14.6.20

Passeggiate, il cinema della poesia - 7 - Recensione: "Palindromi" - di Roberto Flauto


Il settimo appuntamento con Roberto è particolarissimo, direi quasi unico.
Il film - che mi dicono bellissimo - è di Solondz, grande regista (Fuga dalla scuola media, Happiness, Wiener-Dog).
Ma quello che ha dell'incredibile è che Roberto, mago delle parole, è riuscito a scrivere una prima parte di recensione completamente palindroma, come titolo del film.

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Aviva ha soltanto dodici anni.
E vuole a tutti i costi rimanere incinta.
La vita e il mondo sono in agguato.

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Felice, ma lei ancora è sempre diversa.
È notte là, anche nei piccoli sogni, lontani, svaniti.
Dolore, incomprensione, tristezza: ecco tutto.
Vuole piuttosto quella vita spenta, mai piena.
Morte di desideri strappati.
Finzioni senza autentici sentimenti, inutile davvero.
Domanda: una bambina da amare?
Farsi vuole adulta, vita vuota là, causa la fine della notte nella voglia infinita.
Insegue davvero bugie: amore, gioia, maternità.
Immagini soltanto sono. O realmente esistono verità?Figlia e Mamma sono sole: è lei!
In effetti, sorgono perciò paura e dubbi:
avere partner, senza ricerca di vita però, altri:
gli ormai perduti, sconfinati sogni di innocente, dolce.
Lei ancora cerca speranze e desideri con occhi splendidi.
Unica cosa, una richiesta, è:
“Aviva mina l’anima viva!”
È richiesta una cosa unica:
splendidi occhi con desideri e speranze.
Cerca ancora, lei, dolce innocente, di sogni sconfinati.
Perduti, ormai, gli altri però: vita di ricerca senza partner,
avere dubbi e paura, perciò sorgono effetti in lei: è sole!
Sono Mamma e Figlia: verità!
Esistono realmente o sono soltanto immagini?
Maternità, gioia, amore: bugie davvero?
Insegue infinita voglia, nella notte della fine, la causa: la vuota vita adulta.
Vuole farsi amare da bambina?
Una domanda davvero inutile.
Sentimenti autentici, senza finzioni, strappati desideri di morte.
Piena, mai spenta vita, quella. Piuttosto, vuole tutto.
Ecco: tristezza, incomprensione, dolore, svaniti, lontani.
Sogni, piccoli nei, anche la notte è diversa sempre.
È ancora lei, ma felice.



Testo palindromo (parola per parola), come la storia di Palindromi, come la storia di Aviva, come spesso lo sono anche la vita e il mondo – quello che abitiamo e quello che ci abita. Si compone di 232 parole, altra componente palindroma, e si dispone su 33 righe (anch’esso numero palindromo), divise in due blocchi di 16 + 16, con al centro la frase: “Aviva mina l’anima viva!” (palindroma a sua volta, lettera per lettera). Da qualsiasi parte si legge, il senso della “passeggiata”, la situazione di Aviva, cambia – in meglio – non appena si giunge alla frase centrale. La sola cosa che varia è la punteggiatura, ma non le parole, così come a cambiare sono le attrici, (ben 8, e tutte diverse: minute, grasse, nere, bianche, giovani, adulte, c’è anche un maschio) ma non il personaggio (Aviva resta sempre Lei, a prescindere da ogni punteggiatura esistenziale).
Ma questo non è stato un mero esercizio di stile.
Perché dentro il testo c’è lei, Aviva, le sensazioni che ho provato, e la storia unica di Palindromi, un film che narra la storia di questa ragazzina (bambina/donna) di dodici anni che vuole a tutti i costi diventare madre. I genitori la fermano in tempo, ma lei scappa di casa con lo scopo di rimanere incinta, ritrovandosi immersa in un modo ignoto, seducente e pericoloso.
E quindi Aviva mina l’anima viva: la sua inestinguibile fiamma brucia l’esistenza, esplode in tutta la sua poetica potenza. Anche nella macchina di uno sconosciuto, in una cantina piena di sogni e mostri, nella camera squallida di un motel, nei discorsi con il mondo, tra gli alberi di un bosco.
Aviva è bambina, ragazza, donna, figlia, madre, compagna, sogno, compagna, madre, figlia, donna, ragazza, bambina. È un palindromo: perché per quanto il mondo e la vita cerchino di cambiarla, lei rimane se stessa.
E mi piace pensare che, ovunque si trovi, sia felice.

2 commenti:

  1. prima ancora di leggere la recensione ti dico una sola cosa: Palindromi è assolutamente bellissimo.

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    Risposte
    1. Sì, è un gran bel film. Per molti aspetti anche "difficile", complesso, con dentro tantissimo, e riesce a non scadere mai nel retorico e nel banale.

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

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3 ciao