21.12.11

Recensione: "Nonhosonno"

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Le Olimpiadi di una vita in un unico tuffo.
Piattaforma 10 metri.
L'atleta sale le scalette, più sale più si avvicina il momento in cui sarà lassù, davanti agli occhi di  tutti, sulla piattaforma.
Quattro, cinque passi sul cemento, magari correndo, e poi giù, in picchiata verso la gloria o il disastro assoluto.
Il Nostro Atleta si chiama Dario Argento.
Ha salito quelle scalette, le scalette delle piume di cristallo, del velluto grigio, del profondo rosso, di suspiria, la sua fama è andata sempre più in crescendo fino a farlo diventare, a ragione o no, il Maestro dell'horror moderno. Poi, arrivato in cima, ha fatto quei 4 passi sul cemento, non si sale più, anzi la sensazione che si stia per precipitare è forte. Opera, Trauma, Stendhal, e poi si salta dal bordo e si va giù verso il disastro più assoluto, si tentano 4,5 carpiati ma li si falliscono completamente tra cartai, terze madri, Jenifer fino a piombare di pancia in un'acqua che di azzurro non ha più niente, soltanto Giallo.
Nonhosonno è il 4° passo sulla piattaforma, è il bordo della stessa, è l'ultima volta che il Darione nazionale ha tentato disperatamente di star lassù prima di abbandonarsi alla forza di gravità, a quella forza verticale che non risparmia nessuno.
A meno che non vai nella Luna.

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Ricordo ancora che lo vidi al cinema. Avevo 24 anni ma restai profondamente scosso e terribilmente impaurito da quei primi fulminanti 10 minuti, da quella vocina poi fattasi vocione, da quel corpo nascosto sotto le coperte, dalla caduta della prostituta e dalle bellissime sequenze nel treno terminate con quel magistrale urlo della ragazza tutta insanguinata reso vano dalla pioggia, dal vetro e dal rumore del treno.
Il film poi cala notevolmente di livello ma è comunque un film degno, l'ultimo del Nostro. E' incredibile come nei film di Argento abbiamo sempre, SEMPRE, le stesse caratteristiche.
- personaggi macchietta (qui ad esempio il custode e l'immancabile barbone)
- doppiaggio italiano aberrante (non ai livelli de Il Cartaio ma siamo lì)
- i personaggi che parlano da soli in qualsiasi situazione (ad esempio come fa continuamente quello interpretato dal grande Von Sydow)
- le armi da taglio protagoniste
- il killer con i guanti neri
- una scrittura dei dialoghi davvero improponibile (in Nonhosonno su tutti quello tra le tre ragazze con in mezzo la "coniglietta). Non è un caso che quasi in tutti i film le migliori scene siano  mute o "sotto" le indimenticabili colonne sonore
- piccolo indizio che poi si rivela importante (più d'uno anche qua, tipo l'aggeggino per l'asma)

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In mezzo a personaggi odiosi, scelte assurde ( perchè Giacomo doveva lavorare in un ristorante cinese vestito in quel modo? boh), autoreferenzialità che raggiunge livelli di un narcisimo incredibile (tutto il film è basato su una filastrocca, peraltro davvero banale, scritta da piccola da Asia Argento) il film rimane comunque abbastanza gustoso, merito di una sceneggiatura piena di errori e forzature ma "complessa", non scritta in 3 giorni, di una buona un'atmosfera (mirabile come Argento sa raccontare le città dove gira) e di omicidi fatti davvero ad arte. La donna uccisa a clarinettate, la ragazza sbattuta al muro o il custode che per la prima volta vede una penna entrare a far parte della propria vita, sono sequenze notevoli per il genere.
Ed anche l'idea di fondo, quella del Nano che nano non è, quella di seguire uno schema delle uccisioni. quella che giustifica la pausa di 17 anni in un modo assolutamente plausibile, sono tutti piccoli meriti di un film   che ricordavo con piacere e che ho rivisto con altrettanto piacere.
Niente di trascendentale ovviamente, si avverte lontano un miglio che si sta per spiccare il balzo.
E qua, non siamo sulla Luna.

( voto 6,5 )

8 commenti:

  1. Non Ho Sonno è un film visivamente potente rovinato da una sceneggiatura (e recitazione) pessima.

    Giustamente, come noti tu, le uniche scene degne di rilievo sono quelle degli omicidi con la musica in sottofondo, dove a risaltare è la pura immagine e nient'altro: quella del treno, ma anche quella in cui il killer prende la coniglietta e le sbatte i denti sul muro (bianco del muro, rosso del sangue, nero dei guanti, blu del vestito della ragazza: praticamente un quadro di Mondrian).

    Dario Argento resta un grande visionario che ha perso la fiducia in se stesso.

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  2. Me lo confondo sempre col Cartaio.... credo di averlo visto ma non ne ricordo un solo fotogramma.
    Per me lì Argento aveva già toccato il fondo, e adesso si sta scavando ancor più la fossa, spero abbiate dato un'occhiata al teaser di Dracula 3D... un'aberrazione!!!
    P.S.
    Auguroni natalizi!!

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  3. Biancaneve: hai perfettamente ragione sui meriti e demeriti. Però è una sceneggiatura che fa sì acqua da tutte le parti ma è comunque lavorata, laboriosa, insomma, non scritta solo per pretesto. La scena della coniglietta sbattuta...ehm... al muro l'ho accennata anch'io ma non alla grande come hai fatto te.
    Auguri Bianca, se ho tempo questi giorni vengo a vedere se sono rimasto indietro di qualcosa che hai recensito e ho visto.

    *Erika: Il Cartaio è quanto di peggio ho visto negli ultimi 10 anni, a parte i film semiamatoriali che ogni tanto mi sparo. Questo è discreto, fidati.
    Ho visto il trailer di Dracula 4 giorni fa, una cosa indegna, al gufo cartoonizzato ho spento.

    Auguri!

    (passerò anche da te)

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  4. Oddio, guardate la locandina...
    C'è qualcosa che non torna...

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  5. Ah sì, la locandina, infatti volevo dirtelo, ma poi mi sono dimenticata :-D

    Non ho più recensito nulla di cinema in questo periodo. L'ultimo film di cui ho parlato è "I giorni contati" di Elio Petri. Ma più che di recensione si tratta di uno spunto per alcune considerazioni che ho voluto fare. Bellissimo film comunque, che ti consiglio nel caso non l'avessi visto.
    Ah, poi avevo "demolito", ma in maniera cortese (come sai io, da amante del cinema, ci tengo sempre a rispettare il lavoro altrui), Valhalla Rising, che so invece a te è piaciuto.

    Auguri anche a te (io non sono religiosa, ma se il Natale significa "nascita" auguro comunque a tutti di poter "nascere", nel senso di sentirsi vivi, ogni giorno).
    E dai un bacino a tua figlia da parte mia :-)

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  6. Grazie di tutto Bianca, contraccambio!

    Verrò a vedere di Valhalla!

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  7. su Opera e La sindrome di Stendahl concordo, film pessimi al limite del ridicolo... ma su Trama non concordo per niente (ne posso discutere quando e dove vuoi), è un buon lavoro io personalmente l'ho inserito tra i migliori 8 lavori di Dario Argento, nonostante alcune pessime recitazioni (si salvano solo Piper Laurie e Frederic Forrest), assieme proprio a questo Nonhosonno. Anche in questo film le recitazioni sono pessime (tranne quella del solito buon Gabriele Lavia) al pari dei doppiaggi, tralascio i commenti sulla cena iniziale perché è stato già detto tutto e non posso che essere d’accordo (l’inquadratura delle labbra della prostituta al telefono, come spesso ha fatto Dario con dei particolari che poi con il film in se non ci appiccicavano nulla, l’assassino che canta la canzoncina sotto le coperte, lei che urta il comodino e fa cadere tutto, poi scappa via, prende il treno, lui la richiama cambiando il tono di voce…) per arrivare dritto al DUNQUE: possibile che in tutto il mondo non ci sia una (dico UNA) persona che si sia accorta di un particolare “clamoroso”? Mi riferisco all’equivoco generato dalla parola “strumento” della filastrocca del fattore… che viene male interpretata dal ragazzino di 13 anni (che invece usa il corno inglese per ovvi motivi per compiere il suo secondo delitto), che è poi il perno attorno al quale ruota tutta la vicenda. Si ok, Dario poi è stato bravo a ricostruirci attorno tutta una storia, a riempire quel buco di 17 anni… ma nessuno conosce l’origine di questo “strumento”?? Non ci credo… io avevo anche tentato di scrivere indirettamente al regista o chi per lui attraverso una mail al suo negozio di Roma (Profondo rosso), ma non ho mai ricevuto risposta. Se qualcun altro dovesse sapere di questo particolare potrebbe contattarmi o darmi la mail del regista romano? In pubblico non scrivo nulla per primo, ma se dovessimo essere in due è diverso. Grazie ciao.

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    Risposte
    1. Sì sì, Trauma è buono.
      Ricordo che due annetti dopo questa recensione lo rividi e gli diedi, mi pare, un 6.5
      In ogni caso in alto a destra trovi "Diario argento", l'etichetta in cui una vera esperta e amante di Argento ha recensito qui nel blog tutti i film di dario tranne quelli che avevo già recensito io (ma giusto un paio, massimo 3).

      la scena iniziale è letteralmente perfetta. Ricordo che quando vidi il film all'epoca avevo una tensione che poi in questi ultimi anni poche volte ho ritrovato.

      gianluca, ricordo abbastanza bene sta cosa dello strumento (ovvero il bambino che invece di "leggerlo" come "oggetto per" lo legge come strumento musicale.
      Ma non ho capito cosa cerchi e chiedi te, perdonami...

      chw intendi per l'origine di questo strumento?

      grazie a te

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