25.12.12

Recensione: "L'Illusionista"

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Certo, credo che non ci sia cosa peggiore che bestemmiare il giorno di Natale ma purtroppo non riesco a trattenermi. La dico subito va per non prendere alla sprovvista l'occasionale lettore.
Chomet è il top dell'animazione mondiale.
Forse dovrei spiegarmi meglio. Non so se Appuntamento a Belleville e questo Illusionista siano opere superiori ai grandi capolavori di Miyazaki o a quelli ad esempio di quel meraviglioso studio di tecnica e sentimenti che è la Pixar, anzi, credo proprio di no, ma personalmente le emozioni che provo guardando le opere dell'animatore francese sono qualcosa di incredibile, nessuno riesce a darmele allo stesso modo. Quei disegni a metà strada tra il realistico e il grottesco, quei volti al tempo stesso duri e dolci, quei personaggi così assurdi, strampalati, teneri e tristi, quelle incredibili atmosfere e ambientazioni così meravigliosamente malinconiche, le musiche appena accennate, i dialoghi che non servono, la sensazione di trovarsi davanti, a differenza dei sopracitati maestri, al cinema "normale" che si traveste di cartone animato.
Forse non si raggiunge la magnificenza visiva o di tematiche de La Città Incantata o de Il Castello Errante di Howl; forse, anzi, certamente, non si ride e al tempo stesso ci si commuove come in Toy Story 3 con i suoi giocattoli che si tengono per mano nella discarica o in Ratatouille con Ego che assaggia quel povero piatto e vede sua madre, forse non si raggiungono vette di poesia così alte come in Wall-E, ma io quando vedo Chomet non capisco più nulla.

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Quel tratto di disegno mi entra dentro la pelle, quella capacità di regalare emozioni con le piccole cose, con piccoli rumori, con piccole storie, con antieroi che hanno nel viso la malinconia e la stanchezza della vita, a me fa rimanere incantato.
L'Illusionista è la piccola storia di un mago, appunto, un illusionista che ha fatto il suo tempo.
Perchè la gente non ride più.
E non applaude più.
E non lo vuole più.
Ormai ci sono i nuovi gruppi rock con le ragazzine che gli sbaveggiano dietro (anche se, e nel film l'effetto è davvero comico, i componenti del gruppo avrebbero gusti un pochino diversi...).
Non resta che fuggire dalla Ville Lumiere che ti ha spento i riflettori e andarsene nella rozza e bevereccia Scozia, ovvero un posto dove il tuo coniglio e il tuo ombrello possono ancora sorprendere.
E lo possono fare così tanto che una povera ragazzina pensa che tu sei un vero mago, non un'illusionista,  e scappa con te.
Impossibile non pensare al grandioso Luci delle ribalta dove il clown Calvero/Chaplin non riesce più a far ridere.
Chomet descrive questi piccoli artisti uccisi dal progresso e dalla depressione in maniera fantastica.

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Non solo l'illusionista ma anche il clown prossimo al suicidio o il ventriloquo costretto dalla fame a vendere il suo alter ego pupazzo. C'è qualcosa nel tratto dei volti di questi personaggi che è umanamente incredibile.
Si ride poco qua, non ci sono tanti inserti profondamente comici come nelle Triplettes de Belleville, la malinconia è caratteristica comune di tutti, tutti sembrano appartenere a qualcosa che non è più.
Interessantissimo il personaggio della ragazzina, povera e umile sì, ma teneramente vezzosa quando scopre di poter esser donna.
E poi quel meraviglioso finale.
Lui che va via e lascia a lei quel cartello.

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"I maghi non esistono"
Un groppo in gola, questo ho provato.
I maghi non esistono ragazzina, io stesso ero solo un povero vecchio che conosceva 3,4 trucchi e li ripeteva all'infinito da anni. Ma ora non sono più nulla, posso a malapena stupire un bambino in treno.
I maghi non esistono ragazzina o forse esistevano soltanto una volta quando l'uomo, come il bambino, aveva ancora la capacità di stupirsi e inquietarsi davanti a un treno apparso su un telone o a un coniglio uscito da un cappello.
I maghi non esistono ragazzina ma la magia sì.
E tu l'hai appena scoperta.
Ti aspetta là fuori.
Si chiama amore.
Vedrai, ti farà apparire delle farfalle nello stomaco.

( voto 8,5 )

24 commenti:

  1. vuoi forse dire che ricomincerai a darmi dei titoli interessanti da recuperare?

    daidaidai! ;-)

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    1. Ci si prova carissima ma ora a videoteca chiusa (uno dei tanti motivi del mio malessere, il minore) sarà durissima recuperare titoli. Mi dovrò affidare anche io a metodi che non mi piacciono mi sa.

      Tanti auguri.
      L'hai visto questo?

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    2. ennò che non l'ho visto. ho già tentato il recupero ma m'è uscito l'illusionista di norton. uff.

      ma passa 'sto periodaccio, dae??? ohhh! c'è bisogno di una scossa! (a questo punto dovresti iniziare a saltellare per la stanza sbattendo la testa un po' qua e un po' là)

      :-)

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    3. Ah ah, non basta.

      No, la cosa stranissima è che sono da 8 mesi dentro un mezzo baratro e non è mai migliorato niente, anzi, credo di essere al 30/40% di male di come starò in futuro.

      Che frase del cazzo, si vede in che condizioni sto anche dalla scrittura.
      Però sto vedendo un altro film davvero stranissimo, spero di parlarne domani.

      Grazie del tentativo :)

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    4. cazzo, dai. così mi spaventi...

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  2. Mi hai fatto commuovere proprio come ogni volta che lo rivedo!!! T.T Porca miseria che mezza pippa che mi sento... condivido ogni parola, letteralmente, e mi complimento per il bellissimo post che sento così vicino a me e che avrei voluto scrivere xD

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    1. Pio, è come se lo avessi scritto anche te.
      Chi condivide le stesse emozioni a volte scrive a nome dei suoi simili.
      Mi fai commuovere te, troppo buono.
      Auguri anche a te :)

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  3. Tanti auguri amico a te e famiglia, amico!
    Questo film è meraviglioso. l'animazione francese riesce a raggiungere livelli stratosferici quando vuole. Mai visto questo capolavoro qui http://www.imdb.com/title/tt0386741/?

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    1. Ciao!
      Contraccambio gli auguri davvero di cuore :)

      No, non l'ho visto.
      Per tematiche e genere non è tanto nelle mie corde ma se mi parli di capolavoro...

      Ma Tulpa? :)

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    2. Ho letto qualcosa in giro, ma mi sa che non lo vedremo molto a breve... però quello che ho letto non è molto lusinghiero :(

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    3. leggere questa recensione mi fa sentire meno solo....ho visto Chomet da solo, e sono arrivato ad avere il nodo alla gola (non quello hitchockiano), l'ho poi rivisto con degli amici o delle ragazze e niente, come se fosse "SOLO" un cartone...quei disegni, con quella musica, con quei "movimenti di macchina" con quei personaggi, con quei colori: è pura arte! niente di meno che pura arte, totalmente e globalmente...quando leggi il cartello "i maghi non..." non solo hai il nodo per la delusione (io c'ho creduto fino alla fine che potesse risollevarsi, in un modo o in un altro) ma capisci che l'ultimo baluardo di un arte vera, concreta, fatta con le mani e con la testa, ha deciso di gettare la spugna, e da quel momento in poi tutto sarà solo rumore (la musica, come il cinema, come l'arte in genere).

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    4. Solo un cartone na sega
      pochi film "veri" hanno saputo raccontare meglio di questo la fine di un'epoca, la fine dei sogni, la fine della magia e dello stupore, la sconfitta, il declino, la dignità e l'abbandono.

      Bello il tuo accostamento all'arte come artigianilità

      groppo in gola sì

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  4. ehm... l'ho visto. cioè, la prima mezz'ora. ma non riesco ad andare avanti. lo trovo noiosissimo. parblè, son forse insensibile??

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    1. Sì !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  5. credo che sia uno dei pochi film d'animazione che m'ha fatto davvero piangere; e il discorso sul mago e i gruppi rock si può fare oggi col cinema d'autore (non d'essai, n.b.) e quello d'intrattenimento...

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    1. Assolutamente.
      Non emozionarsi con l'Illusionista vuol dire non emozionarsi più con nulla.

      Quel "la magia non esiste" è straziante

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    1. Ciao Silvia!
      Più ci penso più adoro sto film.

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    2. Io conoscevo solo Appuntamento a Belleville, visto un po' di anni fa, e mi aveva incantato. Stamane per caso, mentre facevo colazione, trasmettevano proprio L'illusionista (ricordavo il passaggio della tua recensione) e ho pensato: ecco cosa dovevo vedere! Mannaggia ammè e alla mia memoria arrugginita.
      Concordo con le tue parole Giuseppe, Magnifico racconto intriso di malinconia, di un tempo ormai andato e difficile da accettarne la decadenza inesorabile. Un po' come per i freak in AHS. Peraltro il periodo è il medesimo. Finale che ti stritola il cuore, ma dopo i titoli di coda, l'ultima sequenza ti strappa un sorriso.
      Grandissima opera d'animazione.

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    3. E' un finale tanto coraggioso Silvia, se vogliamo quasi devastante sia per lui, sia per lei, sia per noi.
      Malgrado la malinconia, il tempo ormai andato, l'acettazione della fine, eravamo ancora là a credere in qualche modo a questo illusionista.
      E invece quel biglietto che io non riesco a togliermi dalla testa.
      Amarissimo, quasi il rinnegare tutta la propria vita e un dire a lei non tanto che aveva sbagliato a credergli ma che la vita è altro, la magia non esiste.
      Anzi, i maghi non esistono, che non è esattamente la stessa cosa.
      E poi un mezzo sorriso, un'ancora di speranza.
      Che, come tutte le speranze, ha le fattezze di un bambino

      tra i primi 3 cartoni della mia vita

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  7. Azz, siamo in presenza di oh-dae soo qui;)
    ti preferisco nelle vesti di Caden Cotard (ci sono affezionata)
    oh, ma la sindrome di Cotard la conosci? googla, googla;)
    comunque, io non lo so come cacchio fai a scrivere una cosa del genere :
    " i maghi non esistono ragazzina, io stesso ero solo un povero vecchio che conosceva 3,4 trucchi e li ripeteva all'infinito da anni. Ma ora non sono più nulla, posso a malapena stupire un bambino in treno.
    I maghi non esistono ragazzina o forse esistevano soltanto una volta quando l'uomo, come il bambino, aveva ancora la capacità di stupirsi e inquietarsi davanti a un treno apparso su un telone o a un coniglio uscito da un cappello.
    I maghi non esistono ragazzina ma la magia sì.
    E tu l'hai appena scoperta.
    Ti aspetta là fuori.
    Si chiama amore.
    Vedrai, ti farà apparire delle farfalle nello stomaco".

    No, vabbè, io ormai ti adoro.
    Tanta stima, Giusè.

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    1. La sindrome di Cotard la conobbi dopo aver scritto la rece di Sny (del resto scrissi la rece che c'erano ancora i titoli di coda...)
      Come del resto c'è una sindrome anche nel successivo Anomalisa

      ti dico la verità, questo è uno di finali di recensione a cui sono più legato

      ma del resto ero troppo legato al finale di questo gioiello, dovevo in qualche modo provare a rendergli merito

      grazie

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  8. Rachele Tommaso25 aprile 2016 12:55

    Ah, ma quindi in Sny c'è questa sindrome?
    Tu non hai idea della voglia che ho di vederlo, solo che non posso ancora :(
    E mi dispiace un sacco per la sfida.

    Forse è il finale di recensione più bello che hai scritto:)
    Mentre leggevo avevo un sorriso da ebete stampato in faccia :,)


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    1. Beh, Caden Cotard viene da quel film e il cognome del protagonista viene appunto per quella sindrome

      no, ma forse incredibilmente ce la fa a passare, non servono aiutini ;)

      non lo so, poi sono l'ultimo che può giudicare però sì, è tra i finali a cui sono più legato

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