23.1.13

Al Cinema: recensione "Django Unchained"

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Tarantino è probabilmente il miglior regista verticale in circolazione.
Come riesce a scrivere personaggi e a costruire sequenze lui pochissimi altri al mondo.
Il suo "problema", o almeno una delle poche cose che riesco ad imputargli è il non essere un gran maestro di orizzontalità di sceneggiatura, di racconto.
Cosa ci ricordiamo dei suoi film?
Personaggi magnifici, uno meglio caratterizzato dell'altro. Inutile elencare i vari Marcellus, Vega, Butch, i Mr colorati de Le Iene o tutti quelli che si frappongono tra Beatrix e Bill. E qui non siamo da meno, anzi. Credo ad esempio che il Dot. Schultz e il negro-bianco Stephen siano probabilmente i personaggi tarantiniani più grandi di sempre. Certo aiutano loro le interpretazioni impressionanti, in questo caso, di due mostri come Waltz e Jackson (per me l' M.V.P del film) ma si sa, se sei un bravo attore nessuno come il panciuto regista italo-americano può regalarti ruoli così belli. E nessuno ti mette in bocca battute così fulminanti e brillanti. Magari ti dà uno spessore psicologico prossimo allo zero, magari ti disegna in maniera un pò didascalica, magari nel corso della pellicola le evoluzioni si contano sulle dita di una mano, magari tutto, ma i personaggi sono davvero una bomba. Che poi qua Django in realtà evolve (pure troppo nei modi e nel linguaggio a pare mio ma vabbeh) e il personaggio di Waltz è molto più complesso di quello che pare, molto più sfaccettato. E, incredibile per il cinema del Nostro, il medico tedesco mi ha regalato anche una stilla d'emozione in 2,3 sequenze.
E poi che ci ricordiamo?

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Delle sequenze di cinema puro, scritte, costruite e girate da una divinità in materia. Io finchè morte non sopraggiunga ritengo che la best scene del cinema tarantinano rimanga Butch e Marcellus sullo scantinato di Zed ma se ne potrebbero scegliere a decine. Un uso della telecamera e della fotografia grandioso (la prima piantagione dove arrivano ha una profondità di campo pazzesca, non riuscivo a staccare gli occhi da quei braccianti lì in fondo), i già sopracitati dialoghi, una direzione degli attori di eccellenza, un'atmosfera di divertimento, incanto cinematografico ed estetico raro. Qui in Django poi c'è un uso degli sguardi da far paura,il film è un susseguirsi di sguardi meravigliosi,sguardi di sfida, sguardi d'amore, sguardi di complicità, sguardi di sospetto, sguardi di dolore,sguardi di odio, sguardi di indifferenza. Jackson in questo ha fatto un lavoro da pelle d'oca ad esempio.
Ma Tarantino non è un regista orizzontale, non sa o non gli interessa raccontare.

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Le sue sceneggiature se ne fregano del plot progressivo, della passione per la storia e per l'evoluzione dei proprio personaggi. Sono una galleria d'arte di quadri con soggetti a volte nemmeno simili uno all'altro. Forse proprio in Django abbiamo la scrittura più complessa ma il tutto alla fine è gonfiato all'inverosimile, una trama da un'ora e mezza allungata di oltre un'ora grazie alla maestria cinematografica di Quentin. Che poi mica deve essere un  difetto per forza eh, se Tarantino prediligesse storia e racconto a tutto il resto non avremmo avuto Pulp Fiction, e non dico così solo per il montaggio.
E poi Tarantino è cinico, troppo cinico. L'incontro tra i Mandingo, l'uomo sbranato dai cani o alcune carneficine mi sembra superino leggermente un certo senso di pietà per l'essere umano. Attenzione, anche in Bastardi in nome di una sorta di "pareggio storico" Tarantino aveva troppo esagerato in violenza e disumanità verso i tedeschi.

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 E questo cinismo a volte è eccessivo se non compensato da una capacità, e Tarantino non ce l'ha, di tirare anche fuori il meglio dai suoi personaggi, far vivere a loro e a noi delle emozioni vere, intense, scusatemi la retorica, positive. Io ad esempio non mi sono mai emozionato per la vicenda di Django e della Brumilde ma magari son problemi miei. Però le frustrate e le umiliazioni le ho sentite sulla schiena. E non facciamo finta che Tarantino non avrebbe voluto coinvolgerci un pò nella storia d'amore, tutta la seconda parte del film si basa solo su questo.
In definitiva il solito grande film spettacolo di un regista da preservare.
Ma che di orizzontale ha solo un pancione sempre più enorme.

( voto 8 )

49 commenti:

  1. Io ho goduto per quasi tre ore.

    http://viaggiandomeno.blogspot.it/2013/01/django-unchained.html

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    1. Hai comunque goduto meno di una donna davanti a me che appena terminata la visione ha cominciato ad applaudire e poi si è asciugata per 10 minuti delle lacrime.E io sono rimasto lì a guardarla perchè, te l'assicuro, era veramente ridicola.
      Già, ridicola.
      Ma nel film con che accezione usano st'aggettivo? Mi è sembrato... ridicolo.

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    2. Io per via dell'utilizzo di "ridicolo" non nego di aver fatto fatica a capire la trama a un certo punto..pensavo infatti ad un offerta ridicolosamente bassa. Secondo me hanno tradotto letteralmente la parosa inglese ridiculous che in italiano era molto meglio rendere con "assurdo", ovviamente è solo una mia supposizione. Almeno non sono l'unico ad aver notato questa nota stonata :-)

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  2. Mah, io l'ho trovato quasi perfetto.
    Ha unito profondità e goduria.
    Se il prezzo da pagare è un pò di cinismo, ci sta.
    Anche perchè è così che va il mondo, in fondo.

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    1. Non scherzare James, Django a prescindere da tutto è il tuo film per eccellenza dai. Mentre lo vedevo mi dicevo "ecco, questo è il film di James". Poi passo a trovarti.

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  3. Il lato cinico mi è davvero piaciuto, ma non me la sento di definirlo un capolavoro. Film divertito e divertente. Punto.

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    1. Ma può esser piaciuto anche a me ma sono convinto cheTarantino si diverte in questo, può mettere tutta la cattiveria che vuole senza che nessuno gli dica niente. Non lo so, non vorrei ci sguazzi co sta cosa del cinismo e della violenza gratuita, che lo fosse realmente.

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    2. ... beh dai, in quel caso meglio che si sfoghi con metri di pellicola che con metri di budella XD

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  4. la parola che mi viene in mente per il cinema di Tarantino è "gioco", almeno qui e in "Bastardi senza gloria".
    non c'entra niente con il cinema "alto", con uno Scorsese, per esempio.
    è molto pop(olare), sembra che Tarantino sia una macchina che ingoi molte materie prime e ne sputi fuori prodotti scintillanti, ha shakerato il tutto al meglio.
    lo vedo come un bambino che è affascinato dalla magia del cinema e ce la trasmette, però
    se devo scegliere, per esempio, tra Collateral" di Michael Mann (mi viene in mente per la presenza comune di un attore) e "Django Unchained", il primo sta davanti, il primo è cinema, il secondo sembra "solo" un'eccezionale prova di diploma di una scuola di cinema.

    si capisce?

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    1. Non solo si capisce ma condivido perfettamente come, tra le righe, si può evincere dal mio commento al film.
      Non lo so se è giusto mettere Tarantino fuori dal cinema alto, certo dipende dal significato che gli vogliamo dare.
      Ed iola penso come te, per me questo non è cinema ai massimi livelli, è tecnica cinematografica ai massimi livelli.
      E, come scrivo, capacità di saper scrivere personaggi e sequenze.

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    2. Più che altro sono io a chiedere "si capisce?".
      Mamma mia, ho scritto da cani.

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  5. mmm, teoria interessante. però non la applicherei proprio a questo film, che mi sembra proprio il più orizzontale della sua carriera.

    e comunque quentin è il miglior regista in circolazione. punto :)

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    1. Ma infatti in più di una componente ho scritto che questo Django è un passo avanti per la completezza da regista di Tarantino.
      Ma resta un film in cui l'orizzontalità è dato o comunque è accompagnato da un eccesso di verticalità.
      E ora, lo prometto, la smetto con questi termini.
      Devo venire da te e Ford, mi sa di aver capito che a inizio anno avete già uno dei papabili vincitori di stagione,nevvero?

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    2. 23 gennaio...
      forse è ancora un po' presto per annunciare un vincitore. :D
      ovvio però che tarantino verrà preso in massima considerazione

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    3. io davvero non ci ho trovato nulla di che ..e i precedenti mi erano piaciuti tutti tranne il mediocre death proof con kurt russell, ma questo film non è mediocre è retorico e pure razzista anche perchè non si fa altro che far parlare jamie foxx e gli altri schiavi non hanno mai una battuta degna ma anzi sembrano dei ritardati..a me pare tanto un film pro obama. nel film non fanno che riepterlo un negro ogni 10000.. un negro ogni 10000 lo dice anche django stesso alla fine.. come dire un leader nero.. ma gli altri fanno la fiugra dei ritardati.. mentre invece la cattiveria di di caprio risulta non così grave.. per meglio dire le scene sono costruite in modo da sfiorare la commedia senza mai toccarla davvero. forse è colpa del doppaiggio italiano che ci propone il personaggio del tedesco come pseudodivertente senza esserlo mai... tarantino ha voluto paicere a tutti... spero non faccia la fine di spielberg.. forse non ha più idee.. spero tanto non sia così... è stato un genio a modo suo.. seppur i suoi film non abbbiano mai voluto dire nulla è sempre stato quello che attraverso un allettante gioco di rielaborazione ti faceva urlare meglio di tutti FICO!

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    4. molto interessanti come osservazioni e anche se non ci crederai le condivido quasi in toto.

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  6. Quanto mi sono divertita sabato sera al cinema!!!
    Ho adorato questo film!!!
    Oh, ma il mio commento nel post di Synecdoche lo hai visto? :)

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  7. Sotto scrivo fino al punto finale. Per me comunque il miglior personaggio tarantiniano rimane il colonnello Hans Landa nei primi 15 min di bastardi senza gloria, altro film di cui si può copiare e incollare quanto da te efficacemente esposto qui sopra.

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    1. Purtroppo ho avuto problemi con Bastardi, devo assolutamente rivederlo.
      Grazie Rocco.

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  8. forse per la prima volta la recensione la sento poco "mia", nel senso che il 99 % delle volte vorrei scrivere quello che hai scritto tu.. stavolta avrei lasciato perdere il discorso sul cinema tarantiniano e dedicato più tempo alla recensione, alle scene, a di caprio..e a s. l. jackson che parla in primo piano - metacinema -al pubblico,che mi sembra veicolare un messaggio di tarantino neanche troppo velato sulla schiavitù moderna, anche se sempre con ironia. il discorso sul plot è giustissimo, per me è un pregio quello di saper fare grandi film con "poca storia"...

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    1. Fede, non sai quanto hai ragione. Anzi, è successa una cosa stranissima.
      Vedo Django. Leggo molto velocemente parecchi commenti in cui tutti non parlano del film ma di Tarantino. Mi incazzo. Io non l'ho mai fatto mi dico, io parlo del film, del regista si possono dir due tre cose interessanti ma il film è la cosa più importante! Decido di non parlare quasi per nulla di Taranta. Scrivo la prima riga. E non mi fermo più, il film mi esce dalla testa. Reputo la rece sbagliata per i motivi che dici, giusta in quello che dico ma non era quella che avevo in mente. Hai perfettamente ragione.

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  9. Rocco, anche per me la prima scena di Bastardi rimane insuperabile..
    per quanto riguarda le emozioni, credo siano sempre un po' appiattite dall'ormai proverbiale ironia del regista..

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    1. Devo riveder Bastardi per quella scena, per quella della loocanda, per tutto. Lo vidi mezzo addormentato,presi una cantonata.

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  10. Il film regge grazie all'interpretazione dei protagonisti, per me la trama/storia è banale, nessuna profondità psicologica, strutturalmente il solito tarantino (kill bill e i bastardi rimangono insuperabili)

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    1. Regge anche per la regia e i dialoghi. La storia più che banale è lineare, senza sorprese. Un caro saluto

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  11. Passi per pulp fiction. Ma kill bill era pessimo. Tarantino ha fatto il suo tempo.

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    1. Ahia, un pò cattivello eh...
      Forse un pò troppo...
      Ma grazie del commento.

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  12. Ciao! Premetto che il film mi è piaciuto molto.
    Mi collego a quello che si è scritto sulla sua scarsa "orizzontalità" e sulla trama un po' banale: secondo me è proprio attraverso una trama irrilevante che Tarantino può parlare e far parlare d'altro.

    Il lato geniale di questo film, per me, è la resa incredibilmente realistica di quella che doveva essere effettivamente la schiavitù nell'800. Ci sono vari gradi di consapevolezza: dal lottatore che massacra di botte l'avversario e fa tutto quello che gli viene ordinato, quasi "lobotomizzato" (si scola pure la birra dopo che gli viene detto di farlo...), passando per il nero che guarda male Django nel ruolo di schiavista (consapevole, potremmo dire, del suo essere schiavo), fino al servo di Calvin Candie (magistralmente interpretato da Jackson) che è personificazione della risposta alla domanda di Di Caprio: "perché i neri non si sono mai ribellati?".

    Anche altri personaggi di colore arricchiscono il quadro, mostrandoci le varie sfaccettature dello schiavismo, la confusione tra "colpevoli" e "innocenti", fin quasi ad azzerare qualsiasi concetto di "responsabilità": la macabra, ma resa con spettacolare (e geniale) naturalezza, serenità della subordinazione.

    In questo film dominano le zone d'ombra.
    Buoni e cattivi si mescolano e si confondono (anche il ruolo di Django, alla fine, si definisce nei termini di una belva sanguinaria, e il grottesco confronto finale con Trinità lo accentua ulteriormente)

    Insomma, si esce dalla sala con la piacevole / fastidiosa sensazione di una violenta scossa intellettuale: si affronta un tema delicato come lo schiavismo con la leggerezza dell'ironia e del gioco, eppure Tarantino proprio con queste armi riesce a dipingerlo con impressionante realismo...

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    1. Ciao!
      Interessantissimo il tuo intervento.
      Ma io non riesco davvero a immaginarmi Tarantino che sta lì a raccontare con profondità tematiche così importanti, non lo so, non l'ha mai fatto.
      Magari capiremo che un pochino è "maturato" nel suo prossimo film.
      Sperando che resti sempre quello che è comunque, un pazzo scatenato.
      A presto!

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  13. Ormai è tutto preso dalla propria tarantinaggine; non sa più cos'è misura, equilibrio, e al tempo stesso cosa voleva dire prendersi gioco di queste due (enormi) caratteristiche.

    Incanta soltanto, nell'accezione più becera del termire; "splendore, ma non luce" per scomodare Hugo.


    -Ciao!! Un piacere ritrovare le tue recensioni e consigli per visioni future.

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    1. Ma bentornato a te!!

      Di lettori così intelligenti c'è sempre bisogno.

      D'accordo con te Edo.
      E stupenda la citazione.

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  14. per me film carino ma nulla più. non so se son stata disattenta io ma mi pareva mancassero dei collegamenti di sceneggiatura. ho trovato sbagliata la scena della discussione sui cappucci kkkeschi. sostengo la logorroicità dei film di tarantino (ho adorato - davvero - death proof) ma in questo contesto, benché possa capirne le motivazioni, m'è parso tutto un po' stonato. la storia è piatta. c'è però un dicaprio da paura. è vero, come è stato detto su: il film lo salvano i personaggi. ore passate in scioltezza ma speravo in qualcosa di più.

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    1. Bravissima Ciku, anche io ho trovato scollegatissima la scena del kkk, tanto che ho dovuto chiedere a mio fratello vicino a me per capire.
      Per il resto, come avrai letto, sono sostanzialmente d'accordo con te anche se il voto per meriti innegabili è molto alto.

      Ciao!

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  15. Caro oh dae-soo, anch'io ho visto Django, al cinema, e lo amai abbastanza. L'ho di recente rivisto al pc e ribadisco. Nella vita mi mancava vedere un film di Tarantino (ebbene sì, non ho mai visto neanche Pulp Fiction, nè Bastardi senza gloria: coincidenze mancate, curiosità cinematografiche diverse etc etc). Concordo con te sulla faccenda "Io ad esempio non mi sono mai emozionato per la vicenda di Django e della Brumilde ma magari son problemi miei. Però le frustrate e le umiliazioni le ho sentite sulla schiena.", e mi chiedo se fra i momenti in cui il il medico tedesco ti ha provocato una stilla di emozione, ci sia quello in cui rivide dentro sé l'inquietudine del mandingo sbranato dai cani, che lo porta a citare Alexander Dumas per umiliare Mr Candy (il sempre bravo Di Caprio).
    Per il resto, se non lo hai ancora fatto, ti consiglio di leggere la pagina wikipedia dedicata al film, che lessi il giorno dopo che andai al cinema. È molto ben fatta nel citare ogni minima presunta o certa citazione che Tarantino, come ho letto per suo divertimento/omaggio fa sempre, tratta da tanti altri film.
    Ultima cosa: hai per caso recensito Gli amanti passeggeri di Almodovar? L'ho visto giorni fa al cinema e sono rimasta molto contenta anche di quello. Se l'hai recensito, mi dai il link della pagina?
    Un saluto, Anna (non so se ti ricordi...ci siamo scambiato dei commenti mesi fa relativamente alla recensione de La migliore offerta)
    :)

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    1. Ciao Anna! (a proposito, crea un account, non rischi niente, non ci scrivi niente ma almeno eviti quel brutto anonimo).

      Certo che mi ricordo, benissimo. Capita davvero di rado di fare discussioni interessanti come quella.
      A proposito, ti risposi e ti consigliai un film a incastro, non so se hai visto quella risposta. E ti avevo "minacciato" di dirtene altri solo se mi seguivi ancora :)

      Tarantino.
      Davvero strano non aver visto niente di suo prima, poco male, si può sempre recuperare.
      Assolutamente, il tormento psicologico del dottore ripensando al mandingo sbranato è proprio il momento più "emozionante" della pellicola, la sfumatura più bella di un personaggio.
      Andrò su wiki :)

      no, Almodovar non l'ho visto, credo sia un pò troppo leggere per me questo suo film. Amo l'Almodovar di Volver o opere simili.

      E' facile vedere cosa ho recensito e cosa no, in alto c'è la pagina "tutti i film recensiti", usala!

      E grazie ancora.

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    2. Sì, ho letto la tua risposta ne La migliore offerta :)
      T'ho lasciato un commentino su Persepolis ed ora ne metto uno riguardo a Miyazaki.
      A presto, caro Oh dae-soo :)

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    3. Miyazaki figlio credo. Mi sa che del padre, anche se li ho visti tutti, non ne ho recensito nessuno, tutti pre-blog purtroppo

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  16. Il commento che ho appena inserito ha diversi errori, chiedo scusa :(

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  17. Film incredibile, altro cult del Maestro Quentin

    Il cinismo, secondo me, è proprio la sua carta vincente ;-)

    Quanto è ganzo il personaggio di Candie e quanto è assurdo che l'academy abbia snobbato nuovamente il grande Di Caprio :-(

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    1. Eh, ma te sei un sadico cazzo, certo che t'è piaciuto il cinismo.

      Un giorno se mi offri un bel pranzo ti vengo a trovare, giuro

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    2. ahhahah volentieri così ti mostro la mia collezione di dvd e di gadget horror ;-)

      Però apprezzo il cinisimo perchè effettivamente mi son un po rotto dei film retorici e buonisti, non che all'interno di tale categoria ci siano film brutti eh, alcuni film che hanno un leggero tratto di buonisimo sono dei capolavori, un esempio per tutti :Schindler's List e Salvate il soldato Ryan, tanto per citare due film che di certo non sono cinici e distaccati sulla violenza che narrano, ecco questi due sono film che AMO così come AMO colui che li ha diretti ;-), però appunto ci vuole anche il cinema cinico, freddo e spietato alla Quentin ;) che poi secondo me Django non è sempre cinico, le scene tra lui e Broomhilda avevano pathos e una carica emotiva non da poco, su tutte, quella che Django è costretto a restare immobile mentre vede la sua amata nuda e umiliata che viene tirata fuori dalla fornace, con la cinepresa che zooma sugli occhi di Django i quali a stento trattengono le lacrime....

      Quindi Tarantino non è stato sempre distaccato e indifferente verso la violenza e le sofferenze che vengono descritte nel film

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    3. Ascolta, gadget, senti un attimo...
      l'importante è che si mangi bene, poi i dvd e il resto va benissimo

      ottima disamina la tua però io ad esempio non mi sono mai minimamente lasciato trasportare emotivamente da django e giovenca di turno. L'unico che mi ha dato stille di emozione è waltz

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  18. eh eh allora sei cinico come Quentin ;-)

    Scherzo ovviamente

    SI Waltz era grande, però il top per me è Di Caprio, il suo villain per me è già da storia del cinema

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    1. Ah, dici Candle?
      Non avevo capito ti fosse piaciuto così tanto... :)

      ah ah, 6 commenti su django, 6 volte hai scritto di candle

      oh, ma si mangia bene o no?

      voglio che mi proponi 3 menu, solo primo e secondo

      uno di terra tradizionale marchigiano

      uno di pesce

      uno fantasioso e stuzzicante

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  19. AHAHAHAHH Calvin for president

    Il monologo sulle fossette è ARTE

    Da me si mangia molta carne, sono carnivoro, il pesce mi fa vomitare :-P

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  20. Ai tempi scrissi del film:
    " Ci sono citazioni in qualunque momento del film anche nei più piccoli meandri, tanto che è semplicemente impossibile riconoscerle tutte, si va dall'omaggio a John Ford e ai suoi paesaggi maestosi, a Sergio Leone, Corbucci, Tessari a pellicole di moltissimi altri film.
    Personalmente lo ritengo un pregio citare qualcuno facendo evolvere la propria arte, oltre al fatto che mi stimola cercare di riconoscerle.
    La storia in apparenza molto semplice (ossia il tema della vendetta) nasconde sfumature e profondità interessanti e anche un non troppo velato accenno allo schiavismo culturale dei neri americani.

    Attori semplicemente fantastici Cristoph Waltz da vita ad un personaggio spettacolare e non è un caso se il suo personaggio, l'unico europeo, è quello che dimostra maggiore sensibilità.
    Di Caprio eccezionale nel ruolo del perfido ma su tutti si staglia la vera anima nera del film un Samuel L. Jackson epocale in grado di dare vita ad uno dei personaggi più malvagi di sempre e vero supervillain del film. Tra l'altro in un ruolo che risponde ad una precedente polemica di spike lee nei confronti di Tarantino che aveva definito S.L.J l' "house negro" del regista del Tennessee e questi gli ritaglia proprio un ruolo su misura.
    E per quanto i primi venti minuti di Inglorius Basterds siano irraggiungibili (ma probabilmente da chiunque) Django resiste validamente per tutte le sue tre ore di lunghezza."

    La tua recensione mi è piaciuta perchè mi ha messo in luce una cosa che non avevo mai considerato di Tarantino e cioè la predominante verticalità dei suoi film, davvero un punto di vista arguto.
    Bravo!

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    Risposte
    1. Beh, ottimo commento!
      Ma direi che siamo quasi sulla stessa identica lunghezza d'onda no?
      Soprattutto su S.L.Jackson, anche da me considerato il migliore, senza dubbio, del film.
      Fantastica la cosa sull'"house negro", non la sapevo.
      E Tarantino non poteva rispondere in maniera migliore o più provocatoria e divertente ;)

      purtroppo ho avuto grossi problemi con Basterds, visto di notte in condizioni di estrrema stanchezza

      confermo il grande incipit ma poi ricordo poco e niente

      son contento che quel punto di vista ti sia piaciuto, io ormai con Tarantino non me lo levo di dosso ;)

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

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3 ciao