9.3.14

Al Cinema: recensione "Attenberg" (ma più che altro una lunga analisi su quella che io considero una trilogia di devastante bellezza)

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Mi prendo la responsabilità di quello che dico.
Non è una trilogia ma per me lo è.
Chiamatela La Trilogia del Padre, chiamatela la Trilogia dell'Educazione, chiamatela la Trilogia del Misantropo o chiamatela semplicemente la Trilogia Greca, fatto sta che da oggi per me questa una trilogia sarà.

Dogtooth di Lanthimos
Miss Violence di Avranas
Attenberg della Tsangari

Tre capi d'opera venuti da una nazione che cerca di uscire attraverso l'arte da una situazione disastrosa, devastante. E' come se il trovarsi sull'orlo del baratro abbia portato le menti di quello stato ad accendersi e cercare un riscatto artistico creando a una nuova scuola cinematografica di straordinario livello, capace di analizzare l'uomo come pochi altri cinema al mondo.

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E' impossibile, almeno per me, scindere i tre film tra loro, io li vedo come un solo, terribile, affascinante, straniante unico film, il Film Greco degli anni 2000.
Forse, ma soltanto forse, questo Attenberg non raggiunge il livello degli altri due (rispettivamente Miglior Film del blog 2011 e 3° miglior film del blog 2013) ma è l'ennesima conferma di trovarci davanti a una nuova scuola, che certamente conosce la lezione hanekiana, ma che con straordinaria originalità ci regala film comunque unici.
Trilogia del Padre l'ho chiamata.
Sì perchè in tutti e 3 i film la figura del genitore maschio è totalizzante, castrante, incredibilmente intensa.
Se il padre di Dogtooth poteva esser visto come una specie Creatore che ha plasmato a proprio piacimento i suoi Golem e quello di Miss Violence all'incirca la stessa cosa, anche se in maniera molto meno concettuale ma molto più "fisica", il padre d Attenberg è una figura senz'altro più positiva delle altre, anzi, quasi un buon padre, ma che come gli altri due ha chiuso sua figlia dentro una prigione di vetro al di fuori della quale era meglio non andare.

"Vorrei che stessi di più con gli altri" dice il padre ormai morente alla figlia.
"Ma se non l'hai mai voluto" gli risponde lei.

I 3 padri hanno chiuso i propri figli dentro un mondo innaturale creato da loro, li hanno plasmati, gli hanno insegnato la vita, chi più chi meno, in un modo aberrante.
Per questo ho parlato anche di trilogia dell'Educazione.
In Dogtooth è totale, totale, il mondo esterno non esiste proprio,l'unica realtà conosciuta è tutta e solo in quella casa. Lo stesso linguaggio è composto da parole inventate là dentro.

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In Miss Violence l'educazione avviene attraverso esperienze inumane, devastanti, innaturali. E anche lì i figli sembrano quasi credere che quella sia l'educazione giusta. Fino a quel suicidio, iniziale sì nel film, ma dopo anni e anni di completo soggiogamento.
Qua la figlia, Marina, è molto più semplicemente una ragazza che il padre ha protetto da tutti, un padre misantropo che gli ha regalato e dato in "eredità" la propria visione del mondo.
E non è un caso che più il padre si avvicina alla morte più Marina comincerà a conoscere questo mondo di fuori fino a quel momento sconosciuto e visto con paura e disgusto.
Attraverso cosa?
Il sesso.
E anche qui possiamo arrischiare un'altra tematica che accomuna i tre film.
Se in Dogtooth e Attenberg il sesso è completamente sconosciuto ai ragazzi, tanto che si trovano in età ormai matura a non sapere nemmeno come si fa (fantastica la prima sequenza di Attenberg con un lungo e impacciato bacio lesbo che un'amica prova ad insegnare a Marina) in Miss Violence il sesso è invece presente in modo massiccio e aberrante. E non è un caso che Marina descriva gli atti sessuali che fa, perchè li sta imparando in quel momento, il sesso è visto come conoscenza.
Molto spesso una visione sbagliata del sesso (dovuta ad educazioni o esperienze traumatiche), o una non conoscenza di esso, porta a una vita "sbagliata". E per Marina scoprire piano piano e in maniera molto naturale il sesso (anche grazie all'umanità e comprensione del partner, interpretato tra l'altro da Lanthimos, il regista di Dogtooth, vedete che tutto è collegato?) porterà a una visione della vita e del mondo più centrata.
Critici molto più preparati di me potranno sguazzare nei tre modi in cui il sesso è presentato nei tre film.

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Ma ci sono mille altri piccoli aspetti che accomunano le tre opere.
Il ballo ad esempio, quello ipocrita e finto del prologo di Miss Violence e i due assolutamente stranianti ed assurdi negli altri due film. In Attenberg addirittura le sequenze di ballo "innaturale" delle due amiche (quasi identiche a quello di Dogtooth) sono una specie di intermezzo che scandisce il film, ce ne saranno almeno 5 o 6. Ma più che balli forse possono ricordare certi movimenti animaleschi, e non è un caso che il titolo, Attenberg, sia la storpiatura di Attenbrough, un documentarista i cui filmati guarda sempre Marina. Perchè in Attenberg l'uomo (Marina) è primitivo, non conosce nulla, deve scoprire anche le cose più basiche, come un pò in Dogtooth, l'uomo è una specie animale in cattività che non conosce la società nella quale dovrebbe vivere.
Anche il linguaggio in questo è importante.
Se nel film di Lanthimos il linguaggio era uno dei tanti mezzi per creare una realtà "altra" ai proprio figli, in Attenberg padre e figlia si sfidano continuamente a duelli verbali, che siano vere e proprie contese uno contro l'altro oppure sedute di imitazione nelle quali i due si scimmiottano. Il linguaggio diventa mezzo per conoscere il mondo o forse ripararsi da esso.
Tra l'altro, pur se il rapporto è tutt'altro che normale e naturale, non si può negare come le scene tra padre e figlia rapiscano lo spettatore, arrivando a volte quasi a delle punte di lirismo o di fortissima commozione (lo scimmiottamento attraverso le mascherine ad esempio).

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Le tre regie sono glaciali, come detto credo da tutti, il riferimento (sempre quello) ad Haneke è lampante, con questa violenza fredda, immobile.
E in tutti e 3 i film, film che se vogliamo mostrano una sorta di racconto di "formazione", c'è una specie di vendetta o tentativo di ribellione finale, quello di cui non sappiamo l'esito in Dogtooth, quello violento e definitivo di Miss Violence, quello più morbido ma comunque ugualmente decisivo in Attenberg.
E sempre una ragazza ne è protagonista, sempre.
Tre film incredibili, non adatti a tutti perchè altamente disturbanti.
Ma tre film che analizzano in maniera superba il potere devastante dell'educazione, il potere devastante del plagio, il potere devastante di costringere altri ad una vita che non ha niente di naturale.
E forse è bello che io  lo abbia visto l'8 Marzo.
Perchè nel 90% dei casi della condizione di cui sopra sono vittima le donne.
Guardatevi questa Trilogia Greca.
Ma preparatevi, vi farà star male.

( voto 8 )

24 commenti:

  1. Ho visto solo Miss Violence, e sono mesi che tento invano di trovare Dogtooth.
    Ti consiglio, sempre greco e sempre disturbante, "Luton".

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    1. Me lo aveva già consigliato qualcun altro, forse Frank di Visione Sospesa.
      Non me lo lascerò scappare di certo.

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    2. Te lo avevo nominato io, si, però non l'ho ancora visto, perchè perso al TFF. Riguardo alla tua analisi sui film, quelli di Lanthimos e Tsangari (peccato non essere ancora riuscito a recuperare "Miss Violence", quindi ho cercato di saltare i passaggi che lo riguardavano) non posso che concordare. Credo tu ne abbia dato una lettura interessante centrando i punti cardine che legano le due opere: la dipendenza genitoriale e il conseguente tentativo di emacipazione, (in "Attenberg", soprattutto attraverso il sesso). Ora, di Lanthimos ti manca "Alpeis" (e a me, "The Capsule" della Tsangari, mannaggia, introvabile!), che però, si discosta in parte da questi aspetti ricollegandosi in qualche modo al suo primo film "Kinetta", le cui tematiche vergono fondamentalmente sull'immedesimazione nelle vite altrui... Complimenti Caden (o dae, o... dimmi come te chiami!!), prima o poi dovrò trovare anch'io il coraggio di scrivere due righe su questi autori, rappresentativi della nuova cinematografia greca.

      P.S. @ Poison: "Kynodontas" lo trovi tranquillamente sul "quadrupede", sottotitolato in italiano ;)

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    3. Allora, Alpis lo vedrò di certo, dopo Dogtooth è il minimo.
      E il soggetto mi ricordo fosse interessantissimo.
      Se The Capsule è introvabile per te figurati per me che ancora al 90% vado di fruizione ufficiale (Attenberg l'ho visto ieri in un piccolo cinema di qua che recupera tutto, a volte anche a richiesta).

      Tu devi scriverne, anche perchè non hai visto solo 3 film di questa nuova scuola, ma credo quasi una decina.

      Grazie!

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    4. Oltre ad Attenberg e a tutti quelli di Lanthimos, parlando di contemporaneo e quindi dal 2000 in su, esattamente questi (due cortometraggi compresi):

      Agna Niata (Ektoras Lygizos)
      Black Field (Vardis Marinakis)
      Knifer (Yiannis Economidis)
      L (Babis Makridis)
      Meteora (Spiros Stathoulopoulos)
      Mesa sto Dasos (Angelos Frantzis)
      Pigs (Konstantina Kotzamani)
      Transit (Giannis Gaitanidis)
      Venus in the Garden (Telémachos Alexiou)
      The Zero Years (Nikos Nikolaidis)

      Quindi bravo, guarda caso giusto dieci in più ;)

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    5. Eh però l'asterisco vicino a quelli da vedere a tutti i costi dovevi metterlo...

      E anche ai corti. Non mi far lavorare a me.

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    6. Kynodontas (o Dogtooth) si trova in programmi di P2P, ma solo sottotitolato, non è stato doppiato (nemmeno Alpeis, sempre di Lanthimos). Suggerimenti per Luton? =)

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    7. Ma sei sempre Frank?

      Comunque.
      Dogtooth l'ho visto scaricato 2 anni fa E al cinema sub ita quest'anno.
      Attenberg l'ho visto al cinema sub ita pochi mesi fa.
      Alpis l'ho visto sub ita su Rai 3 in Fuori Orario.
      Come vedi alla fine con una botta di culo me li sono pappati tutti nei canali più comodi, senza cercarli.
      A quanto mi ha detto Frank (sempre che non sei te) Luton e Sto Lykos ancora non si trovano in nessun modo.

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  2. Molto interessanti i collegamenti tra i vari film.
    Su questa tematica ti consiglio anche "Bad Boy Bubby" (anche se è australiano).

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    1. Sì sì, mi ricordo che me lo avevi già consigliato.
      Appuntato :)

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  3. a me ha irritato parecchio come hai letto ,le assonanze con i film di Lanthimos ci sono tutte ( Kynodontas e Kinetta) , Miss Violence invece non l'ho visto...ah ah non li ho visti tutti...strano ..sto invecchiando!

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    1. Miss Violence dei 3 è il più tosto, quello più devastante.
      Ma credo ti piacerà.
      Non li vedi tutti???
      365 film all'anno!

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  4. Io invece, con molta vergogna, non ho visto nessuno dei tre, ma devo darmi da fare. In settimana guardo Dogtooth, lo scrivo qui perché poi Sennò non lo faccio. Così se non lo vedo sei autorizzato a rompermi le palle... :-D

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    1. Se giovedì ti fai una scappata a Perugia Dogtooth lo danno in un cinema in lingua originale :)

      Mancano 6 giorni

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  5. non riesco a vedere la figura del padre come un personaggio castrante. quando lui dice che vorrebbe lei stesse di più con gli altri, gli risponde, almeno dai subs che ho io (il greco non lo so): "non me l'hai mai insegnato", non "voluto". questo cambia un po' le cose, credo. però ripeto, mi affido ai subs. vedo una coppia affiatata, un uomo che non ha compreso la figlia appieno ma che ha comunque tentato, una figlia che lo adora ma che è incapace di dimostrarlo. in lei leggo dei tratti autistici, per dire. mi pare sia un'asperger grande come una casa :-)

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    1. Non lo so Ciku, io ricordo che c'erano abbastanza riferimenti su come il padre l'avrebbe un pò "protetta", mettiamo sto eufemismo, dal mondo, proibito esplicitamente o no l'amore o il sesso, insomma, averla plagiata, magari anche in buona fede. Ma la tua visione è più fresca. Però lo era anche la mia quando ne scrissi. Ah ah, boh, comuqnue spero ti sia piaciuto

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    2. l'idea che ne ho avuto io era di una incapacità della ragazza di rapportarsi con il mondo. per quello parlo di tratti autistici. non ha reazioni, ogni frase è una sentenza, nel sesso deve comunque mantenere un controllo.
      forse inizia a cercare un contatto con altri esseri umani perché si rende conto che presto resterà sola. non so. questa è l'idea che mi son fatta io. ma magari non c'entra nulla, eh :-)

      (avrei tolto una buona decina di minuti di inquadrature senza senso ma sì, in linea di massima m'è piaciuto)

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    3. Credo che sia un pò una sintesi delle nostre due visioni. Una specie di causa effetto intercambiabili

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  6. Questo post sulla trilogia greca mi aveva colpito da tempo, ora me lo sono letto bene. Ottimo!
    Vengo dalla visione di "Miss violence", al più presto mi rifaccio con "Attenberg" e "Alpeis" (e anche "Kinetta"). Poi per l'aragosta di Cannes toccherà aspettare.

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    1. Ma sei Stefano (santoli) vero? no, perchè c'era un altro stefano anni fa e non avendo l'account (a proposito, fallo, eviti il probabile captcha che hai) ci potrebbero essere anche più StefanI.
      Se fossi lo stefano che dico io non avrei mai detto che ti mancavano questi titoli, fammi sapere!

      per l'aragosta aspettative everestiane ;)

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  7. Stefano santoli26 maggio 2015 19:47

    Sono io sono io
    Le lacune c'è le hanno tutti! Ma si colmano ;)
    Che vuol dire captcha?

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    1. Mi hanno detto che chi non ha l'account (nomi neri) ad ogni commento deve mettere la parola di verifica (odiosissima) che in gergo dovrebbe chiamarsi captcha.
      Se non ce l'hai meglio ;)

      ah, io praticamente conoscerà il 2% della produzione cinematografica, specie quasi nulla del cinema del passato, quindi...

      Però ero convinto che tu conoscessi perfettamente il cinema greco, ecco ;)

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  8. Altro bel film greco. Mi è piaciuto di meno rispetto agli altri film greci che ho visto. Sempre surreale, sempre straniante. Chiarissima ed evidente l'influenza di Lanthimos, forse anche troppo, mi sembrava proprio un film del regista di Kynodontas, solo meno disturbante e più criptico. Temo di non essere riuscito a cogliere tutto quello che Athina Rachel Tsangari ha voluto trasmettere con Attenberg. Io l'ho trovato però meno incisivo rispetto agli altri film greci visti, nonostante di argomenti interessanti ce ne siano anche qui. Ma è comunque un film interessantissimo e sono soddisfatto della visione. Inoltre la tua recensione mi ha aiutato a fare chiarezza su alcune cose, quindi complimenti.
    Ciao Giuseppe.

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    1. Ah, che sia meno disturbante dei Lanthimos non c'è dubbio.
      Anzi, forse tra i greci è il meno disturbante di tutti.
      Però, ecco, ho amato molto questo suo essere indefinibile, weird, strano.
      E l'ho trovato molto profondo se ricordo.
      Probabilmente è quello che dentro ha più generi e stili, il più inafferrabile, il meno secco.
      Anche per questo potrebbe colpire di meno

      grazie e ciao Ale!

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