9.3.20

La doppietta di Vieri - 2 - Recensioni: "Too Late" e "Teenage Space Vampires" (Gli Abomini di serie Z - 32 - )


Dopo 9 mesi torna finalmente la rubrica che, se solo potessi, vorrei sempre fare, ovvero quella del doppio film visto insieme al mio amico Vieri di Firenze (stavolta c'era anche Roberto Pallloncini).
Qual è la regola de La Doppietta di Vieri?
Vedere un film bello e uno brutto.
E sì, meglio non poteva andare, quello bello è anche troppo bello, quello brutto anche troppo brutto.
Per una volta non ce la faccio a scrivere la prefazione dei due film.
Too Late è stata una recensione molto faticosa, ripresa più volte in 10 giorni.
Ma il film è per me meraviglioso e ho provato ad analizzarlo al meglio possibile.
L'altro è uno schifo immane, questo il riassunto

presenti spoiler


(too late disponibile nel Guardaroba)


A me i film piaccion quasi tutti, lo sapete.
E' per quella mia incrollabile abitudine a cercar di vedere sempre le cose positive.
E' perchè già ne vedo pochi e quindi quando ne scelgo uno scelgo quello che m'ha fatto gli occhi dolci.
E quegli occhi dolci me fregano quasi sempre.
Però, ecco, è vero che parlo bene di tutti ma poi alla fine quelli di cui mi innamoro perdutamente son mica tanti, a 10 in un anno non c'arrivo.
Too Late - e i più intelligenti di voi l'avran capito - è uno di quelli.
Un film che ha dentro tutto quello che io amo e cerco nel cinema, personalità, storia, regia, musica, attori, personaggi che t'entrano nel cuore, scrittura, dialoghi.
Uno di quei film che somigliano tanto a ad un tipo di persone irresistibili, quelle che fanno le piacione ma te noti sotto gli occhi lucidi, l'intelligenza e la grandissima sensibilità.
Ecco, Too Late è questo, è come se un regista epigono di Tarantino abbia saputo metter dentro anche tanto dolore e tanto cuore o è come, al contrario, se uno che voleva farti piangere, uno che aveva una storia tremenda da raccontarti, avesse deciso di farlo però nel modo più strambo possibile, quello meno diretto, quello meno retorico.
Mi succede veramente di rado di avere davanti un film che mi diverte, che mi gasa a livello registico (sono 5 piani sequenza, e io sapete quanto li adoro), che mi fa pensare agli sviluppi e che poi mi ammazza così.
E, lo dico da ora, il finale di Too Late è per scrittura uno dei più grandi tra le mie recenti visioni, un gioiello di sensibilità e scrittura.

Siamo a Los Angeles e il fatto non è casuale perchè, tra le tante altre cose, l'amore di Too Late per il Cinema è debordante.
In una delle tante colline c'è una bellissima ragazza che ha bisogno d'aiuto.
Chiama allora un uomo, un uomo che aveva conosciuto 3 anni prima, per una sola serata.
L'uomo corre subito in suo soccorso ma quando arriverà in cima alla collina sarà ormai troppo tardi.

TOO LATE

E, non a caso, compare solo adesso il titolo del film, alla fine della prima sezione.

Il film è diviso in 5 parti, ognuna di esse girata in un unico piano sequenza (direi reale, ma nel mondo d'oggi è impossibile averne certezza).
Le parti non sono in ordine cronologico, sarà lo spettatore a doverle mettere in fila (in ogni caso l'ordine sarà 3 1 5 2 4).


Questo tipo di narrazione rende Too Late quel tipo di film stimolanti da seguire proprio perchè ci costringe a rimettere insieme i pezzi.
Se poi aggiungiamo la questione del piano sequenza ecco che la costruzione del film diventa ancora più "divertente", per come sia registicamente che narrativamente è stata concepita.
La temporalità non lineare lo rende poi molto più bello, se vedessimo il film in ordine cronologico sarebbe enormemente meno interessante, quasi un film normale (tra l'altro anche molto meno emozionante).
Quello che scopriremmo nel segmento 2 (che, in realtà, è l'ultimo del film) ci farebbe vivere il 3-4-5 in maniera completamente diversa, pensateci. 
Certo, potremmo anche dire che la morte dei nostri due protagonisti in questo modo è molto meno potente, visto che noi li sappiamo già morti prima di vederli in molte scene e scoprire il loro rapporto.
Ma questo fa parte della magia di Too Late, ovvero arrivare al cuore attraverso metodologie opposte agli altri film.

Insomma, tutta la sceneggiatura del film ha senso solo con l'ordine scelto dal regista.
E quando parlo di tutta la sceneggiatura intendo tutta la sceneggiatura, non solo il plot. Perchè è soprattutto nei meravigliosi dialoghi che Too Late eccelle, dialoghi con frasi che solo quando piano piano scopriamo le carte acquisiscono di significato.
Questo modo geniale di scrivere mi fa pensare a quella di questo film come una delle sceneggiature più originali, ben scritte, legate ed emozionanti tra le recenti.

Prendiamo ad esempio l'incipit.
Abbiamo sti due piccoli spacciatori che fanno un dialogo assurdo.
"Immagina se i protagonisti di un film, ad un certo punto, quando non capiscono più niente, potessero vedere la vhs dello stesso film che stanno girando, ecco, capirebbero tutto".
Ecco, questo è quello che succede col film. 
Gli stessi due spacciatori se potessero vedere il film che stanno interpretando scoprirebbero che loro con la morte di Dorothy nulla c'entrano.
E, forse, molte cose cambierebbero.
Ma del resto questa frase stupida e assurda nasconde proprio quello che accade con lo stesso spettatore, con noi, ovvero la necessità di vedere TUTTO il film per poterlo capire.
La componente metacinematografica farà capolino più volte, specie nella quarta sezione, quella della morte di Mel al drive in.
La grande Hollywood del passato nello schermo all'aperto, la necessità di cambiare la bobina (anche mentre muore), le struggenti immagini di quel padre e di quella bimba che appaiono nel finestrino mentre Mel, morente, chiede a Jill di fare una bambina affinchè lui possa crescerla, giocare con lei, insegnarle cose.
Scena bellissima ma che solo grazie alla sezione cronologicamente seconda ma inserita dal regista per ultima (tornando al discorso di sopra) possiamo poi ripensare come straordinaria.

Tra l'altro questa sezione si chiude con il "The End" che appare nel film del drive in e, infatti, se ci pensate è questo il vero finale, quello cronologico, del vero film.

Allora, riprendo adesso in mano la recensione, sono 10 giorni che non scrivo nulla per vari problemi.
Cerco di tirare le fila, andrò a casaccio e sarò slegato ma ormai è andata così.
Vediamo se riesco ad essere un filo più ordinato.
Partiamo dalla tecnica.
I piani sequenza di Too Late sono perfetti. Anzi, sono talmente perfetti che mi è accaduta una cosa che non mi accade mai con questa tecnica, ovvero dimenticarmene.
Sono talmente puliti e armonici da diventare quasi invisibili.
Forse è proprio il primo quello più particolare, vuoi per come passa dai primi piani ai campi lunghissimi, vuoi per l'uso dello zoom nelle case a valle, vuoi per l'uso dello split screen, oppure per quel andare sul corpo della guardia forestale mentre loro due stan parlando (meraviglia di scelta, con la tecnica, senza parole, ci preannuncia già quello che accadrà).
Gli altri 4 piani sequenza saranno più classici (a seguire persone in interni principalmente) anche se gli spazi cambiano di continuo (penso alla sezione del ring) e noi nemmeno ci accorgiamo dell'unica inquadratura che viene usata.
Anche a livello fotografico il film è eccellente (forse proprio i primi 5 minuti sono più deboli in questo), con una decina di cambiamenti di luce.
La colonna sonora è straordinaria, tra l'altro quelle che amo, malinconiche e che riescono a raccontare oltre che accompagnare.
Ripenso al brano interrotto a casa dei ricconi (splendido l'uso intermittente dell'interfono che blocca il pezzo, tra l'altro espediente che rende lo struggimento di quella donna ancora più forte) ma soprattutto al brano che suona lo stesso Mel al club.
A ripensare dopo a quel pezzo, a quelle parole, vengono i brividi, la sua storia con Mary, la madre di Dorothy.

"Anche mia madre si chiamava Mary"
"Beh, ci sono tantissime ragazze che si chiamano Mary"
"Ma ce ne sono ancora di più che non si chiamano così"



Tra l'altro appena prima c'era stata un'altra piccolissima scena, molto dolce, ma che solo (ancora una volta) grazie al finale ci cambia di significato.
Dorothy chiede a Mel di poter salire sui suoi piedi.
Mai avrebbe pensato che questo gioco da figlie e padri era effettivamente questo, un gioco tra padre e figlia.
Questa, già che ci sono, è di sicuro la sezione più importante, anche perchè l'unica in cui sono presenti insieme i nostri protagonisti.
E qui la sceneggiatura dei dialoghi impazza.

"Hai degli occhi stupendi, da chi li hai presi?"
(è suo padre)

"Posso gridare al lupo al lupo?"
"Certo, puoi gridarlo ogni volta che vuoi, ogni volta che avrai bisogno io ci sarò"
(ed è vero, lui correrà subito in suo soccorso ma sarà troppo tardi)

"Io mi fido sempre degli sconosciuti"
(morirà per questo)

Tra l'altro Dorothy racconta di aver preso due pasticche di ecstasy (e infatti, fateci caso, Mel si irrigidisce un secondo appena lei glielo dice).
E qui ci uniamo al giorno in cui morirà, giorno nel quale prenderà per la seconda volta in vita sua due pasticche di ecstasy (non morirà per questo anche se i ragazzi tossici del "dovremmo rivedere l'intero film" lo penseranno).

Tra l'altro, almeno completo questa seconda sezione, Mel viene abbordato da Jill ma la rifiuterà (perchè l'unico suo obiettivo era conoscere la figlia).
Scopriremo poi che invece Mel si innamorò veramente di Jill quella sera, tanto da cominciare una relazione con lei.
C'è rimasto un solo aspetto di questo blocco di cui devo parlare, ma lo farò nel finale.

Torniamo a provare ad essere organizzato (ma avete visto, non ci sono riuscito nemmeno dicendomelo).
I personaggi.
E' qui che Too Late mi ha ammazzato (in senso buono).
I personaggi di Too Late sono tutti sbagliati, tutti tremendamente imperfetti, tutti capaci di commettere errori imperdonabili.
Ma sono fragili, sono umani, sono buoni, sono bellissimi.
E, cosa davvero rara, anche molto intelligenti (anche i cattivi, coppia di tossici a parte).
Dorothy, la spogliarellista Jill, Mary, Janet (la compagna del boss), abbiamo almeno 4 figure femminili capaci di farsi carne ed ossa, pieni di vizi, scheletri nell'armadio e dolore.
Mary ad esempio ci sembrerà come una poco di buono e invece ascoltando il racconto di Mel ("la seguii e non ebbe più nessun uomo") capiamo il dolore di una donna rimasta per sempre innamorata dell'uomo che le diede una figlia e scappò via.
Ma è forse Janet, la moglie del boss, il personaggio più tragico e bello tra tutti i femminili.
Una donna che ha dato tutta la sua giovinezza per l'amore di un vecchio mafioso maiale, una che fino all'ultimo ha provato a credere in quel sentimento, ha provato a dirsi che la sua vita di lussi era anche una vita felice.
Ma così non era, anzi, è preda di una profonda depressione.

"Mi sarebbe bastato che una sera mi dicesse "amore, ho noleggiato Iron Man 3, lo vediamo? "ma ho capito che nel matrimonio che ho scelto non ci sarebbero stati film visti insieme"

Il livello della sua disperazione ha, ahimè, tragica conferma nell'uccidersi anch'essa.
Donna bellissima, che aveva tutto, ma innamorata, ed essere innamorati è una debolezza che può uccidere anche i più forti.

E poi, tra gli altri, c'è Mel, il nostro protagonista, personaggio indimenticabile.
Difficile giudicarlo, sicuramente imperdonabili alcune sue scelte ma quest'uomo ha una dignità comunque altissima. Tutto quello che gli accade nel film sembra non importargli tanto ormai è too late per tutto, ormai ha fallito in ogni aspetto della sua vita.
Raramente si trovano film dove ti ritrovi a voler bene a 5-6 personaggi, di cui alcuni li hai visti per 10 minuti al massimo.

Tra l'altro in questo blocco (quello a casa del boss) avverrà il dialogo principe del film, quello che si legherà in maniera devastante col finale, forse la cosa più bella dell'intero film.
Sequenza questa molto tarantiniana, con dialoghi formidabili.

Per ultimo un applauso collettivo al cast (lui straordinario, ma tutti eccellenti) e -  incredibile non l'abbia ancora nominato - al regista Dennis Hauck, ricordando a tutti che questa è un'opera PRIMA.

Insomma scrittura, regia, musiche, fotografia, personaggi, dialoghi, costruzione temporale.
Tutto eccellente.
E questo modo di essere un film simpatico, non retorico, anche se moriranno quasi tutti i nostri beniamini.


Di piccole cose ne ho appuntate tante ma voglio lasciare a voi il gusto di scoprirle, magari con due visioni (dai, ve ne dico solo una molto difficile, la t shirt che ha indosso Mary è Old Hat, e quella è la marca delle sigarette fumate da sempre da Mel).

Ma arriviamo al finale, questo finale che ricorda immensamente Drive (tra l'altro la piccolissima possibilità che lui sia morto in quel momento può restare nell'immaginario).

Prima, però, torniamo nella lussuosa villa di Janet.

Lei e Mel iniziano una interessante discussione linguistica (in un film che esalta la "parola" come pochi).

"Io non li chiamerei vizi, ma abitudini"
"Abitudine, come quando entro in macchina e abbasso il parasole"
"No, quella è una routine"

poi la situazione crollerà ma prima della morte Mel dirà a Janet

"Sai, ci ho ripensato, non è una routine, ma un rituale"

Vizio, abitudine, routine, rituale, 4 nomi diversi per parlare di cose molto simili.
Ma perchè, ripensandoci, lui preferisce scegliere rituale?
Lo scopriremo solo nell'ultimo minuto.
Quel gesto di cui aveva parlato, entrare in macchina e abbassare il parasole, lui lo faceva davvero.
Ma sotto quel parasole c'era qualcosa di molto importante, le uniche foto in vita con sua figlia.
Quelle foto che lui fece nel club, trascinandola dentro con lui. 
Sembrava una scena quasi di sesso veloce, invece era solo un padre che rubava un'immagine della propria figlia, per poterla tenere e vedere per sempre.
Quel padre che è arrivato sempre tardi, tardi nel salvarla, tardi nel dichiarare alla madre la vera storia, tardi nella sua stessa morte.
Too Late.
Ed era tardi ormai anche per dichiararsi a Dorothy, le parole non gli erano venute.
E allora ruba due fototessere.

Ed entrare in macchina e abbassare il parasole non è allora nè un vizio, nè una abitudine, nè una routine.
Solo rituale è la parola giusta.
Perchè solo dentro questa parola, tra tutte e 4, è nascosto qualcos'altro.
Non qualcosa che fai tanto per fare, a cervello spento, ma qualcosa in cui credi fortemente.
Il rituale ha a che fare con qualcosa in cui credere, qualcosa a cui appigliarsi, qualcosa da esorcizzare o a cui affidarsi.

Una fototessera mostra due volti che si guardano.
Uno sa che quella è sua figlia, l'altra no, solo "una di quelle persone che quando le incontri non le dimentichi".
Eppure lo sguardo è lo stesso


8.5/9

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Allora...
Sono passati 10 giorni.
Il film fa schifo al cazzo.
Non me ricordo niente.
Ho appena scritto Too Late.
Ma chi me lo fa fa de recensì anche questo?
Nessuno ma per convalidare La doppietta de Vieri qualcosa devo dì.
Quindi, alla rinfusa, film americano ma con produzione e mezzo cast romeno, tanto che sui titoli de cosa finali sembra de legge la formazione dello Steaua degli ultimi 30 anni.
Da qualche parte in America arriva una nave aliena (me sa), fa scendere delle specie di alieni (me sa) che lasciano una specie di monolite (me sa) che ha poteri magici (me sa) e c'è di mezzo anche un diamante (sicuro) e gli alieni sono tutti romeni (questo quasi sicuro) e sono anche vampiri (sicuro) e c'è anche una signora grassa (sicuro) e il capo degli alieni è un ex calciatore romeno che ora insegna calcio in america (sicuro) e vole qualcosa (sicuro) e quel qualcosa è il diamante (me sa) che dà qualche potere (me sa) tipo quello dell'oscurità (me sa) e il capo dei mostri se chiama Vlathos ed è orribile (sicuro, sicuro) e riunisce i romeni in una grotta so io che cazzo a che fa, e agli attori hanno messo le maschere e però se vede il collo rosa, e gli effetti speciali sono stupendi




e poi non lo so, so solo che mandavamo avanti il film 5 minuti per volta e che alla fine è finito.
Come non lo so e non me ne frega un cazzo

26 commenti:

  1. Tra le folte schiere di registi e cineasti capita di incontrare, di tanto in tanto, qualche autore che trasuda una passione morbosa e contagiosa (timing perfetto per questi due aggettivi, pardon) per il cinema - rigorosamente analogico -, per la scrittura - dei personaggi anzitutto - e per il citazionismo - l'exploitation, il grindhouse, i b-movie, gli anni '60 e '70, L.A. -.
    Tra questi citerei l'ovvio Tarantino, Robert Rodriguez, P. T. Anderson, N. W. Refn, Fincher. E con loro Dennis Hauck.

    Dennis ama talmente tanto la pellicola che decide, per vezzo e per sfida personale, di esaurire un'intera bobina di Techniscope 35mm in un piano sequenza di 20 minuti. Prende 5 bobine e ci fa un film.

    Per me una delle cose geniali di Too Late è che ogni spezzone potrebbe essere un cortometraggio a se stante, e da questo punto di vista la prima parte (che si conclude con il titolo) è la più solida - non la migliore - a mio giudizio. E questo ha ancora più senso se si pensa che, prima di Too Late, Hauck ha girato due cortometraggi.
    A tal proposito non so cosa pagherei per una copia dell'introvabile DVD di Sunday Punch, suo secondo lavoro, realizzato grazie a un crowdfunding, e storia collaterale a Too Late (incentrata sul personaggio di Jill).

    Ho apprezzato tantissimo le scelte attoriali e il recupero di certi volti come Robert Forster, Jeff Fahey (usato più volte da Rodriguez) e l'affascinante Sydney Tamiia Poitier (la Jungle Julia di "Death Proof").

    Too Late è un'opera ricchissima di dettagli, tra i tanti il personaggio fiabesco di Dorothy, che all'inizio del film passeggia spensierata in un bosco urbano del paese delle meraviglie che è Los Angeles, e con il suo cappuccio rosso ingenuamente dà retta agli sconosciuti.

    Peccato che questo film abbia avuto una distribuzione penosa, andrei di corsa a vederne una proiezione in 35mm!

    Grazie Giuseppe per la bellissima analisi, (dis)ordinata in modo tale da omaggiare perfettamente la struttura del film :)

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    1. grazie per le preziosissime informazioni (al solito, te sei il mio scagnozzo che si informa sui film, mi completi)

      perfettamente d'accordo sul fatto dei cortometraggi autonomi, molto acuta come osservazione

      ne parlavo oggi con qualcuno e credo che solo l'ultima parte non potrebbe essere un corto (è infatti anche la più debole registicamente e narrativamente, anche se emozionantissima e con il racconto di Mel che è veramente perfetto)

      magari possiamo cercare quel lavoro o chiederglielo ;)

      e molto arguta anche la cosa di Cappuccetto Rosso, assolutamente...

      vai che ora col passaparola lo facciamo cresce ;)

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    2. "Scagnozzo" suona malino, preferisco "supporter" :D

      L'intuizione sul personaggio fiabesco non è mia, l'ho ricavata da un'intervista al regista che ho trovato: http://www.nerdlocker.com/movies/dennis-hauck-interview

      E' piena di aneddoti interessanti, consiglio di leggerla.

      Per quanto riguarda Sunday Punch ho cercato molto, ho trovato un solo DVD in vendita in un sito pakistano, 5$ il film 65$ (!!!) le spedizioni. Di Dennis Hauck non si trovano i contatti online, non c'è sui social, ho provato a scrivergli sul profilo Kickstarter dove aveva lanciato il crowdfunding, ma risulta inattivo dal 2016.

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    3. ahahah, direi che hai già fatto abbastanza ricerca da solo allora!

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  2. Quanto cazzo è bello questo film. Scusa per l'incipit volgare, ma ci sta...Era molto che un film non mi emozionava così tanto... Ne vedo meno ultimamente, è vero, ma nessuno negli ultimi mesi mi ha colpito 'dentro' così tanto come questo. E' uno dei film di cui potrei innamorarmi come dici te (anche se devo ancora metabolizzare). Ad oggi ti dico che anche per me sto film ha veramente tutto... ottime scelte di regia, ottime scelte di sceneggiatura, colonna sonora azzeccatissima, ma soprattutto è un film con un ANIMA ENORME. Di una sensibilità pazzesca, parzialmente nascosta. Un film perfetto nella sua imperfezione. Son pochissime le cose che non funzionano. Forse solo quell'ultimo piano sequenza, leggermente (ma proprio leggermente) più debole rispetto agli altri, ma perché gli altri sono di una potenza incredibile. E mi riferisco soprattutto a quello del night club e quello in casa del signor Lyons. Il personaggio di Janet è meraviglioso ed aiutami a dire meraviglioso... la scena di lei che si spoglia ed ascolta la musica in lacrime, così come il dialogo successivo entrano di diritto nelle mie scene del cuore... Non mi dilungo perché l'hai descritta già benissimo. E lo stesso dicasi per il flashback che ci racconta del primo incontro tra lui e Dorothy...effettivamente alla seconda visione diventa ancora più bello, più significativo. Gli occhi di lui, il suo sorriso mentre l'abbraccia, il modo in cui quegli occhi e quel sorriso assumono tutt'altro significato e tutt'altro valore dopo il finale... quei piedi che salgono sulle sue scarpe, quel “Puoi gridare Al lupo tutte le volte che vuoi, verrò in tuo soccorso ogni volta”. Per non parlare poi della scena in macchina con Mel sanguinante e Jill che le canta la canzone...
    Pazzesco come un film del genere abbia avuto così pochi riconoscimenti, ma ormai non mi sorprendo più... Nella recensione di Uncut Gems ti concentravi sul RITMO, qui secondo me la parola chiave è ATMOSFERA. La grandezza del film, oltre che nella storia e nella scrittura sta proprio nelle atmosfere che riesce a creare, grazie alle musiche, la fotografia, gli sguardi... ed io sono profondamente attratto da atmosfere del genere, da questi personaggi sbagliati, ma così fragili, così veri, seppur esasperati... Un film impregnato di amarezza e malinconia ma con un cuore enorme e non è facile fare una cosa del genere. Sul fatto che ha senso solo visto in questo ordine, appare ovvio, perderebbe gran parte della sua potenza... Il tempo è fondamentale. Sarebbe come vedere "C'era una volta in America" in ordine cronologico come l'avevano fatto uscire la prima volta negli Usa, perderebbe quasi completamente la sua magia, la sua potenza. Che ti devo dire caro Caden (qui ti chiamo così)? Grazie per l'ennesimo gioiello che mi hai fatto scoprire!!

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    1. cavolo vittorio, vedo che anche te sto film lo hai trovato "diverso" dagli altri

      io bellissimi ne vedo tanti ma pochi, come ho scritto, mi prendono dentro così

      proprio perchè lo fanno in maniera diversa dagli altri

      del resto le cose più emozionanti di solito non hanno vestiti emozionanti

      leggendo il commento che dire, concordiamo su tutto

      sensibilità è la parola chiave


      anche te come me e matteo concordi con l'ultima parte più debole, si vede che serviva al film (ma lo fa benissimo)

      Janet è un personaggio di 10 minuti che vale 3 film

      la sequenza dei due club da pelle d'oca, quella più da rivedere col senno di poi

      esatto, personaggi sbagliati e bellissimi, nessuno ha difetti tutti hanno un cuore

      grande vittorio!

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  3. dopo tanto tempo che ti seguo per le spiegazioni di tanti mindfuck ho deciso di scriverti,

    ho un blog dove elenco tutti i film di questo genere, penso che tanti tu li abbia visti, ti metto i link con tanto di trama e trailer, fammi sapere:

    https://lecronachedidante.altervista.org/blog/2015/10/25/lista-top-thriller-horror-psicologici-in-aggiornamento-work-in-progress/

    https://lecronachedidante.altervista.org/blog/2017/07/12/lista-film-thriller-psicologici-parte-2/

    https://lecronachedidante.altervista.org/blog/2019/10/14/lista-film-thriller-psicologici-parte-3/

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    1. viste tutte

      e sì, c'è tutto il meglio degli anni 2000 nell'argomento ;)

      (visti 85% ad occhio)

      un paio me li sono appuntati, li conoscevo ma è stato un modo per ricordare di vederli :)

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  4. Film molto interessante. Inizialmente smarrita dalle sequenze poste in maniera casuale, infastidita non poco dalla camera che si sposta troppo velocemente nella scena dei dialoghi dopo che Janet prende la pistola e da alcune parole mal tradotte, ti pongo alcuni dilemmi che da pignola mi hanno messo dei dubbi. Nella sequenza finale, quindi la 4, Jill dice a Mel che è tornata per un tentativo di estorsione avendo trovato poche settimane prima delle foto del suo ex capo. Lì la voce di Jill diventa lontana e Mel si gela, poi le chiede che fine hanno fatto le foto. Ma nella sequenza 2, che è avvenuta prima, Mel ha le foto con sè. Come fa Jill a dire che deve cambiare aria per un pò se il tentativo è andato male? E non sa che il suo capo è stato ucciso? Nella scena 2 invece, Mel dice a Janet che non si è dimenticato di lei. Dove l'ha conosciuta? Anche l'inizio, con Dorothy che ha il telefono scarico e solo il biglietto da visita di Mel in tasca dopo 3 anni che non lo vede mi sembra un pò forzato... Comunque il tutto mi sembra ben riuscito come opera prima, scusa se sono troppo attaccata a questi dettagli, ma son le cose che mi sono chiesta dopo una prima visione. La sceneggiatura comunque è molto bella, e la scena finale è molto commovente. Grazie :)

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    1. eccomi :)

      Mel si gela appunto perchè ha avuto quelle foto e Dorothy è morta per quello. Sentire che tutto invece è partito da Jill e che quindi rischia anche lei lo turba.
      Le chiede le foto per verificare appunto se siano le stesse. Quando lei gli dice che non sa più dove sono capisce che sono quelle e il cerchio è chiuso perfettamente, Dorothy gliele ha rubate

      No, non sa che il capo è stato ucciso, ma più che altro non lo sa manco il figlio del boss... La sequenza 2 e 4 sono assolutamente consecutive per me, stesso giorno (anche perchè non c'è nessun motivo che lui non vada a compiere le vendette di fila)

      Mel iniziò a frequentare Jill, per forza deve aver conosciuto o visto la moglie del capo di quel club. Infatti credo le dica "devo averti visto", così, faccia conosciuta, niente di più

      riguardo la telefonata a lui no Manuela, dai, ci sta alla grande

      intanto il film parla proprio di questo rapporto magico e bellissimo creatosi in una notte tra padre e figlia (inconsapevole) ma poi lei è in mezzo a un casino, non può chiamare la polizia, normale che ripensi all'unico investigatore privato conosciuto in vita sua, tra l'altro in una notte indimenticabile

      per me eh ;)

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  5. Non mi quadra, Dorothy dice che ha visto qualcosda che non doveva vedere, non mi pare la tipa che ruba le foto, per farci cosa poi? Perchè Mel dovrebbe temere per Jill visto che sa che hanno già ucciso Dorothy per quello e loro son già morti? Quando mai il figlio del boss non sa che il padre non è morto, anche se il giorno stesso? Mel invece va al drive in perchè sa che troverà il figlio del boss da uccidere, ma che ha già ucciso Dorothy, quindi Jill non rischia niente. Quindi secondo me è più plausibile che le abbia rubate Mel da un armadietto dello strip club. A Janet dice testuale: I haven't forgotten about you... Quella notte di cui parli è memorabile per lui, che sa che Dorothy è la figlia, e per noi. Lei, appunto inconsapevole, ha incontrato uno dei tanti clienti, vuoi che dopo 3 anni, con tutti i clienti che avrà incontrato, mezza nuda, avesse solo il suo biglietto conservato? Mah... Serve alla storia ma regge poco. Comunque il neo di questo film secondo me sta proprio nel montaggio delle sequenze che, a sè stanti sono stupende, ma si fa fatica a ricostruire il tutto subito. Grazie comunque per le tue risposte e la tua passione :)

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    1. certo, Mel va lì per il figlio del boss ma rimane gelato quando scopre che nella storia in cui è morta sua figlia è coinvolta anche Jill, anzi, che è stata lei per prima a vedere quelle foto

      e se si venisse a sapere quella cosa, che le foto in realtà le ha trovate Jill (che poi ha lasciato perdere) ovvio che la ragazza sarebbe in pericolo (del resto lo dice lei stessa di sentirsi in grande pericolo)

      non è vero, Dorothy è rimasta incredibilmente colpita da quell'uomo, tanto che dirà al suo assassino "è uno di quegli uomini che non dimentichi"

      e nel primo momento in cui in vita sua le serve un detectvie ricorda di averne conosciuto uno, che c'è che non torna?

      io a volta ho bisogno di un idraulico e ritrovo il suo numero senza manco averlo mai visto, lei aveva bisogno di un detective con cui, tra l'altro, aveva passato una notte indimenticabile

      boh, non so, non solo a me torna ma mi sembra tutto naturalissimo, manco un pelo forzato ;)

      figurati, grazie a te ;)

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    2. tra l'altro la stessa famiglia di Dorothy lo dice a Mel, il suo biglietto da visita era la cosa più in evidenza della roba di Dorothy, conservato gelosamente

      era l'unico ricordo di quell'uomo, per lei molto importante. Poi figuriamoci, serve un detective, come non chiamarlo?

      la stessa famiglia lo chiama perchè trova il biglietto da visita, semmai questa può essere una forzatura (ma viene molto spiegata), non certo, per me, che lo chiami Dorothy

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    3. Passi la notte idimenticabile e la chiamata a Mel ma era Jill che aveva preso le foto e non le aveva più trovate, non Dorothy che le aveva solo viste, e il boss sa che le aveva viste? Questa parte non è approfondita. Tra l'altro questo si fa fotografare facendosi fare un lavoretto? Vabbè, è un bel film, passiamoci sopra, ma molte cose importanti non sono dettagliate :)

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    4. boh, non so, io continuo a trovarlo un film senza una minima forzatura e assoutamente realistico

      cioè, ora non contestare anche le foto dai, il mondo è pieno di foto compromettenti e nessuno di quelli ritratti se l'era fatte fare ;)

      boh, fatico a seguire i tuoi ragionamenti (tra l'altro quasi tutti i film hanno più incongruenze di questo) ma è stata una bella chiacchierata e magari è servita anche a qualcuno che legge :)

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  6. Io so solo che me sono ammazzato dal ridere a legge quel che hai scritto di quella terribile ciofeca che è Teenage Space Vampires e quindi, fosse pure solo per questo, credo meriti l'abbiamo visto. 😄
    Su Too Late hai già detto tutto tu, conoscendomi credo sia uno di quei film che apprezzerò ancora di più a una seconda visione (e se la merita tutta).

    "It's too late but I want stop, I want stop!" (cit. ma non dal film in questione)

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    1. solo te potevi apprezzà quell'altra ;)

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    2. In realtà l'ho apprezzata anch'io :D sei riuscito a tirare fuori una "recensione" godibilissima anche dal film brutto... uso ripetitivo delle parentesi molto azzeccato. Mi è piaciuto...rende l'idea!!!

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  7. Che Filmonee!
    Non direi che mi ha emozionata come ne parli tu, ma rapita sì, direi rapitissima come da tanto non mi accadeva con un film.
    Le due cose che però mi hanno emozionata sono state quel TOO LATE alla fine della prima sezione, momento in cui ho sentito dentro un BAM!, e come tutti avete citato, lo svelarsi del contenuto del rituale del parabrezza.. Momento in cui ho sentito risuonare dentro un altro BAM! super forte.
    Tra le scene che mi sono piaciute di più c'è il ballo piedi sui piedi con quell'abbandonarsi di lei tra le braccia di lui. Mi aveva stranito quella scena.. Cioè non capivo come "ci stesse" un approccio così tra uomo-donna appena conosciuti.. E infatti con il senno di poi si conferma che non era un abbraccio di attrazione, ma di protezione.
    Anche a me hanno colpito tutti i personaggi e i loro dialoghi, così violenti ma anche così vivi e "colti". Dorothy e Jill per la vita che fanno non immagini che possano avere una "cultura". Invece in più frangenti, specialmente Dorothy, sostiene dialoghi super intensi anche sul mito e tanto altro. Così come per Janet, da quel dialogo incredibile con Mel, si può evincere che non sia una stupida, cosa che da come si presenta inizialmente potrebbe sembrare. Forse è anche questo che fa avere ancora più tenerezza di loro.. In fondo sono anime sensibili e fragili. Ma mi sono anche chiesta.. Perché vivono così? Perché quella violenza e deriva costante? Dopo che a Mel arrivano gli schizzi in faccia del suicidio di Janet dice una cosa del tipo "devo cambiare vita", ma lo dice con un sorriso sornione. Si rendono conto? Non possono fare diverso? Non so, mi sono nate queste domande.
    Bellissimo poi l'incipit degli spacciatori sul bisogno di avere una VHS che ti mostri l'intero film, che poi torna nella parte finale in cui lo spacciatore nuovamente ne esprime il concetto.. E che cazzo, aveva ragione!! Ne avrebbero sì avuto bisogno! Come bellissime anche tutte le innumerevoli citazioni, dal cinema alla letteratura passando per Ulisse e tanto altro.

    Vorrei fare però anch'io due appunti..
    - Mel dopo 18 anni incontra finalmente la figlia e descrive la cosa come una notte incredibile e indimenticabile. Nel frattempo sua figlia è una stripper, fa uso saltuario di droghe, si fida degli sconosciuti e va in giro a caso di notte.. Boh per me sono tutti buoni motivi per incontrarla ancora! Tanto più se ha avuto una storia, si presuppone lunga, con Jill sua collega.. Perché non l'ha vista più? Ha sempre seguito Mary.. Poteva continuare.
    - Mary si strugge per 21 anni per una sola notte d'amore con l'uomo con cui ha avuto Dorothy.. E non lo riconosce?? Dai va bene i drink di troppo.. Ma non ci sta tanto....
    Poi anche io non ho capito la questione delle foto e del figlio del boss tutto elegante al drive in come niente fosse... Impossibile non avesse saputo della sparatoria.
    Ad ogni modo capisco che ha poco senso parlare in questi termini, inutile attaccarsi a dettagli così, specialmente se parliamo di un film che come dice Vittorio Morelli, ha un'anima enorme e una sensibilità pazzesca. Era giusto così, dato che non commento da 1 anno.. Mi sono permessa di andare a ruota.
    Filmone comunque, davvero poco da aggiungere in realta' a cio' che hai detto tu!!!
    🙂
    Ciaoo

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    1. Grande Bianca, aspettavo una donna a commentare che c'è più di una incongruenza... Senza togliere niente al film :)

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    2. eccomi ;)

      leggo a pezzi e rispondo di conseguenza

      1 no, ma anche a me ha più rapito che emozionato eh. L'emozione pura è arrivata solo negli ultimi 2 minuti

      2 approvo entrambi i due BAM

      3 sì molto bella la tua lettura di quel ballo. Comunque tantissimi di noi siamo stati rapiti dalla sezione nei due club, quella di 3 anni prima per capirsi. Ovviamente dopo aver saputo la verità quelle scene diventano molto più forti

      4 i personaggi sono tutti fragili, belli, sbagliati e intelligenti, come dici te e come avevo detto anhe io.
      Sì, c'è una strana ironia ma il film è bello anche per quello, non si piange mai addosso e non lo fanno i personaggi. Specie Mel, uno ormai completamente disincantato, un uomo che sembra non aver epiù motivi per vivere e morire, molto fatalista

      5 sì, la cosa del film da vedere per spiegare il film è fantastica ;)

      6 no, lui dice di essere andato lì per poter dire a sua figlia la verità. Poi non ce l'ha fatta e ha capito che non ha le forze per invadere solo adesso la sua vita. Preferisce tornare nell'anonimato, è un gesto al tempo stesso molto rispettoso o pavido, dipende dai punti di vista. Tra l'altro questa cosa, all'incirca, la spiega anche a Mary, la madre

      7 Secondo te un ragazzo di 24 anni visto una sola sera è un uomo di 45 facilmente riconoscibile?
      Poi in quelle condizioni?
      Anche qui il film è perfetto, infatti quando lui le dice chi è lei dice "cazzo! come ho fatto a dimenticarmi una faccia del genere..."

      anche qui, quindi, lo stesso film si pone le vostre domande e vi fornisce risposte

      8 ve l'ho detto, c'è quel triplice omicidio e lo stesso giorno, probabilmente 1-2 ore dopo, Mel va al Drive In per finire la vendetta.
      Nessuno può ancora aver saputo niente.
      Oppure potete pensare anche il contrario, ovvero che sia passato molto tempo, magari 10 giorni.
      Credete che in quel mondo di mafia il figlio stia a casa in lutto a piangere il babbo?
      Io non credo

      grazie Bianca del bel commento!

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  8. letti tutti i commenti
    nulla da aggiungere, gran film

    il mio breve commento

    5 lunghi piani sequenza montati senza seguire una time line precisa, raccontano 5 pezzi di una storia, dove tutto si ricompone solo dopo la visione complessiva dell'opera. Pulp, molto pulp (pure troppo - [cit.]). L'investigatore Sampson confonde lo spettatore (e non solo) dando spesso l'idea di essere ciò che non è, in mezzo personaggi sopra le righe ma credibili, attorno le cose accadono come nei film dei Coen. Pellicola che strizza l'occhiolino ai Noir ma soprattutto al primo Tarantino. Qualche dialogo eccellente, qualche divertente imprevisto, belle donne e anche un po' di poesia. Incredibile quanti siano i suggerimenti e i rimandi tra le singole parti e poi c'è quel rapporto unico che, compreso, rende tutto più bello, tutto più credibile, tutto mi triste. Bel film passato un po' troppo sotto traccia, nonostante sia fatto di cinema (nel vero senso del termine)

    VOTO ****

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    1. commento impeccabile!

      non avevo dubbi delle 4 stelline qua ;)

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  9. Attrazione più cerebrale che emotiva, il film colpisce nel segno.
    Due scene su tutte mi hanno colpito:
    1) piano sequenza n.1: Doroty accetta l'ecstasy dagli sconosciuti "perché la prima volta che l'ho provata sono stata bene" (la notte in cui ha incontrato il padre)

    2) piano sequenza 3: Sampson improvvisa una dolcissima ballata dedicata a Mary con la chitarra, si crea un'atmosfera magica, familiare, densa d'amore.
    Ecco, mi ha ricordato una scena "simile" di Victoria, anche quella in un club, di notte. In quel caso furono le noti del pianoforte a far sbocciare il feeling tra la coppia di sconosciuti.
    Curiosamente, entrambi i film sono costruiti su armoniosi piano sequenza.

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