12.1.11

Recensione: "Prossima fermata: l'Inferno"



Eppure da Clive Barker dovevo aspettarmelo. Quello che lo stesso King definì come suo erede è senz'altro un grandissimo scrittore di genere ma non ha mai dimostrato la stessa poliedricità del Re, che tra una porcata e l'altra ha saputo raccontare anche meravigliose storie fortemente umane e drammatiche, tra l'altro portate con straordinario successo al cinema (Stand By Me, Le Ali della Libertà, Misery e decine di altri). L'inglese invece (da quel poco o tanto che ho letto o saputo) non ha mai saputo completamente staccarsi da un certo immaginario infernale, mostruoso, paranormale, grottesco. Quindi mentre mi stavo godendo un ottimo splatter mi dicevo "quando arriva Clive Barker?". Poi, nel finale l'autore di Hellraiser e Cabal arriva. Purtroppo.
Prossima fermata: l'Inferno (aborto di titolo tratto dal racconto "Macelleria mobile di mezzanotte") è un film che regge perfettamente finchè non vuole fare il salto di qualità, diventare profondo, trascendentale, atavico.
Insomma siamo davanti al classico film che se vuole esser bello delude fortemente, se si accontenta di esser simpatico riesce nell'impresa.
Nelle metropolitane c'è un killer. Se prendi l'ultimo treno e resti da solo stai tranquillo che non esci vivo.

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La qualità dello splatter è eccezionale, una delle massime vette che io ricordi, l'atmosfera della grigia metropolitana è esaltata al massimo dall'ottima fotografia. Anche la vicenda si lascia guardare abbastanza, anche se il film risulta un tantino fermo, un lento procedere verso quella che sarà la sorpresa finale, effettivamente sorprendente ma a mio avviso, come detto sopra, punto debole della pellicola.
Non mancano altre debolezze: le scene tra i due fidanzati, noiosissime e in alcuni casi completamente gratuite (quella di sesso soprattutto); più di una sequenza di scazzottate tirata troppo per le lunghe; comportamenti quantomeno discutibili come il pedinamento del protagonista al killer, così insistito e insensato da farci quasi parteggiare per il macellaio. Però ottime scene come quella del massacro dei 3 amici o quella tra i quarti di bue e una certa atmosfera iniziale oscillante tra Jack lo squartatore e Omicidio a luci rosse, rendono la pellicola quasi una chicca di genere. Ovvio, questo non è un film del terrore, la paura non si affaccia mai, sembra più una tarantinata che flirta con l'horror, tutto finchè non arriva Barker e, per fare meglio, fa peggio.
Quindi spegnete il cervello, non cercate chissà quali messaggi o chissà quale coerenza e, se potete, godetevelo.

( voto 6,5 )

16 commenti:

  1. Appena visto, terribile in che senso?

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  2. sembra piuttosto splatteroso!
    ma tra i produttori c'è anche tarantino?

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  3. Terribile nel senso pessimo, Dae.
    Poca logica, e alcune scene davvero al limite della risata.
    Io l'ho ribattezzato "L'uomo delle petecchie".

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  4. James, affatto d'accordo, o meglio, ciò che dici è vero ma va visto nel genere e nel contesto. Anche i Mercenari hanno poca logica e scene al limite della risata se è per questo. Non diamo troppa importanza a certi film altrimenti li affosseremmo tutti. E' anche vero che PROSSIMA FERMATA con il finale cerca di acquisire più importanza di quello che è, ed infatti sarà questo l'aspetto che condannerò. Se fosse stato un semplice splatter era un gioiello, se cerchiamo veosimiglianze e messaggi profondi lascia a desiderare (eufemismo).

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  5. Non so, Dae. Io adoro i film di genere - vedi I mercenari, o splatteroni come La casa, e anche in quel caso abbiamo poca logica -, ma questo mi è sembrato scombinato e sinceramente mal fatto dall'inizio alla fine.
    Nessuna paura, nessuna inquietudine, nessun senso di disturbo rispetto alle scene splatter.

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  7. Ti ringrazio molto, ovviamente disponibile. Ci sentiamo presto.

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  8. Si parla di King, si parla di Barker. Chi è migliore, non lo so. La sicurezza è una, entrambi non possono nemmeno leccare il culo a Lovecraft. Al di là di ció...Non toccarmi Hellraiser!

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    1. Oddio, ho un grande ricordo di Hellraiser, quindi se l'ho nominato in maniera negativa devo per forza essermi spiegato male.
      Semmai domani mi rileggo

      io, come del resto si vedrà dalla recensione di 1922, sono sempre stato per Poe.
      Sai che c'è la scuola Poe e quella Lovecraft

      io sono per la prima

      ma parliamo dei due sommi per eccellenza

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    2. Probabilmente la classifica sarebbe questa:
      1. Le divinità Poe e Lovecraft.
      2. Richard Matheson, troppo poco spesso nominato
      3. King e Barker

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    3. Mai letto niente di Matheson ma basti dire che alcuni lo considerano il più grande nel suo campo, quindi mi fido

      gli altri li ho letti e conosco dal "menadito" al benissimo all'abbastanza

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    4. La sparo:
      Lovecraft è figlio (anche) del marketing.
      La metà dei suoi racconti:
      -La paura era così grande che il suo cervello non poteva contenerla quindi impazzì
      -un mostro tale che la sua sanità mentale s'incrinò
      -un abisso di orrore indescrivibile che ammattì
      -non si può descrivere come era barbablù che si impazzisce
      -oddio!!! Pazzia
      ...

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    5. Eheh, Edo ci va sempre leggero eh? ;)

      poco posso dire, Lovecraft lo conosco pochissimo (nel senso di letture), e tutte sono da riferirsi a 25/30 anni fa, bambino e adolescente.
      Ci certo i mostri della psiche di Poe mi hanno sempre più affascinato dell'universo mostruoso di Lovecraft.
      Ma per il resto poco posso dire

      Edo, m'è rimasto qui il non aver potuto sentirti suonare a Torino

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    6. Ghgh sì, non son riuscito però a trattenermi dal mettere un -anche- tra parentesi, nel provocare non riesco ad andare fino in fondo...

      Eh me spias, prossimo raduno? Un pianoforte da qualche parte ce l'avete? Sennò entriamo in un negozio che ne vende e ne approfittiamo.

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    7. se vieni farò de tutto per farti suonare

      specie dopo aver visto il video che m'hai mandato

      certo suonare con quella compagnia non è male

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

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3 ciao