23.12.13

Al Cinema: recensione "Still Life"


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presenti spoiler


Still Life, una vita ferma, senza vitalità, un'esistenza bloccata nella routine, nella ripetizione di gesti, parole e

riti, una vita ferma come la natura morta di un piatto in cui in maniera perfetta si distribuiscono una scatoletta di tonno e una fetta di pane tostato, un bicchiere e una mela, still life, che poi esser fermi non vuol dire essere morti, ma a volte è come se lo fosse in realtà.
Un'esistenza che a Saramago sarebbe piaciuto raccontare e forse l'aveva già fatto, in Tutti i nomi dove il suo Josè somiglia tanto a questo John May,  un piccolo uomo con un'esistenza piccola totalmente spesa nel suo piccolo lavoro in un piccolo posto.
I vivi di Jose sono i morti di John, i morti solitari che nessuno verrà a piangere, nessuno rimpiangerà, nessuno pregherà, sempre che pregare in questa vita così inafferrabile abbia davvero un senso.

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E così John sceglie da solo la musica per la chiesa, scrive da solo l'ultimo commiato partendo dal poco che hanno lasciato, una foto, un animale, un piccolo oggetto. John che prima di questo però tenta perdutamente di trovare qualcuno che a quel funerale ci venga, che non lasci dentro la chiesa solo lui e quella povera creatura distesa dentro la cassa.
E poi John perde il lavoro perchè come tutti gli artigiani lui che è l'artigiano del dolore da condividere non ha più un posto.
Ma rimane l'ultimo caso e John lo vuole portare a termine.
E piano piano il grigio della sua esistenza si colora pallidamente di tinte nuove, il rosso di una ragazza, la figlia del defunto, il giallo della pipì che fa sull'auto del capo come un giorno fece Billy sulla carne del pasticcio, il marrone della cintura che tenta di fermare con i denti come un giorno fece Billy dentro il carcere. Perchè John grazie a quell'ubriacone di Billy sta scoprendo cos'è la ribellione, seppur controllata, cos'è la vita che per una volta se ne frega delle regole, cos'è avere un appuntamento con una donna anzichè con una scrivania, cos'è, seppur lontanissima e probabilmente irraggiungibile, la felicità.
Se mai nella vita esiste una ragione o un senso della stessa John ora forse l'ha trovato.
John che fino ad allora è stato come un uccello di 4 lettere che non sa volare, il Dodo risponde prontamente.
John che fino ad allora ha avuto come uniche compagne di vita delle foto di gente morta.
John che fino ad allora ha creduto che la sua missione di ricerca fosse l'unica cosa che potesse mai fare.
Ma ora si cambia vita, ora in qualche modo si dovrà fare dell'altro e la prima casella in questo altro è un thè da prendere con lei. E un funerale, finalmente, da condividere con qualcuno.
Ma la vita è beffarda e John lo sa.
Il sorriso gli si stampa piano piano mentre un rivolo rosso gli bagna la nuca.

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E negli ultimi 5 minuti ho provato qualcosa di travolgente, qualcosa di meraviglioso, come se il film avesse una potenza propria che travalicava il suo essere soltanto un film.
Come un nuovo Big Fish, come quel figlio, John è riuscito a riunire tutti, a far sì che Billy abbia intorno tutte le persone più importanti della sua vita. Mentre lui solo solo è accompagnato nel suo ultimo viaggio.
Sono convinto che John sarebbe stato felice anche così, lui e Billy ormai erano la stessa persona, gli aveva anche ceduto la zolla panoramica del cimitero, se sono tutti da lui è come fossero tutti da me.
Ma nella morte come nella vita può esistere la gratitudine.
E tutti gli uomini soli che si avvicinano a John sono qualcosa di meraviglioso che in un film senza questa poesia, questa tenerezza, questo esser piccolo, sarebbero stati pacchiani.
Invece resta un finale straordinario, un finale dove c'è qualcosa di troppo grande per restare dentro un film.
E quel qualcosa mi è entrato dentro il cuore come una lama.
Tanti uomini soli che non lo sono più.
Tante foto in un album che hanno preso vita.
John ha cambiato vita, è andato oltre la stessa.
E la prima casella non sarà più un profumato thè alla cannella con una donna.
La prima casella sarà non esser mai più solo.

( voto 8,5 )

39 commenti:

  1. splendido e straziante.
    la mia recensione fra un paio d'ore.

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  2. Ne sto leggendo bene ovunque. A questo punto dovrò concedermi la visione.

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  3. A Venezia ha davvero commosso tutti: perfetto come film di natale. Tipicamente inglese: emozionante ma non melenso, asciutto e sincero. E il finale, letteralmente, strappa il cuore.

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    1. Sbaglio o è apparso un "Kris" nuovo?

      E' vero, tipico film inglese. E meno male, perchè mani più grossolane l'avrebbero distrutto.
      Mi sono ritrovato a piangere nel finale.
      Ero in un cinemino io e una ventina di anziani, il più giovane credo 65 anni.
      E non so che sensazione hanno avuto nel vedere quel "giovane" che non si alzava e che faticava ad asciugarsi le lacrime.
      Ho dovuto aspettare di essere solo per uscire

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    2. Non sbagli, ma non so come è successo :( pare sia stato Google+ ad aggiungere il 'kris'. Poco male...

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  4. lo devo reperire assolutamente ma qui da me al cinema non ve n'è traccia...

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    1. qui a perugia ci sono due/tre cinemini che bene o male recuperano tutto il meglio, siamo davvero fortunati

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  5. ciao Giuseppe e Buona Natale!
    come penso avrai notato sono scomparso per due mesi, purtroppo ho avuto robe per la testa che mi hanno tenuto lontano sia da internet che dalla mia passione per i film. Praticamente in questo periodo credo di non aver visto nemmeno un film! E i miei commenti sul sito sono fermi a ottobre...Un periodo di astinenza forzata gigantesco. Ma ora si ricomincia, approfittando anche del fatto che ho una decina di giorni a casa :-) Stamattina ho recuperato leggendo le tue ultime dieci recensioni e ieri, come non accadeva da molto tempo, mi sono goduto un horror carino, Woman in Black. Molto bella la tua rece di Still Life, questo nuovo anno voglio ampliare il mio target (fino ad oggi troppo solo dedicato all'horror) per vedermi film belli come questo :-)

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    1. Ciao Marco!
      Sei una delle persone più care che ho "conosciuto" con questa passione, capisco assolutamente il tuo periodo di vuoto, a me ne sono capitati tantissimi (anche se i film riuscivo sempre a vederli alla fine). Magari il tuo però è stato solo un problema lavorativo, meglio così.
      Per il resto per una volta siamo in disaccordo, a me The Woman in black era piaciuto poco anche se a livello fotografico era davvero magnifico. Ma la storia e lui, Harry Potter, mi avevano fatto storcere il naso tantissimo.
      Sì Marco, amplia il tuo sguardo, sei una persona molto intelligente pronta ad accogliere tante altre cose oltre il nostro amato horror.
      Tantissimi e cari auguri

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  6. Mi mancavano recensioni così sentite... splendida. Un tuo 8,5 per me significa: <> Spero che qualche cinemino d'essai riesca a proiettarlo anche dalle mie parti, sennò me lo vedrò in seguito, stanne certo. E comunque Buon Natale grandissimo!

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    1. Come al solito non so come ringraziarti.

      Fai come me, vai al cinemino d'essai e glielo proponi, a me 3,4 volte hanno ascoltato :)

      hai sbagliato la posizione di "grandissimo", doveva essere prima di Buon Natale.

      Auguri anche a te, sai che ti ho nominato mio "erede" (solo perchè sono più vecchio e ho cominciato prima il blog)

      :)

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    2. ahahahah, grazie. è un onore. alla prossima!

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  7. Commento , mi pare che tu non ami la parola recensione, splendido e condivisibile anche nella punteggiatura.
    Saramago certo, ma anche Gogol e il Melville di Bartebly .
    Se proprio volessi cercare il pelo nell' uovo ho trovato inutile e un po' stonata la scena della pisciata sulla macchina e la folla eccessiva intorno alla tomba di Bill, bastava la figlia, la ex donna e magari l'altra figlia col bambino. Addirittura i commilitoni del parà. Diciamo che è l'unico momento in cui il regista si concede un effeto scenico. Bellissimo comunque.

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    1. Che piacere trovarti qua...

      Grazie dei complimenti, lo sai, i tuoi sono diversi dagli altri, sia per la tua cultura sia perchè estorcerteli è durissima... :)

      Ma se vedi il commentino su Still Life nelle classifiche noterai che Gogol l'ho citato anche io, sembra proprio uno dei suoi racconti brevi.

      Bartleby è vero! Anche se invece che preferisco di no John accetta subito...

      Tu volevi un personaggio coerente fino in fondo e per questo la pipì non ti è piaciuta,ci sta. Anche perchè se ribellione doveva esserci a quel punto si poteva far di più.

      Anche sul finale ti dò ragione ma per un fatto prettamente di sceneggiatura. Tutte le persone che ha incontrato non sembravano affatto interessate minimamente al funerale, a parte la figlia non ho visto instillarsi in lori nemmeno il dubbio se andarci o no. E poi arrivano tutte... E' un errore o un eccesso retorico forse. Ma può anche esser letto in un'altra maniera, forse proprio la figlia ha completato tutto il lavoro iniziato da John, ci ha pensato lei.

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  8. Essendo nella tua classifica e attualmente al cinema sono riuscita a vederlo!! Ovviamente in una città adiacente alla mia e non senza peripezie ma NE E' VALSA LA PENA! Mi è piaciuto da morire. Film perfetto fatto con niente. La sua faccia per 80 minuti su una telecamera! Poesia. Quei gesti lenti, così misurati.
    Leggendo la tua recensione mi trovo d'accordo sul finale, può sembrare un tantino 'trash" ma come dici tu, inserito nella poesia perfetta e misurata di tutto il film si può accettare e non risulta realmente trash! Anche xké penso stia molto lì il significato del film. "Non è vero che ai morti non interessa". O comunque il regista potrebbe voler affermare a scanso di equivoci che esistono anime per sempre e forse una vita "oltre". Anche perché la domanda che si faceva l'amico che era con me era "credere così tanto nell'accompagnare qualcuno presuppone che si creda che quel qualcuno "ci sia", anche se in altra forma"?!....
    Proprio speciale, tutto!
    E il top è quando mette il maglione azzurro ed è sul treno e guarda lei, e- a parte che si notano per la prima volta con chiarezza i suoi occhi così azzurri- è impressionante la sua GIOVINEZZA! Presente? Ha un'altra pelle, un'altra luce, è Diverso!!
    E poi anche se TERRIBILE, è troppo bello che poiché libero, innamorato, esce dai suoi schemi e attraversa senza guardare..

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  9. *Non sul treno ma sul binario!

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  10. A questo proposito i protagonisti di COSA PIOVE DAL CIELO e LA VITA SEGRETA DELLE PAROLE che ti ho consigliato, sono un sacco simili. Persone chiuse, metodiche, ossessive, per traumi o vicende di vita.. Che poi si aprono alla vita perché la realtà incalza proponendo qualcosa. E se uno è davvero umano, nel profondo, allora piano piano si fa toccare, graffiare, scalfire dalla novità che entra.
    Fosse anche la scena (Still Life) "vorrei un te' nero, per favore" "guardi veramente abbiamo una cioccolata buonissima, la vuole la cioccolata??".. Pausa. Silenzio. Poi "sì mi dia la cioccolata".
    Dal suo sguardo si capisce che non l'aveva mai presa, e mai lo avrebbe magari fatto. Tanto che infatti poi la guarda a lungo perplesso e perde pure il treno! Tutto inebriato per aver cambiato idea.
    Tutto questo sembra una cazzata, invece è un dettaglio stupendo e vero che vale per la vita su tutti i livelli: 'io la penso in un modo ma se ne propone un altro, posso ignorarlo perché non calcolato, oppure dire "perché no??"'.
    Secondo me questa cosa è spaziale!
    :)

    (riguardo i due film sopracitati, uno è già inserito nella lista dei futuri "visti per voi" di cui sono andata a rivedere il 'regolamento' e ho notato che conta la presenza sul blog.... E beh!!! Vista la mia impennata di commenti su questa fine/inizio anno tra un pò sarà il turno del mio film!!!!)
    :P

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    1. Stanotte o domani Bianca, non me ne volere...

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  11. Ma ti pare?? Io scrivo perché voglio scrivere, non mi aspetto risposte! Quando vuoi, tranquillo :)

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    1. Infatti deve essere quello lo spirito, bravissima.
      Ma invece ti rispondo adesso perchè sono reduce da un'odissea che mi ha portato a cercare american hustle in due differenti multiplex. In ognuno dei due almeno 20 minuti per trovare posto, altrettanti per fare la fila e poi arrivati davanti trovare il film pieno. Più di un'ora (i due multiplex sono a 5 minuti, l'ora è veramente piena) di incazzatura, manovre con la macchina, file interminabili per tornare a casa bastonato.

      Allora...

      Sono contentissimo che il film ti sia piaciuto così tanto, davvero!

      Sì, ovviamente il regista ci vuol dire che c'è qualcosa oltre la vita ma io non lo vederei per forza in accezione cristiana. Il concetto di anima, di qualcosa che resta (a volte magari chiamiamo sta cosa fantasmi...) credo possa anche esistere con un significato laico.

      La domanda del tuo amico è perfetta.
      Però, non so come dirtelo, ogni tanto ci può anche essere la sensazione che quell'ultimo viaggio, accompagnare quella bara, sia un omaggio alla memoria, qualcosa che si riferisce a prima, alla vita, e non all'adesso. Credo che possa anche essere visto come una cosa "nostra", di noi ancora vivi, che con quel gesto onoriamo la memoria di una persona cui abbiamo voluto bene. Sono cristiano ma mi piace pensare che possano esserci motivazioni diverse.

      Non ho fatto caso a quel bagliore di giovinezza di cui parli, è bellissimo che tu l'abbia colto. Anche perchè è veramente così, l'amore o qualsiasi sentimento assimilabile ti cambia somaticamente.

      Bianca, riguardo l'ultima riga (del primo messaggio) ti volevo fare una domanda. Ma perchè lui attraversa? Mi sono perso e non ho colto cosa vede di là. Probabilmente stavo scrivendo.

      secondo messaggio

      Il primo capoverso è bellissimo, complimenti. Sono queste le storie che mi piacciono di più. Non a caso quasi tutti i miei film preferiti hanno come protagonista un uomo in qualche modo "solo" (old boy, synecdoche, il sospetto, ma quasi tutti). L'incentrarsi della storia in una sola figura mi affascina moltisismo. Anche se poi la trama e l'intreccio di cui parli te riguardo questi film si differenzia molto da quelli che ho scritto io.

      Hai colto poi una delle scene chiave del film, quella della cioccolata. Non ti nascondo che me l'ero appuntata e letta esattamente come esponi te. Poi quando inizio a scrivere però non ho più un metodo, quello che viene viene, alcune cose rimangono nel blocchetto, altre ne penso al momento. Ma tanto l'hai descritto perfettamente te.

      Ah ah, è vero, le regole erano quelle ma poi sono andate a puttane, ho "agito" solo secondo i dvd che avevo e le cose proposte in tv.

      Arriveranno.

      Grazie della tua passione e capacità di leggere le cose

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  12. Vedo che non sono l'unica ad avere problemi con il cinema! Ogni volta (rara) che posso (lavoro prettamente di sera) succede SEMPRE qualcosa. Tipo tolgono lo spettacolo quel giorno, lo cambiano con un altro, è un giorno di chiusura straordinaria ecc ecc. Tipo ieri, organizzare Still life è stato quasi un turno di lavoro!! Comunque.
    Lui attraversa non perché vede qualcosa ma perché è sovrapensiero! Tipo (mi sembra di aver capito) che doveva uscire dal negozio per andare dove doveva andare, semplicemente non è stato attento!
    Perché il mio discorso ti ha fatto pensare all'interpretazione cristiana? :)

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  13. Cioè era un discorso generale, non prettamente cristiano. Però lo sono, e molto!
    Anch'io prediligo film incentrati su un protagonista, però spesso mi innamoro di quelli che hanno una speranza. Tipo old boy non ho idea di cosa sia ma intuisco sarà una lama nel cuore, desidero vederlo ma ho un pò paura.. :)

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    1. A me pare che lui veda qualcosa, anzi, sono quasi sicuro. Fa un'espressione strana, quella, appunto, di aver visto qualcosa (magari mi sbaglio).

      No, ho pensato all'interpretazione cristiana di default, ovviamente è la prima che viene in mente. Ma rileggendoti hai ragione, eri stata molto sul generale.

      Non hai visto Old Boy, il film che mi ha dato il nome e la cui immagine campeggia su facebook.

      Non scrivere più, punizione.

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    2. So che sarei in punizione ma parlando coi miei (che solerti sono andati a vedere il film la sera dopo la mia su mio caldo consiglio:) ho capito che lui attraversa senza guardare per prendere l'autobus! E' quello che sta guardando! L'autobus fermo dall'altra parte della strada verso il quale lui si butta senza guardare..
      Ps. Mia madre ha detto che un 50enne distinto a fianco a lei, in quella scena, si è messo seriamente a inveire contro il film e il regista disapprovando la cosa..... La gente è matta!!

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    3. Oh, meno male. Sì, lui vede l'autobus che sta partendo e si affretta ad attraversare.

      Quel 50enne distinto alla fine si sarà ricreduto spero... :)

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  14. Visto ieri finalmente Still life. Ho trovato il film molto bello, me l'aspettavo, avendo letto diverse critiche, tra cui quella di Giuseppe Armellini ( che ho riletto ieri sera con più elementi a disposizione..).
    Aggiungerei una sensazione che ho avvertito subito, già dall'inizio : il John protagonista mi ha rimandato subito con la memoria ad Akalij Akakievic de " Il Cappotto" di Gogol e, più in generale, alla schiera degli umiliati e offesi di dostoevskiana memoria.
    Il dramma dietro l'angolo dopo una "gioia" di così breve durata mi ha riportato tra le pagine dei racconti pietroburghesi.

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  15. Ciao Giuseppe!

    Sì, come avevo appena accennato nel post delle classifiche Still Life ricorda in modo pauroso i racconti pietroburghesi di Gogol (mia grandissima passione ai tempi dell'università).
    Ed è proprio nella tua ultima frase che tale paragone trova il suo massimo perchè, in quella sorta di "beffa", di piccole gioie (dentro esistenze umili e tristi) che non possono essere pienamente diffuse.
    Un pò mi ricorda anche alcuni personaggi di Federigo Tozzi, non so.
    Comunque come in letteratura anche nel cinema sono queste le storie che mi affascinano di più.
    A presto!

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  16. Visto oggi.
    Davvero molto bello! Non mi aspettavo potesse piacermi così tanto.

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    1. Dai Jacques, che piano piano quel cuore che si sta indurendo te lo addolciamo... :)

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  17. Come ti avevo accennato l' ho visto in questi giorni ed è stato un bel vedere anche se non ha spostato la mia scelta nel Girone d'appartenenza ;) ma per poco ...
    E' un film coraggioso .
    Ricordo che me ne accennasti in occasione di un post che al momento mi sfugge dove io facevo notare la tristezza di quei funerali in cui tutti fingono e per assurdo speravo in un ipotetico capovolgimento di situazione cioè funerali in cui fossero presenti solo ed sclusivamente coloro che davvero avevano apprezzato il defunto e che in ogni modo i funerali sono esclusivamente per i vivi , e ne resto convinta.
    Non si tratta di cinismo , secondo me ovviamnete , ed il problema non sarebbe questo , perchè ben vengano i funerali come momento di raccoglimento e ricordo di un "caro estinto" purchè Caro davvero , allora in quel caso , fermo restando il valore per i Vivi, è giusto e perfetto perchè se nel monento della morte di noi non resta nulla , altra mia convinzione , la nostra immortalità sta nella memoria di chi ci ha voluto bene e nel modo in cui noi siamo stati in grado di farci ricordare.
    Tutto il resto è nulla .
    In questo caso John non può che essere ricordato solo dai suoi "morti" ( scena finale perfetta) e poi chissà ....senz'altro dalla dolce ragazza che per poco era riuscita a farlo uscire dalla solitudine ..
    Lui ha vissuto solo tutta la vita , almeno a quanto ci è dato capire , e sinceramente alla fine ho pensato ad una forma di autismo vera e propria ( i segni ci sono tutti...quel posizionare sedia , piatto , forchette , penna , giacca ecc. non fanno parte di una mente meticolosa , di un fare ordinato ....), non vedi un accenno di curiosità in lui ,tantomeno di rabbia , nulla .
    Vive in una bolla tutta sua ed il fatto che abbia costruito la sua vita attorno ad una famiglia di morti è secondo me un altro segno di autismo .
    Per lui il fatto di "sentire " il bisogno di dare una sepoltura decente a queste persone fa parte sempre di quel ricercare l'ordine , la prefezione ; per lui è incomprensibile quell'assenza di parenti o amci , ma questo esula da un vero coinvolgimento emotivo perchè se così fosse la sua partecipazione alla vita sarebbe diversa.
    L'ostinazione e l'impegno che mette nell'ultima ricerca fa sempre parte di quel suo cercare la perfezione del lavoro che si è prefisso fino a quando incontra la figlia di Billy.
    La scena emblematica è quella in cui scopre che uno dei morti e futuro incarico è suo dirimpettaio !!!
    Poi certo il film mette in evidenza le due facce diciamo coì.... " romantiche " e "melodrammatiche" ...
    Il finale dal un lato consolatorio con quell'ultimo incarico finito " bene" e dall'altro , forse per smorzare il tutto che poteva scadere nello sdolcinato ecco la scena madre di una morte che fa pensare ...cazzo ...adesso che stava per .....
    Un poco patetico ma ...ci sta tutto ...
    Il protagonista , Eddie Marsan, lo ricordo in Il Segreto di Vera Drake, dove di fatto è un personaggio un attimo sopra questo , in quanto a stato d'animo :) e sempre così ....rigidino...
    poi andando a vedere la sua filmografia vedo con stupore che ha preso patrte a film che ho visto tempo fa , alcuni molto diversi tra loro ( fantasy, storici, commedie , ecc..) ma non lo ricordo per niente ...

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    1. Forse, da come me ne parli, ne avremmo potuto parlare in quel mio raccontino scherzoso "alla veglia funebre", semmai poi vado a controllare.

      Non so che rapporto hai con La grnade bellezza, credo pessimo, ma là "il teatro" del funerale viene fuori alla grande. E' così, inutile fingere, almeno la metà vanno a farsi veder piangere. Discorso diverso, ovviamente, con quelle tragedie che ad esempio colpiscono i giovani. E anche là...

      Ma sì, direi che i funerale sono anche per i vivi, non so se soprattutto ma anche per i vivi. Ma anche in un senso "buono" però, magari fa piacere vedere l'affetto altrui, magari a volte sentire tante persone vicino lenisce il dolore, magari vedere quanto una persona possa essere stata amata aiuta anche chi sopravvive.

      Sì, le uniche persone vive che ha avuto intorno John sono quelle morte. Vive nel senso che sono le uniche che hanno interagito con la sua vita, le uniche che gli sono mai interessate.
      Non avevo pensato a questa possibile malattia di John, in effetti ci sono anche molti sintomi dell'Asperger (quello di Mary and Max o di Ben X). Ma potrebbe essere semplicemente una maniacalità unita ad una semplicità sua.
      Però sì, ecco, la mancanza di emozione, o il trattenerle?, ci sono tutte.

      Sono d'accordo, quello che fa John non è tanto un'incredibile sfoggio di umanità, ma un tenero e meticoloso compiere il proprio lavoro. John è un buono, buonissimo, ma uno che comunque non conosce gli eccessi, emozionali o di vita. Quindi questa sua missione è da vedere anche come semplicemente svolgere per bene un lavoro.
      Non ho capito se un poco patetico lo riferisci alla morte di John. Io credo invece che sia una scelta coraggiosissima far morire l'unico personaggio del film, perdipiù un personaggio che lo septtatore è portato ad amare così tanto.
      Ma, forse, più che scelta coraggiosa, è semplicemente una scelta di plot che doveva portare a quel finale che rasenta il trash e il pacchiano, ci passa vicinissimo, ma che io in realtà ho trovato stupenda.


      Marsan è considerato uno dei più grandi caratteristi moderni.
      E solo da 3,4 anni è diventato uno da star davanti, non solo dietro o di lato.
      Te lo consiglio nel bellisismo Tirannosauro dove interpreta un ruolo quasi completamente opposto a questo

      ciao!

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    2. ...ahh si ..trovato ...ne avevamo parlato proprio sul tuo racconto " alla veglia funebre " ...
      tra l'altro tornando la ho anche scoperto che in quell'occasione mi chiedevi se avevo fatto la tua ricetta del sugo ahahaha ....comunque si l'ho fatta ed è stato un successo ...con la polenta ...quest'inverno perchè allora era un po caldo per certi piatti ;)

      tornando al film mi chiedi se con un poco patetico mi riferisco alla morte di John...si mi riferivo a quello però d'altronde capisco che alla fine era forse l'unico finale possibile perchè come dicevo quel riunire tutti gli amici e parenti di Billy ...così come se nulla fosse dopo che si erano dimostrati molto restii ..sarebbe stato un po troppo consolatorio per questo tipo di racconto , mentre con quella scena di morte improvvisa si è voluto smorzare il tutto e dare al film quel senso di triste fatalità ...nessuno deve essere felice fino in fondo ...oppure ...cerchiamo di vivere appieno la nostra vita finchè ci siamo ...e via discorrendo ...

      ho messo in nota Tirrannosauro perchè , a parte ovviamente il film , sono curiosa di vedere come se la cava Marsan in un ruolo diverso .

      Ciao !

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    3. Ahaha, l'avevi fatto davvero?
      Grande ;)

      guarda non son proprio d'accordo sull'aggettivo patetico unito alla morte di John. Forse usiamo patetico in maniera diversa, non lo so, ma tutto mi è sembrato tranne qualcosa di retorico. Anzi, ripeto, trovo la scelta coraggiosissima, conosco gente che ci si è incazzata ;)
      E sì, forse "patetico" sarebbe stato che tutti andavano all'latro matrimonio, nel cinema americano sarebbe finita così, lo sappiamo. E magari sarebbe stato bello eh, ma sì, prevedibile.
      Così, come dici anche te, è un finale assolutamente triste (è morto, la storia con la ragazza non ci sarà, il personaggio che abbiamo amato non esiste più) ma che diventa poetico e coerente col resto del film, anche con quella deriva trascedentale che, ripeto, era ad un cm dalla catastrofe.

      Tirannosauro merita, e poi è un film di sceneggiatura e attori, ti dovrebbe piacere.
      C'è Peter Mullan, io lo adoro.
      Sempre inglese, anche quello. Anche se in realtà Still Life è nostro, italiano, per buonissima parte

      ciao!

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    4. Ciao
      torno su Still Life perchè qualche giorno fa ti avevo accennato al fatto che stavo scrivendo un post ....un parallelo tra questo film e La Donna che canta ....
      per molti potrà essere un discorso azzardato eppure ti garantisco che mi è venuto così ...nel senso che non ho volutamente cercato chissà quali sottotesti semplicemente l'ho "sentito" ....
      Molto probabilmente sono considerazioni legate al mio vissuto , ed in questo caso anche al fatto di essere madre , e poi al mio modo di vedere la vita e la morte , e la nostra responsabilità verso chi resta , ed infine senza dubbio al mio essere atea.
      Sai che di solito non mi azzardo a segnalarti qualche cosa di mio perchè sono sempre cose scritte con molta semplicità e all'interno di un blog come il tuo sono cazzatine , infatti se mai poi mi dilungo in commenti ( in pratica alla fine alcuni commenti che faccio qui poi sfociano in recensioni sul sito ..tu mi ispiri ahahah ...)ma in questo caso mi fa piacere condividerlo con te anche per il fatto che sono due film su cui abbiamo parlato parecchio e tra l'altro La donna che canta era uno dei film delle mie promesse di quest'anno ...mi sto portando avanti con i lavori ;)
      Un saluto dalla Dolly
      http://www.filmtv.it/post/32963/still-life-la-donna-che-canta--il-dovere-di-parlare--il-dir/#rfr:user-53898

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    5. Prima che magari lo leggo per bene (sia sto post sia quello di cui parli) una domanda.
      Lo voi pubblicà qui?

      sai che la porta è aperta

      perchè se sì inutile che leggo e rispondo tutto ora ;)

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    6. ...oddio...a me può far piacere senz'altro però ti dicevo che è molto semplice eh...voi qua siete abituati a tutt'altro ...

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    7. a sto cazzo siamo abituati

      me fai anche esse volgare dio bono...

      ce sentiamo su faccialibro dai

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao