28.8.18

Recensione "Tower" - BuioDoc - 38 -

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Tower è un bellissimo documentario a tecnica mista (animazione in rotoscope, filmati d'archivio, interviste, audio originali) che racconta la prima strage in un college americano della nostra era moderna.
Siamo nel 1966, un cecchino spara indiscriminatamente dalla Torre dell'Università di Austin.
Un doc artisticamente grande, umano, rispettoso, emozionante

Mi ritrovo per caso a vedere Tower proprio il giorno che negli Stati Uniti si verifica l'ennesima strage.
Questa poi, se vogliamo, ancora più preoccupante e "interessante" delle altre perchè non si limita a farci riflettere solo sull'abominevole discorso del possesso delle armi ma anche perchè avvenuta in un contesto, quello dei giochi virtuali, sempre più spersonalizzante.
Un ragazzo perde ad un torneo di un videogame e allora inizia a sparare a tutti.
Potremmo scriverci un libro su sto fatto, vero e proprio emblema dei nostri tempi.
Tra l'altro, altra coincidenza, in questo momento negli Stati Uniti c'è anche la piccola Caden Cotard. 
E vabbeh.
Ma di cosa parla Tower allora?
Della prima strage con armi da fuoco compiuta in un college americano, o almeno la prima di questa nostra ultima era moderna (ci dovrebbero essere dei precedenti a fine 800 e inizio 900).
Siamo nel 1966
Da lì in poi non se ne conteranno più anche se mai tante come negli ultimi 20 anni.
E' abbastanza strano che un appassionato stragista come me non conoscesse (o non ricordasse) questo terribile e incredibile fatto, per certi versi ancora più assurdo e iconico di tante stragi famosissime avvenute dopo, come la Columbine o la Virginia Tech.
Perchè dico così?
Perchè questa strage avvenne di giorno, fuori, in uno dei punti più trafficati di Austin.
E in estate, con 38 gradi.
Ma, soprattutto, perchè il cecchino si mise sul davanzale della Torre dell'Università, questa qua, proprio sotto il grande orologio.

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Praticamente era impossibile vederlo lassù, nascosto dietro la balconata, a quell'altezza.
Mentre lui, invece, vedeva mezza città sotto di sè.
Il cecchino iniziò a sparare in questo grande piazzale universitario e nelle strade adiacenti.
Impossibile nel 1966 (che non era il mondo di adesso) e in pieno giorno pensare che stesse accadendo qualcosa del genere.
Si pensava a petardi o cose simili.
E invece la gente cominciava a cadere.
Morirono (mi pare) 16 persone, senza contare la moglie e la madre dell'assassino, uccise la notte prima della strage.
Leggende metropolitane raccontano di come Whitman, il killer, non abbia sbagliato un solo colpo, andando sempre a segno. E parliamo di distanze notevolissime. Non è un caso che in Full Metal Jacket l'indimenticabile sergente Hartman citi Whitman per la sua caparbietà e precisione.
Tutto ciò è molto buffo perchè io ieri, vedendo il doc, ad un certo punto ho scritto nel taccuino "full metal jacket" in riferimento a una scena che me lo ha ricordato da morire, ovvero il gesto eroico di andare a prendere un ferito offrendosi al tiro del cecchino.

Tower racconta quella drammatica giornata, quasi in tempo reale (lo shooting durò un'ora e mezza).
Ma la cosa grandiosa di questo documentario non è solo nell'oggetto (interessantissimo) ma nel modo in cui viene raccontato.
Siamo infatti davanti a un documentario in tecnica mista, che alterna moltissime sequenze di animazione (ma in rotoscope, ovvero animazioni ricalcate su veri attori che recitano), filmati d'archivio, immagini reali dei luoghi, interviste, tantissimi file audio e musica.

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Un lavoro di montaggio grandioso, affascinante e anche emozionante secondo me.
Tower non si limita ad alternare le varie tecniche ma a volte le fonde insieme come ad esempio quando vediamo camminare le figure animate in ambienti reali.
Ma, davvero, c'è da gridare al miracolo in alcuni passaggi di montaggio (che so, vedere gli spari a cartone animato e poi i fori dei proiettili reali, alternare lo stesso personaggio, ad esempio il reporter, tra filmati d'archivio e animazione - anche in un uno stesso gesto  -)
Probabilmente questa tecnica era in parte "dovuta" visto che i reali filmati non avrebbero coperto abbastanza minutaggio e, soprattutto, non mostravano e coprivano momenti importantissimi della giornata
Quindi la scelta per colmare questi "buchi" era o fare una fiction, o realizzare un cartone tout court oppure propendere per questa soluzione ibrida che, secondo me, è di gran lunga la migliore.
Tower segue principalmente alcuni personaggi, dai poliziotti che fecero finire il massacro al reporter che lo raccontava sul posto (a rischio morte), da alcuni ragazzi eroi che aiutarono i feriti all'uomo che decise di aiutare la polizia a salire sulla torre.
Anche se il personaggio principale, e simbolo di quella giornata, è Claire, una giovanissima ragazza incinta all'ottavo mese che fu colpita praticamente per prima e che rimase sulla piazza, sull'asfalto bollente, per più di un'ora, vicina al suo ragazzo colpito a morte.
Vedere questa ragazza stesa lì, morente, senza che nessuno andasse ad aiutarla (ma ne parleremo) stringe il cuore.
E a lei sono dedicati i momenti più emozionanti come il racconto dell'amore con il suo ragazzo (che fa diventare le animazioni a colori) o l'episodio, bellissimo, che viene raccontato anche nella locandina del film.

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Ad un certo punto una ragazza dai capelli rossi, Rita, va verso Claire. Si espone praticamente a morte sicura, Whitnam sa uccidere persone anche a 200 metri di distanza vedendone giusto un pezzettino, figuriamoci una ragazza così alla mercè nella piazzona sotto di lui.
Rita corre verso Claire, le si sdraia vicino e inizia a parlarle.
Una scena emozionante come poche perchè terribilmente reale, documentata.
Una scena e un comportamento che mi fanno sentire piccolo piccolo, io che, probabilmente -come il 90% di tutti noi- avrei pensato solo a salvarmi.
Non voglio anticiparvi se Rita e Claire moriranno.
Ma del resto la vicenda di Austin sarà ricordata specialmente per i suoi eroi, termine che odio ma che in certi casi, quando qualcuno deliberatamente e senza ordini va a morire per altri, è d'obbligo usare.
In questo senso Tower è un film che fa star bene perchè racconta di grandi uomini, di ragazzi coraggiosi, di umanità.
L'unica cosa che ho trovato strana è come si sia dato tantissimo risalto a tutti (i due ragazzi coraggiosi, i poliziotti, il civile con loro) mentre abbiamo giusto un'istantanea di quello che, secondo me, è l'eroe più struggente della giornata, ovvero quel ragazzone che non è andato a salvare feriti ma ha voluto addirittura portare via dalla piazza il ragazzo di Claire, morto.
Vedere che tutti correvano mentre lui alzava quel peso morto (scusate...) e lentamente camminava per portarlo via è davvero straordinario.
Qui si va oltre il coraggio, qui si va oltre l'umanità, stare lì un minuto sotto tiro solo per portare via un tuo simile ormai deceduto è un qualcosa che spezza le gambe per grandezza.
Non c'è odio in questo film, nemmeno per lo stesso assassino che, anzi, viene assolto da una delle ferite.
Un assassino di cui non vedremo mai nessuna immagine (come in Utoya), nemmeno in animazione.
E che ci verrà mostrato solo come bambino, a 3 anni, con due fucili in mano.
So che è un discorso politicamente scorretto, ma un bambino che a 3 anni ha due fucili in mano non ha nessuna colpa di quello che poi diventerà.
Questo è il mio pensiero.
C'è tensione, come in Utoya ci ritroviamo ad essere bersagli mobili, a udire colpi non si sa da dove, a non capire dove sia la minaccia.
E questa torre che sovrasta la città diventa una specie di "mostro", come fosse lei stessa a sparare. 
Non si scappava dal cecchino, si scappava dalla torre.
E che bello vedere i filmati d'archivio, anche quelli live sul posto, con questo reporter che intervista gente che è stata appena sfiorata dalle pallottole, straniante. 
E sentire tutti gli audio originali.
C'è poco da dire, Tower è una grande operazione al tempo stesso storica, umana e artistica.

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Magari c'è da capire come mai si sia aspettata più di un'ora prima di entrare nella torre e andare su. Perchè se è vero che il cecchino da lì dominava tutto è anche vero che, trovandoci in una torre, sempre solo una faccia delle 4 poteva controllare.
Graficamente ho amato moltissimo la sequenza del cielo che si fa azzurro, quella dei poliziotti sul davanzale della torre -quasi da videogame-, quel campus che appena tutto finisce si riempie di centinaia di persone, mute come zombie.
Ma sono due i momenti che mi sono rimasti più impressi.
Uno è quel montaggio sulle parole del telegiornale, bellissime ed importanti parole, montaggio che ci fa vedere in un minuto tutte le stragi che da lì in poi verranno negli Usa.
E l'ultimo è una cosa piccolissima.
Uno dei soccorritori dice che ancora oggi, dopo 50 anni, nella schiena ha un punto "freddo", che gli dà strane sensazioni.
Era uno dei ragazzi che corse nella piazza per soccorrere Rita e Claire.
Mentre le portava via era sicuro che un proiettile lo avrebbe raggiunto in quel punto, il punto dove pensava sarebbe stato colpito.
Sentirlo raccontare questa cosa dopo 50 anni è stato incredibile.
Avere la certezza di morire, aspettare da un momento all'altro il proiettile, prefigurarselo in un punto esatto.
Sarà che ho trovato questa cosa davvero suggestionante, sarà che l'ho trovata a suo modo "geniale" ma sì, capisco la sua sensazione, quella sensazione che non se ne andrà più via


4 commenti:

  1. Complimenti per la splendida recensione Giuseppe! Documentario di altissimo livello, dispensatore di emozioni molto forti paragonabili a quelle che ho provato durante la visione di "U – July 22"
    Per approfondire la storia di Claire Wilson consiglio questo articolo:
    https://features.texasmonthly.com/editorial/the-reckoning/

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    Risposte
    1. grazie stefano...

      e grazie specialmente di avermelo segnalato

      sì sì, vero, emozioni simili e anche dinamiche simili

      non è un approfondimento, è un romanzo ;)

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  2. Ma lo hai scritto...che fine fanno Rita e Claire ,arriva il ragazzo che le soccorre e le porta via rischiando di essere colpito.
    Ma se lo racconta dopo 5O anni evidentemente si salvò...?
    Se non ho inteso correttamente..scusa ;)
    Comunque sai quando ho sentito parlare per la prima volta di tecnica in rotoscope?
    Con il video degli a-ha di Take on me.
    Pluripremiato , credo il secondo video dopo Thriller di M.J.
    Era il 1984-85 credo.
    Penso tu la conosca;)?
    Credo che sia inoltre quella tecnica che utilizzano spesso inTv nei docu-fiction con la ricostruzione dei crimini ( tipo Amore criminale su Rai3).
    Ti piacciono i film sulle stragi?
    Ho letto anch’io di quello che ha ammazzato 11 persone per aver perso ai videogiochi...la pazzia umana non ha limiti.
    Certo che ispirarsi a fatti di cronaca come questi per fare un film non deve essere semplice cioè se hai un serial killer che nella sua follia segue comunque un disegno ...quasi un copione nel sciegliere le vittime.
    Qua ti trovi con uno che ha deciso un giorno di sparare a Random per cosa..?
    Forse bisogna vedere il film per capirlo.
    Ciao

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    Risposte
    1. Eh, no...

      Ho scritto che le soccorre, mica che le salva ;)
      E che lui parla dopo 50 anni, mica loro ;)

      comunque sì, si intuisce che si salvano entrambe da come ho scritto, chissà se è vero

      sì sì, esatto, quel celeberrimo video aveva parti in rotoscope
      che poi è una tecnica che a sua volta può avere varianti eh, pensiamo tipo a Waking Life e ai suoi bordi sfalsati

      invece non conosco quelle docufiction, ho visto centinaia di documentari su serial killer a cronaca nera ma mai in tv praticamente

      purtroppo c'è sempre un motivo dietro questi gesti

      e a volte il motivo può essere proprio un non motivo

      ma è una cosa delicata da spiegare

      credo ti piacerebbe

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