19.3.12

Recensione: "Live! Ascolti record al primo colpo"

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Solo un demente come me può trovare un aggancio tra l'ultimo film recensito, l'incredibile One-eyed Monster e questo Live! (il punto esclamativo non glielo regalo certo io, è sempliccemente così).
Sì perchè nemmeno a farlo apposta sono uno l'esatto contrario dell'altro. Il primo è assurdo, improbabile, senza senso ma riesce comunque a risultare vero, genuino e credibile, il secondo vorrebbe essere vero, genuino e credibile mentre in realtà si rivela un pastrocchio finto ed improbabile come raramente se ne vedono.
Il soggetto, attualissimo, specie nell'anno di uscita del film (2007), riguarda l'inesorabile deriva del reality show, la ricerca dell'audience ad ogni costo, il trash che si lorda del sangue, della tragedia, per risultare più appetibile.
Sì, perchè la responsabile dei programmi di una grande tv americana, l'insopportabile Katy -un'ancora più insopportabile Eva Mendes- insieme alla sua troupe sforna un'idea geniale: un reality show nudo e crudo in cui 6 persone giocano alla roulette russa (peraltro senza far girare il tamburo ogni volta, ossia morte certa di uno). E' uno spettacolo ovviamente unico che mette in palio un fracco di soldi, roba per la quale avere solo il 16% di morire alla fine è un rischio da poter correre in effetti. Lo show, non si sa accettato da chi, SI FARA' , il morto ci sarà ma almeno lo spettatore avrà la sua gratificazione personale con un'altra morte, questa non da copione, ma immensamente più giusta.
Il problema di Live! non è la trama, anzi, questo è un soggetto che messo in mani più esperte e mature avrebbe portato probabilmente a risultati straordinari.

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Il problema di Live! è che sia tutto tremendamente finto.
Finto è il modo di girarlo, tutto in mockumentary, quando non ce n'era il minimo bisogno. Questo era un film da regia classica, non scherziamo, che ci sia un operatore che segue la Mendes anche quando va al bagno a ruttare è una cosa assolutamente priva di senso (tra l'altro c'è un montaggio iniziale pieno di ellissi temporali, vera kriptonite dei mockumentary). In più, a differenza degli altri finti documentari, non ci viene nemmeno svelato il motivo di tale scelta.
Finte sono le interpretazioni, specie quella della sopracitata Mendes, esagerata all'inverosimile, a dimostrazione che anche per recitare ruoli senza classe bisogna aver classe.
Finti sono tutti gli orrendi inserti delle interviste ai protagonisti. Tra l'altro è davvero incredibile che dobbiamo sorbircele tutte e per intero, vera e propria cartina di tornasole che dimostra l'assoluta, ripeto assoluta, mancanza di idee che sta alla base del film. E tremendamente finti, per restare in tema, sono anche i vari talk show di presentazione al programma.
Finta, soprattutto, è l'intera architrave del film, ossia il dover credere che in un paese teoricamente civile come gli Stati Uniti lo Stato possa accettare un programma dove si uccide sine dubio un individuo, peraltro in modo così cruento. Sarebbero stati molti gli escamotage per evitare questo, fare uno show clandestino, ambientare il film in un lontano futuro distopico o in un paese meno civilizzato, trovare un reality con qualcosa sì di pericoloso e forse anche mortale ma non l'esecuzione sicura di un concorrente in un modo così efferato. Come può lo spettatore credere alla vicenda che ha davanti agli occhi? A uno show visto da centinaia di milioni di americani ambientato negli anni 2000 in cui tra vallette e lustrini si fa saltare il cervello di un uomo?
Con i parenti che stanno lì in prima fila in apprensione vedendo il loro amato caro con una pistola sulla tempia?
Sì, è vero, questo è un film autoriale sulla deriva dei reality, la scelta quindi è stata ottima ed incisiva.
Ma per favore...

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Gli ultimi 20 minuti sollevano un pochino la pellicola, ovviamente con la roulette russa un minimo di tensione c'è sempre, impossibile negarlo. Ma anche qua l'assoluta mancanza di idee di cui sopra porta a uno schematismo davvero incredibile. Per 5 volte, inquadratura per inquadratura, abbiamo lo stesso iter. L'odioso presentatore che chiacchiera, il filmato del protagonista, la pistola che arriva, il piano di ascolto sui parenti, la pistola alla tempia, lo sparo (a salve o no), la cabina di regia dove arrivano i dati dell'auditel, il regista che con la voce di Peter Griffin ordina di mandare la musica.
Sempre uguale.
Sempre.
Ma il nostro crogiolo di finzioni deve ancora presentare le sue due carte migliori.
Il ragazzo si fa saltare la testa e muore sul colpo in un bagno di sangue.
L'ultimo quindi è salvo.
La gente inizia ad applaudire, c'è la standing ovation.
(riga vuota per il velo pietoso, anzi 2)
 Per fare certi film serve maturità, credibilità, tatto e non sprezzo del ridicolo.
Poi alla fine c'è l'altro omicidio.
Meno male direte, il finale risolleva un pò.
No, prima dei titoli appare
IN MEMORIAM
con la data di nascita e di morte della protagonista
 e forse per la prima volta nel film si desidera che l'ennesima pessima finzione in realtà non sia tale.
Sperando che i parenti della Mendes non leggano.

( voto 4,5 )

22 commenti:

  1. pessimo film di cui ho un vago ricordo.
    e pure io trovo piuttosto insopportabile eva mendes, sebbene non ai livelli di jennifer lopez, cui un po' assomiglia...

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    1. Ah ah Marco, sai che quando ho parlato malissimo della Mendes volevo citare anche la Lopez?
      Non sopporto nemmeno quella, arghhhh

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    2. Carissimo oh dae.
      Cosa curiosissima, stavo proprio per dirti questo, ovvero che la Mendes mi ricorda la Lopez, so che non Ti meraviglierai, sogghignando attendi che io ti dica che il posteriore di tutte e due per me è da incontrollato spruzzo nelle mutande e non lo dico per dire una cosa forte, ma perchè, già nel meraviglioso Training day con il mio mito Denzel W, vediamo una Mendes da erezione spacca mutande e la Lopez me la ricorda. Queste due mi fanno questo effetto, credo che non potrei presenziare a un colloquio di intrattenimento con queste attrici non già per l'altezza artistica, ma perchè non riuscirei a eliminare un contorsionismo incontrollato.
      Il BaFFo è sincero su questo e mi fermo qui, poichè il sol pensiero di Eva Mendes o della Lopez da dietro mi porta al grugnito incontrollato.
      Saluti dal BaFFo.Meglio qui che su sco op

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    3. No, aspetta Carissimo amico.
      Io ho deciso che voglio fare nella vita.
      L'inventore.
      E voglio che tu non esista.
      Perchè voglio inventarti io.
      Sei un grande, vienimi a trovare più spesso.

      Questo è veramente un commento spaccamutande.

      Ciao Sergente!

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    4. con piacere carissimo.a presto!

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  2. Visto all'epoca in cui uscì, ho un bruttissimo ricordo. Credo che se avessi avuto il blog già a quei tempi avrei messo un voto mooolto basso...:)

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    1. Ah, vorrei ben vedere.
      Eppure ho trovato molti miei amici a cui è piaciuto. Secondo me si sono fermati al soggetto e all'intelligenza teorica dell'operazione ma poi hanno dimenticato di vedere come è stata realizzata...
      Ciao!

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  3. non potevano girarlo al di fuori degli States! in quel caso come avrebbe fatto ad avere ascolti? XD ahahah verissimo Dae! Live ha un bel coraggio a spacciarsi per un'esperienza reale quando è tutto tranne che quello! ciao ;)

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    1. Come no, mettilo tipo in India, vedrai che ascolti.
      Però il popolo Indiano col kaiser che accettava una cosa del genere, è o non è il popolo di Gandhi?
      No, come dicevo, bastava spostarlo più in là nel tempo oppure cambiare un pochino la formula dello show.
      Di reale non c'è nemmeno il neo della Mendes secondo me :)

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    2. infatti, parole sante!
      Lo show che viene approvato dalla censura è uno dei pochi aspetti positivi, perchè con questo Live vuole criticare il mondo televisivo. Ma una è solo una critica fiacca.
      Sarebbe stato perfetto se ci avessero mostrato lo show trasmesso su frequenze pirata, per poi fargli prendere la stessa direzione della trama di Videodrome XD

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    3. Ah ah, è vero, altra ottima proposta.
      La peggiore è quella del film...

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  4. Bruttino, vero. Devo dire che si lasciava anche guardare, il trucco del mockumentary secondo me non era così disastroso e ci stava anche bene, ma nel suo complesso non è verosimile e ci sono alcune scene che mbeh!, tipo quando lei mangia la mela e la offre come fosse un serpente tentatore, ma diobono... XD

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    1. E' vero, bravo! Lì per lì la scena della mela mica l'avevo capita...
      Io amo il mockumentary ma qui davvero non aveva senso, specie per le ellissi temporali.
      Non mi puoi fare un finto documentario dove 30 secondi c'è lei vestita in un modo, stacco c'è lei il giorno dopo, stacco il giorno dopo ancora, è assolutamente la morte del mockumentary.
      Per capire a cosa mi riferisco riguardati i primi 20 minuti.
      Anzi, lascia perdere... :)

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  5. Bah.
    13 Tzameti l'hai visto?
    È purew uscito prima se non erro..
    (Naturalmente non parlo del pessimo "remake" americano ma dell'originale)

    salut!

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    1. Ciao!

      Me ne hanno parlato benissimo già altre persone, provvederò!

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  6. Ciao ho dae-soo,
    stavolta non mi trovo molto d'accordo su alcune considerazioni: il film è bruttino, è vero, ma Eva Mendes non l'ho trovata così fuori tema e malaccio; l'America paese teoricamente civile? Un paese in cui diversi Stati hanno ancora la pena di morte lo definiresti civile?
    La spettacolarizzazione della morte in diretta è quanto di più americano vi sia. Certo magari non arriveranno ai livelli del reality del film, ma credo sia solo una questione di forma.
    Il film rappresenta un'iperbole, ma credo che in questo senso vada visto ed interpretato, appunto come metafora della spettacolarizzazione della morte, a veicolare il messaggio che pur di far soldi si è disposti a passare avanti a tutto (ed è quello che effettivamente avviene, solo non in maniera così immediata e diretta). Una metafora iperbolica quindi. Il difetto, come dici tu, è la realizzazione alquanto scadente, sia a livello di sceneggiatura, che di tutto il resto. L'idea c'era però, sempre intesa nell'accezione di cui sopra.

    Un saluto. :-)

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    1. Ah ah, ti rispondo subito :)

      "teoricamente" civile

      la pena di morte è sì aberrante ma comunque, processo farsa o no, ci si arriva in un modo "civile", non certo un gioco a premi in cui per audience muore qualcuno.

      La Mendes non la sopporto, di conseguenza il mio giudizio può, anzi sicuramente lo sarà, essere completamente errato.

      L' iperbole è la definizione perfetta perchè è un'esagerazione talmente pacchiana che è riconosciuta subito come tale. Il film stessa cosa, così iperbolato da risultare tremendamente finto e lontano miglia e miglia dalla realtà. Fidati Bianca, se fosse stato minimamente più credibile davvero avrebbe potuto far paura, così mi dispiace no. La standing ovation col morto in terra non è iperbole ben fatta, è semplicemente una cazzata che non ce se crede...

      Ah, l'idea, appunto, era ottima certo.

      Sempre un piacere le tue interessantissime critiche, forse ancor più degli apprezzamenti.

      Un caro saluto, ciao!

      (forse sono rimasto indietro di una risposta, sti giorni provvedo, grazie ancora)

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    2. Ah, non iniziamo un discorso sulla pena di morte :)

      volevo solo dire che per le leggi di quegli stati attraverso un processo vi si può arrivare (che poi sia una cosa allucinante lo penso anche io). Dico solo che non vedo il film come iperbole di questa America della pena di morte, sono due modus operandi completamente diversi.
      Sulla ricerca e la morbosità della morte live pienamente d'accordo ma morte sicura e premeditata in quel modo, naaa, proprio mi sembra na cazzata :)

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    3. Comunque sei uno dei pochi uomini che non sopporta la Mendes. :-D

      Il punto è che il film, come hai detto tu, è fatto male e quindi l'idea di base, che secondo me rimane quella della spettacolarizzazione della morte, non emerge, rimane solo in potenza (il discorso dell'America/pena di morte invece, d'accordo, non c'entra col film, ne ho parlato solo per evidenziare quanto in realtà sia un paese poco civile, nei fatti: non sempre poi la condanna a morte arriva dopo il processo, basti pensare a come hanno ucciso Bin Laden, assassino quanto ti pare, ma uno stato che appunto si dichiara civile un processo lo deve fare, altrimenti si arriva al giustizialismo vero e proprio veterotestamentario dell'occhio per occhio, dente per dente; sia chiaro, questo discorso con il film non c'entra niente... è solo per farti comprendere meglio la mia osservazione).

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    4. Son bellezze che mi lasciano indifferenti.
      Nei suoi occhi leggo poi divismo e sentirsi stoca..., non semplicità ed umiltà. Quindi faccia i soldi e vada con chi vuole :)

      d'accordo con tutto il resto, ci mancherebbe :)

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    5. Eppure, sempre a proposito di Eva Mendes, in Last Night di Massy Tadjedin non è affatto male, esprime benissimo il dramma di una solitudine. Secondo me lì è bravissima.
      In quanto all'avvenenza fisica, beh, è questione di gusti, pure a me non fa impazzire, la trovo un po' volgare.

      Non ricordo se hai visto questo film, io ne ho parlato qui:

      http://ildolcedomani.blogspot.it/2011/09/last-night-di-massy-tadjedin.html

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