17.1.13

Recensione: "Polisse"

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Quando Iris vede quel feto decide di dargli il suo nome.
Iris, appunto.
Una vita abortita prima di esser tale simbolo di una vita abortita durante la vita stessa.
Una maternità non voluta simbolo di una maternità mai arrivata.
E' l'inizio della fine per Iris.

Una premessa doverosa.
Se vogliamo facciamo finta di no ma è innegabile come il cinema francese in questi ultimi anni sia quanto di meglio si sia visto nel Vecchio Continente e, forse, non solo qui.
I cugini hanno eccelso dapertutto, prodotto i migliori esponenti o alcuni dei migliori di ogni genere.
Penso alle commedie con Quasi Amici, all'horror con Martyrs, al polar o poliziesco con L'Ultima Missione (o l'ancor più bello ma più datato Non dirlo a nessuno), all'animazione con L'Illusionista, al prison movie con Il Profeta, al cinema per i più piccoli (e non solo) con Il Piccolo Nicolas e i suoi genitori, al drammatico con Un sapore di ruggine ed ossa senza considerare delle perle difficilmente classificabili come The Artist, Enter the Void e Kill me please. E mi sono limitato veramente agli ultimi 3,4 anni...
E in più ho voluto saltare coproduzioni con altri paesi altrimenti tra Valzer con Bashir, Il Nastro Bianco e company non finivamo più.
E ora raggiungono l'eccellenza anche con questo semidocumentaristico Polisse, una specie di A.c.a.b francese che al posto dei nostri celerini racconta le vicende della polizia di Parigi addetta alla tutela dei minori.
Film frammentario che ha la forza in almeno due particolarità non così evidentissime.
Sì perchè l'evidenza è quella di una pellicola potente, capace di colpire lo spettatore senza mostrar quasi nulla. La forza è tutta nei dialoghi, quasi irreali nella loro violenza verbale. Parliamo di pedofilia, abusi sui minori, menefreghismo, sfruttamento. Più di una volta si arriva a un senso di disgusto raro, specie nel racconto del padre che spiattella tutto quello che fa alla figlia perchè tanto ha protezioni in alto.

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L'unico momento visivamente molto forte è la scena dell'aborto, così nuda e cruda da far star male. E turning point non tanto per il film ma per almeno una delle sue protagoniste principali, Iris.
Cos'erano le due particolarità?
La prima è che malgrado sia un film corale dove almeno 10 personaggi interagiscono sempre tra loro le vicende principali vanno tutte a coppia. Tre coppie raccontate con un tatto e una verosimiglianza rare.
I due giovani agenti che forse si amano ma hanno paura a dichiararselo o non possono (lei ha un compagno ed è incinta). Il loro sfiorarsi la mano all'ospedale è una magnifica conclusione della loro ministoria.
La fotografa e l'agente di colore, entrambi completamente insoddisfatti del loro matrimonio creeranno una relazione che dall'odio passerà a un amore profondo e vero. La fotografa tra l'altro è interpretata dalla stessa regista (bellissima donna) e non è un caso visto che la regia è solo fredda cronaca di quello che accade, come una foto.
Le due agenti donna, forse il rapporto meglio caratterizzato e più particolare. Iris che odia gli uomini e Nadine che si sta separando dal marito ma in fondo lo ama ancora. Magnifico il loro scontro finale in commissariato, decisivo alla luce del finale.

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Ma, soprattutto, e forse tra le righe lo si sarà capito, Polisse non è un film su degli agenti e su pedofili ma sull'insoddisfazione umana. Non c'è un solo, un singolo personaggio realizzato, felice, con una vita sociale e sentimentale stabile. Tutti si sono separati, lo stanno facendo o lo faranno. E tutti hanno un mal di vivere, una nevrosi, uno stress che un lavoro come quello, dove si sentono padri che magnificano le parti anatomiche delle proprie figlie, alla fine inevitabilmente ti porta.
E quel finale è disperazione e liberazione allo stesso tempo.
E sono tanti i motivi che hanno portato a quel gesto.
L'ultimo, il più particolare e inquietante è proprio di quel bambino che in montaggio alternato volteggia mentre lei vola giù.
Ed è la scoperta di come in un rapporto aberrante come quello del pedofilo si possa nascondere a volte un qualcosa che fa solo schifo a pronunciarlo in questo contesto ma che comunque per un momento mi ha messo i brividi addosso.
L'amore.

( voto 8 )

35 commenti:

  1. Risposte
    1. Mi sa che era entrato in qualche tua classifica, sbaglio?

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    2. sì, è finito fuori di un soffio dalla top 20 dei film dell'anno. si è dovuto accontentare di un onorevolissimo 21esimo posto :)

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  2. Un film bellissimo, hai ragione. Per em è stato superlativo il lavoro degli attori, probabilmente emrito della regista e della produzione. Direi quasi "religioso" nel modo in cui tratta l'Amore e questo casino che è la vita umana. Per me ottima anche la colonna sonora: cosa c'è di più azzeccato per una delle scene più belle (la discoteca) di questo bellissimo e commovente pezzo di dance http://www.youtube.com/watch?v=mG_eIDMOvfM , che è rimasto come mia suoneria fino a pochi giorni fa?

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    1. Non ho parlato degli attori!!!
      Superlativi specie lui (il nero) e le due donne a coppia.
      Che casino la vita... Qui non se ne salva uno.
      La colonna ti dirò, se non sbaglio fino a metà film è completamente assente (l'ho appuntato in un foglio, se l'ho scritto un motivo ci sarà), poi arriva.
      Non amo la ma quella scena è grande.
      Ciao!

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    2. Grazie a te ho appena riesumato e pubblicato un post che avevo abbozzato tempo fa e che ne parla :-)

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  3. Polisse l'avevo visto in TV, casualmente. E mi aveva tenuta appiccicata allo schermo, per storia, dinamiche, personaggi.

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    1. Tv? Sicura? tranne che sky cinema non capisco come possa essere già arrivato sul piccolo schermo, semmai fammi sapere per curiosità

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    2. Sicurissima. Lo hanno dato su La7 in prima serata, quest'estate. E, considerato che era un film recente, la cosa mi aveva abbastanza stupito!

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  4. L'ho visto un anno fa e mi lasciò a bocca aperta. Davvero intenso!!!
    Rieccomi qui :D Ho letto il tuo commento simpaticissimo da me, ma purtroppo di Synecdoche nemmeno l'ombra...l'amico che me lo dovevo procurare è sparito nell'oblìo ed io non so dove reperirlo :((( Ora ho chiesto al mio ragazzo, speriamo bene :D

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    1. Ne avevi scritto? Semmai linka!

      Ah sì sì, simpatico come un mal di stomaco si dice da me.

      Tra 2 mesi esatti scatta l'anno d'attesa per SNY.

      Il giorno dopo non ti guardo più in faccia.

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    2. No, alla fine non ne ho parlato di Polisse...ho perso il momento giusto e poi era troppo tardi...
      Ho una buona notizia per te...il mio carissimo ragazzo mi ha procurato SNY...domani vado da lui quindi...la prossima settimana torno da te :DDDDDDDDDDDDD
      Contento "mal di stomaco piacevole"? ;)

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    3. Oddio, ho paura.
      Guarda che è tosto davvero eh, te in 10 mesi chissà che aspettative avrai.
      Non fartelo piacere per forza, dimmi quello che pensi davvero.
      Sì, sono simpatico, è vero.
      Molto.

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    4. Synecdoche N.Y. ce l'ho lì da vedere, recuperato dopo che tu l'avevi consigliato a Ford che l'ha inserito nella top ten degli inediti in sala.
      E io, che son curiosa come una scimmia urlatrice, non potevo certo esimermi.

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    5. Mamma mia, non conosco i tuoi gusti ma dopo che averti detto che questo è il film della mia vita magari conoscerai meglio i miei. E non verrai più...

      Mai saputo che le scimmie urlatrici fossero curiose.
      Curioso!

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    6. "ma dopo che averti detto che"

      scusa, mi ero immedesimato in una scimmia urlatrice

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    7. tranquillo. noi scimmie curiose abbiamo un filtro che ci fa leggere esattamente quello che volevi dire.
      I miei gusti? direi abbastanza schizofrenici. E comunque mi piace anche confrontarmi con gente che ha gusti diversi dai miei. Altrimenti sai che noia?
      Ultima cosa, poi la smetto di intasarti il blog di commenti, al momento ho letto 4 tue recensioni di film che ho visto pure io, e il giudizio è praticamente uguale al mio, quindi, tendenzialmente, azzarderei che 4 su 4 è una buona media.

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    8. Intanto più mi intasi più son contento.
      Poi sì, 4 su 4 è una media discreta, si può migliorare ma è difficile.
      Poi dipende quali sono i film che hai visto per capirsi... :)

      Tipo se uno è In The Market impossibile non esser d'accordo.

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  5. Concordo pienamente, sia riguardo all'apprezzamento per l'ottimo Polisse, sia riguardo al discorso generale sul cinema francese, che considero nettamente il migliore al mondo, e non da oggi. Complimenti per il tuo blog, molto interessante. Mi iscrivo e lo aggiungo volentieri ai "preferiti" sul mio Cinemystic. (http://cinemystic.blogspot.com)

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    1. Assolutamente Alessio.
      Grazie dei complimenti.
      Alessio, ti verrò a visitare ma purtroppo sono uno che entra in blogger solo per scrivere le sue recensioni.
      Ma ogni volta, OGNI VOLTA, che vuoi farmi leggere qualcosa di interessante (o no) o hai scritto una rece su un film in comune linka qua, in quel caso vado sempre da tutti.
      Non ho proprio il tempo di visitare sennò.
      A presto!

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    2. Ok, allora ti linko subito un mio recente post che non parla di "Polisse" in senso stretto, ma che dimostra l'assoluta superiorità del cinema francese sul resto del mondo. http://cinemystic.blogspot.com/2013/01/i-migliori-film-del-2012-classifica.html

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  6. grande film e grande recensione, da me è entrato nella top three...se ti garba questo il link... http://bradipofilms.blogspot.it/2012/02/polisse-2011.html

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    1. Così si fa, vengo subito.

      E grazie...

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  7. io vado contro corrente. L'ho trovato di cattivo gusto e laccato di un presuntuoso stile autoriale, è un film furbamente costruito a tavolino, ideato senza cuore. Dubito fortemente (essendo entrato in stretto contatto con delle storie di abusi sui minori) che lo sconvolgente finale possa essere lontanamente accostabile alla realtà che vivono i bambini abusati. Il film è interessate solo sull'aspetto di denuncia sulla solitudine e sulla fragilità di questi agenti costretti ogni giorno a vivere una devastante carica di stress senza che qualcuno cerchi effettivamente di controllare la loro stabilità psicologica.

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    1. Opinione condivisibilissima e ben argomentata.
      Però non ho capito a quale finale fai riferimento, perchè se parli del suicidio non vedo come possa entrare direttamente con i bambini abusati. Ovvio che lei lo fa per motivazioni molto inerenti al lavoro che svolge ma tu parli proprio di bambini. Se ripassi spiegati meglio.
      A presto!

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Scusami se non sono stato chiaro... faccio riferimento alla situazione in cui il bambino abusato si ritrova a provare nostalgia per il suo abusante. E soprattutto al fatto che dopo l'evento il bambino riesca tranquillamente a superare tutto come se non fosse accaduto nulla in una gara di atletica... con tanto di sorriso mentre in maniera ferrea e vigorosa poggia il piede prefettamente a terra, mentre l'agente si getta dalla finestra e muore stecchita. A me è sembrata una scelta registica fatta senza respirare un attimo... deflagrata così, tanto per disturbare lo spettatore. Gratuita, in sintesi.

    E forse alcuni non si sono neanche resi conto dell'ambiguità che una simile scelta effettivamente può indirettamente arrivare a sostenere: la pedofilia tutto sommato può essere più innoqua di quanto sembra. Sappiamo bene che non è così. E che se la regista avrebbe seriamente riflettuto sulla delicata questione dei minori abusati, avrebbe compreso che fra non molto, durante l'adolescenza quel bambino avrà (al 99,9%) i primi sintomi di quel che ha subito. Insomma, questa ambiguità non se la poteva concendere trattando un tema del genere, la trovo imperdonabile, un'opera deve lasciare respiro, non deve restringere il campo a favore di un'annichilimento totale del materiale che ha messo su.

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  10. Davvero profonda e intelligente la tua analisi. Però dovremmo entrare nella testa della regista, vedere se davvero la scena del volteggio significa in maniera implicita l'aver superato il trauma per il bambino. Non credo. Credo che sia un semplice artificio cinematografico per il montaggio in parallelo. Era l'ultima storia trattata dalla poliziotta e la regista la attacca al finale per fare quel montaggio. E' suggestiva ma non può voler dire tutto quello che dici tu, sarebbe, come giustamente dici, una banalizzazione e una cosa senza senso. Però il fascino, il bisogno e la nostalgia dell'abusante credo possano esistere in questi casi. E non vuol dire che la pedofilia allora è meno innocua, anzi, che fa ancora più danni. Non so se mi sono spiegato.


    siccome mi arrivano le notifiche in mail sono stato 10 minuti a cercar di capire cosa cambiava tra il primo messaggio e il secondo. Era solo un "più" e un "meno" alla fine, potevi scriverlo, non c'era nessun problema! a quel punto potevi correggere quell' "innoqua" :)

    scrivi benissimo eh, io di errori ne commetto una caterva.

    un privilegio poter fare queste discussioni, grazie delle visite :)

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  11. Scegliere un montaggio alternato significa automaticamente rafforzare un significato. Altrimenti perchè usarlo? Senza significato sarebbe fine a se stesso o no?
    Per la poliziotta quel bambino che non comprende il senso morale del suo lavoro è il colpo di grazia al suo stato già depressivo. Un colpo basso.

    La tua riflessione riguardo l'incoscienza del male subito dal bambino può essere plausibile, il problema è che questo nel film non è raccontato. Il film finisce esattamente con un bambino che sorride allegramente dopo aver vinto una gara di atletica.

    A questo proposito infatti se ci pensi bene e rileggi bene la tua recensione alla fine hai scritto "L'amore". Io penso che risiede proprio qui, l'errore più grande della regista. Un rapporto aberrante come sottolinei non può lontanamente appartenere a una simile concezione. Però di fatto la regista ti lancia questo pensierino terribile, indirettamente.

    Continuo a pensare che la regista si sia lasciata sfuggire di mano qualcosa e che abbia esagerato con certi toni. Anche quel tono da commedia iniziale è davvero sconcertante, con tutto il rispetto di altri autori chi magari lo usano in maniera più intelligente.


    ps: cazzo innocua! Oh bhe erano le 01:47
    Comunque non credevo che cancellando un messaggio il blogger potesse leggerli comunque. Che palle! ahah

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    1. Il montaggio alternato, qui usato in un modo quasi unico perchè è sia analogico (entrambi saltano e "volano") ma anche per contrasto (la vita-gioia- e la morte-disperazione-) non sempre vuole rafforzare un significato, molto spesso è puro espediente filmico di regia. Ci sono montaggi alternati per dare contemporaneità a due eventi,magari in un modo incalzante come su un action altri metaforici, altri, come dici te, per dar forza a una delle due vicende, altri ancora, forse la maggior parte, per semplice tecnica cinematografica.
      Questo voleva sì dire "mentre tu muori il tuo ultimo caso vince felice una gara" ma io l'ho visto solo come beffarda coincidenza, non come messaggio generale che il bimbo avrà una vita felice.
      E' proprio lì il punto nel quale dibattiamo, l'amore o qualsiasi surrogato di esso. QUando scrivo che come in una specie di sindrome di stoccolma si può instaurare un sentimento "positivo" nell'abusato non intendo certo che questo può viver bene in futuro. E' il contrario! LA pedofilia potrebbe essere così subdola che innesca questi meccanismi ma, in questi casi, il danno è ancora maggiore. Questo il film mi ha dato alla fine, quel bambino vivrà un inferno ancora più forte perchè il male subito non lo ha ancora interiorizzato e capito.

      A me ha dato veramente fastidio un'altra scena. Quando ridono della fellatio della ragazzina per un cel. Cattivo gusto proprio, anche perchè sono professionisti del settore.
      A presto!

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  12. "Questo il film mi ha dato alla fine, quel bambino vivrà un inferno ancora più forte perchè il male subito non lo ha ancora interiorizzato e capito."

    Guarda, se questo fosse stato più evidente il film avrebbe guadagnato molto.
    Ma appunto la regista era troppo interessata al tono beffardo della coincidenza. Di concludere con il male che prende il sopravvento su tutto. Asfissiantissimo! Pensa che su questo piano, il cinema di Haneke lo trovo molto più aperto nel suo essere a volte beffardo e gratuito contro lo spettatore. Te lo dico per farti rendere del livello di sopportabilità che ha suscitato questo film nei miei confronti.

    Si, quella della risata continua sulla fellatio è uno dei momenti peggiori.

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    1. Ah ah, non no, ma ti capisco eh. Abbiamo avuto solo due sensazioni diverse partendo però da basi comuni.
      Ottima chiacchierata, grazie. :)

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  13. invece la risata sulla fellatio a me è parsa geniale....non ce la fanno proprio a capire che senso abbia fare un pompino per un cellulare..la cosa è talmente idiota da parte della ragazzina che l'unica cosa che rimane agli umani è riderle in faccia...tipo: poveretta ma come sei messa! e vieni qui a r0mperci i cabasisi!"

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    1. No no, ma lo capisco benissimo eh...
      Ma lì siamo in una stazione della polizia.
      Non solo, della polizia a cui è affidata la tutela dei minori.
      Quindi professionisti che lavorano sul campo, fior di psicologi e altri.
      Secondo me loro, solo loro, non potevano permettersi una reazione così ;)
      Anche perchè una cosa comica come questa dietro potrebbe nascondere una tragedia esistenziale

      e loro sono quelli che devono pensarci ;)

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due cose

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3 ciao