4.4.11

Recensione: "Il Maledetto United"



Se qualcuno in questo momento mi chiedesse qual è il miglior film che abbia mai visto sul mondo del calcio risponderei, sine dubio: "Il Maledetto United". Film che rasenta la perfezione, magari non un capolavoro perchè l'argomento non lo consente, ma meglio, davvero, non si poteva fare. Brian Clough, un Mourinho ante litteram, è stato uno dei più grandi allenatori europei di sempre (dopo esser stato un attaccante meraviglioso) capace di vincere il titolo inglese con Il Derby County e il Nottingham Forest, entrambe prese tra l'altro quando erano negli ultimi posti della seconda divisione inglese. Non solo, con il Nottingham vinse poi 2 Coppe Campioni, impresa davvero incredibile. Il film racconta proprio il brevissimo periodo in mezzo a queste 2 imprese, i 44 giorni passati alla guida del Leeds (in quel momento la miglior squadra d'Inghilterra), il club che Clough aveva sempre odiato perchè esempio di anticalcio (molto diffuso all'epoca in England, gomitate e palla alta, "se Dio avesse voluto che si giocasse a calcio tra le nuvole avrebbe messo l'erba lassù" una delle frasi del nostro), antisportività, intimidazione all'avversario. Clough si scava subito la fossa da solo al primo giorno di allenamento ricordando ai suoi nuovi giocatori che tutto quello che avevano vinto era immeritato e raggiunto con le "qualità" appena accennate sopra, rincarando la dose aggiungendo che non le considera persone felici perchè "non avreste giocato quel calcio se foste stati felici". I giocatori gli remeranno contro fino all'inevitabile esonero. 

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Interpretazione mimetica di Michael Sheen (attore maiuscolo) che restituisce tutta l'arroganza, l'antipatia, l'egocentrismo ma al tempo stesso l'incredibile magnetismo di Clough. Il film mette moltissimo l'accento tra la rivalità di Clough con Revie, il precedente allenatore del Leeds, capace di portare i bianchi a vincere praticamente tutto. Clough lo vede come sua nemesi e in generale come nemesi del Calcio. Qui la vicenda diventa un pò romanzesca nel mettere in risalto il mancato saluto di Revie a Clough 6 anni prima (fatto probabilmente inventato) , vero vaso di Pandora di tutti i problemi successivi. E bellissimo è anche il racconto dell'amicizia-collaborazione tra Clough e Peter Taylor, direttore sportivo che accompagnerà il primo in tutti i suoi successi, probabilmente anche mettendo molto del suo. Taylor è un'anima buona e mite, l'opposto di Clough, vera e propria sua compensazione. Parlando più a livello tecnico, mirabile l'impianto narrativo con continui salti avanti e indietro temporali gestiti in maniera perfetta. Grandi dialoghi (ma qui il merito è molto del vero Clough), scene superbe come la partita notturna sotto la pioggia o quella nella quale Clough non va in panchina e "sente" il match da uno stanzino adiacente allo stadio. Che dire, starò esagerando, ma per un malato di calcio internazionale come me, specie dell'inarrivabile calcio inglese, il film racconta un'epoca incredibile dove i calciatori andavano al pub coi tifosi e guadagnavano poco più di loro. E personaggi come Clough, simpatico o no, ti entrano nel cuore.

( voto 8 )

5 commenti:

  1. Sembra molto interessante, lo recupererò al più presto.
    Oltretutto, ho sempre amato il calcio dei grandi personaggi.

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  2. Ti piacerà, son convinto. Personaggio non grande, immenso. Ti consiglio a tal proposito questo link: http://www.postadelgufo.it/maestri/BrianClough.html

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  3. bello! nonostante parli di calcio...

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  4. ma quel link postato sopra cosa sarebbe il continuo del libro

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  5. No, è soltanto un'ottimo articolo su Clough. Il libro peraltro è scritto in prima persona se non sbaglio.

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