8.8.12

Recensione: "Dead Man's Shoes"

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uno spoiler molto pesante

Quasi una magia.
Raramente in un'opera che trasuda rabbia, disperazione, violenza, vendetta, degrado e cattiveria ho visto una classe, uno stile, una dolcezza e un'armonia nella scrittura come qua.
Già il titolo, Dead Man' Shoes racchiude quello che scrivo.
Provate a pronunciarlo, sentite quanto è bello, armonioso e dolce pur avendo la morte dentro.
Questo è un film quasi miracoloso, una di quelle piccole opere che ti entrano nel cuore piano piano, scena dopo scena, musica dopo musica.
Merito di una scrittura meravigliosa, capace di sorprendere lo spettatore quando questi nemmeno se lo aspettava o lo chiedeva, capace di tirar fuori dialoghi e sequenze quasi perfette nella sua semplicità.
E' un film che ci parla quasi solo esclusivamente di morte facendoci battere lo stesso il cuore.
E forte.
Shane Meadows è forse uno dei registi più importanti tra quelli boicottati nel nostro Belpaese.
Meno male che le Officine Ubu ci hanno messo le mani.
E, senz'altro solo una semplice coincidenza, ma mi emoziona il fatto di credere almeno al 2% di avere un merito per aver portato qui da noi questa lurida e allo stesso tempo lucente perla.
Chiamai le Officine per complimentarmi di qualcosa (forse di Miike) e gli chiesi di recuperare Meadows, in specifico questo film.
E' successo.
Non c'entro nulla, ma fatemici credere.

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Perchè sta storia di due fratelli, uno, Richard, ex soldato, uomo capace di distruggerti col semplice sguardo, l'altro, Anthony (un commovente per quanto bravo Tony Kebbel), ragazzo affetto da un lieve disturbo mentale, sta storia dico a me è sembrata di una bellezza mozzafiato nella sua semplicità, nella sua tragedia, nella sua tenerezza lorda di sangue.
E quella vendetta che all'inizio ci sembra così spropositata, così assurda, così terribile, trova poi un suo perchè, anzi, ci sembra quasi necessaria, giusta.
E non è un caso che Richard passi da semplici scherzi alle esecuzioni finali.
Rispetta un iter preciso, vuole fare vivere a quei balordi il loro contrappasso in maniera perfetta, vuole che la tragedia passi attraverso il gioco, attraverso l'umiliazione, perchè questo è quello che ha passato Anthony.
Lo stile di regia di Meadows è d'eccellenza.
L'uso delle musiche -una colonna sonora letteralmente fantastica- lo stile di ripresa, la capacità di raccontare con la stessa semplicità il dolce e il brutale, la  morte e la poesia di un, a posteriori, indimenticabile dialogo di spalle tra i due fratelli, la classe nel girare sequenze come quella dello stordimento post-droga. E quei dialoghi così realistici, duri ma a volte anche comici, profondi anche quando semplici. Qui c'è uno col fuoco sacro della regia dentro, altrochè.
Richard li fa fuori tutti.
Nel nome del fratello storpiando il titolo un'altra grande pellicola.
Ma anche nel nome del padre al quale lo stesso Considine (l'attore che interpreta Richard) ha dedicato il film.

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E il finale, dopo quel terribile, inaspettato e strepitoso flash back, il finale con quel dialogo de visu tra Richard e l'ultimo degli aguzzini è la degna fine di un film che come spesso capita avrò fin troppo esaltato ma è qui che mi porta il cuore.
Richard ha completato la sua missione.
E ora vuole fare uccidere perchè adesso è lui il mostro,è lui la bestia, è lui ad aver superato probabilmente l'abominevole gesto della gang di bulletti col pannolone.
E solo uno di quella gang può farlo fuori perchè solo uno di quella gang può capire.
Dice di volersi fare uccidere perchè ora è lui il mostro.
Ma non dice solo questo.
Dice anche di volersi riunire ad Anthony.
Alla seconda credo, alla prima no.
In realtà vuole che Anthony sopravviva ancora in questo mondo, in quello delle cose dure e che fanno male.
Sopravviva nella memoria di un uomo che da oggi in poi non vivrà più facilmente la propria vita.
Sopravvivere con un senso di colpa così è 100 volte peggio di prendersi un colpo di rivoltella in testa.
Anthony avrà la sua vendetta giornaliera in questo mondo.
Nell'altro invece si metterà a sedere e sentirà una schiena poggiarsi alla sua.
Parleranno di quella volta che lui è venuto a scuola e ha vinto la gara di tiro.
Parleranno di tutte le cose di cui possono parlare due fratelli.
Parleranno tutta la notte.
Anche perchè la notte, dove si trovano adesso, magari è abbagliante.

( voto 9 )


22 commenti:

  1. Quando parli così di un film mi fai venire immediatamente voglia di correre a noleggiarlo o a comprarlo.
    Il titolo sì, concordo, è musicale. Dolce e tagliente allo stesso tempo.

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    1. Sempre troppo cara Biancaneve, ti ringrazio tanto.
      Anche se spesse volte il mio entusiasmo è mal riposto.
      Spero che qua sia giustificato.
      Almeno in parte.
      un saluto.

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  2. Adoro Meadows e questa è una perla luminosissima della sua carriera!

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    1. E io credo che inizierò ad adorarlo presto.
      Un bacio carissimo.

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  3. ce l'ho lì, ho letto solo il voto, ti dirò presto

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    1. Bravo Ismaele!
      Biancaneve invece ha letto tutto, mannaggia a lei :)

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    2. anche io come ismaele. ce l'ho ma incredibilmente nn voglio legger spoiler. leggerò post-visionem

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    3. Io sono masochista, vado sempre a leggermi i finali, gli spoiler. :-D

      Pensa che in questo periodo sto seguendo Dexter (sono arrivata alla quinta stagione) e già ho scoperto il colpo di scena (che ormai colpo di scena per me non è più) con cui finisce la sesta.
      So' scema, lo so. Ma è più forte di me.

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    4. Ciku: brava!

      Biancaneve: Guarda, il voto trae almeno 1 punto, 1 punto e mezzo da quel colpo di scena mannaggia.
      Sì, te lo sei rovinato, non sei scema ma masochista sì :)

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  4. Film potentissimo, concordo in pieno.
    E secondo me con This is England Meadows ha fatto anche meglio.

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    1. Lo vedrò prestissimo James, molto presto.

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  5. Come film mi ha lasciato interdetto. Sono affascinato dalle storie fosche e dalle vendette sanguinose ma, in qualche modo, non sono riuscito a perdonare al film quell'aria di squallore neorealista che lo attossica tutto. Un altro film, più potente, carnale e viscerale di questo, ovvero White Lightnin', aveva almeno coperto la realtà abietta con un brillante (e decoroso) artificio. La mia opinione è impopolare, lo so, ma sono troppo legato all'estetica a oltranza. Gran bel film, comunque.

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    1. Interessantissimo Rumplestils.
      Invece io molte volte adoro l'anticinematograficità.
      Tipo qua :)
      Mi appunto il titolo.
      Benvenuto, è un piacere.

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  6. Ah però...mi hai fatto venir voglia di vederlo. Aggiunto ai titoli da recuperare a breve. Mi sono aggregata alla tua combriccola di lettori, passa a trovarmi se ti va, complimenti per il blog!!! ;-)

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    1. Ciao!
      Certo che verrò a trovarti ma devi sapere che già sono un pessimo padrone di casa (sto venendo qua pochissimo), come ospite sono un disastro :)
      Ma vengo!

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  7. visto!
    ne ho scritto qui; http://markx7.blogspot.it/2012/08/dead-mans-shoes-cinque-giorni-di.html

    (ma Tuff, non sembra Del Piero con pochi capelli?)

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  8. a pensarci bene, una storia così a Omero non sarebbe dispiaciuta

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    1. Sempre molto intelligente nelle risposte Ismaele.
      Però mi devi spiegare cosa hai scritto su Take Shelter.

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  9. in un canto dell'Iliade, il libro della forza (e della guerra), secondo Simone Weil (http://anabases.revues.org/2494), la storia di Richard e Anthony non sfigurerebbe

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  10. Ho un fratello così. Conosco la vergogna e il senso di colpa.
    Per questo e per averlo abbandonato, Richard ha punito anche sé stesso.
    Saluti a tutti.
    Claudio

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    1. Credo che in 31.000 commenti non ce ne sia uno che in sole due righe contenga così tante cose dentro

      lo ricorderò a vita
      un grande abbraccio

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due cose

1 puoi dire quello che vuoi, anche offendere

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3 ciao