4.12.18

Oltre l'Immagine, viaggio nel significato nascosto dei film ( 1 ) - Eraserhead - (di Edoardo Romanella)

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Apriamo questa nuova rubrica con l'amico (anche bi-radunista) Edoardo Romanella.
Edoardo si divertirà a decriptare i significati nascosti di film o altri tipi di opere audiovisive di difficile comprensione.
Ovviamente, come in questo primo caso, ci saranno anche opere su cui sono stati scritti interi saggi e di cui i cinefili sanno tutto, quindi i pensieri di Edoardo, a loro, magari servono a poco.
Ma magari c'è anche gente che certi film non li ha visti o comunque ama leggere possibili interpretazioni.
Dopo una breve sua presentazione, Eraserhead

Salve a tutti, sono Edoardo Romanella, e con Giuseppe abbiamo deciso di aprire questa particolare rubrica, volta a far luce sui significati nascosti dei film, delle serie Tv, dei cartoni animati e di quant’altro sia apparso sul grande o piccolo schermo. Premetto che non ho la verità rivelata, e che quindi tutto ciò che leggerete sarà unicamente frutto di mie interpretazioni. E che vi piacciano o no, tali rimangono. Buona lettura. 


Prima di iniziare a parlare del film dovrei fare qualche accenno alla trama, ma scriverne qualcosa è pressoché inutile, perché di fatto questa è un’opera totalmente destrutturata, non lineare e onirica dall’inizio alla fine.
Quindi, chi già avesse visto la pellicola sa di cosa parlo, per quanto riguarda gli altri scriverò solo un accenno: una coppia di fidanzati, Henry (Jack Nance) e Mary, ha un bambino, che però nasce deforme, con un aspetto più simile a quello di un girino che di un uomo. Come contorno alla vicenda ci vengono presentati degli strani personaggi: un macchinista parzialmente ustionato dalle scintille dei macchinari, una donna dalle guance deformate, i bizzarri genitori di Mary, un pollo sanguinante, ecc…

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David Lynch, il fuoriclasse del surrealismo, dopo una serie di cortometraggi esordisce al cinema con questo capolavoro (1977), e con un unico scopo: disorientare e angosciare lo spettatore. Per questo primo lungometraggio il profeta (in realtà non fu proprio il profeta, come vedremo) cinematografico dei sogni concepisce una fotografia in bianco e nero, che contribuisce a incrementarne l’aura di angoscia. Qui si respira la disperazione del protagonista, la depressione, di cui Lynch è uno dei principali esponenti (chi ha già visto i suoi quadri sa di cosa parlo).
Dall’inizio alla fine ci racconta un sogno, siamo nella mente di Henry: la sua ragazza è rimasta incinta, di una gravidanza non programmata, e la nascita del bambino lo ha segnato irrimediabilmente. Henry vede la sua vita stravolta, così come i suoi sogni e i suoi progetti, e in un sogno si manifesta il suo stato d’animo: la rabbia, l’angoscia, la paura.  
Questa è la spiegazione, ogni elemento del film riguarda ciò: dalla donna con le guance deformate che calpesta embrioni, al pollo sanguinante, al figlio deforme, alla sua stessa testa che a un certo punto si stacca dal corpo e viene presa per farci della gomma per matite (da qui il titolo, Eraser-Head = Testa-Cancellatrice). Tutti elementi volti a far trasparire il desiderio di far tornare la sua vita com’era prima. E poi c’è il pianto del bambino, quel pianto ossessivo e lancinante che tormenta lo spettatore, e gli avvelena l’esistenza.

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Detto ciò, con questo straordinario esordio il regista riesce molto bene nel suo intento di disorientare e turbare, e anche se il tutto verrà perfezionato in Velluto Blu, Strade Perdute, Mulholland Drive e INLAND EMPIRE, ciò non toglie nulla a Eraserhead, che rimane una pietra miliare del genere.
Come detto sopra, Lynch non è il fondatore di questo modo di fare cinema. Il surrealismo, il simbolismo, la destrutturazione, i sogni, erano stati già messi in scena da un altro fuoriclasse della macchina da presa: Luis Bunuel (la scena del pollo sanguinante è un omaggio neanche troppo velato a L’Angelo Sterminatore).
Eppure, nonostante la bravura di Bunuel, Lynch ha fatto di più, molto di più. Le sue immagini sono più forti, la tecnica si spinge all’estremo, in uno stile personalissimo, e una intensità tale da fare di lui indiscutibilmente uno dei più grandi registi nella storia del cinema, a mio avviso il migliore per quanto riguarda il cosiddetto genere weird.


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