21.11.16

Recensione "Animali Notturni"

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AL CINEMA (35)

Dopo A Single Man, l'opera seconda di Tom Ford, se possibile, è ancora più bella.
Un montaggio pazzesco, una scrittura formidabile.
Un film nel film per un esperimento che unisce cinema, cinema che che parla di cinema e letteratura.
Un uomo ritenuto troppo debole scrive un libro per sublimare un dolore e una mancanza.
Ma anche per dimostrare che quella debolezza può trasformarsi in una forza creativa distruttrice.


presenti spoiler grandi dopo ultima immagine

"Animale notturno" la chiamava.
"Animali notturni" intitola il suo libro.
E glielo manda, in bozza.
Non bastasse c'è un "Per Susan" che campeggia nella pagina delle dediche, evidente e solitario.
Quel libro è scritto per lei, non ci sono dubbi.
Già, ma fino a che punto è scritto per lei?
Tom Ford dopo il grande esordio con A Single Man torna dopo 7 anni e, se possibile, fa ancora di meglio.
Scrive e dirige un thriller dall'impalcatura complessissima che gioca su tre piani diversi, due temporali -l'oggi e lo ieri- e uno per certi versi laterale, parallelo, quello letterario.
E riesce a montare e tenere assieme questi 3 piani in modo sublime con una colla che non è soltanto quella del saper scrivere una grande sceneggiatura ma anche un'altra, in questo caso ben più importante, che è quella dell'emozione.
Ciò che sembra infatti legare Susan sia ai flash back della sua storia con Edward che al "film nel film" che lei immagina leggendo il manoscritto, è infatti qualcosa di profondamente psicologico. 

A pensarci bene il 90% di questo film è nella testa di Susan.
Lo sono, ovviamente, i flash back, nient'altro che suoi ricordi.
Lo è tutto tutto il film che lei si proietta davanti.
Capite allora perchè ho parlato di montaggio prettamente emotivo. Tutti i passaggi dall'oggi allo ieri, dalla finzione alla realtà sono dovuti ai pensieri, alle emozioni e alle reazioni di Susan.
E Ford lo sa bene visto che ogni volta che nel film "proiettato" c'è una scena troppo forte o intensa torna d'improvviso sulle reazioni della Susan di oggi, quella Susan che legge con quegli occhialoni praticamente identici a quelli di Colin Firth in A Single Man (del resto stiamo parlando d Tom Ford, se non mette gli occhiali lui...).

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Mettiamo però per un attimo da parte l'impalcatura narrativa del film.
Intanto va detto che Animali Notturni ha dentro gran parte del meglio della recitazione americana.
Gyllenhall ha già una carriera che, se si fermasse adesso, parecchi attori di questi ultimi decenni non possono vantare.
Interpreta due personaggi, Tony ed Edward, anche se in realtà potremmo dire che interpreta lo stesso personaggio, quello di un uomo non troppo forte, non troppo virile, non troppo coraggioso che, per colpa di queste sue apparenti debolezze, vedrà la propria vita sgretolarsi.
E se nella vita reale la perdita sarà "solo" quella di Susan, nel libro quello che gli accadrà sarà veramente terribile (ma, attenzione, quello che gli accade nel libro è strettamente legato a quella perdita di Susan, ne parleremo).
Amy Adams è invece una delle attrici più poliedriche del cinema contemporaneo. L'ho detto più volte, se dovessi scrivere un film e affidare la parte femminile a qualcuno, la darei a lei.
Interpreta una donna apparentemente forte, determinata, capace al tempo stesso di distaccarsi da quella famiglia troppo snob ed elitaria ("Non paragonarmi a mia madre!") ma anche "colpevole" di non saper del tutto cancellare dalla propria forma mentis e formazione quegli stessi lati snob.
E saranno proprio questi lati a causare la frattura che diverrà insanabile voragine con Edward.
E poi c'è Michael Shannon cazzo. E potrei non aggiungere nulla.
Ma vederlo così magro, diverso, quasi da dargli quasi 15 anni in più di aspetto, me l'ha reso ancora più grande.
Il suo personaggio, ma pochi mi capiranno, mi ha ricordato l'Ispettore col maglione di lana Pastor dell'indimenticabile saga Malaussene di Pennac.

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L'incipit del film è straniante e, per certi versi, indimenticabile. Non riesco a "leggerlo", sempre che poi ci sia un modo per leggerlo. Ma è davvero potente. E lo diventa ancora di più se pensiamo che dietro la macchina da presa c'è uno stilista, uno abituato a navigare nel Bello, uno che ha visto più modelle che albe.
Il vero film comincia quando Susan inizia a leggere il libro e a proiettare a noi stessi le immagini dello stesso (che diventano quindi il film nel film. Ricordiamolo, quello che vediamo è "creato" sempre da Susan).
E questo film matrioska è un thriller bellissimo. A volte, anzi, molto spesso, ci dimentichiamo che è solo "il libro" e soffriamo veramente per i protagonisti come fosse un film "normale" (che comunque sempre opera di finzione resta).
Teso, drammatico, struggente.
L'incredibile sequenza dell'inseguimento in macchina, così lenta, sospesa nel tempo, quasi onirica, è bellissima. Così come il ritrovamento della moglie e figlia di Tony. Non parliamo poi di tutte le scene con insieme Gyllenhall, Shannon e Taylor-Johnson, (bravissimo), una più bella dell'altra. Ma notevole resta, del resto, tutto il film "interno". 
Gli unici difetti di Animali Notturni, infatti, li troviamo semmai nell'oggi, nella cornice. E non solo per una quasi disastrosa gestione del "tempo passato" (cioè, 19 anni da Gyllenhall-Adams giovani ad oggi, ma stiamo scherzando??) ma anche per delle parti molto meno interessanti e nemmeno raccontate benissimo, per esempio le sequenze di lavoro di lei - su tutte quella pessima con la collega e il bebè a casa- o quelle tra lei e il nuovo compagno fedifrago.
Ma, diciamocelo, Animali Notturni è principalmente...Animali Notturni, ovvero il libro-film che ha al proprio interno.
E non solo per la perfezione con la quale è girato e raccontato quel thriller, ma anche perchè ogni cosa che accade là dentro è metafora e lettura di quello accaduto nella vita reale di Susan e Edward.
Non solo di quello già accaduto ma anche di quello che sta accadendo adesso a Susan.
Finalmente ci siamo.
Perchè è proprio questa la meraviglia del film.
Quello che il libro causa a Susan. Quello che il libro significa. Quello a cui il libro porta.

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Animali Notturni non è altro che il racconto della vendetta -a me piace definirla vendetta artistica- di un uomo ritenuto per anni troppo debole.
(viene alla mente anche la sequenza con quel quadro, REVENGE)
Un uomo che ha scritto un libro sì per elaborare una mancanza ma anche per ritrovare sè stesso, per auto-affermarsi e, non ultimo, per vendicarsi contro chi non ha creduto in lui.
Se ci pensate è veramente perfetto vedere la Susan giovane che legge sul divano insoddisfatta uno scritto di Edward e gli dice che quella lettura non la prende, che Edward dovrebbe mettere meno sè stesso in ciò che scrive.
E poi, 19 anni dopo, troviamo la stessa Susan sconvolta dalla lettura del manoscritto che lui gli ha mandato. Non solo quindi c'è un riscatto puramente "letterario" ("ti dimostro che so scrivere") ma la beffa è che quel libro che la sconvolge così tanto non solo racconta di Edward (cosa che lei gli aveva consigliato di non fare) ma  addirittura di lei e Edward.
Una "vittoria" di Edward sotto ogni punto in questo senso.
E c'è una fortissima sensazione. In una scena vediamo Susan parlare del suo aborto. Ma la vediamo anche chiamare sua figlia dopo che, nel libro, le due donne (metaforicamente lei e la figlia) vengono trovate morte. C'è da pensare che quell'aborto non c'è mai stato, annunciarlo era solo un modo per tagliare il cordone con Paul e non avere problemi col nuovo amante.
Ma Edward, probabilmente, l'ha saputo.
E nel suo libro-vendetta ha potuto mettere anche questo, ha potuto ucciderle entrambe, ha potuto sublimare una rabbia ed un dolore.
E arriviamo così al finale, talmente perfetto da renderlo gigantesco.
Ti ho coinvolta, ti ho dimostrato che so scrivere, ti ho dimostrato che sono forte, ti ho dimostrato che ce la potevo fare. 
Ti ho anche riconquistato, faresti di tutto per tornare con me.
Ma il posto al ristorante rimane vuoto.
E una lacrima finale bagna il viso di Susan.
La vendetta è terminata.
Probabilmente questa è una storia senza vincitori, solo sconfitti.
Una storia di dolore, senza cattiveria.
Abbiamo perso tutti Susan.
Lo stesso Edward, sotto le sembianze di Tony, cade a terra, morto.
Abbiamo perso tutti Susan.
Ma non solo io.
Non solo io

8

69 commenti:

  1. Adesso copioincollo il tuo post sul mio blog: ho pensato le tue stesse cose, sono arrivata alle tue stesse conclusioni, ho amato follemente questo film ma sono come Tony 19 anni prima, non so scrivere. Forse perché la bellezza di Animali notturni è davvero troppo per me.

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    1. Ma hai fatto una rece ottimissima Babol, cazzo dici?
      ahahha

      bravissima

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  2. Sono sempre più curioso di questo film.
    Gran post, che alimenta l'hype per uno dei titoli che potrebbe sconvolgere questo finale di stagione.

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  3. Mi segno il tuo post e lo rileggerò domani sera, dopo che avrò finalmente visto il film :)

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    1. Come ho scritto su fb è incredibile che tutti quelli che mi hanno commentato dicono che andranno a vederlo al cinema.
      Ormai siamo quasi a 20

      bene! ce ne fossero di film che attirano così

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  4. Ho adorato A Single Man, e più o meno attendo Tom Ford da allora. Speriamo di vederlo prestissimo. :)

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    1. A me era piaciuto molto A Single Man ma non così tanto come a te o ad altri.
      Credo che questo sia superiore.
      Ma sono quasi sicuro per te sia l'opposto

      vedremo!

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  5. domani lo vedo e so che già che mi piacerà :)

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  6. Condivido ogni tua parola,ogni tua virgola ogni tua emozione!

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    1. Beh, grazie infinite Cassiopea.
      Poi da una che commenta per la prima volta fa ancora più piacere ;)

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  7. (qualche spoiler c’è)
    Bello bellissimo (il film e anche la recensione come sempre). C'è vendetta e accusa in ogni angolo della storia. Durante la colluttazione con i tre che vogliono portare via la moglie e la figlia ci sono dei flash nei quali lui è fermo non fa nulla per opporsi. Per non parlare di quando proprio si nasconde. Usa la sua debolezza per vendicarsi. E allo stesso tempo anche per accusare Susan di non aver fatto nulla per salvare la relazione.
    Poi c’è lo sceriffo che quando lo incontra (la seconda volta mi sembra) nota in Tony un cambiamento, tanto che gli dice che sembra un altro. Infatti è cambiato, ma non in peggio. E’ sbarbato (“sì sì niente barba” dice lui). E’ liberato? Vendetta e accusa?
    Poi non so perché Tony risponde ancora allo sceriffo “anche lei sembra un altro”. forse per la svolta nelle indagini? oppure? Non mi sembrano casuali questi dialoghi..
    Hai detto bene: Teso, drammatico, struggente. Così come la colonna sonora.

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    1. Io l'ho trovato molto ben caratterizzato come personaggio.
      Nel senso che non è un debole debole, uno smidollato, ma solo un uomo buono non troppo violento e privo di quell'insano coraggio che a volte abbiamo tutti.
      Lui lotta abbastanza per salvare moglie e figli, moti di noi avrebbero fatto figure ben più barbine.
      E quando si nasconde ci sta. Tra l'altro sapremo dopo che se non si fosse nascosto dietro quei massi sarebbe morto.
      Però, ecco, certo non ha quel coraggio e quella virilità che l'avrebbero portato a fare a cazzotti o tentare il tutto per tutto contro quei 3 (ma chi ci avrebbe provato? e, soprattutto, chi ci sarebbe riuscito?)

      sì sì, molto interessante la faccenda del cambiamento. Però, attenzione, quel niente barba ha anche funzione utilitaristica, è per quel dettaglio che i balordi non lo riconoscono (o possono far finta di non riconoscerlo)

      grazie mille patrizia

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    2. Sì sono d'accordo con te. Anche per me non è un uomo debole, affatto! Ma lo è secondo il giudizio di Susan.
      Quello che dicevo lo dicevo dal punto di vista di Susan e di Tony per come la conosce, per come può colpirla.
      E' vero, ci sta eccome che lui si nasconda. Però nel suo racconto lo vuole sottolineare: infatti lo sceriffo proprio gli chiede perché si è nascosto. E Tony ammette di non sapere rispondere. Insomma anche questa parte che sarebbe tutto sommato possibile, viene comunque evidenziata. Secondo me non a caso.

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    3. Sì sì, la scena in cui lui si nasconde è importantissima, c'è poco da fare.
      Forse era l'ultimo suo tentativo per tentare il tutto per tutto e salvare la famiglia (che, però, era già morta) ma per paura di morire anch'esso, comprensibile, si nasconde.
      Diffiicle giudicare.
      Certo è una scena abbastanza emblematica

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  8. ho letto poco di questo post per paura di incappare negli spoiler, dato che vorrei davvero vedere questo film... mi sa anzi che domani sera, dato che mio marito non torna a casa, me ne vado al cinema sola soletta a vederlo!

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    1. Hai fatto benissimo a legger poco Patalice ;)

      e fai benissimo ad andare al cinema da sola, poi su sto film deve esse molto emozionante

      se ripassi qua fammi sapere ;)

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  9. D'accordissimo che è un gran film.
    D'accordissimo che è superiore al precedente "A Single Man" (che, in totale buona fede, un pochino speculava sul "climax" di una storia commovente e tristissima).
    D'accordissimo che Michael Shannon è un attore "mostruoso"...

    Oh, io e te non siamo mai stati così d'accordo!

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    1. Sì sì, sto film per me è un punto sopra A Single Man, senza dubbio. Ricordo che pur piacendomi molto trovai dei problemi su quel film, faticai ad entrarci dentro.

      Ahah, forse su Foxcatcher c'era una sintonia simile?
      Che poi, se ci pensi, c'è un certo tipo di far cinema e di atmosfera simile tra i due film

      bene così ;)

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  10. ed a rendere tutto ancora più tragico e maledetto è il perfetto sceriffo di shannon.
    rappresenta LA giustizia; accomodante, fuorilegge, privata e morente. la consapevolezza dell'autore del manoscritto di essere nel giusto. ed infatti come suggeriva patrizia quel dialogo sui cambiamenti (la barba) accade dopo un anno di limbo durante il quale l'inconscio prende una strada ed il subconscio si accorge di tali mutazioni. una epifania che probabilmente ha dato inizio alla stesura del manoscritto

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    1. Ecco!
      Bellissima questa visione! Grande!

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    2. Grande Leonardo, devo dirlo anche io.
      E' vero, lo Sceriffo è una specie di personificazione di una giustizia, di un "alibi", di un "avevo il diritto di farlo" che non solo possiamo identificare nell'omicidio di quell'assassino, ma nella stesura stessa del libro

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  11. e se invece fosse tutto vero? In fondo lei ricorda di avergli detto di non scrivere su se stesso. Se quello che lui scrive è successo veramente e ha tramutato lui in un animale notturno e alla fine lei, nell'indifeso "debole" ?

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    1. bellissima rece al solito comunque

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    2. Azz, ho letto tante interpretazioni sti 2 giorni ma questa mi è nuova...
      Dici che proprio quello di sui racconta il libro (ovviamente morte finale sua a parte) è successo veramente a Tony dopo che si è lasciato con Susan?

      intendi questo Andrea?

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    3. Si, intendevo proprio questo

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    4. Ecco finalmente uno che pensa quello che ho pensato io! Poi dopo aver letto varie recensioni ho capito che nessuno aveva preso in considerazione questa ipotesi. Uscita dal cinema ero convinta che lui avesse scritto un romanzo autobiografico e che quindi Susan soffrisse capendo quello che lui aveva passato x la tragedia capitatagli (e all'inizio lei gli dice che scrivendo di sé stesso non avrà mai successo e lui, con questo libro, le dimostrerà il contrario). Sto pensando di leggere il libro...

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    5. Non credo per niente a questa ipotesi ma sia mi piace che ne vengano fuori di così diverse sia che siano così interessanti.
      Io sin dalla prima "inquadratura" del film nel film non ho mai pensato che quello che vedevamo potesse esser vero, non so perchè. Ad esempio mio fratello che l'ha visto ieri ha detto che fino alla fine la pensava come voi, poi nel finale si è reso conto che fosse una metafora

      interessante

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    6. L'ho visto ieri, sarebbero troppi gli aggettivi sublimativi per descriverlo. Chiaramente la tua recensione e quindi interpretazione dell'opera (la stessa mia) è correttissima: tutto trova chiarezza, fino al finale, unica coerente conseguenza del tutto, in quel quadro che riporta, con caratteri cubitali, una scritta che ha allo stesso tempo due significati, rivincita e vendetta REVENGE.

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    7. ma "sublimativi" è un refuso per "superlativi" oppure una finezza?

      ovviamente d'accordo su tutto

      e sì, hai ragione, la linea sottile tra rivincita e vendetta è molto importante

      e forse il primo termine è ancora più azzeccato, mi pare non l'avevamo ancora usato qua

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  12. Grande Giuseppe, intensa e viscerale la rece come il film! L'ho visto anch'io al cinema e mi è piaciuto molto anche a me, come del resto piacque molto anche il film precedente di Tom Ford, quel A Single Man che mi stupì moltissimo all'epoca. Qui siamo su territori forse più alti, più complessi, ancora più intensi, hai detto tutto tu e mi ripeterei nel dire altro. Inutile dire che sono completamente d'accordo con te con le chiavi di lettura che gli dai; film nel film che parla di tanto, di un rapporto coniugale in crisi e forse mai morto, di vendetta, di arte, il tutto con uno stile di ripresa che nella parte presente è pulito e laccato mentre nella parte del racconto più sporco e polveroso, un contrasto che fa riflettere.

    Poi le interpretazioni sono ben equilibrate, su tutti Amy Adams bellissima e tormentata e soprattutto Machael Shannon, non ha la parte principale ma quando è in scena ruba l'attenzione e si conferma attore con le palle, non sbaglia una prova, qui è cinico e dolente al punto giusto.

    L'incipit è stordente, forse un pò ostentatorio per la durata ma incisivo, io l'ho letto come un'America (rappresentata da lustrini e bandierine) che non riesce più ad apparire, obesa, sull'orlo del decadimento, nuda difronte al mondo che la vede, infatti Susan vive nel mondo dell'apparire, artista che all'esterno appare perfetta e di successo ma che intimamente è infelice, depressa, perennemente insoddisfatta, ma ci sono diversi punti di lettura secondo me.

    Insomma una pellicola che tratta diversi temi e ha più chiavi di lettura, e per questo diventa potente e riflessiva, ed è la conferma che Tom Ford non ha solo talento nella moda, sa assolutamente dire la sua anche cinematograficamente, e scusate se è poco ;)

    Voto: 8

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    1. Vedi, invece di cose nuove ne hai dette.
      Ad esempio qualcosa sulla regia che io, per come m'è partita la rece, ho quasi del tutto omesso.
      E su quel contrasto tra il mondo laccato upper class e quello polveroso del film nel film, cazzo se non era una cosa di cui parlare!

      Per me Shannon è il top del film e il suo personaggio quello più dolente.

      Ci sta che quelle donne obese rappresentino l'America, eccome. Grassa, sgraziata, grottesca, opulenta ma brutta.
      Sì, la figura della donna chic e di successo segretamente depressa ormai è un must.
      Ma un must giusto, secondo me quasi in tutti i casi è veramente così (la vita del successo e dell'apparire appena ti fermi un attimo a pensare e ad andare in profondità è una specie di killer, ti può uccidere)

      a sto punto ogni nuovo film di Ford diventa un evento per me ;)

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    2. Hai ragione :D all'inizio dopo averti letto mi hai preso completamente e riempito cuore e cervello, e non sapevo cosa altro aggiungere, poi andando libero di pensiero è vero che vengono fuori altri risvolti, sfumature, dinamiche di cui il film è intriso, e come dicevo è un merito del film il fatto di avere tantissimi spunti di riflessione, livelli di lettura e argomenti da trattare.

      Shannon come performance supera tutti quelli in scena, e anche come ruolo non è da sottovalutare, ma è chiave in aiuto al protagonista per trovare la forza e l'aiuto nell'eseguire la sua vendetta, quasi come un "mentore" una persona che lo sprona e lo aiuta accomunati da una stessa causa: la giustizia. Entrambi sono animali notturni affamati di giustizia.

      D'accordo sul discorso della figura della donna di successo e chic, la depressione intimamente è quasi una conseguenza fisiologica.

      Anche per me Tom Ford è da seguire nel futuro, ma lo era anche prima di questo, ora ancora di più se possibile ;) ...speriamo semmai si confermi, perchè non è facile a parer mio dopo due film così, soprattutto per uno che è "prestato" al cinema.

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    3. Assolutamente.
      Ma, a parte te, guarda quante decine di cose diverse o in più delle mie stanno venendo fuori qua sotto.
      E altre ancora ce ne sarebbero eh..
      Una per eserempio l'ha tirata fuori Paolo

      sì, al tua descrizione del personaggio di Shannon è perfetta. Come dice qua sopra Leonardo è proprio metafora di quel "è giusto che mi vendichi", una specie di autogiustificazione

      però se fa film ogni 7 anni difficilmente sbaglierà ;)

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  13. Visto. Mi è piaciuto. Tu dici che la protagonista racconta dell'aborto che forse non ci è mai stato ed è forse solo un mezzo per tagliare con Paul e non avere problemi col nuovo uomo. A me pare che i due escano da una clinica e in macchina l'altro la consola e a un tratto appare Paul disperato. L'aborto c'è stato secondo me e va a finire dritto dritto sul piatto della bilancia per far pesare di più le ragioni della vendetta.

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    1. La gente non lo sa ma abbiamo parlato a lungo di questo su faceboook

      quindi riporto solo alcune cose che ti ho scritto, magari interessano altri

      "Allora, l'aborto... Prima cosa se lei esce da una clinica (e sì, esce da una clinica) non vuol dire niente. Cioè, anzi, se voleva nascondere questo in qualche modo DOVEVA fa il teatrino della clinica. Lui l'aspettava in macchina, lei, semplicemente, non ha abortito (nella mia visione eh).
      Seconda cosa. Lei ha una figlia, la chiama al telefono. Ti chiedo allora: di chi è la figlia? nè di Tony nè del secondo amante secondo la tua visione. E mica ci raccontano mai di un terzo, è veramente improbabile. Lei passa da Tony a quello nuovo senza soluzione di continuità se ricordi (la scena all'università). Tra l'altro ha proprio 19 anni come aspetto, pare...
      Terza cosa: perchè Tony nel suo romanzo ha messo anche una figlia? e perchè l'ha messa una coi capelli rossi identici a quella vera di Susan (e sua, per me)?. E perchè Susan appena letto della morte della figlia nel romanzo la chiama al telefono? come può in una sceneggiatura del genere quella scena della telefonata non essere importante? aspetto risposte"

      e anche

      "Ma carmine, vediamo lei e il nuovo compagno in 3,4 scene di vita familiare. La figlia non viene mai menzionata. In quella scena della telefonata si percepisce benissimo che quella figlia "non fa parte" di quella famiglia, c'è solo il legame affettivo con la madre. Sulla questione età della madre ci sono riferimenti precisi. Non si vede con Tony da 19 anni. Quindi sì, lei è appena oltre i 40, era sui 23,24 al momento dell'"aborto" e quando s'è lasciata con Tony (in questo senso davvero incomprensibile la scelta degli stessi attori con visi identici, 19 anni sono tanti). Torna tutto perfettamente, 19 anni fa l'ha lasciato, la figlia ha 19 anni. Vive da sola, non ha rapporti con il nuovo compagno della madre. Ha i capelli rossi, come quella del film. Tony la fa morire con lei proprio perchè le ha perse entrambe. E lei la chiama al telefono proprio dopo quella scena. Secondo me in questo senso meccanismo perfetto. E diventa ancora più comprensibile la vendetta di Tony. Che sia figlia del gigolo puttaniere proprio non ce la vedo, incredibile non ne parlino mai"

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    2. oh, finalmente ho letto, dato che ho visto il film ieri. Mi introduco qua giusto per dire che l'invecchiamento (soprattutto su AmyAdams) si nota eccome. Poi, a parte interrogarmi su chi sia sto Paul nominato da Carmine, io propendo per un aborto di una seconda gravidanza arrivata quando lei era già (di nuovo?) in crisi, perché alla fine, "non paragonarmi a mia madre" va bene, ma lei è uguale, perennemente insoddisfatta. Poi, è evidente che una figlia c'è, esiste nel libro ed esiste nella realtà, altrimenti la telefonata non ha alcun senso e susan è pronta per la neuro.

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    3. Mi stai dicendo che Amy Adams dimostra 22 anni nei flash back e 41 nell'oggi?

      che ti sembra ci siano 19 anni di differenza?

      a ma paiono, al massimo, 5-6

      non ho capito, stai dicendo che la scena dell'aborto era una seconda gravidanza dopo che era già nata la figlia con Edward?

      e perchè allora parla di "suo figlio"

      e perchè Gyllenhall è là sotto la pioggia?

      ma credo di non averti capito

      beh, che la figlia c'è è sicuro! qualcuno lo mette in dubbio? presentamelo!

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  14. Fantastico.
    Poco altro da dire.
    Non potevo immaginare che i film che più mi hanno fatto emozionare negli ultimi anni sarebbero stati realizzati da uno stilista prestato al cinema...

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    1. Ero sicuro ti sarebbe piaciuto moltissimo

      anche perchè la parte della letteratura, dell'esser scrittore, è quella più bella e che rende il film grande

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  15. Tutto bellissimo. Film. Recensione. Commenti. Ma che cazzo ci stava a fare l'altra macchina con un solo guidatore scamiciato accanto a quella dei malviventi all'inizio dell'incubo???? A dare ancora piú tensione onirica come dici tu Giuseppe? Oppure é il destino che ci corre innanzi si due corse (scelte) parrallele e alla stessa velocitá di notte? Una con tre malviventi dentro. L'altra con un uomo libero (quindi solo, come Tony) al volante? O sto vacillando? Vabbé se vacillo é a causa non dell'alcool poeta Giuseppe (ho letto pure il tuo post di oggi) ma a causa delle tre dimensioni del bellissimo film di Ford che minano la logica a chiunque credo.

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    1. grazie mille a te Paolo...

      ecco che era quella scena che m'ero appuntato sul blocchetto ma non riuscivo a ricordare

      ho scritto "ma chi è l'altro?"

      e non riuscivo a ricordare che mi riferivo all'altro in macchina

      la tua interpretazione è molto bella ma davvero non so cosa rispondere, mi ha spiazzato del tutto quella cosa

      quelle due macchine sembrano "in combutta", poi una va via

      cazzo, non lo so

      un abbraccio

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  16. Pierluigi Tronchetti24 novembre 2016 12:12

    Ciao Giuseppe. Sapevo che non avrei potuto scrivere molto su questo film. Infatti, moltissimo hai detto tu, e ciò che mancava- poco in verità- lo hanno aggiunto intelligentemente i tuoi lettori. Condivido la lettura di Revu10 sull' "ouverture". Non tanto le ragioni sul decadimento americano, quanto quelle sull' anima di una donna insoddisfatta, le cui insoddisfazioni, di riflesso, si specchiano nella gestione e nell' estetica della prioria galleria d'arte. La grottesca esposizione inscenata nella sua galleria , come metafora della propria imbruttita interiorità; la reale nuda immagine di sé, contrapposta all'astrusa idea di perfezione insita nell' apparenza di donna determinata e forte . Se superficialmente il manoscritto di Edward può sembrare la narrazione letteraria del devastante viaggio dello stesso nel proprio doloroso passato sentimentale, l'incipit potente e al contempo straniante, e' il rigurgito della vita disillusa e senza armonia di Susan. Una vita vissuta nella spasmodica ricerca dell' illusorio ed effimero benessere estetico, a discapito del meno scintillante e chiccóso benessere emozionale, barattato avidamente nella vacua ed erronea convinzione che, solo la patina dello sfarzo e dell' ostentazione, sarebbero state in grado di scardinare le inviolabili serrature del caveau in cui e' gelosamente custodita la felicità. Tom Ford ci trasporta nei meandri psichici ed oscuri di una relazione amorosa deflagrata brutalmente. E pur mostrando come ad esserne destabilizzate e segnate sono entrambe le parti, e' la vita di Susan ad essere accuratamente messa al vaglio. Capita sovente che, nell'esistenza tradita e inaridita delle persone, giunga il momento in cui la necessità di voltarsi a contemplare il proprio passato, si scontri prepotentemente con l'esigenza del passato stesso di riaffiorare in superfice. Un eclissi perfetta in cui i rimpianti e i rimorsi collimano con il senso di colpa e il desiderio di poter tornare indietro. Susan sta vivendo la vita che non avrebbe voluto vivere. Quella vita detestata e rinnegata nella tumultuosa pugna di uno scontro generazionale, combattuta tra volontà genitoriale e ribellione giovanile. Ma nell' armistizio che l'incedere del tempo attua in ogni impavido desiderio di lotta, e' quasi sempre l'eredità che scorre nel nostro DNA ad indurci alla risolutiva accettazione di una resa incondizionata. Perciò, Susan si era arresa. Arresa ad essere esattamente cio' che inutilmente si era imposta di non voler essere : Diventare come sua madre.

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    1. Pierluigi Tronchetti24 novembre 2016 12:13

      E lo aveva fatto, suo malgrado, nel peggiore dei modi, arrivando ad anestetizzare la bellezza dell'amore e ad ucciderne persino il frutto. "Animali notturni", io non sono riuscito a leggerlo come il titolo della bozza di uno scrittore "redivivo", né tantomeno come l' "accezione" con cui Edward apostrofava affettuosamente Susan per quella sua avversione al bisogno fisiologico di dormire. A mio avviso, il racconto di Edward, proiettato nella mente di Susan, non e' l'opera ingannevole di un ex marito bramoso di rivalsa e assetato di vendetta, ma la rielaborazione inconscia che Susan stessa, nel preciso momento in cui il proprio infelice presente sta traghettando la sua vita alla deriva,(la crisi della sua attività artistica; l'inesistente rapporto con il marito fedifrago e il sottile legame con la figlia, per lo più relegato a qualche telefonata) e' costretta ad intraprendere per rendicontare la propria triste esistenza, ripercorrendo gli errori disseminati nel proprio passato.Un passato di cui ora, al tramonto di una felicità forse solo agognata, sente gravare consistenza e peso(incipit), trafitta da un senso di colpa(il toro nella teca trafitto reiteratamente ) troppo grande da poter essere ignorato e sedato. E così, passato e presente si fondono e confondono nel romanzato e allegorico manoscritto, trascritto/letto dalla fragile interiorità dell'affranta Susan. Pagine cosparse di rimpianti e rimorsi, devastanti armi da fuoco, contro le quali, nessuna mera giustificazione( il fatto che Susan ritenesse Edward un uomo debole, senza coraggio e un fallito) può erigersi a scudo quando sopraggiunge la consapevolezza di aver perduto per sempre qualcuno. Quel qualcuno che abbiamo amato e da cui abbiamo ricevuto, di rimando, amore e comprensione. Quell "iperbole sentimentale" che, nonostante ci a angosceremo sempre a ricercare, non accadrà mai più .("Quando ami qualcuno dovresti fare attenzione. Potrebbe non capitarti più") E a poco serve il disperato tentativo di alimentare la speranza nutrendola con gli anacronistici rimandi ai momenti felici(la barba rasata di Tony nella seconda parte del manoscritto e' un ritorno alle origini , quando la relazione tra Susan ed Edward si apprestava a nascere), poiché, prima ancora di averne assaporato il benessere, saranno crudelmente annegati nell'oceano dei rimorsi e dei rimpianti. Insomma, io questo "Animali Notturni" non l'ho interpretato come un film dove la vendetta, fine a se stessa, e' chiamata in causa quale ineluttabile epilogo di un torto subito . Almeno non nelle sue dinamiche più convenzionali. A consegnarci la metafora del senso più efferato di questa parola, c'è infatti la magnifica scena del quadro . La vendetta e' un algido quadro che osserviamo smarriti all'interno della nostra galleria. E non importa quanto lo sentiamo estraneo , non importa quanto ci affanniamo a scandagliare la superficie dei ricordi per riesumare le motivazioni che lo hanno condotto al nostro cospetto. Perché presto o tardi, la nostra anima ci ravvedrà che siamo stati noi ad esplicitare il volere di esporlo lì. Sono le scelte sbagliate, abbracciate nel nostro passato, a vendicarsi di noi, nel nostro futuro. Siamo noi a premere consapevolmente il grilletto; siamo noi ad essere colpiti inconsapevolmente da quello stesso proiettile.

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    2. Pierluigi Tronchetti24 novembre 2016 12:15

      Perché l'amara realizzazione di aver arso un' intera esistenza, e' la peggior vendetta che la vita può machiavellicamente architettare conto di noi. In quel preciso momento, una lacrima solitaria solcava il viso di Susan. Solitaria come la sua vita da commensale affamata d'amore, ora, si consumava nell'inutile attesa di un passato che non sarebbe più potuto tornare. Il passato non torna mai nella materializzazione di come vorremmo tornasse. Beffardamente si affaccia alle nostre esistenze, ma solo per rimproverarci di non averlo vissuto come avremmo realmente voluto. Susan e' un animale notturno. Tutti noi lo siamo. Perché ci precludiamo la bellezza della luce del giorno, accontentandoci delle poche stelle relegate nell'oscurità della notte. Siamo esseri plasmati di luce che brancolano nel buio, alla disperata ricerca di qualche fugace emozione da catturare. Fuggiamo spaventati dalla luce del sole, per abbandonarci illusoriamente alla suadente forza attrattiva della luna, fagocitando l'acclarata verità che, alla stregua degli alberi, e' la fotosintesi clorofilliana ad essere indispensabile per la nostra stessa sopravvivenza . Grazie Tom . Grazie per tutte le emozioni che mi hai regalato e per quei venti minuti che non dimenticherò mai più. Talmente potenti, talmente immersivi, da avermi indotto a credere che mi sarebbe venuto un infarto. Davvero non so quanti bpm fossero, ma il mio cuore sembrava impazzito. Complimenti per la tua recensione.
      Un abbraccio.

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    3. Al solito, quando scrivi te poi non c'è mai niente da aggiungere.
      Le tue parole mettono a ferro e fuoco un film, non rimane più nulla dopo.
      E sei riuscito a scrivere un romanzo (alla faccia di quella tua solito "ridicola" (con affetto) prima riga in cui dici che non hai niente da dire), a scrivere mille parole e tutte "nuove", incredibile.
      Noi ci scervelliamo per scriverne due dicendo cose diverse, te puoi scriverne centinaia.
      Ma perchè qui siam bravi tutti, andiamo giù giù, profondi. Ma te riesci a raggiungere ogni volta il centro della terra, a noi è precluso

      come cazzo fai non lo so

      il film visto tutto dalla parte di Susan è geniale, al di là di tutte le cose perfette che scrivi

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    4. Pierluigi Tronchetti30 novembre 2016 01:57

      Ci sono notti(molto raramente in verità) in cui non riesco a prendere sonno. Ho letto ciò che hai scritto di me, e...non so che dire. Tu(come alcuni dei miei più intimi amici) hai l'incredibile dono di far sentire speciali ed uniche le persone normali. Con poche parole sei in grado di instillare benessere e consapevolezza negli esseri umani. E ti riesce così bene, così maledettamente bene, da risultare sempre convincente e credibile. Tu riesci a far sentire speciale anche me, io che sono un così fiero ed orgoglioso portatore della mia normalità. Ma non stanotte. Questa notte voglio continuare a sentirmi così. Speciale. Perché se mai il sonno dovesse venirmi a prendere, avrò tutto il tempo domani, al mio risveglio, di indossare i miei soliti abiti di individuo comune e normale. Grazie... di cuore.

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    5. e allora vieni qua ad offrimme n'hamburger ;)

      un abbraccio, dico quello che penso

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  17. Mi unisco al folto gruppo di persone che si sono fiondate al cinema dovo aver letto (solo l'inizio, tranqui ;-)) della tua recensione.
    Detto questo, ho ancora i brividi. sono uscito dal cinema con le vertigini, ancora immerso nei passaggi onirici, negli occhi pieni di tristezza (ma bellissimi!) di Susan, negli svariati filoni interpretativi ancora da sciogliere.
    E quel finale così potente, quella vendetta (forse più "riscatto") così sottile. Non cè molto altro da dire, dopo la tua recensione, le belle suggestioni negli altri commenti e il contributo magico di Tronchetti che ha scritto qui sopra.
    Film superiore, stracolmo di spunti di riflessione.
    Grande cinema. grazie

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    1. Bene!

      gli occhi della Adams sono impressionanti e, hai ragione, molto importanti nel film

      riguardo recensione, commenti e altro come ho risposto a lui ogni volta che passa Pierluigi tutte le restanti parole, mie e degli altri, impallidiscono

      bel commento Harold, entusiasta ed emozionato

      grazie a te

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  18. l'ho pensato durante il film e sono uno di quei pochi che ti capisce :)

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    1. Ismaele, ma a chi e cosa ti riferisci?

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    2. il nostro amico Pastor :)

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    3. Ah, certo! nemmeno pensavo potesse riferirsi alla recensione, e poi lì in mezzo, chi lo ritrovava...

      poi sul tuo blog ho intuito ;)

      ismaele, non so perchè ma io quel personaggio ce l'ho nel cuore, cucito dentro

      ed è davvero un minorissimo nella saga
      sono contento di aver avuto questo "intuizione"

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    4. un paio di volte l'ho imitato a scuola, in una scuola al confine del niente, una volta ho "minacciato" qualcuno dicendo che non ci sarei stato più in quella scuola, ma li avrei rovinati, mutatis mutandis.
      l'importante è essere seri, poi credono a tutto...

      l'arte serve per la vita :)

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  19. Dopo aver visto il film e letto la tua recensione ho alcune considerazioni che vanno in direzione opposta,secondo me con il libro Eduard vuole chiedere scusa a Susan e non cercare vendetta,nel libro Tony non riesce ad aiutare moglie e figlia e il rimorso lo perseguita inoltre alla fine perde la vista.Eduard è cieco nei confronti di Susan,non vede il malessere di sua moglie non lo comprende accecato solo dal suo ego di scrittore,Susan non abortisce anche se dice che se ne pentirà ma secondo me scegliendo di non abortire sceglie di rimanere con Eduard,ma Eduard la vede con l'altro ed è lui che decide di lasciarla.Susan alla fine lo perdona ma è lui che non riesce a perdonarsi,infatti nel libro Tony muore.
    Chi cercava vendetta era Susan,infatti aveva comprato il quadro Revenge e il fatto di aver dimenticato di averlo comprato è indice della sua propensione al perdono,è poi non dimentichiamo che Susan non dice mai che Eduard è un debole,non lo accusa mai di debolezza né con la madre né con lui stesso

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    1. Incredibile come presa una posizione "Pro Susan" si possa vedere ogni scena con occhi diversi.
      E' tutto molto interessante Melamara e, anche se non la penso così, pure condivisibile (nel senso che ci sono elementi, oppure non ci sono elementi, per dire che quello che dici è sbagliato).

      Credo che tu sia donna, vero?
      O, non è che mi vieni fuori che sei tipo una femminista?
      ahahha, sto scherzando

      complimenti, analisi per quanto mi riguarda del tutto nuova

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  20. (Ciao Buio-in-sala, ti ho scoperto solo oggi grazie a questa recensione, scritta davvero bene. Cercherò di recuperare quanto prima la lettura delle altre ;) )

    Ieri sera ho visto Animali Notturni e sono uscito dal cinema convinto del fatto che Edward si fosse suicidato.
    Me lo ha fatto pensare l'intreccio finale tra il presente e i ricordi del passato nel film e la morte di Tony nel romanzo. Il battito del cuore di Tony che rallenta fino a fermarsi e il sussurro di Susan "Edward". L'sms "emotivo" di Susan contrapposto a quello più telegrafico e freddo di Edward. Ma soprattutto il non presentarsi all'appuntamento al ristorante da parte sua, con la conseguente consapevolezza (con quel suo sguardo triste, gli occhi arrossati da un dolore più forte) da parte di Susan di quanto è potuto accadere, di cosa volesse davvero dirle Ed con quel libro: "Vedi? Potevo farcela. Ma mi hai distrutto la vita".

    Però vedo che nessuno fra voi accenna a questa mia ipotesi. Forse l'epilogo drammatico è frutto di una mia visione distorta?

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    1. Beh, prima mi chiedi l'amicizia su Facebook e poi mi chiami sineddochianamente Buio in Sala?

      Giuseppe, o al massimo Caden ;)

      Altra ottima lettura.
      Tra l'altro, in questa metafora vita reale/romanzo, in questi binari che scorrono paralleli (così tanto che, lo ripeto, per me la figlia del romanzo è la figlia di Edward) il tuo finale è quello "più perfetto" (passamelo, la morte reale abbinata alla morte letteraria.

      Guarda, anche il mio finale di recensione, quell'essere tutti sconfitti, quella "vendetta" attuata con dolore e non con cattiveria non escludono affatto questo scenario.
      Però, ecco, la questione della mail?
      Cioè, te dici che lui si è suicidato appena saputo che lei avesse finito il libro e appena risposto all'appuntamento (per mail) ovviamente

      guardiamoci negli occhi, questa lettura cambia moltissimo. Il non presentarsi come chiusura perfetta di un cerchio "vendicativo" o il non presentarsi per avvenuto suicidio non solo danno un colore diverso a tutto, ma ci fanno rileggere tantissime cose in altro modo

      e, caspita, sì, possiamo farlo, ci sta

      (grazie mille Daniele...
      leggi, se vuoi, con calma. In alto su "tutti i film recensiti" scegli quello che vuoi)

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  21. Salutavo il blog :D

    Comunque, questa mia supposizione mi ha fatto "male", mi ha dato quell'emozione così forte per un film come non ne provavo da tanto (ho una pessima memoria, ma dovrei tornare indietro su 8mm di Schumacher).

    Sulla loro corrispondenza: sì, io l'ho letta così. Loro si scambiano delle mail, dei messaggi. Lui sa che Susan sta divorando il libro, lo intuisce anche da ciò che scrive (è presa, è scossa, ha già capito da tempo la "metafora" con la loro storia finita male). Il messaggio finale che lei invia, corrisponde alla chiusura del libro. Lui risponde, il piano è al termine. [Mentre scrivo queste righe, mi viene da pensar male: lui scrive "decidi tu quando, l'ora". Magari è in quell'ora che si toglie la vita (assurdità, elucubrazioni mie)].

    Altro elemento non da poco: perché lui non compare nella linea narrativa del presente? Compaiono tutti i protagonisti (Susan, nuovo marito, figlia - che sì, è di Edward -) tranne lui.

    Il finale è la lama di un bisturi, che taglia via qualsiasi possibilità di perdono, senza possibilità di uscita.

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    1. No, ma assolutamente, se uno legge il finale come te il film da "triste" e in qualche modo sottilmente cattivo diventa straziante, cambia del tutto

      E a livello narrativo non c'è un solo elemento, ma nemmeno uno solo, che può smentirti

      beh, spetta, lui sarebbe anche potuto comparire nella linea del presente, il suicidio semmai comunque sarebbe avvenuto negli ultimi due minuti del film

      anzi, forse per rafforzare la tua ipotesi sarebbe stato meglio farlo vedere nel presente tranne che nell'ultima scena no?

      a parte questo lettura assolutamente pertinente

      una di quelle che può raccogliere adepti senza problemi

      quasi anch'io ;)

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  22. Comunque ricordavo male. Grazie alla tua lista di recensioni mi sono ricordato di Amour, anche se lì il dolore è più amaro.

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    1. Non ho capito "ricordavo male" a che lo riferisci

      beh, sì, due film molto diversi

      e Amour tante interpretazioni non ce l'ha ;)

      (oh, ho rsposto subito qua su Animali ma qualche volta un giorno o due ce li metto eh. Tu metti sempre la spunta notifiche, io arrivo SEMPRE, prima o poi. Mi riferisco ad esempio agli altri commenti alle altre rece che hai fatto)

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  23. mi riferivo a quanto detto qui
    "Comunque, questa mia supposizione mi ha fatto "male", mi ha dato quell'emozione così forte per un film come non ne provavo da tanto (ho una pessima memoria, ma dovrei tornare indietro su 8mm di Schumacher)"
    forse ricordo di più 8mm perché è stato il primo film "duro" che ho visto "da grande".

    sui tempi di risposta, no problem ;)

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    1. Ah, perfetto, non ci sarei mai arrivato, ora ho capito tutto ;)

      tu non lo sai ma hai appena effettuato un'operazione Lazzaro

      ma te lo spiegherà nel luogo consono ;)

      a presto

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