17.1.14

BuioDoc (N°5): recensione "Stop the pounding heart"


Tento l'ennesima rubrica. Questa davvero non ha scadenze, sarà quando sarà, senza fretta.
Niente di più semplice, è una rubrica di recensioni di documentari, una delle facce più nascoste ed affascinanti delle cinematografia.
Credo che sia doverosa, un peccato non averci pensato prima.
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Il fatto è che questo tipo di cinema mica esiste più, quello dei documentari che si prendono il loro tempo, che stanno lì e raccontano senza sceneggiar nulla, che pensano che se quello che mostrano è interessante bene, se farà scappare la gente dalla sala bene lo stesso.
Anacronistico sì, con un anacronismo dell'anacronismo.
Il primo anacronismo è l'idea stessa alla base del film-documentario (o documentario tout court? mica l'ho capito), quella appunto di un doc statico girato nel 2013, ma stiamo scherzando? noi andiamo di fretta, noi già il documentario ci sta sulle palle, se non ce lo filmizzi più che puoi, no dico, ma sei scemo?
Il secondo anacronismo è la stessa materia del film, il racconto di una famiglia texana che vive in un ranch sotto gli occhi di una sola persona, Dio. Che poi persona non è, a parte quando mandò suo Figlio qua da noi.
Una famiglia di millanta figli che alleva le capre e ci fa il latte, alleva le capre e ci fa il latte, spara a due barili e poi alleva le capre e ci fa il latte, poi legge due,tre sermoni della Bibbia e poi alleva le capre e ci fa il latte.
Vicino a loro un altro ranch con due ragazzi che si allenano per il rodeo, poi si allenano per il rodeo e poi ogni tanto, ma solo ogni tanto, si allenano per il rodeo.
Minervini, regista di Casa Nostra trasferito negli States, gira un documentario fuori dal tempo, in una famiglia timorata di Dio che va avanti da centinaia di anni allo stesso modo. E ogni giorno uguale all'altro.

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I figli vengono indottrinati dalle parole della Bibbia, imparati del mestiere, impauriti del potere dell'amore e delle pulsioni, che quelle si sa , solo dopo sposati.
Che se il cuore pulsa troppo va fermato, va controllato, stop the pounding heart, mantieni il controllo, cerca la serenità interiore, affronta le tue battaglie e resta sempre con il Signore.
E servi l'Uomo (anzi, l'uomo, quello con la lettera minuscola, fatto di ossa e vene varicose) perchè è più facile essere sue serve che trovare la forza di farcela da soli.
Sì, o.k, ma Sara all'altro ranch ci è andata, l'ha visto quel bel ragazzo che si allena per il rodeo (fanno solo quello) e lei forse pensa che allevare le capre (fa solo quello) potrebbe anche non essere solo quello.
A Sara dei dubbi se l'unica vita e la felicità in terra siano solo quelle gli vengono. E' bruttina ma mica scema.
Film pieno di pregi e difetti, l'esaltazione della vita semplice ma anche l'ingiustizia di trovarsi isolati fuori dal mondo, l'importanza delle parole e degli insegnamenti ma anche quanto c'è di sbagliato in quelle parole e in quegli insegnamenti, la bellezza di due bimbi che saltano non sopra ma dentro delle pozzanghere e il sapere che forse faranno poco più di quello in vita loro.

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E a livello cinematografico i due problemi principali sono il suo ripetersi continuamente, perchè se è vero che il ciclo della vita là è sempre lo stesso, nel cinema qualcosa deve pur succedere e l'altro problema è un'occasione mancata, una scena madre o un gesto padre tra Sara e quel ragazzo. Serviva una scintilla in più, una scintilla visibile anche da noi che avrebbe reso ancora più bella quella scena finale, di Sara in lacrime davanti ai suoi dubbi su cosa sia la vita mentre la mamma in un gesto insieme magnifico e terribile continua a indottrinarla di Verità.
Intanto poco prima era nato un altro bambino, rimasto in pancia tutto il film come ne L'uomo che verrà.
Ma questo uomo che verrà non troverà un cambiamento.
Troverà l'eternità della ripetizione.

( voto 7 )

17 commenti:

  1. La recensione l'ho trovata interessante:Due famiglie completamente diverse:una che alleva capre e che vede Dio come un padre punitivo,pronto lì a colpevolizzare. Vietato provare sentimenti,avere pulsioni desideri,non si può è peccato,è vergognoso.Alt! Da sposati no.L'altra con due ragazzi che si allenano al rodeo quindi qualcosa in cui un uomo tenta di dominare a fatica un cavallo che cercherà in ogni modo di non farsi domare e di disarcionarlo. La donna deve servire l'uomo,quindi una società maschilista,nello stesso tempo però,questa società, insegna che per essere uomo e cioè maschio devi domare o tentare di farlo e non c'è spazio per i sentimenti e i pietismi.

    La madre di Sara,per quanto sia brutale,le insegnerà la Verità che lei a sua volta a imparato da altri prima di lei e così via.

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    1. Sì sì, non hai visto il film ma la lettura è quasi perfettamente questa.

      Anche l'altro ranch, quello dei ragazzi, è comunque fervente cattolico.

      Ma anche lui, come lei di là, pur non facendo niente di male e attenendosi ai precetti cristiani si vede che ha voglia e curiosità di vita vera, più intensa.

      Esatto, quello che dice la madre se lo tramandano da sempre.
      E in mezzo a tutti quei discorsi troppo biblicizzzati ce ne sono comunque molti davvero belli. E' difficile giudicare.

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    2. Sì infatti il film non l'ho proprio visto,mi son basata su cio che era scritto nella recensione,per certi versi non so , perchè mi sono venuti in mente film come Dogville o il Sospetto dove qui ci sono due protagonosti che vengono messi alla gogna da una comunità chiusa,che ha paura della straniera o che per noia colpisce senza pietà (questo direi sia in Dogville,che nel Sospetto).

      Qui ci saranno sì spazi aperti,sconfinati (certo si parla di fattorie),ma la chiusura mentale c'è eccome,la paura di Dio,la paura dei che i nostri sentimenti ,perchè sì ha voglia di curiosità e vita più intensa,spesso sì ha paura e volte si sta nell'abitudine per quando noiosa,brutta,degradante sia.

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    3. Questo è molto diverso dai film che hai citato visto che è praticamente un documentario e non avviene nulla che scombussola la storia e la vita della comunità, se non quel piccolo movimento interiore di Sara.
      E le comunità di quei due film sono, appunto, comunità, qui al 90% si racconta la vita di due famiglie di due ranch vicini, è un microcosmo molto più piccolo.

      Per il resto la seconda parte di quello che hai scritto c'è tutta.

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  2. da quel che ho capito, almeno si impara a mungere le capre

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    1. Assolutamente...

      E anche a fare dell'eccezionale formaggio.

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  3. Cribbio, l'ho perso a Torino ma l'avevo appuntato da tempo, come l'altro film di Minervini d'altronde, "Low Tide"! Non ho voluto leggere tutto ma i film che ritraggono queste ambientazioni bucoliche sono linfa per me, indipendentemente da qualsiasi intensificarsi degli eventi o meno.. Stavolta mi hai battuto nel tempo, posso sapere dove sei riuscito a vederlo?

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    1. Frank, quando nelle mie rece vedi scritto "al cinema" è proprio perchè l'ho visti in sala.
      L'ha recuperato il solito piccolo grande cinemino che ho qua e che giovedì prossimo mi regalerà The Act of Killing.

      Sì, so perfettamente della tua predilezioni per la materia trattata, penso a La Quinta stagione ma forse un pochino anche a Tarr e a Frammartino, no?

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    2. Scusa, mi era sfuggito quel (al cinema), l'occhio è caduto subito sul titolo :p
      Comunque pensi bene si, e aggiungerei anche Dumont, il quale è stato forse uno dei primi a dare sostanza alla "materia trattata".
      Fortunato però, qui da me posso scordarmelo un film così. "The Act of Killing" l'ho visto, e in tutta onestà non mi ha detto poi molto, forse in giro lo sopravvalutano un pochino.

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    3. Ma scusa de che, mica l'avrà capito nessuno che quando lo scrivo significa quello...

      Ahia, mi smonti su Act of killing, non me l'aspettavo...

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    4. Eh, ma non fare troppo affidamento su un tipaccio come me. Spesso con i film troppo elogiati faccio il bastian contrario ;) Tu approfitta dell'occasione e guardatelo, come ben sai certi film non capita tutti i giorni di poterli vedere in sala, anche perchè sono curioso poi di sapere cosa ne pensi.

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  4. Se fosse successo qualcosa di piú non sarebbe stato un film documentaristico. Mi ha ricordato molto Tonino de Bernardis questo Minervini. Tonino negli anni 90 credo fece in film documentario su una comunitá religiosa isolata nelle alpi, non ricordo il nome. Bravo Giuseppe comunque.

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    1. Come al solito i tuoi rimandi sono di grande cultura, Non lo avevo mai sentito sto De Bernardi (senza s l'ho trovato) ma ci sta alla grande il paragone.
      Volevo anche dirti di che film parlavi ma ha una filmografia troppo ampia.
      Se ti piace Minervini recupera altro ;)

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    2. "Bisogna aspettare dal caso che ci procuri i nostri pensieri". Domani sera al post c'è una serata dedicata al maestro del cinema sperimentale italiano Tonino De Bernardi.

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    3. Ma guarda te che cavolo de coincidenze....

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  5. Davvero. Una volta veniva a Pg Tonino e anche Grifi altro maestro. Ai tempi del fantastico Batik.

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    1. Il ricordo più bello che ho di Batik è quello di aver visto 3 film di Vigo

      grifi, anche lui, non lo conoscevo

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due cose

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3 ciao