5.1.13

Al Cinema: recensione "The Master"

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SPOILER PRESENTI

Mi dispiace, mezza delusione. Non vi nascondo le incredibile aspettative che avevo per questo film. Sarà per il regista, quell' Anderson che mi aveva sempre così affascinato (ma, ora che ci ripenso, mai fatto gridare al capolavoro) con Magnolia, Ubriaco d'amore e Il Petroliere, sarà per la presenza di quello che senza appelli considero il più grande attore vivente, Seymour Hoffman ( vero e proprio The Master, ma in recitazione) e di quell'altro straordinario attore che è Phoenix (grazie di essere tornato, grazie), sarà per l'interessante soggetto, sarà per aver visto come un blog che stimo moltissimo (Nuovo Cinema Locatelli) avesse considerato il film come il migliore della passata stagione, ma io ero convinto di trovarmi davanti un capolavoro senza se e senza ma. Invece, malgrado l'elevatissima cura tecnica e la prova mostruosa degli attori mi è rimasto poco o nulla. E meno male gli ultimi 2 minuti, due piccolissimi minuti, perchè altrimenti non sarei andato oltre la sufficienza credo.
I problemi principali sono due. Il primo è la difficoltà a capire cosa in fondo Anderson ci volesse raccontare (anche se quei due minuti forse svelano molto di più di tutto il resto del film), l'altro è l'incapacità, la mia almeno, di sentirsi coinvolti emotivamente o intellettualmente col film. Troppo lungo, ripetitivo, statico. Film probabilmente a tesi ma quello che vuole dimostrare è raccontato in maniera troppo accademica e "scientifica". E il gioco degli esperimenti ripetitivi se all'inizio affascina poi comincia con lo stancare, e non poco.
Prima di soffermarmi su quel finale vorrei dire due cose su quella che è forse dal mio punto di vista la caratteristica più interessante del film.
Chi è The Master?
Credere che sia il personaggio interpretato da Hoffman sarebbe un errore madornale a mio parere.

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The Master è lei, sua moglie (interpretata da un'incredibile Amy Adams, per me superiore anche ai due maschietti). Se si capisce questo il film acquista senz'altro valore. Lancaster Dodd non è altro che un fantoccio al suo sevizio, la figura maschile obbligatoria, specie ai tempi, per dare credibilità a questa specie di "setta" filosofica-scientifica-spirituale qui ribattezzata "La Causa". Troppi i punti in cui si può evincere questo. Lei che detta a lui cosa scrivere (anche se Anderson furbescamente mette una pausa nella scrittura di Hoffman mentre lei continua a parlare), lui che beve di nascosto e lei che gli sussurra che può far qualsiasi cosa basta che non lo sappia (mentre intanto lo masturba, gesto "animale" di cui un eletto non "puro", com'è lui,ogni tanto ha bisogno), lui che quasi non sa di cosa parli il libro o ancora lei che molto più incisivamente di lui riesce ad ipnotizzare Freddie.

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Per non parlare dell'importantissima frase che nel finale Dodd dice a Freddie "tutti abbiamo bisogno di un maestro". Lui per primo, dipendente com'era da sua moglie.
Freddie invece sembra essere avvolto nelle spire del Maestro ma in realtà il suo pensiero è stato e sarà sempre un altro (la scena dei nudi al ballo ce lo esplicita e anche lì lo sguardo consapevole della Adams manifesta la sua superiorità rispetto al marito, scena magnifica,del resto tutto il film gioca sugli sguardi in modo mirabile).
Sembra un film sul rapporto padre-figlio, maestro-discepolo, Dio-fedele, ma in realtà credo che il personaggio di lei sia la vera architrave di tutto.
Ma perchè, mi chiedo, insistono tanto in Freddie tanto da richiamarlo in Inghilterra? Non è possibile che  ognuno degli adepti avesse avuto un trattamento simile. Forse perchè Freddie per Dodd rappresenta la parte animale dell'uomo che tanto vorrebbe ancora essere ma ormai non può più mentre per lei, la vera The Master, il ragazzo è la dimostrazione che qualsiasi pazzia o deviazione possa essere comunque soggiogata dalla o alla Causa.
Ma quei due minuti, quella scena di sesso e quella successiva con lui vicino alla ragazza di sabbia ci dicono molte più cose del resto del film.

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Freddie non aveva bisogno di una figura paterna ma di quella materna, della Donna, dei seni femminili, del sesso. Se il suo trattamento fosse stato portato avanti dalla Adams probabilmente sarebbe riuscito. Non è un caso che nell'unica volta che lei gli parla e gli dice di prefissarsi un obbiettivo nel futuro lui il giorno dopo fugge con la moto per tornare da Doris. Ah, tra l'altro, le sequenze con la moto sono splendide, cariche di tensione e girate splendidamente.
Quei due minuti ci dicono anche che Freddie è molto più "intelligente" di quello che sembra, forse più di tutti gli adepti messi insieme. Quell' "ora rimettilo dentro che è uscito" mentre scimmiotta il suo vecchio maestro è magistrale, racconta tutto. Freddie non ha mai creduto nelle dottrine della Causa, ma solo nell'uomo che gliele sciorinava.
Alla fine per lui, per la sua psiche, aveva più forza ed attrattiva una donna di sabbia che un uomo in carne ed ossa.
In carne ed ossa sì, ma con dei fili che lo manovravano.

( voto 7,5 )

30 commenti:

  1. film attesissimo dalla sottoscritta, non vedo l'ora di vederlo ^^

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  2. E' vero che è la moglie a tirare le fila, in un certo senso, ma non mi è sembrato questo il punto principale, ma è più un rapporto di co - dipendenza che altro. Lei crede in lui a tal punto da infuenzare la credenza in forme inalterabili. Lui trova in lei appoggio e nello stesso tempo la gabbia. Forse il senso è quello di due tipi opposti di anima maschile, dionisiaco l'uno e semi razionale l'altro, in cerca della loro Anima (in senso junghiano). Un'altra chiave di lettura può essere che non si può vivere senza, ma neanche CON un maestro. La via dell'illusione è infinita.
    Forse anche il film è un inganno. Una stronzata camuffata da capolavoro, o viceversa. Il dubbio "a che serve tutto questo?" sorge spesso. Il film, può essere riuscito o no, ma tocca argomenti profondi, sonda la sfuggevolezza dell'esistenza.
    Si potrebbe anche sviscerare la depénse batailliana, istinto maschile alla dissipazione di sé. Tutti alla ricerca dell'eterno femminino, che quando si rivela, è castrante.
    Se non ho capito male, però, la scena in cui richiamano Freddie, è un sogno. In realtà lui torna di sua spontanea volontà e si rende conto definitivamente dell'inganno del maestro.
    E' un film complesso, a tratti manieristico, ma non credo che sia scevro di emozioni.
    Anzi, conoscendo i meccanismi interni alle sette (per esperienza personale) devo dire che è riuscito a riprodurre esattamente le tensioni emotive all'interno di certe riunioni.
    Ciao e complimenti per il blog molto interessante.

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    1. Massimo, un commento tanto bello, interessante, competente e condivisibile che non posso aggiungere altro.
      Solo ringraziarti.

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    2. Ci terrei che tu vedessi Synecdoche New York e Dogtooth.
      Li hai visti?

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    3. Purtroppo no. Se ci sono in DVD vedrò di procurarmeli.

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    4. Massimo, te lo dice uno che ha chiuso una videoteca proprio ieri. QUesti in dvd da noi non potrai mai trovarli da noi, mai. In questi anni sono praticamente gli unici due titoli che mi hanno costretto allo scaricamento. Procurali così. A meno che tu non sappia l'inglese, in quel caso li trovi su amazon.it a cifre bassissime (di synecdoche l'edizione tedesca in lingua inglese costa tipo 6 euro mi pare)

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  3. Personalmente l'ho trovato un capolavoro mancato. Ottima regia (ma i gusti e le manie tecnico-estetiche di Anderson ormai le conosciamo) e buona la prova degli attori (anche se l'ex imperatore Commodo è un po' barocco). Ma di fondo manca il sentimento, non ho sentito il cuore battere dietro la pellicola... un grave peccato. Se può interessare, dal mio blog: http://goo.gl/57vuQ a presto!

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    1. Assolutamente. Poi io mi emoziono con tutto, è incredibile non mi sia successo con un film di Hoffman. Vengo!

      (bravo, mettete i link, l'unico modo per farmi muovere)

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    2. Grazie per aver condiviso la tua lettura. Mi è stata molto utile considerata la complessità del film

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    3. Non so se ti riferisci a me o ad Onesto ma fa lo stesso. Grazie a te del commento. :)

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  4. Io sono andato al cinema con entusiasmo, spinto anche dal fatto che i film precedenti di Anderson mi avevano entusiasmato, ma purtroppo questo mi stava spingendo a lasciare la sala prima del tempo. Ho faticato davvero molto a coglierne il senso, fasi troppo sconnesse, anche la scena della moto, di per sè è bella, ma totalmente scollegata da tutto, nessuno in sala ne ha capito il senso, il bisogno. Sembrava quasi un esercizio di stile. Poi, anche se vi fossero stati significati nascosti, la lentezza e la lunghezza del film, hanno esasperato e frustrato qualsiasi sforzo intellettuale.

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    1. Quasi completamente d'accordo Matteo.
      La scena della moto...

      In realtà potrebbe esser stata inserita per questo.
      Nella scena prima (mi pare) Lei dice a phoenix che deve prefissarsi un obbiettivo e andar dritto per raggiungerlo.
      Lui la scena dopo prende la moto, non si volta e va da Doris.
      Potrebbe esser così.
      E dimostrerebbe anche quanto lei abbia più forza e carisma di Hoffman.
      Un saluto :)

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  5. Ho trovato questo film noiosissimo, mi spiace. Tutti i personaggi principali respingenti...
    Questo film ha i peggiori nudi femminili della storia del cinema, per stomaci forti.

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    1. Ma infatti è noiosissimo :)
      E i personaggi principali quasi indefinibili, sfuggenti.
      Ma probabilmente è un film colto anche se non l'ho còlto del tutto.

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  6. Questa recensione me l'ero persa...
    "The master" è sempre stato un film che non ho mai saputo come valutare. Da una parte ne sono mostruosamente affascinato, tanto da non riuscire a distogliere lo sguardo... ma durante la visione mi sembrava che ci fosse qualcosa che non andava, come se un furbone avesse fatto uno scherzo e avesse tagliato delle parti importanti.
    Ma molto probabilmente sono io che non l'ho capito.

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    1. Ahah, non ho voglia di rileggermi ma ad occhio direi che è la stessa sensazione che ho provato io...
      Ma più che furbastro uno proprio troppo avanti, che celava cose che io non riuscivo a trovare

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  7. Niente, mi sono svegliata che il film era finito.
    Giuro però che lo rivedrò,prima o poi.
    (Se come no).



    Finisco quello che ho iniziato sul divano nel letto
    Ahahah
    Ciao

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    1. Te lo volevo dire ma credo proprio non sia il film per te, per i tuoi gusti

      quindi il "se come no" lo appoggio ;)

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    2. Almeno ho visto un po' di Philip, che fa sempre bene.
      Un mostro come al solito.
      Volevo recuperare qualche film per il torneo, non mi è piaciuto nemmeno Memento. Provo stasera con Lynch o Miike

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    3. Rachele, te sei una da film classici.
      Tutti i più belli per te sono tutti classici.
      Anche pieni di tematiche eh, anche molto profondi, ma classici.
      Holy Motors, Memento, The Master (che sembra classico ma non lo è), Mulholland e altri non fanno per te.
      O non ancora.
      Quindi secondo me non andrà bene, ma mi dirai

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    4. Che vuol dire film classico?
      Holy motors e the master te li appoggio,non fanno per me, ma menento poteva essere nelle mie corde visto che adoro Nolan.

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    5. Struttura classica.
      I tuoi film (mi riferisco anche alla tua mail di mesi fa con i voti) sono i film con un inizio, uno svolgimento e una fine, i 3 atti, appunto, classici.
      Poi possono essere anche film "pazzi" e difficili ma te hai bisogno di una struttura dove non perderti troppo.
      Guarda, secondo me ti piacerebbero molto di più Kevin e 4 mesi rispetto a Mulholland ad esempio.
      E Memento in effetti è l'unico film di Nolan che non ha struttura classica. Anche Inception malgrado tutti i suoi ghirigori ce l'ha

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    6. Ok, chiaro! Mi sa che hai ragione.
      Quella mail lasciala stare, non mi rispecchia più! O meglio, sono sempre film che continuano a piacermi, ma i miei gusti si sono un po' affinati( ma sta parola esiste? Boh) in questi mesi.
      Comunque, non voglio vedere film del girone Bier, che tra l'altro sono i più interessanti, perchè devo dare i 3 punti solo a Revenant. Uso un po' di strategia questa volta.

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    7. Ah, carta bianca, puoi usare tutte le tattiche che vuoi ;)

      c'è da dire che i film si possono anche vedere senza votare eh...

      ma in effetti non devi farlo per forza sta settimana, li vedrai con calma

      tra l'altro devo ancora analizzare e risponderti sui tuoi film di marzo

      qui sul blog sono quasi a pari

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    8. Hai notato che i film di aprile sono saltati? ;)

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    9. Giusto così.
      Prima si risponde a marzo.
      Tanto ad aprile saranno pochi

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    10. Quelli di aprile non te li mando.
      Sono praticamente tutti quelli del torneo, non ha senso ;)
      Ma quanti gironi ci sono ancora?
      Vorrei riprendere a vedere film scelti da me, ahahaha

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    11. Ah, quindi ho un mese per rispondere a quelli di due mesi prima, ottimo

      ci voleva

      beh, scegli da sola tra quelli scelti da altri, già è tanto

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