22.7.16

Recensione: "The Wailing"


Na Hong-jin
Il nome non vi dirà nulla ma è probabilmente uno dei più grandi registi contemporanei di thriller.
Se già stupì il mondo con The Chaser qui va oltre.
E crea un film pazzesco che mischia il noir, il thriller psicologico, l'horror, le tradizioni popolari coreane e un pizzico di umorismo (ma solo nella prima parte).
Un film ambizioso, grandissimo, a suo modo unico.
Un villaggio coreano è sconvolto da una serie impressionante di omicidi.
Un serial killer forse. O la pazzia di più uomini. Oppure è colpa del Giapponese, di quello straniero senza nome che è arrivato da noi e vive nelle montagne.
Forse è colpa sua, forse è lui il Male che ci ha infettati.


spoiler più pericolosi solo dopo l'ultima immagine


E così dopo gli storici Park Chan-wook (trionfatore nel torneo del millennio) e Kim Ki-duk (regista culto soprattutto di fine anni 90 e inizio 2000); dopo lo straordinario Bong (probabilmente il più completo ed eterogeneo di tutti, lui con i suoi The Host, Mother, Snowpiercer, Memories of Murder) , e dopo acclamati registi come, tra gli altri, Lee Chang-dong (Peppermint Candy, Oasis e Poetry) e Kim Ji-woon (Two Sisters, I saw the devil)  dalla Corea (del Sud ovviamente) arriva un nome relativamente nuovo ma che deve essere fissato nella testa di tutti.
Na Hong-jin
Perchè questo, signori, è forse uno dei più grandi registi di thriller del cinema contemporaneo.

E lo affermo, senza paura di dirla troppo grossa o sbagliare, dopo aver visto soltanto due film.


Se già The Chaser poteva rappresentare uno dei meglio titoli noir/thriller di questi ultimi anni, Na, con questo straordinario The Wailing, è riuscito addirittura a superare sè stesso (mi manca il film di mezzo, The Yellow Sea).
Raramente troverete un regista che prende tra le mani un genere e riesce a rimaneggiarlo in questa maniera. E se The Chaser si "limitava" a stravolgere uno dei punti cardine dei detective movies (ovvero scoprire chi è l'assassino, cosa che nel film viene rivelata dopo pochi minuti) The Wailing va molto oltre.
Lo chiamerei, se me lo concedete, Thriller trasformista, una specie di Arturo Brachetti fatto film che si diverte continuamente a diventare altro.
Noir, thriller, thriller psicologico, ghost movie, horror sulle possessioni, persino parecchie venature di umorismo.
The Wailing è un film grandissimo di cui non se ne vedono i confini, esagerato in tutto, nei generi che affronta, nella sceneggiatura, nelle ambizioni, nelle suggestioni.
Un film che parla del Bene e del Male, che sfiora il soprannaturale ma che al tempo stesso sa essere tremendamente secco, "fisico", pieno com'è di tutti quei corpi senza vita, di quella pioggia che cade, di questi personaggi tremendamente attaccati alla realtà.
Quello che vive lo spettatore è un pò quello che vivono gli stessi personaggi. A cosa credere? Alle evidenze dei fatti, alle coltellate, alla pazzia umana oppure ad Altro?
Un passo indietro.


The Wailing racconta della terribile serie di delitti di cui è vittima un piccolo villaggio coreano. Non se ne capiscono i motivi, la gente impazzisce e stermina le proprie famiglie. In realtà un motivo ci potrebbe essere... Nelle montagne è arrivato un giapponese. Dicono che sia malvagio, dicono che non sia umano. Dicono che è lui che fa impazzire la gente, che è lui la causa di tutto.
Il goffo e quasi impresentabile poliziotto Jong-Goo (ancora una volta, dopo The Chaser, Na ci mostra una polizia coreana al limite del fantozziano) si trova al centro di tutte queste vicende. E se prima si limita a fare maldestramente il suo lavoro, poi deve per forza mettere tutto sè stesso, la propria forza e il proprio coraggio nel capire.
Perchè la sua stessa splendida bambina, Hyo-Jin, è stata "infettata" da quella cosa.
Una delle cose che affascinano più di The Wailing è il suo attingere a piene mani dal folklore, dalle paure e dalle superstizioni di un popolo. Quello che nella prima ora sembrava un noir (con molte sfumature più leggere, forse troppe per chi non le sopporta ma, tranquilli, nell'ultima ora e mezza non ce ne saranno più) diventa poi una specie di horror soprannaturale del tutto radicato nelle superstizioni. In questo mi ha ricordato un altro grandissimo titolo, un must per gli appassionati, Noroi.
Però, ecco, The Wailing non mostra mai il suo vero volto, le possibili derive horror sono sempre e soltanto supposizioni, dicerie. Sta di fatto che la gente muore, che ad altre compaiono delle terribili bolle sul corpo, che tutti hanno paura.
Tutto ruota intorno alla straordinaria figura del Giapponese.
E in questa figura è facile leggere una metafora dell'Altro. Il Giapponese è lo straniero e lo straniero è il Male. Se ne sta da solo in montagna, nessuno lo conosce, tutti lo temono. Corrono leggende spaventose su di lui, si dice mangi animali vivi nel bosco, si dice attacchi le persone.
Come dicevo facile leggere in questa situazione un chiaro riferimento al bisogno (?) che abbiamo noi tutti di identificare il Male con chi non fa parte della nostra cultura. Il Giapponese è arrivato da fuori, non parla la nostra lingua, e da quando c'è lui tutti cominciano a morire. Ma l'Altro è davvero il Male o solo un capro espiatorio?


Certo molti dubbi vengono durante la prima perlustrazione che i due poliziotti fanno sulla sua baracca. Quelle foto, quegli oggetti, quell'atmosfera satanica, sì, il giapponese è probabilmente dietro a tutto quello che sta accadendo.
Eppure è difficile dimostrarlo. Lui parla appena, sembra innocuo, accetta tutto passivamente, anche la terribile uccisione del suo cane. Ma ha qualcosa che ipnotizza gli altri, che li stordisce.
Jong-Goo non sa più a cosa credere, se al suo istinto, se alla ragione, se alle chiacchiere della gente, se alla religione. Ma sua figlia sta sempre più male, è diversa, lo tratta male, è aggressiva, sembra veramente posseduta.
Ma anche qui sono più le possibili letture, non si riesce a capire se dietro c'è un abuso oppure abbia agito qualcosa di molto più grande di noi.
C'è una sola salvezza, chiamare uno sciamano per liberarla.
Ma dove lo trovate un film che passa dall'analisi delle scene del crimine (e, ragazzi, dopo The Chaser Na si conferma come uno dei più grandi allestitori di scene del crimine moderno) ai sogni horror, dalle indagini poliziesche ai riti sciamanici?
Eppure, credetemi, la sequenza in montaggio parallelo e alternato tra il rito dello sciamano buono (?) a casa del poliziotto e quello dello sciamano cattivo (?), il giapponese, nella sua baracca è una sequenza di cinema purissimo. Mi ha riportato alla mente due altre grandissime scene, i finali di Kill List e del meraviglioso Magic Magic (ad oggi il piccolo film più bello visto quest'anno).
Ritmo, inquadrature, energia, suggestione, Na realizza una scena impressionante che in altre mani avrebbe quasi potuto essere ridicola.


Ma del resto visivamente The Wailing è grande cinema. Nelle continue piogge, nelle sopracitate scene del crimine (terribili, inquietanti), negli inserti onirici (?), nelle scene nel bosco, in quelle con il pick-up, in tutte le sequenze che strizzano l'occhio all'horror tout court (la morte in ospedale di quello, "l'uomo zombi", l'incredibile finale nella caverna).
Na è un maestro della messa in scena, pazzesca.
Ma è anche uno che sa scrivere come pochi, che osa, che va oltre, che personalizza, che non ha paura di aggiungere e aggiungere, uno ambizioso che mette su un baraccone quasi impossibile da tenere in piedi.
Eppure lui ci riesce, e alla grande.
Più il film va avanti più si fa piede l'ipotesi che sì, in tutte queste faccende ci sia dietro qualcosa di più grande dell'uomo.
Ma si fa fatica a capire chi rappresenti veramente il Male, se il giapponese o quella giovane ragazza vestita di bainco che più volte aveva fatto capolino.
Chi sta cercando chi?
Chi vuole distruggere chi?
Chi sta provando a difendere gli abitanti?
E poi, alla fine, la verità, o almeno parte di essa, si scopre.


In quella caverna finalmente il Male si mostra col suo vero volto.
Ma quel padre non sa ancora a chi credere, troppe volte ha cambiato idea, troppe volte è stato indeciso nel seguire l'istinto o la ragione.
E così decide di tornare.
La trappola si secca, sarà l'ultimo, terribile, orrore.
E improvviso arriva quel flash back che spezza il cuore.
E ripensi a quella molletta, quella molletta che poco prima hai visto dalla ragazza vestita di bianco, là, per terra.
Forse era quella che ti proteggeva piccola mia.
Ma l'hai persa uscendo da una laida stazione di servizio.
Mi avevi portato il pranzo, eri ancora te in quel momento, la mia solita dolce e bellissima figlia.
Poi il Male ti ha preso.
E ora ride lassù in montagna.
Abbiamo perso.
E forse la causa di tutto sono stato io, io che quel giorno ho interrotto quel rito che stava veramente salvando tutti.
Troppo tardi ormai, ma ti voglio bene lo stesso, anche se hai fatto tutto questo.
Che Dio, o chi per lui, ti possa salvare.

( voto 8.5)

35 commenti:

  1. Devo vedere la seconda parte (eh, ieri sera sono crollata). Ripasso.
    Ps: comunque sto film è uscito tipo 2 giorni fa sui siti di streaming...
    Che fine ha fatto "il ragazzo" che aspettava e aspettava e aspettava per vedere un film?:D

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    1. Tu sei la regina delle ricercatrici delle incoerenza.
      Ma io ho sempre detto che aspetto mesi, anche anni, i film che distribuiscono in sala o penso che siano dstribuiti.
      Quelli che, come questo, credo non verranno mai distribuiti me li vedo appena c'ho voglia. E manco m'accorgo se sono del 2016, 2015 o 2012

      per me non esce

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    2. "La regina delle ricercatrici delle incoerenze"
      Mi piace. Suona quasi nobile.
      Non l'ho colto fino in fondo, ma mi piace lo stesso :-p

      Oh,ma hai fatto bene a vederlo.
      Non ho mica detto il contrario





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    3. dicevo solo che il veder subito questi film è una cosa che giuseppe ha fatto, quindi "Che fine ha fatto "il ragazzo" che aspettava e aspettava e aspettava per vedere un film?:D" per me non ha senso, è una ricerca di incoerenza tua ;)

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    4. giuseppe ha SEMPRE fatto, mancava un pezzo


      se esce me o rivedo, sto film va visto due volte, per forza

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    5. Ci siamo svegliati male?
      Me bacchetti per sta stronzata.
      Non ricercherò mai più incoerenze. Giuro.

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  2. Stupendi i minuti finali del film dove avviene l'idealizzazione di una vita felice del padre con la figlia. Poi quel duello tra i due monaci, le musiche di sottofondo, il volto della disperazione della bambina, le angosce del padre che vive sempre col senso di colpa , la routine drammatica del villaggio. Credo che di questo regista ne sentiremo parlare spesso.

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    1. Ma sei Ale de Ceccano o Ale 99?

      in ogni caso concordo su tutto, difficile trovare difetti a sto film

      forse si sopporta poco la vena umoristica, ma per fortuna è solo all'inizio (cioè, io la sopporto poco perchè in film del genere più si è "secchi" più godo)

      beh, ha tre film che valgono già una filmografia per me ;)

      (vado sulla fiducia su quello che mi manca)

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  3. "The chaser" mi era piaciuto un sacco. Questo è assolutamente da vedere, allora!

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    1. questo è pure meglio amico

      100 volte più ambizioso

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    2. Ok, lo ho visto e sono parecchio confuso...
      Era da parecchio che un film non mi scuoteva in questa maniera.

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    3. sono contento ;)

      e approvo ;)

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  4. Uscirà? Non uscirà?

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    1. Come dicevo sopra a Rachele non credo proprio che esca

      the chaser non era uscito

      the yellow sea nemmeno

      e in generale, Park e Kim KD a parte, il cinema sudcoreano non viene quasi più distribuito (15 anni fa molto di più)

      è anche vero che qualcosa si sta muovendo, iniziano ad uscire film che non avrei mai detto potessero uscire

      certo, sempre con mesi o anni di ritardo

      ma per questo vedo pochissime speranze

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    2. Pseudo rebus:
      Ernesto Guevara - 2 - OO
      (3 3 5)

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    3. ahah, ma riferito al film o alla faccenda che non distribuiscono?

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    4. Alla distribuzione!

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  5. non ho letto per gli spoiler, ma fremo dal vederlo dato che sono stato un grande fan di The chaser...

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    1. non te ne pentirai ;)

      a sto punto toccherà vedè anche il film de mezzo, che nessuno lo nomina ;)

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  6. Ciao,
    ho visto il film proprio ieri sera e l'ho trovato meraviglioso!
    il regista non lo conoscevo e adesso cercherò di recuperare gli altri film di cui parli.

    a me i siparietti comici non hanno dato fastidio perchè, incredibilmente, aumentavano l'ansia di tutta la storia.
    e che sguardo magnetico aveva il Giapponese, mi ha terrorizzato nella scena in cui rimaneva impassibile mentre il poliziotto lo minacciava e alla fine gli uccide il cane.

    ciao
    Yukari

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    1. Guarda subito The Chaser Yukari, un altro grandissimo thriller che scardina tutti i clichè del genere

      eh, io ho un pò messo le mani avanti perchè in tantissimi sopportano poco la comicità orientale. A me piaciucchia ma, lo ammetto, sono stato contento che nella seconda parte non ci sia per nulla.

      Hai ragione, non ho parlato degli attori, tutti grandi

      anche lo sciamano notevolissimo

      però sì, il Giapponese su tutti

      ciao!

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    2. ok stasera cerco The Chaser allora ;)
      Yukari

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  7. Ciao
    Ho appena finito di vederlo e mi è piaciuto molto, nonostante guardarlo sia stato per me quasi impossibile: ci ho messo 5 giorni e 7 tentativi....ogni volta che lo facevo partire, come in una sorta di maledizione (forse orchestrata dal regista), qualcosa mi costringeva a rinunciare alla visione; il che lo ha reso ancora più credibile...quasi fossi uno dei personaggi colpiti dall'oscuro male.
    Il protagonista ed il giapponese in america sarebbero stati da Oscar....Anthony Hopkins lo ha preso per meno.
    In ogni caso volevo far notare che la scelta del giapponese come simbolo del male è politica.....la Corea ha cessato di esistere per un trentennio in quanto "invasa" dal male avente il sol levante per simbolo.
    Grande rece come sempre Giuseppe.

    Mandi Mandi

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    1. Mannaggia... Ma lo interrompevi ogni volta oppure non iniziavi? cioè, l'hai visto in 7 tronconi?

      ahah, io non ce l'avrei mai fatta

      sì sì, si sa che gli Oscar riguardano Hollywood ma in Europa e in Oriente c'è quasi sempre di meglio

      bravissimo, avevo colto un significato politico ma non così preciso. L'ho letto ieri nella recensione di un amico. E ora me lo confermi te.

      grazie!

      (non ti dico niente del raduno, sei molto lontano, ma vedi te...)

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    2. Purtroppo dovevo interromperlo, ma non l'ho visto in tronconi, iniziavo nuovamente a vederlo da capo per non perdere il filo ed alla settima volta ce l'ho fatta :-)

      Al raduno ci verrei sicuro se non fosse che la settimana dopo verro comunque dalle tue parti con la famigliola...come ti dicevo 2 volte in 8 giorni è troppo anche nel caso si abbia la voglia.

      Ritornando ai film di Na devo dire che the Chaser mi ha "freddato"....amore a prima vista per un film che non riesci a prevedere in nessuna delle sue scene; come dici tu scardina tutti i clichè.
      Ho visto anche the Yellow sea...bel film ma di una tristezza infinita che per certi versi mi ha molto ricordato Sympathy for Mr. Vengeance.

      Mi sono immerso nel cinema coreano negli ultimi tempi e devo dire che risulta essere "immenso" per qualità.....che peccato che sia così poco conosciuto in occidente; secondo me sta sfornando perle con continuità impressionante, del resto chi va con lo zoppo impara a zoppicare e quando hai esempi così fulgidi nel tuo paese da cui trarre ispirazione sei portato a cercare di superarli e fare a tua volta grandi opere. Un pò l'effetto Usain Bolt in Giamaica :-)

      Mandi Mandi

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    3. ah, è vero! mi avevi già detto del raduno e che poi tornavi, scusami ma tra tutti mi confondo e dimentico ;)

      non ho visto the yellow sea ma mi piace moltissimo l'accostamento che hai fatto. Nel senso che sì, anche io considero Mr Vendetta uno dei film più tristi che abbia mai visto. Quindi credo di aver afferrato benissimo il tipo di film

      eh, ma sai, nei primi anni 2000, almeno tra gli appassionati, il cinema coreano era strafamoso, anzi, praticamente il più citato. Ed era sempre distribuito. Adesso se ne parla molto meno e quasi nessuno finisce al cinema.
      Ma ci sono nuovi autori, forse Na e Bong su tutti, che lo stanno tenendo, anche da noi, a livello altissimo.
      Certo van cercati

      ma li troviamo ;)

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  8. Eccomi qua. Mi aveva incuriosito molto l'inizio di questa recensione e così dopo aver letto l'incipit, mi sono fermato e ho deciso di recuperare il film. Era da molto che non mi avventuravo nel cinema coreano e mi sono trovato di fronte un film per certi versi incredibile che è riuscito ad entusiasmarmi. Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma ha saputo tenermi incollato allo schermo con il fiato sospeso. Avevo pianificato di guardarmelo "in 2 puntate", ma non ho saputo fermarmi. A parte alcuni momenti che ho trovato troppo grotteschi per i miei gusti, posso comunque reputarlo uno dei thriller più interessanti visti di recente. L'elemento migliore penso sia l'atmosfera che il regista riesce a creare. Un'atmosfera così tetra e pervasa da oscurità che mi ha ricordato l'emozioni provate durante la visione di Post Tenebras Lux di Reygadas. In questa atmosfera risiede il punto forte del film che in alcuni frangenti diventa veramente inquietante. Mi è piaciuta moltissimo la figura del giapponese, così come quello della ragazza misteriosa. Fantastica anche l'interpretazione della piccola Hio-jin. Il suo sguardo così pieno di follia è veramente convincente. Bellissima poi la scena con i 2 riti in parallelo che giustamente hai citato. La grossa pecca secondo me è questo finale, forse un po' affrettato. Sarà che per tutto il film mi sono chiesto come poteva risolversi il tutto, aspettandomi magari un colpo di scena più netto. Mi sembra che resti tutto fin troppo sospeso. Non mi fraintendere, i minuti finali sono ricchissimi di pathos e la chiusura è in crescendo, ma forse qualche sequenza in più non avrebbe guastato. per il resto un film la cui visione non mi ha assolutamente deluso, anzi. Non mi resta quindi che cercare al più presto "The Chaser". P.S: Bellissima la nuova copertina del blog! ;-)

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    1. Dopo le prime tue righe (leggo a rate) direi che ancora una volta siamo perfettamente all'unisono ;)

      film incredibile, uno dei migliori thriller recenti che ha come unico difetto dei momenti troppo grotteschi (meno male che sono tutti nella prima parte, altrimenti l'avrebbero ucciso).
      Ti ha ricordato addirittura PTL? Sì, è vero, in quella trascendenza, in quell'atmosfera a metà strada tra la vita reale e quella governata da forze oscure. Del resto in entrambi in qualche modo c'è Lui no, quello che sta anche in The Witch ;)

      (cazzo, m'è venuta voglia de fa una lista sui film col demonio, in tutte le sue forme)

      Il Giapponese è un personaggio potentissimo, unico. E l'interpretazione dell'attore gli sta dietro alla grande. Sì, come avrai letto anche io sono stato molto colpito dalla bambina...

      Capisco perfettamente il tuo appunto sul finale... A me, lo sai, le cose sospese piacciono molto, voglio lavorare sul film. Però sì, ci sono almeno un paio di punti che avevano bisogno di più informazioni. Ma quello che succede nella grotta è bellissimo per me

      sì sì, guarda The Chaser!

      oh, finalmente qualcuno a cui è piaciuto l'header ;)

      ciao grande!

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  9. Ma lo sciamano "buono" perchè aveva quelle foto in macchina?

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    1. Non è tanto perchè aveva quelle foto ma perchè arriva nel luogo del massacro completamente tranquillo, per niente disperato e fa addirittura lui stesso le foto?
      E' sempre stato dalla parte del male?
      E, come penso, se no, quando è andato dall'altra parte?

      ecco, tocca rivederlo forse, non ci arrivo

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    2. Fosse buono avrebbe fatto il rituale gratis. Fosse cattivo non ci avrebbe messo tutto questo impegno...é semplicemente un opportunista che studia il nemico e i suoi atti per poterlo combattere ma solo per fini di lucro e non mosso da ideali. é un ignavo! ed è per questo che la ragazza "angelo" lo allontana... è uno di quelli che Dante avrebbe messo nell'ante inferno.

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    3. Mica sono d'accordo del tutto...

      Ti cito due scene.

      Il rituale.
      Cioè, il suo rituale è veramente portentoso, stava addirittura uccidendo il giapponese. Se il padre non fosse intervenuto ce l'avrebbe fatto. E, insomma, un opportunista legato al soldo non so se avrebbe mai fatto una cosa così "vera" e potente

      Poi il prefinale.
      Cioè, lui se ne sta andando via. Ma poi chiama disperato il padre e gli dice quelle cose. Sembra proprio un atto "umano", uno di una persona che vuole salvare l'altra.
      Lo so che poi si lega male al finale (in cui sembra dall'altra parte) ma io sono sicuro che fino a quel momento lui sia veramente preoccupatissimo per il padre. Perchè fingere disperazione in macchina? perchè tornare indietro?

      insomma, un personaggio che ancora non ho ben inquadrato ;)

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    4. Per capirsi lui poteva tranquillamente metter su un rituale "farlocco", nessuno se ne sarebbe accorto. Invece non solo ci mette un impegno pazzesco ma detta regole a tutti su cosa fare o non fare. Insomma, un vero professionista.

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  10. Molto bello...però c'è qualcosa che non me lo fa reputare grandissimo, gli preferisco The Chaser senza dubbio.
    Sto The Wailing aveva tutte le carte per essere un capolavoro ma secondo me si perde un po' nella lunghezza (comunque per niente pesante) e poi in alcune situazioni poco chiare.
    Ad esempio il ruolo del personaggio dello sciamano che sembra buono ma poi lo vediamo fare le stesse foto, con la stessa identica macchina fotografica, che fa anche il giapponese-demonio. Ecco quest'ultimo anche personaggio un po' confuso...quando lo vediamo inseguito dai poliziotti in quella scena in cui si nasconde tra le rocce ci appare come un semplice uomo indifeso, si mette pure a piangere...e poi, altra cosa, vede tra le piante la ragazza col vestito bianco. Fino a quel punto mai vista se non all'inzio quando lancia i sassi al poliziotto.
    Parlando sempre della ragazza col vestito bianco non ho capito se fosse cattiva come ad un certo punto Na Hong vuole farci credere o se fosse buona come ci appare nel finale.

    Resta comunque pazzesco a livello tecnico e di interpretazioni e anche di atmosfera e tensione in numerose scene da manuale. Credo proprio che una seconda visione possa aiutare molto.

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    1. Quella cosa nel finale dello sciamano buono non l'abbiamo proprio capita nessuno eh, incredibile.
      Mi riprometto sempre di rivederlo per capire dove, e se c'è, ci sta il cambiamento.
      Sì, è vero, anche io notai sta cosa del giapponese che scappa e alla luce del finale ci pensai pure. Molto strana.
      No no, la ragazza, almeno per me, ha rappresentato sempre il bene. Non a caso è lei, ora non ricordo come, che fa avere alla bimba il fermaglio che l'avrebbe protetta.
      Sì sì, troppo lungo e troppi passggi confusi, concordo.
      Ma se a te hanno rovinato abbastanza il film per me alla fine lo hanno solo un pò intaccato, ma resta grandissimo ;)

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