15.1.12

Al Cinema: recensione "Shame"

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Piccolo excursus. Chi volesse passare direttamente alla recensione vada oltre la linea di separazione.
Per entrare nella ristrettissima scuderia di Oh Dae-Soo bisogna presentare le caratteristiche sottoelencate.
1 Avere qualcosa nel viso, negli occhi, nei tratti somatici, che mi emoziona a prescindere.
2 Essere grandi attori.
3 Avere fatto la gavetta o comunque avere offerto interpretazioni meravigliose in piccoli film.
4 Stare più lontano possibile dal cinema fracassone e mainstream, fare scelte coraggiose e di qualità.

Annunciamo l'arrivo nel club di Michael Fassbender, già mezzo colpo di fulmine in Fish tank, conferma in Eden Lake e amore definitivo in questo  Shame.
Sam Rockwell e Philipp Seymour Hoffmann lo accoglieranno nel migliore dei modi, ne sono sicuro. Ricordiamo che il club non potrà avere più di 5 membri.
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(piccoli spoiler)
Non nascondo un pizzico di delusione...
Shame sarebbe potuto essere un film straordinario ma forse non c'è riuscito proprio per questo motivo, l'aver tentato di essere un film straordinario.
Brandon è un sex addicted, un sesso dipendente. L'arrivo in casa sua della sorella Sissy, una ragazza molto fragile e incapace di badare a se stessa, costringerà Brandon a uscire dalla sua (malata) routine.

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Il pregio più grande di Shame è la straordinaria cura nella caratterizzazione psicologica del suo personaggio principale. Credo che mai nel cinema si sia affrontata e resa così protagonista una "malattia" così particolare, l'assoluto bisogno di sesso (anche "privato" ovviamente) . Brandon non riesce a controllarsi, il bisogno di soddisfare le sue fantasie, reali o virtuali che siano, è incontrollabile. Il suo è un sesso rapido, sfuggente, improvvisato, occasionale, senza nessun'altra implicazione. Non è un caso che l'unica volta in cui c'era qualcosa di "programmato" e il rischio di raggiungere un coinvolgimento più serio (mi riferisco alla storia con la collega di colore) Brandon abbia fatto cilecca. Il suo è un sesso usa e getta, semplice bisogno fisiologico.
Sua sorella, all'opposto, è alla disperata ricerca dell'amore, per lei anche una sola notte di fuoco porta ad un incredibile coinvolgimento. In modo forse inconsapevole e (quasi) tragico riusciranno in qualche modo ad aiutarsi l'un l'altra.
Il problema di Shame è la ridondanza.
E' ridondante nel mostrare i nudi, quasi sempre integrali (anche di Fassbnder e della Mulligan). E' vero che la tematica affrontata dal film doveva giocoforza passare per un eccesso, ma credo che si sia passato il limite inutilmente.
E' ridondante nelle singole scene, assurdamente dilatate ala massimo. 

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Emblematica la sequenza in cui la Mulligan canta New York New York per intero, 5 minuti di primissimo piano. Se non fosse per gli straordinari 30 secondi di piano di ascolto di Fassbender (che attore ragazzi....) ci troveremmo davanti a un esercizio di stile davvero esagerato (bastava poco meno, forse un minuto, per renderla una grande scena). Stessa cosa per la scena del ristorante o per quella del dialogo sul divano tra i due fratelli, entrambe sequenze che da ottime (specialmente la seconda, gara di bravura tra Fassbender e la Mulligan) per un pelo, ma un pelo decisivo, rischiano di diventare quasi noiose.
Ed è ridondante la ripetitività con la quale si susseguono le stesse scene. Solo quelle di sesso sono almeno 7 (3 con prostitute, la ragazza in tailleur, la collega, il "colpo di scena", l'allegro trio), senza contare le 3,4 di masturbazione. C'è rischio che il film diventi un pochino monotono e perdi troppo del suo tempo nel mostrare sesso tralasciando snodi narrativi che potevano essere più importanti.
Attenzione, parliamo comunque di scene girate alla grande, la regia è pazzesca. La carrellata laterale su Brandon in corsa nella notte ad esempio è strepitosa. Ed è potentissima la colonna sonora.
A livello di sceneggiatura ho trovato magnifica la scena della metropolitana in cui sembra accaduta una specifica tragedia (anticipata ad inizio film dalla Mulligan troppo vicina al bordo della banchina) mentre la tragedia è sì avvenuta, ma in un'altra maniera, anche questa con un proprio rimando, il dialogo tra Sissy e il datore di lavoro di Brandon), segno davvero di una scrittura notevolissima.

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E nel prefinale, in quel Brandon in lacrime per terra, ecco che il titolo, Shame, acquista un'altra possibile interpretazione alle due che ci aveva già offerto la pellicola.
Brandon si vergogna della sua malattia?
O si vergogna della sua vera natura (quella del colpo di scena sopracitato) e tutto il sesso che ricerca e quasi si costringe a soddisfare non è altro che un tentativo di nascondere a se stesso la verità?
Oppure, e il finale ce lo ricorda, Brandon potrebbe solamente vergognarsi della sua vita, una vita in cui non è riuscito a costruire niente sentimentalmente, in cui ogni rapporto interpersonale, compreso quello con la sorella, non è stato saputo gestire, una vita che, oltre un buon stipendio e una bella casa, rischia di non lasciargli nulla.
Cinema d'autore che, probabilmente, avrebbe solo bisogno di una piccola asciugatura.

( voto 7,5 )

28 commenti:

  1. Nonostante la ridondanza penso proprio che me lo gusterò! buona recensione ;)

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  2. Ti ringrazio, anche se in effetti rileggendo mi accorgo di essere stato un pochino troppo freddo nell'analisi (cosa strana per me).
    Shame è un film più profondo di quello che traspare dalla mia recensione, purtroppo la mezza delusione avuta mi ha portato a giustificarla in maniera troppo dettagliata.

    Ciao!

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    1. (non è un commento a te ma se non faccio così il tuo signor blog non mi fa scrivere. volevo solo dire la seguente cazzata:)

      io ci lavorerei con fassbender ignudo, sìssì. bom, anche vestito. ma perché è bravo, eh. mica per altro. (il film non l'ho visto)

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    2. Strana sta cosa che non puoi commentare normalmente.
      Comunque vedilo, avrai da apprezzarlo in tutte le sue sfaccettature, recitazione e altro...

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    3. al momento non è ancora in programmazione in nessun cinema qui dove abito, spero di riuscire a guardarlo al più presto!

      se posso,io penso che forse la prima recensione sia stata scritta troppo di getto, io ad esempio aspetto qualche giorno,il tempo di metabolizzare il film, rivedere dove possibile le scene più emozionanti... in succo attendere, se ti è piaciuto almeno che il film entri a far parte di te... è normale trovare difetti, ma ad un'attenta analisi quest'ultimi passeranno in secondo piano... ovviamente questa è solo una mia opinione. Ciao, a presto!

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    4. E' buffa come cosa perchè nel mio caso è esattamente il contrario :)
      Il "problema" di questa recensione è averla scritta troppo tardi, fatto che giocoforza porta ad una analisi magari più giusta ma senz'altro più fredda. A me piace scrivere a visione freschissima perchè è più facile raccontare le emozioni quando sono in qualche modo ancora dentro di noi. Dipende dal film ovviamente ma cerco sempre di dare lo stesso spazio all'analisi emozionale, a quella più cinematografica e alle tematiche (qualora ne valga la pena ovviamente).
      Ripeto, è buffo aver due opinioni completamente opposte, con me più passa il tempo più i difetti vengono fuori, con te l'opposto.
      Il giusto approccio non è nè l'uno nè l'altro, il giusto approccio è quello che uno pensa sia giusto per lui.
      Sai poi che più passano i giorni più mi sto convincendo che sia stata invece una recensione "giusta"? La sensazione che Shame possa essere un esercizio di stile mi sta sempre più entrando in testa.
      Vabbeh, se ne riparlerà quando lo vedrai (sperando in una sala...).

      Ciao!

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  3. Ciao Oh Dae-Soo,
    premettendo che sfortunatamente non ho ancora avuto tempo e modo di vedere il film (a Roma - e dico Roma - è uscito solo in poche sale e nessuna proprio vicino a casa mia, quindi non sono riuscita ad organizzarmi), solo due considerazioni: dici che le scene di sesso ti sono sembrate ridondanti ed eccessive anche a livello quantitativo, il che potrebbe essere, ma trattandosi nello specifico di un film che affronta il tema della sessuomania, potrebbe essere che si tratti di una precisa scelta registica, e proprio a voler significare l'effettiva importanza che una patologia simile arrivi ad occupare - stravolgendola e condizionandola nel profondo, impedendo lo svolgersi con successo di qualsiasi altra attitudine e, soprattutto, una realizzazione a livello sentimentale-affettivo - nella vita di un individuo? Penso che essere soggetti ad un'eccitazione continua a partire da un'infinità di stimoli e vedersi necessitati a dover sempre e comunque doverli soddisfare, volenti o nolenti, finisca per far passare tutto il resto in secondo piano, anche ciò che a livello razionale viene considerato comunque preminente, finendo per trasformare il sesso in un'occupazione e in un bisogno per forza di cose ridondante rispetto a tutto il resto; se così non fosse non si tratterebbe appunto di una mania o patologia, ma di una normale pulsione più o meno accentuata. Da qui la necessità registica e di sceneggiatura di dover lasciare enorme spazio a determinate scene. Penso.
    La scelta di mostrare queste scene tralasciando quelli che tu chiami "snodi narrativi" potrebbe essere quindi, in quest'ottica, voluta e proprio a voler significare l'incapacità di poter costruire relazioni durature a causa di questa malattia che inibirebbe tutto il resto.
    E anche la ripetitività di cui accenni potrebbe essere altrettanto una scelta registica a voler restituire questo meccanismo del sesso vissuto come coazione a ripetere.
    Ripeto, non dovrei nemmeno parlarne non avendo visto il film, però sapendo di quale argomento tratta e leggendo quelli che tu hai considerato dei "difetti", mi viene da fare queste considerazioni. Ti farò sapere qualcosa di più preciso dopo che l'avrò visto.
    Fassbender è senza alcun dubbio un grandissimo attore, ti sei dimenticato però di citare (probabilmente perché non l'hai ancora visto) uno dei suoi ruoli più prestigiosi ed in cui ha dato una grandissima prova di sé: quella del giovane Prof. Jung in A Dangerous Method di Cronenberg. :-)
    Un saluto.

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  4. Biancaneve, grazie del bellissimo commento.
    E'assolutamente così, se ci fai caso anch'io in recensione ho detto per due volte che la tematica del film doveva per forza esser "resa" attraverso un eccesso, sia visivo che quantitativo.
    I motivi sono tutti quelli che tu, anche senza averlo visto, descrivi perfettamente.
    Ma, come ho scritto, c'è un leggero eccesso sull'eccesso, credo che il quadro psicologico di Brandon sarebbe stato perfettamente delineato anche con meno scene di sesso (e probabilmente meno lunghe).
    In più la ridondanza (ossia l'eccesso superfluo) la si può notare anche nell'esagerata dilatazione di alcune scene, come quelle che cito in rece.
    Ovviamente è una mia impressione ma secondo me il ritmo del film ne risente molto, magari ne acquista in "coerenza" e spessore psicologico ma il ritmo cala, è indubbio.
    La scena del canto è emblematica. Poteva essere una sequenza davvero bellissima ma McQueen a mi parere ha voluto (coscientemente) esagerare sfidando tutti i canoni e le convenzioni cinematografiche.

    Non ho visto A Dangerous Method, da qui la mia omissione :)

    Grazie del commento, ci risentiamo quando lo vedrai.

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    1. Ti linko quest'altra recensione che ho appena letto:

      http://lennynero.wordpress.com/2012/01/15/shame/

      Lui è Lenny Nero, un blogger che, a mio dire, scrive sempre recensioni molto interessanti - pure se non sempre condivisibili, ad esempio non gli è piaciuto Melancholia - e che guarda film parecchio particolari ed inquietanti, infatti si definisce un ammiratore del perturbante in ogni sua forma.

      Comunque, restando in tema di Shame, Lenny Nero ha avuto invece l'impressione che sia un film molto emozionale, costruito appunto per suscitare emozioni. A questo punto sono più che mai curiosa.

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    2. Recensione molto ben fatta, hai ragione.
      A me non pare che la qualità migliore di Shame sia nel saper suscitare emozioni ma che, un pò come Drive, l'eccellenza tecnica, attoriale e della colonna sonora possano emozionare non poco ci sta. Per me, come scritto, i 30 secondi di piano d'ascolto di Fassbender su New York New York sono davvero straordinari. Ecco, poi dimmi, meglio quei 30 secondi o i 4 minuti e mezzo sulla Mulligan? Per questo dico che a volte basta un pochino di meno.

      Comunque è un film molto "pregno", se vi si entra completamente in empatia può davvero essere straordinario.

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  5. Conto di vederlo prestissimo. E la tua recensione ha aumentato la curiosità.

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    1. Vedilo Moon, poi fammi sapere se ne parli. Ti ringrazio per il mezzo complimento ma a dir la verità riscriverei la rece quasi completamente, è freddissima.

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    2. appena riesco (spero presto compatibilmente con impegni "bimbeschi") ti faccio saper. Intanto ti comunico di aver visto Piranha....e di averci pure fatto la recensione....veramente tremendo!

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    3. Arrivo.
      Non credo che Shame vada oltre la settimana/due di programmazione. Vedi che riesci a fa.

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  6. Ci vado mercoledì. Carey Mulligan e Fassbender, nello stesso film, diretti da McQueen. Mi basta e mi avanza per una vita :D
    POi torno qui da te e ti dico cosa ne penso!

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    1. Hai visto il cappello che ho fatto su Fassbender? Beh, fino all'ultimo volevo farlo a coppia con la Mulligan. Però un club di massimo 5 non poteva ospitarne 2 insieme.

      Lucia, sono convinto che te+Shame sia una grande accoppiata, potrebbe ispirarti molto. Io, come ho ormai ripetuto più volte, non sono nè contento nè convinto della mia recensione.
      O forse sì.
      Boh.

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  7. ridondante, sì... ma che film! Io l'ho amato!

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    1. Io volevo amarlo e aveva tutte le caratteristiche per farsi amare da me, peccato...

      giacomo, hai recensito qualcuno dei film che hai commentato qua?

      linka!

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  8. Gli ormoni impazziti sono un valido motivo per votare il film del millennio?


    Ps: gli altri due membri chi sono?

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    1. Li sto cercando.
      Ma il membro di Fassbender occupa spazio

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    2. Ahahahha
      Questa è fantastica.
      Ma queste risposte ti vengono subito o stai li a pensarci? Ahahah

      Comunque ti do un po' di tregua fino alla fine del torneo, poi ricomincio con i commenti lunghi.


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    3. In realtà io dal vivo faccio 2 battute al secondo, tutte all'impronta

      il livello ovviamente non sta a me giudicarlo ma potrebbe anche essere molto basso ;)

      sono quasi alla pari, mi mancano 3,4 commenti lunghi

      più che altro dovrei scrivere da due giorni Goodnight Mommy, me la sto trascinando

      speriamo oggi

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    4. Ho appena visto Hunger.
      Se ti piace Fassbendere DEVI guardarlo.
      A proposito, come sta messo in classifica?

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    5. Ovvio che delle classifiche non dico nulla

      Fassbendere lo dicono a Roma, bellissimo

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    6. Rachele Tommaso25 aprile 2016 23:29

      Ahahah ma quella "e" da dove mi è uscita?

      Ti pareva! Devo farmi i calcoli da sola

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    7. Lascia perdere.
      Non puoi sapere i voti di facebook

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  9. Al solito scrivo in ritardo clamoroso e in orari non comuni.
    Appena finito di vedere, primi ragionamenti e subito a vedere cosa ne pensa (va) il buon Giuseppe.
    D'accordo su tutta la linea ed aggiungo due considerazioni.

    1. Fossi stato il regista avrei tagliato diversi minuti dalle scene di sesso, ridondanti come hai detto tu, e le avrei inserito con una certa regolarità, sopratutto i "fai da te".
    Mi spiego meglio: avrebbe giovato creare una vera e propria routine, un ripersi a cadenza "precisa" dell'appagamento delle sue necessità.
    Lui è un drogato e come tale deve assumere la sua dose con regolarità, una routine avrebbe amplificato la sensazione della sua dipendenza ed anche il suo freddo controllo su di essa.

    2. Ho letto nel film un certo messaggio di critica sociale o comportamentale.
    Il "malato" di sesso potrebbe essere stato utilizzato come individuo tipo, socialmente riconosciuto come vincente per via degli obiettivi raggiunti ma assolutamente cinico e per certi versi inutile per l'umanità (non ha legami ne valori affettivi, non si cura di nessuno, non ha figli...)
    lui stesso cita la casa, il lavoro e l'indipendenza raggiunta, gettandoli in faccia alla sorella come a dire "sono socialmente realizzato, devo essere per forza meglio di te, no?", eppure è così cinico e schiavo della sua dipendenza da non avere spazio e tempo per la sorella, evidente rappresentazione della fragilità, dell'emotività, della fiducia nei rapporti umani.
    In questa chiave di lettura l'utilizzo del sesso è geniale quanto sensato: c'è qualcosa di più personale ed egoista del sesso come puro strumento di appagamento?

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    1. Ma che ritardo, i film quando si vedono si vedono. Anzi, a me di solito piace vederli fuori dal clamore del momento.

      beh, "d'accordo su tutta la linea" non era scontato eh, perchè io sono stato un pò tiepidino per un film, invece, amato moltissimo da tanti

      1 ora non ricordo il "ritmo" delle scene di sesso ma se te hai scritto sta cosa sicuramente è vera. E sì, anche se ricordo poco la tua considerazione è molto interessante. In effetti io lui non me lo ricordo così "metodico", mi ricordo un film invece dove, riguardo il sesso, gli può accadere di tutto e in qualsiasi momento.
      Ma se si voleva raccontare la sua malattia con metodo bisognava fare come dicevi te

      2 ancora più interessante Antonio

      sì, il vincente sessuale è un vincente sociale, c'è poco da fare. Ovviamente in questa lettura il sesso, inteso come genere, è decisivo. Un uomo sessualmente attivo come Fassbi nel film è un vincente, una donna...lo sappiamo.

      Credo che anche l'aspetto cinico ed insensibile sia perfettamente in linea con l'animale sessuale. Quasi impossibile che uno come quel personaggio possa avere sensibilità spiccata, si sarebbe suicidato.
      E sì, lei è la parte fragile ed emotiva di questo strano duo che, secondo me, nasconde qualcosa nel passato.

      La scena madre, quella della canzone cantata dalla Mulligan secondo me ha dentro il riassunto di tutto. E quel piccolo cedimento in Fasbbender è proprio metafora di quelle piccole crepe che si possono creare, se trovi il punto giusto, in qualsiasi muro.
      Ma un muro rimane

      il sesso può essere anche estremamente "altruista" ma senz'altro non lo è in chi ha queste malattie

      e sì, in questo caso la metafora perfetta dell'egoismo

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

2 metti la spunta qui sotto su "inviami notifiche", almeno non stai a controllare ogni volta se ci sono state risposte

3 ciao