25.2.12

Al cinema: recensione "In Time"


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Per puro caso (stavo "girando" su youtube) 5 minuti prima di partire per andare a vedere In Time ho visto per la prima volta in vita mia la versione integrale di quell'imprescindibile pietra miliare del cinema che è Il Viaggio nella Luna di Melies. La semplicità di quelle quinte disegnate, di quei rudimentali (e meravigliosi) tentativi di creare degli effetti speciali, l'essenzialità della narrazione contrapposti a quello che di lì a poco sarei andato a vedere, ovvero un distopico sci-fi pieno zeppo di effetti visivi, sono una coincidenza che mi ha incuriosito. E' bello come nell'arco di 15 minuti sia potuto passare dal punto A al punto Z dell'evoluzione cinematografica, oltre 100 anni di storia saltati praticamente a piè pari.
Arrivato poi al cinema il cartellone del film mi crea una strana sensazione che soltanto durante il film riesco a capire. Justin Timberlake. Justin.
Ecco cos'è. Un film che parla del tempo, in cui quasi ogni azione compiuta avviene sul filo dei secondi ha un attore che si chiama Justin. Just-in time, appena in tempo, veramente curioso. E perlopiù Timberlake di cognome, JUSTIN TIMberlake.
Eh sì, che poi nella scena madre del film, probabilmente la più bella, neanche uno che si chiama Justin può evitare che quell'abbraccio in corsa tra madre e figlio si trasformi in un terribile abbraccio mortale. Solo su questo si potrebbero scrivere parole su parole, su come la vita possa cambiare per una stupidaggine, per una coincidenza, per una cavolata, per un briciolo di tempo, per uno stupidissimo e ferale secondo.

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Il tempo, se non lo si fosse capito, è la base di tutto questo blockbusterone travestito da film autoriale, un pò come il suo protagonista, un semplice ragazzo di ghetto che si traveste da ricco possidente di tempo. Sì perchè a 25 anni si finisce di invecchiare e sul braccio ti compaiono le cifre di un countdown, the final countdown per essere precisi, quello che ti separa dalla morte. Il tempo non si limita a scorrere, col tempo ci fai tutto, ci compri le cose, ci paghi gli affitti. E se sei povero quel tempo può finire davvero molto presto, si vive alla giornata come se ogni giorno fosse l'ultimo, cercando disperatamente di guadagnarne un pò di quel tempo, di allungare ancora di un altro giorno una vita appesa a un filo. Si corre nel ghetto, non si può sprecar nemmeno un secondo. Dall'altra parte della città invece tutto è lento e rilassato, ricchi signori campano da decine, alcuni centinaia di anni, perchè a loro il tempo basterà per sempre, e soltanto un incidente mortale potrebbe azzerare il loro orologio.
Parla di tante cose In Time, parla del carpe diem, della bellezza della fugacità della vita contrapposta alla decennale ignavia di chi conduce stancamente la propria esistenza perchè sa di essere quasi immortale , parla dei ricchi e dei poveri e di come i primi traggano linfa vitale dai secondi sfruttandoli e tenendone i fili come marionette, parla di un "governo" inumano, che assiste indifferente alla lotta della sopravvivenza dei propri simili senza intervenire quando potrebbe benissimo farlo, parla di un ragazzo povero che sogna la ricchezza, anche se ricchezza tutt'altro che futile in questo caso,anzi, quanto mai vitale, e di una ragazza ricca che al contrario cerca di fuggire dalla sua prigione d'oro, parla di come i due possano incontrarsi ed amarsi vivendo ogni loro attimo della loro esistenza con un'intensità pazzesca.

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Novelli Robin Hood doneranno speranza, tempo e vita ai poveri, la rivoluzione potrà cominciare, le differenze livellarsi, lo status quo esplodere su se stesso.
E mentre penso tutte queste cose mi accorgo però che il cinema ha comunque bisogno di compromessi, ha bisogno di sfrenati inseguimenti in macchina, ha bisogno, novello 2012, di decine di salvataggi last second, ha bisogno di inserire una miriade di luoghi comuni in un'idea di sceneggiatura semplicemente fantastica. E poi mi ci mettono anche una serie di gnocche paurose dimenticando che non è detto che se tutte hanno 25 anni  è matematico essere gnocche paurose,oppure incidenti stradali in cui due dentro una cabrio ribaltasi 4 volte rimangono nel sedile senza aver le cinture, o gli stessi due che pur avendo un milione di anni di tempo non prendono per sè nemmeno 3,4 giorni ma danno tutto in beneficienza e vogliono giocarsi il finale del film all'ultimo secondo.
Perchè lo spettatore vuole questo e senza donne, motori e colpi di scena adrenalinici si rischiava di avere un film completamente diverso.
Si rischiava di avere un capolavoro.
E questo non ce lo possiamo permettere.

( voto 7)

35 commenti:

  1. Io ne parlerò lunedì, l'ho visto un paio di giorni fa.
    Niente di che, tutto sommato.
    Poteva essere molto di più.

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    1. Molto di più James, molto di più. Poteva essere un Non Lasciarmi ancora pià completo e complesso ma dove il primo mantiene la sua coerenza, In Time tende invece a sbracarsi....

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  2. Mi è piaciuta parecchio la tua recensione O.O dal gioco di parole col nome del protagonista all'ultima frase, molto azzeccata. Devo dire che, solo vedendo il trailer, ho pensato a tutto ma davvero tutto quello che ho letto nella tua recensione e questo mi sa un po' di triste.. ed è la riprova che se si è interessati a vedere davvero qualche film si dovrebbe stare alla larga da ogni cosa lo riguardi

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    1. Ciao Pio!
      Stamattina mi sono accorto che la coincidenza del nome in realtà prosegue addirittura nel cognome! (ho prontamente dato una piccola correzione in rece, dai un'occhiata). Ti ringrazio moltissimo dei complimenti, non conosco ancora i tuoi gusti ma credo che In Time una chance possa meritarla.
      Grazie anche a te, a presto!

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  3. Il regista se non sbaglio anni fa ha diretto un capolavoro che si chiamava Gattaca. Molto più "minimalista" rispetto a questo In time (da quello che leggo nella tua splendida recensione) e per questo ignorato, forse l'abbiamo visto io, mio marito e pochi altri.
    In time è un successone. Allora è vero che i compromessi portano soldoni..

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    1. Ciao!
      Mi hanno detto miei amici che Gattaca è un film straordinario, io l'avevo sempre evitato per quella locandina così scialba. In Time è un compromesso in tutto e per tutto però vedi, essendo un compromesso sono andato a vederlo, non l'avrei mai fatto se fosse stato un semplice e moderno sci-fi.
      Grazie!

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  4. Secondo me si tratta di un film con un'idea di base molto originale: tempo=denaro. Peccato che poi il film non continui a scavare in quel senso e diventi un film d'azione...

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    1. Eh sì, è tutto lì il problema. Il pubblico di massa però lo premierà per questo. Sempre meglio di tanta altra roba comunque.

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  5. non potevi iniziarla in un modo migliore questa rece! Hai perfettamente ragione, il cinema è giusto che sia in continua evoluzione, fatto sta che mi viene sempre un po' di malinconia quando penso ai bei ricordi che conservo del cinema muto e vorrei vederlo riproposto ancora tutt'oggi. (qualcosa di più oltre all'evento storico "The Artist")
    Donne, motori, colpi di scena adrenalinici...vedi, senza la tua intensa analisi questo film non avrebbe avuto la più piccola chance di essere visto, grazie :) non sono daccordo quando hai scritto che il cinema è giusto che abbia dei compromessi, che limitano il suo lato artistico, per venire in contro alle frivole esigenze dello spettatore occasionale. Io dico, al diavolo lui e la sua superficialità. Comunque detto questo, faccio lo sforzo di mettere da parte le mie idee e, mentre lo vedrò, mi dirò: "ricordati che Dae è riuscito a cogliere qualcosa di positivo anche in mezzo a tutti questi fastidiose esagerazioni cinematografiche"

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    1. Wayne, ma io ero assolutamente ironico!
      Il cinema ha bisogno di questi compromessi ma io li odio, esattamente come te.
      La mia posizione (e l'ironia) la evinci dalle ultime due righe.
      Per il resto, come sempre, non posso far altro che ringraziarti, ciao!

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    2. accidenti, mi ha fregato l'ultima riga! Infatti al momento mi è sembrato strano sentirti ragionare in quel modo...un simile discorso non non meriterebbe di stare nel tuo blog. Abbi pazienza Dae, io e l'inoria non andiamo più di tanto daccordo, ho l'abitudine di prendere tutto troppo seriamente ;)

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    3. Ho pazienza da vendere :)

      Ma tu l'ironia la conosci benissimo, lo so, è l' "inoria" che non conosci. :)

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  6. filmetto guardabile e (involontariamente) divertente, ma l'idea di partenza è subito sprecata in favore del classico giocattolone americano...

    just-in time avrei voluto pensarla io :)

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    1. Detto dal più grande titolista e re del calembour italiano è un onore...

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  7. Porco giuda! Ma tu guarda se il Gattaco mi fa il Maicolbei della situazione... ce l'ho in visione e poi ti dico!

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    1. poidimmelo allora!

      e lascia n'attimo il pupo!

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    2. :B
      eh, no! Meglio lui di cento film!!! LoLoL

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  8. come faccio a non essere d'accordo,l'originalità della trama di fondo diluita da spettacolarità non necessarie.ottima recensione.bravo ;-)

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    1. Grazie moltissimo direbbe Kaufman.

      Metti il nome la prossima volta, ciao!

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  9. a me in fondo è piaciuto, certo che ci sono i compromessi, qui non si parla di Bela Tarr o di Reygadas, ma dell'industria di Hollywood, Niccol non è Scorsese, ma fa un film dignitoso, anche se poteva essere molto di più.

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    1. Perfetto, direi che hai sintetizzato tutto il mio pensiero.
      Ciao!

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  10. occasione decisamente mancata. Mi ha deluso, ma almeno si fa guardare fino alla fine

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    1. Questo è uno dei voti cui sono più pentito.
      Credo che il 6 bastava e avanzava...

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  11. Pienamente d'accordo con te: come rovinare un'idea originale con una realizzazione banale. Ultimamente ci sto riflettendo spesso su come, nel cinema o nella letteratura, gli archetipi (che in s'è possono dire tanto sull'animo umano) vengano usati come dei miseri pretesti per costruirci delle ruffianate insostenibili (vedere alla voce Supereroi).

    "...e poi mi ci mettono anche una serie di gnocche paurose dimenticando che non è detto che se tutte hanno 25 anni è matematico essere gnocchi paurose"...che ridere :)

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    1. Credo che siamo sulla stessa lunghezza d'onda anche riguardo i super eroi...

      echecazzo, 25 anni è solo un'età, non una certificazione di gnocchezza!

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  12. filmetto carino, ma che si dimentica facilmente, infatti manco a farlo apposta nella mia mente ho ben impresso solo le gnocche, il resto me lo ricordo poco XDXDXDXD

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    1. Io non mi ricordo nemmeno quelle figurati...

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    2. eh eh quelle non eran male :-P

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  13. Finalmente ho trovato una tua recensione che non condivido :-)

    Questo film secondo me e' pessimo: regia scialba e personaggi/attori insopportabili, ammetto di aver dormito serenamente per una buona frazione.
    E l'idea fondante del film, quella che lo rende riconoscibile da tanti altri filmetti praticamente identici a base di sci-fi-azione-bellocci, cioe' quella di trasformare in una cosa reale il detto "il tempo e' denaro", e' la trovata più banale, stupida e grossolana degli ultimi anni.

    Irritante.

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    1. Finalmente!

      E confermo che siamo in disaccordo.
      il film ha mille difetti, almeno metà lo butterei sul cesso.

      Ma confermo che il soggetto mi è parso davvero potente e per niente stupido :)

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  14. Ho visto anche questo!
    L'associazione col nome dell'attore protagonista non l'avevo colta.
    Mi è piaciuta la tua recensione e trovo anch'io molto buona l'idea di fondo. Qui i due modi di dire "il tempo è denaro" e "vivere alla giornata" assumono un significato non simbolico, ma reale!
    Comunque anche secondo me il film è decisamente guardabile e interessante, peccato che fra realizzare un capolavoro partendo da alcune ottime idee e virare sul blockbuster, il regista abbia scelto la seconda.
    Justin Timberlake non l'avevo mai visto recitare e devo dire che non mi ha convinto del tutto.
    Comunque, dopo alcuni giorni dalla visione del film, devo dire che più che altro mi è rimasta impressa Amanda Seyfried...

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    1. Ahah, chissà come m'è venuta quella ;)

      però ci sta benissimo, non solo per come si lega foneticamente ma anche per quello che accade nel film

      per il resto ricordo abbastanza bene il film e quindi concordo alla grande con le tue righe

      sarebbe bastato un 20% in meno di blockbuster per farne un grande film...

      credo che anche per me sia il primo (e unico) Timberlake

      ecco, dissentiamo solo sulla Seyfried, non la amo per niente...

      ma ricordo che dentro il film de gnocca non mancava

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  15. Se scarti la Seyfried, allora mi accontento dei tuoi scarti.
    Poi come attrice non mi entusiasma. Ma il giudizio non era in quel senso

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    1. Ma io nememno avevo preso in considerazione la parte recitativa, sennò non ti avrei risposto "gnocche"

      sì sì, te la lascio senza alcun ripensamento ;)

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