11.10.18

Recensione: "Climax" - ToHorror 2018 - 1

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L'ennesimo enorme film di Noè.
Insieme a Seul contre tous e Enter the void potremmo quasi parlare di una trilogia di film esperienza, tutti unici.
Un gruppo di ballerini si ritrova in un salone per preparare una coreografia.
Iniziano a bere.
Iniziano a sta male.
In un delirio di corpi, musica, colori e magnificenza tecnica un film sul caos, sulla perdita di sè.
Un sabba

presenti spoiler

Lo dico da subito, son di parte.
Adoro Noè.
E ho adorato Climax.
Ieri della ventina di persone che eravamo a vederlo molti più della metà erano tra il perplesso e lo schifato, solo in 3-4 non avevamo dubbi sul fatto di aver visto l'ennesimo enorme film del nostro.
Ci tengo a dire che capisco perfettamente ogni critica, qualsiasi critica.
Se c'è un film che può destabilizzare o irritare questo è Climax.
Quindi tranquilli, vi capisco.
Ma se fate parte dei detrattori forse meglio non leggere, tutto quello che io esalto - in buonissima fede- è quello che voi avete odiato.

Neve.
Con una bellissima inquadratura dall'alto vediamo una ragazza arrancare disperatamente.
Poi titoli di coda del film.
Quelli veri eh, tanto che alla fine effettiva del film non li vedremo (qua c'è un piccolo errore di Noè, visto che poi vedremo quella ragazza che fine ha fatto in una inquadratura).
Tra l'altro questo gioco verrà riproposto anche dopo, con i titoli iniziali messi a metà film e con il titolo del film, invece, fatto vedere solo alla fine.
Insomma, dopo i titoli di coda comincia il film.
Con delle interviste a dei giovani francesi. Sono provini per far parte di un gruppo di danza. Si chiede loro quanto la amino, la danza dico, i loro obiettivi, alcune domande più private.
Poi, e il campanello si accende, che rapporto abbiano con la droga.
Poi ancora si parla di America, probabilmente questo gruppo di danza finirà negli Stati Uniti.
E, attenzione, nella mia lettura questa cosa conta abbastanza.
Tra loro c'è anche una ragazza americana, una soltanto, ricordatevelo.

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Le interviste son tante, direi troppe.
Ma questo "tanto, direi troppo" sarà costante di tutto Climax.
E' che Noè porterà tutto al suo limite estremo in durata. 
E sia in queste interviste che poi nella sequenza in god view del ballo ci mostrerà tutti, letteralmente tutti, i ballerini, più di venti mi pare.
Le interviste le vediamo in un vecchio televisore casalingo ai lati del quale ci sono impilati dvd di film. E tra questi dvd ci sono anche i film che molto probabilmente hanno ispirato Noè.
Ma fermiamoci un attimo, a queste estenuanti interviste.
Una "sequenza" lunga, forse forse pure noiosa, esasperata.
E allora parliamo subito di uno degli aspetti più incredibili di Climax, ovvero quello del ritmo.
Dopo il prologo (epilogo) assisteremo a un film in 5 "atti" caratterizzati da 5 tempi diversi, anche se in tutti e 5 i casi dilatati al massimo.
Prima queste interviste.
Poi il primo fantastico piano sequenza, quello della coreografia (PAZZESCA) e del primo muoversi dei personaggi nella festa.
Poi dopo il primo stacco cominciano una serie di "quadretti" di dialogo, tutti caratterizzati dall'essere in coppia, letteralmente tutti (per chi non ha visto il film immaginatevi insomma una cosa tipo finale di Casa Vianello).
Anche questa tecnica, come i provini, come il primo piano sequenza, è allungata a dismisura, per fortuna alleviata dai divertentissimi dialoghi sessuali (e lievemente misogini, ma a volte della misoginia stupida si può anche ridere) dei due ragazzi di colore.
Poi c'è la sopracitata god view dei balli singoli.
Ancora una volta Noè ci mostra tutti i ballerini, come fosse la scena dei provini qui declinata a ballo visto dall'alto.
Poi parte il secondo piano sequenza, talmente immenso da chiedersi come sia stato possibile realizzarlo.
E' il piano sequenza del delirio.
E delirante sarà.

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Abbiamo quindi un film a 5 tempi (statico, piano sequenza, statico, statico ma dinamico - ballo - piano sequenza) che distrugge, annienta e ridicolizza qualsiasi discorso di grammatica cinematografica.
Se Climax fosse un testo letterario sarebbe un testo letterario illeggibile, fermo su sè stesso, prolisso e sgrammaticato.
Ma, per fortuna, è cinema.
E sì, ad alcuni anche nelle vesti di cinema sta prolissità e sto stare fermo su sè stesso sarà parso evidente.
Ma poi c'è chi come me che con Noè e le sue immagini rimane ipnotizzato e quindi, niente, io vado con lui e mi faccio rapire.
Intendiamoci, ho fatto fatica anche io.
In questa spartitura di jazz i due tempi dei "provini" (interviste, balli singoli) li ho trovati lunghi, troppo lunghi.
Ma Noè se ne frega, Noè è il re di questo portare all'estremo ogni cosa.
E a questo punto devo dire due cose su quella che io considero una trilogia, quella che oltre Climax comprende anche Seul contre tous e Enter the void.
Per prima cosa vi voglio chiedere

"Esistono registi, anche più bravi di Noè, anche più grandi, che hanno realizzato film così unici?
Al di là del vostro gradimento eh, esistono?"

pensateci.
Dai, immaginiamo che io torni in videoteca.
Uno mi vede Seul contre tous, uno Enter the void, uno Climax.
Tutti adorano quei film e mi chiedono:

1 "Giusè, mi consigli un altro film simile a questo?"
"Giusè, mi consigli un altro film simile a questo?"
"Giusè, mi consigli un altro film simile a questo?"

e io in tutti e 3 i casi risponderei

"No, non esistono, sono tre film unici a cui niente assomiglia"

il cliente magari poteva pensare che io non fossi preparato, che non avessi voglia di pensare o che questo giochino del "film che somiglia a..." non fosse un giochino adatto a me.
E invece no, e invece questa è l'unica cosa che si può rispondere.
Perchè Noè ha realizzato tre film unici, punto.
Ma c'è un'altra cosa che li accomuna ed è quella di essere tre viaggi senza sosta, tre esperienze.
Ognuna realizzata con tecnica diversa eh, ognuna quel prenderti con sè lo fa a modo suo. 
Ma lo fanno.
In Seul contre tous il viaggio è attraverso le parole, attraverso quel monologo senza fine che non ti dà un attimo di respiro. E son parole talmente dure, pesanti, definitive, che andarsene via è ancora più difficile.
In Enter the void il viaggio avviene attraverso un volo straordinario, attraverso la psichedelia dei neon e delle distorsioni e della macchina da presa che volteggia. E' un viaggio al tempo stesso spirituale, tecnico e visivo, impressionante.
In Climax invece questo sentirsi rapiti e impossibilitati ad uscire fuori è merito del piano sequenza, dell'atmosfera, delle luci, di questa sensazione sempre più crescente (climax) di delirio.
Fino alla god view dei balli potevamo anche distrarci. Poi, da lì in poi, Noè ci porta nella sua Arca (come coi due film sopracitati) e noi siamo in balia delle onde.
Intendiamoci, se a livello esperienziale e visivo secondo me ci troviamo veramente davanti ad una trilogia è anche vero che l'esistenzialismo degli altri due film qua è più debole, o quantomeno molto meno evidente.
In SCT ogni rigo di sceneggiatura era un rigo di visione della vita, in ETV quel viaggio trascendentale era un'incredibile volo metafisico di vita e morte, in Climax ci sono sì piccoli accenni di "senso della vita" (e della morte) ma o troppo buttati là o necessari di tempo e approfondimento.
E io sto scrivendo col film ancora addosso, tempo per riflettere non ne ho avuto.
Di certo Noè qualche dubbio sul fatto che Climax oltre che trip visivo e tecnico sia anche cinema impegnato ce lo mette, specie con quelle sue sporadiche e sentenziose frasi che ogni tanto fanno da contrappunto al film.
Difficile capire che visione dia della vita (descritta come impossibile convivenza) e della morte (definita come esperienza straordinaria, ma del resto non lo era anche in Enter the void?), difficile capire anche di "cosa parli" Climax, quella domanda che tante volte amici e lettori ti fanno.
Di certo è un film sul Caos, sull'improvvisa e definitiva perdita di struttura, di ordine, di sanità.
E' come se prendessimo Blindness o High Rise e mettessimo l' LSD al posto della cecità o del black out.
C'è un agente esterno che porta l'umanità, da intendere sia microscopicamente che macro, alla perdita del proprio controllo.
Ne nasce un film che al tempo stesso è vitalismo e anche distruzione, vita all'eccesso e flirt con la morte.
Con un'interessante variante che è quella che i ragazzi hanno la "lucidità" di rendersi conto di quello che gli sta accadendo, ma di non potere ormai fare più nulla per impedirlo.
La cosa incredibile di Climax è che, forse a causa dell'atmosfera, delle luci, dei movimenti dei personaggi o altro, al tempo stesso mi sembrava tante cose diverse.
Un film sulla perdita di inibizioni, certo, sulla perdita di lucidità, sul regredire (come i due film che ho citato sopra) al nostro lato più primitivo e animale, ma anche, per me, un film di zombie - vero e proprio- zombie senza trucco ma per il resto identici ai morti viventi, esseri umani che vagano senza una meta, che barcollano, che non pensano più, che commettono atti violenti, che "ricordano" la loro vita precedente ma ormai non riescono più a riafferrarla.
Ma anche, e soprattutto, un film che pare un sabba, una festa, una danza, un rito, un'esplosione di corpi e lamenti, un qualcosa di sacrilego e malato.
Se non siete d'accordo guardate nel secondo piano sequenza - che è un dono di cinema che forse manco meritiamo- quell'ultima parte in cui assistiamo a qualcosa di incredibile, con questo rosso ormai ovunque, con questa macchina da presa che gira tra i corpi stesi per terra, ad altezza loro, anche capovolgendosi.
Qualcosa di pazzesco.

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Ma del resto tecnicamente i due long take di Noè sono roba da eletti.
Ma poi vogliamo parlare della colonna sonora o delle luci? (quel verde, quel blu, quei rossi, il corridoio, i neon, il black out, mamma mia)
Ad un certo punto il piano sequenza va su Selva e per 10 minuti ci sembra di essere dentro Possession, con questa ragazza che vaga, barcolla, dà di matto, si inarca, si tocca.
Ma ormai il delirio è cominciato e lo spettatore è in apnea. E senza aver nemmeno tempo per riflettere segue quel bambino che finisce nello stanzino delle luci (quel "Teo è fritto" sarà terribile), segue Selva e la sua pazzia, la ragazza cui prendono fuoco i capelli, quella incinta che si taglia, il grottesco ma terribile, quasi horror, Dj grasso che diventa ragazzina tedesca, il sesso tra i due fratelli.
Ed ho apprezzato tantissimo che in mezzo a tutto questo delirio e a questo esaperar tutto Noè sia restato invece molto "tra noi", nel verosimile.
Ero convinto che avremmo assistito a un massacro collettivo, a scene di omicidio, torture, di tutto.
E invece niente, delirio sarà, perdita di coscienza sarà, ma senza mai sfociare nel genere, senza mai esagerare anche se di tragedie ce ne saranno più d'una, ma tutte più sul lato "umano" della vicenda (la madre che si uccide per quello successo al figlio, la ragazza incinta che fugge nella neve) che su quello prettamente malato e violento.
(tra l'altro entrambe queste morti sono molto legate alla vita, al concetto di procreazione).
Ma c'è una ragazza che pare diversa dagli altri.
La ragazza americana.
Se ne sta sempre da sola a ballare, ferma sul posto.
Ad un certo punto fa anche la pipì in mezzo alla sala.
La mattina dopo, quella in cui vediamo tutti gli effetti della folle notte, è ancora lì, l'unica a ballare, sempre ferma sul posto.
E poi ripensiamo che era anche l'unica non francese.
E poi ripensiamo alla scritta iniziale di quanto questo film fosse nazionalista.
E poi ripensiamo ai discorsi dei ballerini riguardo l'America, vista come sogno.
E poi a tutti i discorsi sulla mega bandiera francese.
E poi a fine coreografia a quando uno se ne dice che loro, i francesi, sono meglio degli americani.
E poi il finale nel quale vediamo proprio quella ragazza, mi pare, con vicino un contenitore con scritto LSD.
E forse allora capiamo che c'è una metafora politica, forse capiamo che l'unica straniera, l'unica che ha sempre e solo ballato, l'unica trovata ancora in piedi la mattina, è stato quell' "agente esterno" che ha ammalato, fino anche ad uccidere, tutti gli altri.
Forse è qua dentro la metafora più grande di Climax, in questa iniezione mortale alla Francia data dagli Stati Uniti.
Ma non pensiamoci, gli occhi ancora brillano ma il viaggio è finito

8.5




19 commenti:

  1. Che bomba! Non vedo l'ora di vederlo e sono assolutamente di parte anche io :) Ma sembra veramente nelle mie corde, come già lo sono stati tutti film di Noé, tranne giusto Love.

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  2. Aggiungo che la colonna sonora è uno spettacolo, assieme alla scena del ballo iniziale.

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    1. io quella scena ho scritto solo una parola, PAZZESCA, con tanto di maiuscola

      ma dovevo scriverne più, hai ragione ;)

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  3. Sembra davvero fighissimo! Tutte le cose che altri hanno odiato io penso proprio le adorerei (così come è stato con i film precedenti di Noé). Alla fine se uno ci pensa è proprio così: o lo si ama o lo si odia, non esistono mezze misure così come i suoi film haahah

    domanda da appassionato: si sa già una data di uscita italiana? Questa era un'anteprima, ma deduco che comunque non sarà troppo in là, vero?

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    1. dalle tue poche righe credo che sì, amerai Climax tantissimo ;)

      niente Joseph, ancora nessuna notizia

      si spera che esca ed entro 3,4 mesi ma non ci sono certezze

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  4. Mamma mia che recensione Giuseppe! Spettacolo!
    Per me CLIMAX è un film veramente notevole che però non raggiunge i livelli (anche se ci speravo...) di Enter the void che ritengo essere l’apice di Noè. Le cose che mi sono piaciute di più:
    - la videocassetta di Suspiria in bella vista durante le interviste ai ballerini;
    - il primo piano sequenza della danza: una delle cose più incredibili (se non LA PIÙ incredibile) viste al cinema negli ultimi anni…da sola vale la visone del film;
    - la scena inaspettata quanto devastante del calcio in pancia alla ragazza incinta;
    - la tensione strisciante che ci tiene con il fiato sospeso per buona parte del film sulle sorti del piccolo Teo;
    - i credits pop/ stroboscopici a metà film;
    - la musica, ovviamente, con la chicca della canzone degli Stones “Angie” nella versione di Thibaut Barbillon come sottofondo nella scena finale
    Le cose che mi sono piaciute meno:
    - i dialoghi tra i ballerini (di una lunghezza estenuante)
    - il piano sequenza rasoterra (non mi ha colpito per niente dal punto di vista estetico)
    - lo scarso approfondimento dei vari personaggi (ma forse a Gaspare – come mi piace chiamarlo :-) - non glie poteva fregà de meno di approfondire)
    Concordo, film sulla perdita di sé che non ha potuto non ricordarmi il mio film del cuore “Requiem for a dream” che sarebbe la mia risposta alla tua terza domanda sui film simili da consigliare….

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    1. sì, Enter the void è sopra. E se non fosse per un secondo tempo un pò più debole per me quel film è tra i top 5 degli anni 2000

      quella cosa delle videocassette è geniale, secondo me ci sono tutti i film che lo hanno ispirato

      - la sequenza della danza è incredibile. Come dicevo a Dnaiela qua sopra io mi sono limitato a PAZZESCA, maiuscolo, ma era da parlarne tanto

      - alla fine quel gesto di violenza è uno dei pochi di persone contro altre. Nel senso che mi aspettavo un film che alla fine diventava un ammazzamento reciproco

      - grande e tragica figura quella di Teo (o Toto?)

      - i crediti di Noè sono sempre storia ;)

      - sì, i dialoghi e anche le interviste troppe e troppo lunghe. Ma a Noè piace fare così

      - ah, qui siamo proprio all'opposto sì, per me siamo davanti a 10 minuti indimenticabili

      - sì, vero, non ci avevo pensato. Ma forse il target del film non prevedeva questi approfondimenti, anzi, l'avrebbero cambiato e reso un film diverso dagli intenti

      ah, ecco, allora esistono film simili a quelli di Noè ;)

      ma devo vederlo

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  5. Contea Sergej: 12 Ottobre, Anno Domini 2018;( le trombe squillano in ogni angolo della Contea)

    Caden si è rigenerato con Climax...una vera e propria botta di adrenalina e scrittura cinefila...davvero bravo!.. super-post

    Sarà una catastrofe psicocosmica non vedere Noè nel suo habitat naturale (mega-sala)....voglio essere rintronato dai decibel...;)

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    1. devi aspettare e vederlo in sala, non fare scheri

      grazie Sergej :)

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  6. Hai proprio ragione, non ce lo meritiamo. Il tuo sguardo alla fine del film non lo dimenticherò mai!

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    1. su Summer of 84 avevo un altro sguardo, vero? ;)

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  7. Prima di tutto, un paio di avvertenze, motivi per cui comunque il mio commento va preso con delle pinze giganti:
    -Non ho visto Climax al cinema, sarò lieto (fino a un certo punto) di rimediare per giudicarlo al meglio delle sue possibilità qualora lo distribuissero, ma al momento le chance mi sembrano piuttosto ridotte.
    - Di Noé mi manca quasi tutto, ho visto solo Irreversible, e con questo Climax forse devo ammettere che non è semplicemente un regista che fa per me, quanto a idea di cinema e di messa in scena, anche se cercherò di recuperare Enter the void per farmi un'idea più completa della sua poetica e del suo stile.
    Detto questo, come è ampiamente comprensibile dal preambolo, Climax mi ha deluso. E' noto che Noé abbia girato questo film in segreto, in 15 giorni, e devo dire che anche senza saperlo la cosa si notava, per atmosfera improvvisata, cagneria generale delle performance attoriali (ma gli attori sono principalmente ballerini, e sul lato danzereccio non c'è niente da dire) e script più o meno inesistente e abbastanza pretestuoso. La trama infatti non è importante, i personaggi non sono importanti, ma tutto questo è una scusa per mettere in scena l'idea di vita e di morte di Noé, trionfo di estasi baccanale e dionisiaca, giustificato da alcune scritte brechtiane che ogni tanto spezzano la continuità (scritte a mio parere che denunciano una visione del mondo appena post-puberale, ma comunque stiamo al gioco). Fino a qui, tutto bene. Il problema principale per me è stato proprio nella messa in scena tanto osannata da molti. Non riesco a vedere che un'idea di cinema vaga, varie trovate ( trovate, non idee, la differenza è fondamentale) che dimostrano più la necessità di stupire a tutti i costi in maniera sterile (e ad un certo punto francamente ripetitiva) piuttosto che dimostrare un pensiero registico atto a sottolineare momenti, espressioni, reazioni, relazioni fra i personaggi, gesti, insomma qualunque cosa. Probabilmente la mancanza di montaggio non aiuta (pure le scene di dialogo fisse non hanno stacchi), il che non sarebbe un problema se alla fine non finisse per mancare ogni volta un ritmo, sia quello interno alla scena sia quello nel complesso del film. Il paradosso più grande è quello che porta un film che si intitola "Climax" a mancare totalmente dello stesso, in una sequela di scene che uno percepisce passivamente come sempre più assurde, senza che il film postuli una giustificazione narrativa o cinematografica a tali eventi. La tua recensione, ottima come sempre, e piena di spunti più interessanti del film intero, sottolinea la chiave di lettura dell'America, l'agente esterno che "uccide la Francia". Mi sembra troppo poco. Mi sembra che Noé lanci delle riflessioni di per sé vuote, lasciando allo spettatore il compito di svilupparle. Forse è già qualcosa, ma per il resto il risultato mi pare decisamente anestetico, nella misura in cui il risultato di mezz'ora di urla, stupri, incesti e omicidi/suicidi finisca per lasciare del tutto indifferenti. L'occhio umano si abitua a tutto, e ad un certo punto il parossismo diventa noia pura, una serie di immagini che lo spettatore assorbe passivamente, senza un giudizio critico.

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    1. Noé poi fa sicuramente della gratuità della violenza nei suoi film un distintivo da portare con orgoglio, come provocatore che è riuscito nel suo intento di inorridire noi poveri borghesi che non abbiamo mai sentito parlare di Lsd in vita nostra. Peccato che il problema rimanga, e se la violenza rimane senza significato, se i personaggi sono solo pupazzi nelle mani del regista, noi non proviamo assolutamente niente nei loro confronti, mentre soffrono senza motivo (se non l'appagamento del grande burattinaio-provocatore). Detto ciò, la dimensione di questo film è la sala, e la mia visione è stata sicuramente penalizzata da ciò, e molti lo acclamano come un film bello e importante, quindi rispetto e ammiro ogni opinione. Ognuno ha una sua idea di cinema, ed è bello e giusto che sia così; la mia è quella di un'arte problematica, critica, qualcosa che ti metta in gioco come spettatore, e che abbracci la varietà e l'imprevedibilità dell'animo umano. Non l'ho trovata qui, purtroppo.
      (Commento addirittura in due parti, mi spiace, non ho il dono della sintesi)

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    2. eccomi ;)

      ormai io ed enrico abbiamo questo scambio di lunghi commenti con 5-6 giorni di ritardo ;)


      leggo a pezzi e rispondo alla stessa maniera

      1 a differenza di Trier capisco perfettamente chi ha visto Climax in rete. Vedo davvero poche speranza di una sala italiana (25%?)

      2 io credo enrico che enter the void sia uno di quei film quasi necessari. Dico quasi perchè per me nessuno lo è. Ma quel film è un qualcosa che non assomiglia a niente visto prima e dopo. Secondo me potresti sorprendere...

      3 "è noto che..." io invece non sapevo una sega, ahah

      sì sì, lo script è un prestesto ma in Noè non è mai la cosa più importante. Anche se ci sono film come Seul contre tous che se è vero che hanno sviluppi narrativi minimi sono un fiume di parole, impressionante (il film è praticamente un monologo). E anche quello è script alla fine

      4 il tuo discrso è molto interessante. E' come se fosse un film di performance (in tutti i sensi, nella diegesi e di regia) ma che non nascondono un'idea di cinema dietro.
      Ci sta come pensiero.
      Come dici te è un film con gravissimi problemi di ritmo.
      Ma, come avrai letto, io questa cosa del (non) ritmo l'ho trovata fantastica, perchè è un film del quale non capisci mai il passo. E' tutto molto provocatorio e quello che succede è questo che stiamo vedendo tra me e te, qualcuno rimane ammaliato da quelle provocazione, qualcun altro dice "ah Noè, ma vaffanculo..."

      e anche questo ci sta

      5 ma è lì uno dei segreti di Climax, ovvero che lo stesso climax non è propriamente quello del film ma quello dei suoi personaggi. Sono loro ad andare sempre più su, anche quando Noè sembra tirare un attimo i remi in barca

      6 vero, è un parossismo che diventa noia pura e vero, non c'è tantissima empatia e quasi indiffernza per quelle persone. Ma non credo Noè la ricercasse. Il suo è un sabba delirante, un caos al quale vuole forse dare significati. E sì, è dura trovarli o non convincono, ma è anche vero che a volta il delirio è un significato in quanto tale, visto che è una delle apoteosi della non razionalità

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    3. 7 alla prima parte del tuo secondo commento (sempre interessante) ho dato mezza risposta all'ultima parte del primo ;)

      8 In sala saresti rimasto sbalordito da alcune sequenze ma a leggere il,tuo commento non sarebbe cambiata per nulla la tua legittima idea del film. Quindi no, non ti sarebbe piaciuto lo stesso ;)

      8 anche a me piace più il cinema che pone problemi e problematico di suo. Ma (per fortuna) a volte riesco ancora a farmi trasportare anche dalle sole esperienze visive e sensoriali. Poi oh, per me c'ha una classe immensa, ahah

      di sicuro Seul contre tous è SOLO contenuti (poi se ti piacerà è un altro paio di maniche) mentre Enter the void credo sia une bella unione delle due cose ;)

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  8. Ommioddio pazzesco.. davvero .. lo sai quanto sia difficile in quanto a gusti , ma a mio avviso questo film è perfetto .. ho visto e apprezzato sia SCT , sia ETV ( Love mi ha annoiato invece) , ma ho trovato questo Climax più omogeneo, sembrerà un ossimoro ma i vari stili diversi utilizzati nel film ci stanno , e danno il ritmo perfetto alla visione.. anche le interviste e il siparietto dialoghi li ho apprezzati..
    poi sarà che amo il cinema che osa, la musica (anche i rave hanno fatto parte della mia vita,.. ) , la danza contemporanea e i film spietati e con una certa dose d follia .. ma questo film è per me L apoteosi..
    tu scrivi:
    “Ed ho apprezzato tantissimo che in mezzo a tutto questo delirio e a questo esaperar tutto Noè sia restato invece molto "tra noi", nel verosimile”... esatto, sarà che comunque una volta entrata in scena la LSD tutto ai nostri occhi sarà lecito nel film , ma questa volta Noé mi ha dato L idea d avere il controllo totale della sua creatura.

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    1. buffo leggere questo tuo commento appena dopo quello di Enrico ;)

      hai percepito il non ritmo come me, come un ritmo nuovo e affascinante. Ma è anche vero che la percezione di Enrico è super legittima e l'hanno avuta molti, anche in sala a Torino

      beh, tu hai una esperienza che io non ho ma a quanto mi dici questo era veramente il tuo film perfetto ;)

      io vengo da mondi e idee opposte eppure cazzo, l'ho adorato ;)

      sì sì, un regista come lui che in questo delirio riesce a controllare tutto e non farlo diventare un massacro mi ha davvero sorpreso. Soprattutto perchè il film è comunque estremo, il controllo dell'estremo è da apprezzare, anche come onestà intellettuale per me

      non ho visto Love, boh, ho paura mi deluda...

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao