19.10.15

Il vostro regista del cuore. Ma anche della testa e degli occhi. E se volete anche della pancia. E se volete ancora anche quello del cul..., no, vabbeh, davvero, solo se volete

Ricordo che prima che Google + sostituisse il mio mini profilo di Blogger qui a destra (cosa buffa perchè risulto sia iscritto che non iscritto a Google +, ma non c'ho mai capito niente e non mi interessa capirne) sotto il mio nome, che un tempo era Oh dae-soo e a de sso (ahah) Caden Cotard ( anche se quello vero resta Giuseppe Armellini e così mi trovate altrove), c'era scritto:

prima il cuore, poi la testa e poi gli occhi

che è un pò il mio mantra di approccio al cinema.
Prima vengono le emozioni, poi il ragionamento e solo alla fine la bellezza visiva e cinematografica.
Ecco, l'altroieri parlando di Lanthimos mi sono arrischiato a definirlo mio regista della testa, ovvero quello che con i suoi film mi porta più a ragionare, a riflettere, a far lavorare i neuroni.
I suoi film non emozionano ma intellettualmente sono formidabili.
Anche a livello filmico e visivo sono davvero suggestivi ma insomma, niente per cui ritrovarsi gli occhi che a fine film organizzano una festa privata per festeggiare fino alla mattina successiva.

Ma se Lanthimos è la testa, gli altri chi sono?
In realtà voglio pensarci un attimo di più, abbiate pazienza, ho deciso di fare il post 8 minuti fa, era più una curiosità nei vostri confronti che un tentativo di analisi dei miei (cosa? confronti? fila male).

E allora quali sono i vostri registi del...?

Della testa avete capito perchè.
Del cuore ovviamente quello che con i suoi film vi emoziona più.
Degli occhi quello che trovare visivamente e tecnicamente migliore, insomma, il vero e proprio mago del cinema.
Io aggiungerei anche il regista della pancia, ovvero quello che istintivamente vi muove dentro più cose, non tanto quindi che vi fa riflettere ma che senza nemmeno ve ne accorgiate agisce più su di voi.
Se volete, per sdrammatizzare, potremmo mettere anche il regista del fondoschiena, ovvero quello che, ca va sans dire, vi fa più cacare.
Ed è meglio evitare Moccia e simili, io ne metterei uno "vero" che magari piace a tanti ma voi proprio lo detestate.

Ovviamente nessun regista appaga o stimola solo e soltanto una parte di voi.
Anche sui nomi che ho citato ci sono tutti registi che bene o male agiscono su di me in vari settori.
Però, insomma, dobbiamo trovare il simbolo di ogni parte.

O.k, mentre scrivevo ho pensato a qualche nome.
Lanthimos per la testa.
Kubrick per gli occhi (dei nuovi Sorrentino).
Trier per la pancia (ma per molti di voi passerà dalla pancia alla schiena e poi ancora più giù).
E per il cuore chi?

mmm, dopo la pubblicità



(o.k, pubblicità finita, Charlie Chaplin)

un lettore ha scritto anche del regista delle orecchie (colonna)

119 commenti:

  1. Non saprei dire per gli altri organi ma Herzog lo è del cuore (di vetro).

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    1. Dio bono, ma così non vale, troppo facile...

      Esigo altri organi tuoi

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  2. Cuore : Charlie Chaplin
    Pancia: Clint Estwood
    Testa: Terry Gilliam, Richard Linklater ed il Malick di the Tree of life
    Fondo schiena: Steven Spielberg

    Non espongo i motivi perchè darebbero solo adito a lunghe ed inutili discussioni :)
    De gustibus.....

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    1. E Giovanni non aspetta la pubblicità e cita quello che anche per me è il regista del cuore, Chaplin.
      Ogni inquadratura di ogni suo film per me è emozione.

      Linklater è molto interessante, l'unico regista che conosco con due progetti così incredibili alle spalle come i Before e Boyhood.
      Senza dimenticare Waking Life... (è suo no?)

      Non avrei mai detto che il film di Malick stimolasse più la testa del resto, lo devo vedere.

      No no, ma guarda che Spielberg sta lì a tanti eh...

      Mi stupisce che il nostro guru della fantascienza poi abbia messo questi nomi.
      Paradossalmente l'unico che l'ha trattata è proprio Spielberg.
      Forse per quello ti sta lì ;)

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    2. Grazie per il guru ma nulla è più lontano da me di un santone :-)
      Spiego solamente Malick: parla nel suo film di così tante cose che, pur stimolando anche il cuore e gli occhi in maniera decisa, richiede la stessa concentrazione di Neon Genesis Evangelion per capire tutti i temi trattati in sole 2 ore e mezza di film.
      Creazione, evoluzione, prevaricazione, amore figliale, amore paterno, amore materno, amore fraterno, la perdita, l'orgoglio, la competitività, l'amicizia, la tristezza, il rammarico, il rimorso, la disillusione, la speranza, l'aldilà, il tempo, il vuoto (fisico, mentale e sentimentale), il senso della vita, la fine come fine e per contrario come nuovo inizio.
      Forse addirittura troppo ambizioso come progetto...fatto sta che mi è piaciuto; ma la testa è così impegnata ad assimilare ciò che vede che al cuore i messaggi arrivano solo dopo averli "digeriti", nel mio caso un paio di giorni dopo.

      Ho dimenticato il regista degli occhi: Fincher; ai suoi film non riesco a staccare gli occhi dallo schermo.

      Per le orecchie: Walt Disney, quello 2D a matita, (non quello della computer grafica)

      "Mandi" dal Friuli a tutti

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    3. Beh, direi che meglio non potevi spiegarti...
      Non l'ho visto proprio perchè so che dentro c'è tutta quella roba e sto allora aspettando il momento giusto.

      E sì, hai ragione, quel film oltre alla bellezza visiva è proprio "progettato" per riflettere e struggersi ;)

      Ottimo Fincher, ne ho visti 7 su 10 suoi senza mai scendere sotto un gran bel livello (peccato, per me, il secondo tempo di Gone Girl).

      Io amo Villeneuve, lo scrivo perchè un pò richiama Fincher, ossia, bellissimo da vedere ma abbastanza classico, pochi trucchi e magie.

      Grandi la citazione di WD

      allora sei friulano come il mio amico Frank di VisioneSospesa


      ciao!


      avviso agli sparuti naviganti, adesso fino a mezznotte non posso più leggere nè tantomeno commentare

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    4. Giovanni condivido in pieno le tue parole su malick, molto chiare e pertinenti

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    5. E' vero, bellissime cose ha scritto. Io per onestà intellettuale non avendo visto il film ho voluto essere sintetico nel commentare ma ha davvero detto tutto

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    6. Emmeggi, mi fa piacere che il mio prolisso commento sia risultato chiaro. Piaccia o non piaccia a mio parere è uno di quei film da vedere. A Giuseppe, quando deciderà di farlo, auguro una buona ed attenta visione. Gli attori danno una grande prova della loro arte. L'unico appunto che posso fare a Pitt è che esaspera un po troppo il Marlon Brando che c'è in lui. Penn è Penn, e la Chastain è una madre credibile e commovente (pur essendo Milf di prim'ordine)

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    7. Ah, ma che lo guardi con attenzione è fuor di dubbio...
      Lo faccio sempre e proprio per questo certi film, a loro modo così esistenzialmente grandi, li rimando il più possibile.
      Rimandai Synecdoche per 3 anni. E poi successe quel che successe.

      Sulla Chastain c'è poco da dire, sia come attrice che come Milf

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  3. Il problema è che io ragiono più a film che a registi. Però volendo stare al gioco, non scrivo mica col sangue, direi:
    Cuore: Miyazaki
    Pancia: Haneke
    Testa: Cronenberg
    Occhi: Cassavetes (può sembrare strano, ma se penso ad un cinema da divorare con gli occhi penso a lui...era in lizza anche per cuore in verità)
    Culo: Nolan

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    1. Anch'io Chiara, e lo sai.
      Per me esiste quasi sempre solo il film, tutto il resto è secondario.

      Haneke era il mio vice Trier, ma hai capito perfettamente cosa intendo di pancia.

      In realtà credo che i tuoi esempi siano tutti perfetti, non perchè quelli degli altri non lo siano, anzi!, ma perchè ogni tua scelta riesco a comprenderla perfettamente.

      Finalmente abbiamo un punto in cui siamo proprio agli opposti, Nolan!

      evviva!

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    2. Haneke per me è il regista della "schiena": quello del brivido che ti percorre come una scossa da 380V. Shock! Non quello facile e ruffiano degli horror, parlo di quello shock legato al verosimile, reale e nonostante ciò inconcepibile proprio perchè possibile.
      La scena di Funny Games con Ulrich Muhe (del 1997) nella quale viene ucciso il figlio è la scena che più ha congelato i miei sensi tanto mi ha turbato. La freddezza e la irreversibilità di quel momento sono devastanti, anche perchè nel profondo sai o ti rendi conto che cose così succedono davvero....
      Chiunque abbia dei figli piccoli può capire le mie parole con estrema facilità.
      E Amour parla con innocente crudeltà di ciò di cui tutti abbiamo paura e che molti di noi potrebbero fare in una situazione del genere. Non è cosa banale da esprimere in un film

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    3. Ci ta perfettamente la schiena con Haneke.
      Ma anche la pancia e la testa.
      La sua violenza è subdola, ti circola dapertutto, ti mette disagio ma non hai la scappatoia, come con altri, del cinema, della finzione, del "divertimento" anche volendo.
      Guarda, tu mi dici che la scena di Funny Games è quella che più ti ha congelato.

      E anche per me la scena più congelante della mia vita viene da Haneke, ma da Cachè, non dico quale perchè tanto se uno l'ha visto capisce. Sono quasi svenuto, non me l'aspettavo, m'ha fatto sta malissimo.
      E' questo Haneke. portentoso.
      La freddezza, la violenza nuda, improvvisa e reale.

      Su Amour ho scritto già troppo in rece.
      E anche lì quando poi sembrava che l'hanekata ormai non ci sarebbe stata, eccola che arriva

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  4. Eh, quesito molto interessante, mi serve tempo per rifletterci bene però... tanto il post non scappa, credo :p

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    1. Ancora di post poi autodistruttisi non ne ho mai messi, in teoria dovrebbe restare!

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  5. Ti scrivo i primi che mi sono venuti in mente mentre leggevo il tuo post.

    Di cuore: Alejandro Inarritu. Mi tocca. Continuo a considerare 21 Grammi uno tra i miei film in assoluto preferiti.

    Di pancia: Clint Eastwood. Mi costringe a fare i conti con testa e cuore mischiano le emozioni improvvise con il ragionamento, fermando le sensazioni a livello dello stomaco.

    Di testa: Kubrick. Mi costringe a riflettere ma senza mai darmi spazio per l'emotività, rimango sempre piuttosto scioccata a livello di elucubrazioni mentali ma piuttosto fredda dal punto di vista emotivo.

    Di culo: David Lynch. Lo so che qui si potrebbe aprire una discussione infinita, ma proprio non lo sopporto. Sicuramente sarò io a non aver compreso la genialità (?) del suo cinema, ma trovo che sia patetico, volutamente ed esageratamente paradossale affinché, nel bene e nel male, si parli di lui (escludo, per ovvie ragioni, "Una storia vera". Film che ho trovato davvero interessante).

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    1. Ciao Virginia!

      Ecco, di cuore hai toccato un mio tasto motlo delicato.
      Anche per me poteva essere Inarritu, ma nel senso di strappacuore.
      Leggiti a tempo perso le rece di 21 grammi e Biutiful e capirai.
      Sono con te al 100%

      Molto interessante, già il secondo Eastwood-pancia, non l'avrei mai detto. Hai spiegato benissimo

      E' vero su Kubrick, è l'anticuore per eccellenza (come Lanthimos per restare in tema). E il mix testa-occhi è micidiale, potrebbe essere "primo" in entrambi

      Molto interessante e ben spiegata la scelta controcorrente di Lynch. Ovviamente dissento ma io sono uno che ama molto le posizioni opposte alle sue, sempre se in buona fede, In ogni caso anche io ho "odiato" certi Lynch

      mancano gli occhi ma non muore nessuno ;)

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    2. Accidenti, è vero. Mancano gli occhi.
      Non saprei comunque cosa rispondere, perché per me gli occhi non vanno mai staccati dagli altri sensi. Non riesco a guardare qualcosa che sia bello oggettivamente senza che mi desti qualche emozione o qualche pensiero, per un film come per un tramonto, come per un uomo, come per un quadro. Non riesco mai a prescindere la bellezza dall'emotività del sentimento che l'oggetto che osservo mi suscita. Per me non esiste bellezza oggettiva slegata, appunto, da una serie di pensieri ed emozioni che a quella bellezza sono strettamente ed intrinsecamente associati.

      Eastwood-pancia perché non è solo emotività, che pure è fortemente predominante, e non è solo testa, che pure ti lascia un sacco di pensieri successivi. È pancia, è dolore, ti costringe a guardare le cose da un altro punto di vista. E qui... mi permetto di citare un altro tra i miei film preferiti in assoluto, Mystic river (più di Million dollar baby, perché il cinema, per come lo intendo io, è come la lettura: voglio fare a pugni con i miei sentimenti, voglio che mi si sbattano in faccia, che venga costretta a fare i conti con la parte buia di me stessa, e voglio soffrire, nella lettura, come nella musica, come nel cinema, per poi rinascere (forse!) dopo!

      Ok, mi sono lasciata trasportare!


      Lynch è... boh, non so come definirlo. È il palcoscenico del "tutto è possibile, anche se non ha un senso, l'importante è che l'ha detto David, oh yeah!".

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    3. No no, ma te dici benissimo, anzi, leggendo sti commenti un pò mi vergogno ad aver banalizzato tutto così.
      Nessun senso esiste da solo, o quantomeno non nei grandi film.
      Te ancora non mi conosci ma io amo vivere i film nel modo perfetto che hai detto te.

      Sì s', il concetto di pancia è proprio quello.
      A me capita con Trier (che mi stimola moltissimo anche gli occhi e la testa, tutto tranne il cuore).

      Tu stai parlando con uno che ama più di tutto i film disturbanti e massacranti, quindi capisco perfettamente cosa dici, per me è lo stesso.
      Non è un caso che ti parlavo di 21 grammi e Biutiful.

      Per me il cinema più grande è quello della sofferenza, perchè umanamente il più grande, quello che mi fa riflettere di più.

      Lasciati trasportare quanto te pare, qui la famo lunga spesso ;)

      su Inland Empire condivido :)

      sugli altri un pò meno

      ma c'è un fondo di verità in ciò che dici

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    4. Io posso capire che il buon David possa non piacere e stare sul culo, solo non approvo per nulla la seguente frase: "affinché, nel bene e nel male, si parli di lui". Più che altro perché Lynch non è che sia uno che sta sempre al centro della scena (se non per la faccenda della meditazione trascendentale, ma è molto più recente e ha motivazioni che non posso approfondire per mancanza di informazioni) anzi, è un regista che ha deciso di non fare più film perché ha affermato di non aver più nulla da dire (per ora) attraverso il mezzo cinematografico. Molto meno egocentrico di chi fa film perché sì, nonostante non abbia nulla da dire.

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    5. Concordo.
      Semmai il discorso di Virginia, ahimè, lo potrei applicare al mio adorato Trier che fa di tutto per parlare di sè, frutto di un egocentrismo impressionante.
      Eppure poi vai a vedere i suoi film e, piacciano o no, non ce n'è mai uno "buttato" là, fatto tanto per fare. Anzi, tutti hanno strutture visive, narrative e metaforiche gigantesche.
      Trier è un lavoratore, c'è poco da fare.
      Poi si vende come uno stronzo.
      Io credo che abbia sempre fatto film perchè aveva qualcosa da dire

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  6. non riesco a metterne solo uno per categoria :-)
    testa: Kubrick, Cronenberg, Bergman
    Cuore: Woody Allen, Tarantino, Cohen
    Pancia:Bong Joon-ho, Carpenter, Petri
    Occhi: Malick, Villeneuve, Antonioni
    Culo: Ozpetek, Snyder

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    1. Secondo me, lo scrivevo anche su facebook, qualcuno di voi ha inteso, per colpa mia eh, come registas del cuore il regista preferito.
      No, io intendevo, come gli altri sensi, quello che ti stimola il cuore,
      E i 3 grandissimi registi che hai messo lo fanno a volte sì, ma credo che tu l'hai messi come tuoi registi preferiti.

      Kubrick testa va alla grande, anche Cronenberg non sei il primo, Bergman (ho visto solo due film) è perfetto

      grande Bong!!

      Perfetti gli esempi degli occhi, complimenti

      ahahah, scusa la battuta ma culo-Ozpetek lui sarebbe contentissimo

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    2. hahah
      Si cuore intendevo preferiti a "cuor leggero" :-) in questo caso ci lascio Allen

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  7. Ciao bel blog! Mi iscrivo e partecipo ovviamente al giochino :-) Senza pensarci troppo, one shot:

    cuore: Woody Allen,
    testa: Robert Altman
    occhi: Orson Welles
    pancia: Don Siegel

    e aggiungo:
    orecchie: Martin Scorsese (chi ha migliori colonne sonore delle sue?)

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    1. Grazie Paolo!

      Scelte molto originali (anche se tutti registi nel gotha del cinema).

      DI Siegel potrei anche non aver visto nulla, devo controllare, ma mi piace molto quando questi giochini portano a suggerimenti così interessanti

      formidabile la tua idea per gli orecchi, sarebbe da aggiungerla.

      Chi legge, lo faccia

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    2. È carino sto post e così mi inserisco a fare il prezzemolo. Don Siegel ha fatto l invasione degli ultracorpi e anche almeno uno dei Callaghan, se non ricordo male il più stralunato e bello!
      E sulle orecchie per me non ci son dubbi, l'unico regista rom di cui non parla mai o quasi nessuno; gatlif!

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    3. Guarda, dire che sento per la prima volta il nome di Gatlif è il minimo, non solo, se l'avessi letto altrove l'avrei preso come un nome inventato.
      Hai capito MG...

      Sì sì, so di Siegel perchè sono andato subito su Wiki.
      E confermo la mia verginità con lui ;)

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    4. Allora ti consiglio vivamente di vedere Swing, o anche lo pseudo doc Latcho Drom

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    5. Metto in lista (veramente ho una lista eh, infinita ma ce l'ho salvata in mail)

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    6. Di Siegel andrebbero recuperati oltre a quelli citati da Emmeggì il magnifico 'southern gothic' "The Beguiled" (La notte brava del soldato Jonathan), una specie di romance malato, con sfumatura horror sottopelle, ma soprattutto il crime "The Lineup" (Crimine silenzioso) con un Eli Wallach pazzo strepitoso.

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    7. Grazie mille, suggerimenti che apprezzo davvero e acui prima o poi darò seguito

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    8. Io ovviamente non posso dir nulla e leggo solo ammirato e orgoglioso che ne stiate parlando qua.
      Come per l'altro settore Herzog-Pasolini

      per questo dico che non sono un cinefilo ma uno appassionatissimo di film. I cinefili veri saprebbero entrare in ognuno di questi discorsi, quelli falsi ci proverebbero barando.
      In realtà pochi di noi lo sono, noi amiamo i film, ma non il cinema in toto orizzontalmente e verticalmente

      mi piacerebbe che specie nei social questa presa di coscienza venisse fuori. E anche nei blog. E anche nella vita

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  8. Vediamo:

    Cuore: Ozu. L'unico regista che riesca a riconciliarmi con la specie umana.

    Occhi: Godard. Il 3D spregiudicato di Adieu au Langage basterebbe già a includerlo in questa categoria (chi altro riesce a farti sbattere alternatamente le palpebre per vedere due scene in contemporanea?) ma non è che l'ultimo esemplare di una filmografia pazzesca. Davvero riesce a farmi guardare alle cose con occhi nuovi.

    Testa: Bergman. Come diceva qualcuno, non mi colpisce a livello viscerale, però mi suscita un turbinio di pippe mentali interminabile. Persona rimane uno dei miei film preferiti (e anche gli occhi ringraziano).

    Pancia: Lynch. Vidi Mulholland Drive senza sapere minimamente a cosa andavo incontro. Ne uscii sconvolto, come se avessi fatto un viaggio lungo mille anni. Non è chiaro? Neanche a me.

    Deretano: (con buona pace dell'amministratore del blog) Xavier Dolan. Gli riconosco entusiasmo e coraggio, ma trovo i suoi film vuoti, le sue interpretazioni imbarazzanti, i personaggi caricaturali. L'equivalente cinematografico di una tempesta ormonale.
    E no, non è una bella cosa.

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    1. Condivido bergman e Godard, quest ultimo troppo poco conosciuto e sicuramente mentale anche se in un certo senso leggero.
      Su nolan solidarietà con Giuseppe almeno x inception

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    2. Ozu è considerato urbi et orbi uno dei primi dieci della storia.
      Io ne ho visto uno e, ammetto, ho faticato.
      Il suo è proprio raccontare un altro mondo, con tempi e usanze diversissime da noi.
      Va visto in più opere per entrare definitivamente in quel mondo credo.

      Stupenda la citazione su Godard, strano che il mio amico Rocco (Godard è praticamente il suo regista preferito) non mi abbia citato quella cosa di Adieu ad langage (che lui ha visto e io per un pelo ho perso).

      Le pippe mentali sono uno dei corollari dei film di testa, bravo. Ovviamente in questo Synecdoche per me è stato il massimo. Ma lì pioù di tutti è stato colpito comunque il cuore.

      Ecco, Lynch in maniera più banale io lo metterei quasi sempre sulla testa. Però è vero, Mulholland ti smuove un pò tutto. Del resto questa è prerogativa dei capolavori no?

      Ahah, grande demolizione di Dolan.
      (mi state demolendo registi quasi omonimi (D)(N)olan.

      Guarda, io ne ho visto solo uno e se è lassù in cima al blog un motivo ci sarà.
      Ma sono sicuro che amerei anche gli altri.

      Mi piace moltissimo quando ci sono percezioni così diverse. Di solito ci sono nei film o registi più interessanti, è una cartina di tornasole questa.

      Secondo me MG ha letto Nolan, tanto per tornare a sopra ;)

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    3. Emmeggì: Ho l'impressione che Godard in generale non sia molto amato perché, come giustamente dici, considerato freddo, distaccato, mentale, pretenzioso. Secondo me facciamo fatica ad accettare che esistano dei registi difficili, esattamente come in letteratura esistono i Proust, i Mann, i Borges, non sempre amati ma sicuramente rispettati. Quando si tratta di cinema per qualche motivo tendiamo a confondere la complessità con l'ostentazione, rifiutando ciò che non è immediatamente godibile come astruso e offensivo verso lo spettatore. Probabilmente ha a che fare con l'origine del cinema, un'arte che ancora oggi percepiamo soprattutto come mezzo di intrattenimento... Non lo so. So solo che, per quanto un film di Godard possa essere ostico, sarà pieno zeppo di immagini e idee memorabili :)

      P.s. Giuseppe ha ragione, è Dolan e non Nolan, ma fossi in te non approfondirei.

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    4. Giuseppe: Guarda, ho iniziato a guardare Tokyo Story più per senso del dovere che per altro, ma mi ha emozionato come pochi. La fatica è stata solo nei primi 10 minuti, giusto per abituarsi alla staticità delle inquadrature. E non sono d'accordo con il lontanissimo da noi, se sostituisci il sakè con la birra e Atami con Riccione ottieni lo stesso effetto. Non so quale hai visto tu, ma nel caso ti consiglio questo... e se non ti piace, beh allora sei senza speranza :)

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    5. Scrivo solo per sottoscrivere il commento che hai fatto su Godard. ecco quello che hai scritto non so dire nient'altro di più se non citare una di queste ultime (idee memorabili) da adieu au langage quella di filmare un uomo intento a defecare sul proprio bagno come sintesi dell'intimità violata e allo stesso tempo dell'uomo dell'epoca del turbocapitalismo senza più forme né convenzioni, ma solo intento ad appagare i propri bisogni. Senza affrontare tutti i temi del film, solo questi fotogrammi, per me, bastano a rendere l'idea di uno dei registi più potenti, contestatori e dissidenti che abbia visto ultimamente al cinema (alla tenera età di 84 anni).

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    6. Ivan (non ti credere che sappia mettere il grassetto come te, sei un mago per me): ho visto Il sapore del riso al tè verde.
      Ho faticato, è un cinema che vedevo a 20 anni e poi lasciato del tutto.
      Devo riuscire a ritornare a certi ritmi.
      La staticità non mi preoccupa, sono statici quasi tutti i film che mi piacciono di più.
      E' che veramente, tra il bianco e il nero e l'immobilismo ho fatto fatica a restare coinvolto.
      Sono storie di tutti i giorni quelle di Ozu (almeno credo) e qiuindi difficilmente possono colpirti al primo sguardo o dopo solo un film.
      Credo che sia uno di quei registi dei quali bisogna avere una panoramica più ampia per capirne la poetica e il "progetto".
      Se un giorno riproverò, lo farò dal tuo titolo



      su godard è un piacere leggervi, io posso aggiungere ben poco

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    7. Rocco: Sei coetaneo di Godard! Ho imparato una parola nuova: turbocapitalismo. Ricordo benissimo quella scena, come dimenticarla d'altra parte? Da notare anche l'uso efficace del sonoro. D'accordissimo sull'aspetto rivoluzionario del cinema di Godard.

      Giuseppe: Mi dispiace che il tuo incontro con Ozu sia stato deludente, certo che però di tutti i titoli hai scelto il meno
      accattivante :) Il giorno che avrò diritto ad un'altra "promessa" richiederò Tokyo Story!

      P.s. Il grassetto è un concetto esoterico

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    8. Stronzo, continui a propinarmi il grassetto per famri sentire stupido ;)

      ah, me ne avevano parlato come del capolavoro di Ozu, se è così ho speranze allora

      ma in realtà c'è una rubrica, il visti per voi, un film a testa che devo vedere

      non mi ricordo se te l'avevi già dato ma finchè non vedo puoi cambiarlo ;)

      (accidenti, devo riprendere quella rubrica, almeno per rispetto di voi fantastici lettori)

      ciao!

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    9. Fino all'ultimo respiro e il "seguito" stupendo Il bandito delle 11, sono stati nel mio cuore per molti anni. Non sono assolutaente film difficili, semmai romantici e anarchici. Adieu au language devo ancora vederlo

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  9. A bruciapelo

    Testa: Lynch
    Occhi: Kitano
    Orecchie: Gatlif
    Bocca: Korine
    Mani: Pasolini
    Spalle: Sokurov
    Pelle: Cronenberg
    Cuore: Miyazaki
    Pancia: Von Trier
    Culo: Giordana (mi fa un po' cagare anche solo dirlo)
    Cazzo: Noe - Von Trier
    Gambe: Herzog, per i suoi viaggi
    Piedi: Kim Ki-Duk

    Accessori:
    Pistola: Leone (e Eastwood)
    Coltello: Miike
    Bottiglia: Kaurismaki

    Spirito: Malick

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    1. ti amo


      commentare oltre equivale a rovinare sta cosa

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    2. Mi permetto di proporre una aggiunta. Visto che ci sono cazzo e culo, perché non mettere anche la figa? (Nel senso inteso da Giuseppe, è chiaro, per questo tripodi post)

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    3. Giovanni, non ne sono dotato, anche se mi piace, ci penso spesso, e ogni tanto mi piacerebbe pure averla.
      Lascerei che ne parlino le donne. Uno degli ultimi film molto femminili, secondo me, è il -per me capolavoro- Spring Breakers.
      Di fatto Korine me lo sono scordato, perchè è uno che mi è entrato dentro sin dagli esordi quando lo scoprii per caso.

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    4. Grande idea Giovanni ma non so come applicarla metaforicamente.

      Se regista del ca e del cu si capisce cosa si intende, regista della fica faccio fatica.
      Possiamo, come ha fatto Emmeggì citare registe che quella parte ce l'hanno mostrata a dovere ma insomma, non è metafora così.

      Ci devo riflettere. Ma è argomento sul quale si riflette volentieri

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    5. Io in Italia direi senza dubbio Tinto Brass che la osanna come tema, anche se in maniera triviale e boccaccesca.
      Cito pertanto anche Pasolini...molto più fine, forse per l'invidia della F che provava nei confronti delle donne.
      Mentre per quanto riguarda il resto del mondo dico Paul Verhoeven. E chi è stato giovane tra gli 80 e i 90 capirà al volo ;-)

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    6. Giovanni, è già la terza volta che commenti quando io, dopo ore sono tornato a rispondere agli altri.
      Inizio ad inquietarmi.
      Sì, certo, inteso così sti registi ci stanno ma ancora non vedo il potere metaforico.
      Culo e cazzo stavano per disgusto, fica non può essere perchè argomento del film o della poetica, usiamo metodi diversi.
      Che qualcuno trovi la metafora giusta per quella sacra cosa

      mi scuso per il linguaggio

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    7. Non inquietarti, si vede che lavoriamo e cazzeggiamo in orari simili.
      E il tuo blog è troppo interessante per non controllare come si evolve.
      Comunque per come giustamente la intendi Tu solo una donna potrà risponderti....io in quanto fisiologicamente sprovvisto posso solo fare riferimento al tema. Non mi immagino nemmeno chi possa stimolare quella parte femminile che forse c'è anche in ogni maschio. Con testa cuore etc. il tutto era più facile . L'altro Giovanni che ha tirato fuori l'argomento è un genio :-) o un pervertito (ovviamente scherzo)

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    8. Non so della fi... ma delle tette sicuramente Russ Meyer. Vixen per me è un capolavoro, come anche "Lungo la valle delle bambole", ingiustamente squalificato come regista di porno, la sua produzione invece è una sferzante satira al mito del machismo e all'ordine costituito. Certe volte il corpo di una donna è la chiave che scombina tutti i codici.

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    9. Tutto molto interessante ;)

      Dici che Meyer è sottovalutato?
      Molti pensano il contrario, è diventato un regista culto girando film quasi pessimi ;)

      Vixen lo conosco bene, l'altro no.

      Però, pe rl'ultima vola torno serio.
      Come regista di cul e caz non abbiamo citato registi che nei loro film hanno cul e caz, mi capite?

      Quindi registi della fi e delle tette non devono essere registi che hanno dentro quelle, c'entra nulla, a parte lo spasso nel leggere ste cose.

      Ecco, da uomo potremmo dire che il regista della fi (mi sto controllando perchè il post sta prendendo svolte (s)boccaccesche tremende, potrebbe essere il regista del desiderio.

      Ma è una delle tante ipotesi.
      Se ragioniamo come state ragionando voi allora il regista del culo no n è quello che sopportate poco ma Tinto Brass

      capit?

      Giovanni (non Rui), hai creato un bordello ;)

      Giovanni (Rui), grazie...

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    10. Per regista della F intendete F per organo... o per Femminilità? Cambia un po'.

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    11. E' quello che sto cercando di far capire a sti pervertiti qua

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    12. Giusto, mettiamoci anche le Tette! 😀 condivido la domanda di Bianca e propendo per la sua definizione, che spazia molto di più! Anche gli altri organi, Giuseppe, come limintendevi?

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    13. Ah Giovà, finimola dai ;)

      non è che se adesso è entrata in discussione una donna ce dobbiamo riaccende ;)

      vada per la femminilità!

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  10. Cuore Baz Lurhman (e se l'ho scritto male sorry...)
    Testa Martin Scorsese
    Pancia Quentin Tarantino e la mia adorata Kathryn Bigelow
    Culo Von Trier

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    1. Mi avete messo Trier in due commenti di fila uno sul cazzo e l'altra sul culo ;)

      Io lo adoro.
      La cosa buffa è che voi lo chiamate Von e io no, è un pò paradossale ;)

      Della Bigelow ho visto troppo poco...

      Scorsese lo vedrei più come maestro di cinema (occhi), ci devo ragionare. :)

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    2. Quoto la Bigelow come alternativa femminile a Estwood per quanto riguarda la mia pancia (inoltre è la regista donna preferita di mia moglie). Negli ultimi anni con Hurt locker e Zero dark thirty ha eclissato il suo oltremodo famoso ex-marito. Dopo Terminator 2, ancora grande, l'arte di Cameron non fa più per me. Ma da Aliens ad ogni modo è stato un costante declino.

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    3. Dimenticavo K-19 di Kathryn....un altro film che smuove qualcosa nelle mie viscere

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    4. The Hurt Locker è un film grandissimo.
      E la scena al supermercato un capolavoro che dice degli uomini di guerra più di tante ore di film di genere.

      M'hai beccato proprio mentre rispondevo agli altri

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    5. Anche io adoro Trier
      Se penso ai film che mi hanno più comunicato, emozionato, sballotato, rivoltato come un calzino, divertito, arrapato, riconciliato con la mia parte omicida, non posso non pensare a robe come Antichrist, Melancholia, Dancer in the Dark

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    6. Hai detto tutto.
      Direi che quegli aggettivi sono molto calzanti.
      Anche se, scusa l'ovvietà, io Dogville non riesco mai a lasciarlo fuori.
      Per me son tutta roba che flirta col capolavoro

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  11. ora come ora dico:

    testa: kubrick
    occhi: (a malincuore dico) sorrentino (perché ultimamente secondo me non ne azzecca mezza ma che piacere dà guardare i suoi film...)
    cuore: capra (non ne ho visti molti ma quelli che ho visto lì sono rimasti)
    pancia: garrone
    culo: lynch (sottoscrivo tutto ciò che ha già detto muncialda) e kusturica

    poi magari dopo cambio idea, non so.

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    1. Secondo me tanti di voi prende 2001 come massimo Kubrick e allora testa come pochi. Ma come "media" secondo me la grandezza di Kubrick sta più nella meraviglia che proviamo nel vedere i suoi film.
      Sono opere d'arte impressionanti.

      Ti voglio bene per Garrone (hai ragione, Primo Amore e L'imbalsamatore soprattutto vanno là) e per Sorrentino che, lo scrissi, è gioia per gli occhi oggettiva, anche se lo odi.

      Lynch e Trier, ma lo sospettavo, sono i re del deretano

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    2. Primo Amore.....cavolo che film.
      Più va avanti questo post è più vengono elargite perle!
      Perchè il cinema italiano non è solo "scusa se ti chiamo amore"....
      In entrambi i titoli c'è la parola amore ma il paragone è improponibile, e mi rendo conto dell'assurdità del paragone nel momento in cui lo scrivo

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    3. Anche nell'Imbalsamatore c'è la parola amore volendo :)

      adoro Garrone, tutto.
      Gomorra, Reality (mamma mia) , Primo Amore, l'Imbalsamatore, non scendiamo dall'8.

      Forse il suo pur bello Il Racconto dei Racconti per me è il minore. Magari di poco ma lo è

      ma che scherzi, il cinema italiano è grande per me

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    4. Si scusa....intendevo il cinema italiano di adesso.
      Nessuno dimentica la grandezza di De Sica, Antognoni, Rosselini, Leone, Monicelli, Fellini.....e tanti altri di cui non ho scritto il nome.
      Il cinema mondiale non prescinde da loro e li omaggia in continuazione. Noi troppo poco. Per fortuna ci sono registi della nuova guardia che mantengono viva la fiammella e la speranza

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    5. No no, ma quando ho scritto che il cinema italiano è grande mi riferivo proprio ad ora.
      Posso scrivere almeno 20 grandissimi film nell'ultimo decennio.
      Il problema è che tanti sono passati inosservati.
      Io ho molta fiducia, non nella distribuzione, che mette in circolo gli italiani peggiori, ma nei nostri registi.
      Di adesso.

      vi lascio per un paio d'ore, gran bella chiacchierata con tutti

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    6. no alt. kubrick lo percepisco come assai cerebrale per come costruiva i suoi film, che non mi coinvolgono "di panza e cuore", li sento freddi, anche nelle grandi passioni (a parte in shining) benché li reputi meravigliosi. (poi vabbè, 2001 è, dal mio punto di vista, una palla infinita. ma non amo molto la fantascienza quindi è un mio limite.)
      e non odio sorrentino. non amo il sorrentino americano ma i primi film li ho visti più e più e più volte.

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    7. Sì sì, ma sono stato frettoloso io, mi avete assolutamenre convinto che i film di Kubrick siano di testa.
      E' che ero talmente abbagliato dalla bellezza da, forse, avere dimenticato quest'altro aspetto (2001 a parte dove è troppo palese).

      Sì, credo anche io che i due americani siano mezzo passo o un passo dietro.
      Per quanto mi siano piaciuti molto eh.

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  12. Difficile rispondere. Sicuramente per la testa e la pancia dico Haneke. Per il resto però non saprei, anche perché non ho una conoscenza approfondita di tanti registi e me ne mancano alcuni fondamentali, di cui non ho ancora visto niente (ad esempio Kubrick).
    Facciamo così, provo ad applicare queste categorie ai film singoli.
    Dunque:

    Cuore:
    Requiem For A Dream: di questo ne abbiamo già parlato parecchio. Anche se devo dire che, con il tempo, la mia valutazione verso questo film si è abbassata. Ma rimane comunque una visione che non mi dimenticherò facilmente.

    Amour: anche di questo ne abbiamo già parlato. Uno dei capolavori del già citato Haneke.

    Testa:
    Il Settimo Continente: perché, insieme ad un altro che citerò più avanti, è il film che più mi è rimasto in testa.

    Kynodontas: capolavoro, nulla da aggiungere.

    Pancia:
    Luton: Ecco l'altro film di cui parlavo prima. Se Il Settimo Continente ti rimaneva in testa per parecchio tempo dopo la visione, Luton va oltre. Ti colpisce, ti stende, ti prende e non ti lascia più. Film pazzesco, probabilmente il vero apice del nuovo cinema greco (forse pari solo a Kynodontas).

    Dogville: altro filmone indimenticabile. Per ora il migliore di Trier (anche se devo ancora vedere il promettente Antichrist).

    Spero di non aver fatto un'intervento troppo fuori luogo ma volevo comunque lasciare un piccolo contributo alla discussione.

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    1. Strano che alla tua età hai visto così tanti film che nemmeno 40enni hanno visto e ti manca del tutto Kubrick.
      Almeno 4,5 film suoi sono fondamentali, e te lo dico uno che odia il discorso dei mostri sacri, dei registi intoccabili e di altri discorsini da cinefili da bar.
      Alcuni film di Kubrick sono imprescindibili.

      Con i film hai barato, meriti di non essere "rispostato" :)

      che dirti, Dogtooth, Amour, Luton, Dogville, basta leggere le rece per sapere da che parte sto.

      Secondo me hai inserito ogni film nel settore giusto.
      Per me la summa di testa e cuore è Synecdoche, ormai lo san tutti ma se prendiamo la sola testa credo che recentemente nessuno batta Dogtooth.

      Ricordo perfettamente il tuo stravedere per Luton, per me bellissimo film ma non sul podio greco.
      Credo.

      In ogni caso potrei fare un post simile coi film, ma dopo divento un filo pesante e anche ripetitivo...

      Ciao!

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    2. Ecco, mi sono dimenticato che di Kubrick ho visto Full Metal Jacket.

      Synecdoche prima o poi penso che lo guarderò, ma non adesso. Mi da l'idea di qualcosa di impegnativo, da guardare al momento giusto.

      Luton capolavoro, non mi stancherò mai di dirlo.

      Comunque tu hai parlato di registi che piacciano a tanti ma a te no. Ecco, applico questo ragionamento ai film e dico Pulp Fiction.

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    3. No no, Synecdoche aspetta, ha poco senso adesso, concordo.
      Anche perchè è il film di una vita e del suo senso, più anni metti sulle spalle più lo comprendi.

      Pulp Fiction per me è straordinario ma capisco benissimo che è un tipo di cinema così eccessivo, sui generis e pazzo che specie a un ragazzo che si sta facendo la cultura di "bei" film d'autore può non piacere.

      Per Kubrick c'è tempo, anche là

      ciao!

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  13. Giuseppe.. Non so se ho capito il senso delle categorie (le ho rilette almeno tre volte eh)..
    Provo

    Cuore: Bergman, Keslowski, Coixet
    Pancia: Bergman, Kieslowsi
    Testa: Bergman, Kieslowsi
    Occhi: Sorrentino, Bergman, Kieslowski

    Aggiungo categoria

    Infanzia, adolescenza (con pancia testa cuore): Spielberg, Burton

    Altro: Inarritu, Almodovar, Forster, Campion, Kubrick

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    1. Con adolescenza intendo almeno fino ai 20! Registi tra l'altro che amo tutt'ora ma che non potrei citare nelle categorie assolute di cui sopra.

      Azz.... In Altro ci andavano anche i Cohen e Sofia Coppola!

      Non se ne esce da sta post che hai lanciato.. Ho la sensazione che mi siano sfuggite molte cose così a caldo... Mannaggia te! Volevo andar a letto senza pensieri ;)

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    2. Il fatto che le hai rilette almeno tre volte mi fa pensare che l'ho scritte alla cazzo di cane... ;)

      Ma tanto ho visto che hai tagliato la testa al toro mettendo Bergman e Kieslowski dapertutto ;)

      Non conosco coixet

      Mmm, quella cosa dell'infanzia e adolescenza pare essere un pò fuori tema. Ma invece no, potremmo dirli come registi della memoria.

      No, ma credo che ognuno di noi ha buttato giù dei nomi e poi, a mente fredda, ne avrebbe messi molti diversi.
      Quindi sta tranquilla, i tuoi dubbi sono quelli di tutti.
      Però insomma, mancheranno per ognuno di noi molti nomi ma quelli che abbiam messo sono nomi che...volevamo mettere

      ciao!

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    3. Ahahah si ho tagliato la testa al toro ma neanche troppo in verità, erano le risposte per me più complete.. E valgono perfettamente anche oggi con una notte di mezzo..

      Isabel Coixet, regista de "La vita segreta delle parole" per cui ti stresso da due anni ^_^

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    4. Ah, ecco chi era Coixet!!

      Il tuo era un subdolo messaggio subliminale

      capisco ;)

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  14. Sai, tutto è relativo... a me Lanthimos ha "smosso" eccome! :)
    Comunque, si possono dare gli ex-aequo?

    In caso dico:

    TESTA : Michael Haneke e Marco Bellocchio
    CUORE: Michael Mann
    OCCHI: Wong Kar-Wai
    PANCIA: Pablo Larraìn

    CULO: beh, nessuno... non è per politically correct, ma perchè non voglio deridere nessuno. Il rispetto prima di tutto. Posso "odiare" un film, ma non il suo regista

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    1. Kar Wai per gli occhi era un nome che prima o poi doveva saltare fuori.
      In the mood for love è il film esteticamente più elegante che abbia mai visto.

      Larrain ne ho visto solo uno e già ti capisco.
      Perfetti anche gli altri, anche se anche te secondo me con cuore più che il regista che più ti emoziona hai messo il preferito, così, ad occhio eh

      la penso come te sul culo. Nel senso che magari posso anche averne mille ma se fanno un bel film li esalterei come il mio regista preferito.
      Anzi, è bellissimo ricredersi su registi che non ti piacciono

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  15. ecco la mia lista, come diresti tu se me la chiedi tra un mese probabilmente qualcosa sarà diverso.

    Occhi: Steve McQueen (non per l'uso della luce o per il suo direttore della fotografia ma per la sua regia, le inquadrature lunghe, gli sguardi)

    Testa: Kubrick, approfondisce temi di ogni tipo ma soprattutto per la sua maniacale cura nel mettere simboli e significati ovunque, un lavoro talmente esagerato che in alcuni casi (es. Shining) raggiunge la follia ed il mistero (Room 237).

    Pancia: Herzog, forse era più giusto metterlo con la testa ma non voglio dare pari meriti. Herzog merita tanti complimenti ma scrivere il vero motivo per cui amo il suo lavoro mi riesce difficile, forse impossibile, quindi credo che la pancia sia il settore più adatto per lui.

    Orecchie: Tarantino, un miscuglio tra l'utilizzo di musiche non originali ed effetti sonori che sprigionano amore ad ogni nota ( https://vimeo.com/118431867 ).

    Cuore: Leone. Non provo neanche a motivarlo, i motivi sarebbero mille e nessuno, lascio spazio a chi sa parlarne per davvero: https://www.youtube.com/watch?v=bhg0Q0jl2VE
    Uno speciale di Sky con Verdone che racconta Leone, come regista, come mito ma soprattutto come amico, con aneddoti di una goduria illimitata.

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    1. McQuenn ci sa fare moltissimo.
      E sì, ad uno appassionato di regia come te fa benissimo vedere i suoi film, io ne ho visti solo due ma la mano è evidentissima.

      Cazzo, è vero, tutti avete messo testa Kubrick ma te sei quello che più mi ha convinto ricordandomi questi giochini che faceva...

      Ottima la motivazione sulla pancia, esatto, è quella a cui non si devono dare spiegazioni.

      Ahah, l'ha fatto un maniaco quel video, sarebbe da postarlo ;)

      credo di aver visto tutto o parte di quella cosa con Verdone. E se non era quell'occasione era un'altra.

      Lista molto poliedrica la tua, complimenti

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    2. Mi piacerebbe sapere di più su Herzog a me...

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    3. di McQueen immagino ti manchi 12 anni schiavo; forse è proprio il film che mi ha fatto scegliere lui, una storia banale con però tantissimo amore e cura per le scene che lo formano.

      Emmeggì per conoscere meglio Herzog ci sono tanti modi, iniziare a vedere i suoi film è solo uno ( a me ne mancano di moltissimi e di imprescindibili) puoi leggere i suoi libri (io ho letto "la conquista dell'inutile" riflessione sull'uomo e la natura) puoi vedere alcuni backstage su Youtube e puoi anche usare facebook (una pagina interessante a riguardo: https://www.facebook.com/Werner-Herzog-The-Ecstatic-Truth-722782417811770/ ).
      oppure anche leggere questa bellissima monografia di tal Simone Pecetta pubblicata da Ondacinema: http://www.ondacinema.it/monografie/scheda/werner_herzog.html
      completa ma soprattutto scritta con vera passione.

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    4. Filippo scusa mi son espresso male; Herzog lo conosco, l'ho messo in classifica, e se guardi bene ce l'ho pure dipinto in faccia. Mi sarebbe piaciuto sapere di più su cosa TU pensassi di Herzog

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    5. ah ecco allora, l'immagine profilo è di cave of forgotten dreams?
      Comunque mi sforzo di pensare al perché Herzog mi affascina così tanto, sebbene ho visto pochi dei suoi lavori, neanche i migliori probabilmente.

      In Herzog e nei suoi personaggi vedo questi eroi folli, che davvero con tanta passione sacrificano la loro vita per sogni irrealizzabili o per lo meno contro ogni logica dominante, ed in queste persone vedo tanto coraggio, tanto amore per la vita e tanta purezza d'animo che invidio oltre ogni dire, personaggi come Fitzcarraldo, Timothy Treadwell, l'ingegnere Dorrington (i miei preferiti).
      Ingenui e forti allo stesso tempo si trovano davanti a forze incontrollabili che li vincono.

      I personaggi ma anche il ruolo della natura, che si incarna in credo tutti i suoi film (almeno in quelli che ho visto io), mi stregano e mi affascinano.

      Il sublime, ecco che cosa mi ricorda il lavoro di Herzog, tutti quei quadri dove la natura sovrasta l'uomo, disegnati da pittori come William Turner o C.D. Friedrich, personaggi che hanno saputo fermare in un'immagine un emozione fortissima.
      Herzog mi fa lo stesso effetto, moltiplicato 24 volte al secondo.

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    6. Hai scritto benissimo Filippo, sono d'accordo, i personaggi di Herzog sono sempre vinti da forze incontrollabili che li sovrastano. C'è nei suoi film quasi un senso tragico del fallimento, quello che aveva intuito Nietzsche nella grecità contro il cristianesimo. Realizzare un fastoso e magnifico spettacolo dello scacco all'uomo, dei suoi continui fallimenti, la fine delle sue speranze e le conseguenti disillusioni. Credo che si possa aggiungere che questa filosofia per Herzog non sia solo nell'atto di creazione filmica, ma vada anche aldilà, si pensi al suo sodalizio con Kinski, che disprezzava profondamente, ma dal quale era allo stesso tempo affascinato.

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    7. Grazie per queste parole, è proprio vero e bello quel che si dice. Se posso permettermi un accostamento, mi viene in mente Pier Paolo Pasolini, per il discorso sulla tragicità e la disperata vitalità.

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    8. Hai ragione a sottolineare questa vicinanza del tragico nei due registi che ci sta tutta, ma c'è una differenza di base. Mentre per Pasolini la natura è un elemento in fondo positivo e per certi versi il correlativo del male che invece è tutto nelle istituzioni, nella tecnica e nelle convenzioni umane, e dunque nella società (si veda per questo il decamerone o il suo film più violento: Salò); per Herzog la natura è caos. "I believe the common denominator of the universe is not harmony but chaos, hostility and murder" dice apertamente in grizzly man. Ogni sforzo umano, per quanto provi ad elevarsi oltre se stesso, che trasporti galeoni oltre le foreste o che tenti di stringere la pace con gli orsi, è destinato irrimediabilmente a fallire.

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    9. Sì, precisando che Pasolini, da intellettuale profondo conoscitore della realtà storica, ha da sempre rimarcato la decadenza e la corruzione sociale dovuta al desiderio di omologazione e borghesizzazione del proletariato, un'opera che solo parzialmente riuscita dai regimi totalitari della prima metà del 900 è compiuta e incontrovertibile "grazie" alla società dei consumi post capitalistica. Per Pasolini, insomma, le persone al di fuori di questa "danza della morte", sono espressione della più autentica gioia dell'essere, della vita ("Solo nella tradizione è il mio amore")

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    10. Rocco: si esatto credo cOme te che Herzog abbia vissuto le tematiche dei suoi film sulla sua pelle, sia facendo i film (fitzcarraldo è un opera partorita in 3 anni di fatiche, ritardi, incidenti, paure e morti) sia nella sua vita personale (il rapporto con kinski che citi tu oppure il viaggio a piedi annotato in un suo libro).
      Un eroe romantico che grazie al cinema ha realizzato i suoi sogni e le sue visioni più grandi.

      Emmeggi: il tuo accostamento con Pasolini purtroppo mi è incomprensibile perché vergognosamente non ho mai visto/letto nulla di suo, sapresti consigliarmi qualcosa?

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    11. Pasolini è una galassia, uno dei poeti e intellettuali più importanti del 900, una persona che ha vissuto un po' quello che dici tu per Herzog, dal punto di vista personale. Per il cinema, ti consiglio di andare in ordine cronologico, un film "neorealista" come Accattone o Mamma Roma, poi quelli più simbolici e stratficiati (tra cui lo struggente medio "Che cosa sono le nuvole" non si può saltare, così come "La ricotta", con Orson Welles), certamente il Vangelo e almeno uno della trilogia della vita. Salò lo vedrei solo parecchio a posteriori, mentre invece purtroppo molti hanno visto quasi solo questo film, cogliendone probabilmente nulla.
      A livello di lettura i suoi saggi sono spietati e lucidi come pochi altri (leggiti per esempio il breve "Lettera a Gennariello" e le Lettere luterane), i suoi romanzi drammaticamente veri, ma il cielo lo tocca con la poesia.

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  16. Son tornato a casa dal lavoro e mi son ritrovato 20 commenti sparsi in vari post, più altri in un sito e un paio su facebook.
    Siccome, lo sapete, amo moltissimo rispondere non per pro forma ma con tutta la cura possibile, per stanotte mi fermo qua, siete stati veramente perfetti nel rispondere, esaurienti e competenti.
    Sono stanco, ci rimetterebbero gli ultimi ;)

    notte a tutti

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  17. Io ne ho uno che vale per tutto: David Lynch. Testa, cuore, pancia, occhi, gola... tutto! Se però dovessi arrischiarmi nel suddividere, aspetta che ci penso...

    Ecco, pensato:

    Cuore - Hayao Miyazaki (come mi fa emozionare lui nessuno mai)

    Testa - Kubric (lui a volte non lo capisco, a volte sì. Poi leggo qualche sua intervista e capisco molto di più, a volte molto di meno. Ma so solo che quando rivedo uno dei suoi film ci penso per i giorni seguenti)

    Occhi - Tim Burton (Anche i suoi film più brutti mi colpiscono dal punto di vista visivo. Anche i suoi film più normali come Ed Wood o il recente Big Eyes)

    Pancia - Clint Eastwood (pancia nel senso che mi lascia spesso con un nodo allo stomaco. L'avrei messo anche tra le emozioni, ma con Clint si tratta di emozioni di pancia, appunto. Peccato che i suoi ultimi film non mi abbiano suscitato i soliti effetti)

    Orecchie - David Lynch (dai, almeno qui ce lo metto, tra le tante cose. Le sue colonne sonore io le amo, le musiche dei suoi film sono parte integrante dei film. E poi si è anche messo a fare dischi, quindi ci sta)

    Deretano - Zack Snyder (per me peggio di Michele Baia, ma lo inserisco perché c'è l'aggravante che un suo film - 300 - è uno dei miei preferiti. Ma solo quello, giuro)

    Aggiungo anche:

    Capelli - Cronenberg (è uno di quei pochi registi che me li riesce ad elettrizzare. Va al di là di cuore, testa o pancia)


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    1. Vi sto beccando tutti al volo, meglio rispondere subito che rischiare fino a dopo cena di non poterlo più fare.

      Hai visto come ci hanno trattato Lynch di sopra? :)

      Hai capito perfettamente ogni categoria a mio avviso.

      Credo che dopo tutti questi commenti potremmo dichiarare degli accoppiamenti vincenti, almeno due ossia

      Kubrick testa
      Eastwood pancia

      Miyazaki è il vero regista del cuore, quello che ad ogni suo film te lo fa palpitare. Personalmente a me basta il suo tratto di disegno dei visi, potrebbe anche non girare il film poi.


      Snyder insieme al da te citato Bay e a Roth credo stia nel podio dei registi più odiati.
      Almeno di quelli considerati, altrimenti nel sottobosco Boll non lo batte nessuno ;)

      Ecco, aggiungiamo anche i capelli (in modo perfetto), almeno dopo l'incredibile lista di Emmegì siamo a posto ;)


      finalmente abbiamo liberato Lynch dal fondoschiena, stava affogando...

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    2. Ma guarda, fino a che un artista sta sul "culo" oltre che nel cuore, credo si possa definire realmente artista (lo dico anche riferendomi a Von Trier, che però a me a volte piace di pancia, altre non piace di deretano)

      Viva Lynch, amico. Ma viva soprattutto la libertà di pensiero :D

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    3. Cazzo sì Viva Lynch, grande artista che per ore ci ha accompagnati su sentieri oscuri...Aspettando TP3!

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    4. Esatto Frank, come dicevo sopra (vai a sapere dove ormai) se un artista sta su cuore e culo a diverse persone vuol dire che molto probabilmente è artista vero, di quelli non banali.

      Oh, il gruppetto di Trier è andato a finire qua in fondo, nascoto. Restiamo in basso che si sta meglio.

      Passando a quell'altro pazzo se davvero esce il 3 mi devo rivedere tutti i primi due e parlarne, per forza

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    5. Dovresti fare come me: io mi rivedo TP una volta all'anno :P

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    6. io la trovo una cura alla malinconia :D

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  18. E' impossibile metterne uno

    Cuore: Inarritu e boh...sicuramente qualcun altro
    Testa: Nolan, Gondry, Haneke, Lynch (per motivi diversi)
    Occhi: Kubrick, Nolan, Tarsem Singh, Sorrentino
    Orecchie: Paul Thomas Anderson, RIchard Kelly, Nolan
    Pancia: Jonze, Richard Kelly, M.N.Shyamalan
    Culo: Nessuno. Moccia anzi.

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    1. A te commento meno.

      Nolan sei il primo che lo cita, per me è assurdo, ma me ne farò una ragione.
      Di Singh non hai visto ancora The Fall, parli a prescindere ma ti manca il meglio.
      Di colonne sonore non capisco niente.
      Di pancia tutte scelte moderne e originali anche se credo che di due registi hai visto pochissimo, shyamalan tutto,

      Gondry malgrado mood Indigo credo. O proprio per quello

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  19. Caspita, io sono un po' inbastian cuntrari. Mi troverei molto in difficoltà a dire qual è il mio regista preferito e non ci avevo mai pensato, questo post mi ha fatto riflettere. In realtà non riesco a trovarne uno. Sono forse troppo condizionato dal film in sé, piuttosto che dal modo in cui viene narrarlo; quindi può capitare che ci sia un regista che mi fa impazzire con un film ma con il successivo mi deluda. Questo è strano, perché non mi succede, a esempio, con i libri, dove ho i miei autori preferiti e non mi hanno mai deluso.
    Però ci proviamo.
    Il cuore a me lo cattura solo Sergio Leone. La testa Martin Scorsese perché mi sembra una garanzia, non ne fallisce uno. Per quanto riguarda l'horror (che mi riesce più facile), il discorso che ho fatto sopra si ingigantisce - ci sono registi che davvero ogni tanto sfornano capolavori e subito dopo schifezze. Tobe Hooper ne è l'esempio. Brad Anderson mi piaceva molto, ma dopo "vanishing on 7th street" è sprofondato. E vogliamo metterci Darione nazionale? Sì, dopo Leone, nel cuore c'è lui, ma fino a Non Ho Sonno. Forse in ambito horror ce n'è uno che non mi delude mai: Gullelmo del Toro. E anche un altro, che però è accusato di essere un facilone, James Wan (sono uno dei pochi che considera The Conjuring un gran bell'horror. E pure Insidious. Per non parlare di SAW, forse per me l'unico horror recente che compete a testa alta con i grande horror degli anni 70 / 80 / 90). Questi due registi peraltro mi piacciono - ora che ci penso - per un altro aspetto: gli occhi, appunto. A me affascina la fotografia nei film e le immagini (ma anche le colonne sonore) contano moltissimo per me. Entrambi curano parecchio questi aspetti. Mi viene in mente un film - anche se non è horror e non è di questi due - Hanna, del 2011. Quando l'avevo commentato parlai di una sorta di feticismo dell'immagine e dissi che non si trattava di belle immagini finalizzate a rappresentare nel migliore dei modi una trama, ma, al contrario, una trama che, in alcune scene, è strumentale alla rappresentazione di bellissime immagini. Tipo Sorrentino in This Must Be The Place. Comunque credo che questo aspetto della bellezza dell'immagine dovrebbe essere più curato nell'horror - ma per fortuna è proprio la direzione in cui si sta andando da un po’ di tempo. Anzi, l’horror è forse uno dei generi dove si sperimenta di più in ambito di immagine (con risultati a volte spaventosamente ridicoli e grotteschi; ti ricordi ad esempio quel redneck horror insulso, non mi viene il titolo, lo hai recensito anche tu...)

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    1. ho esagerato con la lunghezza, che pappardella che è venuta!

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    2. A me piacciono sia i commenti lunghi che le pappardelle, molto.

      La penso come te, il 90% delle volte film batte regista per me, tanto è vero che spesso manco li cito.
      Forse non è l'atteggiamento giusto (nelle altre forme d'arte l'artista è imprescindibile) ma così è.

      Io credo che anche te per cuore hai inteso regista del cuore, preferito, non quello che ti emoziona più.

      E' diventato un bell'excursus sull'horror, divertente.
      Sì, quando parli di registi che fanno capolavori e boiate hai dimenticato proprio Craven, è bello ricordarlo proprio adesso.
      Vanishing fa cacare, concordo.
      E concordo anche su Nonhosonno come ultimo Argento valido.
      Del Toro alla fine di veri horror ne ha fatti pochi e secondo me è uno di quei registi la cui fama è superiore alla filmografia.
      Resta autore di un capolavoro e di due grandi film.

      Su Wan, ma forse lo sapevi, siamo in disaccordo.
      Ossia, per gli occhi è un mago ma per il resto dopo i due ottimi film d'esordio è diventato per me il simbolo di questo nuovo horror che a me non piace.
      Quando fai quel discorso sulla fotografia mi verrebbe di aprire un post apposito, magari sui film del, come i registi del, o anche solo sull'immagine.
      Per me, a memoria recente, i due top sono Valhalla Rising e The Fall.

      Dici Marco? io invece trovo che gli horror più incisivi siano proprio quelli più sporchi.
      A me cose come Insidious, Innkeepers e quasi tutti gli horror in sala recenti non sono piaciuti ANCHE perchè troppo patinati.
      Per restare a West quanto The Sacrament (telecamerina) e THOTD (fotografia anni 80) sono superiori a Innkeepers?

      ahaha, no, ora non mi ricordo, ma mi deve venire prima o poi!

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    3. L'ho trovato! Small Town - La Città della Morte!!!! :-)
      che pena di film ah ah ah.
      Già che m'è venuto in mente, ora me ne sono pure riguardato un pezzetto.

      No no guarda che mi sono spiegato male col discorso di Wan e del Toro – la loro fotografia mi piace perché è curata e la utilizzano come uno strumento importantissimo per raccontare il film, ma non per il fatto in sé di essere patinata. A me piace questo tipo di fotografia (quella patinata), ma dipende dal contesto. Diciamo che li metto in un generico insieme più ampio dei film in cui la fotografia è curatissima e importantissima – un insieme che contiene anche quelli in cui la fotografia, all'opposto, è sporca o quelli in cui è grigia come gli apocalittici.
      Ad esempio Non aprite quella Porta sarebbe un po’ ridicolo con la fotografia di The Conjuring, ma penso anche viceversa. Che poi, parlando in questo senso di Non aprite quella Porta, forse è più giusto che io mi riferisca al remake di Nispel, che per me ha una fotografia stupendamente riuscita, perché lì è stata una cosa curata e cercata appositamente. Per quanto riguarda l’originale di Hooper – che come fotografia è straordinariamente cruda e sporca e l’effetto finale è anche superiore – vale il discorso di come la fotografia sia importante nell’economia di quel film, meno il discorso sulla ricercatezza…perché forse lì non è stata interamente cercata. Probabilmente è proprio la sua genuinità a renderla così ottima.

      The Sacrament come sai a me è piaciuto molto e ha una fotografia perfettamente adatta – non vivace ma nemmeno troppo sporca se ben ricordo -...purtroppo non ho visto Innkeepers! Nemmeno THOTD…
      Però deduco che tu ti riferissi al fatto che Innkeepers abbia una fotografia molto patinata, quindi diversissima dai primi due.
      In realtà in generale concordo con te; anche a me piacciono di più i film in cui fotografia è sporca..specie perché di solito questa fotografia viene associata ai sottogeneri che mi piacciono di più (Wolf Creek e generalmente i rednecks). Però mi piace anche quella un po' più "fricchettona", se nel giusto contesto. Basandomi su quello che hai detto, è molto probabile che quando vedrò Innkeepers penserò “il film è così così…ma la fotografia è ottima!” :-)
      Me ne viene in mente uno in cui la fotografia è molto patinata e molto invadente…gialli e rossi fortissimi: The Village. L’hai visto? Li ci stava bene. Beh lì comunque era bello il film a prescindere.

      The Fall me lo ricordo da quando lo avevi recensito - lo dovrei davvero guardare. L’altro non lo conosco. Ma io devo ancora vedere The Raid 2 che tuo fratello è un anno che me lo rinfaccia :-)

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    4. No, Small Town, come hai fatto??
      Non mi ricordo una singola scena se non che sia senz'altro tra i 5 più brutti film della mia vita.

      Ah, o.k.
      Ma no, anche io sono uno che apprezza tantissimo il lato formale eh, infatti per Innkeepers, ad esempio, l'ho salvato proprio per la motivazione che dici te.
      Però, per esperienza, ho notato che gli horror più sono sporchi meglio è.
      Per The Sacrament non ho nemmeno specificato perchè trattandosi di mock poi, bene o male, la fotografia vien da sè, non potrà mai essere patinatissimo o troppo elegante, solo più o meno nitida in base alla telecamerina.

      Con Non aprite quella porta hai fatto l'esempio perfetto. Quasi sempre gli orginali sono più disturbanti ed incisivi proprio grazie alla fotografia. anche quando siamo in presenza, come questo caso, di grandi remake.
      Il discorso è semplice Marco, più ti "scordi" del cinema più quello che vedi può colpirti.
      Almeno, per restare nel post, a livello di pancia.
      Poi gli occhi sono un'altra cosa.

      Non ricordo la fotografia di The Village, troppi anni fa, ma secondo me è un grandissimo film, rovinato un pelo solo dalla classica predica moraleggiante (vedi il giornale letto alla fine) sciamalaianesca.

      The Fall è un caèpolavoro visivo che a me ha toccato anche il cuore.
      E, ho fatto un post sull'argomento, tutto quello che vedrai sono luoghi veri ed esistenti

      The Raid 2 me lo dice da mesi anche a me.
      In realtà vidi il primo prima di lui su mymovies e quando due giorni dopo andai per vedere il secondo l'avevano appena tolto.
      E poi l0'ho perso 4 volte su Rai 4 (dove gira).

      Siccome gira parecchio sto cercando di evitare lo streaming anche perchè l'unico canale che ce l'aveva in hd non ce l'ha più

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  20. Della testa direi Lynch. Ogni suo film è per me un esercizio di ragionamento, voglio capirlo e non ci riesco.
    Del cuore probabilmente Scorsese, non c'è nessuno dei suoi film, a parte forse Hugo Cabret, che non mi abbia coinvolta emotivamente.
    Degli occhi Kubrick, non sto neanche a pensarci su. Ogni immagine dei suoi film è talmente bella da commuovermi.
    De panza, e anche de sostanza, Tarantino. Nessuno mi prende come lui.
    Di chiulo... e ora mi faccio uccidere... Pasolini. Non ce la faccio, davvero. Non lo sopporto.

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    1. Oh. finalmente una che mi appoggia su Kubrick-Occhi!

      E anche Lynch è nel posto perrfetto.
      Su scorsese non condivido il tuo amore ma è un grandissimo regista, c'è poco da fare.

      Azz, coraggiosa, proprio qua sopra stanno parlando di Pasolini, speriamo non si accorgano...

      Comunque ribadisco la battuta per Ozpetek, dire culo e Pasolini è una bastardata

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  21. Ciao
    Grazie per le post
    Mi piace molto el blog
    bellissimo!
    Baccio

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