaggia (da vasca da bagno, forse).

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    8. Quel libro lo consiglierai fino alla nausea. E fai bene.
      La vasca da bagno è pronta allora, manca la Kristof e basta

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    9. Dipende dai passatempi che più aggradano...Trilogia della città di K. credo sia il libro più agghiacciante mai letto, anche per il modo (sapiente) con cui Agota Kristoff scrive. Parallelismo con Haneke al cinema? Forse

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    10. Sempre più interessante.
      Che poi io quando vedo la lettera K vado subito in fibrillazione...
      Oh, passatempo alla fine vuol dire passare il tempo, e il tempo lo puoi passare in tutti i modi, anche soffrendo :)

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    11. Novantatré! Notato ora tra i vari commenti (che sto spulciando per trovare prossime letture...).
      Che potenza! Ma quelle ultime (70?) pagine quanto valgono?
      Con autori come Hugo mi rendo davvero conto quanto un sacco di cose che dicono altri, magari basandoci libri interi, cantautori che pure amo (tipo Gaber), si trovano già in lui. Ma che età aveva quando l'ha scritto? È vissuto nell'ottocento se non sbaglio, come non restare folgorati dalle affermazioni di Gauvain e Cimourdain? Dalla figura di Rabaud? Dall'amore per l'umanità che ne salta fuori dal libro?
      Si parla tanto di uomo-donna al giorno d'oggi e dobbiamo ad un autore dell'ottocento scrivere:
      "la donna, che è?"
      "la serva dell'uomo"
      "sì, ma ad una condizione!"
      "..."
      "Che l'uomo sia il servo della donna"
      "Come?! Tu vorresti per l'uomo e la donna..."
      "l'eguaglianza"
      "Ma sono due esseri diversi!"
      "Ho detto eguaglianza. Non identità"
      Oppure sulla legge:
      "io vedo solo la giustizia"
      "Io invece aspiro più in alto"

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    12. Che bello vedere questo entusiasmo per la letteratura, gli uomini e le parole :)

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    13. Ho interi quaderni con le citazioni di Hugo. Lo chiamavano -e a ragione- l'esagerato...E' uno che con la scrittura modella qualunque cosa, una mente lucida ma sentimentale al tempo stesso, un uomo avanti e un grande intellettuale.
      Se ti è piaciuto 93 (il suo ultimo romanzo) dammi retta, leggi L'uomo che ride, lì sono le prime pagine a essere folgoranti. E poi dei Wu Ming l'ultimo grande romanzo sempre sulla Rivoluzione e il Terrore...Non te ne pentirai!!!

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    14. L'uomo che ride. È il primo della mia lista di libri importanti ;)
      Wu Ming.... Quello con la maschera carnevalesca in copertina? Mi puzzava di raccontaccio scorrevole (pregiudizio, visto che non ho letto mai nulla), magari proverò!


      [Radoub, mica Rabaud]

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    15. E' vero scusa, e me ne ero anche precedentemente accorto, Edo!
      Io poi ho letto anche I miserabili, grandioso affresco storico, ma i miei preferiti restano L'uomo che ride e 93. Rispetto al libro dei Wu Ming: parliamo di autori italiani contemporanei che da vent'anni si cimentano nel romanzo storico-politico (un po' come faceva Hugo, cioè senza essere dogmatici ma concedendosi ampie digressioni sulle vicende, i luoghi, le usanze, i protagonisti, e studi molto approfonditi). Quello di cui stiamo parlando è stato annunciato come l'ultimo romanzo di questo filone (ribattezzato poi "new italian epic") che si aprì anni fa con il mitico "Q". Essendo "L'armata dei sonnambuli" l'ultimo romanzo, è maturo e molto denso, si va dall'ipnosi collettiva al femminismo ante litteram e, soprattutto, ci si tuffa nel pieno del Terrore, ma dal punto di vista popolare! Da leggere, soprattutto se si è amato 93. Intendiamoci, non siamo ai livelli letterari di Hugo, ma poi lo stile è diverso, molto filmico e contemporaneo, però lo spessore umano-storico-politico, come dicevo sopra, c'è abbondantemente. Tant'è che poi da sempre loro sono promotori di un approccio collettivo anche alla lettura, alla cultura, alla critica, e da ogni libro nascono esperimenti di ogni genere

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    16. Conosco poco il collettivo ma, come dicevo qua con qualcuno (ormai mi confondo...) Q fu una lettura straordinaria, travolgente. E' vero, molto filmica (io l'ho paragonata anche ai videogame) ma allo stesso tempo colta e curatissima (sempre per chi, come me, non ha grandi basi storiche ovviamente).
      Non vedo l'ora di rileggerlo, chissà che effetto mi farebbe.
      Molto interessante questo L'armata dei sonnambuli.
      Intanto finisco Murakami :)

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  21. Eccomi... nel mio elenco non appariranno grandi classici e/o titoli immortali, in quanto, essendo ignorante come una capra, ho delle lacune incolmabili. E quindi, dopo l'excusatio non petita ecc.ecc. vado ad elencare, in assoluto ordine sparso:
    - Il richiamo della foresta, di Jack London, che - se la memoria non mi inganna - è il primo libro che ho letto da bambina...
    - Fango, raccolta di racconti di Niccolò Ammaniti del 1996, che comprende, fra gli altri, "l'ultimo capodanno dell'umanità", da cui Marco Risi ha tratto un film che, credo, abbiano visto in pochissimi ma che non era affatto male;
    - La posizione della Missionaria di Christopher Hitchens che ci offre un ritratto molto poco mistico di Madre Teresa di Calcutta...
    - L'ultimo viaggio di Dio, di James Morrow. Surreale e grottesco. L'ho adorato.
    - I racconti di San Francisco di Armistead Maupin,
    - Camere Separate, Pier Vittorio Tondelli. Romanzo splendido. Ma quanto ci manca Tondelli?
    - La ragazza dai capelli strani, ovvero il mio incontro con David Foster Wallace
    - L'ombra dello scorpione, ovvero il mio incontro con Stephen King.
    - Il ritratto di Dorian Gray, perché Oscar Wilde sarebbe un grande ancora oggi.
    - Nel mare ci sono i coccodrilli, di Fabio Geda. Credo l'unico libro, che, in tempi recenti, mi abbia fatto piangere.
    - Le irregolari, di Massimo Carlotto.
    - La vita davanti a sè di Romain Gary.
    - Norwegian wood, il mio Murakami preferito. Triste, malinconico e poetico.
    - La casa del sonno, di Jonathan Coe. autore che ho iniziato a leggere perchè il titolo italiano di uno dei suoi romanzi era la traduzione di un pezzo degli Smiths, ma con cui ho un rapporto altalenante: alcuni libri sono deliziosi, altri fatico ad arrivare alla fine. Ovviamente la casa del sonno resta uno dei miei preferiti.
    - La Spartizione, di Piero Chiara.

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    1. oh, son davvero 15! sai che li ho contati solo dopo aver pubblicato il post? :)

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    2. Mamma mia che bella lista, molto particolare.
      Qualche nota qua e là.
      Sei la prima, incredibilmente, che cita Wilde :)
      C'è molta contemporaneità, anche qualche autore pop, mi piace.
      Oggettivamente, ne abbiamo già parlato in questi commenti, l'ombra dello scorpione è forse il più grande di King.
      Foster Wallace (vedi sopra, o sotto?) arriverà

      Murakami splendido, ne ho letti due.
      E, pensa, il mio ennesimo tentativo di ritorno alla lettura lo sto facendo proprio con lui (L'uccello che girava le vite del mondo, lette 60 pagine in 3 giorni, sigh. E il fatto è che mi piace moltissimo)

      In effetti di classici c'è solo Wilde e London. Alcuni mai sentiti, altri li conoscevo bene ma mai letti, altri, pochissimi, li ho letti anche io.
      Ottima lista anche questa

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    3. L'uccello "giraviti" è anche il mio preferito di Murakami!

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    4. Zitto, non dirlo a nessuno, ma sono arrivato a pagina 100. Mi sembro un bambino che inizia a leggere per la prima volta, ogni 10 pagine lette in maniera concentrata sono un piccolo traguardo.
      Ti saluta Kano Malta

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    5. E' estate, abito vicino a un vicolo, e sto ancora cercando il gatto

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  22. mi sono accorda di aver lasciato "fuori" Irving, Eugenidis, Adams, Pennac e... mi fermo qua, altrimenti non se ne esce....
    David Foster Wallace l'ho amato. Credo che la notiza della sua morte, fra quella di tutti i personaggi "famosi" sia quella che mi abbia colpito di più, nel senso che ho proprio sofferto come si fosse trattato di una persona conosciuta personalmente...

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    1. Non valgono i "lasciati fuori", anche io ne potrei mettere una ventina.
      Ogni giorno scriveremmo liste diverse al 50%, è normale :)

      Vedo che Pennac è molto nominato bene.
      Immagino Poison...
      Quando menti "superiori" la fanno finita in quella maniere sono morti che ci colpiscono troppo, che ci fanno pensare troppo, che ci mettono mille dubbi

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  23. Un post sui libri. Era assolutamente necessario nel tuo bellissimo blog. Difficile isolare solo 15 libri per me che sono un lettore compulsivo. Ci provo. Rispetterò la tua stessa regola di un solo libro per autore.
    1 - I fratelli Karamazov (Fedor Dostoevskij). C'è l'anima umana. Tutta. Sviscerata ed analizzata con perizia. Gli occhi non vedranno il mondo circostante come facevano prima di leggerlo. Unico.
    2 - Cecità (Josè Saramago). Homo homini lupus. Lo scrittore, il nostro caro Josè, che nelle ipotesi assurde ci spiega le emozioni umane come nessuno prima di lui. Agghiacciante.
    3 - Oceano mare (Alessandro Baricco). Una poesia in prosa. Ogni parola un'emozione. Personaggi indimenticabili. Realtà e favola. Poetico.
    4 - Il nome della rosa (Umberto Eco). Frate Guglielmo non si può dimenticare. Un libro sul sapere e sulla conoscenza, oltre che un fantastico thriller. Epico.
    5 - I racconti di Edgar Allan Poe (Edgar Allan Poe). Come guardare un film. Mai stato così dentro una scrittura come nel racconto "Il pozzo e il pendolo". Disturbante.
    6 - Memorie di Adriano (Marguerite Yourcenar). Leggerlo e amare Adriano. Leggerlo e amare la scrittura della Yourcenar. Imperiale.
    7 - Domani nella battaglia pensa a me (Javier Marias). La storia più assurda che abbia mai letto. Pensare di essere al posto del protagonista può comportare gravi e prolungate insonnie. Spiazzante.
    8 - La fattoria degli animali (George Orwell). In realtà 1984 è probabilmente superiore. Ma spiegare il concetto di potere, valido per ogni luogo ed ogni tempo, attraverso una favola di animali, è operazione che solo i geni possono compiere. Didattico.
    9 - La fine è il mio inizio (TIziano Terzani). Avrei voluto conoscere quest'uomo. Banale dirlo, ma se ognuno di noi fosse derivazione della sua costola, il mondo che viviamo sarebbe nettamente migliore. Emozionante.
    10 - Trilogia di New York (Paul Auster). Tre racconti meravigliosi, con particolare menzione per il terzo. Atmosfere piene di suspense e smarrimento. Intrigante.
    11 - Uomini e topi (John Steinbeck). Cos'è l'amicizia? Questo libro è la risposta. Magistrale.
    12 - L'Aleph (Jorge Luis Borges). Leggere Borges è un'esperienza mistica, divinatoria. Ti ritrovi a fluttuare in un'altra dimensione, e dopo la realtà ti sembra troppo scarna e semplice. Mistico.
    13 - Cent'anni di solitudine (Gabriel Garcia Marquez). Aureliano Buendia e la sua imponente e numerosa famiglia. Indimenticabile.
    14 - Che tu sia per me il coltello (David Grossman). Se decidete di leggerlo, aggrapparvi a qualcosa di solido non vi eviterà di essere travolti dalle parole di questo libro. Vano provare a reggersi contro un fiume in pena. Travolgente.
    15 - Homer & Langley (Edgar L. Doctorow). Un cieco e un collezionista ossessivo-compulsivo, semplicemente due fratelli. Una storia vera. Malinconico.

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    1. Sei Enty vero?

      grazie per il complimento al blog!

      I primi 5 che citi mi sono impaurito, visto che i primi due e il quinto li avevo citati anche io (ma esiste un'atmosfera pari a quella de Il Pozzo e il Pendolo?) e il terzo, Oceano Mare, è solo una mia grossissima dimenticanza, potessi lo inserirei subito. Ho letto quasi tutti i Baricco e sì, questo li batte tutti. Pensa Antimo che la parte forse più tosta, quella della zattera, l'hanno ripresa, cambiandone le parole, in un infimo film horror, In The Market.
      Insomma, 4 su 5 dei primi, non c'è l'en plein solo perchè incredibilmente Il Nome della Rosa mi manca.
      Poi...

      Fattoria degli animali, 1984 o Fahrenheit dove peschi peschi, sono 3 capolavori sul concetto di Potere.

      Ecco, Terzani non credo sia nelle mie corde, ma lo stimo molto.
      Uomini e Topi bellissimo, ma ce l'ho troppo offuscato nella mente.
      Borges nominato anche io, potevo prendere anche l'Aleph.
      Cent0anni di solitudine vedi sopra.

      Dei 4 che non ho commentato conosco solo quello della Yourcenar (inserito in qualsiasi classifica dei libri più belli di sempre), sugli altri mi informo.

      In questo post ho almeno una quarantina di consigli bellissimi, se ricomincio a leggere a quel punto il problema saranno i soldi :)

      Ah, ottimi, incisivi e perfetti i minicommenti che fai ad ognuno, hai scelto proprio l'impostazione perfetta scrivere la lista, anche con la ciliegina dell'aggettivo finale.

      e...benvenuto nei commenti

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    2. Si, sono Enty! :) Sai che sono un lettore costante del tuo blog.
      La parte della zattera è da pelle d'oca, un crescendo di tensione ed emozione fantastico.
      Fahrenheit ancora devo leggerlo, ma provvederò a breve.
      Su Terzani hai perfettamente ragione, anche per me è un libro che nulla ha a che vedere con la grandiosità di tutti gli altri citati, ma sono rimasto folgorato dalla sua vita e dalla sua tolleranza, lo considero quasi un mio tributo a lui, fermo restando che la qualità della scrittura è lontanissima dai vertici di cui parliamo.
      Ho dovuto tener fuori, mio malgrado, Pirandello, che amo spassionatamente, "il mattino dei maghi" che ti consiglio di andare a guardare, data la sua forte originalità, Gary, Miller, Camus e molti altri.
      Ti comunico, inoltre, con piacere, che anche io ho iniziato a leggere col caro Stephen King, ne ho letti oltre una decina credo. E leggevo molto all'inizio del mio approccio letterario anche Grisham.
      Grazie mille, ma ciò accade soprattutto grazie a te che ci dai spunti di riflessioni e spazi virtuali dove confrontarci ed esprimere e condividere idee ed opinioni..:)

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  24. Scusa, ma da poco ho fatto l'account e ancora devo imparare ad usarlo bene. :) Ho cancellato il messaggio precedente che altro non era se non un doppione di quello mio sopra. :)

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    1. Ahah. figurati, metto tutto a posto io...

      No no, ma Terzani è (purtroppo) proprio lontano dal mio modo di vivere, non era questione di qualità. Anzi, queste son classifiche di legami, non di qualità (anche se quasi sempre combacia).

      Insomma, King è la nave scuola della letteratura...

      Pirandello è straordinario, e pure Camus.
      Sì, Fahrenheit va letto, guarda, credo sia anche superiore a 1984. E poi come argomento riguarda troppo questo post..

      Per il resto grazie a voi, non siete voi ad "esistere" grazie a me ma io ad esistere grazie a voi.
      Parlo del blog eh, solo di quello.

      A presto!

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  25. Dai ci provo anche io. Privilegio ciò che ho letto e riletto o che vorrei rileggere. So che ho conosciuto libri di ben altro spessore secondo la Critica ma io critico non sono e quindi mi sento libero di dare ampio spazio a ciò che ho adorato da sempre e cioè la fantascienza cioè proprio un settore che la Critica non considera. Io si dunque :
    1984 – Orwell (il libro più disperato che abbia mai letto)
    Pet Sematary – King ( implacabile)
    I migliori racconti di P.K.Dick (troppi per citarli)
    I migliori racconti di Richard Matheson (idem)
    Il Padrino - Puzo (c'è dentro tutto)
    Il teatro di Sabbath – Roth ( storia di una vita senza compromessi, lieta e disperata )
    I migliori racconti di Dino Buzzati (lo adoro, autore sincero come pochi)
    I 49 racconti di Hemingway ( uno di questi “un posto pulito e illuminato bene” è per me un “cult” assoluto).
    Viaggio al centro della terra (Verne mi ha rapito da ragazzo, scelgo questo).
    Le spirali del tempo - Chad Oliver (non so bene perchè ma ho sempre adorato questo piccolo romanzo letto solo su Urania)
    Pianeta Tschai – Jak Vance (letto e riletto.. puro divertimento)
    Cristalli sognanti – Sturgeon (dovevo pur omaggiare questo magnifico scrittore in qualche modo)
    La terra sull' abisso – Stewart (libro splendido e poco conosciuto).
    Basta S.F. quindi gli ultimi due sono : Finzioni di Borges e Aria sottile (Krakauer).
    Grazie della Tua ospitalità.
    Luca

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    1. Ma sei Luca luca?
      Dove eri finito?
      Ahah, meno male questo post strano, sta arrivando gente nuova e tornano a commentare grandi (nel senso di qualità) lettori come te.

      Pet Sematary... mamma mia che libro, credo che se lo rileggo adesso sarebbe ancora più forte. A me non è dispiaciuto, per niente, nemmeno il film. Forse, ma dovrei ricontrollare, l'ho messo anche tra i 20 horror più importanti della mia vita.
      Roth mi manca, e ne ho sempre sentito parlare benissimo.
      Ecco, Hemingway ne riconosco la grandezza ma non è tanto il mio stile...
      Dick mai letto, ma praticamente il 40% del cinema di fantascienza esiste grazie a lui.
      Il Padrino mai ispirato nè film nè libro, non sono un appassionato di storie di mafia.
      Di tutti altri molti non li conosco ma sono un importante contributo "di genere" a questo post-
      Finzioni anche te, Krakauer non lo conosco.

      Grazie a voi, ve lo ripeto sempre

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    2. Ciao Caden, si l' ultima volta che ho scritto sul blog eri ancora dae .. qualche disavventura e soprattutto la mia innata pigrizia che mi porta a leggerti, vampirizzarti per i film che segnali (di solito condivido i gusti) e non intervenire. Farò ammenda. Scrivere fra l' altro mi piace ma lo faccio già tanto per lavoro che poi ... tu si che scrivi bene mio caro e non lo dico affatto per compiacerti. Le tue storie sui tipi da videoteca sono state letture piacevolissime credimi ed io non sono tanto "facile" al riguardo.
      Come vedi ti leggo sempre (anche se non ho ancora visto Synedcoche a New York che mi avevi consigliato ma presto lo faccio).
      Dai leggi Dick o almeno il meglio dei suoi racconti. Credo ti piacerà.
      Krakauer è un giornalista contemporaneo amante della montagna. Ha scritto ad esempio "in to the wild" da cui è stato tratto il film e questo "aria sottile", bellissimo che è la storia di una disastrosa scalata dell' Everest in cui morirono in parecchi tra cui due guide molto famose. Lui c' era e descrive la storia che è indimenticabile.
      Ok. Ciao Caden a presto, Prometto che scriverò più spesso.

      Luca

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    3. Il fatto che tu bene o male abbia sempre letto è un grandissimo piacere, il resto (i commenti) sono solo le ciliegine che molto spesso mi mettete sopra.
      Quando mi parlate bene dei Tipi da videoteca mi prende sempre la rabbia per quello che avrebbero potuto essere (un centinaio di storie) e quello che saranno (una decina). In più le scrivo veramente a cazzo di cane, in mezzoretta, rileggendole appena. Ogni volta che pubblico mi viene in mente che avrei potuto dire mille cose in più ma io sono uno che quando ha pubblicato ha pubblicato, se l'ho fatto in quel modo un motivo ci deve essere.
      I racconti di Dick messi in lista (me la sto facendo qua grazie a voi).
      Ah, Krakauer è quello d Into the Wild??
      Conosco abbastanza bene la vicenda, ci mese anni per convincere i familiari se non sbaglio.
      Mi piacciono le storie tragiche di montagna, speice al cinema (penso ad esempio anche a La Morte Sospesa, titolo stupendo in italiano tra l'altro, con un doppio senso incredibile).
      Scrivi sempre se e quando vuoi, l'importante è che ci sei.
      E se ti piace più chiamami Giuseppe, lascio sempre a voi la scelta

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    4. Scusate se mi intrometto, ma Luca, puoi specificare un po' di più riguardo il teatro di Sabbath?
      Rispetto ad altri dell'autore, mi ha incuriosito questa scelta.

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    5. Ciao Edo,
      bè non posso definirmi un grande conoscitore di Roth (ho letto solo “Il lamento di Portnoy”, “La macchia umana”, “L’ animale morente”) e questo Sabbath. Poi mi sono fermato perché secondo me difficilmente può avere scritto qualcosa di più .. potente (e magari sbaglio). Non sono un critico e non so bene cosa dirti. Ho trovato memorabile la storia di questo uomo che ha fatto della carnalità il centro della sua vita disdegnando ogni altro aspetto (fama, successo, convenzioni sociali, ipocrisie), la descrizione della sua esistenza, i suoi ricordi, gli incontri con le donne (“Sabbath perché ti piacciono solo le donne disturbate?” “Ah non sapevo che ne esistessero altre”), le considerazioni spietate e così anticonvenzionali sulla vita di noi tutti. Insomma davvero un teatro con momenti anche dolcissimi e incredibile a dirsi con un paio di scene che mi hanno fatto ridere fino alle lacrime.
      L’ ho scelto per questo. Se qualcuno mi segnala un altro suo romanzo all’ altezza mi precipito a leggerlo. Ciao. Luca

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    6. Non ho letto niente di Roth, lo ripeto.
      Ma solo una curiosità: ne La Macchia Umana libro la faccenda nero poi diventato bianco si spiega un pò meglio? il libro mi spiazzò. Che poi so che ci fu un errore di traduzione (voluto credo) riguardo alla parola detta dal professore in classe

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    7. Dick per l'inventiva delle storie e la capacità di evocazione è uno dei più grandi, secondo me. Se si procede verso la fine della sua vita di autore si va verso la psichedelia pura. Un ottimo libro su Dick è Io sono vivo e voi siete morti, densa passeggiata nella biografia e nella produzione di Dick e scritto da Carrere, un ottimo autore credo qui non citato, ma molto valido e...agghiacciante!

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    8. Sì, Carrere è una new entry.
      In un club ormai nemmeno tanto esclusivo.
      Ma Fabio Volo ancora non l'ho visto.
      Dick in realtà sono 20 anni che voglio leggerlo, speriamo voi siate la spinta giusta

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    9. E allora vado di due consigli: di Carrere, L'avversario (http://www.ibs.it/code/9788845927867/carrere-emmanuel/avversario.html), di Dick, il mio preferito è Le tre stimmate di Palmer Eldritch

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    10. Ma L'Avversario ho visto il film!
      E all'epoca mi informai anche sul libro, guarda te.
      Sono le storie che mi piacciono di più, piccole, nere e imperscrutabili (sarà per questo che ho così amato Foxcatcher?).

      Per il resto pagina 225, non l'avrei mai detto, mi avete messo benzina nel serbatoio

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  26. Non leggo molto, le troppe pagine mi annoiano, alla lunga....preferisco le storie, i racconti brevi, i giorni visti dagli altri...a tale proposito mi piace menzionare un libro che mi è rimasto dentro, non so se qualcuno l'ha citato "Trilobiti" ecco dico questo.

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    1. Be' anonimo un colpo solo ma che colpo .. l' ho letto anche io incuriosito dal fatto che l' autore era morto giovanissimo (25 credo), suicida, con un colpo di fucile. Ha scritto solo quei racconti infatti in uno stile che .. bè non poteva scrivere quello che ha scritto e come lo ha scritto a venti anni. Nella prefazione che ho letto si dà conto di questo e viene detta una cosa vera e terribile che più o meno suona ; "se sai scrivere così a quella età devi pagarne il prezzo .."

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    2. Oh cazzo cazzo cazzo cazzo.
      In un colpo solo mi hai (avete) messo una scimmia addosso pazzesca.
      Ho letto due righe su wiki, il suicidio, l'opera unica uscita dopo, lo stile.
      Segnalazione strepitosa.

      (ma sei anonimo anonimo o uno che conosco che si è dimenticato di mettere il nome?)

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    3. ritrovo quello che avevo scritto, nel 2009, magari anche Tristan Egolf e John Kennedy Toole li metti in lista :)


      Tristan Egolf - Il ragazzo della fattoria
      A maggio 2005 è morto suicida a 33 anni Tristan Egolf, un ragazzo che ha scritto un libro, pubblicato da Frassinelli, qualche anno fa, passato quasi inosservato. Il libro è “Il ragazzo della fattoria”, racconta la storia di John Kaltenbrunner, un personaggio solo contro tutti, una storia epica, quasi con un respiro biblico, che affronta prove terribili, e solo alla fine incontra dei compagni veri e solidali, ma muore come una bestia. Gli Stati Uniti d’America producono molti scrittori longevi, ma anche molti che muoiono giovani, per propria mano, come Breece D’J Pancake o John Kennedy Toole. Come Ignatius Reilly di “Una banda di idioti”, anche John Kaltenbrunner non ci lascia indifferenti, ci tocca dentro e nel profondo. E quando un personaggio “inventato” ci dice più di tanti in carne ed ossa che incontriamo tutti i giorni, riusciamo ancora a commuoverci. Se per qualche motivo non l’avete letto o non conoscete nulla di Tristan Egolf, prendete John per amico e recitate una preghiera per Tristan.

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  27. Uno che conoscevi e che si è "sloggato" da un po'di tempo...

    (ti leggo sempre comunque...)

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    1. Quando siete così misteriosi da un lato mi affascinate e dall'altro mi inquietate (spesso il fascino si mischia all'inquietudine in effetti).
      Ma non potevi scrivermi il vecchio nome?

      Io ricordo tutto e tutti... :)

      ciao!

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  28. Ciao ....prima o poi dovevo arrivare a seguirti pure qui :)
    Per me leggere libri è sempre stato importante ma prima di tutto necessario, nel senso che da piccola era un modo per evadere dal mio quotidiano poi le storie si rivelavano più intriganti del semplice fuggire e quindi , come per le ciliege, una tira l'altra; poi con gli anni , grazie ad incontri fortunati, ho trovato ben altro , e a seconda del momento e della situazione ,un vero e proprio aiuto ,senza mai tralasciare il lato ludico .
    Anche per me sarebbe impossibile fare una vera lista di libri importanti, troppi in assoluto , quindi mi limiterò ad un piccolo elenco tra quelli che hanno segnato un inizio od una meta .
    Di Saramago ne abbiamo già parlato e sai bene quanto sia importante per me , di suo ho letto tutto , pure i diari di Lanzarote, ed è una persona che avrei voluto incontrare , eppure pensa te , il primo approccio con la sua scrittura è stato Il Viaggio Dell'Elefante che se paragonato al resto della sua produzione è quasi leggero, seppur si possa considerare una bestemmia definire leggeri i suoi scritti; poi Il Sergente nella Neve di M.R.Stern per un motivo incredibile : in um momento difficile dellam mia vita leggere le sue testimonianze mi ha aiutato davvero psicologicamente , alla faccia di tutti i testi cosidetti professionali, ; il suo modo di raccontare situazioni estreme senza mai un momento di autocommiserazione o facili isterismi , ma sempre con pragmatismo ed orgoglio è stato per me indispensabile. e così poi ho letto tutti i suoi racconti.
    Sunset Limited di Cormac McCarthy , strepitoso dialogo tra un ateo ed un credente che rappresenta tutta la summa della nostra storia sociale e se poi si legge di seguito La Strada si potrebbe proseguire il discorso nel tempo.
    Leonardo Sciascia....tuttotuttotuttotutto......metto Candido perchè l'ho riletto ultimamente e l'ho trovato ancora più calzante al contesto quotidiano.
    Devo Assolutamente mettere il tuo stesso Pennac per gli stessi motivi tuoi !!!!
    Stirpe di Marcello Fois per rendersi conto di come sia possibile con poche parole scatenare emozioni sconvolgenti raccontando la vita di tutti igiorni....
    Pirandello....anche per me Il fu Mattia Pascal ...ok Pirandello è Pirandello ... ma tu lo sai che ogni tanto io devo lasciarmi andare un pò ....son fatta così , quimdi capirai che non voglio assolutamente sminuire il valore di quest'opera ,anzi, insomma Mattia Pascal è uno sborone !!!
    Infine , e poi per oggi mi fermo qui , Il Colonnello Chabert di Honorè De Balzac che mi ha fato capire che se io facevo sempre a pugni con gli autori dell'800 non era solo un mio limite.........e così poi ho proseguito con altri suoi racconti !!!
    Un saluto dalla Dolly





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    1. Ma che piacere averti qui!

      (prima di rispondere volevo dirti che anche qua puoi ricevere notifiche, anzi, sono meglio di FilmTv. Clicchi su "inviami notifiche" e sei a posto).

      bellissima la tua introduzione

      sì, su Saramago avevamo parlato tanto, forse era proprio uno dei post che ci aveva messo in contatto su quel sito

      Stern mi passò tra le mani da ragazzino ma non lo lessi. Però mi intriga, specie adesso da come ne parli.

      McCarthy ho, appunto The Road, lo comprò mio fratello dopo il film (che amiamo). Prima semmai volevo passare da lì
      Se non sbaglio hanno fatto il film anche su Sunset Limited no?

      Candido ne conoscevo un altro...

      Pennac insieme a King è il più gettonato. Il mondo che ti crea, se ci entri, è indimenticabile. E poi te l'ho detto, a me piacerebbe scrivere come lui, unendo più stili, unendo più emozioni.

      Stirpe mai sentito.
      Ahah, uno sborone ;) ;)

      Con l'800 io ho molti problemi.
      A parte il gotico e qualche russo ci sono scrittori e stili che poco hanno a che vedere con me.

      Mitico saluto della Dolly!



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    2. Eccomi di nuovo, avrei unn sacco di cose da dire che mi frullano in testa ma il tempo è sempre poco e poi...se canto non fischio....se non leggo di che parlo he he he....certo che qui si è formato un bel gruppo di lettori e le indicazioni interessanti non mancano, ma è pur vero che tu hai un modo di fare che ispira !!
      Intanto mi faccio da una parte...mi pare di aver visto in giro il nome dei Wu Ming, ecco li volevo proprio segnalare ; con il mitico " Q " c'è stata infatuazione diventata innamoramento con " Altai" , con loro ho iniziato ad apprezzare davvero il romanzo storico che era spesso , per me , insoddisfacente o perchè troppo didascalico ed accademico o troppo fantasioso ,da romanzo d'appendice , mentre il loro modo di raccontare mi fa sentire nella storia , nel vivo della cronaca ma allo stesso usano toni intriganti..... ; non ho ancora letto " L'Armata dei sonnambuli "...ma presto sarà il suo turno mentre qualche anno fa ho letto " 54" ....splendido affresco del dopoguerra , inizio guerra fredda, un inquietante fotografia dei primi passi del progresso tecnologico, tra vecchi partigiani e nuovi combattenti , tutti incerti , nonostante la sicumera , sul domani.
      Ed a proposito di Murakami , ho letto diversi suoi romanzi , ma ho con lui un rapporto difficile, perchè iniziai a leggerlo in un certo momento della mia vita , su consiglio di una mia conoscente, e son convinta che se non fosse stato per certi scambi di vedute tra di noi , ( tra l'altro poi interrotte ...drammaticamente...) non ne avrei letti più di uno o due. Ad ogni modo vorrei tornarci su con calma, nel frattempo son curiosa di sapere cosa hai letto di suo e cosa ne pensi.
      Un saluto dalla Dolly

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    3. Q fu una cosa strepitosa, quando lo lessi pensai che fosse una cosa completamente diversa da tutte le altre. Poi solo adesso grazie a sto post scopro che quel collettivo ha sempre scritto, e sempre con quel "metodo". E, come te, è l'unico modo per cui anche io posso apprezzare un romanzo storico.
      La prossima volta che vado in libreria voglio cercarli tutti, intanto guardo, poi piano piano spero di prenderli.
      Murakami che dirti?
      Io ho letto solo i racconti ed ora sono a 3/4 dell'Uccello.
      E' uno scrittore che mette talmente tante cose dentro che quello che leggi giocoforza si "mischia" con la tua vita. Quindi ci sono periodi in cui lo ami e altri in cui lo detesti, scusa se dico questo con un solo libro ma la sensazione è quella.
      Però a livello psicologico è tanta roba, e il bello è che la psicologia è completamente nascosta da vicende banali, semplicissime.

      Un saluto!

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    4. Rilancio un'abbinata che un lettore non può farsi mancare, che collega tre secoli e mille personaggi e tematiche; prima leggere 93 di Hugo, poi L'armata dei sonnambuli dei Wu Ming

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    5. Sto facendo un taccuino con tutto.
      Allora questi li metto in parentesi graffa ;)

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    6. Accidenti al tempo che fugge ....ho visto ora il consiglio di Emmeeggì a proprosito di leggere prima 93 di Hugo e poi L'armata e visto che io avevo già letto, con molta soddisfazione Q e Altai e a breve avrei iniziato L'armata behh devo proprio buttarmi prima su 93....
      Ohi Giuseppe ...senti un pò ....anche se non so ancora come farò a seguire tutto chiedo a squarciagola rece su libri ...pregusto già lo spasso dei tuoi scritti e le infinite discussioni :)
      Un saluto dalla Dolly

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    7. Mica lo so se è una grossa coincidenza o no (credo di no, alla fine in questo stesso post ho scritto che volevo cominciare a parlar di libri).

      Sta di fatto che farà la prima puntata domani :)

      sempre che non mi prende l'apatia paralizzante che ogni tanto mi prende

      ah, io intanto ho ricomprato Q, non si sa mai...

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    8. Carissimi,
      -la prima cosa è che il suggerimento dell'ordine di lettura mi è stato dato niente popodimeno che da wuming1 durante una chiaccherata; -la seconda, sono due ottimi libri entrambi, 93 riluce di splendore letterario (oltrechè politico e storico), L'armata un po' meno stiloso come capacità letteraria (ma è un po' meno relativo a UN MOSTRO DELLA SCRITTURA quale è Hugo, quindi fate vobis) ma una narrazione, come sempre per i wuming, che sa parlare "del passato al presente" con passione e grande studio e competenza. Poi dietro e con i wuming c'è un mondo/movimento culturale e politico, anche quello merita, basta approcciarsi a Giap, qui sul web.
      La terza, se leggerete l'Armata, fatemi sapere che ne pensate, soprattutto alle porte, ai pecorsi che apre anche su altre discipline, a cominciare dall'illusionismo. Io -giuro- ho ripreso in mano il manuale di Silvan degli anni '80 con uno sguardo radicalmente diverso da prima.

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    9. Interessantissimo...
      Sarà quasi impossibile non leggerli ormai :)

      E quella cosa che dici sull'Illusionismo davvero formidabile, non riesco a capire come possa entrarci in modo così forte

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  29. Ecco i miei

    1 Finzioni di Borges
    2 Scritti corsari di Pasolini (che non è narrativa, ma se no che prendo di Pasolini? Lì sta concentrata la sua visione, è il suo "libro" più significativo)
    3 L’idiota di Dostoevskij

    Poi non li saprei numerare, quindi, di italiano aggiungo solamente:
    La Divina Commedia (grazie Giuseppe - uno si concentra solo sugli ultimi 100, massimo 200 anni e invece...)

    3 dagli USA:
    Furore di Steinbeck
    Cattedrale di Carver
    Trilogia della frontiera di McCarthy

    Dal resto del mondo:
    Il rosso e il nero di Stendhal
    Il castello di Kafka
    Al faro di V. Woolf
    Doctor Faustus di T. Mann
    La donna giusta di S. Marai
    2666 di R. Bolano
    Il mare della fertilità di Mishima
    1Q84 di Murakami

    Ci sono tanti libri sfuggiti agli anni belli delle letture compulsive; ma vorrei comunque trovare il tempo per completare Underworld di DeLillo e Alla ricerca del tempo perduto (sono rimasto all'ombra delle fanciulle in fiore, anche perché lì si stava bene):
    Anna Karenina
    Infinite Jest
    Ulisse di Joyce


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  30. "La lunga marcia" me lo ricordo anch'io, eccome.
    Nel ricordo viene prima di molti altri di King (con King ci ho convissuto come te, anche se per un periodo più breve più o meno dal 1992 al 1995. E da allora mi è rimasta una strana infatuazione: ho comprato pochi altri suoi libri successivi, ma ogni volta che ne esce uno, è una tentazione... come mo' con Revival. Però 22/11/1964 mi ha deluso viste le aspettative).
    "La lunga marcia" è come dire, per me, l'antesignano di Battle Royale, che al cinema viene 15 anni prima degli Hunger games.
    Ti consiglio, a proposito, un film geniale di quel geniaccio di Miike: "As the gods will". Visto all'ultimo festival di Roma, mi ha fatto impazzire.

    Comunque ti odio :) Mi hai fatto venire voglia di rileggere Il barone rampante, di leggere Gogol, il Pasticciaccio e Tozzi.
    Quindi di vite ora me ne occorrono 3.

    PS come mai quando gli chiedo di commentare come eyeswideshining di wordpress non mi prende l'URL? Boh

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    1. Che piacere averti qui!

      Allora...

      Del primo terzetto collimiamo in due su tre. Pasolini, e qui torniamo anche al post di oggi, quello sul non aver paura di dire le proprie mancanze, non ho visto nè letto mai niente se ci credi, solo visto 2,3 documentari.

      I 3 americani mi mancano, hai proprio citato 3 Scrittori icona per gli americani. McCarthy credo sia quello che mi si avvicina di più

      Dal resto del mondo tranne Kafka non ho letto nulla, soltanto 1,2 Murakami, ma non quello.
      Stendhal non mi ha mai attirato, alcuni sinceramente non li conosco (Marai e Bolano), del Fausr ho letto solo delle parti (bellissime).

      Eh, ma quelli che non hanno finito la Ricerca sono il 95% eh...
      Mio fratello più grande ce l'ha fatta.

      Tra quelli che vuoi leggere sai che uno è comune.

      King insomma è base di tutti, impressionante. E La lunga marcia ha colpito il cuore di tanti. Molto interessante il riferimento a Batlle Royale, quasi geniale. E il film di miike (regista per cui non stravedo come tanti, ma che ha fatto film notevolissimi) me lo vado a cercare.

      Stefano, Gogol e Gadda sono obbligatori.
      Per il resto mi odi per questi 4 titoli?
      E allora io che dovrei fare che me ne avete fatti "appuntare" più di 50 voi!!
      te stesso almeno 4,5

      Guarda, non ci capisco nulla de ste cose ma so che per commentare da Locatelli (che è wordpress) ho dovuto fare la stessa cosa (all'opposto), ossia fare un account wordpress.

      valli a capire...

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    2. Faustus di Mann dico eh, Goethe, per tornare al tuo incipit...non l'ho mai letto :(
      Veramente anche 1984 ho voglia di rileggere (ma non da ieri, a esser sincero). Però da ieri è vero che ho complessivamente molta più voglia di leggere, ...mi hai messo in crisi!
      Gadda lo iniziai, ma da ieri sera è fuori dallo scaffale. Stava per entrare nella borsa con cui vengo a lavoro, stamattina.
      Ho scoperto anche di avere una copia di Con gli occhi chiusi, di Tozzi, l'hai letto?
      Gogol, approfondisco. Non ci pensavo da eoni.
      Di quelli che non conosci, ti consiglio di fare una ricerca su Google soprattutto su Roberto Bolano (con la n con la cediglia, non so come inserirla qui): è uno scrittore che immagino possa intrigarti.
      Ma leggiti anche Le Braci di Sandor Marai (prima che La donna giusta che ho inserito ieri): ti folgorerà.
      Faccio subito un cambio nella mia lista: fuori Stendhal e dentro Truman Capote con "A sangue freddo".
      (Odiami, sì).

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    3. tilde, non cediglia... :D

      By the way, Saramago piace molto anche a me, ma sono lungi dall'aver letto tutto.
      Il prossimo in lista (da un bel po' eh) è Storia dell'assedio di Lisbona, che ho comprato insieme a Tutti i nomi (l'ultimo che ho letto, un anno fa).
      Ho letto in ordine, negli anni: Ricardo Reis, Vangelo secondo Gesù, Cecità, Saggio sulla lucidità (forse quello che ricordo più vividamente), Caino.
      Cos'altro mi consigli? Memoriale del convento?

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    4. Altra coincidenza...
      L'altro ieri vado in libreria e sai che sto per comprare? A sangue freddo di Capote... ahahh, assurdo
      Poi ho virato altrove ma sarà una lettura molto prossima, entro mesi spero.

      Mamma mia, leggendo di fretta ho commesso un errore grossolano. Sì sì, io intendevo Goethe, letto all'uni a sprazzi, meraviglioso, non Mann.
      I due che hai detto segnati, ma orami sto post per anni mi accompagnerà come una lista della spesa, ci saranno almeno un centinaio di cose che mi hanno incuriosito...

      Guarda, sulla narrativa pure io andrei con L'uomo duplicato (ci ha fatto anche il film Villeneuve, Enemy, ma ho paura a vederlo) o Le intermittenze della morte, altrimenti se ti piace la base storica sono ottimi anche i due che hai citato (Lisbona, Convento).
      Ma le ultime 20 pagine de La Caverna sono tra le emozioni più grandi della mia vita da lettore.
      A me manca, credo, solo Reis e Lucernario (iniziato 10 volte in queti 3 anni di non letture).
      Particolarissima la cosa che ti sia rimasto impresso più Lucidità che Cecità, probabilmente hai una mente più "sociale" della mia (che si solito invece più un libro/film parla solo dell'uomo nudo, crudo e spoglio, più mi piace)

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    5. Non che l'uomo in sé non mi affascini, eh, però sì, ho senz'altro un'inclinazione per le tematiche sociali e politiche. Ma tra Cecità e Lucidità corrono anche alcuni anni a favore del secondo, letto dopo e ...con maggior lucidità probabilmente.

      A sangue freddo, assurdo.
      Comunque aggiungo un sedicesimo titolo neanche troppo per gioco, anzi: e fallo in qualche modo entrare nella tua pluriennale lista della spesa:
      La sincronicità, di Carl Gustav Jung.
      Parla di coincidenze significative e suggerisce un superamento della logica solamente causale tipica delle scienze empiriche.
      Sono poche pagine.
      Freud è fondativo (dovrei onestamente inserire "L'interpretazione dei sogni" fra i primi 10 libri!), ma da quando mi sono iniziato ad addentrare in Jung, ho semplicemente scoperto la mente più importante del XX secolo. Merita ancora di essere scoperto per l'importanza immensa che possiede e che gli verrà prima o poi riconosciuta.

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    6. Certo cerro, l'uomo affascina tutti ma alcuni, come mi confermi, amano anche vederlo in senso più largo, aggregativo. T'avevo sgamato visto?

      Sì, l'ho preso in mano quel libro (ho visto anche il film), poi dopo ne ho visto un altro e preso l'altro.

      Direi che con il titolo di Jung che hai citato chiudiamo perfettamente il cerchio :)

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    7. Ragazzi mi inserisco solo per dire che sicuramente non potrbebero mancare menti come Freud e soprattutto Jung in un ipotetico viaggio sull'isola deserta, proprio come ha detto Stefano, una "fondativo", di una lucidità esemplare (il mio preferito, ma perchè a me piacciono molto l'antropologia, l'etnologia, la storia delle religioni è Totem e tabù), l'altro effetivamente forse LA mente (e lo spirito) del XX secolo. Il libro sul mio comodino è Psicologia e alchimia. Si aprono Porte! Dissento solo per un cosa con Stefano; Jung è già molto riconosciuto, certo non come letterato, ma come uomo "di anima" e di scienza sicuramente sì, perlomeno da chi ha fatto un lavoro/percorso introspettivo

      PS Ecco, potresti pure leggere Hillmann, che sarebbe un po' il terzo -spettacolare- passo nella mente e nella storia umana.

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    8. Colpito dalla tua preparazione MG. Grazie dell'ennesimo interessantissimo commento. Diciamo che io in vita mia sono rimasto sempre alla narrativa e difficilmente mi staccherò da quella. Ma non si sa mai, quanto possano essere affascinanti Freud e Jung me lo posso solo immaginare. Ma è come per i biopic nel cinema, ho bisogno di finzione dentro :)

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    9. MG hai assolutamente ragione che Jung è già molto riconosciuto, ma a livello di immaginario collettivo Freud lo conoscono tutti, ed è in buona approssimazione interiorizzato correttamente (inoltre è stato letto anche da chi non ha letto altro di psicologia). Jung invece è poco noto (rispetto a quanto meriterebbe, e soprattutto a quanto sarebbe importante lo fosse) al di fuori degli specialisti.

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  31. A proposito di Jung, ho da poco iniziato a leggere "Ricordi, sogni, riflessioni", autobiografia che scrisse alla veneranda età di 83 anni se non erro. L'impostazione del libro è coerente con il percorso di vita dell'autore - già le prime pagine sono popolate di visioni, apparizioni, ricordi d'infanzia semidimenticati, mentre gli eventi esteriori trovano pochissimo spazio. Quando poi un libro ti regala l'immagine di un fallo gigante assiso su un trono d'oro sotterraneo, allora capisci quanto possano essere fuorvianti categorie quali "narrativa", "saggistica" e "fiction". Tutta questa filippica per dire che anche saggi, manuali, biografie (così come i documentari nel cinema) possono essere quanto di più lontano dal mondo reale si possa immaginare... L'importante (e lo dico prima di tutto a me stesso) è non farsi condizionare dall'etichetta sullo scaffale.

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    1. Guarda, stai parlando con uno che non solo odia le etichette ma che proprio, anche attivamente, le rifugge sempre. Nella videoteca mi rifiutavo di mettere il genere e anche qua, nel blog, molti mi hanno chiesto "cartelle" o divisioni per generi ma io ho sempre detto di no.
      Detto questo so benissimo che i vari mondi di mescolano, ogni buon libro di narrativa ha dentro di sè tanta psicologia, tanta storia, tanta filosofia. Come ogni bel saggio ha immagini e suggestioni che rimandano alla narrativa. Però dai, tutto si può dire di Freud ma non che sia un romanziere. Al massimo uno che ha ispirato ed aiutato quasi tutti i romanzieri... Quindi sì, son convinto che ci sarebbero pagine freudiane che amerei da morire, ma in un contesto in cui credo proprio che in generale faticherei, e non poco.
      Ma hai ragione

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  32. Su Freud, è vero, era fonddamentalmente un clinico.
    Ma con Jung (e tanti altri) le carte si mescolano. Per dire, personalmente ho lavorato molto non solo con i sogni, ma con le fiabe e le immagini, e lì il "materiale" spazia e si intreccia (il tessere del resto è uno dei movimenti archetipici della vita e/o della narrazione umana) davvero molto

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    1. Direi che mi avete convinto ;)

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    2. Mi sento di sottoscrivere tutto quello che scrive MG su Jung (che conosce senz'altro assai meglio di me)!
      Un consiglio, Giuseppe? Vai in una buona libreria e cerca Il libro rosso. Se hanno quello illustrato, ovviamente. Altrimenti la sua guida alla lettura.
      Costa un patrimonio; ed è consigliato solo a chi ha già familiarità con Jung.
      Tu cerca, però.
      Poi ne riparliamo ;)

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    3. "Costa un patrimonio"
      "è consigliato a chi ha già familiarità con Jung"

      Tu cerca però

      Insomma, come venditore e motivatore hai fatto di meglio ;)

      (anche solo per curiosità la prossima volta che vado in libreria ci guardo però...)

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    4. no, non intendo consigliarti di acquistarlo, anche perché nemmeno io l'ho mai fatto. Ancora non sono pronto! Però puntavo tutte le mie carte sul "tu cerca, però": perché se cerchi (e basta wikipedia...) secondo me potresti incuriosirti di riflesso a Jung, talmente tanto che nemmeno immagini.

      "Il libro rosso".

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    5. Dài, sono buono.
      Ti trascrivo qui la scheda del Libro Rosso:

      Jung lavorò al Libro rosso – trascrizione in parole e immagini dei sogni e delle visioni che popolarono il suo «viaggio di esplorazione verso l’altro polo del mondo» – per oltre sedici anni, dal 1913 al 1930, e ancora in tardissima età egli lo definì una sorta di presagio numinoso, l’opera di fondazione in cui aveva deposto il nucleo vitale e di pensiero della sua futura attività scientifica. Nondimeno, non volle mai autorizzarne la pubblicazione, e dopo di lui anche gli eredi si attennero alla consegna.
      La presente edizione, comprensiva della riproduzione in facsimile dell’originale e corredata da un ampio saggio di contestualizzazione storica e da un ricchissimo apparato di commento, segna ora un punto di svolta, inaugurando una stagione nuova ne gli studi junghiani.
      Grazie alla pubblicazione di questo che è l’inedito forse più importante nella storia della psicologia, diviene infatti possibile ricostruire le fasi dell’autosperimentazione di Jung – e dunque comprendere la genesi e l’articolazione dell’opera successiva – sul la base di una fonte documentaria di prima mano, e non di congetture fantasiose e pettegolezzi.
      Il Libro rosso è, in effetti, il libro segreto di Jung. Ma segreto soprattutto in quanto riproduzione simbolica di un universo altro, rappresentazione di un significato esistenziale che è e deve rimanere ignoto. Le immagini interiori in esso evocate e personificate provengono infatti da un aldilà mitico, in cui si caricano di una potenza numinosa che le rende a un tempo guaritrici e pericolose: operatori magici di forze psichiche autonome che solo attraverso un corpo a corpo con l’inconscio è possibile neutralizzare e incanalare in un percorso terapeutico. Quella che Jung chiamerà più tardi «immaginazione attiva», è appunto lo strumento inedito di cui egli si servì, nel corso della sua «discesa agli inferi», per suscitare i contenuti archetipici della psiche e oggettivarli attraverso il dialogo interiore, la scrittura, la pittura. Con il suo tesoro di esperienze iniziatiche e meditazioni sapienziali e con il suo corredo di immagini fantasmagoriche e virtuosismi calligrafici, il Libro rosso si situa dunque al centro di una straordinaria sperimentazione artistica e psicologica che ne fa un unicum nel panorama novecentesco. Esso rinnova la tradizione del manoscritto miniato medievale, riprendendone tecniche scrittorie, schemi di impaginazione e moduli di decorazione pittorica e ornamentale. È a tutti gli effetti un libro d’arte di superiore qualità, e volutamente prezioso: perché messo al servizio di un progetto esistenziale il cui scopo è il compimento del proprio mito personale, l’automanifestazione della Vita entro una vita.

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  33. Va beh che i commenti alimentano il blog, ma qui siamo alla ghiottoneria.. Giuseppe proprio non te lo vuoi segnare questo Jung? :-)

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    1. Ahah, ma oltre ad essere un fatto unico e rarissimo è anche miracoloso questo, perchè io e il blog non c'entriamo quasi nulla, si è creato quasi per magia uno "spazio personale" di ognuno che prescinde dal resto, come tanti promemoria. E poi, ancor più bello, vi siete parlati anche da soli, senza di me. Che questo sia successo ne il buio in sala è puro caso, poteva succedere ovunque. Ma sono contento perchè almeno ho questo archivio comodissimo da consultare proprio in casa :)

      Per il resto io sono più junghiano che freudiano solo perchè preferisco Fassbender a Mortensen (ma di mezza incollatura)

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    2. (Vena polemica OFF)
      Ok, questo tu non lo dici ma lo dico io: gran parte del merito va al padrone di casa che ha dato ai suoi ospiti materiale interessante su cui discutere, e soprattutto ha saputo creare un'atmosfera accogliente, sbattendosi molto per dare un feedback non precompilato a tutti. Chapeau! Non tutti i blog sono così.
      (Vena polemica ON)

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    3. (Vena polemica ON)
      Ecco, questo è un argomento che mi sta molto a cuore. Forse è uno dei motivi perchè commento poco in giro... Tutti richiedono commenti, sembra che vivano di quelli, e poi quando arrivano non c'è mai la minima cura nel rispondere. I commenti vengono considerati come numeri e non come pensieri, più o meno elaborati, di persone che, senza ricetta del dottore e obblighi particolati, hanno deciso di scrivere qualcosa nel tuo blog.
      Tutti vogliono una cosa che poi nemmeno considerano.
      Meno numeri, più personalità e più dialogo.
      Un commento è un dono perchè nessuno è obbligato a fartelo.
      A quel punto preferisco quei blog-siti dove non rispondono mai ai commenti, ma nemmeno ti chiedono di farli...
      (Vena polemica OFF)

      (Ringraziamento ON)
      Grazie
      (Ringraziamento OFF)

      Elimina
    4. Ecco, ora faccio una cosa che faccio spesso, ovvero parlare e dialogare anche con chi scrive i commenti. Intromettermi perchè evidentemente ho letto e trovato interessante quello che viene detto. Credo che quello di Giuseppe sia lo spirito giusto, anche io trovo poco edificante unp spazio in cui tutti scrivono più o meno le stesse cose e tutti rispondono più o meno tutte le stesse cose.
      Epperò a me piace anche lo scambio di punti di vista diversi, la critica, e quindi a volte preferisco luoghi in cui abbastanza spesso gli animi si scaldano un po', mentre da te qui Giuseppe a volte sembra un raduno di gandiani! ;-P

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    5. AHhah, hai ragione...
      E non sai quanto vorrei invece la rissa...
      Ma non ce la faccio, sono così. A me le litigate, anche accese, divertono, sono la cosa più trash che esiste. Solo in due casi sono stato pesantemente offeso in questo blog e...ho dato ragione a loro!
      Mi diverto troppo a vedere la gente che si scalda, offende e poi io li metto in crisi dicendo che hanno ragione. Ma funziona sempre.
      Quindi con me sarà dura ma se ogni tanto lanciate due bestemmioni o ve menate voi per me è spettacolare. Semmai famo come il wrestling, famo finta

      ;)

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  34. Quando ricordo e scrivo, per "necessità di prosa", che tu sei uno di quelli che leggono svariati sms al cinema, probabilmete inondando di luce chi siede di fianco e dietro te, un po' infastidito mi sembri però eh...

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    1. Un pò? Moltissimo!
      Ma io sono uno che se la prende per parecchie cose eh, specie quelle che ho a cuore, come questa (mi reputo un fruitore modello del cinema, quindi una serie di sms sulla stessa partita durante un film ridicolo, mi pare fosse Avengers, ho fatto solo bene a leggerli :) )

      No, io dicevo che quando c'è la rissa, la violenza verbale o fisica, io uso altre armi per controbatterla, non so se per carattere, paura o una specie di divertimento antropologico.
      Ma io mi incazzo anche se non ritrovo una penna eh, altro che Gandhi

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  35. Sto affrontando Gadda...
    Affrontando è il termine giusto, devo parafrasare ogni frase per capire che cribbio sta dicendo!
    Molto colorato certo, varrà la fatica.

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    1. Edo, ti prego, ascoltami.
      Io ho letto la prima volta Gadda senza nemmeno fermarmi mai.
      Non c'ho capito una sega.
      La seconda volta, immediata, è stata una delle letture più incredibili, a livello lessicale, che io abbia mai fatto.
      Non dico che anche tu dovrai rileggerlo ma che forse la prima volta leggerlo in questo modo, fermandosi e cercando ci capire, non restituisce la bellezza del testo.
      Gadda è colorato, vorticoso sì, ma in realtà la verità è che è probabilmente uno dei più grandi conoscitori e utilizzatori della lingua italiana che sia mai esistito.
      A me ha aiutato essere umbro, vicino a Roma quindi.
      Te forse farai ancora più fatica.
      Ma spero che prima o poi tu possa leggere questo libro lasciandotene cullare senza fatica.

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  36. C'è tanto di mio in questa classifica :) C'è il "Re", con il cui libro "L'ultimo cavaliere" ho imparato ad amare la lettura, e che ha riempito innumerevoli ore della mia adolescenza. Ma quanti viaggi con il Ka-tet del pistolero!
    C'è l'immenso Pirandello, che non leggo ormai da una vita intera, ma tanto chi se lo scorda?! Alle superiori m'innamorai de "I Giganti" e non mi davo pace per il fatto che fosse un'opera incompleta!
    C'è Orwell… cazzo Orwell, con il libro più spaventoso (e non esagero per niente) del 900. Ho letto tantissimo anche io di King, ma le sue storie sono barzellette rispetto a quello che trovi nelle pagine di 1984. Nella mia classifica personale starebbe molto più in alto, sicuro.
    C'è Dostoevskij, del quale non ho letto nulla all'infuori di un estratto dal libro che hai messo in classifica, "La leggenda del grande inquisitore". Per me nelle parole del vecchio decrepito c'è tutta la sacrosanta verità che dovrebbe bastare a chiunque si chieda dove cazzo stiamo andando? Perché? Come? Se vuoi capire l'Uomo non devi fare altro che leggere quello che il vecchio inquisitore vomita addosso ad un laconico Gesù Cristo 2.0, e avrai le tue risposte.
    C'è anche il Maestro Poe, ma io sono uno di quelli che tifa per l'altro, il solo ed unico Lovecraft. Non mi toccate Lovecraft che ve magno! Mi basta pronunciare il nome Cthulhu per cagarmi sotto. O Irem, la Città delle mille colonne. O Abdul Alhzared. Sono anni che mi gira in testa la malsana idea di tatuarmi addosso l'incipit del suo libro maledetto, il Necronomicon, perché ogni volta che le leggo mi elettrizzano.
    E Matheson? Dai Matheson non può mancare! La sua opera principe ha segnato personaggi del calibro di Stephen King, Steven Spielberg, è un must! :D

    P.s. ma tutti Steven si chiamano quelli segnati da Richard Matheson?!

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    1. Non ho finito la Torre Nera mannaggia.
      Ma la colpa non è mia, se ha fatto 20 anni di pausa è non stronzo lui.
      Sì, 1984 è inquietatne come pochi altri libri, non solo per la materia ma anche per come è raccontata.
      Guarda che questa non è una classifica eh, ma un elenco (lo dico in riferimento allo starebbe più in alto in classifica).

      Se hai amato quella parte leggiti tutti i Karamazov, ne vale maledettamente la pena. Quel capitolo, che benissimo racconti te, è nella storia della letteratura
      Ecco, Lovecraft è assolutamente adatto a me ma l'ho letto pochissimo, non so nemmeno perchè. Forse perchè Poe era più "umano", io quando si va troppo nel fantasy un pò fatico.
      Ma il Necronomicon l'ho letto ;)

      Non sei il primo che mi cita Matheson, dovrò rimediare :)

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    2. Nooooooo :o Non hai letto Io sono Leggenda!? Vergogna! :D Hai lasciato indietro solo il capostipite di tutte le storie apocalittiche del 21 secolo! L'alba dei morti viventi, L'ombra dello scorpione, 28 giorni dopo, The Walking Dead, tutti in debito con Matheson e il suo ultimo uomo sulla terra!

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    3. Eh, ma non aver letto Sosto è più grave eh... :)

      proverò a rimediare

      per completezza ti dico che non ho visto nemmeno il film

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  37. Non che ti sia perso una perla da cineteca... Tra l'altro sono incazzato nero con i produttori perché decisero di cambiare il finale originale, tra l'altro già girato, per farne uno oscenamente americano è__é ora non che il primo fosse fedele al libro, ma a volersi sforzare una certa assonanza ce la trovavi pure, ed era decisamente meglio di quello sostitutivo, stucchevole, scontato e banale come solo la major americane sanno fare.
    Diciamo che il discorso è molto simile a quello fatto per Silent Hill: fino ad un certo punto il film regge bene ed è abbastanza fedele al libro, poi di punto in bianco sterza drasticamente e parte per una tangente tutta sua. L'ennesimo spreco.

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    1. Quando sti film crollano così mi incazzo anche io.
      Semmai se proprio ci deve essere un abisso tra un tempo e l'altro, le cazzate fatele nel primo ;)

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  38. Primo commento (e mi scuso per non aver mai commentato prima, in compenso sono settimane che spulcio questo blog stupendo, mi sto appuntando tutto sperando di riuscire a tornare a vedere film come un tempo - al momento due piccole deliziose bestioline occupano gran parte del mio tempo libero), ma non potevo esimermi, visto che hai messo Pennac e il barone rampante, che sono i miei due capisaldi, due libri che mi hanno cambiato la vita (e io a Calvino ci sono arrivata over 20, ma l'ho amato alla follia).

    quindi ecco i libri importanti per me:
    - Pennac, tutto pennac, direi anch'io il paradiso degli orchi, giusto per andare in ordine. Come ti fa entrare lui nella tribù Malaussene, come vorresti che i racconti non finissero mai....nessun'altro mai;
    - La famiglia Winshaw di J. Coe - adoro tutto Coe, questo è il libro che me lo ha fatto conoscere, innamorare, e pensare che il montaggio alternato sia possibile anche in un libro;
    - Ti prendo e ti porto via di N. Ammanniti - inteso, forte, emozionante, uno di quei libri da cui non ti stacchi. forse non il suo migliore, ma il primo dei suoi che ho letto e che mi resterà sempre nel cuore, come il piccolo Pietro;
    - Il barone rampante di I. Calvino - mi ha fatto ridere, piangere, emozionare e pensare che potrebbe essere possibile vivere sempre sugli alberi. Se una notte d'inverno un viaggiatore è secondo me il suo migliore, ma il barone ha il primato del mio cuore
    - Cime tempestone di E. Bronte - forse considerato un testo femminile, io consiglio sempre la lettura anche agli uomini: passione, ferocia e vitalità allo stato puro. Heatcliff è stato per la mia adolescenza in uncubo affascinante;
    - Il ritratto di Dorian Gray di O. Wilde - non credo che ci siano parole, Wilde resta un genio. dai testi teatrali a questo romanzo non si può non amare e non vederne la grandezza;
    - Re Lear di W. Shakespeare - ma avrei potuto mettere anche Otello, perchè le tragedie, i personaggi, tutto quello che descrive è fuori dal tempo e ti entra dentro come una lama;
    - La variante di Lunemburg di P. Maurensig - il libro più bello e toccante che affronta un tema così feroce con una delicatezza e una non scontatezza (si può dire??) che lo rende unico;
    - Molto forte, incredibilmente vicino di J. S Froer - una scrittura che ti entra e ti pervade, commovente fino alle lacrime;
    - Memorie di una geisha di A. Golden - Sayun e la sua storia mi hanno fatto cambiare idea sulle geishe e iniziata al mondo orientale

    mi fermo qui, ma avrei potuto mettere IT di S. King (credo di non aver mai avuto così paura leggendo un libro, avevo circa 12 anni e non riuscivo più a scendere in cantina); cent'anni di solitudine (che vedo qui va pe la maggiore, io l'ho adorato, ma credo che se lo rileggessi adesso farei fatica, forse lo si apprezza al liceo) ; Novecento ( oh, Baricco sarà snob, ma questo è un gioiello e un capolavoro, non l'ho messo perchè ho visto prima il film del libro e temo di esserne stata condizionata); tutta Agatha Christie (che però ho riletto quest'estate e ho avuto anche qui un senso di "me lo ricordavo meglio"; 1984 (gran libro, terrore e angoscia allo stato puro, però mi ha lasciata talmente svuotata che non riesco a metterlo tra gli imprescindibili, anche se mi ha effettivamente cambiata); Dance dance dance (è stato il mio incontro con Murakami, l'ho adorato, ma è una bestia strana, mi ha colpito a posteriori); tutto Roddy Doyle e Hornby, ma non saprei scegliere, forse Una stella di nome Henry e Alta fedeltà, però se penso a Pennac o Coe non ho dubbi, loro sopra tutti.

    Probabilmente ho dimenticato qualcosa, ma direi che ho già scritto fin troppo!
    grazie per avermi fatto fare questo tuffo nel passato e complimenti per le recensioni, questo blog è stupendo (e sto cercando di recuperare Synedcoche New ork, dopo averti letto, ce la farò!!)

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    1. Beh, dire che le tue scuse (già di per sè inutili) sono state completamente annientate dai complimenti (troppi) e dalla lunghezza/qualità di questo tuo primo.
      Grazie!

      Allora...

      Sono troppo contento quando rivedo negli altre le stesse sensazioni che ho provato io. E ormai mi sono accorto che quello che ha fatto la tribù Malaussene è una magia che ha colpito moltissime persone.
      Ti giuro che finito l'ultimo avrei voluto mandare mail su mail a Pennac per continuare. Ma perchè non lo fa, mi chiedo?

      Per me fino ad adesso Coe era un campione degli 800 metri d'atletica, me lo appunto (a parte gli scherzi, solo sentito come nome, mai affrontato o sfiorato)

      Sfiorati Ammanniti durante l'epoca del suo boom (una quindicina/decina di anni fa mi sembra) ma poi non lo lessi appunto perchè troppo dentro il boom :)

      Calvino ormai c'è poco da aggiungere. Bellissimo anche l'altro che citi

      Ahahha, parlavo di Cime Tempestose proprio poco tempo fa con una ragazza. Anche io gli ho detto "questo può piacere solo a voi donne, come tutti i Bronte). Ma siccome amo tantissimo la canzone della Bush e Heatcliff era un mio amico (giuro, la mamma mise a tutti i figli nomi così) magari ci provo

      Quel libro l'abbiamo letto tutti, io purtroppo solo come testo scolastico, con tutti gli annessi e i connessi. Resta un'opera imprescindibile, una di quelle che è entrata nell'immaginario collettivo e nel lessico comune ormai.

      No ecco, Shakespeare è oggettivamente uno dei 5 più grandi di sempre (perchè dentro i suoi testi c'è TUTTO) ma è uno stile e un'epoca che porprio non riesco ad amare.

      La variante di Lunemberg! magnifico, me l'ero dimenticato, grazie di avermelo fatto ricordare. Grtandissimo libro

      Pensa che io sono uno dei pochi ad aver messo 8 al film...

      Nè libro nè film mi hanno mai attirato, lo ammetto

      Io non ho messo Baricco, e nemmeno nominato mai in tutti i 150 commenti ma, te lo dico sottovoce, mi piace da morire, li ho letti tutti (almeno fino a 5 anni fa).
      Per me il top è Oceano Mare ;)

      Murakami sto finendo adesso L'uccello che girava le viti del mondo (e sto decidendo se da adesso in poi iniziare a "recensire" anche libri). Quindi per adesso non dico niente.
      Di Hornby ho Febbre a 90 tatuato sulla pelle, a quel tempo era il mio libro preferito (poteva entrare qua anche lui).

      Anche io probabilmente non ho risposto a tutto ma insomma, facciamo il meglio che si può :)

      grazie infinite ancora

      Di Synecdoche New York che devo dirti? se hai letto sai già tutto :)

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    2. beh poi facci sapere almeno com'è per te l'uccello giraviti, e stesso vale, piano piano, per le altre letture!

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    3. Se mi tornerà, come spero e come timidamente mi sembra stia tornando, il fuoco della lettura, poi ci sarà sicuramente anche quello dello scriverne.
      E se così sarà l'Uccello sarà il primo :)

      grazie MG

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    4. Beh, se iniziassi a recensire anche libri sarebbe fantastico!
      sarei proprio curiosa di leggerti in questa versione.

      sai che il film tratto da Froer non l'ho visto e non lo voglio vedere? ho paura che non possa reggere (ogni cosa è illuminata non regge, anche se non mi è dispiaciuto)

      ecco memorie di una geisha sì forse è più femminile (ma il film puoi anche lasciarlo perdere), quindi aspetto che recuperi Cime Tempestose in omaggio al tuo amico Heatcliff!

      Dimenticavo, grazie della risposta così esaustiva

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    5. Ascolta, bisogna entrare nell'ottica, ma vedo che pochi ce la fanno, che sono i "blogger" a dover ringraziare chi commenta, non chi commenta i blogger...
      Quindi se vuoi in futuro ringraziami se la risposta ti è servita o era azzeccata, non sul fatto se e quanto (lunghezza) rispondo.

      Quindi grazie a te!

      Il film tratto da Foer mi è piaciuto molto, ma capisco le tue remore...

      Ahah, i fratelli si chiamoano Heatcligg, Aimone, Masseo e Igor, pensa te :)

      semmai lo vedo per il suo compleanno :)

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    6. Son partite le "gg" al posto delle "ff", scusami.

      A questo punto che ho sprecato un messaggio aggiuntivo cosa aggiungo?

      niente :)

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  39. Rachele Tommaso15 dicembre 2015 12:09

    Avere il blocco della lettua capita un po a tutti. Il mio è durato tutto il periodo universitario fuori sede. Da un paio di anni ho ripreso a leggere anche se non come desidero avendo a disposizione solo la notte (sai com' è, un paio di ore dovrei pur dormirexD).
    Di sicuro tra i libri della mia vita ci sono:
    1) quelli di king ( ho iniziato ad appassionarmi alla lettura grazie a lui). Il primo, trovato nella biblioteca del mio liceo ,fu Salem's lot.
    2) il signore delle mosche di Golding ( se vuoi cambiare idea sulla crudeltà dei bambini, visto che ne parlavamo ieri, te lo consiglio)
    3) il libro che piú mi ha scosso per la durezza dei contenuti che tratta è stato la ragazza della porta accanto d ketchum. Non è tra i miei preferiti ma di sicuro quello che piú mi ha fatto soffrire e di cui non vedevo l'ora di terminare la lettura.
    4) Papà Goriot di Balzac,il mio primo classico.Imposto come lettura per l'esame di folsofia del diritto. L'ho trovato attualissimo e di grande spunto per discussioni.
    5) i piccoli brividi xD ahahah li adoravo. Forse li ho letti tutti durante la mia infanzia. La mia passione per l'horror dava già i primi segni.
    Qualche mese fa ho iniziato a leggere Cecità, storia terrificante( nel senso buono del termine) ma che non sono riuscita a terminare. Conto di riprenderlo dopo il libro che ho in lettura.
    Ho il libro di Proust tra gli scaffali, il primo. Le poche pagine che ho letto le ho trovate molto difficili ed ho capito che non era il momento giusto per un libro cosi impegnativo.
    Purtroppo non sono circondata da persone che amano leggere e sarebbe fantastico poterne parlare sul tuo blog. Io voto per questa nuova rubrica letteraria:)

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    1. e poi di qua mi dici di leggere il signore delle mosche per cambiare idea ;)

      l'ho letto...
      Guarda, è ovvio che i bambini possono essere crudeli, crudelissimi
      ma la crudeltà rimane per me un regalo che ti fa il mondo, sia il mondo dove vivi che quello dei grandi

      coi credo poco alla crudeltà innata o genetica...

      il mio blocco sta durando troppo

      quest'anno per 3 mesi avevo ripreso bene, tanto che avevo pure iniziato una rubrica di libri
      poi è tornato...

      1 insomma, a leggere tutti i commenti il 90% delle persone ha iniziato con King, incredibile

      2 già detto

      3 Rachele, tu non lo sai ma ho visto il film che ci hanno tratto. Ne scrissi la rece ma poi cercando su internet scoprii la vera storia. E mi fece così male che poi sulla rece feci quello che feci

      4 Conosco ma mai letto nè approfondito

      5 aahha, sono della tua generazione in effetti
      anche mio fratello più piccolo li divorava

      beh, l'avrai letto, Cecità per me è quasi tutto
      sì, capisco la difficoltà

      come ti dicevo la rubrica era partita, la trovi in alto, BuioLibri

      sperp che un giorno diventi pane di tutti i giorni, lo spero tanto

      Proust beh, capisco...

      grazie, come sempre

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  40. Dostoevskij ne ho letti un sacco ( il migliore sono i fratelli Karamazov)

    Pennac né ho letti 2

    Gogol ho letto vari racconti però il migliore è anime morte: un capolavoro e uno dei miei libri preferiti

    La divina commedia la faccio a scuola.

    Adesso sto leggendo cronaca di una morte annunciata di Marquez( bellissimo....come Allende( vedi la sua casa degli spiriti))

    Kafka ho letto la metamorfosi e il processo

    Ecco io ho letto questi e altri....adesso non mi ricordo, però per il liceo me ne hanno fatti legge e un sacco.

    Mi ispira un sacco Tristrman il decimo....

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    1. beh, se a quell'età di Dosto ne hai già letti "un sacco" allora sei precoce dapertutto...

      Pennac due ma non capisco se della saga Malaussene. Se sì sei un fenomeno ad essere riuscito a smettere ;)

      beh, due sudamericani su due che hanno un pò fatto la storia

      di Kafka sei perfettamente in linea allora, sempre considerando i 16 anni

      Tristram è un libro pazzo, e secondo me è perfetto per un liceo ;)

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  41. Ma guarda quante cose in comune (con l'autore del blog e anche con altri che hanno commentato)!
    Innanzitutto il fatto di essere (purtroppo) un ex-lettore di libri, nel mio caso da ben più di quattro anni e con nessuna - o quasi - speranza di togliere quell' "ex".
    Poi il fatto di non amare la poesia ma solo la prosa.
    Ancora: l'aver letto molto di S. King, con preferenza, però, per "Il talismano".
    Anche di Asimov lessi molto, con preferenza per la saga della Fondazione e, in subordine, quella dei robot.
    1984 di Orwell, poi... abbinato al Mondo nuovo di A. Huxley, sta al top di ciò che mi ha influenzato.
    Qualcuno ha già citato "I ragazzi della via Paal", qualcuno J. Verne (per me "Dalla terra alla Luna" e "Il giro del mondo in 80 giorni").
    Poi "Lo hobbit", "La collina dei conigli", "Il nome della rosa", Kafka (i più noti).
    Di Proust solo "Dalla parte di Swann": bello, ma mi è bastato e mi son fermato lì.
    Non ho voglia di rileggere i commenti: mi sfuggirà sicuramente qualche altra citazione.
    Aggiungo "Il gioco delle perle di vetro" e "Narciso e Boccadoro" di H. Hesse, "Il male oscuro" di G. Berto. "Musicofilia" di O. Sacks.


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    1. Eheh, ma se prendi solo "me" sì, è particolare avere cose in comune. Se prendi tutti no, visto che avremo citato almeno 300 libri ;)

      Ecco, però le due faccende "extra" libri sì, sono molto particolari come coincidenze. Quella di non riuscire più a leggere e quella di, anche quando si leggeva molto, sopportare poco la poesia

      King penso qua sopra l'abbiamo nominato tutti, incredibile. Se nella casella di ricerca mettiamo "king" non so quante occorrenze compaiono ;)

      Eh, Asimov mai letto, ma è un altro di quegli autori cult della mia adolescenza. Lo leggevano tutti, grossa stima

      Huxley da anni e anni me lo propongono. Il suo Mondo Nuovo è considerato uno dei "mostri" della letteratura. Se fossi quello di una volta lo leggerei subito...

      Proust mai provato (a parte degli estratti, meravigliosi) proprio perchè io o leggo tutto, o finisco un'opera, o non mi sta bene. E la sua Recherche resta una delle imprese da lettori più grandi che esistano

      Tra cose che abbiamo letto entrambi e altre che io non ho letto tutto molto interessante

      Sacks è quello dell'Uomo che scambiò sua moglie per un cappello vero? se è lui lessi quel libro, bellissimo. Dovrebbe essere morto da poco, quasi dimenticato

      ciao!

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    2. Sì, è lui.

      Se ancora leggessi, il tuo averne fatto cenno mi invoglierebbe a cercare altri suoi testi, compreso quello che hai letto tu.
      O testi presenti nella bibliografia di "Musicofilia", perché in fondo è l'argomento musicale, con tutti i suoi risvolti, quello che mi appassiona di più.
      Invece mi sono limitato a "rinfrescare" la memoria cercando in rete informazioni su di lui.

      Meglio che niente...

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    3. Assolutamente ;)

      tra l'altro proprio pochi giorni fa ho accompagnato un mio amico a cercare in libreria qualche testo sulla musicoterapia

      non credo c'entri niente con Sacks, o forse sì

      sta di fatto che m'è venuto in mente ;)

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  42. Dimenticavo: "A che punto è la notte" di Fruttero e Lucentini e soprattutto "On the road" di J. Kerouac.

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  43. Mi son letto Infinite Jest di Wallace, ghgh, sono un pirla: me lo son comprato e letto, solo dopo vado in giro a leggerne e scopro quello che è.
    Un mulholland drive della letteratura.
    Buffo come quello che han scelto di scriverne come pubblicità sul retro è, come troppo spesso succede, svilente e sCentrato rispetto il contenuto.

    Comunque son arrivato alla fine e pensavo che non avessero avvisato fosse un libro incompleto, non terminato (almeno ne il castello di Kafka c'è scritto, lo sai prima di comprarlo).
    Non tutte le trame eran state spiegate fino in fondo, c'eran ipotesi e mi aspettavo una risoluzione tipo libro giallo. Un caos ordinato che alla fine del libro veniva chiarito. Restava invece solo una vaga impressione di quello che era infine veramente successo. Il libro avrebbe potuto avere centinaia di pagine in più.
    Poi mi son riletto la prima 50ina di pagine e mi son sentito meno truffato, in realtà fra le righe le cose ci sono. Non mi son tutte chiare devo ammettere, ma ci sono.
    Gran bel libro.

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    1. Eccoci, finalmente...

      Beh, che solo dopo hai letto cos'è per quanto mi riguarda è solo un bene ;)
      Guarda, ce l'ho qui davanta a me, edizione Einaudi. Non so se il retro sia lo stesso.
      Non sai quanta voglia ho di leggerlo ma al tempo stesso la consapeolezza di non essere ancora uscito dal mio buco nero della lettura, l'assoluta incapacità di concentrarmi e godere coi libri

      questa cosa delle vicende non portate a termine non la sapevo ma, come nel cinema, mi affascina solo di più ;)

      è normale in un romanzo così grande e con questo stile perdersi, forse il bello sta anche là

      spero di tornare a parlare, e diffusamente ;)

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